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🥂eXPo RePoRT

DATE : : 7~10 Settembre 2023

LOCATION : : Greve in Chianti

EVENT : : 51° Expo del Chianti Classico

Ciao Expo! alla prossima…

🥂

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SeRPaRa, iL CRu Di aGLiaNiCo DeL VuLTuRe CHe Sa aMMaLiaRe…

… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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MoNTeCuCCo RoSSo 2013 La LeCCiaia, uN ToSCaNo CHe…

…ammalia fin dal 1° sorso: di colore rosso scurissimo impenetrabile, dai profumi di more, ribes e un touch di tabacco, entra in bocca con una struttura polposa e concentrata, per poi sfoderare un’intensa persistenza aromatica e un retrogusto tabacco~cioccolatoso decisamente intrigante. La Lecciaia [clicca qui], cantina ilcinese di proprietà di Mauro Pacini dal 1983 – già scoperta su questi schermi con il Sassarello [leggi qui l’assaggio] – si è poi espansa 20 anni fa acquisendo un vigneto di 90 ettari in quel di Campagnatico, nella Maremma grossetana. Ed è proprio da lì che proviene il Montecucco rosso DOC 2013, CAPOLAVORO🏆 inatteso e sorprendente, dato anche il prezzo al pubblico che resta sotto i 10€, proiettando quest’etichetta nel gotha degli “emotional wines” meno costosi. Chissà che il 6 Gennaio 2023 – consueto appuntamento annuo con la premiazione dei migliori assaggi – non capiti di trovare il Montecucco de La Lecciaia in cima alla classifica dei vini con il miglior rapporto emozioni-prezzo: lo scopriremo solo bevendo…😛

etichetta 9,21 | colore 9,54 | profumo 9,18 | densità 9,02 | persistenza 9,56 | tipicità 8,97 | struttura 9,29 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 9,16 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 111,93

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MeTTi uN PoMeRiGGio Di MeZZa eSTaTe a DeGuSTaRe ViNi…

… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)

Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).

Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.

Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).

Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳

Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.

Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.

(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)

Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.

(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)

Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!