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RePoRT ViNuM 2022 [eDiZioNe N°44]

Saró sincero: io non avevo mai visitato Alba, ma l’occasione dell’edizione n°44 della Fiera Nazionale dei vini del Piemonte era trooooppo ghiotta, per lasciarsela scappare. Banchi di assaggio sparpagliati nelle piazze più belle di Alba, suddivisi per provenienza e tipologia di vini, è lo spettacolo – perfettamente ideato e organizzato – che mi sono trovato davanti 2 weekend fa. E vi voglio raccontare VINUM 2022, spoilerando le sensazioni e le valutazioni dei vini assaggiati, partendo dal presupposto che sembrava una fiera organizzata ad uso e consumo di questo blog😁 (leggi le ultime righe di questo report per capirne di più) . Saró spudoratamente chiaro: il percorso prevedeva ben 17 vini in degustazione (+grappino) includendo l’assaggio di un calice di Barbaresco e di Barolo che – per logica del “percorso suggerito” – ho gradito assaggiare per ultimi. Ma partiamo dall’inizio, col botto🎇!

Un monumentale Dolcetto d’Alba Bricco Caramelli 2019 griffato Mossio ha aperto la session degustativa come meglio non si poteva: succoso, strutturato, elegante e di una piacevolezza gustativa inusitata.

In antitesi, invece, il Dogliani Vigne Dolci di San Fereolo, dotato di bella freschezza ma con un’aciditá e una struttura non perfettamente “a fuoco”.

Decisamente meglio la pausa ⏸ in bianco con il Gavi La Meirana firmato Broglia: pur non essendo un appassionato della tipologia, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla pienezza gustativa che mi ha lasciato la voglia di riassaggiarlo con calma, per poi raccontarlo minuziosamente su questo blog. Ancor più esaltante il ri-assaggio di una nostra vecchia conoscenza: il Moscato d’Asti La Galeisa griffato Romano Dogliotti alias La Caudrina [scopri qui l’assaggio], sempre affascinante, sempre strepitoso.

Ma torniamo ai rossi, dove il Piemonte sa davvero il fatto suo. E lo dimostra con un triplete di assaggi davvero al 🔝 : partiamo con un’ottima Barbera, ops🤭, Nizza Tre Roveri by Pico Maccario, più morbido~suadente che tannica, ma forse un filo di spina acida l’avrebbe resa ancor più interessante.

Quindi il Dolcetto d’Ovada Poggiobello firmato Tacchino, buono oltre le aspettative, ma ancora un filo sotto ai migliori dolcetti di zone più rinomate (leggi Alba, Dogliani).

A chiudere la terna, una strepitosa Barbera d’Asti Giorgio Tenaglia che vorrei riassaggiare con calma, nella convinzione di esser davanti ad un Capolavoro con la C cubitale.

Ed è proprio la Tenuta Tenaglia ad aprire un’altra tranche di assaggi in consecutio, con un buonissimo Grignolino del Monferrato Casalese,

per proseguire con il Dolcetto di Diano d’Alba di Farinetti – buono ma non troppo😜 –

e il Dolcetto d’Alba Simbiosi by Sobrero altrettanto interessante, ma senza particolari guizzi gustativi;

idem dicasi per il Dolcetto albese Masulin dei Fratelli Giribaldi.

Nuova pausa ⏸ in bianco con il valido Roero Arneis Renesio di Malvirá,

per poi assaggiare 2 Barbera d’Alba griffate Adriano Marco+Vittorio e Luigi Drocco: sicuramente buone ma non indimenticabili.

Finale shock😲 nel padiglione dei Grandi Rossi con il trittico Dogliani San Fereolo,

Barolo Marziano Abbona, Barbaresco Basarin di Adriano Marco e Vittorio; una sessione di tasting decisamente al di sotto delle attese per tutti e 3. E se per il Dogliani – servitomi malauguratamente ad una temperatura frigorifera – c’è la scusante dell’errore umano del sommelier, mi ha davvero lasciato basito il doppio assaggio Barbaresco~Barolo, non all’altezza né del costo delle singole bottiglie, né tantomeno delle potenzialitá espressive del nebbiolo. Tant’è che non ho neanche scattato le foto dei 2 Grandi Rossi assaggiati, perlopiù innervosito🤬 da un accidentale rottura del calice🍷 in mio possesso. E qui torniamo a quanto scritto all’inizio del report: <<una fiera organizzata ad uso e consumo di questo blog>> in quanto i 3 vini che hanno saputo davvero emozionarmi, sono ben sotto la soglia tipica di Emotional Wines, cioè costano meno dei fatidici 21€, posizionandosi addirittura in fascia 10~15€! . Segnatevi e tenetevi ben stretti i nomi delle cantine e dei loro strepitosi vini “fuori categoria”: Mossio con il suo Dolcetto Bricco Caramelli, Tenuta Tenaglia con la sua Barbera Giorgio Tenaglia, La Caudrina con il suo Moscato La Galeisa. Hanno stravinto, tutti e 3 ex-aequo, questa bella session degustativa ViNuM 2022. Applauso agli organizzatori 👏👏👏 per la quantitá di bottiglie presentate – oltre 350 etichette – e per il buon livello qualitativo delle stesse.