Pubblicato in: vino rosso

SeRPaRa, iL CRu Di aGLiaNiCo DeL VuLTuRe CHe Sa aMMaLiaRe…

… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

L’aGLiaNiCo DeL VuLTuRe NoN è Mai STaTo Così MoRBiDo

Devo dire che l’assaggio dell’Aglianico del Vulture DOC 2018 di oggi – vinificato da Terre degli Svevi – marchiato Re Manfredi e dal suggestivo nome “Taglio del tralcio”, fa quel che promette. Come da tradizione per la DOC lucana, l’aglianico si presenta di color rosso scurissimo, con profumi invitanti di marmellata ai frutti di bosco e con attacco in bocca potente e contemporaneamente morbido. Ecco, é proprio la morbidezza e la conseguente rotonditá di beva, il leit motiv di questo Taglio del Tralcio, che si chiama così proprio per l’utilizzo di uve leggermente appassite in pianta***, con un risultato di magistrale gestione della potenza tipica del vigneto, che qui vira verso toni di fascinosa eleganza, senza traccia alcuna di spigolositá e/o sgradevoli sentori acetici residui. Tale piacevolezza di beva è comunque supportata da una buona persistenza gustativa e un ottimo retrogusto, intenso e pulito. Siamo davanti ad un altro vino CAPOLAVORO🏆 messo a segno da una cantina G.I.V. (Gruppo Italiano Vini), di grande tipicitá e succositá, con il bonus di un prezzo di vendita che sta ben sotto i 15€. [comprato su VINICUM a questo prezzo]

Post Scriptum:***per saperne di più su questa tecnica, vi invito a leggere l’esauriente “spiegone”🤩 in controetichetta

etichetta 8,87 | colore 9,26 | profumo 8,36 | densità 8,93 | persistenza 9,11 | tipicità 8,98 | struttura 8,55 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 107,61

Pubblicato in: vino rosso

aGLiaNiCo DeL VuLTuRe: iL ViNo CoNSiGLiaTo DaL Mio DoTToRe

Non sto scherzando: il mio medico di famiglia, mi ha consigliato un uso moderato (max 1 bicchiere🍷 al giorno) di questo rosso lucano, per combattere il colesterolo LDL (quello cattivo) e la pressione alta. Onestamente, ero a conoscenza dell’effetto benefico di polifenoli, antociani, resveratrolo e compagnia cantante😬, ma non sapevo della loro alta concentrazione nei vini del Sud e in particolare nell’Aglianico del Vulture oggi in assaggio. Il cru Teodosio, annata magica 2016, porta la firma della cantina Basilisco (oggi di proprietá del “big” Feudi San Gregorio) e si presenta alla vista rosso scurissimo, piuttosto chiuso al naso – con eterei profumi di more e prugne dolci – mentre esplode al palato con grande succositá di frutti neri ma anche tanta morbidezza. La frase fatta “accarezza il palato” é quanto mai azzeccata per descrivere il Teodosio, che é più elegante che potente, tradendo parzialmente l’idea che mi ero fatto prima di assaggiare questo rosso della Basilicata. Siamo decisamente davanti ad un vino STRABUONO💘, ma per ambire alla valutazione maxima, ci vorrebbe una beva più divertente, più dinamica, magari anche un filo di rusticitá (qui non pervenuta), che plasmerebbe l’esperienza gusto-olfattiva in modalitá “emotional”🤩. Ecco, vorrei che questa mia velata critica spronasse Basilisco ad andare oltre il compito del “vino perfettino”, perché anche un solo difetto, se ben gestito, puó diventare una peculiaritá vincente💪. Cosa ne pensa🤔 Dottore?
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,03 | colore 9,24 | profumo 7,39 | densità 8,66 | persistenza 8,33 | tipicità 8,67 | struttura 8,22 | discesa in gola 9,01 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,93 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 102,95

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La FoRZa DeLLa ViTe🍇, aNZi DeL MaSCHiTaNo

Prendi un vitigno tipico del Sud e più precisamente quell’Aglianico del Vulture che non é semplicissimo trasformare in un vino potente, succoso, corroborante, qual é il Maschitano Rosso. Aggiungi Elisabetta Musto Carmelitano, patron dell’omonima cantina lucana, che riesce nell’intento di forgiare l’Aglianico come pochi altri sanno fare. Ne esce fuori un nettare rosso scurissimo che al naso é un bouquet di frutti rossi, mentre in bocca esplode in tutta la sua pienezza e potenza da grande rosso: fortemente raccomandato per chi ama i vini “cicciosi e vinosi”😋. Un filino di retrogusto rustico in meno e un puntino di morbidezza in più, avrebbero portato questo Maschitano Rosso della Basilicata dritto dritto in fascia maxima, mentre invece deve accontentarsi di essere “soltanto” STRABUONO💘. Anyway, applausi ad Elisabetta e a tutto lo staff della piccola cantina Musto Carmelitano – siamo sull’ordine delle 20.000 bottiglie annue – per la scelta lungimirante di lavorare i vini con raccolte manuali e criteri esclusivamente “bio” 👋👋👋.
[comprato su callmewine.com]

Errata Corrige: “tutto lo staff”🤩 equivale a Elisabetta e a suo fratello Luigi, come giustamente mi fanno notare dall’Azienda Agricola Musto Carmelitano, che ringrazio pubblicamente per la precisazione (ora però smettete di ridere per la mia castroneria “tutto lo staff” in riferimento a 2 persone 🤣😁😂)

etichetta 7,92 | colore 9,11 | profumo 7,15 | densità 8,84 | persistenza 9,15 | tipicità 9,05 | struttura 9,10 | discesa in gola 8,08 | retrogusto 7,27 | ribevibilità 8,06 | prezzo 7,89 | piacevolezza globale 8,29

PUNTEGGIO TOTALE 99,91