Il ricordo del Vinsanto griffato Poderi del Paradiso è ancora indelebile, nonostante siano passati 10 mesi dall’assaggio di tale meraviglia [scoprilo qui], poi risultato tra i vincitori del premio Vino Dolce dell’anno 2023 agli Emotional Awards del 6 Gennaio scorso. Ed oggi è la volta della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Biscondola 2020, sempre a firma Poderi del Paradiso, che si presenta di giallo intenso vestita, con belle venature d’oro. Profuma di susina, pesca noce, melone; e tutta questa frutta la ritroviamo anche sulle papille linguali, con un sorso di grande profondità e complessità di sapori, ben sostenuto da una struttura importante e da una sapidità che regala freschezza e succosità. Persistenza aromatica e retrogusto sono al top, per una Vernaccia Riserva INEGUAGLIABILE: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 da bere tutte d’un fiato. Post Scriptum: circoletto⭕️ rosso per il rapporto emozioni/prezzo di questa Biscondola 2020, che pur costando meno di 20€ si comporta da “specials“; siamo ben oltre ogni limite umanamente pensabile❗️ Post Scriptum bis: non sarà che, ai Poderi del Paradiso, fare vini eccellenti è un abitudine❓️ Applausi scroscianti👏👏👏 in vigna, a Valerio Zorzi e in cantina, a Nicola Berti.
etichetta 7,00 | colore 9,79 | profumo 9,80 | densità 9,66 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,82 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,07
mi ha emozionato perché è profumata, fruttata, strutturata e persistente
… di Michele Calò & Figli, già assaggiato nella versione 2020 [scoprila qui], un paio d’anni orsono. Fernando e Giovanni Calò – i figli di Michele, storico fondatore della cantina leccese – ci propongongo un Salento Rosato IGP di bella tipicità, ma con uno stile vinicolo tutto suo che, come vedremo tra un sorso e l’altro, è fortemente distintivo. Alla vista, il Mjere 2022 è rosa corallo con venature cerasuolo; al palato, è deliziosamente morbido, fruttato, succoso e fragrante. Ecco, rispetto ad altri rosati pugliesi, la sapidità fa un passo indietro, per far risaltare una beva tutta incentrata sull’eleganza e sulla morbidezza, con un retrogusto finale di rara finezza. Anche stavolta il Mjere 2022 non va oltre la fascia STRABUONO, ma con un distinguo importante: le 3 coppe🏆🏆🏆 sono “più pese” del solito, con un netto incremento valutativo globale rispetto alla 2020, a un passo dalla fascia superiore. Evidemente, sia in vigna che in cantina, l’agronomo Giuseppe Pisanello e l’enologo Giuseppe Bassi, hanno letto le mie critiche all’annata 2020😁 e “mi hanno risposto” con i fatti: bravi👌!
etichetta 7 | colore 9,23 | profumo 8,96 | densità 8,43 | persistenza 8,93 | tipicità 9,06 | struttura 8,64 | discesa in gola 9,60 | retrogusto 9,85 | ribevibilità 9,64 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 107,79
mi è piaciuto perché è profumato, morbido ed elegante
… cioè una microcantina toscana, ubicata in quel di Gaiole in Chianti, nel senese. La family Gioffreda, proprietaria dei 7 ettari vitati, estrae dal cappello un Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” bio🌱, a primo impatto fin troppo semplice, di struttura esile, ma dal sorso prepotentemente fresco, schietto e secco. Nel calice si presenta di un bel rosso rubino classico, profumato di fiori, frutti rossi e un pouffe erbaceo. L’entrata in bocca è quasi timorosa ma, a modo suo, elegante; poi si apre a ventaglio sulle papille linguali esibendo una tipicità disarmante, tutta incentrata sulla freschezza e sulla pulizia di beva, con un corpo leggiadro ma non troppo, chiudendo con una persistenza aromatica secca ma fruttata, in perfetto equilibrio gustativo. Aria 2019 è un Chianti Classico DOCG indubbiamente STRABUONO, con le sue 3 coppe🏆🏆🏆 di merito che renderanno felici gli amanti dei vini rossi fruttati, fragranti e piacevolmente aciduli. A trovargli un difetto, mi sarei aspettato una struttura più tosta, ad esaltare la concentrazione~succosità del sorso e un retrogusto più morbido, più rotondo. Ma forse, avrei scontentato i cultori dei Chianti Classico “verticali”, dei quali Aria ne è un perfetto interprete. Fa il vino Marco Chellini, supportato agronomicamente da Marcello Burgio, per la cantina Casa al Vento [scoprila qui].
etichetta 8,50 | colore 8,61 | profumo 8,43 | densità 8,07 | persistenza 9,04 | tipicità 9,28 | struttura 8,17 | discesa in gola 9,07 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 105,98
mi ha emozionato perché è fresco, fruttato, beverino e piacevolmente acidulo
…anche perchè sono proprio loro che le realizzano! Oggi siamo in Toscana, nella campagna fiorentina del Valdarno, nei pressi di Figline, dove la bellissima Tenuta Il Palagio, rilevata proprio dall’artista britannico Sting e da sua moglie Trudie Styler, è una Cantina – e un ristorante + winebar + pizzeria + farm shop – che produce olio e vino. Il Palagio ha scelto di avvalersi della consulenza enologica di Riccardo Cotarella, che equivale a dire “un Master winemaker” d’eccezione. Anche dal semplice, economico Vino Spumante Il Palagio Brut – realizzato in collaborazione con la cantina campana La Guardiense – si comprende che Sting&Trudie amano “alzare l’asticella” dei loro prodotti, anche in un’etichetta basic. Che si presenta giallo oro scarico nel calice, con una bollicina lievemente esuberante, ma che lascia trasparire una struttura esile ma saporita, dotata di un buon equilibrio di beva grazie ad un livello di acidità mixata alla perfezione con un finale non troppo secco e di discreta persistenza. Intendiamoci: facendo un paragone, siamo molto lontani dai cru di Prosecco provenienti dalla zona di Valdobbiadene, ma il “reference” al quale s’ispira, è quello. E pur riuscendo solo parzialmente ad evocarlo, riesce ad aggiudicarsi – seppur di misura – le 3 coppe🏆🏆🏆 della fascia STRABUONO. E siccome《la curiosità cresce via via… bevendo》mi riprometto di assaggiare le altre etichette della Tenuta Sting&Trudie, ops! Il Palagio😜.
etichetta 7 | colore 8,53 | profumo 8,03 | densità 8,37 | persistenza 8,04 | tipicità 8,03 | struttura 7,71 | discesa in gola 9 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,31 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 100,26
mi ha emozionato perché è profumato, fragrante e beverino
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥… alooooooooooò cocche🥥🥥🥥… Sìììììì, lo so: con sto’ caldo – e tutta la mia pelliccia orso🐻luta – mi sono addormentato (letargicamente😴) di brutto. E mi sono scordato di pensare agli assaggi di questo Ottobre-che-sembra-Agosto: quindi… ecculi!
☆ un “poker” dalla Toscana: Chianti Classico d’annata e Riserva, Vernaccia di San Gimignano, Spumante brut; ♤ dal Trentino: Gewürztraminer; ◇ dal Veneto: Soave; ♡ dalla Puglia: Negroamaro, Salento Rosato; ♧ dalla Liguria: Vermentino.
A parte il fatto che io neanche conoscevo l’esistenza di tale vitigno, sono rimasto incuriosito dai premi elargiti a tale vino dalle principali Guide Vini nostrane: sto parlando dell’Orgiolo 2020, Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore targato Marotti Campi e pluripremiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero🦐, che si aggiungono ai 4 grappoli🍇🍇🍇🍇 di Bibenda e alle 3 viti e 1/2 di Vitæ. Quindi, a logica, non potrei far altro che inserire tale etichetta in fascia maxima, senza neanche assaggiarlo, giusto? Oibò🧐, sia mai! Non sarebbe la prima, nè l’ultima volta, che un vino strapremiato, straelogiato, stra…, poi risulti – all’assaggio e all’analisi micrometrica dell’AQP (Algoritimo Qualitativo Proprietario) – non dico una ciofeca😁, ma semplicemente un vino standard, cioè senza lode e senza infamia. Sarà quest’ultimo il caso dell’Orgiolo 2020? Scopriamolo insieme: rosso scurissimo impenetrabile alla vista, emana profumi di frutta rossa matura, ciliegia🍒 sotto spirito e note erbacee. In bocca è denso, succoso, ciliegiato, astringente (ma senza esagerare) e persistente: una meraviglia😋! Da annotare una struttura media, che non va ad appesantire un sorso decisamente vinoso e concentrato. Forse, per raggiungere la perfezione, servirebbe un retrogusto più intenso – ma soprattutto più lungo temporalmente – e un tannino più presente, a dare maggior spessore ad una beva di strepitosa ricchezza di frutto. Poiché, così com’è, l’Orgiolo 2020 deve “accontentarsi”😉 di dominare la classifica dei vini CAPOLAVORO con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 e un punteggio record di fascia. A un soffio dal maximo, a un nonnulla dalla fascia riservata agli “specials”, con un etichetta appena sopra i 12€❗️❗️❗️ Post Scriptum: da segnalare che Marotti Campi [scopri qui la Cantina] fa parte del “club” FIVI, Vignaioli Indipendenti (e virtuosi😉) Post Scriptum bis: i 2 “maghi” di vigna e cantina sono, rispettivamente, Ivano Belardinelli e Roberto Potentini, selezionati con cura dagli “appassionati di magia” Giovanni, Francesca e Lorenzo Marotti Campi. Chapeau🎩🎩🎩 sans fin…🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,98
mi ha emozionato perché è denso, succosissimo, ciliegioso e persistente
Inutile girarci intorno, ma Terre di Sava riesce – ancora una volta – nell’impresa di coniugare il basso prezzo della bottiglia, con l’alta qualità del contenuto. Applausi 👏 👏 👏 spoileranti😉 per il Fiano Salento IGP 2022 griffato Notte Rossa, che si presenta giallo paglia scarico alla vista, ma ben ricco dei profumi fruttati anticipati nel title. Anche in bocca è nettissima la percezione di pesca noce e di melone maturo, abbinata ad una valida e succosa struttura, seppur supportata da una persistenza aromatica appena discreta. Ma… dico io… avete capito che sto parlando di un vino comprato “al super” a poco più di 6€? Cosa si può pretendere di più da un bianco pugliese STRABUONO🏆🏆🏆 ai massimi livelli di fascia? La piacevolezza gustativa è al TOP, idem per la riBevibilità, idem per il rapporto emozioni/prezzo. Può bastare? Post Scriptum: unica nota stonata in questo quadro idilliaco, la dicitura in retroetichetta “prodotto e imbottigliato da ICQRF… per conto di”. Tiratina di orecchie!
etichetta 7,50 | colore 7,86 | profumo 9,81 | densità 9,03 | persistenza 7,41 | tipicità 9,10 | struttura 8,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,46 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 107,89
mi ha emozionato perché è profumatissimo, fruttato e beverino
Fa il vino Riccardo Cotarella. Ma… che vino sarà? Scopriamolo insieme: di colore rubino intenso, profuma di ciliegia e prugna cotta ed entra in bocca con suadente garbo e morbidezza. La struttura è più elegante che potente, ma la magia di questo Sumaniello “askos” 2021 Salento IGT griffato Masseria Li Veli sta tutta nella rotondità di beva – indescrivibile a parole, nella sua maestosità – più che nella persistenza aromatica, comunque esageratamente ciliegiosa🍒 e d’inusitata lunghezza, seppur non troppo intensa. Retrogusto coerente, pur non memorabile, ma tirando le somme… CAPOLAVORO di fascia alta, senza se e senza ma. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Masseria Li Veli e questo eccellente Susumaniello. Aggiungendo gli applausi👏 👏 👏 👏 per Re👑 Riccardo che l’ha saputo pensare “in grande”. Rapporto emozioni/prezzo da champion of the world🌍!
Post Scriptum: anche il Gambero🦐 Rosso, seppur con 1 anno di ritardo, si è accorto della grandezza di questo Susumaniello Askos (3 bicchieri🍷🍷🍷 assegnati all’annata 2022, nella futura Guida 2024). Meglio tardi che mai!
etichetta 7 | colore 9,74 | profumo 9,53 | densità 9,78 | persistenza 9,38 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è setoso, rotondo ed elegante
Diciamolo subito: la cantina pugliese Cantele [scoprila qui], con questo Negroamaro Rosato Puglia IGP, supera ogni aspettativa. Veniamo all’assaggio: il colore di questo Rohesia 2022 è rosa chicco con nuance arancio, i profumi sono un pupurrì di frutta fresca “estiva” con l’aggiunta di alkermes; l’attacco in bocca è altresì fruttato e di fragranza strepitosa, in un contesto di perfetta simbiosi tra complessità di beva ed eleganza aristocratica. Ma è nella persistenza aromatica, di grande finezza ed intensità, con un finale “coup-de-theatre” speziato~abboccato, che esce fuori l’anima di questo Negroamaro Rosato Puglia IGP Rohesia 2022 griffato Cantele, che va a posizionarsi nella zona alta della fascia CAPOLAVORO ma avrebbe potuto volare altissimo in zona “specials” se soltanto… (vedi il P.S.). Da sottolineare anche un retrogusto lunghissimo e – tanto per rimanere in linea con il suo stile gustativo – di rara eleganza! 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti e strameritate (anche per un rapporto emozioni/prezzo stellare!), che valgono un plauso agli “autori” di questo suuuper Rosato pugliese: Cataldo Ferrari, in vigna e Gianni Cantele, in cantina. Bravi👏👏👏. Davvero. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: Rohesia 2022, un Rosato davvero emozionante e sorprendente in assoluto, sarebbe stato da fascia maxima INEGUAGLIABILE, se soltanto avesse riportato in retroetichetta “prodotto e imbottigliato all’origine da” anziché il generico “imbottigliato da”, che io ambirei a non trovare più neanche nelle bottiglie presenti al reparto vini della GDO (ed è la sola “nota stonata” in un’etichetta di altissimo livello qualitativo).
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,79 | densità 9,28 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,49
mi ha emozionato perché è fragrante, succoso, elegante e speziato
PREMESSA : : Illasi è un paese ubicato nel cuore❤️ della Valpolicella, nel bel mezzo della campagna veronese. E la Cantina Santi – perla della “galassia” Gruppo Italiano Vini – che andiamo a scoprire oggi con un wine tasting in loco, emana relax e ruba gli occhi👁👁 al 1° sguardo dall’esterno. Ma è ancora più affascinante all’interno…
Si respira la Storia, entrando in un luogo che ha 180 anni di vita; un luogo, sorvegliato perennemente dalla “presenza eterea” di Carlo Santi – il fondatore – ben percepibile in quell’alone di fascinosa e misteriosa rilassatezza, che mi pervade fin dalla museale sala d’ingresso alla Cantina.
Cristian Ridolfi, winemaker di lunga esperienza e profondo conoscitore delle uve rosse autoctone – corvina, corvinone e rondinella – mi teletrasporta all’interno degli acini appena raccolti e atti alla produzione del “vino principe” di Casa Santi: Amarone della Valpolicella DOCG.
I grappoli di uva sono ben stipati nelle proprie cassette e accuratamente “massaggiati” da appositi ventilatori, a garantire un’essicazione ipercontrollata micrometricamente, tramite sensori che ne monitorano il perfetto grado di umidità e il graduale appassimento (circoletto rosso⭕️ per questa cura “maniacale” delle uve🍇).
Pochi metri più in là, intravedo i tini di varie fogge e materiali – legno, acciaio, cemento – adibiti alla maturazione dei mosti, che poi si trasformeranno nel nettare rosso profondo, pronto a regalare emozioni intense, per coloro che stapperanno una bottiglia di Amarone.
GLI ASSAGGI : : Partenza col “freno a mano”, nel senso che il 1° dei 4 vini in assaggio di Casa Santi è decisamente beverino e piacevole, ma fin troppo leggero e delicato, lontano dal potenziale espressivo della DOC Bardolino Chiaretto – qui, pervenuto solo in piccola parte – alla quale appartiene il Rosè Infinito: un vino ideale come aperitivo, ma non oltre. Si volta pagina e si migliora nettamente il lato emozionale del sorso, con il Soave Colforte: profumi invitanti di pesca🍑 tabacchiera, struttura leggera ma non troppo, per una beva estremamente fruttata, dinamica, fragrante e convincente. Da riassaggiare e valutare con attenzione. 3° vino in assaggio, un “taglio bordolese” (quindi un blend di uve🍇 cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, ovvero un assemblaggio di quelle uve che hanno fatto la fortuna del famoso supertuscan Sassicaia) in salsa veneta: Crinaia 2019. Ne parliamo alla fine, dopo il racconto del 4° assaggio, un Amarone della Valpolicella intitolato a Carlo Santi – fondatore della Casa Vinicola – e alla data di nascita della stessa, 1843. L’annata, 2016, è di quelle memorabili; i profumi sono timidi, ma riconoscibili e virano tutti verso il ribes selvatico, la mora di rovo e la prugna cotta. In bocca è ricco, concentrato, ma forse abbisogna di qualche ora di acclimatamento & ossigenazione, perché così com’è – appena stappato – mi fa rimpiangere la morbidezza e la succosità del “fratello Santico” [scoprilo qui] che tanto mi aveva affascinato al 1° assaggio. Probabile che lo stile di questa etichetta sia volutamente più austero e aristocratico, ma per averne contezza, serve un ulteriore assaggio “dedicato”. Ho lasciato volutamente per ultimo il 3° vino assaggiato: quel “vino da tavola” Crinaia 2019, che ha saputo colpirmi al cuore❤️ al primo sorso. E dato che l’attesa aumenta il desiderio, ne parlerò approfonditamente in un proximo assaggio dedicato😍. Stay tuned 📻 …
POST SCRIPTUM : : piaciuta la “surprise” dell’equinozio di autunno🍁 2023?
… si discosta dalle versioni “di Manduria” per un piglio più austero, più rigoroso e meno “carnoso” lato struttura. Ma andiamo con ordine: l’Azienda cooperativa San Marzano [scoprila qui] è un big del vino pugliese, grazie ai 10 milioni di bottiglie prodotte e ad un alto livello qualitativo ben percepibile anche nei cosiddetti “vini base”. Come nel caso dell’assaggio odierno, un Primitivo Salento IGP Il Pumo 2021, che viene via ben sotto i 10 €uro: eppure alla vista si presenta di un promettente rubino scuro profondissimo, mentre al naso profuma di accattivanti frutti rossi, prugne e ciliege🍒 cotte. In bocca è rigoroso, di buona struttura, senza regalare niente lato dolcezza/morbidezza di beva, ma proponendo un sorso di grande ricchezza di frutto e notevole trama tannica, con un grip elegante e contemporaneamente potente, a suggello di un vino STRABUONO🏆🏆🏆 di fascia altissima, avvicinandosi sorprendentemente – dato il piccolo prezzo🤑 – alla fascia superiore, quella dei Grandi Vini “capolavoro”. Chapeau🎩 quindi a San Marzano, che permette a chiunque – democraticamente parlando – di poter bere e apprezzare le emozioni che sprigionano dalla beva di questo Primitivo salentino. Bravi👏👏👏❗️
etichetta 7,50 | colore 9,34 | profumo 9,12 | densità 9,51 | persistenza 8,94 | tipicità 8,81 | struttura 9,23 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,87 | ribevibilità 8,53 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10 PUNTEGGIO TOTALE 107,79
mi ha emozionato perché è succoso, austero e strutturato
Oggi siamo in Alto Adige e, più precisamente, a Termeno sulla Strada del Vino – un paese dal nome esplicativo🤪 – nel bolzanese, dove sorge la storica Tenuta J. Hofstätter [scoprila qui], capitanata da Martin Foradori Hofstätter. In assaggio il Gewürztraminer SüdTirol-AltoAdige DOC Joseph 2021, che si presenta di un bel giallo dorato, con bei profumi di susine stramature e ananas🍍. Attacco in bocca virato al morbido, elegante, quasi timido: effettivamente, mi attendevo un maggior grip palatale, abituato ad apprezzare i gewürz dal sorso ricco, concentrato e persistente. Qui invece, gli enologi Marcus Heinel e Stefan Micheli, puntano dritti ad uno stile garbato, rotondo, morbido, che farà la felicità di chi non ama i bianchi altoatesini troppo “taglienti” lato acidità~mineralità. La struttura è un filo sotto la media, idem dicasi per la persistenza – buona, ma non eccelsa – ma alla fine, conta il risultato: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 agguantate di precisione, dato che siamo ai primissimi gradini della fascia CAPOLAVORO, ma va riconosciuto che il Joseph è uno dei gewürz più eleganti mai assaggiati prima. Chapeau🎩!
etichetta 7 | colore 9,12 | profumo 9,17 | densità 9,21 | persistenza 8,54 | tipicità 9,35 | struttura 8,43 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 108,18
mi ha emozionato perché è morbido, elegante e suadente
… perchè un rosso toscano così fresco, fragrante e beverino – perfetto in questi ultimi “spiccioli” d’estate – non mi era mai capitato di berlo! Questo Chianti 2021 Fattoria Palagina, realizzato da Le Driadi nel Valdarno, si presenta di un rosso rubino splendente, dai profumi di fragoline di bosco appena colte. Al palato, ammalia subito per una freschezza disarmante che rende la beva invitante e divertente. La struttura è ben sotto la media della tipologia, ma i plus di questo Chianti STRABUONO risiedono principalmente in una riBevibilità “da urlo” e nel sorso vivacemente fragrante, fruttato e ammaliante. A Mio Modesto Avviso, è il Chianti “più estivo” del creato (slurp😋)!
etichetta 7 | colore 8,27 | profumo 8,33 | densità 7,81 | persistenza 7,94 | tipicità 8 | struttura 7,86 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,78 | ribevibilità 10 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 101,04
mi ha emozionatoperché è fragrante, fruttato e beverino
Le emozioni fanno rima con: sensazioni & percezioni. Che sono quelle che ho raccolto gironzolando fra i banchi dell’Expo del Chianti Classico 2023, in quel di Greve in Chianti. Ieri era il 1° dei 4 giorni della kermesse -《termina domenica!🤣》recita un noto spot pubblicitario tv – ed è anche quello più rilassato, meno chiassoso, più riflessivo.
THE STORY : : Mentre calavano le prime ombre della sera, Teddywine si aggirava tra i banchi di assaggio della gremita piazza Matteotti e selezionava con il consueto fiuto esperto (ad cazzum😁) 7 etichette 7, da raccontare poi sul blog (notes📒).
GLI ASSAGGI : : Sorprende – per come sa esprimere potenza con guanto di velluto – il Chianti Classico Riserva 2019 targato Monsanto: c’è succosità, c’è rotondita, c’è profondità di beva e soprattutto c’è un rispetto impeccabile della DOCG (leggi: tipicità). Più morbidosa, più ruffiana, più ciliegiosa, più facile, la beva del Chianti Classico Riserva 2019 griffato Cafaggio: ad esser sincero, ho sentito la mancanza di acidità e di sapidità, che restituissero una beva più tridimensionale (e più beverina). Sapidità e acidità che invece non mancano al Chianti Classico Gran Selezione Nerento 2016 griffato Villa Trasqua: stratosferico per tipicità e aderenza alla DOCG, con un risultato gustativo di inusitata freschezza e fruttosità, davvero di altissimo livello.
PIT STOP : : sostituiamo le gomme “rosse” con quelle “gialle” (oro😉)… Si riparte piano, con delicatezza, con il Passito 1570 targato Castellinuzza: l’ho trovato fin troppo morbido e fin troppo timido sulle papille linguali, magari lo riassaggerò con la dovuta calma… TRIS DI VINSANTI : : il Vinsanto 2013 de I Sodi è davvero suuuper, grazie ad un equilibrio micrometrico tra la parte zuccherina – suadente, intensa e ruffiana – e quella acetica – sapida e acidula – a fondersi in un nettare davvero Grande. Continuiamo gli assaggi con la stessa annata – 2013 – ma con un’altra Cantina: Torraccia di Presura, che fa il Vinsanto “occhio di pernice”, cioè utilizzando una buona percentuale di “uva🍇nera” sangiovese al posto delle tradizionali uve bianche di trebbiano e malvasia. Qui la parte acidula esce fuori con fin troppa veemenza e il risultato finale risulta amabile abbondante, ma non oltre. Per me, manca quella stoccata finale di dolcezza che lo farebbe volare alto✈️… Dolcezza, che non manca invece al 3° ed ultimo assaggio vinsantoso della serata: annata 2009, ancora versione “occhio di pernice”, per la linea Le Masse di Greve griffato Lanciola. Qui c’è il summus di tutto quello che deve esserci in un Vino Dolce di alto livello qualitativo: densità elevata, dolcezza intensa, fin quasi stucchevole, ma magistralmente supportata da sapidità e acidità “misurate col bilancino micrometrico”😁, per far sì che la persistenza sia infinita e il retrogusto idem. È l’ultimo assaggio della serata, ma vorrei che non finisse mai mai😜.
…cioè Stefano Antonucci ovvero lo specialista del più famoso bianco marchigiano. Ed effettivamente Ste’ è un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC molto semplice, sia nei profumi – frutta a polpa bianca – che nei sapori, con una struttura decisamente poco vinosa, direi pure un filo acquosa, con evidenti lacune lato persistenza e retrogusto. Si potrà obiettare che da questo Ste’, essendo un’etichetta che viene via intorno ai 7€, non si può certo esigere le performance emozionali dei “fratelli maggiori”, cioè dei cru di Verdicchio più pregiati, ben rappresentativi del DNA dei vini Santa Barbara. Si potrebbe però controbattere, che la grandezza di una Cantina, la si misura proprio dal livello “start” della gamma produttiva: tanto più sono validi i vini base, tanto più strepitosi saranno i cru. Anyway, senza volerci girare troppo intorno, il Verdicchio Ste’ 2022 agguanta a malapena le 2 coppe🏆🏆 di merito, risultando pertanto solo BUONO: magari ideale per un aperitivo pre-dinner, ma nulla di più. Resto in attesa dei migliori cru di Santa Barbara, in linea con quanto già assaggiato una decina di mesi fa [scoprilo qui].
etichetta 7 | colore 7,51 | profumo 7,92 densità 6,97 | persistenza 7,26 | tipicità 7,45 | struttura 7,41 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 7,07 | ribevibilità 8,77 | prezzo 7,50 | piacevolezza globale 7,45 PUNTEGGIO TOTALE 91,15
mi ha emozionato perché è beverino, fresco e leggero
…Toscana IGT – Cala Forte 2022 – che si presenta “in abito da sera”: una pittorica etichetta e un bel color giallo oro lucente, con un bouquet💐 fruttato di cedro, limone🍋 e un piccolo touch speziato. In bocca entra un filo aggressive, per poi sfoderare una valida struttura vinosa, di notevole freschezza e acidità, supportata da una persistenza aromatica di bell’intensità e lunghezza, che chiude però con un retrogusto fin troppo secco e amaricante, che va ad inficiare la piacevolezza di beva. Fa il vino Nicolò D’Afflitto, supportato in vigna da Michele Brandi. Ma sono fermamente convinto che “il Re👑” Lamberto Frescobaldi, proprietario della Cantina omonima [scoprila qui] e attuale Presidente U.I.V./Unione Italiana Vini, non possa far mancare la sua supervisione, magari aggirandosi – di notte🌛 – fra i filari delle vigne😉. Tirando le somme, il Vermentino Cala Forte 2022 è BUONO ma non oltre, pur nel rispetto di un prezzo di vendita estremamente allettante (in GDO lo si può trovare sotto i 7€!) e un profilo gustativo al di sopra delle attese. A Mio Modesto Avviso, quel finale fin troppo secco~amaricante va “messo a punto”………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
Post Scriptum: come non detto, “l’assaggio del giorno dopo” ha cambiato le carte in tavola. Ingresso palatale ORA impeccabile – e pure morbido! – con un sorso decisamente più equilibrato (meno acidulo, più abboccato) e il finale contraddistinto dalla scomparsa delle note amare riscontrate al 1° assaggio. Ne guadagna la piacevolezza globale e pure il retrogusto diventa interessante. Morale della favola: Cala Forte 2022 è STRABUONO, con 3 coppe🏆🏆🏆 “guadagnate” nella notte…😱 cioè nel lasso di tempo intercorso tra il 1° e il 2° assaggio. That’s incredible! Ma in fondo, non bisogna mai dimenticare – e questa è l’ennesima riprova – che il vino è vivo. E come tutte le cose vive, è soggetto a modifiche e mutazioni nel tempo: talvolta bastano pochi minuti, talvolta serve scaraffare, talvolta serve stappare una bottiglia e assaggiarla a distanza di ore, per poterne aprrezzare il 100% del potenziale gustativo~emozionale. Come in questo caso!
etichetta 7 | colore 9,27 | profumo 8,63 | densità 8,01 | persistenza 9,04 | tipicità 8,25 | struttura 8,93 | discesa in gola 8,52 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 8,83 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 102,97
mi ha emozionato perché è fresco, strutturato e persistente
Perchè sennò – scrivono nell’articolo – il prezzo del vino diminuisce. E quindi il problema, si evince lapalissianamente, è che serve trovare un modo per “tenere alto” il costo della singola bottiglia: riducendone la produzione e aumentandone il costo, una genialata! Se non fosse che L’INNALZAMENTO DEL PREZZO DEL VINO danneggia: in primis, il piccolo~medio viticoltore; in secundis, l’appeal del PRODOTTO VINO, che invoglia ad essere sostituito da altre bevande meno costose e “spensierate” come la birra. Eppure, basterebbe poco: servirebbe UN PATTO tra chi lo produce e chi lo consuma, evitando le facili speculazioni e i ricarichi fantasiosi di chi lo vende. Faccio una proposta, rivolgendomi ai vignaioli: inserire in retroetichetta il PREZZO DI CANTINA, comprensivo quindi del ricarico di vendita suggerito (e utilizzato) dal produttore stesso. Qual è il senso di tale operazione? Trasparenza, Correttezza e Rispetto. Un patto reciproco tra le 3 “figure” che compongono il mercato del vino: Produttore, Venditore, Consumatore. Chiedo troppo? [eventuali commenti/suggerimenti alla mail📧emotionalwines@gmail.com, che pubblicherò in caso d’interesse pubblico]
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥… alooooooooooò cocche🥥🥥🥥… Settembre ricco mi ci ficco😁! Scopriremo insieme… ○ un “poker” dalla Puglia: Negroamaro Rosato, Fiano, Primitivo, Susumaniello; □ dall’Alto Adige: Gewürztraminer; ■ dalle Marche, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Lacrima di Morro d’Alba; ♡ dalla Toscana, Vermentino e Chianti.
Ultimo assaggio per questo mese di Agosto: dal Veneto – Colognola ai Colli, nel veronese – Vicentini realizza Il Casale, un Soave Superiore, che appare davvero “altissimo” di nome e di fatto. Nella versione 2018 in assaggio, si presenta di un lussuoso color giallo oro lucente, emanando profumi di susina stramatura, ananas🍍 e pesca tabacchiera. In bocca, entra “a gamba tesa” con un sorso decisamente opulento, fruttato e vinoso, con le note acidule perfettamente corroborate dall’alcolicità che regala morbidezza e succosità di beva. Anche la persistenza aromatica risulta grassa, sia per l’intensità che per la lunghezza, con conseguente retrogusto “senza fine”, lasciando una scia sapida e piacevolissima sulle papille linguali. Non penso ci sia molto altro da aggiungere, se non che questo Soave Superiore DOCG Il Casale 2018 griffato Vicentini [scopri qui la Cantina], appartiene davvero ad una categoria di vini “superiore”, andando a posizionarsi direttamente in fascia maxima INEGUAGLIABILE. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 inattese e sorprendenti, tenendo conto che la bottiglia viene via con poco più di 15€❗️ Post Scriptum:standing ovation👏 👏 👏 👏 alla family Vicentini, per aver solo pensato ad un Soave di tale stra-ordinarietà emozionale❗️
etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,85 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,85
mi ha emozionato perché è profumatissimo, succoso, fruttato e persistente
Oggi mi aggiro tra i vigneti dell’Azienda Pezzuoli-F.lli Bellei [scoprila qui], in quel di Maranello, nel modenese: sono alla ricerca del Pietrascura, un Lambrusco premiato al Vinitaly 2023 nella categoria “Miglior vino frizzante”. Sarà davvero un TOP wine? Scopriamolo insieme: spuma abbondante e persistente, colore rubino~violaceo scuro, quasi impenetrabile. Profumi accattivanti di di more, frutti rossi e arancia sanguinella; ingresso in bocca subito succoso, a tratti acidulo, a tratti morbido, a tratti sapido. Sicuramente il sorso è complesso, così come la sua struttura: è un Lambrusco quasi meditativo, dotato di varie sfaccettature gustative, che lo rendono “uguale a nessuno” e dotato di una tipicità tutta sua. Per me – che di “bruschi” sono amante ed esperto conoscitore – siamo dinanzi ad un piccolo grande CAPOLAVORO di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: piccolo, nel prezzo; grande, alla gustativa. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 frizzanti suuuupersoniche!!! Post Scriptum: una bottiglia di costo ben sotto i 10€, che sfiora l’ingresso nella fascia valutativa degli “specials” è l’ennesima dimostrazione di come il prezzo di un vino, sia totalmente decorrelato dalla sua qualità (e gustosità😋). Post Scriptum bis: da applauso scrosciante👏👏👏, la scritta in retroetichetta “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”. Vorrei leggere tale scritta, su TUTTI i vini…
etichetta 9,75 | colore 9,68 | profumo 9,29 | densità 9,38 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,29 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,74
mi ha emozionato perché è succosissimo, strutturato e fruttato
A dispetto del suo nome, il vino odierno è “un libro aperto”: stiamo parlando di un Sicilia DOC di colore giallo paglia, delicato nei profumi di frutta a polpa bianca e altrettanto leggiadro al palato. Struttura esile e persistenza fuggevole, per un sorso rinfrescante e dissetante, ideale in queste sere d’estate; in abbinamento ad un aperitivo “rinforzato”, esce fuori la vera anima di questo Sicilia Bianco DOC La Segreta Il Bianco 2021 griffato Planeta – Cantina “big” agrigentina [scoprila qui] – e cioè un vino BUONO, beverino, non impegnativo, estremamente fresco. 2 coppe🏆🏆”aperitivine”😋.
etichetta 8 | colore 8,04 | profumo 8,23 | densità 7,47 | persistenza 7,84 | tipicità 7,85 | struttura 7,92 | discesa in gola 8,39 | retrogusto 7,33 | ribevibilità 8,85 | prezzo 8,20 | piacevolezza globale 7,85 PUNTEGGIO TOTALE 95,97
mi ha emozionato perché è leggero, fresco e beverino
…che riesce ad esaltare la parte fruttata del vino, la freschezza di beva. Mettendo in 2° piano la tannicità e la potenza del sangiovese che caratterizza buona parte dei Chianti Classico DOCG. L’assaggio odierno ci porta in Toscana, in una cantina di proprietà di una family statunitense che ha trovato casa nel Molino di Grace [scoprilo qui], località Il Volano, Panzano in Chianti. Fa il vino Franco Bernabei, supportato in vigna da Franco Gabbrielli, con “Frank” Grace al timone della fascinosa Tenuta agricola chiantigiana. Sarò franco😁: questo Chianti Classico DOCG 2019 certificato BIO🌱 è perfettamente bevibile anche nelle afose giornate estive (come in quest’Agosto 2023 rovente), perchè è dotato di un equilibrio gustativo virato alla freschezza e alla fruttosità di sorso, che lo rendono un CAPOLAVORO non facilmente superabile. Che altro aggiungere? Che scende nel calice di un bel rubino sgargiante seppur sia un vino non filtrato? Che lambisce le papille linguali con un’eleganza che non ha eguali per la tipologia? Che sfocia in una riBevibilità al TOP per freschezza e piacevolezza? Che chiude con un retrogusto pulito e coerente con la beva? Applausi👏👏👏 a Mr. Grace, al suo Molino e alle 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito per il Chianti Classico DOCG 2019.
etichetta 8,50 | colore 8,79 | profumo 8,93 | densità 8,98 | persistenza 8,92 | tipicità 9,21 | struttura 8,86 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,27 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 111,46
mi ha emozionato perché è straordinariamente fragrante ed elegante
Vallepicciola, griffe vinicola Toscana già precedentemente (e felicemente) conosciuta per un rosso straordinario,soprattutto per il rapporto emozioni/prezzo stellare🌟 [scoprilo qui] ci riprova con un bianco IGT e… le cose non vanno proprio come credevamo che andassero: lo Chardonnay Pievasciata 2022 manca di “personalità”, a partire dai profumi – fin troppo evanescenti – di banana e susina claudia, per proseguire con un sorso dalla struttura solo discreta, improntato sulla morbidezza, con un corpo decisamente poco vinoso e ad impatto emozionale limitato. La freschezza di base c’è, ma manca “la ciccia”, manca un profilo gustativo fruttato e intenso, che qui è solo accennato, lasciando spazio ad una tavolozza di sapori interessante ma “fuggevole”. Persistenza aromatica non male, ma con un retrogusto carente d’intensità e di lunghezza. Unici plus “in luce” sono la discesa in gola e la facilità di beva (e riBeva🤪), ma non può bastare. La sensazione, nettissima, è che Vallepicciola sia un’Azienda agricola improntata più sui vini rossi, che sui bianchi. E la riprova è proprio questo Chardonnay Bianco Toscana IGT 2022 griffato Pievasciata (by Vallepicciola) che è sicuramente BUONO, ma non oltre. 2 coppe🏆🏆decisamente striminzite, soprattutto in rapporto alle potenzialità espressive dei vini dell’Azienda senese. In questo caso, parzialmente non pervenute😭.
etichetta 7 | colore 8,42 | profumo 8,18 | densità 7,82 | persistenza 8,08 | tipicità 7,05 | struttura 7,52 | discesa in gola 8,68 | retrogusto 7,31 | ribevibilità 8,50 | prezzo 7,90 | piacevolezza globale 7,85 PUNTEGGIO TOTALE 94,31
Lo realizza la Cantina Cooperativa Santadi [scoprila qui] ed è la prima volta, su questo blog, che assaggiamo un vino di tale Denominazione di Origine. Il Grotta Rossa 2020 è un Carignano del Sulcis DOC che risulta perfetto anche in questo mese di Agosto: servito fresco – nei dintorni di 10° – risulta un rosso fruttato, beverino, con un’acidità ben presente ma supportata da una morbidezza di beva, che rende facile l’innamoramento per questo vino rosso sardo. Il sorso è molto equilibrato e diventa facile l’abbinamento con il cibo: io, per esempio, l’ho provato con un trancio di tonno fresco cucinato “alla pizzaiola” e il Grotta Rossa è stato impeccabile nell’abbinanento, equilibrato ed emozionante. Perchè stiamo parlando di un rosso moooolto duttile (e l’abbinamento con il tonno fresco, ne è una perfetta riprova!). A mio parere, questo Carignano del Sulcis STRABUONO di zona alta, può tranquillamente accompagnare pietanze sia a base di carne che di pesce, così come piatti di formaggi, sia freschi che stagionati. È nell’equilibrio, la sua forza!
etichetta 8 | colore 9,11 | profumo 8,83 | densità 8,94 | persistenza 8,99 | tipicità 8,75 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,43 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05 PUNTEGGIO TOTALE 107,09
mi ha emozionato perché è fruttato, fresco ed equilibrato
Come promesso, ecco la surprise ferragostiana 2023: 3 vini fragranti, freschissimi, made in Piemonte – declinati nelle 3 tipologie: bianco, rosso, rosa – per festeggiare gioiosamente La Festa dell’estate🏖☀️🌊.
Si parte con le bollicine bianco Tiger Cuvée, un vino spumante brut realizzato da Teo Costa, che entra in bocca con estrema eleganza – grazie ad un’effervescenza misurata, per non dire perfetta – e presenta un sorso di struttura media, tutto incentrato sulla frutta a polpa bianca, che poi sfuma in una persistenza esile ma dotata di grande piacevolezza e finezza.
Si prosegue con il Piemonte Rosato Lavignone 2021 griffato Pico Maccario: sinceramente non avevo mai assaggiato un vino rosa proveniente dalla regione del Barolo, della Barbera, del Dolcetto. E resto sorpreso per la finezza, la freschezza, la succosità, la piacevolezza di un vino rosa moooolto interessante, da riassaggiare – e valutare micrometricamente – con calma e con le dovute attenzioni (ad esempio, sevendolo alla giusta temperatura, che spesso produce differenze sostanziali alla gustativa).
Chiusura sorprendente: Vespolina delle Colline Novaresi DOC Il Ricetto 2022, targato Tiziano Mazzoni. Chiedo venia per l’ignoranza, ma non avevo mai sentito parlare, né tantomeno assaggiato, un rosso a base di questo vitigno. Che poi si rivela il miglior assaggio di questo “tris”! Perchè è un vino dotato di un grande mood emozionale: è rosso rubino splendente, di struttura media, dotato di un’acidità “morbida” (può sembrare una boutade, ma è proprio il punto di forza di questo vino) che stordisce le papille gustative. Tipicità esemplare, immediatezza e facilità di beva, sono i punti forza di questa Vespolina piemontese.
Post Scriptum: i 3 vini “raccontati” sopra, sono stati scelti da Sabina, chef~patron dell’Antica Cartiera di Pella – una trattoria unica nel suo genere, ubicata sulla riva del Lago d’Orta – che me li ha serviti in abbinamento ad una cena con Menù a sorpresa, realizzato LIVE davanti ai miei occhi (cucina integralmente a vista) al fine di sorprendermi ed emozionarmi. E c’è riuscita, eccome se c’è riuscita! Buon Ferragosto!!!
Lo so, non amo assolutamente🤥 spoilerare fin dal title: ma quanno ce vo’, ce vo’😁. L’assaggio odierno ci porta sul Garda e, più precisamente, a Desenzano, ove ha sede Selva Capuzza [scoprila qui], la cantina produttrice del Lugana Riserva DOC Menasasso 2016. Che si presenta, visivamente, di giallo oro vestito, sprigionando profumi intensi di cedro, susina, pesca noce e spezie. Attacco in bocca lievemente aggressive, pizzicando le papille linguali, ma poi lascia spazio ad un sorso sontuoso, ricchissimo di frutta – in perfetta coerenza con i profumi – di struttura e complessità importante, con persistenza aromatica di suuuper lunghezza e intensità; idem dicasi per il retrogusto finale, quasi infinito, con l’unico appunto di una nota amaricante/tabaccosa, un filo disarmonica. Cosa aggiungere oltre? Che Donatella Vezzaro (in vigna) e Renato Beozzo (in cantina) sanno, evidentemente, come “coccolare” al meglio l’uva🍇 Lugana che dà vita a questo CAPOLAVORO di Menasasso 2016: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di altissimo livello! E la family Formentini, proprietaria di Selva Capuzza, non può far altro che “gongolare” di tale riuscita dell’etichetta, perlopiù premiata dall’AIS, nella guida Vitæ 2021, con il voto maximo delle 4 viti. Mentre io, senza accorgermi di aver già terminato la bottiglia, ho iniziato a “dondolare”🤪 come se non ci fosse un domani…
etichetta 7 | colore 9,88 | profumo 10 | densità 9,74 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,56 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,29
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, corposo e persistente
Succede che, poco meno di 1 anno fa, ero rimasto letteralmente folgorato💘 da un Chianti Classico 2019 griffato Torcilacqua. E quale miglior occasione, di una cena a base di affettati e pecorini toscani al DiVino, enopub ubicato proprio nel borgo di Badia a Passignano e quindi limitrofo alle vigne del Podere Torcilacqua, per stappare la versione Riserva? Mi aspetto uno step evolutivo, rispetto (sostanzialmente) allo stesso vino – stessa annata 2019 – ma con l’aggiunta della maturazione in botte, atta a trasformarlo in Riserva. E invece… alla vista è di color rosso rubino intenso, imperscrutabile, mentre al naso profuma di frutti di bosco su un sottofondo ambrato, boisé, con un pouffe di rabarbaro. Al palato entra potente, concentrato, di valida struttura, ma manca la parte fruttata del sorso, che tanto mi aveva emozionato nel Chianti Classico d’annata. Effettivamente, “il freno a mano tirato” non è una percezione delle mie papille gustative, ma un dato di fatto, che impedisce a questa bottiglia di volare alto e di posizionarsi ben oltre la fascia STRABUONO alla quale è indubitabilmente inchiodata😁, passatemi il termine. Sicuramente aver stappato un Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” Riserva 2019 in pieno Agosto non aiuta, dato che la temperatura di servizio è giustamente intorno ai 12~13° (a temperature di servizio più alte non ha senso berla, soprattutto in queste afose serate estive). Sicuramente non aiuta il fatto che la bottiglia sia stata stappata e bevuta subito dopo – errore madornale per una Riserva, che abbisogna obbligatoriamente di un decanter per ossigenarsi – ma alla fine il risultato è quello di 3 coppe🏆🏆🏆abbondanti ma non oltre. Voglio sottolineare che il punteggio totale, nettamente inferiore alla versione d’annata [assaggiata qui] vincitrice dell’award 2023 [scoprilo qui] “miglior rapporto emozioni/prezzo”, potrebbe anche essere ribaltato in un futuro assaggio di questa Riserva: magari in momenti meno caldi🌞, magari nel proximo inverno. Stay tuned…
etichetta 8 | colore 9,36 | profumo 9,07 | densità 9,34 | persistenza 9,46 | tipicità 9,25 | struttura 9,37 | discesa in gola 8,51 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 8,38 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9,15 PUNTEGGIO TOTALE 107,91
mi ha emozionato perché è concentrato e strutturato
Ed è quello che ho fatto, puntando su una Falanghina Beneventano IGT 2022 firmata Tralci Hirpini [scopri qui l’Azienda], che viene via a poco meno di 7 €uro. Il bianco (h)irpino – mi piace la scritta in retroetichetta specificante “imbottigliato in Paternopoli”, paese ubicato nell’avellinese – si presenta di un bel giallo zafferano con flash verde acqua e impatta al naso con profumi di zagara, susina claudia stramatura, e confettura di agrumi. In bocca è schietto, concreto, diretto: c’è tutta la gustosità della Falanghina ovvero il mix acidità/morbidezza/salinità/dolcezza in versione “short“, cioè a persistenza palatale breve e intensità sotto la media. Ma la sostanza c’è – gusto fruttato, discreta struttura e facile beva – così come la tipicità perfettamente centrata: e non è cosa comune, per una bottiglia low-cost!. Siamo ai primissimi gradini della fascia STRABUONO, con 3 coppe🏆🏆🏆 agguantate in fotofinish, ma comunque meritate! Post Scriptum: sono rimasto sorpreso in positivo, anche perchè le aspettative dinanzi ad un vino nella fascia 5~8 €uro, sono marginali. E invece…
etichetta 7 | colore 8,96 | profumo 8,91 | densità 7,89 | persistenza 7,86 | tipicità 8,51 | struttura 7,96 | discesa in gola 9,10 | retrogusto 7,73 | ribevibilità 8,97 | prezzo 8,60 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 100,04
mi ha emozionato perché è fruttata, gustosa e beverina
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