Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo RoSSo CHe Si CReDe Di eSSeRe uN BiaNCo

Oggi faccio un salto in Liguria, terra fascinosa di vini e luoghi unici: ecco, se c’é una cosa che non manca a questa regione é la forte personalitá territoriale, un carattere Identitario con la “I” maiuscola. Mi fermo a pranzo in una famosa osteria di Castelnuovo Magra (un borgo in altura che vale la visita) e chiedo di scaraffarmi un vino del luogo, che si presenta di colore rosso rubino scarico, con profumi appetitosi di macedonia estiva a base di pesca, fragole e melone maturi. All’attacco in bocca, socchiudendo gli occhi, sembra di bere un bianco, magari un vermentino di queste zone, più fruttato che concentrato, con una bella dose di fresca sapiditá a cesellare la beva. Sono ovviamente curioso di sapere quale vino stia bevendo e, su mia richiesta, mi viene portata la bottiglia: si tratta di un semplice rosso base denominato I Campi e vinificato con mano sicura da Roberto Petacchi – il “mister” dell’Azienda agricola Giacomelli – che riesce nell’impresa di realizzare un vino STRABUONO💘 al costo di 10€. Un rosso duttile come e più di un bianco, che ha accompagnato, con pari dignitá, delle deliziose frittelle di baccalá ma anche un buon coniglio arrosto disossato e farcito. É il 2° vino di Giacomelli che sa emozionarmi😍 [leggi qui il precedente assaggio] e a questo punto, non escludo un 3°, un 4°, etc. 😁

etichetta 7,88 | colore 7,44 | profumo 8,73 | densità 6,71 | persistenza 7,12 | tipicità 9 | struttura 6,66 | discesa in gola 9,44 | retrogusto 6,67 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,05

PUNTEGGIO TOTALE 97,70

Pubblicato in: vino rosso

NuHaR, iL PiNoT NeRo D’aVoLa SiCiLiaNo

Cosa non t’inventa la palermitana Tenuta Rapitalá🧙‍♂️, con un’alchimia inedita tra un vitigno “del Nord” – il Pinot nero – e “il” vitigno di Sicilia, il Nero d’Avola! Il primo, elegante, beverino, con uno stile light tipico degli aperiti-vitigni, come li chiamo io, ma che in casa Rapitalá si sicilianizza🤩, acquisendo spessore e calore; il secondo con un’opulenza, una struttura e una morbidezza masticabile, che é merito del sole☀ del Sud. Nuhar 2018 é la sintesi di questi 2 vitigni apparentemente lontani tra loro ed il mix che ne esce fuori é un rosso più elegante che potente, ma decisamente molto buono, anzi STRABUONO💘, ideale in queste afose giornate di metá Giugno, magari passando per una moderata refrigerazione (intorno ai 14/15°) prima di poterlo gustare al suo meglio. A pensarci bene, visto che siamo appena agli inizi di un’estate prevista rovente, chiamo Rapitalá e ne ordino una cassa😜. Refrigerata, eh🥶!
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 9,26 | colore 8,62 | profumo 8,02 | densità 8,19 | persistenza 8,32 | tipicità 8,50 | struttura 7,99 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 8,07 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,16 | piacevolezza globale 8,35

PUNTEGGIO TOTALE 102,66

Pubblicato in: vino rosso

uNa GRaNDe BaRBeRa aD uN PiCCoLo PReZZo

Diciamolo subito, quando ci accingiamo a strappare un vino che costa sotto i 10€, siamo consapevoli di non aspettarci chissá quali miracoli, ma speriamo ottimisticamente di aver “beccato” un’etichetta al di sopra delle attese. Oppure no, quando siamo in mood negativo, siamo quasi sicuri che il nostro vino low-cost sará una ciofeca. Ecco, non é quest’ultimo il caso della Barbera d’Asti Casa Doglia 2019 griffata Gianni Doglia, che sorprende immediatamente per il colore del vino rosso rubino intenso e profumato – more e ribes in evidenza al naso – proseguendo con un attacco in bocca rustico ma piacevole, con quel tocco di autenticitá che capita spesso di riscontrare nei migliori rossi piemontesi. In questa Barbera, Gianni Doglia ha saputo metterci succositá, tannino, freschezza, struttura, persistenza, in un mix di raro equilibrio; ed é solo per un’inezia – forse per una punta di amaro del retrogusto o forse perché i miracoli capitano di rado😜 – se non riesce ad entrare nel “club” dei vini di fascia maxima. Anyway, questa Barbera d’Asti 2019 é un vino STRABUONO💘 di alto livello, ad un prezzo da 10 assoluto. Anche il mio semplice tacchino farcito e ricoperto con funghi di bosco e lardo DOP (Arnad😋) ha gradito e ringraziatoMI😝 per il felice abbinamento.
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]

etichetta 8,21 | colore 8,92 | profumo 8,48 | densità 8,31 | persistenza 8,59 | tipicità 9,28 | struttura 8,37 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,10 | ribevibilità 9,08 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,93

Pubblicato in: vino bianco

a RoMa eR BiaNCo Se CHiaMa FRaSCaTi

Il vino bianco “romano de Roma DOCG” é il Frascati, oggi in assaggio nella versione Superiore, con il cru Vigneto Santa Teresa 2019 griffato Fontana Candida. Stiamo parlando di un bianco semplice, sia al naso che alla beva, il classico vino da tavola quotidiano senza pretese ma gustosissimo, dotato di buon equilibrio tra aciditá e freschezza, forse un po’ carente di struttura e densitá, ma visto il prezzo – sotto i 10€ – e la beva davvero invitante, non posso mettermi a “fare le pulci” ad un vino comunque STRABUONO💘, semmai mi riprometto di assaggiare presto una Riserva che m’intriga😍: Luna Mater, sempre di Fontana Candida. Da segnalare, una pericolosissima dote di RiBevilitá (hic! 🤩) e il felice sposalizio👰 di questo Frascati Superiore con lasagnette di pasta fresca, ragout di broccoli🥦 e guanciale croccante (😋).
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 8,15 | colore 7,53 | profumo 7,02 | densità 6,29 | persistenza 7,18 | tipicità 8 | struttura 6,61 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 7,24 | ribevibilità 9,37 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 93,61

Pubblicato in: vino dolce

uN PaSSiTo MieLoSo🍯 Piú uNiCo CHe RaRo

5🍇 grappoli e inserimento tra i 10 migliori vini d’Italia, così lo ha giudicato la guida vini Bibenda edizione 2020. Potevo non assaggiare un vino dolce con tale “curriculum”? Presto detto e fatto, in assaggio oggi il Passito I Capitelli della Cantina Anselmi, annata 2016 (proprio lei, quella premiata😋). La bottiglietta da 375ml dura quanto una caramella gelee😁, in pratica viene tracannata in pochi istanti. E spiego perché: questo “unico” vino da dessert, é sì mieloso, ma mai stucchevole ed é facilissimo farsi prendere la mano. Di colore oro giallo, con profumi di banana e albicocca stramatura, alla beva é sontuoso: raffinata dolcezza, eleganza alcolica (nel senso di soavitá di gradazione) e grande retrogusto mielato, senza scadere nello sciropposo. Un vino da gustare non necessariamente in abbinamento a un dessert – che magari sará un genuino plumcake o una semplice torta di ricotta – ma anche “da solo” come fine pasto o come vino da meditazione. Un passito raro, nel panorama dei vini dolci nostrani, talvolta insipidi, altre volte stucchevoli: qui, con I Capitelli, ci avviciniamo ad un CAPOLAVORO🏆 (quasi) unico nel suo genere, che convincerá anche chi non ama particolarmente i vini dolci. Anselmi ha fatto centro🎯!
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]

etichetta 7,95 | colore 9,03 | profumo 8,02 | densità 9,09 | persistenza 8,98 | tipicità 8,90 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,82 | retrogusto 9,52 | ribevibilità 8,97 | prezzo 9 | piacevolezza globale 9,40

PUNTEGGIO TOTALE 106,95

Pubblicato in: vino rosso

uN DoLCeTTo D’aLBa SPeTTaCoLaRe🏆

L’icona della “coppa” nel title spoilera🤐 spudoratamente la valutazione del vino in assaggio: ma cosa posso farci se questo Dolcetto d’Alba – versione 2016 – mi ha saputo regalare emozioni forti? Inutile girarci intorno, questo rosso piemontese griffato Mossio é un CAPOLAVORO🏆 di non facile reperibilitá*, ma la difficoltosa ricerca dell’annata 2016 del cru Piano delli Perdoni, é stata ampiamente ripagata dall’esperienza gusto-olfattiva di alto livello. Questo cru di dolcetto, di un rosso scuro impenetrabile e di un olfatto che gioca a nascondino, emoziona al palato con una struttura rustica e succosa, tannica e materica, che poi sfocia in una persistenza infinita e in un retrogusto fruttato – con tante prugne e more – ma anche lievemente amarognolo, nel pieno rispetto del vitigno di provenienza. Un Dolcetto d’Alba non filtrato che sa di vino vero, genuino, che riesce ad evocare visivamente i fratelli Mossio che si aggirano nel vigneto, tra i grappoli🍇 di dolcetto e che, sogghignando tra loro, assaggiano gli acini per controllare lo stato di maturazione. Sui motivi del loro sogghignar, io mi son fatto un’idea ben precisa: avete in mente quei cantinieri che sostengono “il vino si fa in cantina”? Ecco, mi sa proprio che i Mossio la pensino all’opposto, proprio per questo, sogghignando… 🙄😀😁
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]
Post Scriptum: *essendo un “duemila16ista incallito”, non é stato facile trovare il cru Piano delli Perdoni nell’annata prediletta. L’acquisto risale allo scorso anno (ad oggi é introvabile), poi l’ho lasciato dormire😴 in cantina, ma se l’avessi assaggiato prima, ne avrei fatto ampia scorta😋!

etichetta 9,03 | colore 9,21 | profumo 7,48 | densità 9,34 | persistenza 9,55 | tipicità 9,80 | struttura 9,52 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,27 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 110,52

Pubblicato in: bollicine dolce

aNCoRa Tu🎼, NoN Mi SoRPReNDe Lo Sai…*

La versione spumantizzata dell’Asti griffata Romano Dogliotti – deus ex machina della Caudrina – si chiama La Selvatica ed é “il rovescio della medaglia” del precedente assaggio della stessa cantina e dello stesso uvaggio [vedi qui]. In questo Asti, rispetto al Moscato, c’é più effervescenza, più dinamismo e più – passatemi il termine – spensieratezza del vigneron (Dogliotti, appunto) che riesce a sorprendere con un vino dalla freschezza strepitosa e dotato di un equilibrio tra vena acida e dolcezza, che rendono unico questo CAPOLAVORO🏆 piemontese. Ancora Caudrina, ancora un vino dolce super, ancora la firma di Dogliotti. Standing ovation 👋👋👋 obbligata…
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]
Post Scriptum: l’etichetta, splendida, é un omaggio al genius dell’indimenticabile Romano Levi, che da lassú… ringrazia e ci beve su uno dei suoi grapin.
*Post Scriptum bis: qui é il grande Lucio Battisti, che mi ringrazia😁, per la citazione dell’incipit della sua “Ancora tu”, contenuta nell’album “Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera” datato 1976. Citazione che calza a pennello per questo Asti Spumante La Selvatica, 2° assaggio TOP consecutivo per Caudrina.

etichetta 10 | colore 7,81 | profumo 8,63 | densità 7,64 | persistenza 8,95 | tipicità 9,80 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,46 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85

PUNTEGGIO TOTALE 109,11

Pubblicato in: vino dolce

aNCHe Le MaRCHe HaNNo iL LoRo SauTeRNeS

Dopo “il sauternes” siciliano di Rapitalá (link), é la volta del Maximo di Umani Ronchi: il muffato marchigiano che non ha nessun timore reverenziale nei confronti del vino dolce francese, emulandolo con grande classe. Ad esser precisi, il francese Sauternes é un vino dolce-non-dolce, più elegante che strutturato, più aristocratico che contadino. E il nostrano Maximo usa le “stesse armi” per conquistare il palato di noi appassionati winelover, tant’é che sarei pronto a scommettere – in degustazione “cieca” e con 5 sommelier al mio fianco – che nessuno riuscirebbe a distinguere il Maximo da uno Château Simon, giusto per fare il nome di un buon Sauternes, restando su una fascia di prezzo simile. Il Maximo é STRABUONO💘 a livelli altissimi, con il limite di una dolcezza non completamente evoluta, anche per merito (o a causa 😜) di un lieve sentore “acetico” tipico dei sauvignon passiti***, così come accade con quelli di origine francese.
Post Scriptum: l’etichetta, in linea con lo stile e il nome del vino, é dotata di fascinosa classe ed eleganza, da voto “maximo”…
[comprato su xtrawine.com]

***Una precisazione puntigliosa su questo Maximo è presente in etichetta: non si parla di “vino passito” ma di “vino da uve stramature”.

etichetta 10 | colore 8,93 | profumo 8,79 | densità 8,07 | persistenza 8,11 | tipicità 9,78 | struttura 8,46 | discesa in gola 8,25 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 7,99 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

Pubblicato in: vino rosso

uNa VeCCHia MaSSeRia CHe Fa uN ViNo MoDeRNo

Oggi “giretto” in Molise, in un’antica masseria contadina che mi sembra la realtá più importante del comprensorio di Campobasso: Di Majo Norante, localitá Campomarino.
In assaggio il Contado, un rosso Riserva – rosso scuro profondo – che mi intriga subito, fin dai primi profumi di frutti di bosco che invogliano alla beva. In bocca c’é potenza e struttura, non slegate da una morbidezza e un’eleganza aromatica che rendono questo Aglianico del Molise, un vino STRABUONO💘, vicinissimo alla fascia maxima. Mi riprometto di assaggiare un’annata sicuramente più felice della 2014 in mio possesso, con la convinzione che le Riserve 2015~2016 potranno portare il Contado in fascia superiore. Chi le berrá🍷 vedrá 😁.
[comprato su callmewine.com]

etichetta 7,58 | colore 9,03 | profumo 8,34 | densità 8,73 | persistenza 8,65 | tipicità 9 | struttura 9,24 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 8,49 | ribevibilità 8,33 | prezzo 9,59 | piacevolezza globale 8,92

PUNTEGGIO TOTALE 104,51