Pubblicato in: vino rosso

oRioLo 2016: L’aSSaGGio DeL SaNGioVeSe RoMaGNoLo…

...firmato I Sabbioni, mi intriga non poco. In primis, perché l'annata 2016 è una garanzia; in secundis, perché l'uva🍇 sangio che cresce in Romagna è spesso vinificata in purezza (a differenza di quanto avviene in Toscana) e si fa apprezzare per una succosità e una gustosità tutta sua. Ma "entriamo" in assaggio: l'Oriolo si presenta di rosso scuro vestito, con profumi netti di ciliegia, rabarbaro e mirtillo nero selvatico. Attacco in bocca lievemente più secco e tannico del previsto: controllo la temperatura (9°) e mi accorgo che serve un'oretta abbondante di acclimatamento, per poter degustare il vino intorno ai 13~15° (fidatevi, è la temperatura giusta per il sangio!).
E ora ci siamo: il termometro segna 14,6°C, le papille linguali percepiscono un vino di valida densità, materico, con un letto di prugne, ribes e amarene🍒 "ad aprire le danze". La struttura è impeccabile, in un equilibrio frutto/tannino di alto livello: se avessi bevuto questo rosso romagnolo in un "test alla cieca", avrei potuto tranquillamente scambiarlo per un supertuscan dal costo stellare. E a proposito di prezzo... io l'ho comprato a meno di 20 €uro, ma sono pronto a scommettere che questo Oriolo 2016 farebbe vedere i sorci verdi ai cd. "vini iper-costosi": 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti! Unico neo in questo "quadretto aulico" è la scritta sulla controetichetta🤬: 《imbottigliato da ITFC179 per conto de I SABBIONI》. Post Scriptum: ora, dico... si può sapere chi è il produttore di questo CAPOLAVORO❓️ Mistero risolto: leggi sotto. Post Scriptum bis: la 5° coppa🏆 (mancata) è proprio colpa di tale mancanza di trasparenza. Post Scriptum ter: dalla regìa mi dicono che il produttore è Noelia Ricci/La Pandolfa. Non capisco perché nasconderlo pubblicamente e sostituirlo col codice SIAN...   
etichetta 6 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,73 | persistenza 9,51 | tipicità 9,86 | struttura 9,67 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,79
PUNTEGGIO TOTALE 113,74
Pubblicato in: vino rosso

Di NuoVo iN aSSaGGio iL CoNTaDo: SaRà La VoLTa BuoNa❓️

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto: attrazione fatale? autolesionismo? sfida verso se stesso?
C'eravamo già assaggiati😁, nel lontano Marzo 2021 - ai primi vagíti🐣 di questo blog - ma il risultato non fu emozionante, anzi. Vediamo allora cosa succede con il Contado "annata mitologica"🤩 e cioè con la 2016: al colore e al profumo, tutto tace. Nel senso che non ci sono differenze significative rispetto al precedente assaggio della versione 2014. Sottoponendo peró il Contado 2016 all'esame delle papille linguali - che non mentono mai😋 - escono fuori differenze sostanziali tra i 2 vini griffati Norante di Majo: stavolta l'attacco in bocca del rosso molisano è più generoso, nettamente più strutturato e polposo. Il maggior corpo, rende la beva anche più ricca di PAI - Persistenza Aromatica Intensa - che quindi regala un sorso lunghissimo, con note tabaccose sullo sfondo e una succosità invitante (alla beva e ribeva🤪).
Che altro aggiungere? Che questa volta Alessio Di Majo Norante - proprietario e agronomo dell'Azienda di Campomarino -  coadiuvato dal "solito" Riccardo Cotarella in cantina, ha trovato la quadra  per rendere il Contado 2016 un CAPOLAVORO senza se e senza ma, accaparrandosi 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate. 
Post Scriptum: rapporto qualità/emozioni/prezzo da 1° della classe!!!
etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,91 | densità 9,62 | persistenza 9,65 | tipicità 9,36 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,41 | retrogusto 9,67 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 112,91

Pubblicato in: vino rosso

Da uNa GRiFFe SToRiCa, oRMaNNi, uN CHiaNTi FaSCiNoSo…

... che già dal nome - Il Borro del diavolo - intriga e cattura. Oggi in assaggio un Chianti Classico che più classico non si può: la family che lo produce (Brini Batacchi) ha l'onere e l'onore di una storia vinicola che risale a 800 anni fa (😱) e che oggi si avvale in vigna del duo agronomico Ruggero Mazzilli e Salvatore Radesco coadiuvati in cantina dagli enologi Paolo Salvi e Niccolò Ferri. Cosa ne esce fuori? Una Riserva dotata di una personalità suadente e, contemporaneamente, rispettosa della storia dei Chianti Classico DOCG "Gallo Nero". Il Borro del Diavolo 2016 appare rosso scuro ma non scurissimo, profuma di more e ciliege🍒 con una coerenza di beva magistrale e, soprattutto, dotata di stre-pi-to-sa pulizia. Ed è proprio questa la cifra del Borro: una beva elegante, setosa, pulita, rigorosa, nel "binario" del più Classico dei Chianti DOCG Riserva. 4 coppe🏆🏆🏆🏆abbondanti per un vino toscano che sa di CAPOLAVORO storico. Chapeau! 👏👏👏👏
etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 9,17 | densità 8,98 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,65 | retrogusto 9,36 | ribevibilità 9,88 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,10

Pubblicato in: vino rosso

FoLoNaRi, NoZZoLe, La FoRRa, CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa: BuoNa La SeCoNDa?

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato, aristocratico e persistente

Pubblicato in: wine tasting

🥂eXPo RePoRT

DATE : : 7~10 Settembre 2023

LOCATION : : Greve in Chianti

EVENT : : 51° Expo del Chianti Classico

Ciao Expo! alla prossima…

🥂

Pubblicato in: vino bianco

MeNaSaSSo 2016, iL TRioNFo DeL LuGaNa RiSeRVa

mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, corposo e persistente

Pubblicato in: vino bianco

SeRRa FioReSe 2016: iL VeRDiCCHio SuPeRioRe Di GaRoFoLi

Un secolo non basta a raccontare la storia dei vini realizzati a Castelfidardo, nelle Marche, dalla family Garofoli. Di conseguenza, i Garofoli [scopri qui la Cantina] sono portatori sani di conoscenza, competenza, cultura, passione, nella vinificazione delle uve verdicchio (e non solo). Di scena oggi, l’annata 2016 del Verdicchio Superiore Serra Fiorese, un bianco marchigiano che ammalia immediatamente appena lo si versa nel calice: è giallo intenso dorato e profuma di frutta a polpa gialla stramatura, con la pesca🍑 tabacchiera in evidenza, contornata da miele e spezie. Sul palato è di struttura ricca, fruttata e di bella densità, a preannunciare un sorso d’inusitata eleganza e piacevolezza di beva, con una persistenza lunghissima e un retrogusto che lascia ben impresso sulle papille linguali, i sapori e le emozioni di un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore INEGUAGLIABILE, grazie ad una cremosità e una ricchezza di beva fuori dall’ordinario, davvero suuuper. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate a Carlo Garofoli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, che ha saputo valorizzare al meglio questa fascinosa annata 2016 del cru Serra Fiorese. Applausi👏👏👏 scroscianti e interminabili…👏👏👏

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,77 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,77

mi ha emozionato perché è cremoso, suadente, di straordinaria ricchezza di sorso

Pubblicato in: vino rosso

iL “MiRaCoLoSo” MoNTeFaLCo RoSSo Di aDaNTi, VeRSioNe 2016

A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗!
Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)

etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 113,06

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente

Pubblicato in: vino rosso

LuCCHeRo 2016, uN GuSToSo aGLiaNiCo CaMPaNo

Oggi siamo a Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, sede della Cooperativa vitivinicola La Guardiense [scoprila qui], che realizza l’Aglianico Sannio DOP Lucchero 2016 della linea “Janare”, in assaggio oggi. Che si presenta di un bel rubino profondo alla vista e dotato di una bella complessità di profumi: su uno sfondo boschivo~terroso, si percepiscono ciliegie🍒 sotto spirito, note legnose, un touch di tabacco biondo e un pouffe speziato~balsamico che evoca il cardamomo. Attacco in bocca di notevole finezza, sapido ma materico, succoso, con una deliziosa morbidezza di sorso, ben sostenuta da un tannino presente ma mai sopra le righe, di piacevole equilibrio gustativo. A tratti, si potrebbe desiderare una struttura più complessa e una persistenza aromatica più intensa; anyway siamo dinanzi ad un CAPOLAVORO dallo strepitoso rapporto emozioni/prezzo, perchè il Lucchero 2016 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] viene via ad un prezzo mooolto più basso delle forti emozioni che regala e quindi, tirando le somme, si stra-merita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆, seppur raggiunte di precisione.
Post Scriptum: se il Lucchero 2016 è così dannatamente emozionante, sarà (anche) merito di Riccardo Cotarella, che coadiuva l’enologo Marco Giulioli, nella realizzazione di questo vino? 🤔

etichetta 8 | colore 9,05 | profumo 9,19 | densità 9,62 | persistenza 8,27 | tipicità 9,51 | struttura 8,33 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 9,25 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,19

mi ha emozionato perché è succoso, morbido e incredibilmente low~cost

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Di MaTeLiCa CaMBRuGiaNo RiSeRVa 2016

Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁.
Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,48

mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant

Pubblicato in: vino dolce

ReDeNTo 2016: iL MoSCaTo PaSSiTo CoN uN NoMe iMPoRTaNTe

Con quest’assaggio, siamo al 4° vino (sul blog) griffato Caudrina, cantina “moscatista”😁 piemontese che in etichetta riporta sempre il nome del proprietario, Romano Dogliotti, papà di Alessandro (in cantina) e Sergio (in vigna). Ma il fondatore, 80 anni fa, di questa bella realtà cuneese [scoprila qui] – siamo sui dolci colli di Castiglione Tinella – è Redento Dogliotti: ed a lui è dedicata l’etichetta di oggi, il Moscato Passito Piemonte DOC Redento 2016. Che si presenta giallo oro antico, alla vista e profumato di caramella d’orzo, miele e frutti tropicali stramaturi, al naso. Attenzione⚠️, questa versione di Moscato, pur non avendo le bolle (quelle le trovate ne La Selvatica, La Caudrina, La Galeisa), riassume in sé l’essenza della tipologia, quasi a voler mandare il messaggio “il nonno vince”😜. E infatti, al palato, è stratosferico per ricchezza di frutto, bilanciamento zuccheri~acidità, persistenza (lunghissima), retrogusto (strepitoso). Eppure, voglio svelarvi un segreto: io, il Redento, l’avevo già assaggiato anni fa e non mi aveva folgorato; buono, sì, ma non oltre. È in questa versione 2016 che supera se stesso, sfoderando profumi e soprattutto una beva, che lo proiettano direttamente nell’Olimpo dei migliori vini assaggiati su questo blog. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 dolcissime ed emozionanti per l’INEGUAGLIABILE Redento 2016 griffato Caudrina. Applausi 👏 👏 👏, ancora una volta, per la family Dogliotti.
Post Scriptum: augurissimi per una Dolce🥚Pasqua 2023🥂!

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,43 | densità 10 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,17 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,11

mi ha emozionato perché è sontuosamente fruttato, succoso, persistente

Pubblicato in: vino rosso

ViGNa PeDaLe 2016: NuoVa aNNaTa, NuoVo aSSaGGio

Riassaggio del Castel del Monte Riserva DOCG griffato Torrevento [scopri qui le cantine], 2 anni dopo averlo “scoperto” su questi schermi. L’annata del secolo, la duemila16, m’incuriosisce e mi porta a scommettere su un upgrade emozionale a favore dell’assaggio odierno: vediamo se sarà davvero così. Alla vista, rosso rubino scuro e impenetrabile; al naso, more, fragole, mirtilli e rabarbaro. Ma è al palato che esce fuori l’anima di questo rosso pugliese: sorso materico ma di inusitata morbidezza, di grande rotondità, con un tannino impercettibile ma presente in sottofondo, a sorreggere la struttura di questo Vigna Pedale 2016 CAPOLAVORO bis. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 per una riconferma, ad alto livello, di questo Castel del Monte Riserva DOCG by Torrevento. Fa il vino Leonardo Palumbo, supportato in vigna da Leonardo Tarricone. Bravi👏👏👏!

etichetta 7 | colore 9,48 | profumo 8,97 | densità 9,46 | persistenza 9,12 | tipicità 9,32 | struttura 9,15 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,71 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 110,38

mi ha emozionato perché è suadente, di grande morbidezza e rotondità

Pubblicato in: vino bianco

iN aSSaGGio La VeRNaCCia Di SaN GiMiGNaNo RiSeRVa SaNiCe 2016…

…realizzata da Cesani e pluripremiata – proprio nell’annata scelta – con i 5 grappoli 🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda, i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, le 4 viti AIS Vitae, il Vino Slow per Slow Wine. Quindi penserete che “mi piace vincere facile”, giusto? Scopriamolo insieme, senza spoilerare alcunché e, anzi, fino alle 22:24 di domanisera – equinozio di primavera – non vi rivelo che…già all’olfatto si presenta tutta (bella) profumata di banana🍌, melone, pesca noce e un pouffe di anice sullo sfondo. Attacco in bocca elegante ma non travolgente, con una precisissima coerenza al fruttato bouquet olfattivo. Poi però, man mano che il vino raggiunge le papille linguali, per poi discendere in deglutizione, avviene qualcosa di straordinario, di emozionante, di indescrivibile: l’intensità della persistenza aromatica e la struttura vinosa del sorso – pepato, sapido e minerale – cresce vertiginosamente, salendo al livello di eccellenza assoluta. Caxxo, ops, chapeau🎩 a quest’INEGUAGLIABILE bianco toscano, che ha scatenato in me un turbinìo di emozioni di beva: è letteralmente strepitoso (e inatteso, visto che all’attacco in bocca, giocava a nascondino). Al già ricco palmarès della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2016 BIO🍃 griffata Cesani [scopri qui la cantina] – accudita in vigna da Fernando Sovali e in cantina da Paolo Caciorgna – aggiungere le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines, please😍.
Post Scriptum: prendere nota che Sanice 2016 è il 2° vino sotto i 21€, che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, normalmente tipica degli specials “under 42€”. Applausi 👏 👏 👏!

etichetta 8,50 | colore 9,63 | profumo 9,36 | densità 9,12 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,08

mi ha emozionato perché ha una persistenza aromatica d’intensità infinita

Pubblicato in: vino rosso

PRaCHioSSo 2016, iL RoeRo Di aNGeLo NeGRo e FiGLi DaL 1670

Assaggio odierno pieno di storia: nelle Langhe – e più precisamente a Monteu Roero, nel cuneese – la family Negro produce vino da oltre 350 anni (!). Lo si evince anche dall’etichetta, che riporta il nome del fondatore – Gio Dominico Negro – oltre che dal livello di emozioni che scaturiscono dal Roero DOCG Prachiosso 2016. Appena versato nel calice, questo rosso piemontese appare di un bel granato con striature violacee; al naso, impattano effluvi di more, mirtilli e prugne cotte. Ma la parte più emozionante arriva alla gustativa: succosità fruttata e persistenza aromatica d’intensità indescrivibile, fanno da apripista ad una beva davvero convincente e soprattutto inattesa per un’etichetta che viene via a 15€ o poco più. Oltre ad una polposità “tattile” del sorso, si resta basiti dal mix morbido~acido, di rara eleganza, e dallo strepitoso retrogusto, che lascia davvero il segno sulle papille gustative, grazie ad una piacevolezza globale al TOP 🔝. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate per l’INEGUAGLIABILE Prachiosso 2016 firmato Angelo Negro [scopri qui la cantina], con un plauso aggiuntivo per il rapporto emozioni/prezzo difficilmente superabile.
Post Scriptum: prendere nota che Prachiosso 2016 è il 1° vino sotto i 21€ (e speriamo non sia l’ultimo!) che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, punteggio normalmente tipico degli specials nel range di prezzo 22~42€.
Post Scriptum bis: AMMA (A Mio Modesto Avviso) restano vacanti solo 2 premi – dei 3 disponibili – per gli Awards del proximo 6 Gennaio 2024, nella categoria “miglior rapporto emozioni/prezzo”😜…

etichetta 7 | colore 9,49 | profumo 9,67 | densità 9,88 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,04

mi ha emozionato perché è incredibilmente polposo e materico

Pubblicato in: vino rosso

2016: BaSTa “L’aNNaTa DeL SeCoLo” PeR FaRe Di oGNi ViNo uN CaPoLaVoRo❓️

È la domanda che mi sono posto stappando il Chianti DOCG Rosso di Terra 2016 griffato Ciaccioni. Facciamo un passo indietro… mi trovo casualmente a gironzolare🐻 nei boschi intorno a Chiusi, borgo senese dal sapore etrusco e mi chiedo:《cosa c’è di meglio di fare pausa vino?》Detto > fatto, mi ritrovo immerso nei meandri della cantina interrata dell’osteria~enoteca Il Grillo è Buoncantore [scoprila qui], guidata con mano sicura da Tiziana Tacchi, portatrice sana dell’alleanza Slow Food😋. Frastornato dal dubbio di quale bottiglia scegliere, invece di puntare su una determinata tipologia di vino, punto all’annata e decido di accattarmi una duemila16 di un Chianti “e basta”, cioè non appartenente alle principali zone della DOCG (Classico, Colli Senesi, Montalbano, Rufina etc.). Sinceramente, non avevo mai sentito parlare dell’Azienda agricola Ciaccioni e tantomeno di questo Chianti, acquistabile online a 13€ sul sito di RAVAZZI (clicca qui), che ne è anche l’imbottigliatore. Con curiosità, ma senza particolari aspettative, lo stappo… l’assaggio…ed è subito un tripudio di emozioni😍! Di colore rosso granato al calice, con profumi di more e prugne al naso, è in bocca che sorprende ed emoziona visceralmente per concentrazione di frutto e rotondità di sorso, regalando inattese sensazioni forti che invitano alla beva e alla ribeva. C’è poco altro da aggiungere, se non che questo Chiamti DOCG Rosso di Terra 2016 è un piccolo CAPOLAVORO💘 a basso prezzo, pur avendo agguantato la fascia di merito per pochissimi decimali (la solita zona crosspoint, che verrà ottimizzata da Gennaio ’23 grazie ad un upgrade dell’algoritmo). Ma non è che il merito va innanzitutto all’annata? Mi attanaglio nel dubbio…🤔
Post Scriptum: la sufficienza risicata alla voce etichetta è ovviamente causata dalla controetichetta… (v. PRELUDIO > Paragraph 2 > Aggiornamento Nov ’22)

etichetta 6 | colore 9,14 | profumo 8,68 | densità 8,52 | persistenza 9 | tipicità 8,23 | struttura 8,66 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 105,08

Pubblicato in: vino rosso

i VoLi Dei GRuCCioNi: CHe NoMe CuRioSo PeR uN SaNGioVeSe SuPeRioRe Di RoMaGNa…

…realizzato dall’azienda forlivese I Sabbioni: è il vino in assaggio oggi, nella versione 2016 alias “l’annata del secolo🥰”. Sangio dal colore rubino non troppo intenso, con delicati profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca garbato, impalpabile. Poi peró “i Gruccioni prendono il volo” e il sorso si apre a ventaglio sulle papille linguali, sfoderando una struttura sotto le attese, ma dotata di notevole morbidezza, con media persistenza e consueto, per la tipologia, retrogusto amarognolo a chiudere la beva di questo Sangiovese Superiore Romagna DOP I voli dei gruccioni 2016 STRABUONO💘, griffato I Sabbioni [scoprili qui]. Com’è consuetudine per i sangio di razza, una temperatura di servizio intorno ai 15~16°, riesce a regalare emozioni di beva più nitide. Unica nota stonata in questo bel quadretto d’insieme – che incide negativamente sul punteggio totale – è la dicitura in controetichetta “imbottigliato per conto de I Sabbioni da …”😒 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 6 | colore 8,34 | profumo 8,12 | densità 8,38 | persistenza 8,32 | tipicità 8,96 | struttura 8,32 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 8,78 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,25
PUNTEGGIO TOTALE 100,28

Pubblicato in: vino rosso

PoGGio a’ FRaTi 2016, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa…

…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Pubblicato in: wine tasting

MeTTi uN PoMeRiGGio Di MeZZa eSTaTe a DeGuSTaRe ViNi…

… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)

Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).

Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.

Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).

Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳

Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.

Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.

(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)

Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.

(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)

Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!

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SoLuS Di PiaNiRoSSi, iL SuPeRTuSCaN LoW-CoST

L’assaggio di oggi ci fa volare in un luogo splendido – e tuttora incontaminato – della Toscana: la Maremma. Ed è in quel di Cinigiano (GR) che sorge la cantina Pianirossi, con Stefano Sincini sul “ponte🌉 di comando” e l’enologo Julien Vioud, in cantina. Il Rosso Toscana IGT Solus 2016, premiato dalla Guida Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, si presenta di un rosso scurissimo alla vista, preludendo ad una beva concentrata e succosa. Naso accattivante, con more, liquirizia, prugna, spezie e un etereo pouffe cioccolatoso. Mix di profumi coincidenti con il palato, per una beva piena, morbida e un tannino sottotraccia di grande rotonditá. Buona complessitá di struttura, con conseguente persistenza lunga e intensa. Retrogusto anonimo, non in linea con la ricchezza di beva. La summa della degustazione di questo Rosso Toscana IGT Solus 2016 firmato Pianirossi è più che positiva, con un’ottima piacevolezza globale, che peró risente del tratto distintivo del vino – un toscano “a tinte scure” fin troppo austero – che lo posiziona come STRABUONO💘 di fascia altissima, ma non oltre. Manca quel touch di toscanitá, quel guizzo di leggiadrìa, che rende potenti e contemporaneamente divertenti, i supertuscan. Certo che, a meno di 15€… trovarne rossi così! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 8,95 | colore 9,12 | profumo 8,63 | densità 9 | persistenza 8,70 | tipicità 8,57 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,55 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,43 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,93

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L’oPeRa Di uN aRTiSTa NoN Puó Mai PReSCiNDeRe DaLL’iSPiRaZioNe

E nel caso dell’assaggio odierno – un assaggio speciale, non comune – sono andato a selezionare un vino dolce che riuscisse ad abbinarsi micrometricamente ad un piccolo vassoio di formaggi – petit plateau a fromage, per chi ama i francesismi🇫🇷 – per finire in bellezza una cena importante. Cosa puó esserci di meglio, come perfect match con erborinati/caprini/stagionati/piccanti, di un vino passito proveniente dalla Valtellina? Dai vigneti terrazzati della Cantina Nino Negri nasce il passito Alpi Retiche IGT Ispirazione 2016, che andiamo a scoprire insieme. Alla vista, un vino di color oro antico di bella densitá, che “lascia la scia” di infiniti archetti su tutta la superficie interna del calice di servizio (non troppo piccolo eh! io ho scelto un teku, perchè anche con i passiti amo roteare 🤩 il vino nel calice per ossigenarlo al meglio). All’olfatto, è un tripudio di profumi di agrumi, albicocche, pesche, kiwi, ananas con un pouffe di note erbacee e speziate. Al palato è semplicemente “monumentale”: la finezza dell’ingresso in bocca è antitetica alla complessitá dei sapori – e delle emozioni!😍 – che crescono attimo dopo attimo, sorso dopo sorso, prima del gran finale. Data la persistenza lunghissima, il retrogusto è di una perfezione, di un’emozione, di un’Ispirazione…INEGUAGLIABILE👑. Ecco, ho detto tutto.
Post Scriptum: a mio modesto avviso, il profilo gustativo di questo Passito (si noti la P maiuscola) si presta ad essere più felicemente abbinato ai formaggi che non ai dessert; nel caso comunque la scelta ricada sui dolci, suggerirei strudel e torte di frutta, evitando preparazioni troppo grasse/cremose che sminuirebbero l’abbinamento e il vino stesso.
Post Scriptum bis: è giá la seconda volta che la Cantina Nino Negri sfodera un vino di altissimo livello [leggi qui l’altro assaggio]. Applausi! 👋👋👋

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

PeCoNio 2016, iL SuPeRTuSCaN SPiaZZaNTe e DiSaRMaNTe

Il succo dell’assaggio di oggi è che un sangiovese in purezza di tale livello a meno di 20€ è spiazzante: perchè poi ti chiedi come sia possibile che supertuscan di pari uvaggio – pur ottimisticamente “ipotizzando” maggiori cure qualitative – costino fino a 50 volte di più. Sará che qui siamo davanti ad un vitigno popolare, quel sangiovese spesso sottovalutato o fin troppo sfruttato per i “vini quotidiani”. Sará che il produttore aretino – Villa La Ripa, in localitá Antria – non ha il blasone di famose cantine toscane, premiate dal successo dei loro straordinari vini, ma talvolta esaltate smisuratamente dal marketing. Sará quel che sará, ma questo Peconio 2016 vino rosso di Toscana IGT è disarmante fin dall’etichetta: ben fatta e “aristocratica”. Per non dire del colore – rosso rubino profondissimo – e della densitá del vino, che crea nitidi archetti appena lo si versa nel calice e lo si rotea per farlo ossigenare. Al naso, impattano i classici frutti di bosco con la mora in evidenza. Al palato, è prorompente sia per la concentrazione di frutto – maturo e succoso – sia per un equilibrio stratosferico di struttura, retrogusto, persistenza e conseguente RiBevibilitá. Eh sì, signori miei, Villa La Ripa forse non lo sa (😳) ma con questo Peconio 2016 ha realizzato un CAPOLAVORO🏆 toscano monumentale. Non servono altre parole per descriverlo, bisogna soltanto berlo, per poi innamorarsene…🥰 (perdutamente).

etichetta 9,43 | colore 9,36 | profumo 9,27 | densità 9,59 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,44 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,62 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,16

Pubblicato in: vino rosso

iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo “BaSe” CHe SuPeRa oGNi aSPeTTaTiVa

Essendo rimasto non del tutto convinto dal cru di Nobile di Montepulciano Pietra Rossa 2016 firmato Contucci, mi è venuto voglia di assaggiare “il base” – stessa annata, stessa cantina – per aggiungere un tassello alla comprensione dello stile vinicolo di questa storica famiglia. Partiamo dal colore, rubino spento, che scende nel calice con discreta densitá ed esprimendo, al naso👃, un bel bouquet di profumi dove spiccano i frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco. Attacco in bocca stratosferico, per un perfetto equilibrio tannino~frutto, che poi sfocia in un sorso di grande piacevolezza, seppur dotato di una persistenza appena buona e una struttura non eccelsa. Ma poichè in medio stat virtus, questo Vino Nobile di Montepulciano 2016 di Contucci riesce ad agganciare agilmente la fascia CAPOLAVORO, così superando il “fratello maggiore” Pietra Rossa. Adesso peró Contucci mi ha incuriosito e siccome “non c’è due senza tre”… metto in lista di acquisto la Riserva😋.

Post Scriptum: vino non filtrato “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine da“. Come mi piacerebbe leggere questa scritta su TUTTE le etichette dei vini…

etichetta 9,51 | colore 9,12 | profumo 8,75 | densità 8,58 | persistenza 8,66 | tipicità 9,25 | struttura 8,73 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,46 | ribevibilità 9,32 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 108,21

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

Se aMaTe i RoSSi DeLiCaTi, LeGGiaDRi, SBaRaZZiNi, iL ViNo Di oGGi NoN Fa PeR Voi

Perchè il Raboso del Piave DOC 2016, realizzato e accudito da Giorgio Cecchetto per la cantina che porta il suo nome, è un vino rabbioso, tenebroso, eppure intrigante. Di color rubino scuro impenetrabile, entra nel naso con un piglio discreto ma complesso, fatto di frutti neri – more, mirtilli, prugne secche – un pouffe di violette e una nota dark di cuoio/liquirizia: per poi picchiare duro🥊 con un attacco in bocca austero ma potente, dal tannino imponente ma elegantemente integrato in una trama vinosa di grande fascino e concentrazione di frutto. È facile intravedere, tra un bicchiere e l’altro, la silhouette di Cecchetto che gironzola😁 tra le vigne di Tezze di Piave, impegnato ad addomesticare il carattere scorbutico del vitigno raboso, che solo pochi vigneron sanno gestire al meglio. Ma Giorgio ne è consapevole e con questa versione datata 2016, tira fuori dal cilindro🎩 una bottiglia CAPOLAVORO🏆 di alto livello: un vino dotato di forte personalitá e grande charme gustativo. Visto che, nel mio caso, era la prima volta che assaggiavo un Raboso, posso tranquillamente ammettere che..
sì, è stato ammmore😍 al 1° assaggio! E ovviamente, non vedo l’ora di fare il bis🤪. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,06 | colore 9,54 | profumo 8,66 | densità 9,19 | persistenza 9,32 | tipicità 10 | struttura 9,40 | discesa in gola 8,82 | retrogusto 9,21 | ribevibilità 9,04 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 111,59

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

La SiCiLia DeNTRo uN CaLiCe Di FuNNaRi🍷

Oggi in assaggio, il Nero d’Avola Funnari 2016 firmato Mimmo Paone: un’originalissima e artigianal~ruspante etichetta (e controetichetta) è la prima cosa che delizia l’occhio, per poi immergerci in un vino rosso rubino sgargiante, che sorprende per la vivacitá cromatica che non t’aspetti da un 2016 (stappato nel 2022). Naso👃 timido, con profumi appena accennati di sottobosco, ciliegia, liquirizia e un pouffe di cuoio. In bocca si presenta con delicatezza, per poi emozionare con un sorso più fruttato che potente, con una morbidezza di fondo impeccabile e una sensazione “tattile” di trovarci davanti ad un vino autentico, frutto della sua terra d’origine: la Sicilia. Ed è a quel punto – sorso dopo sorso, calice dopo calice – che inizi a interrogarti su come sia possibile, come puó essere accaduto, quella cosa che non avresti mai pensato: che la bottiglia sia giá finita?!😋 E quindi rifletti: questo Funnari 2016 non è soltanto un vino STRABUONO💘 ai massimi livelli, ma è anche dannatamente😈 irresisistibile, invogliante la beva e la RiBeva. I love 😍 Mimmo Paone! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: per un pelo – di maggior succo vinoso, maggior concentrazione di frutto – si è giocato la fascia di valutazione maxima…

etichetta 9,64 | colore 8,86 | profumo 7,48 | densità 7,31 | persistenza 7,80 | tipicità 9,47 | struttura 7,76 | discesa in gola 9,75 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,50

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo NoBiLe, Da CHi Ha iNVeNTaTo iL NoBiLe

Ovviamente, nell’assaggio odierno, stiamo parlando del senese Vino Nobile di Montepulciano DOCG, un rosso realizzato da un’antica cantina – Contucci – accreditata tra gl’inventori storici della tipologia. L’uva di base del Pietra Rossa, il cru in assaggio, è il prugnolo gentile: un clone di sangiovese grosso che trova il suo habitat ideale proprio nei terreni tutt’intorno al bellissimo borgo di Montepulciano. Contucci ci presenta un Nobile dai profumi rarefatti di frutti rossi e agrumi, di color rosso rubino splendente, con un attacco in bocca molto garbato. Il Pietra Rossa regala un sorso più elegante che potente, piû fresco che evoluto, con una complessitá gustativa peró, un filo al di sotto delle attese. Intendiamoci: la struttura e la persistenza sono di buon livello, ma la beva risente di nitide note astringenti “in sottofondo”, che poi sfociano in un retrogusto soltanto discreto. Un po’ a sorpresa (e per pochi decimali!), il Vino Nobile di Montepulciano DOCG Pietra Rossa 2016 di Contucci raggiunge il 1° gradino di fascia CAPOLAVORO💘, ma non riesce a volare oltre🤗. [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]

Post Scriptum: da segnalare una controetichetta informativa e ben fatta, con in primo piano la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”, che vale il voto altissimo.

etichetta 9,79 | colore 9,06 | profumo 8,38 | densità 8,37 | persistenza 8,49 | tipicità 9,01 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,87 | retrogusto 7,68 | ribevibilità 9,07 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75

PUNTEGGIO TOTALE 105,03

Pubblicato in: vino dolce

aVeTe iN MeNTe Quei PaSSiTi DeL SuD, TuTTo SoLe☀ e DoLCeZZa?

Ecco, l’assaggio del vino dolce di oggi – San♥️Valentino 2022 – è agli antipodi di tale tipologia di vini: intanto siamo al Nord, con tutto ció che ne comporta in termini di temperature, clima ed esposizione solare. E poi ci sono loro, Mario Pojer & Fiorentino Sandri, che si divertono a sperimentare e a stupirci – da almeno 30 anni – con le loro originali creazioni vinicole e i loro vigneti dolomitici🗻. Leit-motiv dei 2 Vignaioli Indipendenti [scopri qui il mondo FIVI] trentini è la pulizia e la naturalezza dei loro vini, ben lontani da certi nettari fin troppo ricchi di frutto, fin troppo concentrati. Che poi di naturale hanno ben poco. Cosa aspettarsi quindi dall’assaggio del loro bianco “storico” da raccolta tardiva Essenzia (se memoria non m’inganna, è stato uno dei miei primi assaggi post-astemìa negli anni ’90😋)? Fragranza, nitidezza, ma anche delicata eleganza di beva, in un quadro di grande espressione fruttata, figlia della zona di provenienza. La grassezza di un Passito di Pantelleria, per intenderci, qui è sconosciuta: peró ben sostituita da un vino che riesce ad accarezzare le papille gustative con una leggiadrìa ed uno stile unico, grazie alla mineralità e alla freschezza montana dei luoghi di provenienza. L’annata 2016, poi, ci mette del suo per rendere ancor più memorabile l’emozione gustativa di questo Vigneti delle Dolomiti IGT Essenzia: un CAPOLAVORO🏆 di spiccata tipicitá, griffato Pojer & Sandri. Perfect match > Plumcake alla ricotta e gocce di cacao fondente😍. [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 8,98 | profumo 8,95 | densità 8,19 | persistenza 8,47 | tipicità 9,77 | struttura 8,44 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,09 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 109

Pubblicato in: vino rosa

MJeRe eDiZioNe LiMiTaTa 2016: iL RoSaTo ViNTaGe CHe SoRPReNDe

C’è da rimanere spiazzati all’assaggio del rosato pugliese Mjere griffato Michele Caló & figli nella versione “edizione limitata” 2016, di carattere ben diverso dalla standard assaggiata a metà Ottobre 2021 [scoprila qui]. I “figli” Giovanni & Fernando Caló stavolta hanno realizzato un vino di color cerasuolo intenso, dai profumi delicati di fragola🍓 e rose, con un attacco in bocca che non t’aspetti: struttura più da rosso che da rosato, rotonditá ed eleganza di beva che sovrastano la fragranza mancata. Ma non è un difetto, bensì una peculiaritá unica per la tipologia e da tenere bene a mente nella fase di abbinamento cibo: meglio pesci in guazzetto o carni bianche speziate, che il semplice salmone al forno (che è stata la mia ingenua scelta😬). Perché questo Mjere è potente con eleganza, tannico ma rotondo, travolgente con il giusto abbinamento: ma volendo, da gustare anche da solo! Un rosato CAPOLAVORO🏆 raro – solo 3.200 bottiglie numerate – ed intrigante, da assaggiare ma anche da conservare: sono convinto che questo Mjere possa reggere il decorso del tempo per poi stupirci ancora di più…🥰. [comprato su WINE&MORE a questo prezzo]
Post Scriptum: da degustare ad una temperatura non inferiore ai 12°, pena un percepibile decadimento della piacevolezza gustativa. Degna di nota l’etichetta: semplicemente perfetta😍!

etichetta 10 | colore 10 | profumo 8,13 | densità 9,03 | persistenza 9,14 | tipicità 10 | struttura 9,48 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 8,70 | prezzo 9 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 110,78

Pubblicato in: vino rosso

iL FRuTTeTo iN uNa BoTTaia aLL’iNTeRNo Di uN BiCCHieRe🍷 Di BaRBeRa

Forse ho esagerato con le dosi del vino… sennò come spiegarsi un title così strampalato?😳 A dirvela tutta – lo ammetto – ci ho dato dentro, ma alla fine del racconto dell’assaggio di oggi, capirete il perché e magari seguirete il mio cattivo esempio. Partiamo dall’impatto iniziale, i profumi: effettivamente sono quelli all’ingresso di una bottaia, perché qui si resta inebriati da un pupurrì di frutti rossi maturi che s’intersecano con arancia sanguinella e ciliegia sotto spirito; poi arriva l’esplosione gustativa con una succosità palatale e una persistenza senza fine, che portano dritti dritti ad una situazione pericolosissima…la RiBevibilità ad libitum. Con conseguente rischio di ciucca🤪. Il retrogusto – quel particolare aspetto della degustazione che si rifà all’intensità del vino appena deglutito e alla percezione dei sapori residui sulle papille linguali – qui al suo maximo, suggella l’assaggio di un rosso piemontese CAPOLAVORO🏆 come poche altre volte mi è capitato di bere. Lo so, vi chiederete di quale vino stia parlando e visto che siete arrivati a leggere fin qui, ho deciso di rivelarlo😁: Barbera d’Asti DOCG Superiore Chersì 2016, griffata Cà Bianca (Gruppo Italiano Vini), con la mano felice di Andrea Autino in cantina [comprata su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: unica nota stonata in questo “quadretto idilliaco” é l’etichetta, decisamente anonima o comunque non all’altezza della bontà del contenuto.

etichetta 7,90 | colore 9,34 | profumo 10 | densità 9,18 | persistenza 9,59 | tipicità 10 | struttura 9,14 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,80

PUNTEGGIO TOTALE 114,01

Pubblicato in: vino rosso

uN CoNCeRTo Di eMoZioNi CHe Si Fa CHiaMaRe aLBeRTo

Spoilero🙄? Sì, per la prima volta su questo blog, spoilero. CAPOLAVORO🏆 inatteso e di grandiosa piacevolezza di beva, nonché spiazzante se si va a leggere la scheda tecnica del vino: “affinamento 2 anni in botte rovere di slavonia”. Partiamo dall’inizio: colore rosso rubino profondo, profumi di prugne e more di rovo, attacco in bocca emozionante! Al palato si stagliano nette le more stramature, con aggiunta di uva fragola, prugne e un touch pungente di arancia sanguinella stramatura. Questo rosso toscano, non sorprende tanto per la struttura o per la persistenza – comunque entrambi di livello notevole – quanto per l’inedita gustativa fruttata, che non presenta alcuna traccia di legno.
Insomma, siamo davanti a una bottiglia 🔝 proveniente da una piccola Azienda agricola Bio dei colli toscani – Podere dell’Uliveto, San Casciano in Val di Pesa – che realizza un Chianti DOP Riserva 2016 denominato Alberto, letteralmente STRE-PI-TO-SO👏👏👏 [clicca qui per scoprire il PODERE DELL’ULIVETO]

etichetta 8,92 | colore 9 | profumo 8,91 | densità 8,86 | persistenza 9,23 | tipicità 10 | struttura 9,01 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,41

Pubblicato in: vino rosso

uN MoNTeCuCCo RoSSo CHe Mi Ha SoRPReSo NeGaTiVaMeNTe, Ma Poi… Mi Ha SBuGiaRDaTo😱

Se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, il primo approccio olfattivo con il vino in assaggio oggi – Ciarlone 2016 griffato Tenuta L’Impostino – non é stato dei più felici, avendo espresso zero aromi di frutta e una nitida nota di cuoio su un fondo di bosco terroso. Anche al palato, niente dinamicitá e la sensazione di un vino chiuso nella complessitá e nella mancanza di note fruttate, con la sensazione terrosa di nuovo evidente. La struttura e la persistenza sarebbero pure interessanti, ma la beva non mi convince e mi fa bruscamente interrompere l’assaggio. Decido quindi di scaraffare il rosso toscano in un decanter e attendere… 24 ore. Veniamo quindi all’assaggio del giorno dopo: totale capovolgimento dei vari parametri😳! Al naso, resta la nota di cuoio, ma ben mitigata dalla marasca e dalla mora selvatica che le fanno compagnia. Attacco in bocca ora convincente, con una notevole persistenza aromatica sostenuta da una struttura di ottimo livello, per chiudere con un lungo e convincente retrogusto tutto incentrato su ciliegie🍒 e more.
Okay👌, i vini sono liquidi vivi, ma una capriola del genere mi ha davvero lasciato basito😲; dopo un 1° assaggio disastroso, il Montecucco Rosso DOC Ciarlone 2016 si é riscattato, andando a posizionarsi “ai piani alti” della fascia STRABUONO💘 dimostrando complessitá, struttura e grande succositá di beva. Tanto di cappello🎩! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,02 | colore 8,31 | profumo 8,14 | densità 8,09 | persistenza 8,88 | tipicità 8,33 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,21 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,05 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,10