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Lo STRaNo CaSo DeLLa RiSeRVa CHe Fa RiMPiaNGeRe La VeRSioNe D’aNNaTa

mi ha emozionato perché è concentrato e strutturato

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CHiaNTi CLaSSiCo FaMiGLia ZiNGaReLLi 2021

In assaggio oggi, un rosso toscano che [spoiler😱!] sorprende nel rapporto emozioni/prezzo, ma… partiamo dall’inizio: nel calice si presenta di un bel rubino intenso, con profumi di frutti rossi, viole, more e un touch boisé sullo sfondo; attacco in bocca di bella pulizia per poi aprirsi a ventaglio sulle papille linguali e sfoderare una valida struttura, un bell’equilibrio tra frutto e tannino, con un pouffe di agrumi appena percepibile, ad anticipare un sorso beverino e appagante, che chiude con bella sapidità di fondo, buona persistenza e retrogusto coerente. Che altro aggiungere? Che – evidentemente – il duo enologico Luca Francioni~Lorenzo Landi, supportato agronomicamente da Alfio Auzzi, sa il fatto suo e ci restituisce un Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” Famiglia Zingarelli 2021 griffato Rocca delle Macìe [scopri qui la Cantina] ai massimi livelli della fascia STRABUONO, per 3 coppe🏆🏆🏆 che – bastava pochissimo – sarebbero potute essere 4.
Post Scriptum: mi riprometto, prossimamente, un altro vino di Rocca delle Macie – mi ingolosisce la Riserva😋 – per provare a cercare uno “step evolutivo” di quanto assaggiato con il Chianti di oggi…

etichetta 7 | colore 9,16 | profumo 9,20 | densità 8,89 | persistenza 8,87 | tipicità 9,42 | struttura 8,94 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,87 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,87

mi ha emozionato perché è beverino, strutturato e gustoso

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PieMoNTe, TeRRa Di ViNi “aRiSToCRaTiCi” e CoSToSi…

…come i Barolo, i Barbaresco e buona parte dei Rossi DOC di Langa. Eppoi ci sono i più abbordabili Barbera e Dolcetto: ed è proprio un Dolcetto d’Alba, il protagonista dell’assaggio odierno, che di abbordabile ha solo il prezzo – sotto i 15 €uro – perchè per il resto, ci sono buone premesse. A partire dal colore, rosso sgargiante, passando per i profumi, more di rovo e mirtilli, tutto fa presagire di trovarci davanti ad un grande vino. Anche il palato è al di sopra delle attese, sfoderando una struttura ricca e pure dotata di gustosissima persistenza aromatica intensa, supportata – sul finale di beva – da un retrogusto “corto” ma di valida coerenza. Insomma, qui di basso c’è solo il prezzo, perchè per il resto, siamo davanti ad un Dolcetto d’Alba DOC 2021 STRABUONO di fascia altissima, a un nonnulla dalla fascia superiore.
FINE DELL’ASSAGGIO ⛔️
Post Scriptum [by Rimatore Seriale😁]: cosa state bofonchiando…? Che non si sa di chi stiamo parlando?
È presto detto, chi sia la cantina che fa questo Dolcetto: Réva [scoprila qui], in quel di La Morra, località Gallinotto, nel cuneese. Con Roberto Abate a “coccolare” le vigne e Gabriele Adriano a “coccolare” le botti, con l’ausilio dei buoni consigli del “Maestro” Beppe Caviola, che in tema di uve🍇 dolcetto è l’esperto perfetto😉.

etichetta 8 | colore 9,16 | profumo 9,03 | densità 8,74 | persistenza 8,97 | tipicità 9,11 | struttura 8,63 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,86

mi ha emozionato perché è profumato, succoso e beverino

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RiGoLeTo 2020: iL MoNTeCuCCo RoSSo Bio🌱 Di CoLLeMaSSaRi

Gita fuori porta in Toscana e più precisamente nel grossetano, in quel di Cinigiano, ad assaggiare un rosso bio🌱 certificato, fiore all’occhiello della cantina Collemassari [scoprila qui]: Rigoleto 2020. Che si presenta rosso rubino sgargiante nel calice, profumato di frutti rossi e scorze di arancia🍊 e dotato di un touch garbato~elegante nell’attacco in bocca. Palato che poi si fa travolgere da una bella concentrazione di frutto, dal sorso materico ma non troppo, perchè il leit motiv di questo Montecucco Rosso DOC Rigoleto 2020 è l’eleganza di beva. Un’eleganza in salsa toscana, intendiamoci, che non si fa mancare un pouffe di note acidule~astringenti, che contribuiscono a regalarci un vino STRABUONO di fascia alta. 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, a un nonnulla dalla fascia superiore. Voto maximo alla voce “prezzo” (in rapporto alle convincenti emozioni di beva), poichè stiamo parlando di un’etichetta che sta in fascia 10~15 €uro. Plauso obbligato al team agronomico~enologico formato da Andrea Stopponi + Giuliano Guerrini in vigna e da Luca Marrone + Maurizio Castelli in cantina. Bravi👏👏👏!

etichetta 8,50 | colore 8,84 | profumo 8,93 | densità 8,90 | persistenza 8,89 | tipicità 8,82 | struttura 8,57 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 107,74

mi ha emozionato perché è succoso, elegante e beverino

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iL SeGReTo DeL CHiaNTi CLaSSiCo PeRFeTTo, Da oLTRe 60 aNNi…

…lo custodiscono Fabrizio & Laura Bianchi, proprietari del Castello di Monsanto situato nel cuore❤️ della Toscana – in Val d’Elsa – in una zona confinante tra le province di Firenze e Siena. Avete in mente quelle persone che, per partito preso, dicono《no grazie, a me il Chianti non piace…》?
Bene, l’assaggio di oggi è dedicato alle suddette persone, garantendo che cambieranno idea🤗, dopo aver letto e assaggiato questo Monsanto. L’annata 2019 è fortunata e ce ne accorgiamo subito, versando nel calice un vino di color rosso rubino sgargiante, che fin dal profumo – un invitante pupurrì di viola mammola, amarena, lavanda – sa di perfezione. In bocca è letteralmente strepitoso, per un equilibrio unico tra le note fruttate e la vena acido-tannica che rende vibrante il sorso. Detto questo, quando bevi un vino che ti emoziona “un botto” fin dal primo assaggio, ti viene naturale interrogarti《ma… cosa ho bevuto fino ad oggi?》. Ed è una domanda che non trova risposta, se non verificando minuziosamente la bottiglia del Monsanto 2019, che ti sembra più piccola del solito – dato che è ormai vuota🤪 – ma anche provando a carpire quali possono essere i segreti che si celano dietro alla performance stellare🌟⭐️✴️ del trittico struttura~persistenza~retrogusto di questo Chianti Classico, realizzato da Andrea Giovannini per Fattoria Monsanto [scoprila qui]. E se il segreto lo custodissero il tempo, la storia, l’esperienza, che si celano dietro a questa bella realtà vitivinicola toscana, dal 1962? Secondo me può saperlo solo lui…

,,,il Gallo Nero che si erge flemmatico sulla controetichetta di questo INEGUAGLIABILE Chianti Classico DOCG. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 roboanti, anche per il rapporto emozioni/prezzo difficilmente battibile (rarissimo trovare una bottiglia sotto i 21€, nella fascia teoricamente riservata agli specials!)

etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,76 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,76

mi ha emozionato perché è gustosissimo, strutturato, fruttato, persistente e beverino

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ToSCaNeTTi 2022 DaViNuM: iL SaNGioVeSe NoN è Mai STaTo CoSì BeVeRiNo!

2° assaggio in poco più di un mese, per la giovane realtà vitivinicola castelfiorentinese (non poteva mancare l’incipit suggerito da Rimatore Seriale😆) Davinum, di cui ho sviscerato foto/vini/filosofia produttiva nel wine tasting d’inizio mese [scoprilo qui]. Stavolta in assaggio c’è un sangiovese in purezza che si presenta di un bel rosso rubino luminescente, alla vista; i profumi sono di violetta e frutti rossi, l’attacco in bocca è semplicemente perfetto, per ricchezza di frutto ed eleganza. Che poi, sono proprio le peculiarità evidenti di questo Toscanetti 2022 targato Davinum: il sorso è fruttato, ciliegioso🍒 e succoso, con una vena acida pimpante/pungente, ma mai sopra le righe, a ribadire uno stile vinicolo dotato di quell’eleganza e di quella morbidezza che mi avevano colpito al primo assaggio del Nostrum [scoprilo qui]. Certo, nel Sangiovese Rosso Toscana IGT Toscanetti 2022, tutto si fa più etereo: la struttura è pregevole ma non importante, la persistenza aromatica è solo discreta; ma il sorso è caratterizzato da una fragranza e da una piacevolezza globale che ipnotizza e comporta obbligatoriamente la “svuotatura”😋 della bottiglia. Tanto di cappello al trio agronomico~enologico Cristian Nardi, Mirko Niccolai, Matteo Corsini, per questo semplice – ma nel suo piccolo, grande – CAPOLAVORO di riBevibilità in salsa toscana, che si guadagna meritatamente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines.
Post Scriptum: chapeau🎩 anche alla family Schaetti, per come ha ideato e realizzato la cantina “concept” Davinum!

etichetta 8 | colore 9,68 | profumo 8,93 | densità 8,17 | persistenza 7,86 | tipicità 9,62 | struttura 8,22 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 109,07

mi ha emozionato perché è suadente, fragrante e beverino

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NoTTe RoSSa 2021: iL PRiMiTiVo DeL SaLeNTo LoW-CoST, CHe NoN RiSPaRMia SuLLe eMoZioNi

Diciamolo subito: il vino in assaggio oggi, l’ho comprato al super, cavandomela con una manciata di €uro e perfettamente consapevole di non potermi aspettare chissà cosa, lato emozionale. Eppure… nel calice scende rosso scuro, denso e impenetrabile; al naso profuma timidamente di frutti rossi, resina e agrumi, mentre in bocca appare subito corposo, morbido, di buona struttura, ad invogliare la beva e pure la ribeva😋. Certo, manca il grip tannico e, di conseguenza, manca quella struttura, quella vinosità, che farebbe davvero spiccare il volo a questo Salento Primitivo IGP 2021 griffato Notte Rossa [scopri qui la cantina] – e realizzato dalla cooperativa Terre di Sava – che è comunque STRABUONO e con un rapporto emozioni/prezzo a dir poco stellare🌟. Perché poi al super, può capitare di trovarlo in offerta promo addirittura sotto i 5€ (com’è successo nel mio caso) e a quel punto si può tranquillamente parlare di un vero e proprio champion-of-the-world🌏 di piacevolezza in rapporto al suo prezzo e che le 3 coppe🏆🏆🏆di merito, siano quasi “attillate” per il puppurrì emozionale che regala questo Primitivo. Da segnalare che è la 2° volta che bevo un vino Notte Rossa [scopri qui il precedente assaggio] e credo, senza paura di essere smentito, che non sarà neanche l’ultima…

etichetta 7,50 | colore 9,34 | profumo 8,78 | densità 9,67 | persistenza 8,67 | tipicità 8,23 | struttura 8,09 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 7,94 | ribevibilità 9,62 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 106,40

mi ha emozionato perché è morbido e succoso

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CHiaNTi RuFiNa RiSeRVa QuoNa 2018 Bio🌱 i VeRoNi

Oggi in assaggio, la versione Riserva del Chianti Rufina griffato I Veroni, 1 anno (e 2 mesi) dopo l’assaggio de I Domi 2019 [scoprilo qui], stessa DOCG e cantina produttrice, ma nel vino odierno spicca la maturazione – che è in barrique – e il vigneto, che dà il nome al Quona 2018. Scopriamolo insieme: alla vista, è rubino scurissimo e fascinoso; al naso, emergono frutti di bosco stramaturi e note boisé in sottofondo, con un pouffe etereo di tabacco. Al palato è decisamente strutturato, denso, succoso, ma austero: le note fruttate e vinose sono sovrastate dalla balsamicità del sorso, con un touch di cuoio e rabarbaro in evidenza, persistenza aromatica di grande intensità nonché lunghissima, retrogusto – a mio gusto🤪 – un po’ troppo amaricante.
Intendiamoci: il Chianti Rufina DOCG Quona biologico🌱Riserva 2018 griffato I Veroni è un CAPOLAVORO di altissimo livello, sapientemente accudito in vigna da Andrea Paoletti e realizzato in cantina da Pierluigi Marzano ma… c’è un però. Le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti potevano tranquillamente essere 5, se soltanto il profilo gustativo fosse stato un filo meno balsamico~legnoso, un filo meno amaricante e un filo più fruttato. Senza dimenticare che stiamo parlando di una bottiglia posizionata nel range di prezzo 22€~42€, quindi “potenzialmente” facente parte degli specials, il gotha dei vini, il TOP degli assaggi. Eppure, sarò ripetitivo, al Quona 2018 manca qualcosa: forse, piccoli insignificanti dettagli lato gustativo, a suggello di una (comunque) eccellente esperienza di beva. Da riassaggiare nella versione Riserva 2019…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 9,61 | struttura 10 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 115,69

mi ha emozionato perché è succosissimo, denso e strutturato

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Da CaMiGLiaNo, iL RoSSo Di MoNTaLCiNo 2020 Bio🌱 CHe SoRPReNDe

Oggi sono a Montalcino, terra toscana di sangiovese🍇 grosso, che si trasforma in emozionanti bottiglie di Brunello e Rosso. Ed è proprio il Rosso di Montalcino DOC 2020 Bio🌱 griffato Camigliano [scopri qui l’Azienda], il protagonista dell’assaggio odierno: alla vista, si presenta di rosso rubino poco concentrato, mentre al naso profuma di viola mammola, ciliegia e fragola. Al palato, entra lievemente aggressive, in virtù di una struttura media ma peperina, pungente, sapida, che regala un sorso fragol🍓ciliegioso🍒 di straordinaria piacevolezza, con una succosità residua – soprattutto nel retrogusto – semplicemente impeccabile. Sergio Cantini e Federico Staderini – in vigna e in cantina – realizzano un Rosso di Montalcino CAPOLAVORO, a conferma di quanto sia infinitamente buona la DOC “minore” ilcinese: certo, inferiore a “Sua Maestà Brunello”, ma superiore a tanti altri rossi italiani, tenendo soprattutto a mente il prezzo – sotto i 21€ – di una bottiglia di tale livello. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate e gustosissime!

etichetta 8,50 | colore 8,62 | profumo 9,03 | densità 9,34 | persistenza 9,26 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,81 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 112,92

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso e beverino

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iL “MiRaCoLoSo” MoNTeFaLCo RoSSo Di aDaNTi, VeRSioNe 2016

A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗!
Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)

etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 113,06

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente

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RuBeSCo 2019, iL RoSSo Di ToRGiaNo DoC LuNGaRoTTi

Oggi siamo in Umbria, a Torgiano – nel perugino – dove in via Giorgio Lungarotti sorge l’Azienda agricola Lungarotti [scoprila qui], di proprietà della family omonima😍. Una bella storia di famiglia, quindi, alle spalle del Rosso di Torgiano DOC Rubesco 2019 in assaggio oggi: leggo in etichetta che si tratta di un blend di uve sangiovese e colorino, decido quindi di versarlo nel calice, dove appare di un rosso “rubesco”😉 scintillante, con bei profumi di amarena su uno sfondo terroso, al naso. In bocca, entra con suadente morbidezza, ma poi tira fuori gli “artigli tannici” che regalano al sorso vitalità, freschezza, succosità, in un contesto di buona struttura e di una persistenza aromatica caratterizzata da note ematiche e ferrose. Probabile che queste nuances – le quali, personalmente non mi hanno appassionato, ma indubbiamente “tipicizzano” il Rubesco – siano un po’ la firma gustativa dei rossi Lungarotti. Dico questo, perchè nel wine tasting di fine Marzo organizzato a Cesena dall’AIS [scoprilo qui], il Rubesco Vigna Monticchio Riserva Lungarotti – forse il miglior vino assaggiato nell’evento – aveva sì tannini più potenti, più dolci, più rotondi, in un contesto di maggiore ricchezza e succosità di beva, ma anche un accenno di quelle note ematiche~ferrose, che ho ritrovato nel Rubesco 2019 STRABUONO assaggiato oggi. Da annotare che: mentre nella Riserva, le suddete nuances andavano ad integrarsi in una sontuosa complessità di beva, qui stonano un po’, andando a decremento sia della piacevolezza di beva, che del rapporto emozioni~prezzo, così guadagnando 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, ma non oltre.

etichetta 8 | colore 9,18 | profumo 9,21 | densità 8,98 | persistenza 8,93 | tipicità 9,51 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,32 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,15 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 8,60
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

mi ha emozionato perché è rusticamente morbido e succosissimo

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iL MoNTeCaRLo RoSSo 2020 Di eLeNa CaRMiGNaNi…

…proprietaria dell’Azienda Agricola Enzo Carmignani [scoprila qui] – nata nel lontano 1386😳! – è l’assaggio di oggi: a cavallo tra le colline della Lucchesìa e la Valdinievole, nasce questo interessante rosso toscano della DOC Montecarlo, una denominazione quasi “dimenticata” nel tempo. Certo, le varie versioni dei Chianti, anziché Bolgheri, passando per Montalcino e Montepulciano, senza dimenticare i vari supertuscan – gli IGT a prezzi onesti, non quelli a cifre assurde – relegano questa DOC ad un ruolo di semplice comparsa nel ricco panorama vinicolo toscano. Eppure… il Montecarlo Rosso DOC 2020 griffato Enzo Carmignani e realizzato in cantina da Massimo Motroni, coadiuvato in vigna da Giuseppe Bimbi, è un rosso STRABUONO🏆🏆🏆, seppur ai primi gradini della relativa fascia valutativa: di un bel rosso rubino intenso e profondo alla vista, colpisce al naso per il bouquet di frutti di bosco stramaturi, nentre impressiona al palato, per una struttura media sopra le attese e deliziosi tannini piacevolmente astringenti. Proprio questi ultimi, regalano al sorso un touch di fresca ruvidità e ne determinano una vinosità rustico~fruttata di notevole livello. Eppure… rispetto alle più note e premiate Denominazioni di Origine toscane, a questo Montecarlo sembra mancare quell’autorevolezza, quella tipicità “sopra le righe” che, da sempre, è il plus della Toscana del vino. E comunque, a dispetto di un algoritmo qualitativo un filo sottotono, a me sinceramente è piaciuto molto (anche perché, lo ammetto, sono un fan sfegatato😍 della DOC Montecarlo rosso, che vorrei veder crescere e crescere ancora).

etichetta 8 | colore 8,83 | profumo 8,12 | densità 8,98 | persistenza 8,23 | tipicità 7,98 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,37 | retrogusto 8,25 | ribevibilità 8,49 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 9,15
PUNTEGGIO TOTALE 102,67

mi ha emozionato perché è piacevolmente rustico e astringente

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GoDeNZa 2019 Di NoeLia RiCCi: L’aRCHeTiPo DeL SaNGioVeSe Di RoMaGNa

Title spoilerante😉 di quel che ci aspetta nell’assaggio odierno: un vino esemplare, con voto maximo alla voce “tipicità”, dal rapporto emozioni/prezzo al TOP e una piacevolezza rustico~elegante (passatemi il termine ma è davvero così) tutta sua. O meglio, che fa scattare automaticamente un pensiero che ti trafigge la mente:《ma davvero questo è il gusto originario del Sangiovese Predappio Romagna DOC?》.
Effettivamente Marco Cirese, proprietario della Tenuta [scoprila qui] e nipote di Noelia Ricci, ha le idee chiare sul “come” fare e sul “cosa” vuole dai suoi vini. Il Godenza 2019 è rosso rubino intenso alla vista e profuma deliziosamente di frutti di bosco freschi, quasi fossero stati appena raccolti. Ed è proprio la freschezza – supportata da una struttura né snella, né corposa, ma più semplicemente “giusta” – il leit motiv di questo Sangiovese Predappio Romagna DOC Godenza 2019. In bocca non vi è traccia di dolcezza o di ruffiane morbidezze: al loro posto, c’è una salinità e una schiettezza di beva sorprendente e contemporaneamente fascinosa, perchè riporta alla mente il vino contadino, cioè quello fatto “come vigna vuole”. RiBevibilità esagerata (😋), persistenza aromatica di lunghezza media e molto sapida, con un retrogusto di impeccabile coerenza e pulizia. Chapeau, quindi, al Godenza by Noelia Ricci e al suo sangio CAPOLAVORO che stramerita le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 abbondanti!

etichetta 9 | colore 9,29 | profumo 9,34 | densità 8,96 | persistenza 9,04 | tipicità 10 | struttura 9,15 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,16

mi ha emozionato perché è sapido, schietto e fragrante

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LuCCHeRo 2016, uN GuSToSo aGLiaNiCo CaMPaNo

Oggi siamo a Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, sede della Cooperativa vitivinicola La Guardiense [scoprila qui], che realizza l’Aglianico Sannio DOP Lucchero 2016 della linea “Janare”, in assaggio oggi. Che si presenta di un bel rubino profondo alla vista e dotato di una bella complessità di profumi: su uno sfondo boschivo~terroso, si percepiscono ciliegie🍒 sotto spirito, note legnose, un touch di tabacco biondo e un pouffe speziato~balsamico che evoca il cardamomo. Attacco in bocca di notevole finezza, sapido ma materico, succoso, con una deliziosa morbidezza di sorso, ben sostenuta da un tannino presente ma mai sopra le righe, di piacevole equilibrio gustativo. A tratti, si potrebbe desiderare una struttura più complessa e una persistenza aromatica più intensa; anyway siamo dinanzi ad un CAPOLAVORO dallo strepitoso rapporto emozioni/prezzo, perchè il Lucchero 2016 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] viene via ad un prezzo mooolto più basso delle forti emozioni che regala e quindi, tirando le somme, si stra-merita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆, seppur raggiunte di precisione.
Post Scriptum: se il Lucchero 2016 è così dannatamente emozionante, sarà (anche) merito di Riccardo Cotarella, che coadiuva l’enologo Marco Giulioli, nella realizzazione di questo vino? 🤔

etichetta 8 | colore 9,05 | profumo 9,19 | densità 9,62 | persistenza 8,27 | tipicità 9,51 | struttura 8,33 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 9,25 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,19

mi ha emozionato perché è succoso, morbido e incredibilmente low~cost

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DueLaMe 2020, iL CHiaNTi CLaSSiCo Bio🌱 LaMoLe Di LaMoLe

Spoiler: nomen omen, l’assaggio del rosso di oggi è tagliente e minerale come già fa presagire il suo nome. Ed effettivamente questo DueLame – di un bel color rubino sgargiante alla vista, con tenui profumi terrosi ma fruttati di mora e ribes, al naso – è il tipico Chianti Classico DOCG d’altura, proveniente da vigneti ubicati sul colle di Lamole: niente dolcezze o ruffiane rotondità di beva. Al loro posto, un sorso di schietta acidità e di fresca mineralità, pur rimanendo perfettamente aderente alla rustica eleganza Tuscany-style dei Chianti Classico DOCG “Gallo Nero”. Indubbiamente, la piacevolezza di beva non è il punto forte di questo vino, che però farà la felicità di chi ama i rossi verticali, acidulo~sapidi, secchi e minerali. E magari, proprio loro, storceranno il naso👃 nel leggere il voto del parametro “piacevolezza”🙃, ma poi accetteranno il verdetto dell’algoritmo proprietario di Emotional Wines, che valuta questo Chianti Classico DOCG DueLame 2020 griffato Lamole di Lamole BUONO🏆🏆 ma non oltre, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Fa il vino Andrea Daldin, per il gruppo Santa Margherita [scopri qui la cantina].

etichetta 7,50 | colore 9,07 | profumo 8,02 | densità 8,28 | persistenza 8,93 | tipicità 8,74 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,16 | retrogusto 8,14 | ribevibilità 8,18 | prezzo 8,70 | piacevolezza globale 7,65
PUNTEGGIO TOTALE 99,89

mi ha emozionato perché è fresco, minerale e acidulo

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aLLa SCoPeRTa DeL GRoPPeLLo 2021 Di Ca’ BiaSi…

… una cantina dalle storiche origini contadine [scoprila qui], ubicata sui colli di Breganze, nel vicentino. Il Rosso del Veneto IGT Groppello 2021 si presenta di un bel rubino brillante alla vista, mentre al naso è un bouquet di fiori, fragoline e frutti rossi. Attacco in bocca d’inaudita freschezza e acidità, per un rosso dalla struttura esile ma dotata di buona persistenza aromatica: il vitigno autoctono groppello è gestito da Innocente della Valle – enologo e proprietario di Ca’ Biasi – con sapiente equilibrio, riuscendo ad amalgamare piacevolmente le fresche note fruttate con quelle più astringenti e acidule, per un Groppello che alla fine risulta STRABUONO e quindi meritevole delle 3 coppe🏆🏆🏆. Da segnalare il voto maximo alla voce riBevibilità, punto di forza di questo gustoso rosso vicentino, perfetto da bere refrigerato – A Mio Modesto Avviso, intorno ai 10° – in un’apericena d’estate.

etichetta 8 | colore 8,87 | profumo 8,41 | densità 7,92 | persistenza 8,52 | tipicità 8 | struttura 7,74 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,06 | ribevibilità 10 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,40
PUNTEGGIO TOTALE 101,86

mi ha emozionato perché è fragrante, fruttato e beverino

Pubblicato in: vino rosso

NoSTRuM 2019 DaViNuM: iL SuPeRTuSCaN iNaTTeSo

[surprise maggiolina] Oggi gironzolo per i boschi e i vigneti di Castefiorentino, nella zona a Sud della provincia di Firenze, non lontana dal confine con quella senese. Scopro, per caso, una piccola e recente realtà vitivinicola, dotata di una cantina che affascina subito al primo colpo d’occhio [vedi foto👇].

L’azienda si chiama Davinum [scoprila qui] e l’assaggio odierno verte sul rosso Nostrum 2019, un supertuscan realizzato da Cristian Nardi – nel doppio ruolo di agronomo ed enologo – con un blend di uve che m’incuriosisce non poco: oltre a sangiovese e merlot, anche foglia tonda e pugnitello(😳). Il vino si presenta al naso con bei profumi di frutti rossi e prugne cotte, mentre alla vista è rosso rubino scurissimo, con lievi venature granato. Ma è in bocca che sorprende! Concentrazione di frutto e complessità di sapori, già stordiscono le papille linguali: c’è una polposità materica che si appoggia ad una rotonda morbidezza di fondo, senza eguali. La struttura è da rosso toscano “importante”, con una persistenza aromatica lunghissima e un retrogusto semplicemente al TOP della tipologia. Cosa aggiungere? Coupe de foudre😍 – amore a primo assaggio – per il Rosso Toscana IGT Nostrum 2019 INEGUAGLIABILE, che guadagna la fascia maxima degli specials, convincendo ed emozionando. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 a sorpresa per questo supertuscan di Davinum!
Post Scriptum: anche il prezzo – sotto i 30€ – e il tappo – in vetro😱, a preservare in purezza il profilo aromatico – sono sorprendenti!

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,22 | densità 9,61 | persistenza 10 | tipicità 9,27 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,10

mi ha emozionato perché è morbido, succosissimo e fruttato

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ToRRe Di CePaRaNo 2015: iL SaNGioVeSe SuPeRioRe RiSeRVa DeLLa FaTToRia ZeRBiNa

Maria Cristina Geminiani è una delle donne del vino che, da oltre 2 decenni, si è messa in luce – nella doppia veste di enologa e proprietaria della Fattoria Zerbina – con la splendida versione del “Sauternes di Romagna” Scaccomatto: un Albana Passito che ho assaggiato una 20ina di anni fa, capace di scrivere la storia dei vini muffati italiani (proximamente su questi schermi). Avrete intuito che oggi siamo a Marzeno, nel ravennate, dove nasce il sangio citato nel title: alla vista è rubino intenso a tinte scure, mentre al naso è ciliegia sotto spirito, con un touch di rabarbaro e note boisé sullo sfondo. Ma è in bocca, che il Torre di Ceparano esprime tutto il suo potenziale: è fruttato e mooolto succoso, per una pienezza di sorso piacevolmente tannico, dotato di persistenza lunghissima, con il consueto, impeccabile, finale amaricante tipico della DOC. Non c’è molto altro da aggiungere, quando un vino come questo Sangiovese Superiore Riserva 2015 griffato Fattoria Zerbina [scoprila qui], convince in tutti i parametri gusto~olfattivi ed invoglia al 2° sorso, al 3° sorso, al 4° sorso, ops😱… bottiglia vuota!🤪
Post Scriptum: nell’ebbrezza, mi ero dimenticato di dire che questo Torre di Ceparano è un CAPOLAVORO di alto livello, che stramerita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tanto di cappello🎩 (chapeau!) per Maria Cristina Geminiani, che lo realizza.

etichetta 9,75 | colore 9,56 | profumo 9,37 | densità 9,52 | persistenza 9,41 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 115,16

mi ha emozionato perché è fruttosamente succosissimo e aromaticamente persistentissimo [Rimatore Seriale😁]

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CHiaNTi CLaSSiCo 2015 PoDeRe Le CiNCioLe

Una bottiglia dimenticata in cantina, ritrovata per caso e subito stappata, con il dubbio che fosse ancora in perfetto stato organolettico, a distanza di ben 8 anni dalla vendemmia: è l’assaggio di oggi, emozionante e sorprendente. Siamo a Panzano in Chianti, nel cuore della Toscana, immersi in quei deliziosi vigneti che danno vita ad un Chianti Classico che più classico non si può. Il vino, di un bel rubino sgargiante alla vista (dopo 8 anni?!), scende nel calice emanando profumi di bosco, frutti neri ma anche funghi e terriccio. Attacco in bocca aggressive, con un tannino astringente e fragrante che è il punto di forza di questo rosso toscano mooolto tipico. Gli anni non si sentono: sembra di essere davanti ad un Chianti fin troppo giovane e ruspante, che avrebbe bisogno di qualche ulteriore anno di riposo in bottiglia😳 per esprimere tutte le potenzialità del sorso😱. Forse il duo enologico Paolo Salvi~Luca Orsini ha trovato la ricetta dell’elisir di lunga vita😁. O forse è merito delle “coccole” ricevute dagli acini in vigna, elargite generosamente da Ruggero Mazzilli, l’agronomo de Le Cinciole [scopri qui la cantina]. Fatto sta che questo Chianti Classico DOCG 2019 si accaparra, in scioltezza, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 relative alla fascia CAPOLAVORO. Un vino da applausi👏 👏 👏!

Post Scriptum: da segnalare l’etichetta perfetta, grazie alla dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato dai viticoltori” in regime BIO certificato. Podere Le Cinciole è una cantina “vignaiola indipendente”😁 aderente alla FIVI.

etichetta 10 | colore 9,73 | profumo 8,47 | densità 9,08 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 9,44 | ribevibilità 9,07 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,50

mi ha emozionato perché è genuinamente tannico e gustoso

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ViGNa DeLLo SPeRoNe 2020: iL SaNGio Di RoMaGNa GuSToSo eD eCoNoMiCo

Lo realizza Treré, a Faenza, con Massimiliano Fabbri a curare le vigne ed Emiliano Falsini a fare il vino. E che vino! All’immediatezza e alla piacevolezza dei sangio romagnoli siamo tutti ormai abituati: il livello medio di questa DOC, negli ultimi anni, ha alzato l’asticella della qualità senza speculare sui prezzo di vendita. E il cru Vigna dello Sperone 2020, il Sangiovese Romagna DOC in assaggio oggi, ne è un virtuoso esempio: di un bel rubino sgargiante alla vista, con profumi di prugna cotta, ribes e rabarbaro, all’olfatto, è al gusto che dà il meglio di sé. Attacco in bocca un filo aggressive, poi il sorso si fa pieno, succoso, ricco di frutta; la struttura è media, ben supportata da un tannino rustico ma piacevole, perchè comunque c’è morbidezza e rotondità di beva, con una valida persistenza aromatica, che chiude con le tipiche note amarognole del vitigno e un retrogusto intenso, ma non lunghissimo. Tirando le somme e considerando che quest’etichetta sta sotto i 10€, direi che il Sangiovese Superiore Romagna DOC Vigna dello Sperone 2020 targato Treré [scopri qui la cantina] straborda in fascia alta STRABUONO con 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti e con un punteggio globale non lontano dalla fascia superiore. Tanto di cappello👒 a Morena Trerè, coadiuvata da suo figlio Max, sia per il vino che per il fascinoso agriturismo circondato dai vigneti. Oibò, a ben pensarci, già nel cognome – TreRé – si prospetta il destino del viandante che capita in questo luogo: dopo aver mangiato, bevuto e dormito… ti senti 3 volte👑Re! (😜)

etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 8,73 | densità 9,06 | persistenza 8,77 | tipicità 9,30 | struttura 8,64 | discesa in gola 9 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 107,51

mi ha emozionato perché è rusticamente succoso e fruttato

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ViGNa PeDaLe 2016: NuoVa aNNaTa, NuoVo aSSaGGio

Riassaggio del Castel del Monte Riserva DOCG griffato Torrevento [scopri qui le cantine], 2 anni dopo averlo “scoperto” su questi schermi. L’annata del secolo, la duemila16, m’incuriosisce e mi porta a scommettere su un upgrade emozionale a favore dell’assaggio odierno: vediamo se sarà davvero così. Alla vista, rosso rubino scuro e impenetrabile; al naso, more, fragole, mirtilli e rabarbaro. Ma è al palato che esce fuori l’anima di questo rosso pugliese: sorso materico ma di inusitata morbidezza, di grande rotondità, con un tannino impercettibile ma presente in sottofondo, a sorreggere la struttura di questo Vigna Pedale 2016 CAPOLAVORO bis. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 per una riconferma, ad alto livello, di questo Castel del Monte Riserva DOCG by Torrevento. Fa il vino Leonardo Palumbo, supportato in vigna da Leonardo Tarricone. Bravi👏👏👏!

etichetta 7 | colore 9,48 | profumo 8,97 | densità 9,46 | persistenza 9,12 | tipicità 9,32 | struttura 9,15 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,71 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 110,38

mi ha emozionato perché è suadente, di grande morbidezza e rotondità

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PaLaZZo Di VaRiGNaNa: iL PiNoT NeRo Ha TRoVaTo CaSa…

…in Emilia-Romagna. Per la precisione, a Castel San Pietro Terme, nel bolognese. Non è la prima volta che un vitigno internazionale trova casa, nuova vita, potenziale (e terroir) nella nostra penisola. Non è nemmeno strano, che i risultati di tale “accrocchio agronomico”😁 regalino bottiglie dal fascino gustativo particolare, che spesso non hanno nulla da invidiare ai vini borgognoni originari. Come nel caso del Rubicone IGT Pinot Nero 2021 griffato Agrivar by Palazzo di Varignana [scoprilo qui]: profumato di more e prugne cotte, è al palato che stupisce per una morbidezza fascinosa supportata da un tannino impercettibile – ma ben presente in sottofondo – che alla fine sfocia in una piacevolezza di beva davvero gustosa ed emozionante. A tratti, si sente la mancanza di un touch acido~salino che renderebbe il sorso ancor più intrigante, ancor più invogliante la RiBeva. Detto questo però, averne di vini a questo livello qualitativo! 3 coppe 🏆🏆🏆 strameritate per un Pinot Nero STRABUONO, senza se e senza ma, perlopiù vicinissimo all’aggancio della fascia superiore.

etichetta 7 | colore 8,96 | profumo 8,61 | densità 8,85 | persistenza 9,12 | tipicità 9,41 | struttura 8,77 | discesa in gola 9,46 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45
PUNTEGGIO TOTALE 107,87

mi ha emozionato perché è morbido, succoso e beverino

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Sa Di CiLieGia🍒 e SPeZie: è iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 FiRMaTo BiNDeLLa

È proprio così: il proprietario della Tenuta Vallocaia [scoprila qui], Rudi Bindella, appone la propria firma sulla controetichetta di questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018, realizzato dal duo agronomico~enologico Giovanni Capuano~Andrea Scaccini. È un Nobile di nome e di fatto, perchè al palato si presenta con un piglio aristocratico tutto suo: la struttura è importante eppure non colpisce al 1° sorso; idem dicasi per la persistenza, che sembra giocare a nascondino. Eppure, sorso dopo sorso, esce fuori la vera anima di questa deliziosa – e talvolta sottovalutata – DOCG toscana: la classe e l’eleganza innata, in un vino che evolve e tende a migliorare, mano a mano che riempiamo nuovamente il calice. Non capita spesso che un vino riesca ad ammaliarti solo quando la bottiglia è ormai vuota, ma quando capita – come in questo caso – capisci di trovarti dinanzi ad un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che non ti aspetti. Peccato sia finito😭!

etichetta 8 | colore 9,17 | profumo 9,19 | densità 9,28 | persistenza 9,11 | tipicità 9,22 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,72 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,09

mi ha emozionato perché è semplicemente elegante e fascinoso

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PRiMo SeGNo 2019: iL SaNGioVeSe SuPeRioRe Di ViLLaVeNTi

Nei miei giri boschivi🐻 ci capito spesso d’estate, nella Riviera Adriatica e sui suoi colli: ed è vicino a Longiano, in quel di Roncofreddo, che nasce il sangio romagnolo in assaggio oggi. Sto parlando del Primo Segno 2019, un vino certificato BIO🍃, che fa della mineralità e della freschezza, i suoi 2 punti di forza: in bocca è di una pulizia estrema, con un’acidità pronunciata, ma perfettamente integrata in un sorso di bella fragranza e frutto. Primo Segno è quindi un Sangiovese Superiore Romagna DOC dotato di spiccata tipicità e ben realizzato dall’enologo Francesco Bordini per Villa Venti. A tratti, però, si sente la mancanza di una concentrazione di frutto più materica, più polposa; ma forse si andrebbe a stravolgere lo stile di un sangio STRABUONO🏆🏆🏆 così com’è, più elegante che potente, più asciutto e scorrevole, che non succoso.
Post Scriptum: etichetta bella e accuratamente realizzata, da voto maximo; controetichetta da voto minimo, per la scritta “imbottigliato da~per conto di”…

etichetta 6,50 | colore 8,87 | profumo 8,30 | densità 7,97 | persistenza 8,29 | tipicità 8,97 | struttura 8,47 | discesa in gola 9,68 | retrogusto 8,34 | ribevibilità 10 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 104,19

mi ha emozionato perché è genuinamente elegante e beverino

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DaLLa SiCiLia, uN FaRo RoSSo DoC LuMiNoSiSSiMo…

… di un bel color mattone sgargiante (stiamo parlando dell’annata 2015), che impatta al naso con profumi di frutti neri e caffè, per poi sorprendere il palato con una finezza gustativa di grande tipicità. A tratti, questo Faro DOC griffato Le Casematte [scopri qui la cantina], mi ha ricordato i rossi valtellinesi e piemontesi, sia per l’elegante finezza di sorso, che per la leggerezza eterea della trama tannica. Eppure Carlo Ferrini – sì, proprio lui, nella doppia veste di agronomo ed enologo – riesce con un blend di nerello mascalese + nerello cappuccio + nero d’Avola + nocera (quindi, vitigni siciliani) a tirar fuori un CAPOLAVORO in rosso, che non ha nulla da invidiare all’eleganza dei “classici” valtellinesi/piemontesi. Sarà merito del mare e delle sue brezze, che lambiscono le viti ubicate in altura nell’estremo Nord-Est della Sicilia, donando al vino una fresca sapidità unica? Sarà che Andrea Barzagli (sì, proprio lui, l’ex difensore bianconero e azzurro) comproprietario de Le Casematte insieme a Gianfranco Sabbatino, abbia chiesto a Ferrini di creare dei vini miracolosi? Sarà quel che sarà, ma questo Faro 2015 vola davvero a quota alta, con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti. Strameritandosi applausi 👏 👏 👏 scroscianti!

etichetta 7 | colore 9,01 | profumo 8,97 | densità 8,72 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,61 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,09

mi ha emozionato perché è un rosso elegante, di grande finezza

Pubblicato in: vino rosso

SaN FeRDiNaNDo 2018: iL SaNGio Di ToSCaNa iN PuReZZa

Gironzolando per i boschi della Valdichiana, nell’aretino, mi ritrovo in quel di Ciggiano, sede della Fattoria San Ferdinando: qui la famiglia Grifoni, fin dal 1850 produce olio e vino. La Fattoria (scoprila qui) è nota per la capacità di saper tirar fuori il meglio dai cosiddetti “vitigni minori”, quali il ciliegiolo e il pugnitello. Ma nell’assaggio odierno, è di scena il Sangiovese IGT 2018, vinificato in purezza e lasciato a maturare per 1 anno e mezzo in botte grande di rovere francese: fa il vino Simone Zucchetti, nella duplice veste di agronomo ed enologo. Questo sangio toscano si presenta nel calice, denso e ricco di archetti, di colore rosso rubino profondo, con bei profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia🍊 tarocco, al naso. Attacco in bocca elegante e di bella morbidezza, poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, mostrando i muscoli💪 del vitigno, ma mantenendo una rotondità davvero piacevole, senza farsi mancare una rinfrescante acidità sul finale di beva. Persistenza intensa ma non lunghissima, retrogusto coerente con il sorso, per questo Sangiovese IGT 2018 griffato San Ferdinando STRABUONO💘 di fascia alta, non lontano dalla fascia superiore. Ora la curiosità si fa incalzante: come saranno il Pugnitello e sopratutto il Ciliegiolo, cavallo🐎 di battaglia della Fattoria?

etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 8,93 | densità 9,37 | persistenza 8,56 | tipicità 8,32 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,95 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,58

mi ha emozionato perché è materico e morbidamente rotondo

Pubblicato in: vino rosso

MaLTeMPo 2017, iL MeRLoT uMBRo Dei CoNTi FaiNa

Una cantina umbra con alle spalle una storia secolare di vini e viticoltura [scoprila qui] è di scena nell’assaggio odierno: un rosso a base di merlot in purezza, subito intrigante al naso – more di rovo e ribes selvatico – ma soprattutto al palato. C’è succosità materica, c’è una bella vinosità fruttata, che impatta con uno stile rustico ma genuino, le papille linguali; si tratta di un rosso di spiccata tipicità, generoso e beverino, che conquista per una piacevolezza a tutto tondo, fin dal 1° sorso. Direi che questo Merlot IGT Maltempo 2017 griffato Conti Faina si posiziona con facilità in piena fascia STRABUONO, con il doppio bonus di 2 carte jolly🃏 giocate con maestria da Maurilio Chioccia, l’enologo della cantina: l’immediatezza di beva e il costo, sotto i 15€. 3 coppe🏆🏆🏆 ben meritate.
Post Scriptum: il voto quasi maximo all’etichetta non è determinato certo dall’accuratezza grafica della stessa, invero abbastanza anonima, ma dalla bellissima citazione del Carducci (anche se hanno copiato spudoratamente😁 l’incipit del mio PRELUDIO) e, soprattutto, dal fatto che il vino sia integralmente prodotto e imbottigliato in loco. Bravi!

etichetta 9,75 | colore 8,47 | profumo 8,11 | densità 8,79 | persistenza 8,31 | tipicità 8,71 | struttura 8,43 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 104,87

mi ha emozionato perché è succoso, piacevolmente rustico e beverino

Pubblicato in: vino rosso

PiCCoLa DoC + MiCRo aZieNDa aGRiCoLa = MoNTeCaRLo RoSSo 2020 PoDeRe SGReToLi

Oggi scopriamo una DOC toscana “minore” rispetto ai grandi numeri di Chianti, Bolgheri, Brunello, etc.: siamo in lucchesìa, nel borgo medievale di Montecarlo, ove sui suoi colli intravediamo qualche ettaro di vigneto di proprietà del Podere Sgretoli, con le cui uve vengono prodotte qualche migliaio di bottiglie di Rosso e di Bianco. Il Montecarlo Rosso DOC 2020 in assaggio oggi, si presenta di un bel colore rubino scuro accattivante, con profumi di ciliegie🍒 e more di rovo stramature, al naso. Al palato si presenta polposo, materico (non filtrato?), ma soprattutto dotato di una gustositá e di una piacevolezza di beva, che non ti aspetteresti mai da una bottiglia che viene via a meno di 10€. A tratti, mi ha ricordato alcuni rossi ilcinesi, anziché poliziani, rispetto ai quali – forse – ha da invidiare soltanto una maggior eleganza di beva e un tannino più “educato”. Ma Riccardo Nacchi, che fa il vino per Podere Sgretoli [scoprilo qui], riesce nell’impresa di fare un piccolo grande CAPOLAVORO a tinte rustico~genuine (non a caso la cantina fa parte del gruppo FIVI/Vignaioli Indipendenti) e ad agguantare, di precisione, le meritate 4 coppe 🏆🏆🏆🏆.

etichetta 9,75 | colore 9,11 | profumo 8,50 | densità 9,20 | persistenza 8,32 | tipicità 8,61 | struttura 8,31 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 108,18

mi ha emozionato perché è materico, polposo e gustoso

Pubblicato in: vino rosso

SiLio 2021, iL CiLieGioLo iN PuReZZa Di GRaNDe FReSCHeZZa

La domanda sorge spontanea: c’è per caso lo zampino di Rimatore Seriale nel title dell’assaggio odierno?🤔 La risposta vi sorprenderà: NO, il mio (folle😁) alter ego non c’entra niente con la stesura del title. C’entra invece lo stile o, per esser più precisi, la passione e la ricerca di Riccardo Lepri – patron della Tenuta Montauto – per la mineralità (che fa rima con freschezza e sapidità) nei vini. Siamo a Manciano, nel cuore della Maremma grossetana, terra di rossi tannici e possenti, spesso realizzati a base di sangiovese (v. Morellino di Scansano) o vinificati in purezza, come molti supertuscan e come nel caso del Ciliegiolo Toscana IGT Silio 2021. Il quale però, alla gustativa, sorprende proprio per un sorso tuttofrutto dotato di una freschezza che non ti aspetti: di color rosso ciliegia🍒 e profumato di frutti rossi in confettura, al palato è scorrevole, beverino, fruttato e dannatamente fresco. Non a caso, la Tenuta Montauto [scoprila qui] ha una predilezione naturale per i bianchi e per una cifra stilistica volta ad esaltare la freschezza nei vini; una peculiarità – rara in queste zone – fortemente voluta dal Lepri, con “l’approvazione” enologica di Fabrizio Moltard. Morale della favola: se non sopportate i vini corposi, tannici, strutturati, persistenti, il Silio 2021 sarà il vostro rosso preferito. Nel caso opposto, resterete comunque sorpresi – in positivo – da questo Ciliegiolo STRABUONO che merita ampiamente 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti.

etichetta 9,75 | colore 8,92 | profumo 8,59 | densità 8,38 | persistenza 8,23 | tipicità 8,82 | struttura 8,32 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,24 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 106,38

mi ha emozionato perché è fruttatissimo e freschissimo

Pubblicato in: vino rosso

RoSSo Di MoNTaLCiNo 2019 SaN PoLo: uNa SoRPReSa…

…non certo positiva, almeno a primo impatto. Premessa: chi scrive, è appassionato della tipologia da almeno 20 anni, quindi il giudizio dell’assaggio odierno è ponderato da una lunga esperienza di beva dei rossi ilcinesi. Che non sono tutti uguali – e menomale, viva le diversità! – ma che non possono (e non devono) distaccarsi troppo da una tipicità dettata dal trittico “vitigno, disciplinare, territorialità”. Giusto? Forse no, dato il carattere del Rosso di Montalcino DOC 2019 certificato biologico🍃 e griffato San Polo [scopri qui la cantina], lontanissimo da precedenti assaggi della stessa denominazione, di altre cantine. Ma andiamo con ordine: già al colore rimango basito, scorgendo nel calice un vino di color rubino scarico con nuance granato, di bassa densità vinosa. All’olfatto non appassiona, percependo profumi più balsamici che fruttati. Attacco in bocca molto timido, poi però esce fuori l’anima del sorso: poca potenza, ma validi accenni di finezza ed eleganza di beva, che però non riesco proprio ad associare alla polposità e alla struttura tipiche del sangiovese. Sì, è vero che qui siamo in presenza di vigneti posti in altitudine, ma con tutta l’apertura mentale che ho nei confronti dei primi assaggi di quei vini “di difficile complessità e/o comprensione”, non mi pare questo il caso. L’alcol non è percepibile – per questo parametro, voto maximo – ma contemporaneamente manca la vinosità, manca la ricchezza di frutto (e il fatto che io ami le sovraestrazioni e i vini materici, non cambia di una virgola il ragionamento), sostituite da fragranza e scorrevolezza di sorso , per un Rosso di Montalcino DOC 2019 appena BUONO🏆🏆 ma beverino, qual è questo vino realizzato da Riccardo Fratton – nella duplice veste di agronomo/enologo – per San Polo. Ma mi aspettavo mooolto di più da un vino di tale DOC… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: la controprova visiva della veridicità di questo assaggio è il rivolo di vino che è scivolato giù sulla parte alta dell’etichetta. Che, normalmente, sarebbe dovuto apparire come una colorita scia scura, altre volte già vista – qui sul blog – in precedenti foto di altri assaggi “macchiati”😁. In questo caso, la traccia di vino è visibile a malapena…(si guardi in alto a sx dell’etichetta)
Post Scriptum bis: etichetta seriosa d’impeccabile eleganza, con una controetichetta “archetipo” di come dovrebbe essere sempre, cioè informativa e dettagliata (👍🏻).

etichetta 8,50 | colore 6,08 | profumo 7,42 | densità 6,01 | persistenza 7,87 | tipicità 6,05 | struttura 7,61 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,72 | ribevibilità 9,01 | prezzo 7,45 | piacevolezza globale 6,90
PUNTEGGIO TOTALE 90,62

mi ha emozionato perché è fragrante e scorrevolmente beverino