… un vino caratterizzato da una morbidezza di beva decisamente inedita per la tipologia. Ma andiamo con ordine, partendo dal colore rubino intenso che si apprezza appena lo si versa nel calice, che sprigiona un bouquet tutto incentrato su frutti di bosco e origine cotte. Gustativa coerente con i profumi: le peculiarità tipiche del vitigno sono ben percepibili, ma questo Chianti Classico DOCG Lilliano 2020 realizzato dalla famiglia Ruspoli [scopri qui la Tenuta di Lilliano], tira fuori dal cilindro🎩 una morbidezza di fondo e una finezza di beva, che spiazza e contemporaneamente emoziona. Struttura e persistenza buone seppur non eccezionali, ma è l’equilibrio palatale ad emergere e a determinare sensazioni armoniche ed eleganti, per questo Chianti Classico CAPOLAVORO💘. A questo punto, m’incuriosiscono altre 2 etichette della cantina castellinese di Lilliano: la Riserva e il Gran Selezione. Prossimamente su questi schermi?🤔😜 Post Scriptum: etichetta fin troppo classica, seppur piacevole, ma con la scritta in bella vista “integralmente prodotto e imbottigliato” che fa la differenza👍🏻.
etichetta 9,74 | colore 9,27 | profumo 8,95 | densità 8,64 | persistenza 8,29 | tipicità 9,22 | struttura 8,28 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,63 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05 PUNTEGGIO TOTALE 109,97
Se un vino si chiama con il nome dello storico fondatore della Cantina Rapitalà – il conte Hugues Bernard de la Gatinais – è altamente probabile che la bottiglia che ci troviamo davanti, sia capace di sorprenderci ed emozionarci. Sarà davvero così? Scopriamolo insieme, a partire dal vetro ambrato e dalla “supponenza” della bottiglia stessa, che riporta in bella vista, sopra l’etichetta, un rilievo artistico (!).
Questo cru di Chardonnay Sicilia DOC Conte Hugues Bernard de la Gatinais 2020 si presenta di un bel dorato intenso alla vista e profumato di susina, pompelmo, cedro, scorza di arancia🍊, al naso. Attacco in bocca imponente, lontano anni luce dai quei vini bianchi impalpabili, leggiadri, volatili, talvolta flebili. Qui, Rapitalà – ovvero l’enologo Silvio Centonze, supportato agronomicamente da Ignazio Arena – tira fuori i muscoli💪: c’è una struttura vinosa importante, con una polposità di frutto incantevole (🥰); ma sopratutto c’è una persistenza aromatica d’intensità incredibile e una morbidezza di fondo, corroborata da un perfetto mix salino~acidulo, che rendono la beva di questo INEGUAGLIABILE👑 Chardonnay siciliano, decisamente unica. Standing ovation 👏👏 👏 per la Tenuta Rapitalà [scoprila qui], gemma💎 siciliana del Gruppo Italiano Vini: con lo Chardonnay Conte Hugues 2020, siamo “nel regno dei cieli” degli specials che emozionano all’infinito! [comprato su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: probabilmente, “un candidato forte” per gli Awards 2023 del proximo 6 Gennaio…
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120
Tutti conoscono il giornalista Bruno Vespa, qualcuno in meno ne conosce la sua produzione vinicola [scoprila qui]. Ed Emotional Wines, per la prima volta in 2 anni di vita del blog, assaggia un vino realizzato dalla Vespa family, che quindi coinvolge i figli di Bruno e si avvale della consulenza enologica di – niente popodimeno che – Riccardo Cotarella: un nome, un mito😍. E veniamo all’assaggio de Il Rosso dei Vespa 2020, un Primitivo di Manduria DOC griffato Vespa vignaioli: colore rosso rubino scuro e impenetrabile, profumi di mora di rovo, prugna cotta e ciliegia stramatura, con un pouffe di cioccolato. Palato di straordinaria morbidezza, con il senso di polposità tipica del vitigno di provenienza che rende il sorso rotondo ed elegante. Tutto perfetto quindi? Ni. Si sente la mancanza di dinamicità nella beva, fin troppo “flat“, ma forse il limite maggiore di questo Rosso dei Vespa 2020 STRABUONO💘 di fascia alta (zona crosspoint, a pochi decimali dalla fascia superiore), è nella persistenza aromatica e nel retrogusto: più che soddisfacenti, anzi buoni, ma non oltre. Probabile che per le mirabilie e per le emozioni forti, serva stappare il cru Raccontami: stessa tipologia, stessa griffe, prezzo doppio, emozioni… da verificare. Prossimamente, su questi schermi😉.[comprato su TANNICO a questo prezzo]
etichetta 8,46 | colore 9,47 | profumo 8,45 | densità 8,84 | persistenza 7,95 | tipicità 8,92 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 7,89 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
…anzi di Roberta Bricolo, perchè è lei l’anima dell’Azienda agricola Gorgo [scoprila qui], in quel di Custoza, nel veronese, sul lato Sud-Est del Garda. La scelta delle vigne “senza chimica”, per Roberta, è una conditio sine qua non per una produzione enologica di qualità, oltre che per il rispetto della proprie terre, fonte di vino. Vino che, nel caso del Custoza Superiore Summa 2020 in assaggio oggi, si presenta di una fragranza aromatica genuina che conquista subito al naso. Ma è in bocca che arriva il godimento: sembra di essere davanti ad una macedonia di frutta fresca, tanto è l’impatto fruttato sulle papille linguali. Un bianco che affascina più per l’equilibrio gustativo e la freschezza aromatica, che non per la pienezza di beva. Eppure la persistenza è d’inaudita lunghezza e lo stesso vale per il retrogusto, morbido e invogliante la riBeva (ad libitum). Serve aggiungere altro? Ah sì, faccio il riassunto: il Custoza Superiore DOC Summa 2020 certificato biologico🍃 e griffato Gorgo è un CAPOLAVORO🏆 fragrante e piacevole, con un solo ed unico difetto: finisce prima di qualsiasi altro vino…😋 [comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: anche la guida vini Gambero🦐 Rosso si è accorta della bontà di questo Summa, premiandolo con i 3 bicchieri🍷🍷🍷.
etichetta 9,25 | colore 9,40 | profumo 9,08 | densità 8,34 | persistenza 9,71 | tipicità 9,14 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25 PUNTEGGIO TOTALE 111,38
…è un rosso piemontese della DOCG Dolcetto di Diano d’Alba, realizzato da Claudio Alario. Etichetta~quadro iconica della piccola produzione vinicola di Claudio Alario [scoprila qui], perlopiù incentrata esclusivamente sui 3 vini rossi “bandiera” delle Langhe: Barolo, Barbera e, per l’appunto, Dolcetto. Che si presenta rosso rubino sgargiante, con timidi profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca quasi timoroso. Ma poi: sorso di spettacolare equilibrio tra le note acido~tanniche e quelle dolci, morbide, rotonde. Si capisce subito, bevendo questo Dolcetto di Diano d’Alba DOCG Sorí Costa Fiore 2020 STRABUONO💘 di fascia alta, che lo stile vinicolo di Claudio Alario è tutto incentrato verso l’eleganza di beva, tenendo a distanza siderale sgarbate spigolosità e concentrazione di frutto innaturale. Questo è il mio 1° vino che assaggio di Claudio Alario, ma credo che non sarà l’ultimo😍 e devo dire grazie alla Locanda degli Artisti – magica osteria a Torre de Picenardi, nel cremonese – che me l’ha fatta scoprire nella splendida saletta~cantina ricavata al suo interno.
etichetta 9,33 | colore 8,64 | profumo 8,01 | densità 8,36 | persistenza 8,52 | tipicità 8,21 | struttura 8,44 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,70 PUNTEGGIO TOTALE 104,45
Lo realizza Severino Garofano, in quel di Copertino, nel leccese. La Puglia – è cosa ormai conclamata – ha una marcia in più per quel che riguarda la vinificazione in rosa. Ma nel caso dell’assaggio odierno, il Negroamaro Rosato Salento IGP Girofle 2020, c’è uno step evolutivo rispetto ai tanti strabuonissimi/capolavori rosati salentini. Nel Girofle 2020 – che si presenta di un bel cerasuolo/corallo alla vista e profumatissimo di fragoline di bosco🍓, rosa, bergamotto, chiodi di garofano – le peculiarità tipiche della tipologia, cioè le note opulenti e la ricchezza di beva, sono sostituite da un sorso dotato di eleganza sopraffina e di persistenza aromatica intensa da “champion of the world“. Non è un caso quindi che Girofle 2020 griffato Cantine Garofano [scoprile qui], si porti a casa, in souplesse, la valutazione di vino CAPOLAVORO🏆, perlopiù con un voto altissimo. Se negli Emotional Awards🎖, che andranno in onda su questi schermi il 6 Gennaio 2023, esistesse il premio “eleganza”, sicuramente sarebbe appannaggio del Girofle 2020. Senza se e senza ma. Quindi, chapeau🎩 a Severino Garofano per questo suo strepitoso rosato! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: mi segnalano, dalla regìa, che questo vino ha ricevuto il premio “miglior assaggio rosato dell’anno” secondo la Guida Oro Veronelli 2022. Prendo nota per aggiornare l’imminente Classifica delle Guide Vini 2023…😉 Post Scriptum bis: unica nota stonata, in questo quadro idilliaco, è la controetichetta che riporta la dicitura “imbottigliato da…”😒, che va a inficiare la valutazione riferita all’etichetta e, di conseguenza, il punteggio totale. Del resto, l’algoritmo qualitativo è tarato per premiare chi produce integralmente e imbottiglia il vino all’origine: per tutti gli altri, c’è una penalizzazione [v. sez. Preludio >>> PARAGRAPH 2 >>> Aggiornamento Novembre 2022 rev. 2].
etichetta 8 | colore 9,74 | profumo 9,68 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,76 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,60
PUNTEGGIO TOTALE 113,15
…che si fa trangugiare dalla prima all’ultima goccia💧 in un amen, tanto è invogliante la beva. Lo stappi e rimani estasiato alla vista del suo color giallo dorato che poi diviene oro, mentre al naso inebria con profumi di pesca tabacchiera, ananas, susina, albicocca. E in bocca? Bè, il sorso appare subito polposo, concentrato ma contemporaneamente dinamico, scorrevole e di intensa persistenza aromatica, con un finale agrumato che regala un retrogusto di bella piacevolezza gustativa. Che altro aggiungere? Ah, sì: che siamo davanti ad un bianco campano CAPOLAVORO🏆 con un rapporto qualitá/prezzo da “champion of the world“. Per forza, è un vino della linea base Vadiaperti della cantina irpina Traerte [scoprila qui]: un nome, una garanzia. E questo Greco di Tufo DOCG Vadiaperti 2020 non smentisce la fama di grande vigneron, guadagnata sul campo tramite il doppio ruolo di agronomo~enologo, qual è Raffaele Troisi. Che ci regala un Greco semplice, genuino, beverino e dannatamente succoso, un aspetto difficile da dimenticare… meglio ricominciare. Con un’altra bottiglia Vadiaperti!🤪 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 9,14 | colore 9,11 | profumo 8,97 | densità 8,78 | persistenza 9,06 | tipicità 9,07 | struttura 8,95 | discesa in gola 9,26 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 110,02
Ad Imperia o più precisamente a Pontedassio, Laura Ascheri – fondatrice della cantina omonima [scoprila qui] oggi capitanata da Marco Rizzo – viene omaggiata con un’etichetta elegantissima, che porta il suo nome anche nella fascetta collo bottiglia del Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2020. Un vino che fa subito innamorare al primo sorso, per un parametro d’inaudita intensitá e nitidezza: la sapiditá. Sapidità che poi si integra in una beva dinamica, fragrante, dal perfetto abbinamento con pesci e carni bianche, capace di invogliare il 2° (ma anche il 3° e il 4°😀) calice, grazie ad una piacevolezza gustativa schietta e di bella tipicitá. Sia al naso, che al palato, agrumi e frutta a polpa gialla sono il leit-motiv di questo Pigato CAPOLAVORO🏆, che non si fa mancare una persistenza lunghissima e un retrogusto coerente con i profumi e con il sorso. Chapeau🎩… ad libitum!
etichetta 9,72 | colore 8,98 | profumo 8,86 | densità 8,22 | persistenza 9,17 | tipicità 9,67 | struttura 8,50 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,79 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05 PUNTEGGIO TOTALE 111,14
… deus ex machina del Podere dell’Anselmo, l’assaggio odierno. Scordiamoci Greve, Castellina, Gaiole, Radda, Panzano, cioè le localitá “culla” del Chianti Classico. Perchè al Podere dell’Anselmo [scoprilo qui] si fa il Chianti Montespertoli, una DOCG inedita per questo blog e quindi… assaggiamolo immediatamente😋: profumi di frutti rossi stramaturi, con le more di rovo in evidenza; attacco in bocca esplosivo, cioè subito concentrato, fruttato, con un magistrale mix tra aciditá, spezie dolci, astringenza, morbidezza. Non so se il merito di tutto questo vada a Fabrizio – patron e agronomo del podere – o all’enologo Fabio Signorini: e magari pure il vigneto e la tipologia gli saranno sicuramente d’aiuto. Certo è che questo Chianti Montespertoli DOCG 2020 firmato Podere dell’Anselmo è un CAPOLAVORO🏆 low-cost (viene via a poco più di 12€), di grande potenza e concentrazione di frutto. Un vino succoso inatteso, che certamente non sfigurerebbe in un assaggio “al buio” a confronto con il cugino Chianti Classico😍.
etichetta 8,71 | colore 9,32 | profumo 8,87 | densità 9,20 | persistenza 8,97 | tipicità 10 | struttura 9,08 | discesa in gola 8,65 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 9,02 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 110,13
Sì, è così, il title racconta la veritá, perchè il Lambrusco dell’assaggio odierno è realizzato da un’azienda agricola che è proprio un’acetaia. Vi racconto tutto: cenetta al fresco nell’osteria di Rubbiara, a Nonantola (MO), all’interno della proprietá dei Pedroni, che fanno aceto & vino. In pratica, li assaggi a tavola e poi, al momento del conto, ti ritrovi costretto a comprarli🤩, per la loro bontá e genuinitá. Ad onor del vero l’Aceto Balsamico Tradizionale extravecchio è “la fine del mondo” 🌏, mentre il Lambrusco dell’Emilia IGP Rosso Spumante Brut Bolle Rosse 2020 griffato Pedroni è solo STRABUONO💘 di fascia bassa, perchè a parte la superba performance in termini di riBevibilitá, ha una struttura solo sufficiente e una vinositá lievemente acerba. Anche la persistenza e il retrogusto sono sottotono, ma vanno benissimo nel contesto di un vino quotidiano da trangugiare liberamente, anche per merito della gradazione alcolica all’11%. E per dessert: scaglia di Parmigiano 🧀 con goccia💧 di Balsamico Pedroni 😋.
etichetta 8,71 | colore 7,93 | profumo 8,07 | densità 7,11 | persistenza 6,92 | tipicità 7,46 | struttura 6,55 | discesa in gola 7,03 | retrogusto 6,71 | ribevibilità 10 | prezzo 7 | piacevolezza globale 7,20 PUNTEGGIO TOTALE 90,69
E più precisamente da Menfi, nell’agrigentino, dove il “big” Settesoli – realtá cooperativa da ben 2.000 soci e 26 milioni😳 di bottiglie annue! – lo commercializza con il brand Mandrarossa [scoprilo qui] citato nel title. L’annata è la solare☀ 2020 – quella premiata dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 – e fin dal colore del vino che scende nel calice – giallo oro lucente per un blend di uve fiano e chenin blanc – si percepisce di essere davanti ad una bottiglia di notevole qualitá, a dispetto di un costo appena superiore ai 10€. I profumi, intensi e intriganti, di banana, pesca noce, maracuja, agrumi e spezie ambrate sono un bel biglietto da visita, per un sorso di buona struttura, con una vena acida e minerale di base che poi lascia spazio a toni ambrati, fumosi, speziati, boisé. Finale secco con richiami agrumati e un retrogusto pulito a chiudere la beva. CAPOLAVORO🏆 di grande personalitá ed eleganza di beva, prendete nota: Mandrarossa Santannella 2020 Terre Siciliane IGT. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,48 | colore 9,14 | profumo 9,42 | densità 9 | persistenza 9,22 | tipicità 9,09 | struttura 8,85 | discesa in gola 9,03 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 8,93 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,90 PUNTEGGIO TOTALE 109
È stata la mia domanda ai commensali, che – un po’ ignoranti sulla tipologia, un po’ perplessi – mi hanno risposto 🆗, con un tono non proprio convinto🤔. La bottiglia che ho selezionato ha ricevuto le 4 viti AIS sulla guida Vitae 2022, quindi mi aspettavo un risultato degustativo al di sopra di ogni attesa. Ma… (no, niente spoiler) assaggiamola insieme: bello il colore nel calice, di un giallo dorato fascinoso; ottimo il bouquet olfattivo – dominato da profumi di arance e fiori di bella intensitá, con un pouffe di pere e mele – mentre si è rivelato un filo aggressive l’attacco in bocca, con un acidità e un residuo di rifermentazione lievemente disturbanti. La beva è profondissima, corposa e inusitatamente “piena” per un bianco romagnolo, ma certo che l’Albana ha una marcia in più rispetto a tanti bianchi asfittici, eterei, lievi (NO, non faccio nomi🤐). Non dimentichiamo che Bertinoro è luogo di elezione per il vitigno albana, e “la cantina” ne produce più versioni – secco, dolce, spumantizzato, passito – con ovvie peculiaritá differenti per ogni vinificazione. E allora… l’assaggio CAPOLAVORO🏆 di oggi è l’Albana Secco DOCG “I Croppi” 2020 e “la cantina” è Celli [scoprila qui] ovvero il duo agronomico~enologico Mauro Sirri~Emanuele Casadei, che detengono pure la proprietá dell’Azienda. Bene, bravi, bis! Perchè quest’assaggio è solo “il 1° della serie” per il brand Celli…
Post Scriptum: anche il Gambero 🦐 Rosso si è accorto della bontá di quest’Albana I Croppi 2020 e l’ha premiato con i consueti 3 bicchieri🍷🍷🍷; idem la Guida Oro di Veronelli, 3 stelle✨ rosse e 92 pt.
etichetta 9,02 | colore 9,46 | profumo 9,19 | densità 8,95 | persistenza 9,18 | tipicità 9,21 | struttura 9,30 | discesa in gola 8,34 | retrogusto 9,12 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 110,06
… per un gustoso Cerasuolo d’Abruzzo della cantina pescarese La Valentina [scoprila qui]. Al palato, coerente con l’olfatto, si nota una possente struttura per un vino rosa, ops🤭 cerasuolo, con una fresca vena acida che sopravanza la morbidezza di fondo. La persistenza è intensa ma non lunghissima, idem per il retrogusto, che chiude con una nota amaricante un po’ fuori fuoco. Prima della valutazione finale, faccio un passo indietro per raccontarvi che l’assaggio odierno proviene da Spoltore(PE), dove Sabatino di Properzio guida con mano sicura, da oltre 30 anni, una cantina biologica certificata, La Valentina. Ed il Cerasuolo d’Abruzzo Spelt 2020 – rivelazione!🤩 – è un piccolo CAPOLAVORO🏆, in quanto riesce a raggiungere la fascia maxima per il rotto della cuffia ovvero per 2/100esimi di punto!😰
etichetta 8,88 | colore 9,02 | profumo 9,10 | densità 8,01 | persistenza 8,78 | tipicità 8,16 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,63 | retrogusto 8,25 | ribevibilità 9,01 | prezzo 9,62 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 105,01
… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)
Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).
Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.
Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).
Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳
Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.
Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.
(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)
Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.
(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)
Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!
… mi ha consigliato un orso🐻 campano, mio conoscente😁, esperto di vini locali. Detto, fatto: il Fiano di Avellino DOCG 2020 griffato Tenuta Scuotto – con Eduardo Scuotto al timone☸ e Angelo Valentino in cantina – è l’assaggio odierno. Che si presenta con un bel color giallo intenso e nuance dorate, seguito da bei profumi di frutta gialla matura, fiori di campo e agrumi. In bocca, si apre a ventaglio con un sorso di bella coerenza con il bouquet olfattivo, una struttura non troppo profonda ma convincente, salendo poi d’intensitá con la bella performance di persistenza aromatica – lunghissima – e un bel retrogusto sapido~elegante, nel finale. Tirando le somme, con questo Fiano “base” di Scuotto [scopri qui la tenuta], siamo davanti ad un vino che si posiziona ai primi gradini della fascia di valutazione maxima, nella suggestione che tale CAPOLAVORO🏆sia solo l’antipasto delle emozioni che potrebbero scaturire dall’assaggio del Fiano “cru” OiNì – con maturazione in botte, quindi “quasi” una Riserva- sempre di Tenuta Scuotto. Prossimamente su questi schermi…? Post Scriptum: originale e di forte riconoscibilitá, l’effige del “Volto” sulle etichette di questa piccola cantina avellinese. Post Scriptum bis: mi suggeriscono dalla regìa, di essermi dimenticato di citare “l’altro pilastro dell’Azienda”, ovvero Adolfo Scuotto, figlio di Eduardo. Chiedo venia e mi autopunisco per la dimenticanza, infliggendomi bottigliate di Fiano sulle mani😁.
etichetta 9,51 | colore 8,86 | profumo 8,73 | densità 8 | persistenza 9,13 | tipicità 8,52 | struttura 7,90 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 105,91
La guida vini Gambero🦐 Rosso 2022 incorona il vino in assaggio oggi – Superiore di Cartizze Brut Valdobbiadene DOCG La Rivetta 2020 – con il premio “Bollicine dell’anno”, che sono riuscito a trovare ad un prezzo scontato sotto i 21€ poco prima delle feste natalizie (oggi non si trova a meno di 25€…), proprio per poterlo assaggiare&raccontare😋 su questi schermi (oltre la soglia dei 21€, vi racconto solo i vini INEGUAGLIABILI👑 e – spoiler!🤫 – non è questo il caso). E allora: le attese per l’assaggio di un “vino dell’anno” erano altissime (mica vorremo mettere in discussione l’autorevolezza del Gambero?😳), purissime, vinissime😁. Ben ripagate, appena verso La Rivetta 2020 a temperatura frigorifera nel calice “da prosecco”, cioè quello rigorosamente consigliato dal Consorzio di tutela della DOCG Valdobbiadene. Il colore di questo cru è spettacolare, giallo oro luminoso/sgargiante; i profumi sono inebrianti, con un bel pupurrì di pesche, albicocche, ananas, agrumi, ma anche pera e mela, in un equilibrio davvero elegante ed emozionante. La beva è altrettanto convincente: mai assaggiato prima un Prosecco di tale struttura, complessitá e persistenza aromatica, davvero “special”😍. C’è una sola cosa che peró stona – e non poco, data la tipologia – in un quadretto idilliaco di tale livello: la bollicina. Un’effervescenza banale, volgare, inelegante e invasiva, che non ti aspetteresti mai di trovare in un vino di tale livello. Quindi, riassumendo, il Cartizze Brut La Rivetta 2020 griffato Villa Sandi (azienda veneta “big” da quasi 6 milioni di bottiglie annue), che ha realizzato solo 15.000 bottiglie di questo cru di Valdobbiadene DOCG è sì un CAPOLAVORO🏆 emozionante, ma lo scivolone sulla buccia di banana🍌 della bollicina grossolana (rima baciata casuale😁), ne inficia pesantemente l’aspetto della “discesa in gola” e la valutazione della piacevolezza globale. Magari ho pescato la bottiglia sbagliata? Una su 15.000? Mi riprometto un futuro assaggio della proxima annata… Post Scriptum: etichetta davvero ben realizzata ed elegante, sarebbe da voto maximo se solo avesse la certificazione bio…
etichetta 9,43 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,04 | persistenza 10 | tipicità 9,48 | struttura 9,72 | discesa in gola 5,71 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,18 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 8,30
PUNTEGGIO TOTALE 108,78
Visto che è Agosto, dato che amo le mete balneari toscane a sud di Livorno – Castiglioncello, Bibbona, Donoratico, San Vincenzo – perchè non fare una gita fuoriporta in quella strada in mezzo al filare infinito di cipressi che porta al borgo dove ha vissuto Giosuè Carducci – pietrasantino di nascita, ma trapiantato poi a Castagneto Marittimo ops🤭 Carducci – cioè in quel di Bolgheri? E proprio nel Comune di Castagneto sorge l’Azienda agricola Micheletti [scoprila qui], produttrice del vino in assaggio oggi, il Rosso di Toscana Bolgheri DOC 2020. Che si presenta visivamente di rosso rubino splendente (ridajè con ‘ste rime baciate😘), dai profumi lievi ma nitidi di ciliegia, fragolina di bosco, mora selvatica e un touch erbaceo. Attacco in bocca piacevole, anche se sarebbe desiderabile una maggior concentrazione di frutto. La struttura non ê imponente e pure la persistenza è sotto le attese, ma le frecce al proprio arco🏹 di questo Bolgheri 2020 STRABUONO💘 griffato Micheletti sono principalmente 3: una spiccata dote di riBevibilitá (questo rosso toscano scende in gola che è un piacere😋) e una bella piacevolezza di beva. 🤔Ma non erano 3 le frecce?🤔 Okay, chiudiamola qui, vado a ordinarne una dozzina di scatole, visto il prezzo…🤩 [assaggiato qui c/o IL PICCOLO TRIANON]
etichetta 8,78 | colore 8,26 | profumo 8,33 | densità 7,91 | persistenza 7,95 | tipicità 8,40 | struttura 8,24 | discesa in gola 9,54 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 9,58 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,60
Quando assaggi un vino rosso frizzante, pensi sempre di trovarti davanti a un qualcosa di banale, vicino a certi anonimi “vini sfusi da taverna” e lontano dalle emozioni forti che solo i rossi fermi sanno regalare. Mai preconcetto fu più sbagliato, assaggiando la Bonarda dell’Oltrepó Pavese Vigna delle More 2020 firmata Isimbarda [scoprila qui]. Economica sì – la bottiglia sta sotto i 10€ – banale anche no, dato che fin dal primo impatto palatale, sfodera una trama vinosa ricca e fruttata. Due note legate alla giovane azienda pavese ubicata nella frazione di Castello, a Santa Giulietta: nata soltanto nel 2019, ma evidentemente dotata di un progetto chiaro e idee ben precise su come realizzare vini di qualità, possiede una storia vinicola che risale ai Marchesi Isimbardi e a qualche secolo addietro. La Tenuta Isimbarda oggi rivive nelle mani di Claudio Battaini – in plancia di comando – e Daniele Zangelmi nel duplice ruolo di agronomo~enologo. E allora andiamo in assaggio: la Bonarda Vigna delle More scende nel calice di un bel rosso scuro profondo, al naso è macedonia di frutti di bosco con ciliege e mirtilli in bella evidenza su accenni di prugne e un pouffe tabaccoso, sullo sfondo. In bocca, come vi ho anticipato, esprime frutto e concentrazione di polpa, che raramente capita di trovare in un vino frizzante di questo costo (e non solo…). La struttura è delicata e contemporaneamente complessa, con sufficiente persistenza e retrogusto secco, pulito, giustamente amaricante. Tirando le somme, questo Vigna delle More 2020 è un vino STRABUONO💘 di fascia altissima, con ben 3 punti di forza inattesi in un vino frizzante a questa fascia di prezzo: struttura, RiBevibilitá, retrogusto. A un nonnulla dalla fascia maxima. E brava Isimbarda!👏👏👏 Post Scriptum: mi sono dimenticato di sottolineare che questa Bonarda è certificata BIO🍃 e interamente proveniente da vigneti di proprietà. RiBrava Isimbarda🙌.
etichetta 8,93 | colore 8,75 | profumo 8,69 | densità 7,84 | persistenza 7,81 | tipicità 9 | struttura 8,73 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,70
A parte Bibenda, tutte le Guide vinicole nostrane premiano Vigna Rocca sia per il rapporto qualitá/prezzo – sta intorno ai 10€ – sia per il valore qualitativo assoluto. Stiamo parlando di un bianco romagnolo che si presenta nel calice con toni decisi arancio🍊 sgargiante, sicuramente frutto di macerazione con i propri sedimenti, i propri acini, i propri lieviti. Orange wine? In effetti questo Romagna DOCG Albana secco Vigna Rocca 2020 griffato Tre Monti ha tutte le peculiaritá di un bianco macerato, con profumi invitanti di frutta gialla stramatura, ananas, passion fruit. Scivola denso nel calice e ammalia il palato con un caleidoscopio gustativo ricco, polposo, con l’aggiunta di una struttura complessa e una persistenza lunghissima. Retrogusto ammandorlato e piacevolezza di beva strepitosa, rendono l’idea di essere davanti ad un Albana CAPOLAVORO🏆 di spiccata (e rarissima) tipicitá, capace di sorprendere ed emozionare oltre ogni attesa. Un debutto con il botto😍 per gli assaggi di questo mese e come dice il proverbio: “chi ben comincia…”😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: sará un caso fortuito che l’etichetta del Vigna Rocca sia tutta giocata sulle sfumature dei colori giallo~arancio?😳 Post Scriptum bis: in controetichetta, oltre al logo della certificazione vino BIO🍃, c’è anche quello della FiVi: gran bel colpo💪 per i Vignaioli Indipendenti! Post Scriptum ter: ben 5 “10” per un vino a questo basso livello di costo, sono un risultato miracoloso! Post Scriptum quater: grave svista per Bibenda…
etichetta 9,03 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 9,24 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 9,72 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
Oggi andiamo in Piemonte, nel Monferrato astigiano, dove – quasi 60 anni fa – Don Cauda, parroco di Castagnole, s’innamoró di un vitigno locale e ne divenne promotore e produttore😳. Qualche anno più tardi… Montalbera, una bella realtá vitivinicola della zona, s’innamora pure lei del Ruché e ne inizia una copiosa produzione, che ci porta dritti dritti al Ruché di Castagnole Monferrato DOCG Laccento 2020, in assaggio oggi. Che si presenta di colore rubino tendente al granato, con profumi erbacei, fruttati e un touch floreale che pervade l’olfatto. Attacco in bocca quasi timido, di una delicatezza che peró cresce d’intensitá inattesa, sorso dopo sorso, quasi che le papille linguali dovessero “acclimatarsi” a questo curioso vino piemontese. Curioso, perchè capace di unire l’iniziale vinosità delicata, con un’intensa e lunghissima persistenza palatale, che poi sfocia in un elegante retrogusto finale. Inutile dire che siamo davanti ad un CAPOLAVORO🏆 che emoziona e sorprende oltre le più rosee attese. E a proposito di rose🌹… sì, sul finale di beva, resta netto e indimenticabile il touch del fiore-simbolo dell’amore😍, quasi a rimarcare che è impossibile non innamorarsi del Ruché Laccento💖.
etichetta 8,03 | colore 9,14 | profumo 9,23 | densità 8,60 | persistenza 9,75 | tipicità 9,72 | struttura 8,12 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45
Storpiando, volutamente, un noto proverbio popolare, andiamo oggi a scoprire il Chianti Classico prodotto da una piccola azienda oleo~vinicola denominata Maurizio Brogioni Winery [scoprila qui] con vigneti e oliveti ubicati sul colle – con vista su Greve in Chianti – di Montefioralle. E proprio nella piazzetta di Greve, a cena in una piccola osteria, ho avuto modo di apprezzare il Chianti Classico 2020 firmato Brogioni. Che mi è apparso subito convincente al naso, con nitidi profumi di frutti neri e un pouffe di arancia sanguinella. Attacco palatale polposo e ricco di frutto, con un bell’equilibrio dolce-acido a mettere in risalto una beva appagante e perfettamente aderente alla DOCG di appartenenza. Tannino presente ma non prevaricante, persistenza e struttura di ottimo livello, per un Chianti Classico dotato di eleganza e potenza mai sopra le righe, in un profilo complessivo di grande piacevolezza gustativa: segno che Maurizio Brogioni sa come fare “il vino bono” e infatti agguanta agevolmente la categoria CAPOLAVORO🏆 con una valutazione totale al di sopra delle attese. Unica nota stonata in questo quadretto idilliaco, il prezzo: pericolosamente intorno al limite dei 21€ e forse un filo sopra la media della tipologia di appartenenza.
etichetta 8,90 | colore 9,16 | profumo 9,20 | densità 8,94 | persistenza 9,18 | tipicità 9,50 | struttura 9,12 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,37 | ribevibilità 9,38 | prezzo 8,10| piacevolezza globale 9,20
… anzi, è Boneé! Al calice, di un bel giallo paglia con flash ambrati, si fa subito apprezzare per gli archetti benauguranti, che svolazzano sulla superfice del vetro. Al naso: bei profumi di banana, lime, arancia amara e un pouffe di ananas🍍. Attacco in bocca fruttato, con un sorso di buona struttura e notevole freschezza (l’annata 2020, a mio parere, ci mette del suo). Con una chiusa sorprendente, lato retrogusto, per l’estrema coerenza – più che per la persistenza, nella media – e per una lunghezza senza fine. Questa Falanghina del Sannio Taburno DOP Boneé firmata Masseria Frattasi, l’ho scoperta per caso, incuriosito dal premio dei 3 bicchieri elargito dalla guida Gambero🦐 Rosso proprio all’annata 2020 in assaggio. Che si è rivelata un CAPOLAVORO🏆 di notevole profilo gustativo, ad un prezzo decisamente conveniente. Un plauso al duo Renato Ciaramella~Anna Oliviero, per “le cure” in vigna e in cantina, che hanno portato ad una Falanghina davvero di alto livello. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo].
etichetta 9,05 | colore 9,13 | profumo 9,26 | densità 9,02 | persistenza 8,06 | tipicità 8,83 | struttura 8,51 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
Riccardo Bianco è il proprietario/agronomo/enologo di Mongioia, cantina piemontese locata a Valdivilla – frazione di S. Stefano Belbo, nel cuneese – specializzata/appassionata di Moscato. La Moscata 2020 in assaggio oggi, è un Moscato d’Asti DOCG Canelli vinificato in anfora🏺 e, diciamolo subito, le emozioni che ne scaturiscono sono in chiaroscuro. Tra i punti di forza, spiccano sicuramente la freschezza, la RiBevibilitá e una struttura vinosa sconosciuta alla tipologia. Punti deboli, una dolcezza “con il freno a mano tirato” e un prezzo al di sopra della media (nei dintorni dei 20€), seppur giustificato dalla particolare vinificazione. Entriamo nel vivo dell’assaggio: al calice, fascinoso giallo paglierino con nuance ambrate; al naso👃 pera, mela, banana e un touch erbaceo abboccato. Attracco⚓ in bocca di bella freschezza, per poi aprirsi a ventaglio con una beva fruttata, di interessante struttura ed eleganza. Dolcezza sotto la media, sostituita da note sapide che sicuramente si potranno sposare alla perfezione con dessert dolci-non-dolci oppure con antipasti “dolciastri”🦐 di mare. L’abbinamento scelto da me – 1000foglie alla crema chantilly, teorico perfect match con il Moscato d’Asti – ha regalato emozioni risicate e pertanto Moscata 2020 si posiziona in zona crosspoint di fascia STRABUONO, senza peró quel guizzo emozionale che gli avrebbe garantito ben altra valutazione.
Post Scriptum: bella ed elegante l’etichetta, impreziosita dall’aggiunta di sfiziosa picture🖼 di un’anfora. Bonus +1 pt. per la certificazione Bio, ridotto a 0,50 pt. dalla dicitura “imbottigliato da”.
Post Scriptum bis: se memoria non m’inganna, l’annata 2018 de LaMoscata (all’epoca si chiamava così) fu premiata da Bibenda 2020 come uno dei 10 vini dell’anno [scoprilo qui]. Cosa è cambiato da allora? 🤔
etichetta 8,98 | colore 9,15 | profumo 8,53 | densità 8,21 | persistenza 8,82 | tipicità 9 | struttura 9,23 | discesa in gola 8,91 | retrogusto 8,55 | ribevibilità 9,19 | prezzo 8 | piacevolezza globale 8,35
Oggi in assaggio, il divertente e fragrante Re Manfredi bianco 2020 Basilicata IGT – blend di uve müller thurgau e gewürztraminer – vinificato da Terre degli Svevi, cantina lucana appartenente alla galassia G.I.V. – Gruppo Italiano Vini. Bianco che si presenta alla vista di color giallo intenso e, al naso, profumatissimo di susina, albicocca, con un touch di arancia stramatura. Al palato, si conferma la ricchezza aromatica su una trama di note lievemente abboccate, ma in perfetto equilibrio gustativo con la scia sapido~agrumata del finale. Insomma, un sorso gioioso e beverino per un bianco che agguanta la fascia di valutazione maxima, per un capello: CAPOLAVORO🏆 decisamente inatteso, data la provenienza da una regione, la Basilicata, notoriamente più vocata per i rossi. Evidentemente, Paolo Savo Sardaro e Giandomenico Longo – in cabina di regia agronomica – e l’enologo Christian Scrinzi – in cantina – si sono attrezzati per i miracoli😍. Bravi davvero👏👏👏! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 8,52 | colore 9,08 | profumo 9,13 | densità 8,16 | persistenza 8,30 | tipicità 8,87 | struttura 8,27 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,36 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,65
Quando, poco più di 1 anno fa – era il 9 Febbraio 2021 per la precisione – ho deciso di aprire un blog dedicato alla ricerca di quei vini di basso costo ma di qualitá maxima, speravo proprio di fare “incontri ravvicinati” e inattesi come quello che vado a raccontare nell’assaggio odierno. Io amo le cose complicate: facile tirar fuori un 💯ino (e oltre…) per comprare~stappare una bottiglia 🔝! Meno facile – e decisamente caotico nella scelta a priori – tirar fuori 10/15€ e comprare una bottiglia, che poi all’assaggio si riveli stellare🤩. Eppure è quello ch’è capitato a me, dinanzi al Primitivo di Manduria DOP Passo del Cardinale 2020 griffato Paolo Leo. Al naso, bei profumi di frutti neri, mora e prugna in evidenza, con un touch di ciliegia cotta. Al palato: marmellata di more, prugne e ciliegie, con un pouffe di note vanigliate e boisè, su una trama di struttura elegantissima ma polposa, basata su tannini dolci e gustosi. Notevole morbidezza e rotonditá di beva, con un finale fruttato di persistenza infinita e un retrogusto intenso e mooolto lungo. Tale CAPOLAVORO🏆 STELLARE proviene dalla Puglia, costa intorno ai 10€ (dieci euro😲, avete letto bene) e sono pronto a giocarmelo, per confronti in doppio cieco, con qualsiasi altro vino🍷 di qualsivoglia costo. Masseti, Sassicai, Baroli Monfortini, Amaroni, Barbareschi e Brunelli, siete avvertiti!🤓 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: onore alla Guida Gambero🦐 Rosso (e 10 punti guadagnati nella classifica delle Guide), che me lo ha “suggerito” e standing ovation👏👏👏 di 10 minuti per Paolo Leo, figlio di più generazioni di “paolilei”😁 vinicoltori e papá di Nicola Leo, enologo delle Cantine Paolo Leo con sede in quel di Sandonaci, nel brindisino.
Post Scriptum bis: 10 punti di penalitá a Slow Wine, Vitae, Veronelli e Bibenda – a rimescolar le carte nella classifica delle Guide, in divenire – che non hanno dato il punteggio maximo al Passo del Cardinale “stellare”✨ 2020.
Post Scriptum ter: con questo vino, Paolo Leo (& family) han prenotato, con largo anticipo, un posto “da capotavola” al banchetto dei Vini dell’anno Emotional Wines 2023, che si terrá il 6 Gennaio del proximo anno…😍
etichetta 8,87 | colore 9,68 | profumo 8,98 | densità 9,20 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,61 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
Chiariamo subito che “il bellone” non è un famoso playboy di Anzio😁, bensì un vitigno autoctono del Lazio, che è alla base del bianco in assaggio oggi: Anthium Bellone Lazio IGP 2020. Che si presenta nel calice di un bel color giallo dorato, mentre al naso esprime profumi di susina claudia stramatura, agrumi e una nota di mango. Attacco in bocca molto garbato, ma poi bella l’apertura a ventaglio sulle papille linguali, con una spettacolare morbidezza di fondo in perfetto equilibrio con la mineralitá che chiude la beva con eleganza. Il sorso è potente, strutturato, persistente e dotato di grande piacevolezza: siamo indubbiamente davanti ad un vino CAPOLAVORO🏆, firmato Casale del Giglio e ben realizzato da Paolo Tiefenthaler, nella doppia veste di agronomo/enologo. Chapeau🎩 mérité! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,83 | colore 9,04 | profumo 9,16 | densità 8,69 | persistenza 8,82 | tipicità 9,40 | struttura 8,80 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 9,17 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
Vi rendete conto che son passati quasi 40 anni da quando Luca Carboni intonava questa song “tutta da mangiare”🤩? E le fragole sono il leitmotiv del vino di oggi, il Valpolicella Classico DOC Caleselle 2020 griffato Santi (Gruppo Italiano Vini). Ovviamente, siamo in Veneto – nel veronese, a San Pietro in Cariano – e il rosso che ne vien fuori è un vino dai profumi nitidi di fragole🍓, che ritornano ben percepibili anche al palato, contraddistinto da una piacevole aciditá, una struttura leggera ma non troppo e una tannicitá leggiadra, con naturali limiti di persistenza e retrogusto. Il Caleselle 2020 è il classico vino STRABUONO💘 da mettere in tavola quotidianamente: non impegnativo e sicuramente conviviale, di fresca piacevolezza e grande RiBevibilitá. Perfect match con tacchino e pollo🐔 cucinati a piacere. [comprato su VINICUM a questo prezzo].
etichetta 8,79 | colore 8,01 | profumo 8,54 | densità 7,64 | persistenza 7,41 | tipicità 8,56 | struttura 7,49 | discesa in gola 8,92 | retrogusto 7,42 | ribevibilità 9,30 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 7,90
…realizza vini dal 1880 e puó pure permettersi il lusso di sperimentare e andare “fuori dagli schemi”. Se vi dico Primitivo di Manduria oppure Nero di Troia, sicuramente vi vengono in mente 2 rossi tipici della Puglia, giusto? No, sbagliato🙃, perché Angiuli Donato va controcorrente e ci realizza 2 passiti😳. E anche con il bianco in assaggio oggi, un Moscato della linea Maccone, Angiuli rimescola le carte e ci regala una versione secca(!) inattesa e sorprendente [scopri qui i vini di ANGIULI]. Giá all’aspetto – giallo dorato – e al profumo – banana e ananas🍍- il Puglia IGP Moscato Bianco 2020 è decisamente fuori dagli schemi. Per non dire poi dell’attacco in bocca, per 1 nanosecondo velatamente dolce, per poi virare verso armoniose note saline e acidule, in un sorso di grande eleganza e pulizia di beva. In questo bianco di Angiuli c’è morbidezza e rotonditá, mai disgiunta da freschezza e sapiditá, a rendere questo Moscato Secco 2020 un vino STRABUONO💘 dotato di sublime piacevolezza e tipicità. Abbinamento perfetto per pesci in guazzetto o, perchè no, un piatto di pasta fresca pachino🍅 e burrata. Pugliese, of course😋. [comprato su WINE EXPERT a questo prezzo] Post Scriptum: valutazione al di sotto delle attese per l’etichetta, poichè il Moscato è secco sul “davanti” e diviene bianco sul retro e per quel “imbottigliato da”🤬 che stona in una bottiglia del genere. In pratica, un “quasi” capolavoro, scivolato sulla classica buccia di banana🍌…
etichetta 6 | colore 9,50 | profumo 8,48 | densità 8,49 | persistenza 8,27 | tipicità 10 | struttura 8,30 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 9,03 | ribevibilità 8,72 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
L’assaggio di oggi è la prova provata – se mai ce ne fosse stato bisogno – del perché questo blog “se non ci fosse, dovremmo inventarlo”🤩. Ego smisurato a parte😜, sono molto felice di raccontarvi l’assaggio odierno di… – spoilero – un grande vino toscano ad un piccolo prezzo: Morellino di Scansano DOCG Vigna Benefizio 2020, realizzato dalla Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano [scoprila qui]. Etichetta bella ma non bellissima, vino di color rosso scuro profondo, con effluvi di frutti rossi e arancia sanguinella, al naso. Al palato é di bella struttura e di notevole persistenza, con una succositá di beva che sorprende ed emoziona. E, come se non bastasse, questo Morellino ha anche un’autenticità di beva che lo fa diventare – come dire? – appetitoso, cioé di infinita RiBevibilitá. Applausi👏👏👏 a scena aperta per questo Morellino di Scansano CAPOLAVORO🏆, che non finisce di stupirmi anche sul lato prezzo: con un po’ di ricerca (e fortuna: io l’ho trovato al super!) é possibile trovarlo ben al di sotto dei 10€🤑 e quindi, rileggetevi il title…⬆
etichetta 8,98 | colore 8,96 | profumo 8,74 | densità 8,28 | persistenza 8,80 | tipicità 8,,97 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15
Giuro spergiuro🤞 che non ho mai conosciuto prima tale vitigno: il pallagrello bianco, l’uva🍇 alla base dell’assaggio odierno, premiato dalla guida del Gambero con i 3 bicchieri🍷🍷🍷. Lo realizza Michele Alois, in quel di Pontelatone, nel casertano. Il suo Terre del Volturno IGT Caiatì 2020 si presenta di un bel giallo dorato accattivante, con profumi di frutta bianca su uno sfondo dominato da dolci note agrumate. In bocca è morbido, elegante, di grande finezza gustativa: certo, non si fatica a desiderare una maggior concentrazione di frutto e una struttura più complessa, ma poi alla fine si comprende che la scelta – sicuramente ricercata e non certo casuale – è quella di un bianco campano che predilige l’eleganza e la piacevolezza di beva, anzichè la potenza💪 muscolare fine a se stessa (e sicuramente fuori luogo in un vino del genere). Caiatì 2020 è STRABUONO💘 di fascia alta: una bottiglia perlopiù caratterizzata da un rapporto qualitá-prezzo da oscar. Un plauso alla family Alois👏👏👏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: proprio per il rispetto dovuto a vignaioli capaci come gli Alois, la guida Gambero🦐 Rosso dovrebbe evitare “il largheggiamento premiante” 🤩 che talvolta è fuori contesto, come in questo caso.
etichetta 8,78 | colore 10 | profumo 8,36 | densità 8,28 | persistenza 7,77 | tipicità 8,86 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,79 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65
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