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PaLaZZo Di CaMPiaNo 2018: ViCeNTiNi CoLPiSCe aNCoRa🏆🏆🏆🏆❗️

Sì, lo so: godo come un riccio🦔 a spoilerare nel title la valutazione finale di un assaggio😁.
Ma non riesco a controllarmi, soprattutto quando mi trovo a descrivere il vino di una cantina~rivelazione, che ho addirittura avuto il piacere di visitare di persona.
E, come se non bastassero "gli" Emotional AWARDS🏅 già vinti dalla cantina e dai vini (bianchi) assaggiati finora, Agostino Vicentini (& family) ci riprova addirittura con il rosso DOC veneto che più veneto non si può: il Valpolicella Superiore, "cru" Palazzo di Campiano 2018.
Che si presenta rosso rubino splendente, alla vista e con profumi di fragoline🍓 e susine stramature, al naso. Ma è in bocca, che questo "ennesimo" CAPOLAVORO di Vicentini, colpisce e stordisce: perchè è succoso, saporito, beverino e inebriante. E purtroppo, invogliante "in infinitum" alla beva+ribeva+tribeva🤪. Cos'altro aggiungere? Che per "chiudere il cerchio" di una cantina così generosa di perle vinicole, manca soltanto un vino da meditazione. Ops😲! Dalla regìa🎧, mi stanno dicendo che Vicentini ha inserito in produzione anche il Recioto di Soave, già premiato con la gemma💎 dalla guida Vitae 2025 by A.I.S. 
 ☎️《Pronto... Agostino, sono Teddywine🐻: per caso ti è rimasta una bottiglia di Recioto per Emotional Wines?😜》
etichetta 7 | colore 9,27 | profumo 9,34 | densità 8,85 | persistenza 8,92 | tipicità 9,46 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,56 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 10 | prezzo 8,88 | piacevolezza globale 9,40
PUNTEGGIO TOTALE 109

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SuCuLé 2018, La BaRBeRa D’aLBa CHe PRoVieNe Da BaRoLo

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CoM’eRa 2018, iL RoSSo Di ToSCaNa iNaTTeSo

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Da CeLLi, uN aLBaNa Di RoMaGNa PaSSiTo…

mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce

Pubblicato in: vino rosso

SiLiNeo 2018, iL ViNo NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo CHe…

mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, tannico e persistente

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SoaVe SuPeRioRe iL CaSaLe 2018 ViCeNTiNi

mi ha emozionato perché è profumatissimo, succoso, fruttato e persistente

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CHiaNTi RuFiNa RiSeRVa QuoNa 2018 Bio🌱 i VeRoNi

Oggi in assaggio, la versione Riserva del Chianti Rufina griffato I Veroni, 1 anno (e 2 mesi) dopo l’assaggio de I Domi 2019 [scoprilo qui], stessa DOCG e cantina produttrice, ma nel vino odierno spicca la maturazione – che è in barrique – e il vigneto, che dà il nome al Quona 2018. Scopriamolo insieme: alla vista, è rubino scurissimo e fascinoso; al naso, emergono frutti di bosco stramaturi e note boisé in sottofondo, con un pouffe etereo di tabacco. Al palato è decisamente strutturato, denso, succoso, ma austero: le note fruttate e vinose sono sovrastate dalla balsamicità del sorso, con un touch di cuoio e rabarbaro in evidenza, persistenza aromatica di grande intensità nonché lunghissima, retrogusto – a mio gusto🤪 – un po’ troppo amaricante.
Intendiamoci: il Chianti Rufina DOCG Quona biologico🌱Riserva 2018 griffato I Veroni è un CAPOLAVORO di altissimo livello, sapientemente accudito in vigna da Andrea Paoletti e realizzato in cantina da Pierluigi Marzano ma… c’è un però. Le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti potevano tranquillamente essere 5, se soltanto il profilo gustativo fosse stato un filo meno balsamico~legnoso, un filo meno amaricante e un filo più fruttato. Senza dimenticare che stiamo parlando di una bottiglia posizionata nel range di prezzo 22€~42€, quindi “potenzialmente” facente parte degli specials, il gotha dei vini, il TOP degli assaggi. Eppure, sarò ripetitivo, al Quona 2018 manca qualcosa: forse, piccoli insignificanti dettagli lato gustativo, a suggello di una (comunque) eccellente esperienza di beva. Da riassaggiare nella versione Riserva 2019…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 9,61 | struttura 10 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 115,69

mi ha emozionato perché è succosissimo, denso e strutturato

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Sa Di CiLieGia🍒 e SPeZie: è iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 FiRMaTo BiNDeLLa

È proprio così: il proprietario della Tenuta Vallocaia [scoprila qui], Rudi Bindella, appone la propria firma sulla controetichetta di questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018, realizzato dal duo agronomico~enologico Giovanni Capuano~Andrea Scaccini. È un Nobile di nome e di fatto, perchè al palato si presenta con un piglio aristocratico tutto suo: la struttura è importante eppure non colpisce al 1° sorso; idem dicasi per la persistenza, che sembra giocare a nascondino. Eppure, sorso dopo sorso, esce fuori la vera anima di questa deliziosa – e talvolta sottovalutata – DOCG toscana: la classe e l’eleganza innata, in un vino che evolve e tende a migliorare, mano a mano che riempiamo nuovamente il calice. Non capita spesso che un vino riesca ad ammaliarti solo quando la bottiglia è ormai vuota, ma quando capita – come in questo caso – capisci di trovarti dinanzi ad un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che non ti aspetti. Peccato sia finito😭!

etichetta 8 | colore 9,17 | profumo 9,19 | densità 9,28 | persistenza 9,11 | tipicità 9,22 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,72 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,09

mi ha emozionato perché è semplicemente elegante e fascinoso

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SaN FeRDiNaNDo 2018: iL SaNGio Di ToSCaNa iN PuReZZa

Gironzolando per i boschi della Valdichiana, nell’aretino, mi ritrovo in quel di Ciggiano, sede della Fattoria San Ferdinando: qui la famiglia Grifoni, fin dal 1850 produce olio e vino. La Fattoria (scoprila qui) è nota per la capacità di saper tirar fuori il meglio dai cosiddetti “vitigni minori”, quali il ciliegiolo e il pugnitello. Ma nell’assaggio odierno, è di scena il Sangiovese IGT 2018, vinificato in purezza e lasciato a maturare per 1 anno e mezzo in botte grande di rovere francese: fa il vino Simone Zucchetti, nella duplice veste di agronomo ed enologo. Questo sangio toscano si presenta nel calice, denso e ricco di archetti, di colore rosso rubino profondo, con bei profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia🍊 tarocco, al naso. Attacco in bocca elegante e di bella morbidezza, poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, mostrando i muscoli💪 del vitigno, ma mantenendo una rotondità davvero piacevole, senza farsi mancare una rinfrescante acidità sul finale di beva. Persistenza intensa ma non lunghissima, retrogusto coerente con il sorso, per questo Sangiovese IGT 2018 griffato San Ferdinando STRABUONO💘 di fascia alta, non lontano dalla fascia superiore. Ora la curiosità si fa incalzante: come saranno il Pugnitello e sopratutto il Ciliegiolo, cavallo🐎 di battaglia della Fattoria?

etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 8,93 | densità 9,37 | persistenza 8,56 | tipicità 8,32 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,95 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,58

mi ha emozionato perché è materico e morbidamente rotondo

Pubblicato in: vino rosso

iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 Bio🍃 Di SaLCHeTo

Oggi assaggiamo una DOCG tipica della Toscana o meglio, del comprensorio senese, con una bottiglia proveniente da uno dei borghi più belli d’Italia, Montepulciano. Ovvio che stia parlando del Vino Nobile, realizzato con uve🍇 prugnolo gentile, che poi altro non sono che la versione poliziana del classico sangiovese grosso di Toscana. Scopriamolo insieme: colore rosso rubino intenso, profumi di ciliegie🍒 stramature e prugne, attacco in bocca piacevole e fragrante. La beva è di medio corpo, con aromi di frutti rossi e un pouffe di pepe sullo sfondo. Struttura vinosa quindi più beverina che materica, anche se fa capolino un timido tannino, per poi chiudere il sorso con una bella sapidità e soprattutto un retrogusto pulito ma intenso. Tanto di cappello a Michele Manelli che in pratica “è” Salcheto [scoprilo qui], data la triplice veste rivestita in Azienda come proprietario, enologo e agronomo. Chapeau🎩 anche per questo suo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018 CAPOLAVORO, certificato biologico e invogliante la riBeva😋. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: voto alto alle voci etichetta – esemplare – e prezzo, davvero onesto in assoluto, oltre che in rapporto ai tanti spunti emozionali.

etichetta 8,50 | colore 9,28 | profumo 8,82 | densità 8,63 | persistenza 8,82 | tipicità 9,23 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 109,32

mi ha emozionato perché è peperino al palato e dannatamente beverino

Pubblicato in: vino dolce

CoRBeLLiCCe 2018, iL ViNSaNTo CHe Ho CoMPRaTo PeR CaSo…

…al supermarket sotto casa, ad un costo intorno ai 10€, quindi senza alcuna pretesa. Perlopiù l’acquisto era pensato per un utilizzo come ingrediente marginale di una torta di mele al forno, che abbisognava di un bicerin di vino dolce. Cheppoi, questo Vinsanto del Chianti DOC Corbellicce 2018, proprio dolcissimo non è, visto che la peculiarità di tale tipologia è data dal mix armonico tra note dolci~mielose e vena acidula, quasi acetica. Chiaro che la bravura del cantiniere unita alla sua sensibilità gusto~olfattiva, fanno virare la piacevolezza globale di un Vinsanto verso uno dei 4 lidi possibili: secco, abboccato, amabile o dolce. Ebbene, l’azienda agricola toscana, anzi pistoiese, anzi quarratina Tacinaia [scoprila qui] specialista della tipologia, riesce nel difficilissimo compito di realizzare un Vinsanto di bell’equilibrio gustativo, che abbini la dolcezza all’acidità in modo micrometrico, sfociando in un Corbellicce 2018 STRABUONO💘 ai “piani alti” di fascia, con un rapporto prezzo/emozioni da oscar assoluto. Tanto di cappello🎩 a Lorenzo Lunardi, patron di Tacinaia, e al suo amabile Vinsanto del Chianti!

etichetta 9,13 | colore 8,79 | profumo 8,26 | densità 8,24 | persistenza 8,31 | tipicità 8,68 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,67 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

Pubblicato in: vino bianco

iL PLuRiPReMiaTo VeRDiCCHio Dei CaSTeLLi Di JeSi 2018 SaNTa BaRBaRa

Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.

etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 105,11

Pubblicato in: vino rosso

PaNiZZi e iL Suo CHiaNTi CoLLi SeNeSi “TuTToFRuTTo”…

… anzi ciliegiato, perché a dominare la beva, in un mix di frutti rossi, sono proprio le ciliegie🍒. Ma facciamo un passo indietro: l’azienda sangimignanese Panizzi non ha certo bisogno di presentazioni, dato che l’ho raccontata 2 mesi fa, in occasione di un wine tasting [clicca qui] effettuato nell’accogliente sede all’interno della Fattoria di Larniano [scoprila qui]. E proprio in quell’occasione mi sono accattato una bottiglia di Chianti Colli Senesi DOCG 2018, che si presenta di rosso rubino sgargiante nel calice, con invitanti profumi di fiori e frutti rossi che poi ritroviamo nel sorso: delicato nella struttura ma straordinario nella sua aromaticitá – con bell’equilibrio tra aciditá e note dolci di ciliegie – pur senza spunti tannici di rilievo ma con tanta, tantissima fruttositá, che è la carta vincente di questo rosso senese CAPOLAVORO🏆 griffato Panizzi. A suggello di tale quadro olfattivo~gustativo, un retrogusto pulito e coerente, pur annotando una persistenza solo discreta: ma che riBevibilitá… e che piacevolezza globale😍.

etichetta 9,03 | colore 8,98 | profumo 9 | densità 8,76 | persistenza 7,14 | tipicità 8,71 | struttura 7,91 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,50
PUNTEGGIO TOTALE 106,01

Pubblicato in: vino rosso

DeLiRiuM, iL SaNGioVeSe SuPeRioRe RiSeRVa “aRTiSTiCo”

Impara l’arte e mettila da parte (Rimatore Seriale docet😜). E con l’assaggio odierno ad aprire le danze emotional di questo mese, l’Arte – quella con la A maiuscola – è l’interprete principale: a partire dall’etichetta, un concept pittorico firmato Henriette Adriensence, pittrice francese originaria dell’Île-de-France. E fin dal bouquet olfattivo – mora, prugna, ribes, ciliegia sotto spirito – per poi passare al sorso, di estrema aderenza alla tipicità del vitigno ma con un touch creativo, si percepisce la ridondanza dell’Arte. Perchè Andrea Muratori, il “pittore” di questo Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC Delirium 2018, non si è limitato al compito di realizzare un vino succoso, di bella ricchezza di frutto e intensa persistenza aromatica. Eh no, Andrea è andato oltre, realizzando un sangio CAPOLAVORO🏆 che trasuda eleganza a partire dall’etichetta…per poi passare all’olfatto, ammaliante… e la beva? inebriante…. con un finale giustamente dotato di lieve amaricanza (peculiarità tipica dei sangio DOC), dal retrogusto infinito per lunghezza e intensità. Se questa non è Arte…
Post Scriptum: anche il prezzo è Arte, dato che Delirium sta sotto la soglia dei 21€🤑.

etichetta 10 | colore 9,27 | profumo 9,16 | densità 9,24 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,33 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,30 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 114,74

Pubblicato in: vino rosso

SeGNaTeVi QueSTo ViNo: PoGGioMaTTo 2018 Di MiCHeLeTTi…

… e poi bevetelo ad occhi👀 chiusi, pensando ad un famosissimo supertuscan della zona di Bolgheri, merlot in purezza, che costa un botto (sfiora i 1.000€) e fatevi una domanda. Com’è possibile che il vino in assaggio oggi, costi 1/30esimo di quello “famoso”? C’è da credere ai miracoli? Sarà forse perchè Micheletti è una piccola (ma maestosa, per la qualitá) cantina bolgherese che investe più in vigna che nel marketing? O forse sará mica per una questione di “rispetto” verso i fruitori, cioè noi appassionati wine🍷lover, dato che se vai ad analizzare il costo nudo e crudo di 1 litro di vino, non ce n’è uno al mondo🌏 – e non puó essercene – che costi al produttore oltre i 10€? Fatto sta che Micheletti riesce a donare alla nostra vista un vino rosso scurissimo e impenetrabile, con un naso👃 di frutti neri, liquirizia, caffè, cacao, che poi sfociano in un sorso indescrivibile: la struttura, l’eleganza, la morbidezza di fondo, la concentrazione di frutto, la persistenza aromatica e il retrogusto – che restano impresso a lungo sulle papille linguali – sono uno spettacolo della natura! Chapeau🎩 al duo enologico~agronomico Fabrizio Moltard~Paolo Granchi, per aver realizzato questo INEGUAGLIABILE👑 Bolgheri Superiore DOC Poggiomatto 2018 griffato Micheletti, un merlot in purezza davvero memorabile👏👏👏. E un grazie🙏 di cuore alla family Micheletti per aver solo pensato a realizzare un vino del genere, con un prezzo “rispettoso delle tasche” di chi lo compra…
Post Scriptum: brindiamo🥂 alla fine dell’estate? [non è un caso, che quest’assaggio sia online a partire dalle 3:03 di oggi venerdì 23 Settembre 2022, equinozio d’autunno🍁]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

TauRì 2018 CaGGiaNo, uN RoSSo CaMPaNo a BaSe Di aGLiaNiCo iN PuReZZa…

… che non ti aspetti: dato il vitigno – rustico e possente – penseresti ad un sorso corposo, allappante, quasi masticabile. Lasciando da parte i termini freschezza, eleganza, finezza, scorribilitá di beva. Giusto? Sbagliato!😳 Perchè l’Aglianico Irpinia DOC Taurì 2018 realizzato dalle Cantine Antonio Caggiano [scoprile qui] è un CAPOLAVORO🏆 inatteso, economico – sta intorno ai 13€ – e perció sorprendente. Ve lo racconto per come l’ho vissuto io, a partire dal colore rubino sgargiante, proseguendo con nitidi profumi di more di rovo e prugne, al naso e un attacco in bocca più elegante che potente, con una struttura vinosa a base di frutti rossi stramaturi, perfettamente in equilibrio tra dolcezza e acididitá, con quest’ultima a regalare freschezza e riBevibilitá al maximo livello. Unica accortezza che mi sentirei di raccomandare per una degustazione perfetta di quest’emozionante, nonchè economico rosso campano (siamo sotto i 15€😳), è la temperatura di servizio: meglio sotto i 12°, sopratutto se bevuto d’estate. Un applauso emotional😍 a Pino Caggiano, a suo papà Antonio, fondatore della cantina e pure a Luigi Moio, per la consulenza enologica. Mi riprometto ulteriori futuri “assaggi caggiani”😜…

etichetta 9 | colore 8,89 | profumo 8,47 | densità 8,36 | persistenza 9,11 | tipicità 9,20 | struttura 9,06 | discesa in gola 9,65 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 110,01

Pubblicato in: vino rosso

iL CHiaNTi CLaSSiCo Bio🍃 CHe VieNe Da GaioLe

La zona di Gaiole – al pari di Radda, Greve, Castellina, Panzano – è una delle zone privilegiate per la produzione della DOCG Chianti Classico. In assaggio oggi, la versione 2018 realizzata da Marco Ricasoli Firidolfi, proprietario della Rocca di Montegrossi [scoprila qui], con l’ausilio enologico del “big” Attilio Pagli. Le premesse di un assaggio TOP🔝 ci sono tutte, vediamo se saranno confermate: il Chianti Classico 2018, con il logo del Gallo🐓Nero a collo bottiglia, si presenta visivamente di un bel rosso rubino splendente, senza farsi mancare dei discreti archetti mentre scende nel calice. Profumi classici di viola mammola, prugne, more, mirtillo selvatico e spezie dolci. Attacco in bocca non troppo polposo, con la struttura e la vinositá che sembrano un po’ svogliati, rispetto ad altri vini della stessa tipologia [leggi qui l’assaggio del Chianti Classico Castello di Radda]. Anche la persistenza è buona ma non si grida al miracolo, pur con un buon retrogusto lungo e nitido a chiudere la beva. Non giriamoci intorno, il Chianti Classico DOCG 2018 Rocca di Montegrossi è STRABUONO💘 di fascia altissima, ma forse l’annata inferiore ad altre più felici, non ha aiutato ad esaltare le potenzialitá di questo grande vino toscano. Mi riprometto un doppio assaggio futuro per Rocca di Montegrossi: la versione 2019 o la 2020, ma anche il cru “Gran Selezione” Vigneto San Marcellino, che promette meraviglie e potrebbe ambire alla fascia “ineguagliabile”. L’ho promesso pubblicamente, quindi… stay tuned! 🤩

etichetta 9,14 | colore 8,83 | profumo 8,81 | densità 8,63 | persistenza 8,52 | tipicità 8,75 | struttura 8,40 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 8,97 | ribevibilità 8,64 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,83

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo RiSeRVa CHe PRoVieNe DaLLa ZoNa DeLLa VeRNaCCia😳?!

Ora, mi domando e scrivo: possibile che, vagabondando per la Toscana, mi ritrovi a fare uno spuntino di metá pomeriggio nel paese della Vernaccia – San Gimignano – e addirittura assaggi un rosso Riserva da paura? Non mi raccapezzo: mi fermo casualmente in una piccola enoteca nel centro del bellissimo borgo senese [scopri qui La Vecchia Nicchia], chiedo all’oste Alessandro “un vino bono” e mi ritrovo innamorato pazzo, davanti a un calice di Rosso Riserva San Gimignano DOC 2018 BIO🍃 griffato Il Colombaio di Santa Chiara. Ve lo racconto di getto: profumi intensi di mora, prugna, amarena e un pouffe di vaniglia al naso, sorso ricco – con stupefacente concentrazione e nitidezza di frutto – dotato di persistenza lunghissima, retrogusto intenso e coerente con la beva, prezzo intorno ai 30€, piacevolezza da vino TOP🔝. Cosa aggiungere oltre? Che il duo enologico Nicola Berti/Paolo Caciorgna, supportato agronomicamente da Mario Logi, ha realizzato un vino INEGUAGLIABILE👑 con un rapporto q/p da urlo? Che dovete obbligatoriamente assaggiarlo per capirne la sua reale grandezza? No, non fatelo: le 5.000 bottiglie prodotte annualmente di questa mirabilia enologica, le prenoto io🤪!
Post Scriptum: continuo a domandarmi, incessantemente, come sia possibile che a San Gimignano – terra di Vernaccia DOCG – abbia assaggiato un Rosso con la R maiuscola…. misteri della vigna😀
Post Scriptum bis:
tanto per cambiare, un altro “superwine” appartenente alla FIVI, Vignaioli Indipendenti💪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

CoL ViNo Di MoNTaGNa, L’eLeGaNZa Ci GuaDaGNa

E che classe, che stile: una raffinatezza di beva INEGUAGLIABILE👑, proprio come la fascia di appartenenza dello Sfursat Carlo Negri 2018, in assaggio in questa giornata speciale, Ferragosto 2022. Siamo in Valtellina, sui vigneti terrazzati della storica cantina Nino Negri – nata nel lontano 1897- dove la “viticoltura eroica” è la quotidianitá delle difficili raccolte manuali, nel saliscendi dei vigneti che sorgono nel range 400~550 mt. d’altezza. Lo Sforzato di Valtellina DOCG che ne esce fuori è un vino dall’intrigante colore rubino scarico tendente al granato, con profumi intensi – e rari, per un rosso – di spezie, frutti rossi e nuances agrumate. Attacco in bocca di strepitosa finezza, che prelude ad un sorso dotato di eleganza infinita e tipicitá unica: c’è struttura ma non è debordante; c’è persistenza ma non è infinita. Semplicemente, c’è la consapevolezza di una potenza di beva esagerata, che peró sa esprimersi con un controllo e un’eleganza, che regalano emozioni uniche. La gradazione alcolica di ben 16 gradi è tutta espressa in termini di eleganza e finezza di beva, anzichè in una banale prova muscolare💪 che non fa parte del DNA di questo straordinario vino griffato Nino Negri. Una firma, una garanzia.
[comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

Dei PoMi, DeLLa FRuTTa e DeL “PeNSaRe iN VeRDe”

“Think green” è lo slogan~pensiero del Podere di Pomaio, piccola Azienda vinicola Toscana – rigorosamente BIO🍃 – che ha sede proprio a Pomaio, nell’aretino. Qui si parla di “eco cantina”, di “vini sostenibili”: insomma, pieno rispetto per la natura e scelte audaci, come l’utilizzo esclusivo di tini in acciaio anche per i rossi – e pure per i Riserva – come il Chianti Classico DOCG 2018 in assaggio oggi, che matura per 30 mesi in acciaio. Certo mi aspetto un Chianti Riserva dalla vinositá nitida, dall’assenza di note boisé, dalla fragranza di frutto. E non rimango deluso: alla vista è rubino splendente, al naso è macedonia di frutti rossi, al palato è pulizia e nitidezza di sangiovese fragrante nonchè d’inusitata freschezza (possibile dopo 30 mesi?😳). Certo, chi predilige i Chianti morbidi, legnosi, balsamici, ricchi di speziatura e complessitá, sicuramente resterá perplesso davanti a questo Chianti Classico DOCG Riserva 2018 STRABUONO💘 griffato Podere di Pomaio e realizzato da Iacopo Rossi. Vicinissimo alla fascia superiore, forse mancata più per l’assaggio “da giovane” che per altri motivi. Sì, perchè bevendolo e RiBevendolo – al 🔝 in tale aspetto – mi sono fatto un’idea ben chiara in testa: con qualche ulteriore anno di bottiglia (ovvero dimenticandolo in cantina) potrá uscirne fuori un’evoluzione inattesa e una trasformazione in CAPOLAVORO🏆. A Mio Modesto Avviso.

etichetta 8,33 | colore 8,24 | profumo 8,13 | densità 8,34 | persistenza 8,75 | tipicità 9 | struttura 8,42 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,95

Pubblicato in: vino bianco

iL FiaNo Di aVeLLiNo CoN PiCaRieLLo iN PuReZZa

Nel senso che Ciro Picariello fa il triplo lavoro di vignaiolo, enologo, agronomo (in realtá gli dan mano anche i figli Bruno ed Emma). E il vino, per ringraziarlo, gli regala/ci regala (spoiler😳) emozioni notevoli. Sì, “il vino”: perchè Picariello è l’uomo del Fiano di Avellino. La bottiglia in mio possesso, vendemmia 2018, ci dice – in controetichetta – che siamo in Campania, localitá Summonte (AV). Il Fiano si presenta di giallo oro vestito👗, con note di pesca🍑, melone maturo e ananas, al naso. Attacco in bocca un filo esile, ma la polpa, il succo, la vinositá di questo Fiano di Avellino DOP 2018 firmato Ciro Picariello, escono fuori – prepotentemente – dopo il 1° assaggio, dopo la naturale ossigenazione di questo bianco CAPOLAVORO🏆 campano. Per spiegarmi meglio, il Fiano – assaggiato prima a pranzo e poi riassaggiato per cena – è uscito fuori “alla distanza”, come se, di primo acchito, fosse imbarazzato ad esprimersi al meglio. Superata l’iniziale timidezza, c’è struttura, c’è persistenza, c’è un ottimo equilibrio tra sapiditá e note abboccate, con un finale delicatamente agrumato. Retrogusto fruttato~agrumato lunghissimo e RiBevibilità “da ciucca”, a garanzia di una piacevolezza di beva davvero emozionante. E pensare che questo vino è “il base” dei Fiano di Picariello, perchè poi c’è il cru “Ciro 906”, che promette mirabilie. Prossimamente, su questi schermi…😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,04 | profumo 8,93 | densità 8,54 | persistenza 8,99 | tipicità 9,10 | struttura 8,92 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,83

Pubblicato in: vino dolce

eCCo uN PaSSiTo VeNeTo CHe Va oLTRe oGNi aSPeTTaTiVa

Premessa: pur essendo un orsetto ap🥀passito😁 – appassionato di lungo🧓 corso di vini dolci – ho memoria di non aver mai assaggiato prima una versione di tale livello del Torcolato di Maculan. Andiamo con ordine: oggi siamo a Breganze, nel vicentino, dove sull’altopiano di Asiago sorge la cantina Maculan [scoprila qui]. Una piccola grande realtà di oltre 600mila bottiglie prodotte annualmente, con le mani esperte di Fausto Maculan e sua figlia Maria Vittoria, in cantina. E veniamo all’assaggio odierno, un vino dolce a base uve vespaiola in purezza: Breganze DOC Torcolato 2018. Che si presenta di un bel color giallo oro con sfumature arancio; e sono proprio le arance🍊 e le piacevoli note agrumate, a dominare sia l’olfatto che la gustativa di questo passito, con l’aggiunta di un pouffe mieloso e un accenno balsamico~legnoso, al sorso. Che si rivela ricco~intenso, nonchè dotato di persistenza e struttura notevoli, con la dolcezza stemperata da una bella aciditá e da note lievemente amaricanti. Ci troviamo indubbiamente davanti ad un CAPOLAVORO🏆 di alto livello e mi sento di suggerire il perfect match: torta di mele e scorzette di arance, per un abbinamento “in concordanza” da urlo😍! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: 1 pt. di penalitá per una controetichetta, a dir poco, minimalista. Ad esser sinceri, la povertà di qualsivoglia informazione sul vino è una mancanza piuttosto grave, perlopiù in una bottiglia di tale livello qualitativo e tipologia.

etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,36 | densità 9,12 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30

PUNTEGGIO TOTALE 110,03

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

BeViaMoCi uNa BaRBeRa PieMoNTeSe: aSTRiNGeNTe e Di BeLLa aCiDiTà… o No? 🤔

Sono quelli citati nel title, gli aggettivi con cui viene sommariamente descritta la gustativa di una classica bottiglia di Barbera. Aggettivi, che non sono spendibili con la Barbera d’Asti DOCG Lavignone 2018, in assaggio oggi. Perché Pico Maccario – produttore e proprietario con il fratello Vitaliano, di una splendida tenuta agricola in quel di Mombaruzzo [clicca qui] – realizza un vino con una tipicitá tutta sua: morbidezza e tannini rotondi, quasi dolci, per una Barbera “pettinata”🤩. Andiamo ad assaggiare: Lavignone 2018 si presenta al calice di un bel rosso rubino profondo, mentre al naso è ricca di profumi fruttati, tra i quali svettano prugna e mora di rovo, con una nota di tabacco dolce in chiusura. Attacco in bocca morbido e suadente, poi si apre ad un sorso di discreta struttura ma di grande pienezza gustativa, con bella rotonditá in sottofondo ad una piacevolezza di beva 🔝. Originale interpretazione della DOCG, che sa unire minuziosamente una bella concentrazione di frutto ad una beva non impegnativa, per una Barbera d’Asti che si posiziona ai gradini alti di fascia STRABUONO. Bravi Maccario👍! [comprata su ENOTECA VINOWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: Gambero Rosso ha premiato Lavignone 2018 con i 3 bicchieri e il premio “vino dal miglior rapporto qualità-prezzo” per l’anno 2019. Con tutto il rispetto: ok il premio rapporto q/p, un po’ forzato il premio maximo…

etichetta 8,94 | colore 8,62 | profumo 8,80 | densità 8,11 | persistenza 8,41 | tipicità 9,06 | struttura 7,73 | discesa in gola 8,74 | retrogusto 8,45 | ribevibilità 8,76 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,42

Pubblicato in: vino rosso

L’aGLiaNiCo DeL VuLTuRe NoN è Mai STaTo Così MoRBiDo

Devo dire che l’assaggio dell’Aglianico del Vulture DOC 2018 di oggi – vinificato da Terre degli Svevi – marchiato Re Manfredi e dal suggestivo nome “Taglio del tralcio”, fa quel che promette. Come da tradizione per la DOC lucana, l’aglianico si presenta di color rosso scurissimo, con profumi invitanti di marmellata ai frutti di bosco e con attacco in bocca potente e contemporaneamente morbido. Ecco, é proprio la morbidezza e la conseguente rotonditá di beva, il leit motiv di questo Taglio del Tralcio, che si chiama così proprio per l’utilizzo di uve leggermente appassite in pianta***, con un risultato di magistrale gestione della potenza tipica del vigneto, che qui vira verso toni di fascinosa eleganza, senza traccia alcuna di spigolositá e/o sgradevoli sentori acetici residui. Tale piacevolezza di beva è comunque supportata da una buona persistenza gustativa e un ottimo retrogusto, intenso e pulito. Siamo davanti ad un altro vino CAPOLAVORO🏆 messo a segno da una cantina G.I.V. (Gruppo Italiano Vini), di grande tipicitá e succositá, con il bonus di un prezzo di vendita che sta ben sotto i 15€. [comprato su VINICUM a questo prezzo]

Post Scriptum:***per saperne di più su questa tecnica, vi invito a leggere l’esauriente “spiegone”🤩 in controetichetta

etichetta 8,87 | colore 9,26 | profumo 8,36 | densità 8,93 | persistenza 9,11 | tipicità 8,98 | struttura 8,55 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 107,61

Pubblicato in: vino rosso

La BaRBeRa DeL CaRDuCCi: QuaLe SaRá Mai?🤔

«Generosa Barbera. Bevendola ci pare d’esser soli in mare sfidanti una bufera.» scriveva il Carducci.
Ma a quale Barbera si riferiva Giosuè? Gliel’ho chiesto personalmente😀, in un transfert spazio~temporale accadutomi dopo l’ultima goccia della Barbera d’Asti Superiore DOCG Genio 2018 targata Gianni Doglia. Bottiglia trangugiata a tempo di record, per una Barbera di color rosso rubino profondissimo e profumi di more stramature, marmellata di ciliegie🍒 e una nota di tabacco. Al palato, oltre alla precisa corrispondenza con il naso, è letteralmente stratosferica: per morbidezza, eleganza, succositá di beva, persistenza. A Castagnole Lanze, Gianni Doglia – con questa Barbera CAPOLAVORO🏆 dedicata al nonno Genio – si è superato: un vino non filtrato davvero emozionale, capace di evocare percezioni tattili tra le nostre papille linguali👅 ed i singoli acini di barbera🍇 nel vigneto, con un rapporto qualitá~prezzo da urlo. Tanto di cappello 🎩! [comprata su ITALVINUS a questo prezzo]

Post Scriptum: non escludo che i 15° di titolo alcolometrico di questa Barbera abbiano pesantemente contribuito al transfert spazio~tempo…😁

etichetta 8,41 | colore 9,53 | profumo 9,10 | densità 9,29 | persistenza 9,77 | tipicità 9,37 | struttura 9,03 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,32 | ribevibilità 9,69 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 112,21

Pubblicato in: vino bianco

CHe ViNo Puó NaSCeRe Da uN LuoGo iNCaNTeVoLe?

Oggi vi “teletrasporto”🛰 nella Valle del Belice: uno spettacolo della natura [clicca qui per scoprire la cantina] incastonato in un angolo della Sicilia – siamo nel trapanese, a Gibellina – dove sorgono le Tenute Orestiadi. Alla base delle varie linee che compongono la gamma dei loro vini c’é la “Molino a Vento”, della quale fa parte l’Inzolia Terre Siciliane IGP 2018 in assaggio. Questo bianco siciliano si presenta di colore giallo paglierino, al naso molto ricco di profumi fruttati, con zagara e agrumi maturi in evidenza. Al palato, emoziona per freschezza e grande piacevolezza di beva, che invoglia a trangugiare l’intera bottiglia in una manciata di secondi🤪. Sorprende la ricchezza di frutto e la succosità, per un vino di questo costo – siamo ben al di sotto dei 10€ – che é decisamente STRABUONO💘 e addirittura non lontano dalla fascia di valutazione superiore😱. Questa Inzolia 2018 delle Tenute Orestiadi l’ho scoperta mentre girellavo per i boschi di Vallecchia – a un passo da Pietrasanta (LU) – facendo sosta alla Locanda di Bruno [clicca qui] e abbinando il bianco trapanese ad un baccalá pomodorini🍅 e olive. Sappiate che “il bacca” mi ha luuungamente ringraziato per il felice abbinamento😁.

etichetta 7,79 | colore 8,34 | profumo 8,48 | densità 7,72 | persistenza 8,21 | tipicità 8,75 | struttura 8,05 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,18 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,50

PUNTEGGIO TOTALE 104,02

Pubblicato in: vino rosso

CaSTeLLo Di NiPoZZaNo RiSeRVa, “iL SiGNoR” CHiaNTi RuFiNa

Di scena oggi, un big del vino Made in Tuscany, Frescobaldi: non ha certo bisogno di presentazioni, né la storica family fiorentina, né tantomeno la Tenuta di Nipozzano che realizza il Chianti Rufina DOCG Riserva 2018. É con un malcelato timore reverenziale e con la consueta curiositá valutativa, che mi appresto a stappare questo rosso toscano prodotto in oltre il milione di bottiglie annue e accreditato di naturale longevitá, data la maturazione in barrique, che permette di gustarlo anche dopo anni di riposo in cantina. Certo che quello in assaggio, di colore rosso porpora, é ancora giovane essendo un 2018 e all’olfatto non incanta certo per intensitá dei soliti frutti rossi – interessanti ma evanescenti – e una nuance legnosa che poi ritroviamo nell’attacco in bocca insieme a more, prugne, mirtilli, decisamente invitanti. La beva volge al fascinoso, grazie ad una nitida morbidezza di fondo sulla base di una corposa struttura, con una bella persistenza gustativa che si lega in un continuum di rara eleganza al finale dal retrogusto lungo e intenso. Insomma, questo Rufina DOCG Nipozzano Riserva 2018 griffato Frescobaldi si guadagna in scioltezza l’appellativo di CAPOLAVORO🏆, con l’unico appunto – più per pignoleria che per altro – della mancanza di un filo di spigolositá/dinamicitá tipica della DOCG Chianti Rufina. Magari sará per il proximo assaggio, il Vecchie Viti, magari é solo una mia pignoleria…🙄 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: prezzo “regalo” per una Riserva di questo livello, forse possibile solo grazie ai grandi numeri di produzione.

etichetta 8,38 | colore 8,74 | profumo 7,73 | densità 8,83 | persistenza 8,91 | tipicità 8,80 | struttura 9,06 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,22 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 107,28

Pubblicato in: vino rosso

uN eTiCHeTTa aPPaReNTeMeNTe aNoNiMa…

…che nasconde un vino sorprendente – lato emozionale – con un prezzo di vendita piccolo piccolo. Che poi non t’immagini mirabilie in un vino di fascia “under 15€”: magari é un vino onesto, genuino, ma non pensi neanche lontanamente di trovarti davanti ad un gioiello vinicolo di livello alto. Eppure… scopriamolo insieme! L’etichetta non invoglia (vedi title😁), il colore del vino🍷invece é benaugurante: rosso rubino scuro impenetrabile. Al naso: more, frutti di bosco e una nota fumé. Al palato: sorprende per complessitá, struttura, persistenza e morbidezza di fondo, con un retrogusto lunghissimo di uva rossa🍇 matura e ciliegia🍒. Allora, prendete nota: siamo in Toscana, dalle parti di Siena, in quel di Castelnuovo Berardenga, dove sorge la cantina Vallepicciola; il loro rosso base (😳) di cui state leggendo le note di assaggio é il Toscana IGT Pievasciata 2018, un blend a base di uve cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese. Ed é qualcosa di spettacolare, al suo prezzo e ben oltre: CAPOLAVORO🏆 emozionante TOP level! 😍
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se tanto mi dá tanto – Pievasciata é il rosso base di Vallepicciola [scopri qui la scheda tecnica] – non oso immaginare le emozioni che potranno scaturire dai loro Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione…😋

etichetta 7,80 | colore 9,74 | profumo 8,76 | densità 9,27 | persistenza 9,78 | tipicità 9,85 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,54 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,31

Pubblicato in: vino bianco

eCCo uN ViNo CoN TuTTe Le CaRTe iN ReGoLa PeR aMBiRe aL VoTo MaXiMo

Gambero Rosso, Vitae, Bibenda, Slow Wine e tante altre guide vinicole hanno riempito di bicchieri, viti, grappoli, stelle e stelline, il palmarès del Sauvignon Zuc di Volpe firmato Volpe Pasini, una cantina friulana con quasi 3 secoli di vita e l’enologo Lorenzo Landi in cabina di regia. Quindi che devo fare? Salto l’assaggio e la valutazione dando per scontato di trovarmi davanti ad un vino fuoriclasse? Attenzione⚠, che anche “i mostri sacri” talvolta inciampano… Ma come sempre, su questo blog, decidono i numeri: il giudice maximo é l’algoritmo qualitativo, mai in conflitto con le emozioni che scaturiscono dall’assaggio di un vino. E allora, bando alle ciance e cominciamo col dire che questo FCO Sauvignon DOC 2018 si presenta di colore giallo intenso, con un naso decisamente austero dove fanno capolino l’ananas e il pompelmo rosa. Attacco in bocca di inusitata eleganza e morbidezza, con la conferma gustativa di ananas, pompelmo e anche frutta esotica, in un contesto di sontuosa pienezza di beva – ben strutturata e complessa – e di raro equilibrio dolce_acido, che solo i vini importanti e ben realizzati, sanno regalare alle papille linguali. Con il suggello di una persistenza infinita e corrispondente retrogusto elegante e lunghissimo. Eh sì, a me non resta altro che “vidimare”🤩 l’alto livello qualitativo~emozionale di questo Sauvignon CAPOLAVORO🏆, pluripremiato – con merito – dalle guide di settore. Ne é rimasto estasiato anche il mio salmone al forno in crosta di pepi su letto di spinacio, che ha stra-gradito il felice abbinamento😜. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,08 | colore 9,11 | profumo 8,12 | densità 9,18 | persistenza 9,42 | tipicità 8,94 | struttura 9,28 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,74 | ribevibilità 9,85 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 111,46

Pubblicato in: vino rosso

BoMBa💣 a MaNo NeL CHiaNTi CLaSSiCo

Sfiora i 15° il Chianti Classico 2018 griffato Castello di Radda – proprietá Gussalli Beretta (sì, quelli delle armi🔫 ) – ecco il perché di un title così impattante🙀 e coerente con la proprietá😁. Passo a raccontarvi l’assaggio di questo vino toscano, partendo dal naso, colpito da effluvi di frutti rossi, amarena, mirtillo selvatico, viola mammola. Ma é in bocca che esce fuori la potenza💪 deflagrante di questo Chianti Classico DOCG d’annata: succoso, materico, fruttato e dotato di una concentrazione vinosa al TOP🔝, con una persistenza lunghissima e un retrogusto balsamico, morbido, da grande vino. Non oso immaginare cosa accadrebbe se assaggiassi la Riserva del Castello di Radda😲!
CAPOLAVORO🏆 assoluto della tipologia, con un rapporto emozioni/prezzo a livello stratosferico, perfetto in abbinamento ad una grigliata di carni rosse o alla classica Bistecca, ma con una raccomandazione specifica: bere con moderazione. Altrimenti succede quel che é capitato a me, che ne ho bevuto un bicchiere di troppo: ciucca inenarrabile (hic) 🤩😋😀.
[scopri qui CASTELLO DI RADDA]

Post Scriptum: giuro (spergiuro🤞) che non sapevo del maximo voto – 3 bicchieri 🍷🍷🍷- assegnato dalla guida vini Gambero Rosso a questo Chianti Classico 2018 Castello di Radda. L’ho scoperto soltanto al mio risveglio a tarda serata, cioé 6 ore dopo averlo bevuto: tanto é durata la ciucca…😝

Post Scriptum bis: ringrazio pubblicamente il Sig. Ruggiero – patron di ROVEN Restaurant a Firenze – che mi ha fatto scoprire, anzi trangugiare🤪 , questa bomba💣!

etichetta 8,32 | colore 8,91 | profumo 8,02 | densità 8,87 | persistenza 9,27 | tipicità 9,53 | struttura 9,14 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65

PUNTEGGIO TOTALE 109,42