Pubblicato in: vino rosso

iL GiaRDiNo🌱: uNa BeLLa SToRia Di FaMiGLia e uN GRaNDe SuPeRTuSCaN

Siamo a Vinci, in una zona che non fa parte del gotha vinicolo toscano (leggi: Bolgheri, Montalcino, Chianti) e che mi ha incuriosito per l’etichetta emozional-pittorica di un supertuscan denominato Pilandra. Si tratta di un Sangiovese bio in purezza, maturato in barrique e realizzato dall’Azienda Agricola Il Giardino, che opera in regime biodinamico ed é di proprietá della famiglia Falzari [clicca qui per conoscere “la bella storia di famiglia”]. Il Pilandra si presenta subito bene, di un colore rosso rubino profondo e impenetrabile, mentre al naso appare un filino “indietro” con profumi appena accennati di prugna, mora di rovo stramatura, ribes e una nota speziata. Al palato, sorprende e regala emozioni intense e interminabili, come rare volte mi é capitato di provare davanti a un calice di vino. C’é pienezza di beva, impreziosita da nuance di frutti di bosco di magistrale eleganza; c’é struttura e potenza (i 14,5° non scherzano💪), che sfocia in una persistenza gustativa lunghissima, profonda eppoi… un retrogusto da urlo😍 (e da voto maximo!). Che dire di questo Pilandra 2016 di casa Falzari? Che é un Supertuscan CAPOLAVORO🏆 di altissimo livello, ben al di sopra del proprio prezzo e delle potenzialitá espressive della zona di provenienza e del vitigno. Uno dei migliori assaggi dell’anno! [bevuto qui, c/o LA DEGUSTERIA/PT]

etichetta 10 | colore 9,59 | profumo 7,98 | densità 9,14 | persistenza 9,63 | tipicità 10 | struttura 9,38 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,45 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 114,33

Pubblicato in: vino rosso

uN CaBeRNeT iNToRPiDiTo CHe aMa SVeGLiaRSi PiaNo🎹 PiaNo

Non capita spesso, di trovarsi davanti a bottiglie che modificano in modo importante l’impatto organolettico, in funzione del tempo che passa dopo averle stappate. Intendiamoci: che un vino abbia bisogno di un tempo tecnico “per aprirsi” é cosa nota. E spesso, basta un’oretta, o qualcosa in più per i vini Riserva, per poterli tranquillamente gustare al loro massimo potenziale espressivo. Talvolta, si puó pure esagerare ed aprire un vino 5 o 6 ore prima di berlo; ma arrivare a 48 ore, prima di “carpire l’anima” di un vino, é cosa davvero rara. É successo con l’assaggio di oggi, un Cabernet Sauvignon in purezza, proveniente dalla zona di Bolgheri, realizzato dalla cantina Campo alle Comete. Bella ed essenziale l’etichetta : : colore rosso rubino profondo : : naso rarefatto di prugna e more di rovo : : attacco in bocca esemplare, quasi timido di prim’acchito, ma poi sontuoso ed emozionante nell’aprirsi a ventaglio, regalando alle papille linguali una beva elegante, morbida e decisamente intensa, come raramente capita in un vino non Riserva. Certo, l’annata é la “magica duemila16″😍 e questo sicuramente ha aiutato struttura e persistenza, non slegate da un retrogusto ciliegioso🍒 da maximo voto. Il 1° e il 2° giorno peró, tutte queste emozioni intense di un vino CAPOLAVORO🏆, non erano percepibili😳. Se dovessi dare una spiegazione dell’accaduto, ipotizzerei un’ ipersensibilitá a temperatura di sevizio e ossigenazione: nei primi 2 giorni, l’ho testato prima a 15° (siamo in estate e in genere i rossi beneficiano di qualche grado in meno dei canonici 18°~20°) e poi a 20,5° e non mi convinceva. Il 3° giorno, a 18° micrometricamente controllati🌡, è uscita fuori l’anima di questo Cabernet Sauvignon Toscana IGT 2016 Campo alle Comete. E che anima!🍷
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se nell’algoritmo qualitativo esistesse il parametro “sito web” – cioè una valutazione inerente al sito del produttore – il voto sarebbe sicuramente 10, perchè… cliccate qui e capirete!

etichetta 9,03 | colore 8,94 | profumo 7,53 | densità 8,41 | persistenza 9,05 | tipicità 8,19 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,89 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,14

Pubblicato in: vino rosso

iL PiNoT NeRo DeLLe MeRaViGLie

{ fuori onda }
Vi sarete chiesti: ma che fine ha fatto Teddywine che da una settimana ci ha lasciato senza nuovi assaggi? Presto spiegato: mi sono (ri)svegliato cotto al sole☀ – di questo fine Luglio rovente – in un un luogo sperduto, totalmente inebriato dagli assaggi di 2 vini rossi che mi hanno “steso al suolo”🤩.
{ l’assaggio }
Tranquilli, non c’é bisogno di andare in Francia, nella regione dello Champagne, per assaggiare il miglior modo di esprimersi del “pinot noir” 🤩. Oggi vi porto a Cicignano, un luogo collinare nei dintorni di Prato, in una zona vocata a pinot nero, dai tempi del Marchese Pancrazi in quel di Montemurlo che – racconta la storia ufficiale – per anni beveva un rosso buonissimo, senza sapere che l’uva🍇 del vigneto dal quale ricavavano il vino era, appunto, pinot nero. E proprio lì vicino, sorge un piccolissimo appezzamento di pinot che la Tenuta Piroddi trasforma in nettare di-vino. Tenuta bellissima, aperta da poco al pubblico per ristorazione (con panorama da cartolina) e b&b. E proprio poche sere fa, in un giretto “made in Tuscany”, ho avuto modo di “innaffiare la cena” con il loro Pinot Nero 2016. Ho pensato che un rosso leggerino fosse il miglior modo di bere in queste afose serate estive. Ehm 🤭, leggerino un corno📯! Questo pinot della Tenuta Piroddi, di colore rosso scuro impenetrabile, é denso – probabilmente non filtrato – e succoso, con la beva di una gustositá ad altissimo livello emozionale, una tannicitá e una vinositá inebriante ed un retrogusto da 10 assoluto. Ecco, se dovessi scegliere un aggettivo per questo vino, direi “strabordante”, perché ha una succositá MAI assaggiata prima. Onore al merito della Tenuta Piroddi e sappiate che “in loco” l’ho pagato 12€: un CAPOLAVORO🏆 inaspettato e fuori dall’ordinario! [scopri qui il sito della Tenuta Piroddi]

etichetta 8,03 | colore 9,62 | 8,12 | densità 9,59 | persistenza 9,05 | tipicità 9,20 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 110,95

Pubblicato in: vino rosso

aGLiaNiCo DeL VuLTuRe: iL ViNo CoNSiGLiaTo DaL Mio DoTToRe

Non sto scherzando: il mio medico di famiglia, mi ha consigliato un uso moderato (max 1 bicchiere🍷 al giorno) di questo rosso lucano, per combattere il colesterolo LDL (quello cattivo) e la pressione alta. Onestamente, ero a conoscenza dell’effetto benefico di polifenoli, antociani, resveratrolo e compagnia cantante😬, ma non sapevo della loro alta concentrazione nei vini del Sud e in particolare nell’Aglianico del Vulture oggi in assaggio. Il cru Teodosio, annata magica 2016, porta la firma della cantina Basilisco (oggi di proprietá del “big” Feudi San Gregorio) e si presenta alla vista rosso scurissimo, piuttosto chiuso al naso – con eterei profumi di more e prugne dolci – mentre esplode al palato con grande succositá di frutti neri ma anche tanta morbidezza. La frase fatta “accarezza il palato” é quanto mai azzeccata per descrivere il Teodosio, che é più elegante che potente, tradendo parzialmente l’idea che mi ero fatto prima di assaggiare questo rosso della Basilicata. Siamo decisamente davanti ad un vino STRABUONO💘, ma per ambire alla valutazione maxima, ci vorrebbe una beva più divertente, più dinamica, magari anche un filo di rusticitá (qui non pervenuta), che plasmerebbe l’esperienza gusto-olfattiva in modalitá “emotional”🤩. Ecco, vorrei che questa mia velata critica spronasse Basilisco ad andare oltre il compito del “vino perfettino”, perché anche un solo difetto, se ben gestito, puó diventare una peculiaritá vincente💪. Cosa ne pensa🤔 Dottore?
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,03 | colore 9,24 | profumo 7,39 | densità 8,66 | persistenza 8,33 | tipicità 8,67 | struttura 8,22 | discesa in gola 9,01 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,93 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 102,95

Pubblicato in: vino dolce

uN PaSSiTo MieLoSo🍯 Piú uNiCo CHe RaRo

5🍇 grappoli e inserimento tra i 10 migliori vini d’Italia, così lo ha giudicato la guida vini Bibenda edizione 2020. Potevo non assaggiare un vino dolce con tale “curriculum”? Presto detto e fatto, in assaggio oggi il Passito I Capitelli della Cantina Anselmi, annata 2016 (proprio lei, quella premiata😋). La bottiglietta da 375ml dura quanto una caramella gelee😁, in pratica viene tracannata in pochi istanti. E spiego perché: questo “unico” vino da dessert, é sì mieloso, ma mai stucchevole ed é facilissimo farsi prendere la mano. Di colore oro giallo, con profumi di banana e albicocca stramatura, alla beva é sontuoso: raffinata dolcezza, eleganza alcolica (nel senso di soavitá di gradazione) e grande retrogusto mielato, senza scadere nello sciropposo. Un vino da gustare non necessariamente in abbinamento a un dessert – che magari sará un genuino plumcake o una semplice torta di ricotta – ma anche “da solo” come fine pasto o come vino da meditazione. Un passito raro, nel panorama dei vini dolci nostrani, talvolta insipidi, altre volte stucchevoli: qui, con I Capitelli, ci avviciniamo ad un CAPOLAVORO🏆 (quasi) unico nel suo genere, che convincerá anche chi non ama particolarmente i vini dolci. Anselmi ha fatto centro🎯!
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]

etichetta 7,95 | colore 9,03 | profumo 8,02 | densità 9,09 | persistenza 8,98 | tipicità 8,90 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,82 | retrogusto 9,52 | ribevibilità 8,97 | prezzo 9 | piacevolezza globale 9,40

PUNTEGGIO TOTALE 106,95

Pubblicato in: vino rosso

uN DoLCeTTo D’aLBa SPeTTaCoLaRe🏆

L’icona della “coppa” nel title spoilera🤐 spudoratamente la valutazione del vino in assaggio: ma cosa posso farci se questo Dolcetto d’Alba – versione 2016 – mi ha saputo regalare emozioni forti? Inutile girarci intorno, questo rosso piemontese griffato Mossio é un CAPOLAVORO🏆 di non facile reperibilitá*, ma la difficoltosa ricerca dell’annata 2016 del cru Piano delli Perdoni, é stata ampiamente ripagata dall’esperienza gusto-olfattiva di alto livello. Questo cru di dolcetto, di un rosso scuro impenetrabile e di un olfatto che gioca a nascondino, emoziona al palato con una struttura rustica e succosa, tannica e materica, che poi sfocia in una persistenza infinita e in un retrogusto fruttato – con tante prugne e more – ma anche lievemente amarognolo, nel pieno rispetto del vitigno di provenienza. Un Dolcetto d’Alba non filtrato che sa di vino vero, genuino, che riesce ad evocare visivamente i fratelli Mossio che si aggirano nel vigneto, tra i grappoli🍇 di dolcetto e che, sogghignando tra loro, assaggiano gli acini per controllare lo stato di maturazione. Sui motivi del loro sogghignar, io mi son fatto un’idea ben precisa: avete in mente quei cantinieri che sostengono “il vino si fa in cantina”? Ecco, mi sa proprio che i Mossio la pensino all’opposto, proprio per questo, sogghignando… 🙄😀😁
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]
Post Scriptum: *essendo un “duemila16ista incallito”, non é stato facile trovare il cru Piano delli Perdoni nell’annata prediletta. L’acquisto risale allo scorso anno (ad oggi é introvabile), poi l’ho lasciato dormire😴 in cantina, ma se l’avessi assaggiato prima, ne avrei fatto ampia scorta😋!

etichetta 9,03 | colore 9,21 | profumo 7,48 | densità 9,34 | persistenza 9,55 | tipicità 9,80 | struttura 9,52 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,27 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 110,52

Pubblicato in: vino rosso

BRaiDa, iL SoMMo PoeTa…

… che poi é sì poeta, ma delle vigne:
«Costruitevi una cantina ampia, spaziosa, ben aerata / e rallegratela di tante belle bottiglie, / queste ritte, quelle coricate, / da considerare con occhio amico nelle sere di / Primavera, Estate, Autunno e Inverno, / sogghignando al pensiero / di quell’uomo senza canti e senza suoni, / senza donne e senza vino, / che dovrebbe vivere una decina d’anni più di voi».
Citazioni letterarie a parte (sto parlando di Giacomo Bologna alias Braida, per chi non l’avesse ancora intuito), andiamo a scoprire “la” Barbera firmata da una cantina-icona del Piemonte, Braida appunto, oggi ben guidata dalla “Bologna” family. La Barbera d’Asti Montebruna 2016 si presenta con una delle più belle etichette mai viste prima, con una grafica davvero geniale: il font è “costruito” sul testo del componimento~pensiero sopracitato. Nel calice, il vino impressiona per il colore rosso scuro profondissimo. Al naso escono fuori – gradualmente, roteando il calice a lungo – tanti frutti di bosco, con il ribes in evidenza. Al palato, siamo dinanzi ad un vino masticabile, da quanta succositá e struttura vinosa regali alle papille gustative. A chiudere, si segnala una lunga persistenza e un retrogusto strepitoso, da 10. Chiariamolo subito: Montebruna non é (e non vuole essere) una roba per palati raffinati o per amanti dei vini morbidoni/ruffiani; questa Barbera d’Asti é un vino vero, quindi anche un po’ spigoloso e rustico, ma proprio per questo, autentico. In scioltezza – aiutato anche dalla “magica” annata 2016 – Montebruna si guadagna un posto strameritato in fascia CAPOLAVORO🏆. Perfetto in abbinamento al filetto di maiale in crosta con farcia di funghi🍄 trifolati.
[comprato su enotecavinowine.com]
Post Scriptum: chissá che “lá”, da qualche parte, Braida non se la stia ancora sogghignando…🍷

etichetta 10 | colore 8,79 | profumo 7,72 | densità 9,66 | persistenza 9,71 | tipicità 9,21 | struttura 9,24 | discesa in gola 8,83 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,90 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 110,16