Cara Chiara, possibile che tu non capisca dove finisce la fuffa ed inizia il mondo reale? Non ho capito il motivo di rispondere in modo piccato davanti ad un’accusa precisa, motivata, descritta in ogni minimo particolare dal denunciante. Che, bada bene, non è un gruppo formato da haters che ce l’hanno con te per partito preso; né una banda di bimbiminkia invidiosi del tuo successo. Il denunciante è l’Autorità dell’Antitrust e, di conseguenza, anche il Codacons (Associazione a tutela dei consumatori) si è mosso per il risarcimento del danno, causato dal sovrapprezzo simulante la (falsa) beneficienza del “tuo” pandoro griffato PinkChristmas.
Chiara, dammi retta: fatti una doccia di umiltà e invece di arrampicarti sugli specchi di una difesa a dir poco infantile, riconosci il tuo plateale errore, chiedendo pubblicamente “scusa” e paga quel che c’è da pagare, senza SE e senza MA. Così minimizzi i danni alla tua “brand reputation” ed eviti strascichi pericolosi sia lato giudiziario, sia lato economico, sia lato personale. Perché se ti incaponisci e magari credi davvero di non essere nel torto marcio, poi ti fai male. E alla storia della tua presunta e inverosimile buona fede, non solo non ci crede nessuno, ma è disturbante il tuo far trasparire arroganza e supponenza nel difendere l’indifendibile. Poi, oh, fai come vuoi: ognuno è artefice del proprio destino e nell’era del luccicante e dorato mondo del web, non è facile assurgere al successo planetario che hai conquistato te, negli anni. Ma è facilissimo “cadere dal trono”: basta un pandoro…
[with love❤️, Ⓣ𝑒𝗱𝕕🆈wΐ🅽e]
🐻
Post Scriptum:
《Dicevano tante cose su di me.
Dicevano che non avevo abbastanza carattere.
Dicevano che non avrei fatto tanta strada, che avrei dovuto chiedere il pèrmèsso***, che non avrei trovato il mio posto nel mondo.
Dicevano che non sarei mai stata come gli altri, ma su quèsto*** avevano ragione.
Ssshhh…》
Alla luce delle ultime vicende, c’è poco da far silenzio, anzi…
Nel sottolineare un “mood disturbante” sia nei testi di una pubblicità così supponente~arrogante (coerente con il brand pubblicizzato e con l’interprete), che nella chiusa finale – con l’invito a far silenzio decisamente fuori luogo – viene a galla la vera anima della Ferragni.
Che non si può descrivere a parole, poiché scivolerei nel turpiloquio…
Post Scriptum bis: *** “permesso” e “questo” non possono essere letti come ha fatto la Ferragni nello spot, cioè con la “è” ad accento grave. L’italiano e la grammatica sono una cosa seria. Ma, evidentemente, gli autori e l’interprete dello spot, se ne fregano spudoratamente, comportandosi da ignoranti in materia.
E il gesto del silenzio, a questo punto, gli si rivolta contro.
Come dice il vecchio proverbio?
Chi la fa, l’aspètti. Shhhh…🤫