Avete in mente l’uva Garganega, quella dei vini bianchi veneti e sopratutto del Soave? Avete in mente le peculiaritá di tali vini? Taglienti, minerali, sapidi, secchi. Tutte cose che avrei dovuto riscontrare anche nel Monte Carbonare, cru di Soave realizzato da Valentina Tessari: winemaker e comproprietaria, con le sue 3 sorelle, dell’azienda Suavia che ha sede in quel di Fittà, piccola frazione nel cuore del Soave Classico. Peró, peró… si é verificata una magia: sará stata la “vecchiaia” della bottiglia in assaggio, datata 2017, e quindi con un vino in fase evolutiva avanzata. Oppure sará stato il terreno di origine vulcanica di color nero carbone (ecco il senso del nome di questo cru di Soave DOC) dove nasce l’uva Garganega 100% che sta alla base di questo vino. Fatto sta che questo bianco – o meglio, oro antico – si é rivelato di un calore, di una morbidezza, di una rotondità, sconosciuta ai vini della stessa tipologia. Suavia forse non lo sa, ma avendo l’accortezza di lasciar riposare in cantina questo Soave per qualche anno – come ho fatto io – ne esce fuori un CAPOLAVORO🏆 che lo fa quasi assomigliare ad una vendemmia tardiva e proprio per questo lo rende magico🧙♂️.
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etichetta 8,96 | colore 9,18 | profumo 6,94 | densità 9,29 | persistenza 8,71 | tipicità 9,68 | struttura 9,,07 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,43 | ribevibilità 8,86 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 106,46

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