Pubblicato in: vino dolce

Di LuCio CaNeSTRaRi, DeL BaMBuLé, DeLLa FaTToRia CoRoNCiNo

mi ha emozionato perché è di una dolcezza, di una persistenza e di una succosità, uniche

Pubblicato in: vino rosa

TeSSuTo 2022, iL RoSaTo PuGLieSe iN SaLSa “aPeRiTiF”

mi ha emozionato perché è leggero, piacevole e beverino

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo FaMiGLia ZiNGaReLLi 2021

In assaggio oggi, un rosso toscano che [spoiler😱!] sorprende nel rapporto emozioni/prezzo, ma… partiamo dall’inizio: nel calice si presenta di un bel rubino intenso, con profumi di frutti rossi, viole, more e un touch boisé sullo sfondo; attacco in bocca di bella pulizia per poi aprirsi a ventaglio sulle papille linguali e sfoderare una valida struttura, un bell’equilibrio tra frutto e tannino, con un pouffe di agrumi appena percepibile, ad anticipare un sorso beverino e appagante, che chiude con bella sapidità di fondo, buona persistenza e retrogusto coerente. Che altro aggiungere? Che – evidentemente – il duo enologico Luca Francioni~Lorenzo Landi, supportato agronomicamente da Alfio Auzzi, sa il fatto suo e ci restituisce un Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” Famiglia Zingarelli 2021 griffato Rocca delle Macìe [scopri qui la Cantina] ai massimi livelli della fascia STRABUONO, per 3 coppe🏆🏆🏆 che – bastava pochissimo – sarebbero potute essere 4.
Post Scriptum: mi riprometto, prossimamente, un altro vino di Rocca delle Macie – mi ingolosisce la Riserva😋 – per provare a cercare uno “step evolutivo” di quanto assaggiato con il Chianti di oggi…

etichetta 7 | colore 9,16 | profumo 9,20 | densità 8,89 | persistenza 8,87 | tipicità 9,42 | struttura 8,94 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,87 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,87

mi ha emozionato perché è beverino, strutturato e gustoso

Pubblicato in: vino bianco

i GeWüRZTRaMiNeR NoN SoNo TuTTi uGuaLi…

… e la riprova è data dall’assaggio odierno: siamo a Terlano, nel bolzanese, alla scoperta del Gewürz “base” della Cantina Terlano [scoprila qui], denominato banalmente “Tradition“. Eppure, di banale, in questa bottiglia di bianco ultra-tipico altoatesino, c’è ben poco: a partire dal bouquet olfattivo, che è uno dei migliori mai percepiti in precedenza(!): voto maximo per intensità, piacevolezza, complessità, eleganza, dei profumi percepiti. E in bocca non è da meno: la struttura e la persistenza sono al TOP della categoria, con una beva di raro equilibrio gustativo, che riesce ad amalgamare la speziatura, la dolcezza, l’acidità e la rotondità, in modo INEGUAGLIABILE, proprio come la categoria di appartenenza di questo Sud Tirol – Alto Adige DOC Gewürztraminer 2022 griffato Cantina Terlano. Le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆, spesso privilegio degli specials – i vini di fascia 22~42€uro – in questo caso dimostrano platealmente che “le emozioni non hanno prezzo”. Fermo restando che, per un costo intorno ai 15€uro, io non ho mai bevuto niente di così emozionante. C-H-A-P-E-A-U a Simon Kompatscher in vigna, a Rudi Kofler in cantina e a tutto il team dei piccoli viticoltori che rendono “magica” la Cantina cooperativa Terlano!

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 9,77 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,29

mi ha emozionato perché è succoso, persistente, beverino e di sontuoso equilibrio

Pubblicato in: vino rosa

oPaL, iL ViNo RoSaTo Di DaViNuM

Curiosità: alla ricerca della DOC o dell’IGT o di qualsiasi altra Denominazione di Origine o Indicazione Geografica, in retroetichetta, non ne trovo traccia. Sto parlando di Opal di Davinum [scopri qui la Cantina], che in effetti è semplicemente denominato Vino Rosato (e perché non “rosa”?), vinificato su base sangiovese con un saldo di merlot e dal lotto intuisco che si parla di una bottiglia fresca fresca di commercializzazione, dato che quel 01/23 si riferisce verosimilmente all’anno in corso. Alla vista, appare di un bellissimo color rosa salmone, con nuances corallo; al naso profuma di pesca🍑 tabacchiera e fragoline di bosco. In bocca è sorprendentemente ricco di frutto, strutturato, con una persistenza aromatica da “Grande Vino Rosa”, seppur nel finale di sorso e nel retrogusto, il tutto si faccia più evanescente, più flebile. La sensazione, di fronte a questa bellissima bottiglia di Opal – dal design decisamente originale e accattivante – è che sia un vino da “cogli l’attimo”: sorprendente ed emozionante, da sorseggiare in una calda sera d’estate – come quelle di quest’afoso Luglio – a rinfrescare le nostre amate papille linguali👅. Che ringraziano🥰 e sostengono si tratti di un vino STRABUONO🏆🏆🏆 di fascia alta, alla faccia delle DO e delle IG, qui “non pervenute”.
Post Scriptum: piacevolezza e riBevibilità, davvero a livelli altissimi…, chi l’avrebbe mai detto che con il sangiovese, ne uscisse fuori un vino rosa così godurioso😋?

etichetta 7 | colore 9,49 | profumo 8,97 | densità 8,71 | persistenza 9,16 | tipicità 8,94 | struttura 8,72 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 7,84 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 107,54

mi ha emozionato perché è fruttato, fresco e beverino

Pubblicato in: news dalla bacheca

Mi CHieDo: QuaNTo Può DuRaRe?

https://winenews.it/it/il-futuro-del-mercato-e-nel-segmento-del-lusso-e-dei-prodotti-premium-per-il-vino-e-non-solo_501572/
Questo articolo~riflessione letto su Wine News, sul mondo del lusso abbinato al vino, che si rivela vincente per profitti~marginalità, non tiene conto della SOSTENIBILITÀ NEL TEMPO. Voglio dire: solo una strategy aziendale lungimirante può definirsi “di successo”, poichè tutto il resto è destinato a vita breve. Io rilancio – da queste righe di questo piccolissimo microcosmo del blog – che soltanto una VISION LUNGIMIRANTE porta inevitabilmente, organicamente, naturalmente, al SUCCESSO. E la vision non si può basare sull’effimero!!! Perchè… “che cos’è il lusso“? È un bene/un servizio STANDARD impreziosito, arricchito, confezionato, presentato, a livello state-of-the-art, per far sì che APPAIA DI VALORE SUPERIORE. In parole povere, è un oggetto comune, accuratamente trasformato in un oggetto DI FORTE APPEAL IMMAGINIFICO. E il prezzo, ne è il principale “accrescitore di valore percepito”. Di esempi ne posso segnalare a bizzeffe, dal mondo del vino al mondo del food, dall’abbigliamento all’arredamento, ai cosmetici, etc. E i magazine, le Guide, i blog, i social, i mass-media, il marketing, gli eventi dedicati, non possono far altro che INCREMENTARE il valore percepito di un oggetto o di un servizio, con i prezzi che poi salgono all’infinito ed i margini/i profitti, idem.
Provo a rispondere alla domanda posta nel title “quanto può durare?”: teoricamente per sempre, in pratica FINO AL CRASH. Logico no?
Perchè prima o poi arriva un momento, un giorno, un periodo “d’illuminismo” che ti porta ad approfondire, a comprendere, a rigettare TUTTO CIÒ CHE È SMISURATAMENTE COSTOSO/LUSSUOSO, sostituendolo con tutto ciò che è MIRACOLOSAMENTE “best value for money“, cioè tutto quello che ha un rapporto qualità/emozioni/prezzo IMBATTIBILE. O comunque, semplicemente corretto. Guarda caso, “la filosofia” portata avanti da 3 anni con questo blog.
Il vero lusso scaturisce dalle emozioni. E le emozioni, non avendo prezzo, possono costare meno di quanto si creda. Su Emotional Wines, costano meno di 21€, eccetto quelle occasioni speciali che possono volare fino a 42€….

🐻

Ⓣ𝑒𝗱𝕕🆈wΐ🅽e

Pubblicato in: bollicine rosso

Re RiCCaRDo PLaTiNuM 2022 CaNTiNa BaSSoLi

Di scena oggi, una bollicina rossa che m’intriga: un Lambrusco dell’Emilia IGT che, come si evince dal title dell’assaggio, porta un nome “regale” e quindi… la curiositá aumenta. E mi domando: chi sará mai questo Re👑 Riccardo? Sará Riccardo Bassoli, proprietario della cantina omonima – con sede a Carpi, nel modenese – che magari ha origini nobiliari? O magari è un soprannome legato alla bravura nel realizzare vini “da Re”? Boh🤷‍♂️, proviamo intanto ad indagare nel vino… che si presenta di un bel rubino intenso e dai profumi di more e frutti rossi, con un touch erbaceo sullo sfondo. In bocca è generoso, sia per le bollicine che generano cremositá di beva, sia per una gustositá fruttata, che gioca a nascondino dietro una buona struttura vinosa, per poi sfociare in una discreta persistenza aromatica – più lunga che intensa – che poi chiude con un retrogusto coerente e di pulizia esemplare. Riepilogando, il Lambrusco dell’Emilia IGT Re Riccardo “platinum” 2022 targato Cantina Bassoli [scoprila qui] è STRABUONO al maximo livello di fascia che, se soltanto avesse un maggior grip palatale – cioè una struttura più ricca e una persistenza più intensa – sarebbe un Re👑 della tipologia o perlomeno con pochi eguali. 3 coppe🏆 🏆 🏆 che stanno davvero attillate al Re Riccardo platinum…

etichetta 8 | colore 9,47 | profumo 9,12 | densità 8,84 | persistenza 8,07 | tipicità 9,11 | struttura 8,16 | discesa in gola 9,58 | retrogusto 8,56 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,91

mi ha emozionato perché è gustoso, fruttato e beverino

Pubblicato in: vino rosso

PieMoNTe, TeRRa Di ViNi “aRiSToCRaTiCi” e CoSToSi…

…come i Barolo, i Barbaresco e buona parte dei Rossi DOC di Langa. Eppoi ci sono i più abbordabili Barbera e Dolcetto: ed è proprio un Dolcetto d’Alba, il protagonista dell’assaggio odierno, che di abbordabile ha solo il prezzo – sotto i 15 €uro – perchè per il resto, ci sono buone premesse. A partire dal colore, rosso sgargiante, passando per i profumi, more di rovo e mirtilli, tutto fa presagire di trovarci davanti ad un grande vino. Anche il palato è al di sopra delle attese, sfoderando una struttura ricca e pure dotata di gustosissima persistenza aromatica intensa, supportata – sul finale di beva – da un retrogusto “corto” ma di valida coerenza. Insomma, qui di basso c’è solo il prezzo, perchè per il resto, siamo davanti ad un Dolcetto d’Alba DOC 2021 STRABUONO di fascia altissima, a un nonnulla dalla fascia superiore.
FINE DELL’ASSAGGIO ⛔️
Post Scriptum [by Rimatore Seriale😁]: cosa state bofonchiando…? Che non si sa di chi stiamo parlando?
È presto detto, chi sia la cantina che fa questo Dolcetto: Réva [scoprila qui], in quel di La Morra, località Gallinotto, nel cuneese. Con Roberto Abate a “coccolare” le vigne e Gabriele Adriano a “coccolare” le botti, con l’ausilio dei buoni consigli del “Maestro” Beppe Caviola, che in tema di uve🍇 dolcetto è l’esperto perfetto😉.

etichetta 8 | colore 9,16 | profumo 9,03 | densità 8,74 | persistenza 8,97 | tipicità 9,11 | struttura 8,63 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,86

mi ha emozionato perché è profumato, succoso e beverino

Pubblicato in: vino bianco

Da MoRMoRaia, La VeRNaCCia Di SaN GiMiGNaNo Bio🌱oSTRea 2020

Metti un antico convento, circondato da ulivi e viti, in quel di San Gimignano, località S. Andrea; aggiungi l’amore per la Toscana della family Passoni, che trasforma il tutto in un agriturismo con tutt’intorno un podere, che produce i più bei “frutti della terra”, ovvero olio & vino. La somma fa Mormoraia [scoprila qui], la cantina che realizza l’Ostrea 2020 in assaggio oggi. Siamo davanti ad un bianco toscano, che si presenta di un bel giallo paglia con nuances verdastre, profuma di frutta a polpa bianca con un touch di agrumi sullo sfondo. In bocca, è di struttura semplice ma non banale: tanta sapidità, per una beva che regala freschezza e grande riBevibilità, bella persistenza aromatica e una perfetta coerenza al “naso”, chiudendo – al retrogusto – con note piacevolmente agrumate e un pouffe di spezie. Direi quindi, che la Vernaccia di San Gimignano DOCG Ostrea 2020 targata Mormoraia, si guadagna in souplesse le 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, andando ad occupare la parte alta della fascia STRABUONO. Fa il vino Mirko Niccolai, supportato agronomicamente in vigna da Federico Becarelli.

etichetta 8,50 | colore 9,04 | profumo 9,16 | densità 8,67 | persistenza 8,72 | tipicità 8,87 | struttura 8,61 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 107,18

mi ha emozionato perché è sapida, fruttata e fragrante

Pubblicato in: vino rosso

RiGoLeTo 2020: iL MoNTeCuCCo RoSSo Bio🌱 Di CoLLeMaSSaRi

Gita fuori porta in Toscana e più precisamente nel grossetano, in quel di Cinigiano, ad assaggiare un rosso bio🌱 certificato, fiore all’occhiello della cantina Collemassari [scoprila qui]: Rigoleto 2020. Che si presenta rosso rubino sgargiante nel calice, profumato di frutti rossi e scorze di arancia🍊 e dotato di un touch garbato~elegante nell’attacco in bocca. Palato che poi si fa travolgere da una bella concentrazione di frutto, dal sorso materico ma non troppo, perchè il leit motiv di questo Montecucco Rosso DOC Rigoleto 2020 è l’eleganza di beva. Un’eleganza in salsa toscana, intendiamoci, che non si fa mancare un pouffe di note acidule~astringenti, che contribuiscono a regalarci un vino STRABUONO di fascia alta. 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, a un nonnulla dalla fascia superiore. Voto maximo alla voce “prezzo” (in rapporto alle convincenti emozioni di beva), poichè stiamo parlando di un’etichetta che sta in fascia 10~15 €uro. Plauso obbligato al team agronomico~enologico formato da Andrea Stopponi + Giuliano Guerrini in vigna e da Luca Marrone + Maurizio Castelli in cantina. Bravi👏👏👏!

etichetta 8,50 | colore 8,84 | profumo 8,93 | densità 8,90 | persistenza 8,89 | tipicità 8,82 | struttura 8,57 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 107,74

mi ha emozionato perché è succoso, elegante e beverino

Pubblicato in: wine tasting

BoLLiCiNe Di ToSCaNa [5 LuGLio 2023]

PREMESSA
Metti una sera di Luglio (ieri) con una degustazione “frizzante” per 5 bollicine toscane.

Aggiungi i produttori delle 5 bottiglie, miscelati con la coppia organizzatrice dell’evento – Sara Cintelli & Milko Chilleri – riuniti nella sala dell’Hotel 5 stelle⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Sina Villa Medici di Firenze.

Guarnisci il tutto con il touch finale di un VinSanto Occhio di Pernice firmato Usiglian del Vescovo STRATOSFERICO…

… e aggiungi la piscina lussureggiante dell’Harry’s Bar The Garden.
Ne esce fuori una serata speciale: sicuramente frizzante, esageratamente vinosa, spudoratamente goduriosa😜.

LA CRONACA
Si parte col botto! Il Farnito bollicine bianco brut griffato Carpineto, a base di uve chardonnay è di una piacevolezza disarmante: più succoso e divertente di uno Champagne (😱), più beverino e convincente di un Prosecco. È la sorpresa inattesa della serata (anche perchè Carpineto è una cantina nota per i suoi rossi, non certo per le bolle!)
Si vira al rosa con lo Spumante Rosé del Principe Corsini vinificato con uve sangiovese: sinceramente, bollicine e corpo sottotono, mi aspettavo di meglio… ma magari dovrei riassaggiarlo con calma e con il giusto abbinamento
3° assaggio vicinissimo al mare e alla costa versiliese:da Massaciuccoli, Tenuta Mariani presenta lo Spumante Brut Il Segreto 2019. Che dire? Si sente la carenza zuccherina (ok, è un Brut…) ma manca la succosità, con una nota speziata – sul finale di sorso – che nulla aggiunge alla piacevolezza di beva, che resta buona ma non oltre.
Si prosegue con il Bruvé Rosé Brut su base sangiovese, che riesce a sorprendere per finezza, eleganza, pulizia di beva e persistenza. Lo realizza, in modo magistrale, Usiglian del Vescovo. Bravi!
Si chiude con un “fuoco d’artificio”: L’eccezione 60 Brut Nature 2015, realizzato in quel di Riparbella dal Podere La Regola, con uve manseng e una piccola percentuale di chardonnay.
È il più strutturato, il più completo, il più vinoso, “il più” della serata. Semplicemente ESAGERATO!

That’s all, folks!

Post Scriptum: my personal thanks a Sara Cintelli! (per le mie “sviste”😜)

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di LuGLio DueMiLa23

Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥…
alooooooooooò cocche🥥🥥🥥…
Luglio ricco mi ci ficco😁!
Scopriremo insieme:
○ dalla Puglia, Salento Rosato;
● dal Piemonte, Dolcetto d’Alba;
□ dall’Alto Adige, Gewürztraminer;
■ dalle Marche, Verdicchio dei Castelli di Jesi passito;
♤ dall’Emilia, Lambrusco;
♡ dalla Toscana, Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico, Montecucco Rosso e il vino rosa Opal.

Pubblicato in: vino bianco

La PiCCaRDa 2022, uN VeRMeNTiNo SuuuPeR!👅

L’ultimo assaggio del mese ci teletrasporta in Liguria e più precisamente a Bolano, nello spezzino. Il Vermentino Colli di Luni DOC La Piccarda 2022 targato Fratelli Giannarelli [scopri qui l’Azienda] si presenta, alla vista, di un bel giallo oro con sfumature verdastre. Profuma di susine stramature, con una nota erbaceo~speziata sullo sfondo e conquista il palato con una freschezza ed una sapidità impetuosa che, fortunatamente, non nasconde le note fruttate di base, per una beva appagante, persistente e di fragranza infinita. Forse – e sottolineo forse – manca una struttura ancor più potente nonché complessa, per ambire “ai piani alti” della fascia CAPOLAVORO, ma resta comunque un vino di grandissima piacevolezza e riBevibilità, con una nota elegante e quasi abboccata, sul finale di beva. Un accenno di dolcezza che ci sta benissimo, dopo tanta salinità espressa da questo Vermentino suu👅uuper, che riesce ad agganciare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 in fotofinish!

Post Scriptum: dalla “regìa”, mi suggeriscono che la vinificazione di questo Vermentino è basata su <<un modo di operare il meno interventista possibile>>. Bravi…bene…bis! (perché prossimamente sarò curioso di assaggiare gli altri 2 cru di Vermentino griffato Giannarelli: il Casa Salani e il Costa del Debbio).

etichetta 9,50 | colore 8,74 | profumo 8,81 | densità 8,09 | persistenza 9,11 | tipicità 8,67 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 108,03

mi ha emozionato perché è sapido, persistente e beverino

Pubblicato in: vino rosso

iL SeGReTo DeL CHiaNTi CLaSSiCo PeRFeTTo, Da oLTRe 60 aNNi…

…lo custodiscono Fabrizio & Laura Bianchi, proprietari del Castello di Monsanto situato nel cuore❤️ della Toscana – in Val d’Elsa – in una zona confinante tra le province di Firenze e Siena. Avete in mente quelle persone che, per partito preso, dicono《no grazie, a me il Chianti non piace…》?
Bene, l’assaggio di oggi è dedicato alle suddette persone, garantendo che cambieranno idea🤗, dopo aver letto e assaggiato questo Monsanto. L’annata 2019 è fortunata e ce ne accorgiamo subito, versando nel calice un vino di color rosso rubino sgargiante, che fin dal profumo – un invitante pupurrì di viola mammola, amarena, lavanda – sa di perfezione. In bocca è letteralmente strepitoso, per un equilibrio unico tra le note fruttate e la vena acido-tannica che rende vibrante il sorso. Detto questo, quando bevi un vino che ti emoziona “un botto” fin dal primo assaggio, ti viene naturale interrogarti《ma… cosa ho bevuto fino ad oggi?》. Ed è una domanda che non trova risposta, se non verificando minuziosamente la bottiglia del Monsanto 2019, che ti sembra più piccola del solito – dato che è ormai vuota🤪 – ma anche provando a carpire quali possono essere i segreti che si celano dietro alla performance stellare🌟⭐️✴️ del trittico struttura~persistenza~retrogusto di questo Chianti Classico, realizzato da Andrea Giovannini per Fattoria Monsanto [scoprila qui]. E se il segreto lo custodissero il tempo, la storia, l’esperienza, che si celano dietro a questa bella realtà vitivinicola toscana, dal 1962? Secondo me può saperlo solo lui…

,,,il Gallo Nero che si erge flemmatico sulla controetichetta di questo INEGUAGLIABILE Chianti Classico DOCG. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 roboanti, anche per il rapporto emozioni/prezzo difficilmente battibile (rarissimo trovare una bottiglia sotto i 21€, nella fascia teoricamente riservata agli specials!)

etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,76 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,76

mi ha emozionato perché è gustosissimo, strutturato, fruttato, persistente e beverino

Pubblicato in: vino bianco

SeRRa FioReSe 2016: iL VeRDiCCHio SuPeRioRe Di GaRoFoLi

Un secolo non basta a raccontare la storia dei vini realizzati a Castelfidardo, nelle Marche, dalla family Garofoli. Di conseguenza, i Garofoli [scopri qui la Cantina] sono portatori sani di conoscenza, competenza, cultura, passione, nella vinificazione delle uve verdicchio (e non solo). Di scena oggi, l’annata 2016 del Verdicchio Superiore Serra Fiorese, un bianco marchigiano che ammalia immediatamente appena lo si versa nel calice: è giallo intenso dorato e profuma di frutta a polpa gialla stramatura, con la pesca🍑 tabacchiera in evidenza, contornata da miele e spezie. Sul palato è di struttura ricca, fruttata e di bella densità, a preannunciare un sorso d’inusitata eleganza e piacevolezza di beva, con una persistenza lunghissima e un retrogusto che lascia ben impresso sulle papille linguali, i sapori e le emozioni di un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore INEGUAGLIABILE, grazie ad una cremosità e una ricchezza di beva fuori dall’ordinario, davvero suuuper. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate a Carlo Garofoli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, che ha saputo valorizzare al meglio questa fascinosa annata 2016 del cru Serra Fiorese. Applausi👏👏👏 scroscianti e interminabili…👏👏👏

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,77 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,77

mi ha emozionato perché è cremoso, suadente, di straordinaria ricchezza di sorso

Pubblicato in: vino rosso

ToSCaNeTTi 2022 DaViNuM: iL SaNGioVeSe NoN è Mai STaTo CoSì BeVeRiNo!

2° assaggio in poco più di un mese, per la giovane realtà vitivinicola castelfiorentinese (non poteva mancare l’incipit suggerito da Rimatore Seriale😆) Davinum, di cui ho sviscerato foto/vini/filosofia produttiva nel wine tasting d’inizio mese [scoprilo qui]. Stavolta in assaggio c’è un sangiovese in purezza che si presenta di un bel rosso rubino luminescente, alla vista; i profumi sono di violetta e frutti rossi, l’attacco in bocca è semplicemente perfetto, per ricchezza di frutto ed eleganza. Che poi, sono proprio le peculiarità evidenti di questo Toscanetti 2022 targato Davinum: il sorso è fruttato, ciliegioso🍒 e succoso, con una vena acida pimpante/pungente, ma mai sopra le righe, a ribadire uno stile vinicolo dotato di quell’eleganza e di quella morbidezza che mi avevano colpito al primo assaggio del Nostrum [scoprilo qui]. Certo, nel Sangiovese Rosso Toscana IGT Toscanetti 2022, tutto si fa più etereo: la struttura è pregevole ma non importante, la persistenza aromatica è solo discreta; ma il sorso è caratterizzato da una fragranza e da una piacevolezza globale che ipnotizza e comporta obbligatoriamente la “svuotatura”😋 della bottiglia. Tanto di cappello al trio agronomico~enologico Cristian Nardi, Mirko Niccolai, Matteo Corsini, per questo semplice – ma nel suo piccolo, grande – CAPOLAVORO di riBevibilità in salsa toscana, che si guadagna meritatamente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines.
Post Scriptum: chapeau🎩 anche alla family Schaetti, per come ha ideato e realizzato la cantina “concept” Davinum!

etichetta 8 | colore 9,68 | profumo 8,93 | densità 8,17 | persistenza 7,86 | tipicità 9,62 | struttura 8,22 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 109,07

mi ha emozionato perché è suadente, fragrante e beverino

Pubblicato in: vino rosso

NoTTe RoSSa 2021: iL PRiMiTiVo DeL SaLeNTo LoW-CoST, CHe NoN RiSPaRMia SuLLe eMoZioNi

Diciamolo subito: il vino in assaggio oggi, l’ho comprato al super, cavandomela con una manciata di €uro e perfettamente consapevole di non potermi aspettare chissà cosa, lato emozionale. Eppure… nel calice scende rosso scuro, denso e impenetrabile; al naso profuma timidamente di frutti rossi, resina e agrumi, mentre in bocca appare subito corposo, morbido, di buona struttura, ad invogliare la beva e pure la ribeva😋. Certo, manca il grip tannico e, di conseguenza, manca quella struttura, quella vinosità, che farebbe davvero spiccare il volo a questo Salento Primitivo IGP 2021 griffato Notte Rossa [scopri qui la cantina] – e realizzato dalla cooperativa Terre di Sava – che è comunque STRABUONO e con un rapporto emozioni/prezzo a dir poco stellare🌟. Perché poi al super, può capitare di trovarlo in offerta promo addirittura sotto i 5€ (com’è successo nel mio caso) e a quel punto si può tranquillamente parlare di un vero e proprio champion-of-the-world🌏 di piacevolezza in rapporto al suo prezzo e che le 3 coppe🏆🏆🏆di merito, siano quasi “attillate” per il puppurrì emozionale che regala questo Primitivo. Da segnalare che è la 2° volta che bevo un vino Notte Rossa [scopri qui il precedente assaggio] e credo, senza paura di essere smentito, che non sarà neanche l’ultima…

etichetta 7,50 | colore 9,34 | profumo 8,78 | densità 9,67 | persistenza 8,67 | tipicità 8,23 | struttura 8,09 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 7,94 | ribevibilità 9,62 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 106,40

mi ha emozionato perché è morbido e succoso

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi RuFiNa RiSeRVa QuoNa 2018 Bio🌱 i VeRoNi

Oggi in assaggio, la versione Riserva del Chianti Rufina griffato I Veroni, 1 anno (e 2 mesi) dopo l’assaggio de I Domi 2019 [scoprilo qui], stessa DOCG e cantina produttrice, ma nel vino odierno spicca la maturazione – che è in barrique – e il vigneto, che dà il nome al Quona 2018. Scopriamolo insieme: alla vista, è rubino scurissimo e fascinoso; al naso, emergono frutti di bosco stramaturi e note boisé in sottofondo, con un pouffe etereo di tabacco. Al palato è decisamente strutturato, denso, succoso, ma austero: le note fruttate e vinose sono sovrastate dalla balsamicità del sorso, con un touch di cuoio e rabarbaro in evidenza, persistenza aromatica di grande intensità nonché lunghissima, retrogusto – a mio gusto🤪 – un po’ troppo amaricante.
Intendiamoci: il Chianti Rufina DOCG Quona biologico🌱Riserva 2018 griffato I Veroni è un CAPOLAVORO di altissimo livello, sapientemente accudito in vigna da Andrea Paoletti e realizzato in cantina da Pierluigi Marzano ma… c’è un però. Le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti potevano tranquillamente essere 5, se soltanto il profilo gustativo fosse stato un filo meno balsamico~legnoso, un filo meno amaricante e un filo più fruttato. Senza dimenticare che stiamo parlando di una bottiglia posizionata nel range di prezzo 22€~42€, quindi “potenzialmente” facente parte degli specials, il gotha dei vini, il TOP degli assaggi. Eppure, sarò ripetitivo, al Quona 2018 manca qualcosa: forse, piccoli insignificanti dettagli lato gustativo, a suggello di una (comunque) eccellente esperienza di beva. Da riassaggiare nella versione Riserva 2019…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 9,61 | struttura 10 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 115,69

mi ha emozionato perché è succosissimo, denso e strutturato

Pubblicato in: vino bianco

TeRRe BiaNCHe CuVée 161 2021, uN ViNo CHe… SoRPReNDe!

Avete in mente quei vini bianchi leggiadri, freschi, non strutturati e di facile beva? Ecco… scordateveli, perchè l’assaggio odierno è un bianco decisamente corposo, strutturato e complesso. Andiamo con ordine: alla vista è giallo sfumatura oro, al naso profuma di fiori e frutta a polpa gialla, attacco in bocca morbido, suadente. Ed è proprio al palato che questo Alghero Torbato DOC griffato Sella & Mosca [scopri qui la cantina], big del vino in Sardegna, sorprende: c’è pienezza di frutto, c’è una struttura importante, rotonda e complessa, a supportare una persistenza aromatica tutta incentrata su note legnoso~speziate, peculiarità rare in un vino bianco. Ne esce fuori un CAPOLAVORO sardo dalla tipicità tutta sua, guadagnando le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tante luci e pochi difetti: ad esser pignoli, si sente – a tratti – la mancanza di una maggior freschezza di beva; continuando a cercare il pelo nell’uovo, anche le note aromatiche sono molto (fin troppo) boisé e poco saline, che è cosa strana per un bianco sardo, ma tant’è. Fa il vino Giovanni Pinna – supportato in vigna da Giuseppe Mulas – per una delle più grandi (e antiche) realtà vitivinicole sarde: Tenute Sella & Mosca (Gruppo Terra Moretti), dal 1899😳 ad Alghero. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 10 | profumo 8,98 | densità 9,21 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,24 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 8,96 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 111,16

mi ha emozionato perché è suadente, morbido e legnosamente speziato

Pubblicato in: vino rosso

Da CaMiGLiaNo, iL RoSSo Di MoNTaLCiNo 2020 Bio🌱 CHe SoRPReNDe

Oggi sono a Montalcino, terra toscana di sangiovese🍇 grosso, che si trasforma in emozionanti bottiglie di Brunello e Rosso. Ed è proprio il Rosso di Montalcino DOC 2020 Bio🌱 griffato Camigliano [scopri qui l’Azienda], il protagonista dell’assaggio odierno: alla vista, si presenta di rosso rubino poco concentrato, mentre al naso profuma di viola mammola, ciliegia e fragola. Al palato, entra lievemente aggressive, in virtù di una struttura media ma peperina, pungente, sapida, che regala un sorso fragol🍓ciliegioso🍒 di straordinaria piacevolezza, con una succosità residua – soprattutto nel retrogusto – semplicemente impeccabile. Sergio Cantini e Federico Staderini – in vigna e in cantina – realizzano un Rosso di Montalcino CAPOLAVORO, a conferma di quanto sia infinitamente buona la DOC “minore” ilcinese: certo, inferiore a “Sua Maestà Brunello”, ma superiore a tanti altri rossi italiani, tenendo soprattutto a mente il prezzo – sotto i 21€ – di una bottiglia di tale livello. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate e gustosissime!

etichetta 8,50 | colore 8,62 | profumo 9,03 | densità 9,34 | persistenza 9,26 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,81 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 112,92

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso e beverino

Pubblicato in: vino rosso

iL “MiRaCoLoSo” MoNTeFaLCo RoSSo Di aDaNTi, VeRSioNe 2016

A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗!
Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)

etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 113,06

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente

Pubblicato in: wine tasting

DaViNuM: La CaNTiNa CHe NoN Ti aSPeTTi❗️

Ecco la sorpresa-bis, dopo quella d’inizio Maggio: volendo approfondire “chi sta dietro” al brand toscano Davinum – scoperto con l’assaggio del Nostrum 1 mese fa – ho deciso di visitare personalmente la cantina toscana ubicata in quel di Castelfiorentino, al piano “sotterraneo” di una struttura che ospita, al pianterreno, una lussuosa Azienda dedicata ai mobili e all’arredocasa (!). Appena scese le scale che portano all’ingresso della cantina Davinum, si apre davanti agli occhi uno spettacolo che le foto 👇 non restituiscono al 100% dell’esperienza reale.

《Davinum è una creazione della family Schaetti…》inizia a raccontarmi Matteo Corsini – team enologico Davinum – che mi accoglie con grande entusiasmo e mi fa assaggiare uno dopo l’altro: Toscanetti, un sangiovese in purezza di bella freschezza e ciliegiosità; Opal, un interessante vino rosa IGT fruttato e freschissimo, da riassaggiare con maggior calma e discernimento (è una promessa, non una minaccia😁); Solo Uno, una piccola (quantitativamente) ma importante (qualitativamente) produzione di “gran sangiovese” in purezza, prodotto solo nelle migliori annate e lasciato a maturare per 24 mesi in barrique nuove.
Che dire? Tutto moooolto interessante e di stra-ordinaria piacevolezza: ne riparleremo sicuramente nelle prossime settimane✳️, assaggiando i vini singolarmente e decifrandone in profondità il “loro carattere”, supportati dalla micrometrica scala valutativa dell’algoritmo qualitativo.
Una domanda, però, sorge spontanea: che cavolo ci fanno queste bellissime anfore 👇…

…ubicate nel bel mezzo della barriccaia Davinum??? (lo scopriremo solo bevendo😋).

✳️già tra pochi giorni, in anteprima di assaggio: Toscanetti 2022!

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di GiuGNo DueMiLa23

Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥…
alooooooooooò cocche🥥🥥🥥…
Giugno ricco mi ci ficco😁!
Scopriremo insieme:
○ dalle Marche, Verdicchio Riserva;
● dalla Sardegna, Torbato;
□ dalla Puglia, Primitivo;
■ dalla Liguria, Vermentino;
♤ dall’Umbria, Montefalco Rosso;
♡ dalla Toscana, “un poker di rossi”.
E com’è successo a Maggio… una sorpresa ad aprire il mese!!!

Pubblicato in: bollicine rosso

CoRLeTo 2022: iL LaMBRuSCo GRaSPaRoSSa iN PuReZZa…

…vendemmiato a mano da Villa di Corlo, in quel di Baggiovara, nel modenese, è l’assaggio odierno. E che assaggio😋! Subito impressionante per una cremosità ricca, abbinata ad una bollicina semplicemente “giusta”, è al naso che convince – con un mix di fragola🍓 e ciliegia🍒 invitante – per poi emozionare al palato: freschezza e succosità strabordante si accompagnano ad un sorso di inusitata eleganza e finezza, come raramente capita di trovare in questa tipologia. Ecco perché il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Corleto 2022 griffato Villa di Corlo [scoprila qui] è un CAPOLAVORO di alto livello: quando si parla di Lambrusco, bisogna saper attentamente scegliere al momento dell’acquisto, tra le 1000mila bottiglie che inflazionano il mercato con vini appena sufficienti a ricevere la DOC e vini da 4 coppe🏆🏆🏆🏆 emozionanti, qual è questo Corleto, accudito in vigna da Ottaviano Medici e vinificato in cantina da Otello Venturelli. Bravi👏👏👏 davvero!
Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare. La suggestione e il suggerimento di assaggio di questo super Lambrusco è scattato alla Trattoria Bertozzi – quartiere Saragozza, Bologna – chiedendo al cameriere~sommelier in loco, una bollicina rossa emiliana da abbinare alla cena. Mai, consiglio fu più centrato🎯…

etichetta 7,50 | colore 9,63 | profumo 9,22 | densità 9,57 | persistenza 8,96 | tipicità 9,60 | struttura 8,69 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 111,36

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso ed elegante

Pubblicato in: vino rosso

RuBeSCo 2019, iL RoSSo Di ToRGiaNo DoC LuNGaRoTTi

Oggi siamo in Umbria, a Torgiano – nel perugino – dove in via Giorgio Lungarotti sorge l’Azienda agricola Lungarotti [scoprila qui], di proprietà della family omonima😍. Una bella storia di famiglia, quindi, alle spalle del Rosso di Torgiano DOC Rubesco 2019 in assaggio oggi: leggo in etichetta che si tratta di un blend di uve sangiovese e colorino, decido quindi di versarlo nel calice, dove appare di un rosso “rubesco”😉 scintillante, con bei profumi di amarena su uno sfondo terroso, al naso. In bocca, entra con suadente morbidezza, ma poi tira fuori gli “artigli tannici” che regalano al sorso vitalità, freschezza, succosità, in un contesto di buona struttura e di una persistenza aromatica caratterizzata da note ematiche e ferrose. Probabile che queste nuances – le quali, personalmente non mi hanno appassionato, ma indubbiamente “tipicizzano” il Rubesco – siano un po’ la firma gustativa dei rossi Lungarotti. Dico questo, perchè nel wine tasting di fine Marzo organizzato a Cesena dall’AIS [scoprilo qui], il Rubesco Vigna Monticchio Riserva Lungarotti – forse il miglior vino assaggiato nell’evento – aveva sì tannini più potenti, più dolci, più rotondi, in un contesto di maggiore ricchezza e succosità di beva, ma anche un accenno di quelle note ematiche~ferrose, che ho ritrovato nel Rubesco 2019 STRABUONO assaggiato oggi. Da annotare che: mentre nella Riserva, le suddete nuances andavano ad integrarsi in una sontuosa complessità di beva, qui stonano un po’, andando a decremento sia della piacevolezza di beva, che del rapporto emozioni~prezzo, così guadagnando 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, ma non oltre.

etichetta 8 | colore 9,18 | profumo 9,21 | densità 8,98 | persistenza 8,93 | tipicità 9,51 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,32 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,15 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 8,60
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

mi ha emozionato perché è rusticamente morbido e succosissimo

Pubblicato in: bollicine bianco

ViGNeTo DeLLa RiVa Di SaN FLoRiaNo: iL PRoSeCCo SuPeRioRe Di NiNo FRaNCo

Una bella storia contadina: prima venne Antonio – che 100 anni fa e spiccioli fondò la cantina – poi arrivò suo figlio GiovanNino Franco, che diede il nome ad una realtà vitivinicola tuttora portata avanti da Primo Franco & family. Siamo nei colli trevigiani, in quel di Valdobbiadene e quindi in assaggio non può che esserci un Prosecco Superiore DOCG. Ma non un Prosecco qualsiasi! Il vigneto Riva di San Floriano restituisce un vino profumatissimo di frutta a polpa bianca con un touch floreale sullo sfondo; nel calice, di color paglierino scarico, impatta il palato con una bollicina non invasiva, per poi emozionare con una beva cremosa, saporita, succosa, elegantemente travolgente e dotata di persistenza aromatica di notevole intensità. Un retrogusto aromaticamente coerente – seppur non lunghissimo – va a chiudere il quadro di eccellenza di questo Valdobbiadene DOCG griffato Nino Franco [scopri qui la Cantina]. Inutile, quindi, aggiungere che questo cru agguanta facilmente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 rigorosamente riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è Riva di San Floriano. Standing ovation👏👏👏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 7,50 | colore 9,18 | profumo 9,39 | densità 9,14 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,86 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,14

mi ha emozionato perché ha un’eleganza fascinosa e una persistenza strabordante

Pubblicato in: vino rosso

iL MoNTeCaRLo RoSSo 2020 Di eLeNa CaRMiGNaNi…

…proprietaria dell’Azienda Agricola Enzo Carmignani [scoprila qui] – nata nel lontano 1386😳! – è l’assaggio di oggi: a cavallo tra le colline della Lucchesìa e la Valdinievole, nasce questo interessante rosso toscano della DOC Montecarlo, una denominazione quasi “dimenticata” nel tempo. Certo, le varie versioni dei Chianti, anziché Bolgheri, passando per Montalcino e Montepulciano, senza dimenticare i vari supertuscan – gli IGT a prezzi onesti, non quelli a cifre assurde – relegano questa DOC ad un ruolo di semplice comparsa nel ricco panorama vinicolo toscano. Eppure… il Montecarlo Rosso DOC 2020 griffato Enzo Carmignani e realizzato in cantina da Massimo Motroni, coadiuvato in vigna da Giuseppe Bimbi, è un rosso STRABUONO🏆🏆🏆, seppur ai primi gradini della relativa fascia valutativa: di un bel rosso rubino intenso e profondo alla vista, colpisce al naso per il bouquet di frutti di bosco stramaturi, nentre impressiona al palato, per una struttura media sopra le attese e deliziosi tannini piacevolmente astringenti. Proprio questi ultimi, regalano al sorso un touch di fresca ruvidità e ne determinano una vinosità rustico~fruttata di notevole livello. Eppure… rispetto alle più note e premiate Denominazioni di Origine toscane, a questo Montecarlo sembra mancare quell’autorevolezza, quella tipicità “sopra le righe” che, da sempre, è il plus della Toscana del vino. E comunque, a dispetto di un algoritmo qualitativo un filo sottotono, a me sinceramente è piaciuto molto (anche perché, lo ammetto, sono un fan sfegatato😍 della DOC Montecarlo rosso, che vorrei veder crescere e crescere ancora).

etichetta 8 | colore 8,83 | profumo 8,12 | densità 8,98 | persistenza 8,23 | tipicità 7,98 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,37 | retrogusto 8,25 | ribevibilità 8,49 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 9,15
PUNTEGGIO TOTALE 102,67

mi ha emozionato perché è piacevolmente rustico e astringente

Pubblicato in: news dalla bacheca

Mi CHieDo: “THe SHoW MuST Go oN” SeMPRe e CoMuNQue?

Ogni riferimento al SURREALE Concerto di Bruce Springsteen “andato in onda, come se nulla fosse” ierisera a Ferrara, a una manciata di kilometri dai milioni di parenti/amici corregionali, colpiti dalla catastrofica alluvione in Romagna, NON È CASUALE…
Siamo OLTRE la vergogna, OLTRE il non-rispetto per gli altri, OLTRE il menefreghismo per i morti, i feriti, il disagio di un’intera comunità, colpita da una tragedia immane. Per non parlare dei danni… e di tutte le conseguenze drammatiche causate da un tale sconvolgimento nella vita delle persone, delle famiglie, dei bambini, degli anziani, colpiti dallo tsunami distruttivo dell’acqua.
Mi rispondo: ma cosa c’era da festeggiare?

Pubblicato in: vino rosso

GoDeNZa 2019 Di NoeLia RiCCi: L’aRCHeTiPo DeL SaNGioVeSe Di RoMaGNa

Title spoilerante😉 di quel che ci aspetta nell’assaggio odierno: un vino esemplare, con voto maximo alla voce “tipicità”, dal rapporto emozioni/prezzo al TOP e una piacevolezza rustico~elegante (passatemi il termine ma è davvero così) tutta sua. O meglio, che fa scattare automaticamente un pensiero che ti trafigge la mente:《ma davvero questo è il gusto originario del Sangiovese Predappio Romagna DOC?》.
Effettivamente Marco Cirese, proprietario della Tenuta [scoprila qui] e nipote di Noelia Ricci, ha le idee chiare sul “come” fare e sul “cosa” vuole dai suoi vini. Il Godenza 2019 è rosso rubino intenso alla vista e profuma deliziosamente di frutti di bosco freschi, quasi fossero stati appena raccolti. Ed è proprio la freschezza – supportata da una struttura né snella, né corposa, ma più semplicemente “giusta” – il leit motiv di questo Sangiovese Predappio Romagna DOC Godenza 2019. In bocca non vi è traccia di dolcezza o di ruffiane morbidezze: al loro posto, c’è una salinità e una schiettezza di beva sorprendente e contemporaneamente fascinosa, perchè riporta alla mente il vino contadino, cioè quello fatto “come vigna vuole”. RiBevibilità esagerata (😋), persistenza aromatica di lunghezza media e molto sapida, con un retrogusto di impeccabile coerenza e pulizia. Chapeau, quindi, al Godenza by Noelia Ricci e al suo sangio CAPOLAVORO che stramerita le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 abbondanti!

etichetta 9 | colore 9,29 | profumo 9,34 | densità 8,96 | persistenza 9,04 | tipicità 10 | struttura 9,15 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,16

mi ha emozionato perché è sapido, schietto e fragrante

Pubblicato in: bollicine bianco

ViNo BiaNCo FRiZZaNTe “CoL FoNDo” 2021 CaNeVa Da NaNi

L’assaggio di oggi è un bollicine bianco a base di uve🍇 glera, proveniente da Guia, nel trevigiano, in piena area Valdobbiadene: <<sará un Prosecco>> penso tra me e me. E invece, sia sull’etichetta frontale che sul retro bottiglia, non trovo alcuna traccia della denominazione Valdobbiadene, né tantomeno dell’indicazione Prosecco. Come anticipato nel title, siamo davanti ad un generico “vino bianco frizzante col fondo”, senza tanti salamelecchi, né Consorzi certificatori. Peró il logo FIVI sull’etichetta frontale, mi aiuta a decifrare meglio che, essendo davanti ad un Vignaiolo Indipendente, potrei aspettarmi un vino uguale a nessuno o perlomeno dotato di una tipicitá tutta sua. E a proposito di decifrazioni, Caneva da Nani [scoprila qui] equivale a Cantina da Giovanni, (Nani, per gli amici & family👪). Entriamo in degustazione: alla vista è giallo scarico e torbo (checché se ne dica, se davvero vogliamo carpire l’anima di un vino, quando è col fondo, conviene sempre tenere la bottiglia a testa in giù per una 40ina di secondi, prima di versare nel calice), mentre al naso profuma di fiori freschi, mela, pera e un pouffe di banana🍌. Attacco in bocca pulito ed elegante, poi peró esce fuori un sorso piacevolmente rustico, di bella persistenza aromatica e d’impeccabile finezza nel retrogusto finale. Che altro aggiungere? Che Giovanni “Nani” Canelli sa come accudire al meglio le proprie vigne – coadiuvato in cantina da suo figlio Massimo – e i risultati parlano da sé: Col Fondo 2021 griffato Caneva da Nani è soprprendentemente STRABUONO e si aggiudica 3 coppe🏆 🏆 🏆 abbondanti, nel segno dell’autenticità e “di una bella storia famigliare”. Applausi👏👏👏!

etichetta 7 | colore 9,03 | profumo 9,13 | densità 9,37 | persistenza 8,10 | tipicità 8,48 | struttura 7,53 | discesa in gola 9,61 | retrogusto 8,29 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 105,64

mi ha emozionato perché è rustico, succoso, beverino