Ecco la risposta dall'AI (AI vale per "Intelligenza Artificiale" e non per "Astemìa e Ignoranza"😜) ⬇️
Il consumo moderato di vino di qualità può apportare benefici alla salute, grazie a antiossidanti come il resveratrolo e i polifenoli, che favoriscono la salute cardiovascolare e la riduzione dell'infiammazione. Le dosi consigliate sono un bicchiere al giorno per le donne e uno o due per gli uomini. È essenziale abbinare il consumo a uno stile di vita sano, includerlo nei pasti principali e, in nessun caso, superare i limiti indicati per evitare gli effetti negativi dell'alcol.
Quali sono i benefici del vino di qualità?
Salute cardiovascolare:
I polifenoli nel vino rosso aiutano ad aumentare il colesterolo buono, migliorare la pressione sanguigna e ridurre il rischio di malattie cardiache.
Azione antiossidante:
Il resveratrolo e altri antiossidanti combattono i radicali liberi, proteggono le cellule dall'invecchiamento e contribuiscono alla salute dei vasi sanguigni.
Effetti antinfiammatori:
Il vino può aiutare a ridurre l'infiammazione, un fattore cruciale in molte malattie.
Salute del cervello:
Gli antiossidanti possono proteggere il cervello, contribuendo a ridurre il rischio di demenza e a migliorare le funzioni cognitive.
Quali sono le dosi e le modalità di consumo salutare?
Moderazione è la chiave:
Il consumo deve essere limitato a 1 bicchiere al giorno per le donne e 1-2 bicchieri al giorno per gli uomini.
Consumo ai pasti:
È consigliabile bere vino durante i pasti, piuttosto che da solo, in quanto contribuisce a un'assunzione più equilibrata e riduce gli effetti negativi.
Stile di vita sano:
I benefici si ottengono in un contesto di stile di vita salutare, che include una dieta equilibrata e attività fisica regolare.
Quando evitare di bere vino?
Donne in gravidanza e minorenni:
Il consumo di vino è assolutamente vietato per le donne incinte e per i minorenni.
Superamento delle dosi:
Il consumo eccessivo annulla i benefici e può portare a effetti dannosi sulla salute.
A riprova della correttezza scientifica di quanto riporta l'AI sul tema, c'è anche la Fondazione Veronesi che, seppur lo scriva COME ULTIMA FRASE di un articolo dal title contraddittorio "bere poco fa bene alla salute ...dov'è l'errore?" (forse l'errore è nella testa di chi ha pensato quel title🤠) conferma che la mia domanda ha un fondamento scientifico, (gongolo🤓 a sentirmi "prof"...) in quanto "fotocopia" proprio della frase a chiusura articolo della Fondazione ➡️ Il danno alla salute è ovviamente proporzionato alle quantità, e ci sono livelli di consumo che possono essere considerati a basso rischio per adulti in buona salute.
[https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/alimentazione/bere-poco-alcol-fa-bene-alla-salute-ecco-dove-lerrore]
CURIOSITA' ► C’è di più: il Cannonau è anche un elisir di lunga vita. Intanto perché lo stesso fondatore di queste storiche cantine, Antonio Argiolas, ha vissuto sino a 102 anni. E, poi, è stato accertato che nei 377 comuni della Sardegna vivono mediamente 373 centenari: 22 ogni 100.000 abitanti, ha censito l’‘archivio di longevità’ del progetto AKeA (acronimo di A Kent Annos, a Cent’anni) dell’Università di Sassari. Un progetto di ricerca che negli ultimi anni ha studiato più di 3.000 centenari dell’Isola, tra cui anche il fondatore della cantine di Serdiana, Antonio Argiolas, per cercare di individuare i fattori di longevità. Scoprendo che fattore comune tra gli intervistati era proprio l’abitudine di bere, con moderazione, il vino che è la bandiera della produzione autoctona sarda: il Cannonau. E, dicono gli Argiolas, seconda a terza generazione, “bere Cannonau quotidianamente contribuisce, insieme ad altri fattori, a vivere più a lungo. Questo perché il Cannonau è il vitigno che contiene la maggiore concentrazione di polifenoli, antiossidanti naturali, che contribuiscono alla vitalità cellulare e al benessere delle arterie”.FONTE ► Cronache di gusto
[https://www.cronachedigusto.it/archivio-articoli-dal-05042011/il-progetto/chi-beve-cannonau-campa-100-anni-argiolas-presenta-senes-il-vino-dedicato-ai-centenari/]
IL TROPPO FA SEMPRE MALE, ANCHE SE SI TRATTA DI CIBI SANI.
[Corriere della Sera| SALUTE ▪︎ Silvia Turin]
《È la dose che fa il veleno: l’aforisma di Paracelso vale per tutto, anche per i cibi. La moderazione è un’indicazione che riguarda tutti gli alimenti, non solo quelli sempre nel mirino come sale, zucchero e grassi. Non esiste infatti un cibo che permetta di concedersi eccessi senza dare conseguenze negative, soprattutto a lungo termine. Così come non esistono alimenti «cattivi» in assoluto se vengono assunti in porzioni corrette. Le fibre che fanno tanto bene all’intestino se sono troppe, e all’interno di una dieta squilibrata, possono causare costipazione. Persino le vitamine o i preziosi minerali, come il calcio e il ferro, in dosi massicce alterano l’equilibrio del nostro corpo diventando tossici. E che cosa dire dell’acqua? Quando i reni funzionano poco non riescono a espellere l’eccesso e può insorgere iponatremia: un disturbo che si verifica quando i livelli di sodio sono troppo bassi per la diluizione dei minerali nel sangue e che può portare in terapia intensiva. E gli spinaci? Contengono gli ossalati, composti che, unendosi al calcio, possono favorire la formazione di calcoli renali.》 [...]
Silvia Ghezzi:《 Mah… A mio avviso è stata intrapresa una politica del terrore che andrebbe frenata. In primo luogo, sfatando il fatto che il vino nuoce alla salute. Per esempio, la Spagna ha avviato un'importante ricerca scientifica che indaga gli effetti del consumo moderato di vino sulla salute, coinvolgendo 10mila volontari. Questo studio, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca, vuole verificare se un consumo moderato di vino, insieme a uno stile di vita sano, possa apportare benefici alla salute cardiovascolare, mentale e generale.
In secondo luogo sono necessarie campagne di sensibilizzazione e di educazione volte a ridurre l'uso di alcolici alla guida che possano favorire comportamenti responsabili. Bisognerebbe evitare politiche eccessivamente penalizzanti che possano stigmatizzare le persone che consumano alcolici, creando un clima di giudizio e di paura.》
Alòooooooò cocchi, alòooooooò cocche! Ben ritrovati nel blog vinicolo~emozionale (modestamente😃) UNICO AL MONDO, all-over-the-world🌎. Si riparte, dopo una pausa lunga 1 anno (perchè? il letargo mi ha preso la mano...😛) con 2 succosissime novità: Emotional Cibus, che ci farà scoprire quali sono i migliori (e i peggiori) locali per emozionarsi a tavola (e quali no🤮) &《Ma finiamola con questa farsa》, una rubrica di fact-checking che stana i quaquaraqua "nostrali" e non solo.
Mettetevi comodi.... si (ri)parteee❗️
Cara Chiara, possibile che tu non capisca dove finisce la fuffa ed inizia il mondo reale? Non ho capito il motivo di rispondere in modo piccato davanti ad un’accusa precisa, motivata, descritta in ogni minimo particolare dal denunciante. Che, bada bene, non è un gruppo formato da haters che ce l’hanno con te per partito preso; né una banda di bimbiminkia invidiosi del tuo successo. Il denunciante è l’Autorità dell’Antitrust e, di conseguenza, anche il Codacons (Associazione a tutela dei consumatori) si è mosso per il risarcimento del danno, causato dal sovrapprezzo simulante la (falsa) beneficienza del “tuo” pandoro griffato PinkChristmas. Chiara, dammi retta: fatti una doccia di umiltà e invece di arrampicarti sugli specchi di una difesa a dir poco infantile, riconosci il tuo plateale errore, chiedendo pubblicamente “scusa” e paga quel che c’è da pagare, senza SE e senza MA. Così minimizzi i danni alla tua “brand reputation” ed eviti strascichi pericolosi sia lato giudiziario, sia lato economico, sia lato personale. Perché se ti incaponisci e magari credi davvero di non essere nel torto marcio, poi ti fai male. E alla storia della tua presunta e inverosimile buona fede, non solo non ci crede nessuno, ma è disturbante il tuo far trasparire arroganza e supponenza nel difendere l’indifendibile. Poi, oh, fai come vuoi: ognuno è artefice del proprio destino e nell’era del luccicante e dorato mondo del web, non è facile assurgere al successo planetario che hai conquistato te, negli anni. Ma è facilissimo “cadere dal trono”: basta un pandoro…
[with love❤️, Ⓣ𝑒𝗱𝕕🆈wΐ🅽e]
🐻
Post Scriptum: 《Dicevano tante cose su di me. Dicevano che non avevo abbastanza carattere. Dicevano che non avrei fatto tanta strada, che avrei dovuto chiedere il pèrmèsso***, che non avrei trovato il mio posto nel mondo. Dicevano che non sarei mai stata come gli altri, ma su quèsto*** avevano ragione. Ssshhh…》 Alla luce delle ultime vicende, c’è poco da far silenzio, anzi… Nel sottolineare un “mood disturbante” sia nei testi di una pubblicità così supponente~arrogante (coerente con il brand pubblicizzato e con l’interprete), che nella chiusa finale – con l’invito a far silenzio decisamente fuori luogo – viene a galla la vera anima della Ferragni. Che non si può descrivere a parole, poiché scivolerei nel turpiloquio… Post Scriptum bis:*** “permesso” e “questo” non possono essere letti come ha fatto la Ferragni nello spot, cioè con la “è” ad accento grave. L’italiano e la grammatica sono una cosa seria. Ma, evidentemente, gli autori e l’interprete dello spot, se ne fregano spudoratamente, comportandosi da ignoranti in materia. E il gesto del silenzio, a questo punto, gli si rivolta contro. Come dice il vecchio proverbio? Chi la fa, l’aspètti. Shhhh…🤫
Perchè sennò – scrivono nell’articolo – il prezzo del vino diminuisce. E quindi il problema, si evince lapalissianamente, è che serve trovare un modo per “tenere alto” il costo della singola bottiglia: riducendone la produzione e aumentandone il costo, una genialata! Se non fosse che L’INNALZAMENTO DEL PREZZO DEL VINO danneggia: in primis, il piccolo~medio viticoltore; in secundis, l’appeal del PRODOTTO VINO, che invoglia ad essere sostituito da altre bevande meno costose e “spensierate” come la birra. Eppure, basterebbe poco: servirebbe UN PATTO tra chi lo produce e chi lo consuma, evitando le facili speculazioni e i ricarichi fantasiosi di chi lo vende. Faccio una proposta, rivolgendomi ai vignaioli: inserire in retroetichetta il PREZZO DI CANTINA, comprensivo quindi del ricarico di vendita suggerito (e utilizzato) dal produttore stesso. Qual è il senso di tale operazione? Trasparenza, Correttezza e Rispetto. Un patto reciproco tra le 3 “figure” che compongono il mercato del vino: Produttore, Venditore, Consumatore. Chiedo troppo? [eventuali commenti/suggerimenti alla mail📧emotionalwines@gmail.com, che pubblicherò in caso d’interesse pubblico]
https://winenews.it/it/il-futuro-del-mercato-e-nel-segmento-del-lusso-e-dei-prodotti-premium-per-il-vino-e-non-solo_501572/ Questo articolo~riflessione letto su Wine News, sul mondo del lusso abbinato al vino, che si rivela vincente per profitti~marginalità, non tiene conto della SOSTENIBILITÀ NEL TEMPO. Voglio dire: solo una strategy aziendale lungimirante può definirsi “di successo”, poichè tutto il resto è destinato a vita breve. Io rilancio – da queste righe di questo piccolissimo microcosmo del blog – che soltanto una VISION LUNGIMIRANTE porta inevitabilmente, organicamente, naturalmente, al SUCCESSO. E la vision non si può basare sull’effimero!!! Perchè… “che cos’è il lusso“? È un bene/un servizio STANDARD impreziosito, arricchito, confezionato, presentato, a livello state-of-the-art, per far sì che APPAIA DI VALORE SUPERIORE. In parole povere, è un oggetto comune, accuratamente trasformato in un oggetto DI FORTE APPEAL IMMAGINIFICO. E il prezzo, ne è il principale “accrescitore di valore percepito”. Di esempi ne posso segnalare a bizzeffe, dal mondo del vino al mondo del food, dall’abbigliamento all’arredamento, ai cosmetici, etc. E i magazine, le Guide, i blog, i social, i mass-media, il marketing, gli eventi dedicati, non possono far altro che INCREMENTARE il valore percepito di un oggetto o di un servizio, con i prezzi che poi salgono all’infinito ed i margini/i profitti, idem. Provo a rispondere alla domanda posta nel title “quanto può durare?”: teoricamente per sempre, in pratica FINO AL CRASH. Logico no? Perchè prima o poi arriva un momento, un giorno, un periodo “d’illuminismo” che ti porta ad approfondire, a comprendere, a rigettare TUTTO CIÒ CHE È SMISURATAMENTE COSTOSO/LUSSUOSO, sostituendolo con tutto ciò che è MIRACOLOSAMENTE “best value for money“, cioè tutto quello che ha un rapporto qualità/emozioni/prezzo IMBATTIBILE. O comunque, semplicemente corretto. Guarda caso, “la filosofia” portata avanti da 3 anni con questo blog. Il vero lusso scaturisce dalle emozioni. E le emozioni, non avendo prezzo, possono costare meno di quanto si creda. Su Emotional Wines, costano meno di 21€, eccetto quelle occasioni speciali che possono volare fino a 42€….
Ogni riferimento al SURREALE Concerto di Bruce Springsteen “andato in onda, come se nulla fosse” ierisera a Ferrara, a una manciata di kilometri dai milioni di parenti/amici corregionali, colpiti dalla catastrofica alluvione in Romagna, NON È CASUALE… Siamo OLTRE la vergogna, OLTRE il non-rispetto per gli altri, OLTRE il menefreghismo per i morti, i feriti, il disagio di un’intera comunità, colpita da una tragedia immane. Per non parlare dei danni… e di tutte le conseguenze drammatiche causate da un tale sconvolgimento nella vita delle persone, delle famiglie, dei bambini, degli anziani, colpiti dallo tsunami distruttivo dell’acqua. Mi rispondo: ma cosa c’era da festeggiare?
Per molti potrebbero essere un’inezia, ma per me – avulso dal mondo dei social e dagli web~specialist bravi solo a leggere i numeri – sono un risultato premiante. E al posto dei numeri, voglio sviscerare “da dove” provengono i lettori di questo blog-notes, con una classifica rispettosa del ranking di visualizzazione effettiva.
…e dopo vari dibattiti sul tema, confrontandomi direttamente con “gli autori” dei vini, ovvero i vitivinicoltori, sono giunto alla conclusione che: LA SCALA VALUTATIVA DELL’ETICHETTA, basata sulle indicazioni che il produttore inserisce sulla stessa (o sulla controetichetta), debba subire una rimodulazione correttiva, ovvero un “giro di vite” retroattivo agli assaggi effettuati dai primi di Gennaio 2023 ad oggi. In pratica, il gap tra chi produce integralmente e imbottiglia all’origine un vino in regime biologico certificato e… tutti gli altri, si fa più ampio: il punto di partenza è il “6”, la sufficienza, relegata a chi fa imbottigliare il vino da/per conto di. E poi, via via a salire con step di 0,50 pt., che poi è anche il valore differenziale tra chi fa il vino in modo tradizionale e chi segue i dettami della produzione in regime biologico certificato. Piaccia o non piaccia, questa rimodulazione “in corsa” è la scelta PIÙ RISPETTOSA per tutti: sia per chi produce il vino, sia per chi lo beve. PROSIT🍷! Ecco, quindi, LA NUOVA SCALA VALUTATIVA DELL’ETICHETTA, consultabile anche dal menù del blog, sotto la voce LeGeNDa.
1️⃣0️⃣ > Integralmente prodotto e imbottigliato all’origine + certificazione BIO 🌱
9️⃣,7️⃣5️⃣ > Integralmente prodotto e imbottigliato all’origine
9️⃣,5️⃣0️⃣ > Prodotto e imbottigliato all’origine + certificazione BIO 🌱
9️⃣,0️⃣0️⃣ > Prodotto e imbottigliato all’origine
8️⃣,5️⃣0️⃣ > Imbottigliato all’origine + certificazione BIO 🌱
8️⃣,0️⃣0️⃣ > Imbottigliato all’origine
7️⃣,5️⃣0️⃣ > Imbottigliato da + certificazione BIO 🌱
7️⃣,0️⃣0️⃣ > Imbottigliato da
6️⃣,5️⃣0️⃣ > Imbottigliato da…per conto di… + certificazione BIO 🌱
Fare vini super facendoli pagare una rata del mutuo, non è difficile. Complicatissimo, invece, è fare vini CAPOLAVORO o addirittura INEGUAGLIABILI a prezzi accessibili. Come fanno le cantine che racconto nel blog: le quali, il proximo venerdì 6 Gennaio 2023, vedranno premiati i loro migliori vini nelle categorie Rosso dell’anno, Bianco dell’anno, Rosa dell’anno, Bollicine dell’anno, Dolce dell’anno. In più, saranno premiate le 3 Cantine dell’anno, i 3 Vini con il miglior rapporto emozioni/prezzo e i 3 Specials dell’anno. Subito dopo, a partire dal 9 Gennaio, si ricomincia con gli assaggi dei futuri Emotional Wines 2024: ci saranno un po’ di novità, sopratutto scopriremo degli “upgrade” mirati al raggiungimento della perfezione😉 emozionale. Ne riparliamo presto, ma intanto, auguriamoci Buon Natale🌲e Felici Awards🥇!
Quest’anno, la classifica della Miglior Guida dei vini sarà raccontata in modo graduale: giorno per giorno, dal fondo della classifica al 1° posto, vedremo “cose che voi umani non potete neanche lontanamente immaginare”😜. Gambero Rosso e Slow Wine hanno anticipato la concorrenza uscendo per prime con l’edizione 2023. Poi sono arrivati Vitae, Veronelli, Berebene e, per ultima, Bibenda. Ecco la classifica…
FANALINO DI CODA >>> BIBENDA 2023: con tutto il bene che si possa volere alla F.I.S., a Ricci e alla “leggendaria Guida dei 5 grappoli🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 che fu” – dato che oggi è soltanto un app, certo realizzata benissimo e di facile consultazione, ma gravemente orfana del supporto cartaceo – ci vedo più limiti che pregi. Sarò fin troppo critico in questo mio giudizio, ma Bibenda 2023 riesce ad essere la guida meno attrattiva tra quelle del gotha delle Migliori Guide vini dell’anno. In soldoni, non ci vedo un futuro; ma potrei anche sbagliarmi (e ne sarei più che felice). VOTO: 5 1/2.
5° POSTO >>> BEREBENE 2023: la soglia di costo dei vini recensiti, fino allo scorso anno uguale o inferiore ai 13€ – limite anacronistico e miope – è finalmente lievitato a 15€, grazie ai miei suggerimenti😁, seppur accolti solo in parte (l’ideale sarebbe stato innalzarlo a 18~20€ o allinearlo ai “miei” 21€). Bere bene spendendo il giusto è il target di questo blog fin dalla sua nascita ed è pure il mio obiettivo di vita (boschiva🐻). Ma a tutto c’è un limite e quei 15€ di soglia massima sono tuttora una soglia anacronistica – anzi, un cappio al collo in tempi d’inflazione planetaria – perchè nella fascia compresa tra i 15 e i 21€ ci sono una miriade di vini TOP. Un cappio al collo (di bottiglia) che relega la guida low-cost Berebene 2023, by Gambero Rosso, al 5° posto. Peccato, perchè quest’anno ho notato che gli assaggi e i racconti degli stessi sono decisamente più descrittivi e più “centrati” rispetto alla scorsa edizione. Arriva alla sufficienza risicata, ma servirebbe una crescita ulteriore per puntare ben più in alto: io ne sarei il 1° accanito tifoso. VOTO: 6.
4° POSTO >>> SLOW WINE 2023: solito gran caos di valutazioni e ripetitività di vini e cantine già viste nelle precedenti edizioni, senza succose novità che in un mondo dinamico qual è quello del vino, portano a valutare la “leggendaria Guida chiocciolata 🐌” decisamente lontana dal podio. E non per pochi decimali…😎 Servirebbe una scala di valori più precisa e una maggior attenzione a raccontare i vini (cioè il frutto del lavoro di una Cantina), che non il cantiniere. Io credo che per il 2024 Slow Wine dovrà inventarsi qualcosa di innovativo: un tempo era la mia Guida preferita, ma i tempi cambiano e chi non si evolve… VOTO: 6 1/2.
3° POSTO >>> GAMBERO ROSSO 2023: la storica Guida dei 3 bicchieri🍷🍷🍷 perde lo scettro e 2 posizioni rispetto a 12 mesi fa, scivolando sul gradino più basso del podio delle Migliori Guide vini. I Premi Speciali, i Vini Rari e una buona dinamicità/selettività nelle etichette premiate~recensite quest’anno, rispetto alla versione 2022, sono punti a favore. Degna di nota anche una maggior rigorosità nel giudizio dei vini assaggiati e nell’assegnazione del maximo premio agli stessi. La maggior precisione e “centratura” dei voti assegnati alle varie etichette delle cantine recensite, non basta però a reggere la concorrenza agguerrita dei competitor. Serve altro. VOTO: 8-.
2° POSTO >>> GUIDA ORO VERONELLI 2023: tutti ci aspettavamo “il colpo di reni”, l’ultimo sforzo per raggiungere lo scettro, sfiorato per pochissimo lo scorso anno. Solo che quest’anno la Guida Oro si è scontrata con: in primis, il colpo di teatro messo in scena dall’AIS con la sua Vitae 2023; in secundis, con quei piccoli ma significativi miglioramenti implementati del Gambero. E nonostante la Veronelli giochi al meglio la sua carta vincente – una micrometrica precisione valutativa dei vini, migliore di qualsiasi altra Guida – e aggiunga alla Guida Oro, una bellissima app che è sicuramente la più completa, la più accurata di tutti i competitor, manca ancora qualcosa a suggello della sua indubbia crescita costante, perpetrata negli anni. Alcune regioni, ad esempio la Liguria, sono inspiegabilmente orfane di cantine straordinarie come Giacomelli, La Pietra del Focolare, Ottaviano Lambruschi, giusto per fare qualche nome. Forse, all’opposto della Guida che scopriremo domani (spoiler!), la filosofia perseguita è quella del “pochi ma buoni”. O forse si fa sentire la mancanza di Lui(Gino), che m’immagino “da lassù”🌠 a sbracciarsi animatamente per la sua creazione storica. Anyway, non voglio indugiare in ulteriori giri di parole, ma per consacrare Veronelli come il Re👑 delle Guide vini, servirebbe un cambio di passo, un’accelerazione e non una Guida Oro “con il freno a mano tirato”, com’è quella attuale. Che resta comunque il mio riferimento/la mia preferita, sia chiaro. VOTO: 8.
1° POSTO >>> VITAE 2023: la Guida ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) quest’anno riesce a spiazzare tutti e spicca il volo planando sul 1° gradino del podio delle Migliori Guide vino 2023. La guida cartacea è la versione più ricca di sempre, con oltre 1.000 vini insigniti del maximo premio, cioè le 4 viti. Il colpo di scena, a sorpresa, è però la nuovissima app ufficiale Vitae 2023, che teletrasporta una sintesi dell’intera guida cartacea sugli schermi del nostro telefonino. App abbastanza intuitiva, sintetica, di facile consultazione, anche se graficamente…(insomma): bello invece il simbolo del diamante💎 assegnato alle gemme vinicole, cioè a quelle bottiglie premiate con le 4 viti, che siano state capaci di raggiungere punteggi elevatissimi ovvero ben oltre i 90 pt. Però… c’è un però: c’è un macigno che pesa come una casa sull’imprecisione delle valutazioni di alcuni vini. Anche senza essere sommelier, saltano all’occhio troppe “4 viti” regalate ad ottimi vini ma non certo eccellenti. Di contro, molti vini eccellenti, sono stati platealmente sottovalutati (un paio di esempi su tutti? 2 vini che conosco benissimo, come il passito La Bella Estate by Vite Colte e il Poggio a’ Frati Riserva by Rocca di Castagnoli, entrambi pluripremiati sia dal Gambero che da Veronelli, ma snobbati dalla guida AIS che gli affibbia 2 viti🤔. Non aggiungo altro, se non che ho riscontrato decine di valutazioni sballate(…). Tirando le somme: Vitae 2023 versione abarthizzata, appariscente e roboante, impressiona al primo impatto, ma poi fatica a vincere “di strettissima misura” questa classifica, visto che non è esente da errori plateali in svariate etichette. Invece di sbandierare gli oltri 2000 produttori e gli oltre 20mila vini recensiti, era meglio se evitava valutazioni imprecise. Si consiglia, quindi, di utilizzarla con estrema (e sospettosa🧐) circospezione . VOTO: 8+.
Qui si va cercare il pelo nell’uovo di una larva di zanzara sulla superficie di un ago nel pagliaio😁. Peró, peró… è cosa nota – se non lo sapevate, sappiatelo – che un dettaglio riesce sempre a fare la differenza. E in ambito vinicolo, nel mare magnum di vini apparentemente simili o comunque assimilabili tra loro all’interno delle varie macrocategorie, i dettagli assurgono a vero e proprio “ago della bilancia” tra bottiglie top e bottiglie standard, ovvero tra un vino CAPOLAVORO e un vino STRABUONO, per dirla con le parole/categorie che descrivono le emozioni di beva in questo blog. Se ci avete fatto caso, in questi primi 21 mesi di vita di Emotional Wines, ho assaggiato tantissimi vini che si sono posizionati proprio LÌ, in quella zona crosspoint 104~105, punto d’incrocio~zona di passaggio tra una categoria e l’altra. Ma ho assaggiato anche vini che hanno superato quella soglia di pochissimo, guadagnando la fascia di valutazione superiore per un nonnulla. E quindi (direte voi)? 😳 Quindi vuol dire che ci sono un’infinitá di vini ben fatti – gustosi, strabuonissimi e straconsigliati – che peró non hanno quel mood emozionale, quella personalitá forte, quel qualcosa in più, per posizionarsi in fascia maxima. Magari é colpa dell’annata, magari é colpa del winemaker, magari qualcosa poteva andar meglio nella fase di maturazione del vino: chi può dirlo? E contemporaneamente, ci sono vini che si guadagnano la fascia di CAPOLAVORO per “il rotto della cuffia”, per un’inezia, per una minima particolarità, per un dettaglio quasi insignificante. É qui che i dettagli fanno la differenza ed Emotional Wines – con l’algoritmo qualitativo a supporto del responso palatale – estrapola quei “piccoli ma importantissimi dettagli” che determinano la differenza tra un vino STRABUON(issimo) e un CAPOLAVORO. Thats’all! 🤗 Post Scriptum: ma siccome “le sensazioni sono i dettagli che compongono la nostra vita” [Oscar Wilde] non dimentichiamo che “i dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio” [Leonardo da Vinci] Post Scriptum bis: citazioni a parte, per il proximo anno – nell’ottica della ricerca della perfezione “leonardesca”😁 – sto ultimando una piccola ma importante evoluzione, che ha a che fare con la rimodulazione delle fasce relative alla scala valutativa dei vini; preannuncio maggior rigorosità, a garanzia di una maggior precisione nella “messa a fuoco” caratteriale~oggettiva di ogni singolo vino in assaggio. Ne riparliamo a brevissimo e intanto… happy Halloween🎃!
… per aprire il nuovo anno di assaggi “Emotional Wines 2023”. C’è la Barbera di Pico Maccario, c’è il Dolcetto – ops🤭 Dogliani – di Marziano Abbona, c’è il Pecorino di Pantaleone, c’è il Montepulciano di Tollo, c’è il Pinot di Le Monde, c’è l’Ansonica de La Parrina, c’è il Bolonero di Torrevento, c’è l’Etna Rosso di Nicosia e, per finire in dolcezza, c’è una sorpresa di cui non anticipo nulla…🙊 Pronti a partire? Slurp😋
Risposta secca: SI’, le Guide vinicole nostrane riescono nell’intento di divulgare e promuovere la conoscenza dei vini, dei vitigni, delle cantine della nostra penisola, attraverso le 1000mila sfaccettature declinate da vignaioli competenti, appassionati, visionari. Ma c’è un “ma”😳 : le Guide NON SEMPRE ci azzeccano🙄. Andiamo quindi a darne una succinta ma oggettiva valutazione di merito, tenendo a mente che nel 2020, in fase di ideazione~progettazione di questo blog, la classifica “Emotional”😜 era la seguente: 1° Vitae 2° Slow Wine 3° Gambero Rosso 4° Bibenda 5° Berebene
Partiamo dal basso, con la posizione del 5° posto nel ranking, che é nuovamente della Guida Berebene 2022, quest’anno meno pimpante del solito, anche se si distingue per un’accurata selezione dei vini premiati nel rapporto qualitá-prezzo. Restano 2 limiti, a mio parere, che impediscono a Berebene di avere un ranking piú alto: in primis, la soglia massima del costo di una bottiglia per l’inserimento in guida; in secundis, la descrizione sommaria dei vini premiati, che segue sempre il mantra di mettere in luce il produttore, perlopiù utilizzando le solite lodi ripetitive. Che 13€ sia ormai una soglia bassa e anacronistica, lo dimostra il fatto sconcertante che quest’anno non sia presente in guida la Valle d’Aosta e i suoi vini, poiché, come racconta il curatore di Berebene 2022, i prezzi medi delle bottiglie di quella regione sono sopra soglia. La domanda sorge spontanea: non sarebbe giunta l’ora di allinearla ai 21€ di Emotional Wines?😉 Anche perché, se in futuro i vignaioli/distributori/venditori di Toscana, Piemonte, Alto Adige e Liguria – giusto per fare qualche nome – si trovassero a dover ricaricare sulle bottiglie i maggiori costi sopravvenuti, che succederá a Berebene? Uscirá “monco” di tali regioni?😷 (ipotesi del tutto verosimile, dato il trend inflazionistico mondiale). Da segnalare anche un errore CLAMOROSO d’impaginazione nelle prime pagine della guida, dove sono presentati gli Oscar nazionali: sotto la voce “vini bianchi” ci sono 3 rossi e sotto la voce “vini rossi” ci sono 3 bianchi. Errore banale, ma imperdonabile!😵 Al 4° posto c’é Bibenda 2022, decisamente accurata nell’assegnazione dei 5 grappoli a vini di meritata eccellenza. Peró, a fronte di un app gratuita e ben costruita, resta forte la lacuna della versione cartacea: ho ancora ben impresso nella memoria, il sontuoso fascino della “bibbia” DUEMILAVINI, che avidamente sfogliavo nei primi anni di questo millennio – poi evolutasi in BIBENDA dal 2013 – mantenendo sempre uno stile di lettura accurato, ma popolare e accattivante. Peccato ora sia soltanto digital😭… Da segnalare negativamente la mancanza di nomi nuovi, o meglio, una certa ripetitivitá dei premi ai soliti noti, a scapito di vini eccelsi, realizzati da cantine emergenti, ma non presenti in guida. Al 3° posto scivola giù Slow Wine 2022, la guida che fino a pochi anni fa era “un faro” per gli appassionati evoluti (come me🙄), poiché capace di unire uno storytelling accattivante e di facile fruibilità, a dati tecnici rigorosi e accurati, sia per i singoli vini, che per le cantine produttrici. Giá dallo scorso anno peró, Slow Wine si é fatta più caotica nella decifrazione delle differenze che intercorrono tra i vari premi/categorie dei vini raccontati: vino quotidiano, vino Slow, Top wine (ex grande vino). Oltre al sopracitato caos, ho riscontrato anche qualche passo falso nella selezione dei vini Slow, non sempre all’altezza del premio elargito. E anche qualche premio di troppo, visti i 750 Top Wines, i 354 Vini Slow e i 196 Vini Quotidiani (questi ultimi, molto interessanti ma fortemente limitati dalla soglia anacronistica dei 12€). Al 2° posto – sorpresa delle sorprese – c’è una new entry: la Guida Oro Veronelli 2022, che quest’anno mette il turbo nella versione Digital, ora davvero bella e fruibile, più che nell’omologa guida cartacea. Il limite “storico” della Veronelli, che poi si rivela anche un punto di forza, é la rigorositá delle valutazioni: le rare 3 stelle oro✨ in EmiliaRomagna come nel Lazio🤪 saltano all’occhio; idem dicasi per la categoria Chianti Classico d’annata e Riserva, addirittura non pervenuti😳 nella categoria maxima! Bene anche per le attenzioni dedicate a una categoria di vini spesso snobbati dalle altre guide: i sontuosi vini dolci e passiti, piccoli grandi gioielli che sono il frutto della nostra sconfinata – ed unica nel mondo – ricchezza enologica. Nel complesso, appare ben percepibile la sensazione di essere davanti ad una guida ricca, accurata e ormai pronta ad assumere il ruolo di “primadonna”🤩 tra le guide vinicole mondiali. A un soffio dal 1° posto, che quest’anno è appannaggio di Gambero🦐 Rosso 2022, un vero e proprio reference del settore: mix accurato e completo – regione per regione – di nomi nuovi, conferme dei soliti noti e rientri di vecchie glorie, tra i premiati. Più bella nella tradizionale versione cartacea che in quella digital. Certo, non accattivante nello storytelling come solo Slow Wine puó e neanche micrometricamente chirurgica nelle valutazioni, come solo Veronelli ha dimostrato saper fare: diciamo che, pur “largheggiando”😁 nell’assegnazione dei famosi 3 bicchieri🍷🍷🍷, riesce ad imporsi su tutte le altre guide vinicole. Eccetto la Guida Oro Veronelli 2022 – sorpresa dell’anno – che ormai le tiene il fiato sul collo. Orbene, Gambero Rosso è la detentrice dello scettro 👑 delle Guide 2022, secondo il mio parere spassionato e con la certificazione “Emotional Wines approved”😜.
Post Scriptum:Valutazione SOSPESA per Vitae 2022, in quanto resa disponibile alla vendita solo recentemente e quindi non ancora in mio possesso per poterla inserire in ranking. CHIEDO PUBBLICAMENTE SCUSA AD AIS E AL SIG. GHERARDO FABRETTI – CHE DESIDERO RINGRAZIARE PER LA PRECISAZIONE SULLA DISPONIBILITA’ DELLA GUIDA VITAE 2022 ACQUISTABILE SULLO SHOP AIS–per la prima battitura di questo articolo, sulla base di info da me sbadatamente non aggiornate.
Aggiornamento classifica “Guide Vini 2022” nelle prox settimane…
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