Pubblicato in: i migliori assaggi dell'anno

eMoTioNaL aWaRDS 2023 >>> BoLLiCiNe DeLL’aNNo

Tris "a sorpresa" nella categoria Bollicine, con ben 2 Lambrusco sul tetto degli Emotional Awards 2023: l'emiliano Pruno Nero 2020 di Cleto Chiarli e il mantovano Vergilius di Virgili. Tra i 2, ha trovato spazio il delizioso Moscato d'Asti Piasa San Maurizio 2021 griffato Forteto della Luja, che in pratica è la miglior bollicina dolce dell'anno. La "sorpresa" è stata quella di non aver trovato tra gli awards il millesimato Cartizze La Rivetta 2020 di Villa Sandi, che però merita la citazione in quanto ha mancato il podio per una manciata di bolle (di troppo)...
Pubblicato in: i migliori assaggi dell'anno

eMoTioNaL aWaRDS 2023 >>> RoSa DeLL’aNNo

Tra i vini rosa dell'anno, spicca su tutti uno strepitoso rosato salentino, il Diciotto Fanali 2017 realizzato dalla Casa Vinicola Apollonio, che ha stravinto nella categoria. Si sono comunque aggiudicati un posto d'onore sia il biologico Spelt 2020 de La Valentina, che il Girofle 2020 di Garofano, suggellando così un "bel bis" di rosati pugliesi sul tetto degli Emotional Awards 2023.   
Pubblicato in: i migliori assaggi dell'anno

eMoTioNaL aWaRDS 2023 >>> BiaNCHi DeLL’aNNo

Ed eccoci a scoprire il triplete dei migliori bianchi assaggiati quest'anno, capitanati dallo stratosferico Lugana Riserva Vigne di Catullo 2017, che ha saputo regalarci le più intense emozioni di beva del 2023, come sancito dal punteggio monstre di 115,76 pt., seguito da vicino, da uno strepitoso Vermentino sardo: quel Is Argiolas 2021 realizzato dalla Cantina Argiolas, che con i suoi 115,34 pt. mi ha sorpreso di brutto. Last but not least il magico Vigna Rocca 2020 della cantina romagnola Tre Monti, che ha saputo realizzare un vino macerato incredibile, forse più orange che bianco e comunque super, come ben racconta il punteggio di 115,07. 
Pubblicato in: i migliori assaggi dell'anno

eMoTioNaL aWaRDS 2023 >>> RoSSi DeLL’aNNo

Ci siamo, è la mezzanotte del 6 Gennaio 2023 e arriva il primo triplete di premi riservati ai migliori rossi assaggiati nell'anno: "dalla Puglia con furore" irrompe Paolo Leo e il suo stellare Primitivo di Manduria Passo del Cardinale 2020 che già al momento dell'assaggio prenotò anticipatamente il podio degli Awards 2023 (e così è stato!), forte anche di un punteggio altissimo ricevuto, 115,54! Altrettanto stellare, dalla Toscana, è il sorprendente Peconio 2016 di Villa La Ripa, un supertuscan di altissimo livello (115,16 pt.) ad un prezzo clamorosamente basso. 3° rosso dell'anno sul podio degli Awards 2023 è il Sangiovese Riserva Delirium 2018 della semisconosciuta Azienda agricola Muratori: eppure è un vino monumentale, 114,74 il punteggio, che ci fa scoprire il volto nascosto delle eccellenze di Romagna; una regione, che viene spesso stimata più per le quantità di ettolitri di vino prodotto, che non per la qualità. Ma Muratori va controcorrente e ci regala un super-sangio "perla rara".
Pubblicato in: AUGURI

2023: CHe aNNo SaRà?

Boh! Non mi attento a fare previsioni, perchè poi magari accade l’imprevedibile, come è capitato nel 2020 con l’avvento del Covid e quest’anno con la guerra fratricida fortemente voluta da V.P. (non oso nemmeno nominarlo…).

Quello che so con certezza, invece, è che questo blog subirà un’accelerazione emotiva causata dal 1° importante upgrade successivo alla sua genesi, risalente a 2 anni fa. Non voglio spoilerare niente, sarà tutto “nero su bianco” lunedì 9 Gennaio ovvero qualche giorno dopo l’assegnazione degli Emotional Awards 2023.

stay tuned and…

Happy New Year!

Pubblicato in: vino rosso

eCCo iL CHiaNTi CLaSSiCo 2020 TeNuTa Di LiLLiaNo…

… un vino caratterizzato da una morbidezza di beva decisamente inedita per la tipologia. Ma andiamo con ordine, partendo dal colore rubino intenso che si apprezza appena lo si versa nel calice, che sprigiona un bouquet tutto incentrato su frutti di bosco e origine cotte. Gustativa coerente con i profumi: le peculiarità tipiche del vitigno sono ben percepibili, ma questo Chianti Classico DOCG Lilliano 2020 realizzato dalla famiglia Ruspoli [scopri qui la Tenuta di Lilliano], tira fuori dal cilindro🎩 una morbidezza di fondo e una finezza di beva, che spiazza e contemporaneamente emoziona. Struttura e persistenza buone seppur non eccezionali, ma è l’equilibrio palatale ad emergere e a determinare sensazioni armoniche ed eleganti, per questo Chianti Classico CAPOLAVORO💘. A questo punto, m’incuriosiscono altre 2 etichette della cantina castellinese di Lilliano: la Riserva e il Gran Selezione. Prossimamente su questi schermi?🤔😜
Post Scriptum: etichetta fin troppo classica, seppur piacevole, ma con la scritta in bella vista “integralmente prodotto e imbottigliato” che fa la differenza👍🏻.

etichetta 9,74 | colore 9,27 | profumo 8,95 | densità 8,64 | persistenza 8,29 | tipicità 9,22 | struttura 8,28 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,63 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 109,97
Pubblicato in: vino bianco

C’è VeRMeNTiNo e VeRMeNTiNo, Ma iS aRGioLaS 2021…

…li batte tutti. FINE DELL’ASSAGGIO post-natalizio🌲(a proposito, ancora AUGURI🎅per i “rimanenti” San Silvestro, Capodanno, Epifania). Lo so, spoilerare non è un bel gesto😛, ma quando mi trovo ad assaggiare un CAPOLAVORO🏆 del calibro di questo Vermentino di Sardegna DOC Is Argiolas 2021, c’è ben poco da raccontare (e molto da trangugiare🤪). Inutile dire che già nel calice appare di un bel giallo oro invitante, con un bouquet olfattivo incentrato su pesca tabacchiera, ananas, susina claudia e un pouffe di pompelmo. Ma è al palato che questo Vermentino isolano cala il jolly🃏 e sorprende per una struttura fragrante e contemporaneamente opulenta, aggiungendo una persistenza emozionante sia per lunghezza che per intensità. Le papille gustative, sotto stress (positivo) per tale magnificenza di sorso, restano ulteriormente “di stucco” davanti al finale di beva, contraddistinto da un retrogusto caleidoscopico, per sapidità ed eleganza. Fa il vino Mariano Murru, con il supporto agronomico di Francesco Deledda, per la cantina Argiolas [scoprila qui]. Tutto perfetto? Quasi. Perché c’è un piccolo dettaglio pericolosissimo, che va ad incidere sulla valutazione finale di questo Vermentino TOP griffato Argiolas: il rischio elevato di non riuscire a smettere di berlo, vuoi per la golosità, vuoi per la ricchezza gustativa di un vino di siffatto livello🤗. [comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 9,51 | profumo 9,38 | densità 9,08 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,69 | discesa in gola 9,83 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85
PUNTEGGIO TOTALE 115,34

Pubblicato in: vino dolce

PeR iL SaNTo NaTaLe 2022 SeRViReBBe uN ViN SaNTo…

…magari di costo contenuto, senza però sacrificare qualità, gustosità, emozionalità (auguri da Rimatore Seriale😆). Proviamo a immaginarci un Vin Santo San Gimignano DOC 2014 di color oro antico, dai profumi di dattero e uva passa con un pouffe di caramella d’orzo, che riesce a sorprendere le papille gustative fin dal 1° sorso, tanta è la ricchezza di frutto percepibile. Se poi ci aggiungiamo una persistenza aromatica di grande intensità e lunghezza, con un equilibrio palatale perfetto tra note dolci/morbide e note acidule/vinose, cosa possiamo desiderare di meglio? Un retrogusto di infinita lunghezza? C’è. Una riBevibilità da ciucca🤪 garantita? C’è. Un rapporto emozioni/prezzo da “champion of the world“? C’è anche quello. Resta solo il dubbio su come riescano Valerio Zorzi in vigna e Nicola Berti in cantina – per Graziella Cappelli Cetti, proprietaria dei Poderi del Paradiso – a realizzare un CAPOLAVORO🏆 del genere ad un prezzo che ha dell’incredibile: siamo ben sotto i 20€ per il formato da lt. 0,750! Auguri di Buon Natale🎅 quindi, sotto il segno del Paradiso [scoprilo qui] e dei suoi Poderi.

etichetta 9,16 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,04 | persistenza 9,13 | tipicità 9,81 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,93

Pubblicato in: vino bianco

DeL CoNTe HuGueS BeRNaRD De La GaTiNaiS, Di RaPiTaLà e DeLLo CHaRDoNNaY: uN BiaNCo LuMiNoSaMeNTe MeMoRaBiLe, PeR iL SoLSTiZio🌞 D’iNVeRNo 2022!

Se un vino si chiama con il nome dello storico fondatore della Cantina Rapitalà – il conte Hugues Bernard de la Gatinais – è altamente probabile che la bottiglia che ci troviamo davanti, sia capace di sorprenderci ed emozionarci. Sarà davvero così? Scopriamolo insieme, a partire dal vetro ambrato e dalla “supponenza” della bottiglia stessa, che riporta in bella vista, sopra l’etichetta, un rilievo artistico (!).

Questo cru di Chardonnay Sicilia DOC Conte Hugues Bernard de la Gatinais 2020 si presenta di un bel dorato intenso alla vista e profumato di susina, pompelmo, cedro, scorza di arancia🍊, al naso. Attacco in bocca imponente, lontano anni luce dai quei vini bianchi impalpabili, leggiadri, volatili, talvolta flebili. Qui, Rapitalà – ovvero l’enologo Silvio Centonze, supportato agronomicamente da Ignazio Arena – tira fuori i muscoli💪: c’è una struttura vinosa importante, con una polposità di frutto incantevole (🥰); ma sopratutto c’è una persistenza aromatica d’intensità incredibile e una morbidezza di fondo, corroborata da un perfetto mix salino~acidulo, che rendono la beva di questo INEGUAGLIABILE👑 Chardonnay siciliano, decisamente unica. Standing ovation 👏👏 👏 per la Tenuta Rapitalà [scoprila qui], gemma💎 siciliana del Gruppo Italiano Vini: con lo Chardonnay Conte Hugues 2020, siamo “nel regno dei cieli” degli specials che emozionano all’infinito! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: probabilmente, “un candidato forte” per gli Awards 2023 del proximo 6 Gennaio…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120
Pubblicato in: vino rosso

CoRaLLo RoSSo 2019 Di GaLLeGaTi: iL SaNGio PLuRiPReMiaTo…

…con i 3 bicchieri 🍷🍷🍷 del Gambero🦐 Rosso 2022, le 4 viti di Vitae 2022 e come Vino Quotidiano eccellente by Slow Wine 2022, che vado subito a stappare: mi desta sorpresa il color rubino scarico mentre lo verso nel calice, mi aspettavo un sangio dal colore più profondo. Pure il naso e l’attacco in bocca sono timidi e allora, preso dal dubbio🤔, mi munisco di caraffa e gli riservo il trattamento “da Riserva”. I profumi si aprono lievemente ed evocano fragole🍓 e frutti rossi, però il sorso non è dotato di quella ricchezza di frutto tipica dei Sangiovese di Romagna DOC, qual è questo Brisighella Corallo Rosso 2019 griffato Gallegati, alias i fratelli Antonio e Cesare [scoprili qui]. E quindi risulta di struttura delicata, seppur gustosa e piacevole. Evidentemente la cifra stilistica di questo rosso romagnolo è più improntata alla freschezza (tanta) che all’opulenza (poca). Nel complesso, Corallo Rosso 2019 risulta STRABUONO💘, beverino, dinamico, di facile abbinamento, ma non certo ai vertici della tipologia come faceva presupporre il ricco palmarès ottenuto sulle 3 Guide vinicole sopracitate. Controetichetta con luci e ombre: benissimo per la certificazione BIO🌱, meno bene per la dicitura “imbottigliato per conto di Gallegati…da IT RA 11318”.
Post Scriptum: mi sorprende più “il passo falso” valutativo da parte delle 3 principali guide vinicole, che non il Sangiovese dei Gallegati. Ogni vino, ogni etichetta, può avere la sua ragion d’essere nonché i propri estimatori: basta semplicemente dare a Cesare quel che è di Cesare (Gallegati😁), cioè decifrare il carattere di un vino, con i suoi pro – che spesso sono tantissimi – e i suoi contro. Tanto poi, alla fine, decidono le emozioni: che vengono stimolate dalla sensibilità gusto~olfattiva personale, quindi soggettive, e dal know-how esperienziale personale, quindi oggettive. È “lo sporco lavoro” intrapreso da quasi 2 anni, qui, su questi schermi…😉

etichetta 6 | colore 7,94 | profumo 8,01 | densità 7,43 | persistenza 8,18 | tipicità 8,02 | struttura 8,12 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,51 | prezzo 8,65 | piacevolezza globale 8,40
PUNTEGGIO TOTALE 98,32

Pubblicato in: vino dolce

DuLCiS iN FuNDo 2019 ToRReVeNTo: iL BeST-BuY Dei ViNi DoLCi?

No. E sia chiaro🧐che il title non può spoilerare spudoratamente gli appunti di assaggio relativi al vino dolce pugliese, realizzato da Cantine Torrevento [scoprile qui] in quel di Corato, nel barese. Ed è 100% autoctono, il vitigno Moscato reale di Trani con il quale viene realizzato il Dulcis in fundo 2019, che si presenta color oro brillante alla vista e profumato di fiori di zagara e albicocche, al naso. Attacco in bocca di bella eleganza, su un sorso che regala emozioni in crescita esponenziale, a partire dal 1° contatto delle papille linguali con il nettare dorato, a finire con un retrogusto ricco e fruttato: nel mezzo, una beva che sta sempre in bilico tra la dolcezza mielosa – con agrumi e albicocche in evidenza – e una struttura dotata di garbata acidità~sapidità, che rende questo Moscato di Trani DOC dolce naturale Dulcis in Fundo 2019 griffato Cantine Torrevento, un CAPOLAVORO🏆 ben oltre le attese: con un prezzo della bottiglia da 1/2 litro che non supera i 10€, questo Dulcis in Fundo 2019 non può certe essere annoverato come un best-buy tra i vini dolci.🤔😳😱 Perchè qui, siamo al miracolo.💗 [comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 9,39 | profumo 9,51 | densità 9,43 | persistenza 9,12 | tipicità 9,03 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,06 | ribevibilità 9,36 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 110,55
Pubblicato in: vino rosso

iL PRiMiTiVo Di MaNDuRia 2020 Di BRuNo VeSPa

Tutti conoscono il giornalista Bruno Vespa, qualcuno in meno ne conosce la sua produzione vinicola [scoprila qui]. Ed Emotional Wines, per la prima volta in 2 anni di vita del blog, assaggia un vino realizzato dalla Vespa family, che quindi coinvolge i figli di Bruno e si avvale della consulenza enologica di – niente popodimeno che – Riccardo Cotarella: un nome, un mito😍. E veniamo all’assaggio de Il Rosso dei Vespa 2020, un Primitivo di Manduria DOC griffato Vespa vignaioli: colore rosso rubino scuro e impenetrabile, profumi di mora di rovo, prugna cotta e ciliegia stramatura, con un pouffe di cioccolato. Palato di straordinaria morbidezza, con il senso di polposità tipica del vitigno di provenienza che rende il sorso rotondo ed elegante. Tutto perfetto quindi? Ni. Si sente la mancanza di dinamicità nella beva, fin troppo “flat“, ma forse il limite maggiore di questo Rosso dei Vespa 2020 STRABUONO💘 di fascia alta (zona crosspoint, a pochi decimali dalla fascia superiore), è nella persistenza aromatica e nel retrogusto: più che soddisfacenti, anzi buoni, ma non oltre. Probabile che per le mirabilie e per le emozioni forti, serva stappare il cru Raccontami: stessa tipologia, stessa griffe, prezzo doppio, emozioni… da verificare. Prossimamente, su questi schermi😉.[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8,46 | colore 9,47 | profumo 8,45 | densità 8,84 | persistenza 7,95 | tipicità 8,92 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 7,89 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 104,94

Pubblicato in: news dalla bacheca

MiLLeMiLaViNi PeR eMoZioNaRSi SeNZa SVeNaRSi: eMoTioNaL aWaRDS 2023!

Fare vini super facendoli pagare una rata del mutuo, non è difficile. Complicatissimo, invece, è fare vini CAPOLAVORO o addirittura INEGUAGLIABILI a prezzi accessibili. Come fanno le cantine che racconto nel blog: le quali, il proximo venerdì 6 Gennaio 2023, vedranno premiati i loro migliori vini nelle categorie Rosso dell’anno, Bianco dell’anno, Rosa dell’anno, Bollicine dell’anno, Dolce dell’anno.
In più, saranno premiate le 3 Cantine dell’anno, i 3 Vini con il miglior rapporto emozioni/prezzo e i 3 Specials dell’anno.
Subito dopo, a partire dal 9 Gennaio, si ricomincia con gli assaggi dei futuri Emotional Wines 2024: ci saranno un po’ di novità, sopratutto scopriremo degli “upgrade” mirati al raggiungimento della perfezione😉 emozionale.
Ne riparliamo presto, ma intanto, auguriamoci Buon Natale🌲e Felici Awards🥇!

Pubblicato in: vino bianco

SuMMa 2020: iL CuSToZa SuPeRioRe Bio🌱 Di GoRGo…

…anzi di Roberta Bricolo, perchè è lei l’anima dell’Azienda agricola Gorgo [scoprila qui], in quel di Custoza, nel veronese, sul lato Sud-Est del Garda. La scelta delle vigne “senza chimica”, per Roberta, è una conditio sine qua non per una produzione enologica di qualità, oltre che per il rispetto della proprie terre, fonte di vino. Vino che, nel caso del Custoza Superiore Summa 2020 in assaggio oggi, si presenta di una fragranza aromatica genuina che conquista subito al naso. Ma è in bocca che arriva il godimento: sembra di essere davanti ad una macedonia di frutta fresca, tanto è l’impatto fruttato sulle papille linguali. Un bianco che affascina più per l’equilibrio gustativo e la freschezza aromatica, che non per la pienezza di beva. Eppure la persistenza è d’inaudita lunghezza e lo stesso vale per il retrogusto, morbido e invogliante la riBeva (ad libitum). Serve aggiungere altro? Ah sì, faccio il riassunto: il Custoza Superiore DOC Summa 2020 certificato biologico🍃 e griffato Gorgo è un CAPOLAVORO🏆 fragrante e piacevole, con un solo ed unico difetto: finisce prima di qualsiasi altro vino…😋 [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: anche la guida vini Gambero🦐 Rosso si è accorta della bontà di questo Summa, premiandolo con i 3 bicchieri🍷🍷🍷.

etichetta 9,25 | colore 9,40 | profumo 9,08 | densità 8,34 | persistenza 9,71 | tipicità 9,14 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 111,38

Pubblicato in: vino rosso

MaRCiaLLa Fa iL BiS: CHiaNTi RiSeRVa 2019 BioLoGiCo, SuCCoSo, RiSPeTToSo

Sono passati 12 mesi dall’assaggio del Chianti d’annata del Podere di Marcialla [scoprilo qui] che riuscì a sorprendere per una gustosità di beva inattesa e un rapporto emozioni~prezzo incredibile. Questa volta va in scena la Riserva, sempre 2019, quindi lo stesso vino con una vinificazione e una maturazione più complessa. L’assaggio si rivela complementare ma con dei distinguo: se per il colore e i profumi si può dire che siano sostanzialmente sovrapponibili al precedente assaggio, non è così per struttura e persistenza. Stavolta il sorso si rivela più corposo, più strutturato, mantenendo un bell’equilibrio tra acidità e morbidezza, per poi regalare una persistenza aromatica di bella piacevolezza e notevole intensità, con l’aggiunta di un tannino “in sottofondo” nitido ed elegante. Stavolta il Chianti DOCG Riserva 2019 griffato Podere di Marcialla è decisamente un CAPOLAVORO🏆, che rende onore al lavoro e alla dedizione delle famiglie Anichini e Passaponti – con il supporto enologico di Roberto Terziarol – che lo realizzano. Bravi 👏 👏 👏!
Post Scriptum: ciliegina sulla torta, il prezzo felicemente “accessibile” e rispettoso delle tasche dell’utente finale, cioè di tutti noi winelover, appassionati, bevitori, orsetti🐻… 😉

etichetta 9 | colore 8,78 | profumo 8,59 | densità 8,94 | persistenza 8,89 | tipicità 9,29 | struttura 8,72 | discesa in gola 8,71 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 8,82 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 107,87

Pubblicato in: vino rosso

2016: BaSTa “L’aNNaTa DeL SeCoLo” PeR FaRe Di oGNi ViNo uN CaPoLaVoRo❓️

È la domanda che mi sono posto stappando il Chianti DOCG Rosso di Terra 2016 griffato Ciaccioni. Facciamo un passo indietro… mi trovo casualmente a gironzolare🐻 nei boschi intorno a Chiusi, borgo senese dal sapore etrusco e mi chiedo:《cosa c’è di meglio di fare pausa vino?》Detto > fatto, mi ritrovo immerso nei meandri della cantina interrata dell’osteria~enoteca Il Grillo è Buoncantore [scoprila qui], guidata con mano sicura da Tiziana Tacchi, portatrice sana dell’alleanza Slow Food😋. Frastornato dal dubbio di quale bottiglia scegliere, invece di puntare su una determinata tipologia di vino, punto all’annata e decido di accattarmi una duemila16 di un Chianti “e basta”, cioè non appartenente alle principali zone della DOCG (Classico, Colli Senesi, Montalbano, Rufina etc.). Sinceramente, non avevo mai sentito parlare dell’Azienda agricola Ciaccioni e tantomeno di questo Chianti, acquistabile online a 13€ sul sito di RAVAZZI (clicca qui), che ne è anche l’imbottigliatore. Con curiosità, ma senza particolari aspettative, lo stappo… l’assaggio…ed è subito un tripudio di emozioni😍! Di colore rosso granato al calice, con profumi di more e prugne al naso, è in bocca che sorprende ed emoziona visceralmente per concentrazione di frutto e rotondità di sorso, regalando inattese sensazioni forti che invitano alla beva e alla ribeva. C’è poco altro da aggiungere, se non che questo Chiamti DOCG Rosso di Terra 2016 è un piccolo CAPOLAVORO💘 a basso prezzo, pur avendo agguantato la fascia di merito per pochissimi decimali (la solita zona crosspoint, che verrà ottimizzata da Gennaio ’23 grazie ad un upgrade dell’algoritmo). Ma non è che il merito va innanzitutto all’annata? Mi attanaglio nel dubbio…🤔
Post Scriptum: la sufficienza risicata alla voce etichetta è ovviamente causata dalla controetichetta… (v. PRELUDIO > Paragraph 2 > Aggiornamento Nov ’22)

etichetta 6 | colore 9,14 | profumo 8,68 | densità 8,52 | persistenza 9 | tipicità 8,23 | struttura 8,66 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 105,08

Pubblicato in: vino dolce

CoRBeLLiCCe 2018, iL ViNSaNTo CHe Ho CoMPRaTo PeR CaSo…

…al supermarket sotto casa, ad un costo intorno ai 10€, quindi senza alcuna pretesa. Perlopiù l’acquisto era pensato per un utilizzo come ingrediente marginale di una torta di mele al forno, che abbisognava di un bicerin di vino dolce. Cheppoi, questo Vinsanto del Chianti DOC Corbellicce 2018, proprio dolcissimo non è, visto che la peculiarità di tale tipologia è data dal mix armonico tra note dolci~mielose e vena acidula, quasi acetica. Chiaro che la bravura del cantiniere unita alla sua sensibilità gusto~olfattiva, fanno virare la piacevolezza globale di un Vinsanto verso uno dei 4 lidi possibili: secco, abboccato, amabile o dolce. Ebbene, l’azienda agricola toscana, anzi pistoiese, anzi quarratina Tacinaia [scoprila qui] specialista della tipologia, riesce nel difficilissimo compito di realizzare un Vinsanto di bell’equilibrio gustativo, che abbini la dolcezza all’acidità in modo micrometrico, sfociando in un Corbellicce 2018 STRABUONO💘 ai “piani alti” di fascia, con un rapporto prezzo/emozioni da oscar assoluto. Tanto di cappello🎩 a Lorenzo Lunardi, patron di Tacinaia, e al suo amabile Vinsanto del Chianti!

etichetta 9,13 | colore 8,79 | profumo 8,26 | densità 8,24 | persistenza 8,31 | tipicità 8,68 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,67 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di DiCeMBRe DueMiLa22

Ultimo giro, ultima corsa…per quest’anno di assaggi! Finalmente tornano i vini dolci, con ben 2 rappresentanti: il classico Vinsanto toscano e il Moscato di Trani. Rimanendo in Puglia, scopriamo come fa il vino Bruno Vespa, con il suo Primitivo di Manduria eppoi voliamo in Sardegna per assaggiare il Vermentino di Argiolas; piccola pausa sul Garda con un Custoza di Gorgo, per poi correre veloci in Romagna, alla scoperta di un Sangiovese di Brisighella. Gran finale con un trittico di Chianti toscani, tutti provenienti dalla provincia di Siena. Sarà un Dicembre esaltante? Lo scopriremo solo bevendo…🤭

Pubblicato in: news dalla bacheca

La SFiDa DeLLe SFiDe: La MiGLioR GuiDa ViNi 2023

Quest’anno, la classifica della Miglior Guida dei vini sarà raccontata in modo graduale: giorno per giorno, dal fondo della classifica al 1° posto, vedremo “cose che voi umani non potete neanche lontanamente immaginare”😜. Gambero Rosso e Slow Wine hanno anticipato la concorrenza uscendo per prime con l’edizione 2023. Poi sono arrivati Vitae, Veronelli, Berebene e, per ultima, Bibenda. Ecco la classifica…

FANALINO DI CODA >>> BIBENDA 2023: con tutto il bene che si possa volere alla F.I.S., a Ricci e alla “leggendaria Guida dei 5 grappoli🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 che fu” – dato che oggi è soltanto un app, certo realizzata benissimo e di facile consultazione, ma gravemente orfana del supporto cartaceo – ci vedo più limiti che pregi. Sarò fin troppo critico in questo mio giudizio, ma Bibenda 2023 riesce ad essere la guida meno attrattiva tra quelle del gotha delle Migliori Guide vini dell’anno. In soldoni, non ci vedo un futuro; ma potrei anche sbagliarmi (e ne sarei più che felice). VOTO: 5 1/2.

5° POSTO >>> BEREBENE 2023: la soglia di costo dei vini recensiti, fino allo scorso anno uguale o inferiore ai 13€ – limite anacronistico e miope – è finalmente lievitato a 15€, grazie ai miei suggerimenti😁, seppur accolti solo in parte (l’ideale sarebbe stato innalzarlo a 18~20€ o allinearlo ai “miei” 21€). Bere bene spendendo il giusto è il target di questo blog fin dalla sua nascita ed è pure il mio obiettivo di vita (boschiva🐻). Ma a tutto c’è un limite e quei 15€ di soglia massima sono tuttora una soglia anacronistica – anzi, un cappio al collo in tempi d’inflazione planetaria – perchè nella fascia compresa tra i 15 e i 21€ ci sono una miriade di vini TOP. Un cappio al collo (di bottiglia) che relega la guida low-cost Berebene 2023, by Gambero Rosso, al 5° posto. Peccato, perchè quest’anno ho notato che gli assaggi e i racconti degli stessi sono decisamente più descrittivi e più “centrati” rispetto alla scorsa edizione. Arriva alla sufficienza risicata, ma servirebbe una crescita ulteriore per puntare ben più in alto: io ne sarei il 1° accanito tifoso. VOTO: 6.

4° POSTO >>> SLOW WINE 2023: solito gran caos di valutazioni e ripetitività di vini e cantine già viste nelle precedenti edizioni, senza succose novità che in un mondo dinamico qual è quello del vino, portano a valutare la “leggendaria Guida chiocciolata 🐌” decisamente lontana dal podio. E non per pochi decimali…😎 Servirebbe una scala di valori più precisa e una maggior attenzione a raccontare i vini (cioè il frutto del lavoro di una Cantina), che non il cantiniere. Io credo che per il 2024 Slow Wine dovrà inventarsi qualcosa di innovativo: un tempo era la mia Guida preferita, ma i tempi cambiano e chi non si evolve… VOTO: 6 1/2.

3° POSTO >>> GAMBERO ROSSO 2023: la storica Guida dei 3 bicchieri🍷🍷🍷 perde lo scettro e 2 posizioni rispetto a 12 mesi fa, scivolando sul gradino più basso del podio delle Migliori Guide vini. I Premi Speciali, i Vini Rari e una buona dinamicità/selettività nelle etichette premiate~recensite quest’anno, rispetto alla versione 2022, sono punti a favore. Degna di nota anche una maggior rigorosità nel giudizio dei vini assaggiati e nell’assegnazione del maximo premio agli stessi. La maggior precisione e “centratura” dei voti assegnati alle varie etichette delle cantine recensite, non basta però a reggere la concorrenza agguerrita dei competitor. Serve altro. VOTO: 8-.

2° POSTO >>> GUIDA ORO VERONELLI 2023: tutti ci aspettavamo “il colpo di reni”, l’ultimo sforzo per raggiungere lo scettro, sfiorato per pochissimo lo scorso anno. Solo che quest’anno la Guida Oro si è scontrata con: in primis, il colpo di teatro messo in scena dall’AIS con la sua Vitae 2023; in secundis, con quei piccoli ma significativi miglioramenti implementati del Gambero. E nonostante la Veronelli giochi al meglio la sua carta vincente – una micrometrica precisione valutativa dei vini, migliore di qualsiasi altra Guida – e aggiunga alla Guida Oro, una bellissima app che è sicuramente la più completa, la più accurata di tutti i competitor, manca ancora qualcosa a suggello della sua indubbia crescita costante, perpetrata negli anni. Alcune regioni, ad esempio la Liguria, sono inspiegabilmente orfane di cantine straordinarie come Giacomelli, La Pietra del Focolare, Ottaviano Lambruschi, giusto per fare qualche nome. Forse, all’opposto della Guida che scopriremo domani (spoiler!), la filosofia perseguita è quella del “pochi ma buoni”. O forse si fa sentire la mancanza di Lui(Gino), che m’immagino “da lassù”🌠 a sbracciarsi animatamente per la sua creazione storica. Anyway, non voglio indugiare in ulteriori giri di parole, ma per consacrare Veronelli come il Re👑 delle Guide vini, servirebbe un cambio di passo, un’accelerazione e non una Guida Oro “con il freno a mano tirato”, com’è quella attuale. Che resta comunque il mio riferimento/la mia preferita, sia chiaro. VOTO: 8.

1° POSTO >>> VITAE 2023: la Guida ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) quest’anno riesce a spiazzare tutti e spicca il volo planando sul 1° gradino del podio delle Migliori Guide vino 2023. La guida cartacea è la versione più ricca di sempre, con oltre 1.000 vini insigniti del maximo premio, cioè le 4 viti. Il colpo di scena, a sorpresa, è però la nuovissima app ufficiale Vitae 2023, che teletrasporta una sintesi dell’intera guida cartacea sugli schermi del nostro telefonino. App abbastanza intuitiva, sintetica, di facile consultazione, anche se graficamente…(insomma): bello invece il simbolo del diamante💎 assegnato alle gemme vinicole, cioè a quelle bottiglie premiate con le 4 viti, che siano state capaci di raggiungere punteggi elevatissimi ovvero ben oltre i 90 pt. Però… c’è un però: c’è un macigno che pesa come una casa sull’imprecisione delle valutazioni di alcuni vini. Anche senza essere sommelier, saltano all’occhio troppe “4 viti” regalate ad ottimi vini ma non certo eccellenti. Di contro, molti vini eccellenti, sono stati platealmente sottovalutati (un paio di esempi su tutti? 2 vini che conosco benissimo, come il passito La Bella Estate by Vite Colte e il Poggio a’ Frati Riserva by Rocca di Castagnoli, entrambi pluripremiati sia dal Gambero che da Veronelli, ma snobbati dalla guida AIS che gli affibbia 2 viti🤔. Non aggiungo altro, se non che ho riscontrato decine di valutazioni sballate(…). Tirando le somme: Vitae 2023 versione abarthizzata, appariscente e roboante, impressiona al primo impatto, ma poi fatica a vincere “di strettissima misura” questa classifica, visto che non è esente da errori plateali in svariate etichette. Invece di sbandierare gli oltri 2000 produttori e gli oltre 20mila vini recensiti, era meglio se evitava valutazioni imprecise. Si consiglia, quindi, di utilizzarla con estrema (e sospettosa🧐) circospezione . VOTO: 8+.

That’s all Folks!

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo 2019 RoCCa Di CaSTaGNoLi

Se l’inizio di questo mese è stato “battezzato” dalla Riserva Poggio a’ Frati 2016, quest’ultimo assaggio novembrino fa il bis con un Chianti della stessa cantina in versione base, annata 2019. Qui non ritroviamo il fascinoso colore rubino profondo della Riserva, ma ci godiamo un bel rosso sgargiante che però produce pochi archetti versandolo nel calice di beva. L’olfatto è solo discreto, con accenni di ciliegie🍒 e ribes; l’attacco in bocca, pulito e delicato. Poi il sorso si apre al palato con una buona fragranza di frutto e leggerezza di corpo: la piacevolezza gustativa è notevole, ma la struttura e la persistenza sono sotto le attese. Diciamo che questo Chianti Classico DOCG 2019 griffato Rocca di Castagnoli e realizzato dal duo agronomico~enologico Andrea Borghi/Daniele Pagni per le Tenute Calì, è decisamente STRABUONO💘 di fascia altissima e farà felici “gli amanti dei Chianti fragranti” [cit. Rimatore Seriale😁] e coloro che prediligono i vini beverini. Per tutti gli altri…c’è la Riserva [scoprila qui].
Post Scriptum: nota di merito per l’etichetta in stile classico~elegante e sopratutto per la controetichetta riportante la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato” e la certificazione BIO🌱. Superlativo anche il rapporto genuinità/prezzo. Applausi 👏.

etichetta 10 | colore 8,34 | profumo 8,03 | densità 8,13 | persistenza 8,17 | tipicità 8,77 | struttura 7,93 | discesa in gola 9,42 | retrogusto 8,08 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,91

Pubblicato in: vino rosso

iL DoLCeTTo SoRí CoSTa FioRe 2020…

…è un rosso piemontese della DOCG Dolcetto di Diano d’Alba, realizzato da Claudio Alario. Etichetta~quadro iconica della piccola produzione vinicola di Claudio Alario [scoprila qui], perlopiù incentrata esclusivamente sui 3 vini rossi “bandiera” delle Langhe: Barolo, Barbera e, per l’appunto, Dolcetto. Che si presenta rosso rubino sgargiante, con timidi profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca quasi timoroso. Ma poi: sorso di spettacolare equilibrio tra le note acido~tanniche e quelle dolci, morbide, rotonde. Si capisce subito, bevendo questo Dolcetto di Diano d’Alba DOCG Sorí Costa Fiore 2020 STRABUONO💘 di fascia alta, che lo stile vinicolo di Claudio Alario è tutto incentrato verso l’eleganza di beva, tenendo a distanza siderale sgarbate spigolosità e concentrazione di frutto innaturale. Questo è il mio 1° vino che assaggio di Claudio Alario, ma credo che non sarà l’ultimo😍 e devo dire grazie alla Locanda degli Artisti – magica osteria a Torre de Picenardi, nel cremonese – che me l’ha fatta scoprire nella splendida saletta~cantina ricavata al suo interno.

etichetta 9,33 | colore 8,64 | profumo 8,01 | densità 8,36 | persistenza 8,52 | tipicità 8,21 | struttura 8,44 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,45

Pubblicato in: vino bianco

Lo TRioLeT: iL PiNoT GRiS Di MoNTaGNa Si VeSTe a FeSTa

Perchè già a partire dall’etichetta – graficamente accattivante e ben realizzata – si capisce di essere davanti a una bottiglia non banale, che incuriosisce l’assaggio. Oggi siamo in Valle d’Aosta e più precisamente a Le Junod, in quel di Introd (Ao), dove Marco Martin è il proprietario, nonché agronomo, oltreché enologo, dell’Azienda vitivinicola Lo Triolet [scoprila qui]. E il suo Pinot Gris Vallée d’Aoste DOC 2019, proveniente da vigneti a 900 mt. di altitudine, si presenta di un bel giallo paglierino venato da flash verdastri, con intensi profumi di susina, anice, melone, kiwi e un pouffe di cedro. Attacco in bocca garbato ed elegante, in linea con le peculiarità del sorso: spicca l’equilibrio micrometrico tra le varie “anime” di questo bianco valdostano. Perchè acidità e mineralità, che regalano freschezza al palato, sono sostenute da una struttura vinosa importante ma non debordante, da una persistenza aromatica di eleganza STRATOSFERICA (uso il maiuscolo, non a caso) e da una morbidezza/rotondità in sottofondo, che incornicia alla perfezione questo Pinot Gris 2019 CAPOLAVORO🏆 griffato Lo Triolet, che sorprende ed emoziona oltre le attese. È pur vero che la guida AIS Vitae 2021 lo aveva premiato con il tastevin regionale, ma “i premi delle guide” non sono il Vangelo e talvolta sono di manica larga; ma non è questo il caso e quindi…applauso👋👋👋 lungo e ripetuto per Marco Martin e il suo Pinot Gris! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,78 | colore 9,14 | profumo 9,36 | densità 8,97 | persistenza 9,36 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 9,51 | ribevibilità 9,76 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 114,49

Pubblicato in: vino rosso

iL CaNaioLo iN PuReZZa DeL PoDeRe CaSaLSoLe

Casalsole è una CasaVacanze situata in quel di Vinci (FI), nella zona collinare del Chianti Montalbano.
Oltre alla piscina, agli appartamenti e al relax, Casalsole [scoprila qui] realizza una manciata di vini “quotidiani”, con Irene Giorgetti – winemaker – che è l’autrice anche del Canaiolo IGT in assaggio oggi. In etichetta si legge “morbido al palato e ricco di tannini”: ecco, forse stiamo parlando di un tannino velato, impalpabile, in sottofondo. Perchè questo Canaiolo in purezza – rubino sgargiante al colore e profumi fruttati al naso, con un pouffe di ciliegie🍒 – è tutto fuorchè un vino tannico: è invece dotato di sorso scorrevole, beverino, con una morbidezza e una piacevolezza di fondo davvero convincente e si abbina alla perfezione con un plateau di pecorini toscani e affettati misti, anziché con qualsiasi altra pietanza non impegnativa, in linea con lo stile gustativo “spensierato” del vino. Tirando le somme, questo Canaiolo IGT Casalsole è STRABUONO senza gridare al miracolo (fascia bassa), ma con l’arma segreta della riBevibilità, che può facilmente significare “altro giro, altra sbornia”…🤪

etichetta 8,03 | colore 7,88 | profumo 7,75 | densità 7,04 | persistenza 7,21 | tipicità 7,28 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 7,02 | ribevibilità 9 | prezzo 8,40 | piacevolezza globale 8,15
PUNTEGGIO TOTALE 94,01
Pubblicato in: vino rosso

i VoLi Dei GRuCCioNi: CHe NoMe CuRioSo PeR uN SaNGioVeSe SuPeRioRe Di RoMaGNa…

…realizzato dall’azienda forlivese I Sabbioni: è il vino in assaggio oggi, nella versione 2016 alias “l’annata del secolo🥰”. Sangio dal colore rubino non troppo intenso, con delicati profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca garbato, impalpabile. Poi peró “i Gruccioni prendono il volo” e il sorso si apre a ventaglio sulle papille linguali, sfoderando una struttura sotto le attese, ma dotata di notevole morbidezza, con media persistenza e consueto, per la tipologia, retrogusto amarognolo a chiudere la beva di questo Sangiovese Superiore Romagna DOP I voli dei gruccioni 2016 STRABUONO💘, griffato I Sabbioni [scoprili qui]. Com’è consuetudine per i sangio di razza, una temperatura di servizio intorno ai 15~16°, riesce a regalare emozioni di beva più nitide. Unica nota stonata in questo bel quadretto d’insieme – che incide negativamente sul punteggio totale – è la dicitura in controetichetta “imbottigliato per conto de I Sabbioni da …”😒 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 6 | colore 8,34 | profumo 8,12 | densità 8,38 | persistenza 8,32 | tipicità 8,96 | struttura 8,32 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 8,78 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,25
PUNTEGGIO TOTALE 100,28

Pubblicato in: vino bianco

iL PLuRiPReMiaTo VeRDiCCHio Dei CaSTeLLi Di JeSi 2018 SaNTa BaRBaRa

Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.

etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 105,11

Pubblicato in: wine tasting

i ViTiCoLToRi Di MoNTeSPeRToLi: L’uNioNe Fa La FoRZa…

… e crea un’immagine identitaria ben definita. Un incipit fondamentale per andare a raccontarvi i banchi di assaggio che hanno illuminato di vini e vignaioli il Museo della vite e del vino di Montespertoli, nella giornata di sabato 12 Novembre, con l’evento La Révolution à Montespertoli.

Titolo dell’evento che, a mio modesto avviso, va letto come Re~Evolution, cioè una rivoluzione che serve a creare un’evoluzione, una crescita, un’innovazione: ed Emotional Wines, pur nei limiti di una lucidità che si è sempre più rarefatta nel susseguirsi degli assaggi (oltre la 30ina di sorsi, ciucca🤪 docet), ve la racconta in modalità “instant” ovvero per immagini (+ 1 video📽) e per highlights.

Si parte con il Podere dell’Anselmo ovvero Fabrizio Forconi e i suoi vini, con la bottiglia più emozionale: Chianti Montespertoli Riserva. Rispetto alla versione d’annata assaggiata 1 anno fa [scoprila qui], la Riserva 2014 è più carnosa, più rotonda, più profonda nel sorso: da riassaggiare con calma, magari nella versione 2016.

Si prosegue con Coeli Aula con uno scoppiettante Stefano Meucci a presentare le sue creature vinicole, tra le quali mi ha impressionato positivamente il Chianti Riserva, più per le note fruttate che non per la profondità di beva. Prendo nota…

Passando a La Leccia, mi ha colpito al cuore un bollicine rosa a base di sangiovese: perlage finissimo, fragoline di bosco e susine, al naso e un’attacco in bocca gustosamente fruttato e pulitissimo, elegante. L’esclamazione Boh! ci sta tutta (ed è anche il nome del vino).

Ed eccoci al Podere Guiducci, un’Azienda particolarmente attenta a rispettare la biologicità nella produzione dei loro vini, con la mia preferenza che va al Tempora: un petit verdot elegante e molto nitido.

Si prosegue con Valleprima che, tra i vari assaggi della rassegna, è quello che mi ha colpito di meno, anche se il valido Ciliegiolo sarebbe da riassaggiare con calma.

Calma, che va a farsi friggere dinanzi all’imbarazzo della scelta delle varie etichette presentate dalla Tenuta Moriano, tra le quali seleziono un buonissimo cabernet sauvignon denominato Tufesco.

Tutto al femminile il banco di assaggio Casa di Monte, con la mia scelta che ricade sul supertuscan Robbia, un Rosso di Toscana IGT realizzato con un blend di cabernet sauvignon e sangiovese. Ottimo!

Eppoi c’è il Podere Ghisone, con Luca Nesi che, vedendomi traballante, mi suggerisce di limitarmi ad un unico assaggio: accetto il consiglio, cerco di recuperare lucidità e scelgo la Riserva 1797. Notevole!

Ormai ondeggiante tra un banco e l’altro, scorgo Giulia Conti della Tenuta Ripalta che malvolentieri – avendo notato la ciucca🤪 – mi fa assaggiare un sorsino piccolino del supertuscan L’Antenato. Interessante…

Arrivato ormai alla soglia dei 30 sorsi, mi trascino al banco del Castello Sonnino, dove l’enologo Renato Laconi mi spiega per filo e per segno le peculiarità dei suoi vini. Premo il tasto REC🔴 per fare un video, ma a causa del mio tasso alcolemico, qualcosa va storto; ne esce fuori una foto “di sgancio” che mi fa ricordare le belle doti beverine e la grande freschezza del Chianti Montespertoli 2021.

Viste le mie condizioni fisiche, al banco de La Lupinella, provano a controllare se sia ancora in grado di reggermi in piedi o debbano portarmi via in lettiga: nell’attesa, il Lupinello è risultato un rosso fragrante e beverino.🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪 Arrivato ormai al punto di ciucca irreversibile🤪, anzi 1 nanosecondo prima, chiedo a Giulio Tinacci di Montalbino, PRESIDENTE DELL’ASS.NE VITICOLTORI DI MONTESPERTOLI: “scegli una parola per descrivere l’Associazione”… (e questa volta premo REC🔴 al momento giusto)

Post Scriptum: chiedo scusa agli altri banchi presenti nella Rassegna, per non essere stati inseriti in questo wine tasting. Alla proxima occasione, riparerò...
Pubblicato in: vino rosa

GiRoFLe 2020, uN RoSaTo PuGLieSe DeLiCaTo eD eLeGaNTe

Lo realizza Severino Garofano, in quel di Copertino, nel leccese. La Puglia – è cosa ormai conclamata – ha una marcia in più per quel che riguarda la vinificazione in rosa. Ma nel caso dell’assaggio odierno, il Negroamaro Rosato Salento IGP Girofle 2020, c’è uno step evolutivo rispetto ai tanti strabuonissimi/capolavori rosati salentini. Nel Girofle 2020 – che si presenta di un bel cerasuolo/corallo alla vista e profumatissimo di fragoline di bosco🍓, rosa, bergamotto, chiodi di garofano – le peculiarità tipiche della tipologia, cioè le note opulenti e la ricchezza di beva, sono sostituite da un sorso dotato di eleganza sopraffina e di persistenza aromatica intensa da “champion of the world“. Non è un caso quindi che Girofle 2020 griffato Cantine Garofano [scoprile qui], si porti a casa, in souplesse, la valutazione di vino CAPOLAVORO🏆, perlopiù con un voto altissimo. Se negli Emotional Awards🎖, che andranno in onda su questi schermi il 6 Gennaio 2023, esistesse il premio “eleganza”, sicuramente sarebbe appannaggio del Girofle 2020. Senza se e senza ma. Quindi, chapeau🎩 a Severino Garofano per questo suo strepitoso rosato! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: mi segnalano, dalla regìa, che questo vino ha ricevuto il premio “miglior assaggio rosato dell’anno” secondo la Guida Oro Veronelli 2022. Prendo nota per aggiornare l’imminente Classifica delle Guide Vini 2023…😉
Post Scriptum bis: unica nota stonata, in questo quadro idilliaco, è la controetichetta che riporta la dicitura “imbottigliato da…”😒, che va a inficiare la valutazione riferita all’etichetta e, di conseguenza, il punteggio totale. Del resto, l’algoritmo qualitativo è tarato per premiare chi produce integralmente e imbottiglia il vino all’origine: per tutti gli altri, c’è una penalizzazione [v. sez. Preludio >>> PARAGRAPH 2 >>> Aggiornamento Novembre 2022 rev. 2].

etichetta 8 | colore 9,74 | profumo 9,68 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,76 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,60
PUNTEGGIO TOTALE 113,15

Pubblicato in: bollicine rosso

VeRGiLiuS, iL LaMBRuSCo CHe VieNe Da MaNToVa

Viola, ribes selvatico, more e prugne: sia al naso che al palato, sono questi i 4 profumi~sapori protagonisti dell’assaggio odierno, il Lambrusco Provincia di Mantova IGT Vergilius griffato Cantine Virgili [scoprile qui]. Questo “brusco mantovano” 🍷 l’ho scoperto all’Hostaria Viola [scoprila qui] di Castiglione delle Stiviere: trattasi di posto magico 🪄 dedito alla stupefazione enogastronomica, in virtù di location, accoglienza, cucina e vini, semplicemente al TOP. Di tutto questo ne beneficia anche il Vergilius, che si adegua al mood dell’Hostaria con una vinosità ricca, opulenta, persistente, abbinata ad una piacevolezza di beva in perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, con un retrogusto coerente e gustoso. CAPOLAVORO🏆 sorprendente e inatteso – data la tipologia, spesso inflazionata da etichette commerciali non sempre improntate alla ricerca della qualità – anche per merito di una genuina rusticità di fondo che garantisce una riBevibilità a crescita esponenziale, sorso dopo sorso, bottiglia dopo bottiglia, ciucca dopo ciucca🤪…

etichetta 8,26 | colore 9,14 | profumo 9,21 | densità 9,14 | persistenza 8,77 | tipicità 9,22 | struttura 8,62 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 109,94
Pubblicato in: vino rosso

iL FRiuLaNo 2021 SCHioPeTTo…

…della linea “I pompieri” è il vino dell’assaggio odierno. Mario Schiopetto: sí, proprio lui, l’inventore~precursore dell’attuale Friulano, che fin dalla metà degli anni sessanta, fu appassionato promotore del vino bianco goriziano a base di uve tocai, made in Capriva del Friuli. E allora… il Friuli DOC 2021 griffato Schiopetto [scoprilo qui] si presenta nel classico giallo paglierino alla vista, con profumi erbacei, susine e frutta bianca, all’olfatto. Attacco in bocca delicato ma non banale: il sorso è pulito, semplice, di media struttura, gustosamente fruttato e dannatamente fragrante~beverino. Ecco, la riBevibilità e la duttilità degli abbinamenti (nel mio caso, l’ho rischiato su un aperitivo con prosciutto San Daniele e pizzette varie, senza colpo ferire) sono sicuramente i plus di questo Friuli DOC Friulano 2021 STRABUONO💘. Per tutto il resto – persistenza, struttura e retrogusto, decisamente sotto le attese – probabile debba rivolgermi alla linea “Mario Schiopetto”, prossimamente su questi schermi 📺. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,04 | colore 8,44 | profumo 8,29 | densità 8,24 | persistenza 7,96 | tipicità 7,91 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,25
PUNTEGGIO TOTALE 100,14