Oggi siamo a Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, sede della Cooperativa vitivinicola La Guardiense [scoprila qui], che realizza l’Aglianico Sannio DOP Lucchero 2016 della linea “Janare”, in assaggio oggi. Che si presenta di un bel rubino profondo alla vista e dotato di una bella complessità di profumi: su uno sfondo boschivo~terroso, si percepiscono ciliegie🍒 sotto spirito, note legnose, un touch di tabacco biondo e un pouffe speziato~balsamico che evoca il cardamomo. Attacco in bocca di notevole finezza, sapido ma materico, succoso, con una deliziosa morbidezza di sorso, ben sostenuta da un tannino presente ma mai sopra le righe, di piacevole equilibrio gustativo. A tratti, si potrebbe desiderare una struttura più complessa e una persistenza aromatica più intensa; anyway siamo dinanzi ad un CAPOLAVORO dallo strepitoso rapporto emozioni/prezzo, perchè il Lucchero 2016 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] viene via ad un prezzo mooolto più basso delle forti emozioni che regala e quindi, tirando le somme, si stra-merita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆, seppur raggiunte di precisione. Post Scriptum: se il Lucchero 2016 è così dannatamente emozionante, sarà (anche) merito di Riccardo Cotarella, che coadiuva l’enologo Marco Giulioli, nella realizzazione di questo vino? 🤔
etichetta 8 | colore 9,05 | profumo 9,19 | densità 9,62 | persistenza 8,27 | tipicità 9,51 | struttura 8,33 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 9,25 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55 PUNTEGGIO TOTALE 108,19
mi ha emozionato perché è succoso, morbido e incredibilmente low~cost
Spoiler: nomen omen, l’assaggio del rosso di oggi è tagliente e minerale come già fa presagire il suo nome. Ed effettivamente questo DueLame – di un bel color rubino sgargiante alla vista, con tenui profumi terrosi ma fruttati di mora e ribes, al naso – è il tipico Chianti Classico DOCG d’altura, proveniente da vigneti ubicati sul colle di Lamole: niente dolcezze o ruffiane rotondità di beva. Al loro posto, un sorso di schietta acidità e di fresca mineralità, pur rimanendo perfettamente aderente alla rustica eleganza Tuscany-style dei Chianti Classico DOCG “Gallo Nero”. Indubbiamente, la piacevolezza di beva non è il punto forte di questo vino, che però farà la felicità di chi ama i rossi verticali, acidulo~sapidi, secchi e minerali. E magari, proprio loro, storceranno il naso👃 nel leggere il voto del parametro “piacevolezza”🙃, ma poi accetteranno il verdetto dell’algoritmo proprietario di Emotional Wines, che valuta questo Chianti Classico DOCG DueLame 2020 griffato Lamole di Lamole BUONO🏆🏆 ma non oltre, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Fa il vino Andrea Daldin, per il gruppo Santa Margherita [scopri qui la cantina].
etichetta 7,50 | colore 9,07 | profumo 8,02 | densità 8,28 | persistenza 8,93 | tipicità 8,74 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,16 | retrogusto 8,14 | ribevibilità 8,18 | prezzo 8,70 | piacevolezza globale 7,65 PUNTEGGIO TOTALE 99,89
mi ha emozionato perché è fresco, minerale e acidulo
Tra le vie erte dei colli dell’Irpinia, scopriamo i “vigneti in quota” che generano il Fiano di Avellino DOCG Vadiaperti 2020 griffato Traerte (Azienda campana già conosciuta qui). Ovviamente, questo bianco fa della sapidità e, soprattutto, della freschezza, i punti di forza di un vino che si presenta giallo paglia alla vista, profumato di fiori e frutta a polpa bianca, con attacco in bocca un filo più delicato delle attese. In effetti la struttura è esile, ma la piacevolezza di beva e la straordinaria freschezza di questo Fiano, lo rendono un vino di strepitosa riBevibilità e facilità di abbinamento con qualsiasi pietanza. Aggiungo: perfetto anche come aperitivo nelle cene d’estate. 3 fragranti coppe 🏆🏆🏆 per questo vino STRABUONO! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 7,50 | colore 8,39 | profumo 9,24 | densità 8,12 | persistenza 8,24 | tipicità 8,75 | struttura 7,75 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 10 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 104,71
…perché appena ne assaggi un sorso, ti vien voglia di tuffartici dentro😋. Della Fattoria Moretto [scoprila qui] avevamo già assaggiato il Canova: stessa DOP – Lambrusco Grasparossa di Castelvetro – e stesso stile gustativo, secco e tannico, senza regalare nulla agli amanti dei Lambrusco morbidi~ruffiani. La struttura vinosa di questo Tasso, però, si distingue dal Canova per una maggiore succosità di beva, con note fruttate più nitide e una persistenza aromatica di maggior spessore, supportata da un retrogusto pulitissimo, coerente e lungo. Per questo Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Tasso griffato Fattoria Moretto e sboccato nel 2022, siamo ancora in fascia STRABUONO, ma stavolta vicinissimo all’ingresso in fascia superiore, quindi 3 coppe abbondanti, quasi 4. Fa il vino Fausto Altariva, coadiuvato in vigna da Stefano Mattioli, per una cantina certificata BIO🍃 e appartenente alla FIVI. Vignaioli Indipendenti.
etichetta 8 | colore 9,01 | profumo 8,74 | densità 9,62 | persistenza 8,71 | tipicità 9,20 | struttura 8,85 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 8,92 | ribevibilità 8,74 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 107,82
mi ha emozionato perché è succoso e rusticamente fruttato
… una cantina dalle storiche origini contadine [scoprila qui], ubicata sui colli di Breganze, nel vicentino. Il Rosso del Veneto IGT Groppello 2021 si presenta di un bel rubino brillante alla vista, mentre al naso è un bouquet di fiori, fragoline e frutti rossi. Attacco in bocca d’inaudita freschezza e acidità, per un rosso dalla struttura esile ma dotata di buona persistenza aromatica: il vitigno autoctono groppello è gestito da Innocente della Valle – enologo e proprietario di Ca’ Biasi – con sapiente equilibrio, riuscendo ad amalgamare piacevolmente le fresche note fruttate con quelle più astringenti e acidule, per un Groppello che alla fine risulta STRABUONO e quindi meritevole delle 3 coppe🏆🏆🏆. Da segnalare il voto maximo alla voce riBevibilità, punto di forza di questo gustoso rosso vicentino, perfetto da bere refrigerato – A Mio Modesto Avviso, intorno ai 10° – in un’apericena d’estate.
etichetta 8 | colore 8,87 | profumo 8,41 | densità 7,92 | persistenza 8,52 | tipicità 8 | struttura 7,74 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,06 | ribevibilità 10 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,40 PUNTEGGIO TOTALE 101,86
mi ha emozionato perché è fragrante, fruttato e beverino
[surprise maggiolina] Oggi gironzolo per i boschi e i vigneti di Castefiorentino, nella zona a Sud della provincia di Firenze, non lontana dal confine con quella senese. Scopro, per caso, una piccola e recente realtà vitivinicola, dotata di una cantina che affascina subito al primo colpo d’occhio [vedi foto👇].
L’azienda si chiama Davinum [scoprila qui] e l’assaggio odierno verte sul rosso Nostrum 2019, un supertuscan realizzato da Cristian Nardi – nel doppio ruolo di agronomo ed enologo – con un blend di uve che m’incuriosisce non poco: oltre a sangiovese e merlot, anche foglia tonda e pugnitello(😳). Il vino si presenta al naso con bei profumi di frutti rossi e prugne cotte, mentre alla vista è rosso rubino scurissimo, con lievi venature granato. Ma è in bocca che sorprende! Concentrazione di frutto e complessità di sapori, già stordiscono le papille linguali: c’è una polposità materica che si appoggia ad una rotonda morbidezza di fondo, senza eguali. La struttura è da rosso toscano “importante”, con una persistenza aromatica lunghissima e un retrogusto semplicemente al TOP della tipologia. Cosa aggiungere? Coupe de foudre😍 – amore a primo assaggio – per il Rosso Toscana IGT Nostrum 2019 INEGUAGLIABILE, che guadagna la fascia maxima degli specials, convincendo ed emozionando. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 a sorpresa per questo supertuscan di Davinum! Post Scriptum: anche il prezzo – sotto i 30€ – e il tappo – in vetro😱, a preservare in purezza il profilo aromatico – sono sorprendenti!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,22 | densità 9,61 | persistenza 10 | tipicità 9,27 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,10
mi ha emozionato perché è morbido, succosissimo e fruttato
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥… alooooooooooò cocche🥥🥥🥥… Maggio ricco mi ci ficco😁! Scopriremo insieme: ○ dall’Umbria, Rosso di Torgiano; ● dal Veneto, Prosecco e Groppello; □ dalla Romagna, Sangiovese; ■ dalla Campania, Fiano e Aglianico; ♤ dall’Emilia, bis di Lambrusco; ♡ dalla Toscana, Chianti Classico, Montecarlo e… una sorpresa, ad aprire il mese!!!
Maria Cristina Geminiani è una delle donne del vino che, da oltre 2 decenni, si è messa in luce – nella doppia veste di enologa e proprietaria della Fattoria Zerbina – con la splendida versione del “Sauternes di Romagna” Scaccomatto: un Albana Passito che ho assaggiato una 20ina di anni fa, capace di scrivere la storia dei vini muffati italiani (proximamente su questi schermi). Avrete intuito che oggi siamo a Marzeno, nel ravennate, dove nasce il sangio citato nel title: alla vista è rubino intenso a tinte scure, mentre al naso è ciliegia sotto spirito, con un touch di rabarbaro e note boisé sullo sfondo. Ma è in bocca, che il Torre di Ceparano esprime tutto il suo potenziale: è fruttato e mooolto succoso, per una pienezza di sorso piacevolmente tannico, dotato di persistenza lunghissima, con il consueto, impeccabile, finale amaricante tipico della DOC. Non c’è molto altro da aggiungere, quando un vino come questo Sangiovese Superiore Riserva 2015 griffato Fattoria Zerbina [scoprila qui], convince in tutti i parametri gusto~olfattivi ed invoglia al 2° sorso, al 3° sorso, al 4° sorso, ops😱… bottiglia vuota!🤪 Post Scriptum: nell’ebbrezza, mi ero dimenticato di dire che questo Torre di Ceparano è un CAPOLAVORO di alto livello, che stramerita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tanto di cappello🎩 (chapeau!) per Maria Cristina Geminiani, che lo realizza.
etichetta 9,75 | colore 9,56 | profumo 9,37 | densità 9,52 | persistenza 9,41 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70 PUNTEGGIO TOTALE 115,16
mi ha emozionato perché è fruttosamente succosissimo e aromaticamente persistentissimo [Rimatore Seriale😁]
Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁. Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65 PUNTEGGIO TOTALE 113,48
mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant
Cioè… mi sento piccino picciò ad andare a stappare – per poi raccontarvi le emozioni di assaggio – un vino passito realizzato da una cantina piemontese con 130 anni (centotrenta!😱) di storia vitivinicola alle spalle: Orsolani [scoprila qui]. Emozioni che partono dal colore di questo vino dolce a base di uve erbaluce in purezza: oro antico con riflessi arancio~bronzei! Al naso👃 sono netti i profumi di datteri, miele🍯 e zibibbo sotto spirito, mentre in bocca è denso, ammandorlato, di micrometrica coerenza con l’olfatto e dotato di 2 aspetti stra-ordinari: persistenza e retrogusto intensi e di lunghezza infinita. A tratti, questo delizioso nettare passito, mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi di antichi assaggi di vinsanti toscani “occhio di pernice” d’antan. Peró nel Sulè – traducibile in solaio, che poi è il luogo di appassimento delle uve – c’è un equilibrio tutto suo tra le note acetiche e quelle zuccherine: probabile che Massimo Pinna in vigna e Sergio Paolucci in cantina, siano dotati di “bacchetta magica”🥢 atta a far trasformare i grappoli di erbaluce appassiti, in un vino INEGUAGLIABILE ai vertici della tipologia. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 al Caluso Passito DOCG Sulè 2017 griffato Orsolani, per un vino dolce stratosferico! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: bravi anche Bibenda e AIS Vitae, che hanno premiato il Sulè 2017, rispettivamente, con 5 grappoli e 4 viti.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,13
mi ha emozionato perché è magicamente denso e concentrato
Una bottiglia dimenticata in cantina, ritrovata per caso e subito stappata, con il dubbio che fosse ancora in perfetto stato organolettico, a distanza di ben 8 anni dalla vendemmia: è l’assaggio di oggi, emozionante e sorprendente. Siamo a Panzano in Chianti, nel cuore della Toscana, immersi in quei deliziosi vigneti che danno vita ad un Chianti Classico che più classico non si può. Il vino, di un bel rubino sgargiante alla vista (dopo 8 anni?!), scende nel calice emanando profumi di bosco, frutti neri ma anche funghi e terriccio. Attacco in bocca aggressive, con un tannino astringente e fragrante che è il punto di forza di questo rosso toscano mooolto tipico. Gli anni non si sentono: sembra di essere davanti ad un Chianti fin troppo giovane e ruspante, che avrebbe bisogno di qualche ulteriore anno di riposo in bottiglia😳 per esprimere tutte le potenzialità del sorso😱. Forse il duo enologico Paolo Salvi~Luca Orsini ha trovato la ricetta dell’elisir di lunga vita😁. O forse è merito delle “coccole” ricevute dagli acini in vigna, elargite generosamente da Ruggero Mazzilli, l’agronomo de Le Cinciole [scopri qui la cantina]. Fatto sta che questo Chianti Classico DOCG 2019 si accaparra, in scioltezza, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 relative alla fascia CAPOLAVORO. Un vino da applausi👏 👏 👏!
Post Scriptum: da segnalare l’etichetta perfetta, grazie alla dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato dai viticoltori” in regime BIO certificato. Podere Le Cinciole è una cantina “vignaiola indipendente”😁 aderente alla FIVI.
etichetta 10 | colore 9,73 | profumo 8,47 | densità 9,08 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 9,44 | ribevibilità 9,07 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 113,50
mi ha emozionato perché è genuinamente tannico e gustoso
Senza inutili panegirici, basta la parola – Andreola – cliccando la quale ne esce fuori un sito esaustivo sulla (bella) storia della viticoltura eroica della family Pola e dell’Azienda, ormai quasi 40enne, sita sui colli della DOCG Valdobbiadene, a Farra di Soligo, nel trevigiano. Bene, benissimo, ma poi alla fine conta il risultato, che non è detto sia automaticamente eccellente solo perchè i Pola ci mettono passione, sacrificio, ricerca, competenza. Talvolta, ci possono essere fattori esterni che “remano contro”, imprevisti inclusi. Scopriamo allora, senza sapere un fico secco di quanto sopra (è mia abitudine documentarmi sul produttore solo DOPO l’assaggio, giusto per non influenzare il giudizio emozionale sul vino) qual è il profilo gusto~olfattivo del Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore Brut Rive di Refrontolo Col del Forno 2020: all’olfatto, profumi di cedro, mela renetta e agrumi, con un pouffe di mandorla sul finale; al palato, coerenza fruttata millimetrica con l’olfatto, con l’aggiunta di una bollicina e di una cremosità di beva letteralmente stratosferica. Sarò sincero: o Nazzareno Pola (in vigna) e Mirco Balliana (in cantina) sono stati baciati dalla fortuna, grazie ad un’annata particolarmente felice, oppure sono dei maghi e, propendendo per quest’ultima ipotesi, non posso esimermi dal rivolgere loro una standing ovation di chapeau🎩🎩🎩. CAPOLAVORO con la C cubitale e quindi, 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 strabordanti! Post Scriptum: sarò nuovamente sincero, un minimo di pregiudizio in negativo ce l’avevo, dato che Col del Forno aveva in bella vista, sulla bottiglia, l’adesivo dei 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero Rosso (che non sempre ci azzecca, ma stavolta…🎩chapeau anche alla Guida😁)
etichetta 9 | colore 9,48 | profumo 9,39 | densità 9,41 | persistenza 9,12 | tipicità 10 | struttura 8,89 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,23 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,52
mi ha emozionato perché è stratosfericamente cremoso e gustosissimo
Oggi vi porto a Vigolzone, nel piacentino, dove la cantina La Tosa realizza un bianco a base di Malvasia di Candia, più volte premiato dai 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso e dalle 4 viti AIS Vitæ: Sorriso di Cielo. La versione 2020 si presenta di un bel giallo carico con scintillanti nuance dorate; nel calice appare di buona viscosità – a presagire ricchezza e succosità di frutto – e bei profumi di pesca stramatura, ananas e susina Claudia (ognuno ha il suo naso: in controetichetta si riportano profumi di fresia, tè al bergamotto, frutti tropicali🤔).Attacco in bocca morbido, suadente, rotondo, a tratti abboccato; poi il sorso diventa polposo, fruttato e sopratutto dotato di una piacevolezza strepitosa, dalla quale condiscende una persistenza aromatica di bella intensità e lunghezza. Stefano Pizzamiglio, nella duplice veste di agronomo ed enologo – oltreché comproprietario, con il fratello Ferruccio, de La Tosa [scoprila qui] – riesce a realizzare un vino bianco “instant classic”, che quindi punta dritto ai piani alti della fascia CAPOLAVORO. Dirò di più: a tratti, sembra avere potenzialità evolutive che… quasi quasi, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 sembrano addirittura “attillate” per questa piacevolissima Malvasia Colli Piacentini DOC Sorriso di Cielo 2020 griffata La Tosa [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: controetichetta dalla ricchezza d’informazioni davvero esagerata! Touch narrativo~poetico a parte – vedi l’incipit con citazione di Platone – è da standing ovation👏👏👏 l’accuratissima descrizione relativa alle fasi di produzione e imbottigliamento dell’etichetta, perlopiù riportante anche il numero (❗️) della bottiglia stessa. Chapeau🎩 obligé. Post Scriptum bis: come se non bastasse, ci tengo a sottolineare che questo strepitoso vino è certificato BIO🌱 e proviene da un’Azienda aderente alla FIVI, la Federazione dei Vignaioli Indipendenti. Chapeau🎩 2ème!
etichetta 8,50 | colore 9,82 | profumo 9,54 | densità 9,38 | persistenza 9,62 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,73
mi ha emozionato perché è fascinosamente morbida, fruttata e polposa
Oggi siamo in quel di Cà Nova, a Calmasino di Bardolino, nel veronese lato gardesano, dove sorge Villabella [scoprila qui], grande realtà vitivinicola della zona. E quando parliamo del Garda, automaticamente si parla di vino rosa – leggi: Chiaretto – che s’impone nella tipologia, a livello planetario🌐, come un’eccellenza assoluta. Scopriamolo insieme: alla vista, rosa chicco scarico, tenue; al naso, fragoline di bosco🍓 e un pouffe di cannella e pepe rosa. Ma è in bocca, che questo Chiaretto di Bardolino DOC Classico 2020 targato Villabella, dá il meglio di sé: freschezza, mineralità, ma anche una fruttatissima e sorprendente succosità di beva, perfettamente supportata da una persistenza aromatica di notevole spessore ed eleganza, con un retrogusto delicato ma coerente a chiudere la gustativa. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 agguantate “sul filo del rasoio”, ma ampiamente meritate da questo Chiaretto CAPOLAVORO realizzato “enologicamente” dal duo Tiziano Delibori/Edoardo Lessio per Villabella. Applausi 👏 👏 👏!
etichetta 7 | colore 8,59 | profumo 9,26 | densità 8,14 | persistenza 9,17 | tipicità 9,06 | struttura 8,55 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25 PUNTEGGIO TOTALE 108,06
Lo realizza Treré, a Faenza, con Massimiliano Fabbri a curare le vigne ed Emiliano Falsini a fare il vino. E che vino! All’immediatezza e alla piacevolezza dei sangio romagnoli siamo tutti ormai abituati: il livello medio di questa DOC, negli ultimi anni, ha alzato l’asticella della qualità senza speculare sui prezzo di vendita. E il cru Vigna dello Sperone 2020, il Sangiovese Romagna DOC in assaggio oggi, ne è un virtuoso esempio: di un bel rubino sgargiante alla vista, con profumi di prugna cotta, ribes e rabarbaro, all’olfatto, è al gusto che dà il meglio di sé. Attacco in bocca un filo aggressive, poi il sorso si fa pieno, succoso, ricco di frutta; la struttura è media, ben supportata da un tannino rustico ma piacevole, perchè comunque c’è morbidezza e rotondità di beva, con una valida persistenza aromatica, che chiude con le tipiche note amarognole del vitigno e un retrogusto intenso, ma non lunghissimo. Tirando le somme e considerando che quest’etichetta sta sotto i 10€, direi che il Sangiovese Superiore Romagna DOC Vigna dello Sperone 2020 targato Treré [scopri qui la cantina] straborda in fascia alta STRABUONO con 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti e con un punteggio globale non lontano dalla fascia superiore. Tanto di cappello👒 a Morena Trerè, coadiuvata da suo figlio Max, sia per il vino che per il fascinoso agriturismo circondato dai vigneti. Oibò, a ben pensarci, già nel cognome – TreRé – si prospetta il destino del viandante che capita in questo luogo: dopo aver mangiato, bevuto e dormito… ti senti 3 volte👑Re! (😜)
etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 8,73 | densità 9,06 | persistenza 8,77 | tipicità 9,30 | struttura 8,64 | discesa in gola 9 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 107,51
mi ha emozionato perché è rusticamente succoso e fruttato
Con quest’assaggio, siamo al 4° vino (sul blog) griffato Caudrina, cantina “moscatista”😁 piemontese che in etichetta riporta sempre il nome del proprietario, Romano Dogliotti, papà di Alessandro (in cantina) e Sergio (in vigna). Ma il fondatore, 80 anni fa, di questa bella realtà cuneese [scoprila qui] – siamo sui dolci colli di Castiglione Tinella – è Redento Dogliotti: ed a lui è dedicata l’etichetta di oggi, il Moscato Passito Piemonte DOC Redento 2016. Che si presenta giallo oro antico, alla vista e profumato di caramella d’orzo, miele e frutti tropicali stramaturi, al naso. Attenzione⚠️, questa versione di Moscato, pur non avendo le bolle (quelle le trovate ne La Selvatica, La Caudrina, La Galeisa), riassume in sé l’essenza della tipologia, quasi a voler mandare il messaggio “il nonno vince”😜. E infatti, al palato, è stratosferico per ricchezza di frutto, bilanciamento zuccheri~acidità, persistenza (lunghissima), retrogusto (strepitoso). Eppure, voglio svelarvi un segreto: io, il Redento, l’avevo già assaggiato anni fa e non mi aveva folgorato; buono, sì, ma non oltre. È in questa versione 2016 che supera se stesso, sfoderando profumi e soprattutto una beva, che lo proiettano direttamente nell’Olimpo dei migliori vini assaggiati su questo blog. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 dolcissime ed emozionanti per l’INEGUAGLIABILE Redento 2016 griffato Caudrina. Applausi 👏 👏 👏, ancora una volta, per la family Dogliotti. Post Scriptum: augurissimi per una Dolce🥚Pasqua 2023🥂!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,43 | densità 10 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,17 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,11
mi ha emozionato perché è sontuosamente fruttato, succoso, persistente
…realizzato da Medici Ermete [scoprilo qui], che costa meno di 10€ e conquista le papille gustative fin dal 1° sorso. Un miracolo? No, un vino di una semplicità imbarazzante, inversamente proporzionale ad una strepitosa piacevolezza di beva. Forse sarà stato il perfect match dato dall’abbinamento con la pizza (suuuper😋), forse sarà merito di una bollicina timida ma carezzevole sulle papille linguali, forse l’equilibrio impeccabile dell’inseguirsi tra note acidule e abboccate è stato studiato micrometricamente dalla coppia di enologi Giorgio Medici e Matteo Scaltriti. Oppure sarà stato l’atteggiamento mentale acritico che predispone, di default, a non aspettarsi granché dinanzi ad un assaggio di un vino così economico. Mettiamoci dentro tutte le più fantasiose ipotesi che vogliamo, ma alla fine ne esce fuori un Vino Frizzante Secco (mi vergogno anche a scriverlo, ma tant’è) Lambrusco Reggiano DOC Quercioli STRABUONO firmato Medici Ermete. Sono basito, senza parole, ma felicissimo di essermi emozionato a tale livello con un vino che costa ben sotto i 10€. Post Scriptum: fortissimamente raccomandato come l’ho abbinato io, cioè con la pizza🍕. Godrete come ricci! Post Scriptum bis: vino ideale anche per gli ossessionati del binomio pizza🍕&birra🍺. Qui non c’è storia, è goleada 10 a 0 per il Lambrusco rosa, che stravince per freschezza, piacevolezza e riBevibilità (senza se e senza ma).
etichetta 7 | colore 10 | profumo 7,12 | densità 8,08 | persistenza 7,11 | tipicità 8,49 | struttura 6,56 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,07 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 101,43
mi ha emozionato perché è semplicemente fresco, beverino e gioioso
Riassaggio del Castel del Monte Riserva DOCG griffato Torrevento [scopri qui le cantine], 2 anni dopo averlo “scoperto” su questi schermi. L’annata del secolo, la duemila16, m’incuriosisce e mi porta a scommettere su un upgrade emozionale a favore dell’assaggio odierno: vediamo se sarà davvero così. Alla vista, rosso rubino scuro e impenetrabile; al naso, more, fragole, mirtilli e rabarbaro. Ma è al palato che esce fuori l’anima di questo rosso pugliese: sorso materico ma di inusitata morbidezza, di grande rotondità, con un tannino impercettibile ma presente in sottofondo, a sorreggere la struttura di questo Vigna Pedale 2016 CAPOLAVORO bis. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 per una riconferma, ad alto livello, di questo Castel del Monte Riserva DOCG by Torrevento. Fa il vino Leonardo Palumbo, supportato in vigna da Leonardo Tarricone. Bravi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 9,48 | profumo 8,97 | densità 9,46 | persistenza 9,12 | tipicità 9,32 | struttura 9,15 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,71 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70 PUNTEGGIO TOTALE 110,38
mi ha emozionato perché è suadente, di grande morbidezza e rotondità
…in Emilia-Romagna. Per la precisione, a Castel San Pietro Terme, nel bolognese. Non è la prima volta che un vitigno internazionale trova casa, nuova vita, potenziale (e terroir) nella nostra penisola. Non è nemmeno strano, che i risultati di tale “accrocchio agronomico”😁 regalino bottiglie dal fascino gustativo particolare, che spesso non hanno nulla da invidiare ai vini borgognoni originari. Come nel caso del Rubicone IGT Pinot Nero 2021 griffato Agrivar by Palazzo di Varignana [scoprilo qui]: profumato di more e prugne cotte, è al palato che stupisce per una morbidezza fascinosa supportata da un tannino impercettibile – ma ben presente in sottofondo – che alla fine sfocia in una piacevolezza di beva davvero gustosa ed emozionante. A tratti, si sente la mancanza di un touch acido~salino che renderebbe il sorso ancor più intrigante, ancor più invogliante la RiBeva. Detto questo però, averne di vini a questo livello qualitativo! 3 coppe 🏆🏆🏆 strameritate per un Pinot Nero STRABUONO, senza se e senza ma, perlopiù vicinissimo all’aggancio della fascia superiore.
etichetta 7 | colore 8,96 | profumo 8,61 | densità 8,85 | persistenza 9,12 | tipicità 9,41 | struttura 8,77 | discesa in gola 9,46 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45 PUNTEGGIO TOTALE 107,87
mi ha emozionato perché è morbido, succoso e beverino
Alò cocchi🥥… alò cocche🥥… ci apprestiamo a vivere un mese di Aprile 2023 ricchissimo di assaggi e variegato come non mai (slurp😋): nel “cesto” ho messo un bis di Sangiovese di Romagna (di cui uno Riserva), un rosso Castel del Monte Riserva, un Pinot nero, un bis di Passiti (un Moscato e un Caluso), un Lambrusco rosa, un Chianti Classico, un Verdicchio di Matelica Riserva, una Malvasia secca dei Colli Piacentini, un Chiaretto di Bardolino e infine un Prosecco di Valdobbiadene. Può bastare?
È proprio così: il proprietario della Tenuta Vallocaia [scoprila qui], Rudi Bindella, appone la propria firma sulla controetichetta di questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018, realizzato dal duo agronomico~enologico Giovanni Capuano~Andrea Scaccini. È un Nobile di nome e di fatto, perchè al palato si presenta con un piglio aristocratico tutto suo: la struttura è importante eppure non colpisce al 1° sorso; idem dicasi per la persistenza, che sembra giocare a nascondino. Eppure, sorso dopo sorso, esce fuori la vera anima di questa deliziosa – e talvolta sottovalutata – DOCG toscana: la classe e l’eleganza innata, in un vino che evolve e tende a migliorare, mano a mano che riempiamo nuovamente il calice. Non capita spesso che un vino riesca ad ammaliarti solo quando la bottiglia è ormai vuota, ma quando capita – come in questo caso – capisci di trovarti dinanzi ad un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che non ti aspetti. Peccato sia finito😭!
etichetta 8 | colore 9,17 | profumo 9,19 | densità 9,28 | persistenza 9,11 | tipicità 9,22 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,72 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,09
mi ha emozionato perché è semplicemente elegante e fascinoso
Nei miei giri boschivi🐻 ci capito spesso d’estate, nella Riviera Adriatica e sui suoi colli: ed è vicino a Longiano, in quel di Roncofreddo, che nasce il sangio romagnolo in assaggio oggi. Sto parlando del Primo Segno 2019, un vino certificato BIO🍃, che fa della mineralità e della freschezza, i suoi 2 punti di forza: in bocca è di una pulizia estrema, con un’acidità pronunciata, ma perfettamente integrata in un sorso di bella fragranza e frutto. Primo Segno è quindi un Sangiovese Superiore Romagna DOC dotato di spiccata tipicità e ben realizzato dall’enologo Francesco Bordini per Villa Venti. A tratti, però, si sente la mancanza di una concentrazione di frutto più materica, più polposa; ma forse si andrebbe a stravolgere lo stile di un sangio STRABUONO🏆🏆🏆 così com’è, più elegante che potente, più asciutto e scorrevole, che non succoso. Post Scriptum: etichetta bella e accuratamente realizzata, da voto maximo; controetichetta da voto minimo, per la scritta “imbottigliato da~per conto di”…
etichetta 6,50 | colore 8,87 | profumo 8,30 | densità 7,97 | persistenza 8,29 | tipicità 8,97 | struttura 8,47 | discesa in gola 9,68 | retrogusto 8,34 | ribevibilità 10 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 8,90 PUNTEGGIO TOTALE 104,19
mi ha emozionato perché è genuinamente elegante e beverino
Metti un sabato pomeriggio d’inizio primavera, in quel di Cesena – nei padiglioni della Fiera – con oltre 100 vini provenienti da Romagna, Emilia, Marche, Umbria, contraddistinti da un unico denominatore comune: le 4 viti AIS, ovvero il maximo premio assegnato dall’Associazione Italiana Sommelier ai vini delle regioni sopracitate. Aggiungi gli oltre 20 banchi di assaggio con una “cinquina” di vini ciascuno, tutti serviti nel calice dagli esperti sommelier AIS. Ne esce fuori un report che raccoglie le note di assaggio di una 20ina di vini selezionati “random” (che poi non è proprio un “accaso accaso”😁, ma una sensata selezione) a titolo di autosuggerimento😉 per i proximi vini emotional da raccontare qui sul blog. Si parte? Foto + note, please!
L'Albana secco Fiorile di Fondo San Giuseppe, 1° assaggio del pomeriggio, si presenta un filo troppo acidulo, un filo troppo minerale, un filo troppo verticale. Comunque buono.
L'Albana in anfora Vitalba di Tre Monti, vinificato in anfora, è un bianco di bella personalità: speziato, con una nota fumé sul finale, mooolto interessante e particolare.
Il Sangiovese Riserva Ronco dei Ciliegi griffato Ronchi di Castelluccio è interessante come struttura, seppur un filo indietro: acido e sapido sul finale di beva, forse abbisogna di ulteriore affinamento in bottiglia, prima di essere stappato e degustato al meglio. Da riassaggiare nel 2024/25.
Il Petra Honorii della bertinorese Tenuta La Viola è una Riserva di Sangiovese moooolto interessante e di gusto classico, oltre le attese. Mi intriga... e non poco!
Il Sangiovese di Predappio Raggio Brusa griffato Condé si è rivelato moooolto aderente alle peculiarità tipiche della DOCG: frutti rossi e tanta succosità di sorso, con la classicissima chiusura dal finale lievemente amarognolo. Buono!
Il Sangiovese pluripremiato Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2019 targato Nicolucci molto buono, ma dal finale fin troppo acidulo: non mi è parso all'altezza del blasone e dei premi ricevuti negli anni. Da riassaggiare con calma...
La Barbera Riserva del Monticino si è rivelata succosissima, con tanta ricchezza di frutti rossi, bella freschezza ed equilibrata acidità. Una sorpresa in positivo!!!
E' la volta del "Balciana" firmato Sartarelli: pienezza di frutto, esemplare equilibrio tra dolcezza e acidità, mandorle, spezie e miele per un SUPER Verdicchio dei Castelli di Jesi. Forse il miglior bianco assaggiato!
Sapidità, freschezza ed eleganza sono i tratti caratteriali del Verdicchio di Matelica Mirum 2020 griffato Monacesca: straordinario anche il finale di beva con note speziate e fumé. Notevole!
Il NOI 150 di Belisario è una versione elegantissima del Verdicchio di Matelica, dotato di bella sapidità ma anche tanta morbidezza, per un finale dalla finezza esemplare. Tra i migliori bianchi assaggiati!
Grandissimo rosso di Velenosi! Il Roggio del Filare ha espresso rotondità, pienezza di frutto, eleganza e potenza al TOP.
Maria Letizia Allevi produce un rosso letteralmente strepitoso! Isra 2019 sorprende per freschezza, succosità di frutto e facilità di beva, pur in un contesto di notevole forza estrattiva. Prendere nota...
Ancora un Verdicchio,dei Castelli di Jesi, stavolta nella versione Riserva 2019 realizzato da Villa Bucci: un bianco marchigiano che stramerita tutti i premi di settore ricevuti. Il prezzo dell'etichetta è alto (50€ e dintorni) ma ancor più alte sono le emozioni che regala alla beva!!!
Andrea Felici e il suo cru di Verdicchio "Il Cantico della figura" Riserva è il MIGLIOR VINO BIANCO dell'evento: serve aggiungere altro?
Il pluripremiato e blasonatissimo Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti, annata 2018, è un Grande (con la G cubitale) vino rosso umbro: a cercarci il pelo nell'uovo, vorrei però sottolinearne la tannicità fin troppo possente. Che sicuramente aiuterà una longevità esemplare. TOP!
Il Montefalco Sagrantino Molino dell'Attone 2016 realizzato da Antonelli è un rosso tuttofrutto, di strepitosa pienezza di sorso, con note morbidi, suadenti. Per rotodità e piacevolezza di beva, è il MIGLIOR ROSSO assaggiato!
Il Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, qui nella versione 2018, non ha certo bisogno di presentazioni: siamo al cospetto di un SUPER SUPER vino pluripremiato, che colpisce d'impatto per grandiosa estrazione di frutto e conseguente pienezza di beva. Se proprio vogliamo trovarci un difetto: tannino un filo sopra le righe e chiusura di sorso fin troppo amaricante.
Il Campo del Guardiano 2019 di Palazzone è un grande, grandissimo Orvieto classico: pienezza di frutto, sapidità e rotondità di beva, per un bianco TOP!
Supersorpresa per il penultimo assaggio dell'evento, il Bianco 2020 Macondo: sorso fruttatissimo, ma c'è anche freschezza, sapidità, per un'etichetta davvero STREPITOSA. Tra i 3 migliori assaggi!!!
Finale in dolcezza per la Malvasia passita "Sensazioni d'inverno" targata Terzoni: è un vino dolce davvero ESAGERATO! Concentrazione di frutto, morbidezza, suadente rotondità di sorso, per un passito SU-SU-SU-SUUUUUPER!!!
… di un bel color mattone sgargiante (stiamo parlando dell’annata 2015), che impatta al naso con profumi di frutti neri e caffè, per poi sorprendere il palato con una finezza gustativa di grande tipicità. A tratti, questo Faro DOC griffato Le Casematte [scopri qui la cantina], mi ha ricordato i rossi valtellinesi e piemontesi, sia per l’elegante finezza di sorso, che per la leggerezza eterea della trama tannica. Eppure Carlo Ferrini – sì, proprio lui, nella doppia veste di agronomo ed enologo – riesce con un blend di nerello mascalese + nerello cappuccio + nero d’Avola + nocera (quindi, vitigni siciliani) a tirar fuori un CAPOLAVORO in rosso, che non ha nulla da invidiare all’eleganza dei “classici” valtellinesi/piemontesi. Sarà merito del mare e delle sue brezze, che lambiscono le viti ubicate in altura nell’estremo Nord-Est della Sicilia, donando al vino una fresca sapidità unica? Sarà che Andrea Barzagli (sì, proprio lui, l’ex difensore bianconero e azzurro) comproprietario de Le Casematte insieme a Gianfranco Sabbatino, abbia chiesto a Ferrini di creare dei vini miracolosi? Sarà quel che sarà, ma questo Faro 2015 vola davvero a quota alta, con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti. Strameritandosi applausi 👏 👏 👏 scroscianti!
etichetta 7 | colore 9,01 | profumo 8,97 | densità 8,72 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,61 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 113,09
mi ha emozionato perché è un rosso elegante, di grande finezza
…realizzata da Cesani e pluripremiata – proprio nell’annata scelta – con i 5 grappoli 🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda, i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, le 4 viti AIS Vitae, il Vino Slow per Slow Wine. Quindi penserete che “mi piace vincere facile”, giusto? Scopriamolo insieme, senza spoilerare alcunché e, anzi, fino alle 22:24 di domanisera – equinozio di primavera – non vi rivelo che…già all’olfatto si presenta tutta (bella) profumata di banana🍌, melone, pesca noce e un pouffe di anice sullo sfondo. Attacco in bocca elegante ma non travolgente, con una precisissima coerenza al fruttato bouquet olfattivo. Poi però, man mano che il vino raggiunge le papille linguali, per poi discendere in deglutizione, avviene qualcosa di straordinario, di emozionante, di indescrivibile: l’intensità della persistenza aromatica e la struttura vinosa del sorso – pepato, sapido e minerale – cresce vertiginosamente, salendo al livello di eccellenza assoluta. Caxxo, ops, chapeau🎩 a quest’INEGUAGLIABILE bianco toscano, che ha scatenato in me un turbinìo di emozioni di beva: è letteralmente strepitoso (e inatteso, visto che all’attacco in bocca, giocava a nascondino). Al già ricco palmarès della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2016 BIO🍃 griffata Cesani [scopri qui la cantina] – accudita in vigna da Fernando Sovali e in cantina da Paolo Caciorgna – aggiungere le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines, please😍. Post Scriptum: prendere nota che Sanice 2016 è il 2° vino sotto i 21€, che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, normalmente tipica degli specials “under 42€”. Applausi 👏 👏 👏!
etichetta 8,50 | colore 9,63 | profumo 9,36 | densità 9,12 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,08
mi ha emozionato perché ha una persistenza aromatica d’intensità infinita
Gironzolando per i boschi della Valdichiana, nell’aretino, mi ritrovo in quel di Ciggiano, sede della Fattoria San Ferdinando: qui la famiglia Grifoni, fin dal 1850 produce olio e vino. La Fattoria (scoprila qui) è nota per la capacità di saper tirar fuori il meglio dai cosiddetti “vitigni minori”, quali il ciliegiolo e il pugnitello. Ma nell’assaggio odierno, è di scena il Sangiovese IGT 2018, vinificato in purezza e lasciato a maturare per 1 anno e mezzo in botte grande di rovere francese: fa il vino Simone Zucchetti, nella duplice veste di agronomo ed enologo. Questo sangio toscano si presenta nel calice, denso e ricco di archetti, di colore rosso rubino profondo, con bei profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia🍊 tarocco, al naso. Attacco in bocca elegante e di bella morbidezza, poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, mostrando i muscoli💪 del vitigno, ma mantenendo una rotondità davvero piacevole, senza farsi mancare una rinfrescante acidità sul finale di beva. Persistenza intensa ma non lunghissima, retrogusto coerente con il sorso, per questo Sangiovese IGT 2018 griffato San Ferdinando STRABUONO💘 di fascia alta, non lontano dalla fascia superiore. Ora la curiosità si fa incalzante: come saranno il Pugnitello e sopratutto il Ciliegiolo, cavallo🐎 di battaglia della Fattoria?
etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 8,93 | densità 9,37 | persistenza 8,56 | tipicità 8,32 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,95 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,58
mi ha emozionato perché è materico e morbidamente rotondo
Una cantina umbra con alle spalle una storia secolare di vini e viticoltura [scoprila qui] è di scena nell’assaggio odierno: un rosso a base di merlot in purezza, subito intrigante al naso – more di rovo e ribes selvatico – ma soprattutto al palato. C’è succosità materica, c’è una bella vinosità fruttata, che impatta con uno stile rustico ma genuino, le papille linguali; si tratta di un rosso di spiccata tipicità, generoso e beverino, che conquista per una piacevolezza a tutto tondo, fin dal 1° sorso. Direi che questo Merlot IGT Maltempo 2017 griffato Conti Faina si posiziona con facilità in piena fascia STRABUONO, con il doppio bonus di 2 carte jolly🃏 giocate con maestria da Maurilio Chioccia, l’enologo della cantina: l’immediatezza di beva e il costo, sotto i 15€. 3 coppe🏆🏆🏆 ben meritate. Post Scriptum: il voto quasi maximo all’etichetta non è determinato certo dall’accuratezza grafica della stessa, invero abbastanza anonima, ma dalla bellissima citazione del Carducci (anche se hanno copiato spudoratamente😁 l’incipit del mio PRELUDIO) e, soprattutto, dal fatto che il vino sia integralmente prodotto e imbottigliato in loco. Bravi!
etichetta 9,75 | colore 8,47 | profumo 8,11 | densità 8,79 | persistenza 8,31 | tipicità 8,71 | struttura 8,43 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,87
mi ha emozionato perché è succoso, piacevolmente rustico e beverino
Per molti potrebbero essere un’inezia, ma per me – avulso dal mondo dei social e dagli web~specialist bravi solo a leggere i numeri – sono un risultato premiante. E al posto dei numeri, voglio sviscerare “da dove” provengono i lettori di questo blog-notes, con una classifica rispettosa del ranking di visualizzazione effettiva.
Dici Marsala e pensi immediatamente alla fascinosa città siciliana, nel trapanese, resa famosa anche dall’omonimo vino, nelle varie versioni di vinificazione. Oggi in assaggio il Marsala Superiore DOC dolce Oltre Cento, targato Florio [scopri qui le cantine]: un nome, una garanzia. La storica cantina siciliana – oggi di proprietà dell’holding Illva Saronno – è seguita, in vigna, da Francesco Pizzo e, in cantina, da Tommaso Maggio. Un duo che sa il fatto suo (Rimatore Seriale in azione😁), dato che ci regala un nettare di color oro ambrato, profumato di datteri e uva passa – con un pouffe di tabacco e spezie sullo sfondo – e un attacco in bocca spettacolare, per eleganza e ricchezza di frutto. La dolcezza di questo Marsala è notevole ma mai stucchevole, bilanciata magistralmente da una vena sapida che rende il sorso persistente e invogliante la riBeva, grazie ad un finale “educato” e lunghissimo (idem, per il retrogusto). Tirando le somme, siamo davanti al classico CAPOLAVORO che sa regalare un puppurrì di emozioni uniche: sia perchè è un raro esempio di vino dolce che non smetteremmo mai di bere, sia perchè la bottiglia da 50cl viene via a meno di 15€ (però ha il gravissimo difetto di durare “un amen”😁). Perfect match: cheese-cake guarnito con cioccolato fondente (abbinamento paradisiaco🥰!). 4 coppe🏆🏆🏆🏆 golosissime😛…
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,44 | densità 10 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 9,64 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85 PUNTEGGIO TOTALE 113,92
mi ha emozionato perché è un nettare dalla dolcezza garbata ed elegante
Oggi scopriamo una DOC toscana “minore” rispetto ai grandi numeri di Chianti, Bolgheri, Brunello, etc.: siamo in lucchesìa, nel borgo medievale di Montecarlo, ove sui suoi colli intravediamo qualche ettaro di vigneto di proprietà del Podere Sgretoli, con le cui uve vengono prodotte qualche migliaio di bottiglie di Rosso e di Bianco. Il Montecarlo Rosso DOC 2020 in assaggio oggi, si presenta di un bel colore rubino scuro accattivante, con profumi di ciliegie🍒 e more di rovo stramature, al naso. Al palato si presenta polposo, materico (non filtrato?), ma soprattutto dotato di una gustositá e di una piacevolezza di beva, che non ti aspetteresti mai da una bottiglia che viene via a meno di 10€. A tratti, mi ha ricordato alcuni rossi ilcinesi, anziché poliziani, rispetto ai quali – forse – ha da invidiare soltanto una maggior eleganza di beva e un tannino più “educato”. Ma Riccardo Nacchi, che fa il vino per Podere Sgretoli [scoprilo qui], riesce nell’impresa di fare un piccolo grande CAPOLAVORO a tinte rustico~genuine (non a caso la cantina fa parte del gruppo FIVI/Vignaioli Indipendenti) e ad agguantare, di precisione, le meritate 4 coppe 🏆🏆🏆🏆.
etichetta 9,75 | colore 9,11 | profumo 8,50 | densità 9,20 | persistenza 8,32 | tipicità 8,61 | struttura 8,31 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30 PUNTEGGIO TOTALE 108,18
mi ha emozionato perché è materico, polposo e gustoso
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