Perchè sennò – scrivono nell’articolo – il prezzo del vino diminuisce. E quindi il problema, si evince lapalissianamente, è che serve trovare un modo per “tenere alto” il costo della singola bottiglia: riducendone la produzione e aumentandone il costo, una genialata! Se non fosse che L’INNALZAMENTO DEL PREZZO DEL VINO danneggia:
in primis, il piccolo~medio viticoltore; in secundis, l’appeal del PRODOTTO VINO, che invoglia ad essere sostituito da altre bevande meno costose e “spensierate” come la birra.
Eppure, basterebbe poco: servirebbe UN PATTO tra chi lo produce e chi lo consuma, evitando le facili speculazioni e i ricarichi fantasiosi di chi lo vende.
Faccio una proposta, rivolgendomi ai vignaioli: inserire in retroetichetta il PREZZO DI CANTINA, comprensivo quindi del ricarico di vendita suggerito (e utilizzato) dal produttore stesso. Qual è il senso di tale operazione? Trasparenza, Correttezza e Rispetto.
Un patto reciproco tra le 3 “figure” che compongono il mercato del vino:
Produttore, Venditore, Consumatore.
Chiedo troppo?
[eventuali commenti/suggerimenti alla mail📧emotionalwines@gmail.com, che pubblicherò in caso d’interesse pubblico]
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