...che rende onore al Friuli Venezia Giulia e alla tradizione vinicola - tramandata di famiglia in famiglia - del bianco autoctono tipico qual è il Friulano. Vitæ, la Guida vini dell'Associazione Italiana Sommelier, lo ha premiato con il maximo riconoscimento della gemma💎 e col punteggio stratosferico di 95.5 nell'annata 2021. Quella in assaggio odierno è invece la 2020, che mi accingo a stappare con forti aspettative: resterò deluso? avrò piacevoli conferme? Lo scopriamo subito, versando nel calice un vino che si presenta di color giallo oro, con freschi profumi di mandarancio e dolci note di pesca nettarina, che trovano poi bella corrispondenza anche al palato. Nel senso che: c'è un equilibrio davvero speciale tra le note agrumate e quelle dolci, con una sapidità di fondo che si sposa alla perfezione con una morbidezza alcolica da 1° della classe. I 13,5° di alcool sembrano nettanente inferiori alla morbidezza/rotondità di beva, spesso "a braccetto" con gradazioni alcoliche superiori. Però questo Friulano del Collio DOC Valeris 2020 ha decisamente una marcia in più rispetto a molti (se non tutti...🥰) bianchi friulani dello stesso vitigno/della stessa tipologia. Qui c'è una persistenza aromatica di intensità estrema, che insieme ad una (a dir poco: perfetta) scia salina di fondo, corroborata dalla morbidezza dell'alcool, si fonde in una beva sì potente, ma contemporaneamente, rinfrescante e di grande godibilità. Io non ho la più pallida idea di come facciano in casa Muzic (Giovanni, Fabijan ed Elija, coadiuvati dall'enologo Giorgio Bertossi) a realizzare un vino bianco con tali peculiarità gustative, ma non ho alcun dubbio su "cosa ne pensi l'algoritmo" in merito alla valutazione del Friulano Collio DOC Valeris 2020 targato Muzic: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 + valutazione "monster"🙈 di 117,11 è la conferma di essere al cospetto di un vino INEGUAGLIABILE❗️
Post Scriptum: ed ho assaggiato la 2020.... possibile che la 2021 sia superiore???
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,78 | densità 9,83 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,11
... a 4 anni di distanza dalla vendemmia! Diciamolo subito, il tappo è intatto e al colore - giallo paglia dorato - il vino sembra perfetto. I profumi, tutti incentrati su agrumi stramaturi con un pouffe di pesca sullo sfondo, sono invoglianti la beva. Che si presenta decisamente sontuosa, fruttata, con un equilibrio a dir poco esemplare tra le note acido~minerali, che donano profondità ed eleganza, e quelle morbide, quasi abboccate, che trasformano il gesto di bere un bicchier di vino, in un'emozione paradisiaca😋. Attenzione⚠️, non è una cosa scontata, non è una cosa che capita con ogni bottiglia. In questo caso, Pierpaolo Sirch - nel doppio ruolo di agronomo & enologo per F.S.G. - ha fatto una magia: ha trasformato un vino a base di uva greco originaria di un paesino dell'avellinese (Tufo, appunto, con le vecchie miniere di zolfo che lo caratterizzavano) in un nettare di-vino INEGUAGLIABILE. Ecco perchè le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 del Greco di Tufo DOCG Cutizzi 2021, griffato Feudi di San Gregorio, se le merita anche il winemaker. E brave anche le 2 Guide vini Bibenda e Vitæ (2023 edition), che lo hanno apprezzato e valutato al TOP (5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇FIS, 4 viti AIS).
Post Scriptum: rapporto emozioni/prezzo STELLARE🌟!
etichetta 8 | colore 9,62 | profumo 10 | densità 9,57 | persistenza 10 | tipicità 9,69 | struttura 9,55 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,80 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,23
Oggi siamo in Friuli e, più precisamente, a Mossa, nel goriziano. È lì, in quei colli, che nasce il bianco in assaggio oggi: è il Friulano 2020 targato Ronco Blanchis, un'Azienda capitanata da Giancarlo Palla & family.
Premiato dall'AIS con le 4 viti, sono curiosissimo di assaggiarlo e "capirlo". Agli occhi👀, appare di un bel giallo intenso con flash dorati (consideriamo che i 5 anni, o quasi, passati in bottiglia, possono incidere sul colore del vino). Al naso, è una macedonia mela/pera/banana con un touch di ananas🍍. In bocca, entra sommessamente, con garbo, ma poi stordisce le papille linguali con un sorso fruttato - coerente con i profumi - ma dotato di una vinosità intensa e, passatemi il termine, tridimensionale. Cioè: siamo all'estremo Nord (-Est) d'Italia, ma sembra di essere al Sud, per la corposità di beva di questo strepitoso bianco! E cotanta "cicciosità"🤩 non è però disgiunta da una struttura di grandisssima finezza ed eleganza, che ne garantiscono la ribeva ad oltranza, anche oltre la 1° bottiglia😜. Signore e signori, siamo dinanzi ad un vino INEGUAGLIABILE: di questi tempi, è una rarità trovare una bottiglia sotto i 20€ che si classifica nel "regno degli specials", ovvero insieme a quei top wines che arrivano a costare fino a 50€. Rapporto emozioni/prezzo da urlo❗️
👏👏👏 Applausi a scena aperta agli "autori" di questo bianco super - Nazareno Misuri in vigna e Gianni Merotti in cantina - e 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 (che vorrei consegnare personalmente, in cambio di 2 magnum🤪) al Friulano Collio DOC di Ronco Blanchis!
etichetta 8 | colore 9,75 | profumo 9,76 | densità 9,32 | persistenza 9,84 | tipicità 10 | struttura 9,50 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,88 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,05
Apriamo gli assaggi d'autunno '25 con un cru di Falanghina Campi Flegrei DOC realizzata da La Sibilla, cantina partenopea già conosciuta in precedenza con l'assaggio della Falanghina "base". Cruna de Lago, ha un palmarès di alto livello: 4 viti AIS sia per l'annata precedente che per quelle successive, 4 grappoli Bibenda per la 2019 e ben 3 stelle⭐️⭐️⭐️ oro sulla Guida Vini Veronelli❗️
Viste le premesse, visti i premi e vista l'importanza della bottiglia lato prezzo (venduta a non meno di 25€), mi aspettavo di sussultare dalla sedia fin dal 1° assaggio. Eppure, già in fase di stappatura - pur essendo stata conservata distesa e a temperatura costante di 12°❄️ nel mio "personal frigo-wine" - qualcosa non tornava: il sughero non ha opposto alcuna inerzia al cavatappi, con la sensazione - osservandolo meglio - che fosse "inzuppato" di vino, una cosa che non mi era MAI capitato in precedenza o perlomeno a partire dal 2021, anno di nascita di questo blog. L'assaggio, ovviamente, finisce qui e non posso certo valutare una Falanghina che, in tutta evidenza, ha avuto un SERIO PROBLEMA legato al sughero. Io però ho provato a berla e ho preso nota di tutte le caratteristiche (mancate) e del sapore sgradevole del vino che, per valutarlo, dovrei inserire una nuova categoria: IMBEVIBILE🤮, ma non mi sembra corretto...
POST SCRIPTUM: l'acquisto, effettuato qualche anno fa su un noto sito online, non mi ha ovviamente pernesso di restituirla o chiederne la sostituzione🤬.
POST SCRIPTUM bis: a titolo di cronaca, ho girato il link di questo assaggio anche a La Sibilla, per informare Vincenzo di Meo - patron della Cantina con sede a Bacoli - dell'accaduto.
…negli anni: l’annata in mio possesso – in assaggio oggi – è la 2020, premiata con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 da Bibenda. Ma le annate precedenti e quelle successive, hanno raccolto pure le 4 viti di AIS~Vitæ, il voto maximo di 99/100esimi da Luca Maroni e altri premi “a giro per il mondo🌍”. Manca solo la voce de “il Giudizio Universale”😉 (by Emotional Wines!) al palmares di questo vino realizzato dalla cantina laziale Poggio Le Volpi [scoprila qui]. Bottiglia esteticamente STRA-TO-SFE-RI-CA (❗️): di dimensioni e peso superiori alla media (sembra più una bottiglia da 1 litro, che da 0,75), con un’etichetta bellissima, elegantissima, realizzata in modalità state-of-the-art. Tutta questa “bellezza del vestito” mi preoccupa sul contenuto: spesso, se non sempre, l’abito non fa il monaco… fatte salve le cd. eccezioni e magari sarà il caso del Donnaluce 2020 (chi può dirlo? lo scopriremo solo bevendo😋). Che si presenta di un bel giallo dorato nel calice, con bei profumi di frutta a polpa gialla: in particolare, si percepiscono nuances di albicocca e pesca tabacchiera. In bocca appare denso, morbido, rotondo, elegante. Ecco, ho detto tutto sul carattere di questo “blend di uve malvasia e chardonnay” laziale, che si accaparra con estrema facilità le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è il Bianco Lazio IGP Donnaluce 2020 griffato Poggio Le Volpi. Indubbiamente Felice Mergè, proprietario ed enologo di questa bella realtà dei Castelli Romani – siamo a Monte Porzio Catone – ambisce a realizzare uno dei bianchi più morbido~eleganti del panorama vinicolo nostrano. E secondo il mio umile e modesto parere degustativo, ci riesce alla grande…👏👏👏 (applausi scroscianti) Post Scriptum: pensando e ripensando a quel fin troppo generoso voto di 99/100 espresso dall’enoMaster Luca Maroni, mi sovviene una critica “costruttiva” per il Donnaluce. Pur essendo dinanzi ad una bottiglia di alto livello gustativo, se soltanto Felice Mergè riuscisse ad aggiungere profondità e tridimensionalità al sorso – con un touch di maggior sapidità e mineralità, le note deboli di questo vino – farebbe volare ancora più alto il Donnaluce, che entrerebbe meritatamente nel gotha degli “specials“: quei vini memorabili/ineguagliabili, uguali a nessuno.
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,36 | densità 10 | persistenza 9,30 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,09
mi ha emozionato perché è denso, morbido, rotondo ed elegante
Capito per caso, gironzolando tra boschi, mare e laghi (🐻!), in un lembo di terra che si chiama Liguria, ma che potrebbe benissimo essere Toscana, dato il confine vicinissimo alla terra di Dante. Siamo sui Colli di Luni, nello spezzino, dove Laura Angelini (& family) realizza qualche decina di migliaia di bottiglie di vino con l’etichetta La Pietra del Focolare [scoprila qui], aderente alla FIVI – Vignaioli Indipendenti. Lo scorso anno, il Vermentino Solarancio 2021, si aggiudicò sia il maximo riconoscimento della guida Vitæ, 4 viti, sia il premio aggiuntivo del tastevin regionale, assegnato al vino tipicamente più rappresentativo della regione di appartenenza. Quindi, premi e premesse a parte, andiamo a sviscerare pregi e difetti – rigorosamente misurati dall’Al.Qu.Pro. (Algoritmo Qualitativo Proprietario) a doppio decimale – del Vermentino Colli di Luni DOP Solarancio 2022: al naso, vengo pervaso da un bouquet agrumato con lievi nuances di salsedine sullo sfondo. Attacco in bocca di grande finezza, con un sorso tutto giocato sulle note fruttate di arancia🍊 e un mix di agrumi, in un magico equilibrio con le note sapide e acidule che regalano una fragranza struggente e una succosità memorabile. La persistenza e il retrogusto, ça va sans dire, sono di intensità e di lunghezza strepitosi, per un Solarancio 2022 INEGUAGLIABILE: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate! Post Scriptum: si è capito che questo Vermentino mi ha fatto perdere la testa🤪 e innamorare perdutamente🥰? Post Scriptum bis: fa il vino Stefano Salvetti, supportato in vigna da Gianluca Grassi. Per loro, per Laura, per Linda: 👏👏👏👏standing ovation👏👏👏👏!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,81 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,81
mi è piaciuto perché è profumatissimo, succoso, elegante, fruttato e persistente
Lo so, non amo assolutamente🤥 spoilerare fin dal title: ma quanno ce vo’, ce vo’😁. L’assaggio odierno ci porta sul Garda e, più precisamente, a Desenzano, ove ha sede Selva Capuzza [scoprila qui], la cantina produttrice del Lugana Riserva DOC Menasasso 2016. Che si presenta, visivamente, di giallo oro vestito, sprigionando profumi intensi di cedro, susina, pesca noce e spezie. Attacco in bocca lievemente aggressive, pizzicando le papille linguali, ma poi lascia spazio ad un sorso sontuoso, ricchissimo di frutta – in perfetta coerenza con i profumi – di struttura e complessità importante, con persistenza aromatica di suuuper lunghezza e intensità; idem dicasi per il retrogusto finale, quasi infinito, con l’unico appunto di una nota amaricante/tabaccosa, un filo disarmonica. Cosa aggiungere oltre? Che Donatella Vezzaro (in vigna) e Renato Beozzo (in cantina) sanno, evidentemente, come “coccolare” al meglio l’uva🍇 Lugana che dà vita a questo CAPOLAVORO di Menasasso 2016: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di altissimo livello! E la family Formentini, proprietaria di Selva Capuzza, non può far altro che “gongolare” di tale riuscita dell’etichetta, perlopiù premiata dall’AIS, nella guida Vitæ 2021, con il voto maximo delle 4 viti. Mentre io, senza accorgermi di aver già terminato la bottiglia, ho iniziato a “dondolare”🤪 come se non ci fosse un domani…
etichetta 7 | colore 9,88 | profumo 10 | densità 9,74 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,56 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,29
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, corposo e persistente
Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁. Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65 PUNTEGGIO TOTALE 113,48
mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant
Cioè… mi sento piccino picciò ad andare a stappare – per poi raccontarvi le emozioni di assaggio – un vino passito realizzato da una cantina piemontese con 130 anni (centotrenta!😱) di storia vitivinicola alle spalle: Orsolani [scoprila qui]. Emozioni che partono dal colore di questo vino dolce a base di uve erbaluce in purezza: oro antico con riflessi arancio~bronzei! Al naso👃 sono netti i profumi di datteri, miele🍯 e zibibbo sotto spirito, mentre in bocca è denso, ammandorlato, di micrometrica coerenza con l’olfatto e dotato di 2 aspetti stra-ordinari: persistenza e retrogusto intensi e di lunghezza infinita. A tratti, questo delizioso nettare passito, mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi di antichi assaggi di vinsanti toscani “occhio di pernice” d’antan. Peró nel Sulè – traducibile in solaio, che poi è il luogo di appassimento delle uve – c’è un equilibrio tutto suo tra le note acetiche e quelle zuccherine: probabile che Massimo Pinna in vigna e Sergio Paolucci in cantina, siano dotati di “bacchetta magica”🥢 atta a far trasformare i grappoli di erbaluce appassiti, in un vino INEGUAGLIABILE ai vertici della tipologia. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 al Caluso Passito DOCG Sulè 2017 griffato Orsolani, per un vino dolce stratosferico! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: bravi anche Bibenda e AIS Vitae, che hanno premiato il Sulè 2017, rispettivamente, con 5 grappoli e 4 viti.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,13
mi ha emozionato perché è magicamente denso e concentrato
Oggi vi porto a Vigolzone, nel piacentino, dove la cantina La Tosa realizza un bianco a base di Malvasia di Candia, più volte premiato dai 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso e dalle 4 viti AIS Vitæ: Sorriso di Cielo. La versione 2020 si presenta di un bel giallo carico con scintillanti nuance dorate; nel calice appare di buona viscosità – a presagire ricchezza e succosità di frutto – e bei profumi di pesca stramatura, ananas e susina Claudia (ognuno ha il suo naso: in controetichetta si riportano profumi di fresia, tè al bergamotto, frutti tropicali🤔).Attacco in bocca morbido, suadente, rotondo, a tratti abboccato; poi il sorso diventa polposo, fruttato e sopratutto dotato di una piacevolezza strepitosa, dalla quale condiscende una persistenza aromatica di bella intensità e lunghezza. Stefano Pizzamiglio, nella duplice veste di agronomo ed enologo – oltreché comproprietario, con il fratello Ferruccio, de La Tosa [scoprila qui] – riesce a realizzare un vino bianco “instant classic”, che quindi punta dritto ai piani alti della fascia CAPOLAVORO. Dirò di più: a tratti, sembra avere potenzialità evolutive che… quasi quasi, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 sembrano addirittura “attillate” per questa piacevolissima Malvasia Colli Piacentini DOC Sorriso di Cielo 2020 griffata La Tosa [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: controetichetta dalla ricchezza d’informazioni davvero esagerata! Touch narrativo~poetico a parte – vedi l’incipit con citazione di Platone – è da standing ovation👏👏👏 l’accuratissima descrizione relativa alle fasi di produzione e imbottigliamento dell’etichetta, perlopiù riportante anche il numero (❗️) della bottiglia stessa. Chapeau🎩 obligé. Post Scriptum bis: come se non bastasse, ci tengo a sottolineare che questo strepitoso vino è certificato BIO🌱 e proviene da un’Azienda aderente alla FIVI, la Federazione dei Vignaioli Indipendenti. Chapeau🎩 2ème!
etichetta 8,50 | colore 9,82 | profumo 9,54 | densità 9,38 | persistenza 9,62 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,73
mi ha emozionato perché è fascinosamente morbida, fruttata e polposa
Metti un sabato pomeriggio d’inizio primavera, in quel di Cesena – nei padiglioni della Fiera – con oltre 100 vini provenienti da Romagna, Emilia, Marche, Umbria, contraddistinti da un unico denominatore comune: le 4 viti AIS, ovvero il maximo premio assegnato dall’Associazione Italiana Sommelier ai vini delle regioni sopracitate. Aggiungi gli oltre 20 banchi di assaggio con una “cinquina” di vini ciascuno, tutti serviti nel calice dagli esperti sommelier AIS. Ne esce fuori un report che raccoglie le note di assaggio di una 20ina di vini selezionati “random” (che poi non è proprio un “accaso accaso”😁, ma una sensata selezione) a titolo di autosuggerimento😉 per i proximi vini emotional da raccontare qui sul blog. Si parte? Foto + note, please!
L'Albana secco Fiorile di Fondo San Giuseppe, 1° assaggio del pomeriggio, si presenta un filo troppo acidulo, un filo troppo minerale, un filo troppo verticale. Comunque buono.
L'Albana in anfora Vitalba di Tre Monti, vinificato in anfora, è un bianco di bella personalità: speziato, con una nota fumé sul finale, mooolto interessante e particolare.
Il Sangiovese Riserva Ronco dei Ciliegi griffato Ronchi di Castelluccio è interessante come struttura, seppur un filo indietro: acido e sapido sul finale di beva, forse abbisogna di ulteriore affinamento in bottiglia, prima di essere stappato e degustato al meglio. Da riassaggiare nel 2024/25.
Il Petra Honorii della bertinorese Tenuta La Viola è una Riserva di Sangiovese moooolto interessante e di gusto classico, oltre le attese. Mi intriga... e non poco!
Il Sangiovese di Predappio Raggio Brusa griffato Condé si è rivelato moooolto aderente alle peculiarità tipiche della DOCG: frutti rossi e tanta succosità di sorso, con la classicissima chiusura dal finale lievemente amarognolo. Buono!
Il Sangiovese pluripremiato Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2019 targato Nicolucci molto buono, ma dal finale fin troppo acidulo: non mi è parso all'altezza del blasone e dei premi ricevuti negli anni. Da riassaggiare con calma...
La Barbera Riserva del Monticino si è rivelata succosissima, con tanta ricchezza di frutti rossi, bella freschezza ed equilibrata acidità. Una sorpresa in positivo!!!
E' la volta del "Balciana" firmato Sartarelli: pienezza di frutto, esemplare equilibrio tra dolcezza e acidità, mandorle, spezie e miele per un SUPER Verdicchio dei Castelli di Jesi. Forse il miglior bianco assaggiato!
Sapidità, freschezza ed eleganza sono i tratti caratteriali del Verdicchio di Matelica Mirum 2020 griffato Monacesca: straordinario anche il finale di beva con note speziate e fumé. Notevole!
Il NOI 150 di Belisario è una versione elegantissima del Verdicchio di Matelica, dotato di bella sapidità ma anche tanta morbidezza, per un finale dalla finezza esemplare. Tra i migliori bianchi assaggiati!
Grandissimo rosso di Velenosi! Il Roggio del Filare ha espresso rotondità, pienezza di frutto, eleganza e potenza al TOP.
Maria Letizia Allevi produce un rosso letteralmente strepitoso! Isra 2019 sorprende per freschezza, succosità di frutto e facilità di beva, pur in un contesto di notevole forza estrattiva. Prendere nota...
Ancora un Verdicchio,dei Castelli di Jesi, stavolta nella versione Riserva 2019 realizzato da Villa Bucci: un bianco marchigiano che stramerita tutti i premi di settore ricevuti. Il prezzo dell'etichetta è alto (50€ e dintorni) ma ancor più alte sono le emozioni che regala alla beva!!!
Andrea Felici e il suo cru di Verdicchio "Il Cantico della figura" Riserva è il MIGLIOR VINO BIANCO dell'evento: serve aggiungere altro?
Il pluripremiato e blasonatissimo Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti, annata 2018, è un Grande (con la G cubitale) vino rosso umbro: a cercarci il pelo nell'uovo, vorrei però sottolinearne la tannicità fin troppo possente. Che sicuramente aiuterà una longevità esemplare. TOP!
Il Montefalco Sagrantino Molino dell'Attone 2016 realizzato da Antonelli è un rosso tuttofrutto, di strepitosa pienezza di sorso, con note morbidi, suadenti. Per rotodità e piacevolezza di beva, è il MIGLIOR ROSSO assaggiato!
Il Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, qui nella versione 2018, non ha certo bisogno di presentazioni: siamo al cospetto di un SUPER SUPER vino pluripremiato, che colpisce d'impatto per grandiosa estrazione di frutto e conseguente pienezza di beva. Se proprio vogliamo trovarci un difetto: tannino un filo sopra le righe e chiusura di sorso fin troppo amaricante.
Il Campo del Guardiano 2019 di Palazzone è un grande, grandissimo Orvieto classico: pienezza di frutto, sapidità e rotondità di beva, per un bianco TOP!
Supersorpresa per il penultimo assaggio dell'evento, il Bianco 2020 Macondo: sorso fruttatissimo, ma c'è anche freschezza, sapidità, per un'etichetta davvero STREPITOSA. Tra i 3 migliori assaggi!!!
Finale in dolcezza per la Malvasia passita "Sensazioni d'inverno" targata Terzoni: è un vino dolce davvero ESAGERATO! Concentrazione di frutto, morbidezza, suadente rotondità di sorso, per un passito SU-SU-SU-SUUUUUPER!!!
…realizzata da Cesani e pluripremiata – proprio nell’annata scelta – con i 5 grappoli 🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda, i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, le 4 viti AIS Vitae, il Vino Slow per Slow Wine. Quindi penserete che “mi piace vincere facile”, giusto? Scopriamolo insieme, senza spoilerare alcunché e, anzi, fino alle 22:24 di domanisera – equinozio di primavera – non vi rivelo che…già all’olfatto si presenta tutta (bella) profumata di banana🍌, melone, pesca noce e un pouffe di anice sullo sfondo. Attacco in bocca elegante ma non travolgente, con una precisissima coerenza al fruttato bouquet olfattivo. Poi però, man mano che il vino raggiunge le papille linguali, per poi discendere in deglutizione, avviene qualcosa di straordinario, di emozionante, di indescrivibile: l’intensità della persistenza aromatica e la struttura vinosa del sorso – pepato, sapido e minerale – cresce vertiginosamente, salendo al livello di eccellenza assoluta. Caxxo, ops, chapeau🎩 a quest’INEGUAGLIABILE bianco toscano, che ha scatenato in me un turbinìo di emozioni di beva: è letteralmente strepitoso (e inatteso, visto che all’attacco in bocca, giocava a nascondino). Al già ricco palmarès della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2016 BIO🍃 griffata Cesani [scopri qui la cantina] – accudita in vigna da Fernando Sovali e in cantina da Paolo Caciorgna – aggiungere le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines, please😍. Post Scriptum: prendere nota che Sanice 2016 è il 2° vino sotto i 21€, che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, normalmente tipica degli specials “under 42€”. Applausi 👏 👏 👏!
etichetta 8,50 | colore 9,63 | profumo 9,36 | densità 9,12 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,08
mi ha emozionato perché ha una persistenza aromatica d’intensità infinita
L’assaggio odierno è davvero particolare, a partire dalle vigne di centesimino – raro vitigno autoctono romagnolo – per proseguire con fermentazione, macerazione e maturazione dello stesso, in anfore georgiane, tutto in regime biologico certificato. Che vino ne viene fuori? Scopriamolo insieme: alla vista è di un bel rubino sgargiante seppur non intenso, al naso profuma di fragola🍓 con un pouffe di spezie in sottofondo, al palato è fruttato e fragrante, denotando più scorrevolezza che polposità, più acidità che morbidezza. Se dovessi scegliere una sola parola per raccontare questo Rubicone rosso IGT “A” 2019 griffato Villa Venti [scoprila qui], direi dinamico. Proprio perchè la freschezza e l’agilità di beva, sono i punti di forza di questo rosso romagnolo BUONO, che farà felici gli amanti dei vini fruttati e beverini (scontentando assai, però, chi cerca polpa e succosità). Francesco Bordini – sì, lo stesso di Villa Papiano, nonché consulente per altre cantine romagnole – è l’enologo scelto da Villa Venti per la realizzazione di questo “A”. Che gioca per sottrazione: meno corpo, meno morbidezza, meno estrazione; guadagnando sì in pulizia di beva, freschezza, aromaticità e scorrevolezza, ma alla fine… manca qualcosa. Persistenza sotto la media e retrogusto amaricante, chiudono il quadro di un vino spudoratamente snello e verticale – lo vedrei perfetto come aperitivo serale in Riviera 🏝 – che si merita 2 coppe🏆🏆abbondanti. Post Scriptum: è stata fin troppo generosa l’AIS, che sulla guida Vitæ 2021 lo ha premiato, largheggiando, con il voto maximo delle 4 viti. Post Scriptum bis: estetica e concept dell’etichetta da 10🥰, “imbottigliato da…per conto di” in controetichetta da 6. Ma quest’anno, come avrete notato sul menù alla voce LeGeNDa, c’è una nuova scala valutativa per tale parametro, che nel caso specifico è pari a 8 (che poi, è pure la media matematica!!!)
etichetta 6,50 | colore 8,37 | profumo 8,22 | densità 7,03 | persistenza 7,58 | tipicità 9,23 | struttura 7,71 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 8,17 | ribevibilità 9,08 | prezzo 8,50 | piacevolezza globale 8,35
PUNTEGGIO TOTALE 97,86
mi ha emozionato perché è fruttato~acidulo e frescheggiante
…con i 3 bicchieri 🍷🍷🍷 del Gambero🦐 Rosso 2022, le 4 viti di Vitae 2022 e come Vino Quotidiano eccellente by Slow Wine 2022, che vado subito a stappare: mi desta sorpresa il color rubino scarico mentre lo verso nel calice, mi aspettavo un sangio dal colore più profondo. Pure il naso e l’attacco in bocca sono timidi e allora, preso dal dubbio🤔, mi munisco di caraffa e gli riservo il trattamento “da Riserva”. I profumi si aprono lievemente ed evocano fragole🍓 e frutti rossi, però il sorso non è dotato di quella ricchezza di frutto tipica dei Sangiovese di Romagna DOC, qual è questo Brisighella Corallo Rosso 2019 griffato Gallegati, alias i fratelli Antonio e Cesare [scoprili qui]. E quindi risulta di struttura delicata, seppur gustosa e piacevole. Evidentemente la cifra stilistica di questo rosso romagnolo è più improntata alla freschezza (tanta) che all’opulenza (poca). Nel complesso, Corallo Rosso 2019 risulta STRABUONO💘, beverino, dinamico, di facile abbinamento, ma non certo ai vertici della tipologia come faceva presupporre il ricco palmarès ottenuto sulle 3 Guide vinicole sopracitate. Controetichetta con luci e ombre: benissimo per la certificazione BIO🌱, meno bene per la dicitura “imbottigliato per conto di Gallegati…da IT RA 11318”. Post Scriptum: mi sorprende più “il passo falso” valutativo da parte delle 3 principali guide vinicole, che non il Sangiovese dei Gallegati. Ogni vino, ogni etichetta, può avere la sua ragion d’essere nonché i propri estimatori: basta semplicemente dare a Cesare quel che è di Cesare (Gallegati😁), cioè decifrare il carattere di un vino, con i suoi pro – che spesso sono tantissimi – e i suoi contro. Tanto poi, alla fine, decidono le emozioni: che vengono stimolate dalla sensibilità gusto~olfattiva personale, quindi soggettive, e dal know-how esperienziale personale, quindi oggettive. È “lo sporco lavoro” intrapreso da quasi 2 anni, qui, su questi schermi…😉
etichetta 6 | colore 7,94 | profumo 8,01 | densità 7,43 | persistenza 8,18 | tipicità 8,02 | struttura 8,12 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,51 | prezzo 8,65 | piacevolezza globale 8,40 PUNTEGGIO TOTALE 98,32
Perchè già a partire dall’etichetta – graficamente accattivante e ben realizzata – si capisce di essere davanti a una bottiglia non banale, che incuriosisce l’assaggio. Oggi siamo in Valle d’Aosta e più precisamente a Le Junod, in quel di Introd (Ao), dove Marco Martin è il proprietario, nonché agronomo, oltreché enologo, dell’Azienda vitivinicola Lo Triolet [scoprila qui]. E il suo Pinot Gris Vallée d’Aoste DOC 2019, proveniente da vigneti a 900 mt. di altitudine, si presenta di un bel giallo paglierino venato da flash verdastri, con intensi profumi di susina, anice, melone, kiwi e un pouffe di cedro. Attacco in bocca garbato ed elegante, in linea con le peculiarità del sorso: spicca l’equilibrio micrometrico tra le varie “anime” di questo bianco valdostano. Perchè acidità e mineralità, che regalano freschezza al palato, sono sostenute da una struttura vinosa importante ma non debordante, da una persistenza aromatica di eleganza STRATOSFERICA (uso il maiuscolo, non a caso) e da una morbidezza/rotondità in sottofondo, che incornicia alla perfezione questo Pinot Gris 2019 CAPOLAVORO🏆 griffato Lo Triolet, che sorprende ed emoziona oltre le attese. È pur vero che la guida AIS Vitae 2021 lo aveva premiato con il tastevin regionale, ma “i premi delle guide” non sono il Vangelo e talvolta sono di manica larga; ma non è questo il caso e quindi…applauso👋👋👋 lungo e ripetuto per Marco Martin e il suo Pinot Gris! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
etichetta 9,78 | colore 9,14 | profumo 9,36 | densità 8,97 | persistenza 9,36 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 9,51 | ribevibilità 9,76 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,49
… fin dal colore di questo bianco lombardo: oro antico. Al naso👃: nocciola, fichi, cedro e susina, con un touch vanigliato. Al palato, la sorprendenza regna sovrana: attacco in bocca sontuoso, con struttura da vino invecchiato che emoziona le papille linguali, fin dal primo sorso. Che si rivela di grande balsamicitá e pienezza di frutto, sostenuto da una bella aciditá che va a braccetto con una super morbidezza, dotato di persistenza inaudita, spiccata tipicitá (da vino importante) e un pouffe di note ammandorlate in chiusura di beva, che poi regala un retrogusto intenso e rotondo. Questo CAPOLAVORO🏆 di livello maximo(🔝) è realizzato con uva turbiana – un vitigno di derivazione trebbianica😜 – che trova a Pozzolengo, nel bresciano, la sua espressione migliore: perchè Tenuta Roveglia [scoprila qui] nel realizzare il Lugana Riserva DOC Vigne di Catullo 2017, si è davvero superata, regalandomi uno dei migliori assaggi dell’anno. Standing ovation 👋👋👋 strameritata❗[comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare… onore e rispetto per la guida Vitae 2021, dove i sommelier AIS hanno premiato il Vigne di Catullo 2017 con le 4 viti e il premio regionale del tastevin.
etichetta 9,33 | colore 9,68 | profumo 8,61 | densità 9,36 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,74 | retrogusto 9,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85 PUNTEGGIO TOTALE 115,76
Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
È stata la mia domanda ai commensali, che – un po’ ignoranti sulla tipologia, un po’ perplessi – mi hanno risposto 🆗, con un tono non proprio convinto🤔. La bottiglia che ho selezionato ha ricevuto le 4 viti AIS sulla guida Vitae 2022, quindi mi aspettavo un risultato degustativo al di sopra di ogni attesa. Ma… (no, niente spoiler) assaggiamola insieme: bello il colore nel calice, di un giallo dorato fascinoso; ottimo il bouquet olfattivo – dominato da profumi di arance e fiori di bella intensitá, con un pouffe di pere e mele – mentre si è rivelato un filo aggressive l’attacco in bocca, con un acidità e un residuo di rifermentazione lievemente disturbanti. La beva è profondissima, corposa e inusitatamente “piena” per un bianco romagnolo, ma certo che l’Albana ha una marcia in più rispetto a tanti bianchi asfittici, eterei, lievi (NO, non faccio nomi🤐). Non dimentichiamo che Bertinoro è luogo di elezione per il vitigno albana, e “la cantina” ne produce più versioni – secco, dolce, spumantizzato, passito – con ovvie peculiaritá differenti per ogni vinificazione. E allora… l’assaggio CAPOLAVORO🏆 di oggi è l’Albana Secco DOCG “I Croppi” 2020 e “la cantina” è Celli [scoprila qui] ovvero il duo agronomico~enologico Mauro Sirri~Emanuele Casadei, che detengono pure la proprietá dell’Azienda. Bene, bravi, bis! Perchè quest’assaggio è solo “il 1° della serie” per il brand Celli…
Post Scriptum: anche il Gambero 🦐 Rosso si è accorto della bontá di quest’Albana I Croppi 2020 e l’ha premiato con i consueti 3 bicchieri🍷🍷🍷; idem la Guida Oro di Veronelli, 3 stelle✨ rosse e 92 pt.
etichetta 9,02 | colore 9,46 | profumo 9,19 | densità 8,95 | persistenza 9,18 | tipicità 9,21 | struttura 9,30 | discesa in gola 8,34 | retrogusto 9,12 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 110,06
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