Se l’inizio di questo mese è stato “battezzato” dalla Riserva Poggio a’ Frati 2016, quest’ultimo assaggio novembrino fa il bis con un Chianti della stessa cantina in versione base, annata 2019. Qui non ritroviamo il fascinoso colore rubino profondo della Riserva, ma ci godiamo un bel rosso sgargiante che però produce pochi archetti versandolo nel calice di beva. L’olfatto è solo discreto, con accenni di ciliegie🍒 e ribes; l’attacco in bocca, pulito e delicato. Poi il sorso si apre al palato con una buona fragranza di frutto e leggerezza di corpo: la piacevolezza gustativa è notevole, ma la struttura e la persistenza sono sotto le attese. Diciamo che questo Chianti Classico DOCG 2019 griffato Rocca di Castagnoli e realizzato dal duo agronomico~enologico Andrea Borghi/Daniele Pagni per le Tenute Calì, è decisamente STRABUONO💘 di fascia altissima e farà felici “gli amanti dei Chianti fragranti” [cit. Rimatore Seriale😁] e coloro che prediligono i vini beverini. Per tutti gli altri…c’è la Riserva [scoprila qui]. Post Scriptum: nota di merito per l’etichetta in stile classico~elegante e sopratutto per la controetichetta riportante la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato” e la certificazione BIO🌱. Superlativo anche il rapporto genuinità/prezzo. Applausi 👏.
etichetta 10 | colore 8,34 | profumo 8,03 | densità 8,13 | persistenza 8,17 | tipicità 8,77 | struttura 7,93 | discesa in gola 9,42 | retrogusto 8,08 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,70 PUNTEGGIO TOTALE 104,91
…è un rosso piemontese della DOCG Dolcetto di Diano d’Alba, realizzato da Claudio Alario. Etichetta~quadro iconica della piccola produzione vinicola di Claudio Alario [scoprila qui], perlopiù incentrata esclusivamente sui 3 vini rossi “bandiera” delle Langhe: Barolo, Barbera e, per l’appunto, Dolcetto. Che si presenta rosso rubino sgargiante, con timidi profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca quasi timoroso. Ma poi: sorso di spettacolare equilibrio tra le note acido~tanniche e quelle dolci, morbide, rotonde. Si capisce subito, bevendo questo Dolcetto di Diano d’Alba DOCG Sorí Costa Fiore 2020 STRABUONO💘 di fascia alta, che lo stile vinicolo di Claudio Alario è tutto incentrato verso l’eleganza di beva, tenendo a distanza siderale sgarbate spigolosità e concentrazione di frutto innaturale. Questo è il mio 1° vino che assaggio di Claudio Alario, ma credo che non sarà l’ultimo😍 e devo dire grazie alla Locanda degli Artisti – magica osteria a Torre de Picenardi, nel cremonese – che me l’ha fatta scoprire nella splendida saletta~cantina ricavata al suo interno.
etichetta 9,33 | colore 8,64 | profumo 8,01 | densità 8,36 | persistenza 8,52 | tipicità 8,21 | struttura 8,44 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,70 PUNTEGGIO TOTALE 104,45
Perchè già a partire dall’etichetta – graficamente accattivante e ben realizzata – si capisce di essere davanti a una bottiglia non banale, che incuriosisce l’assaggio. Oggi siamo in Valle d’Aosta e più precisamente a Le Junod, in quel di Introd (Ao), dove Marco Martin è il proprietario, nonché agronomo, oltreché enologo, dell’Azienda vitivinicola Lo Triolet [scoprila qui]. E il suo Pinot Gris Vallée d’Aoste DOC 2019, proveniente da vigneti a 900 mt. di altitudine, si presenta di un bel giallo paglierino venato da flash verdastri, con intensi profumi di susina, anice, melone, kiwi e un pouffe di cedro. Attacco in bocca garbato ed elegante, in linea con le peculiarità del sorso: spicca l’equilibrio micrometrico tra le varie “anime” di questo bianco valdostano. Perchè acidità e mineralità, che regalano freschezza al palato, sono sostenute da una struttura vinosa importante ma non debordante, da una persistenza aromatica di eleganza STRATOSFERICA (uso il maiuscolo, non a caso) e da una morbidezza/rotondità in sottofondo, che incornicia alla perfezione questo Pinot Gris 2019 CAPOLAVORO🏆 griffato Lo Triolet, che sorprende ed emoziona oltre le attese. È pur vero che la guida AIS Vitae 2021 lo aveva premiato con il tastevin regionale, ma “i premi delle guide” non sono il Vangelo e talvolta sono di manica larga; ma non è questo il caso e quindi…applauso👋👋👋 lungo e ripetuto per Marco Martin e il suo Pinot Gris! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
etichetta 9,78 | colore 9,14 | profumo 9,36 | densità 8,97 | persistenza 9,36 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 9,51 | ribevibilità 9,76 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,49
Casalsole è una CasaVacanze situata in quel di Vinci (FI), nella zona collinare del Chianti Montalbano. Oltre alla piscina, agli appartamenti e al relax, Casalsole [scoprila qui] realizza una manciata di vini “quotidiani”, con Irene Giorgetti – winemaker – che è l’autrice anche del Canaiolo IGT in assaggio oggi. In etichetta si legge “morbido al palato e ricco di tannini”: ecco, forse stiamo parlando di un tannino velato, impalpabile, in sottofondo. Perchè questo Canaiolo in purezza – rubino sgargiante al colore e profumi fruttati al naso, con un pouffe di ciliegie🍒 – è tutto fuorchè un vino tannico: è invece dotato di sorso scorrevole, beverino, con una morbidezza e una piacevolezza di fondo davvero convincente e si abbina alla perfezione con un plateau di pecorini toscani e affettati misti, anziché con qualsiasi altra pietanza non impegnativa, in linea con lo stile gustativo “spensierato” del vino. Tirando le somme, questo Canaiolo IGT Casalsole è STRABUONO senza gridare al miracolo (fascia bassa), ma con l’arma segreta della riBevibilità, che può facilmente significare “altro giro, altra sbornia”…🤪
etichetta 8,03 | colore 7,88 | profumo 7,75 | densità 7,04 | persistenza 7,21 | tipicità 7,28 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 7,02 | ribevibilità 9 | prezzo 8,40 | piacevolezza globale 8,15 PUNTEGGIO TOTALE 94,01
…realizzato dall’azienda forlivese I Sabbioni: è il vino in assaggio oggi, nella versione 2016 alias “l’annata del secolo🥰”. Sangio dal colore rubino non troppo intenso, con delicati profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca garbato, impalpabile. Poi peró “i Gruccioni prendono il volo” e il sorso si apre a ventaglio sulle papille linguali, sfoderando una struttura sotto le attese, ma dotata di notevole morbidezza, con media persistenza e consueto, per la tipologia, retrogusto amarognolo a chiudere la beva di questo Sangiovese Superiore Romagna DOP I voli dei gruccioni 2016 STRABUONO💘, griffato I Sabbioni [scoprili qui]. Com’è consuetudine per i sangio di razza, una temperatura di servizio intorno ai 15~16°, riesce a regalare emozioni di beva più nitide. Unica nota stonata in questo bel quadretto d’insieme – che incide negativamente sul punteggio totale – è la dicitura in controetichetta “imbottigliato per conto de I Sabbioni da …”😒 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 6 | colore 8,34 | profumo 8,12 | densità 8,38 | persistenza 8,32 | tipicità 8,96 | struttura 8,32 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 8,78 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,25 PUNTEGGIO TOTALE 100,28
Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.
etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75 PUNTEGGIO TOTALE 105,11
… e crea un’immagine identitaria ben definita. Un incipit fondamentale per andare a raccontarvi i banchi di assaggio che hanno illuminato di vini e vignaioli il Museo della vite e del vino di Montespertoli, nella giornata di sabato 12 Novembre, con l’evento La Révolution à Montespertoli.
Titolo dell’evento che, a mio modesto avviso, va letto come Re~Evolution, cioè una rivoluzione che serve a creare un’evoluzione, una crescita, un’innovazione: ed Emotional Wines, pur nei limiti di una lucidità che si è sempre più rarefatta nel susseguirsi degli assaggi (oltre la 30ina di sorsi, ciucca🤪 docet), ve la racconta in modalità “instant” ovvero per immagini (+ 1 video📽) e per highlights.
Si parte con il Podere dell’Anselmo ovvero Fabrizio Forconi e i suoi vini, con la bottiglia più emozionale: Chianti Montespertoli Riserva. Rispetto alla versione d’annata assaggiata 1 anno fa [scoprila qui], la Riserva 2014 è più carnosa, più rotonda, più profonda nel sorso: da riassaggiare con calma, magari nella versione 2016.
Si prosegue con Coeli Aula con uno scoppiettante Stefano Meucci a presentare le sue creature vinicole, tra le quali mi ha impressionato positivamente il Chianti Riserva, più per le note fruttate che non per la profondità di beva. Prendo nota…
Passando a La Leccia, mi ha colpito al cuore un bollicine rosa a base di sangiovese: perlage finissimo, fragoline di bosco e susine, al naso e un’attacco in bocca gustosamente fruttato e pulitissimo, elegante. L’esclamazione Boh! ci sta tutta (ed è anche il nome del vino).
Ed eccoci al Podere Guiducci, un’Azienda particolarmente attenta a rispettare la biologicità nella produzione dei loro vini, con la mia preferenza che va al Tempora: un petit verdot elegante e molto nitido.
Si prosegue con Valleprima che, tra i vari assaggi della rassegna, è quello che mi ha colpito di meno, anche se il valido Ciliegiolo sarebbe da riassaggiare con calma.
Calma, che va a farsi friggere dinanzi all’imbarazzo della scelta delle varie etichette presentate dalla Tenuta Moriano, tra le quali seleziono un buonissimo cabernet sauvignon denominato Tufesco.
Tutto al femminile il banco di assaggio Casa di Monte, con la mia scelta che ricade sul supertuscan Robbia, un Rosso di Toscana IGT realizzato con un blend di cabernet sauvignon e sangiovese. Ottimo!
Eppoi c’è il Podere Ghisone, con Luca Nesi che, vedendomi traballante, mi suggerisce di limitarmi ad un unico assaggio: accetto il consiglio, cerco di recuperare lucidità e scelgo la Riserva 1797. Notevole!
Ormai ondeggiante tra un banco e l’altro, scorgo Giulia Conti della Tenuta Ripalta che malvolentieri – avendo notato la ciucca🤪 – mi fa assaggiare un sorsino piccolino del supertuscan L’Antenato. Interessante…
Arrivato ormai alla soglia dei 30 sorsi, mi trascino al banco del Castello Sonnino, dove l’enologo Renato Laconi mi spiega per filo e per segno le peculiarità dei suoi vini. Premo il tasto REC🔴 per fare un video, ma a causa del mio tasso alcolemico, qualcosa va storto; ne esce fuori una foto “di sgancio” che mi fa ricordare le belle doti beverine e la grande freschezza del Chianti Montespertoli 2021.
Viste le mie condizioni fisiche, al banco de La Lupinella, provano a controllare se sia ancora in grado di reggermi in piedi o debbano portarmi via in lettiga: nell’attesa, il Lupinello è risultato un rosso fragrante e beverino.🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪 Arrivato ormai al punto di ciucca irreversibile🤪, anzi 1 nanosecondo prima, chiedo a Giulio Tinacci di Montalbino, PRESIDENTE DELL’ASS.NE VITICOLTORI DI MONTESPERTOLI: “scegli una parola per descrivere l’Associazione”… (e questa volta premo REC🔴 al momento giusto)
Post Scriptum: chiedo scusa agli altri banchi presenti nella Rassegna, per non essere stati inseriti in questo wine tasting. Alla proxima occasione, riparerò...
Lo realizza Severino Garofano, in quel di Copertino, nel leccese. La Puglia – è cosa ormai conclamata – ha una marcia in più per quel che riguarda la vinificazione in rosa. Ma nel caso dell’assaggio odierno, il Negroamaro Rosato Salento IGP Girofle 2020, c’è uno step evolutivo rispetto ai tanti strabuonissimi/capolavori rosati salentini. Nel Girofle 2020 – che si presenta di un bel cerasuolo/corallo alla vista e profumatissimo di fragoline di bosco🍓, rosa, bergamotto, chiodi di garofano – le peculiarità tipiche della tipologia, cioè le note opulenti e la ricchezza di beva, sono sostituite da un sorso dotato di eleganza sopraffina e di persistenza aromatica intensa da “champion of the world“. Non è un caso quindi che Girofle 2020 griffato Cantine Garofano [scoprile qui], si porti a casa, in souplesse, la valutazione di vino CAPOLAVORO🏆, perlopiù con un voto altissimo. Se negli Emotional Awards🎖, che andranno in onda su questi schermi il 6 Gennaio 2023, esistesse il premio “eleganza”, sicuramente sarebbe appannaggio del Girofle 2020. Senza se e senza ma. Quindi, chapeau🎩 a Severino Garofano per questo suo strepitoso rosato! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: mi segnalano, dalla regìa, che questo vino ha ricevuto il premio “miglior assaggio rosato dell’anno” secondo la Guida Oro Veronelli 2022. Prendo nota per aggiornare l’imminente Classifica delle Guide Vini 2023…😉 Post Scriptum bis: unica nota stonata, in questo quadro idilliaco, è la controetichetta che riporta la dicitura “imbottigliato da…”😒, che va a inficiare la valutazione riferita all’etichetta e, di conseguenza, il punteggio totale. Del resto, l’algoritmo qualitativo è tarato per premiare chi produce integralmente e imbottiglia il vino all’origine: per tutti gli altri, c’è una penalizzazione [v. sez. Preludio >>> PARAGRAPH 2 >>> Aggiornamento Novembre 2022 rev. 2].
etichetta 8 | colore 9,74 | profumo 9,68 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,76 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,60
PUNTEGGIO TOTALE 113,15
Viola, ribes selvatico, more e prugne: sia al naso che al palato, sono questi i 4 profumi~sapori protagonisti dell’assaggio odierno, il Lambrusco Provincia di Mantova IGT Vergilius griffato Cantine Virgili [scoprile qui]. Questo “brusco mantovano” 🍷 l’ho scoperto all’Hostaria Viola [scoprila qui] di Castiglione delle Stiviere: trattasi di posto magico 🪄 dedito alla stupefazione enogastronomica, in virtù di location, accoglienza, cucina e vini, semplicemente al TOP. Di tutto questo ne beneficia anche il Vergilius, che si adegua al mood dell’Hostaria con una vinosità ricca, opulenta, persistente, abbinata ad una piacevolezza di beva in perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, con un retrogusto coerente e gustoso. CAPOLAVORO🏆 sorprendente e inatteso – data la tipologia, spesso inflazionata da etichette commerciali non sempre improntate alla ricerca della qualità – anche per merito di una genuina rusticità di fondo che garantisce una riBevibilità a crescita esponenziale, sorso dopo sorso, bottiglia dopo bottiglia, ciucca dopo ciucca🤪…
etichetta 8,26 | colore 9,14 | profumo 9,21 | densità 9,14 | persistenza 8,77 | tipicità 9,22 | struttura 8,62 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55 PUNTEGGIO TOTALE 109,94
…della linea “I pompieri” è il vino dell’assaggio odierno. Mario Schiopetto: sí, proprio lui, l’inventore~precursore dell’attuale Friulano, che fin dalla metà degli anni sessanta, fu appassionato promotore del vino bianco goriziano a base di uve tocai, made in Capriva del Friuli. E allora… il Friuli DOC 2021 griffato Schiopetto [scoprilo qui] si presenta nel classico giallo paglierino alla vista, con profumi erbacei, susine e frutta bianca, all’olfatto. Attacco in bocca delicato ma non banale: il sorso è pulito, semplice, di media struttura, gustosamente fruttato e dannatamente fragrante~beverino. Ecco, la riBevibilità e la duttilità degli abbinamenti (nel mio caso, l’ho rischiato su un aperitivo con prosciutto San Daniele e pizzette varie, senza colpo ferire) sono sicuramente i plus di questo Friuli DOC Friulano 2021 STRABUONO💘. Per tutto il resto – persistenza, struttura e retrogusto, decisamente sotto le attese – probabile debba rivolgermi alla linea “Mario Schiopetto”, prossimamente su questi schermi 📺. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,04 | colore 8,44 | profumo 8,29 | densità 8,24 | persistenza 7,96 | tipicità 7,91 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,25 PUNTEGGIO TOTALE 100,14
…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
… fin dal colore di questo bianco lombardo: oro antico. Al naso👃: nocciola, fichi, cedro e susina, con un touch vanigliato. Al palato, la sorprendenza regna sovrana: attacco in bocca sontuoso, con struttura da vino invecchiato che emoziona le papille linguali, fin dal primo sorso. Che si rivela di grande balsamicitá e pienezza di frutto, sostenuto da una bella aciditá che va a braccetto con una super morbidezza, dotato di persistenza inaudita, spiccata tipicitá (da vino importante) e un pouffe di note ammandorlate in chiusura di beva, che poi regala un retrogusto intenso e rotondo. Questo CAPOLAVORO🏆 di livello maximo(🔝) è realizzato con uva turbiana – un vitigno di derivazione trebbianica😜 – che trova a Pozzolengo, nel bresciano, la sua espressione migliore: perchè Tenuta Roveglia [scoprila qui] nel realizzare il Lugana Riserva DOC Vigne di Catullo 2017, si è davvero superata, regalandomi uno dei migliori assaggi dell’anno. Standing ovation 👋👋👋 strameritata❗[comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare… onore e rispetto per la guida Vitae 2021, dove i sommelier AIS hanno premiato il Vigne di Catullo 2017 con le 4 viti e il premio regionale del tastevin.
etichetta 9,33 | colore 9,68 | profumo 8,61 | densità 9,36 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,74 | retrogusto 9,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85 PUNTEGGIO TOTALE 115,76
… anzi ciliegiato, perché a dominare la beva, in un mix di frutti rossi, sono proprio le ciliegie🍒. Ma facciamo un passo indietro: l’azienda sangimignanese Panizzi non ha certo bisogno di presentazioni, dato che l’ho raccontata 2 mesi fa, in occasione di un wine tasting [clicca qui] effettuato nell’accogliente sede all’interno della Fattoria di Larniano [scoprila qui]. E proprio in quell’occasione mi sono accattato una bottiglia di Chianti Colli Senesi DOCG 2018, che si presenta di rosso rubino sgargiante nel calice, con invitanti profumi di fiori e frutti rossi che poi ritroviamo nel sorso: delicato nella struttura ma straordinario nella sua aromaticitá – con bell’equilibrio tra aciditá e note dolci di ciliegie – pur senza spunti tannici di rilievo ma con tanta, tantissima fruttositá, che è la carta vincente di questo rosso senese CAPOLAVORO🏆 griffato Panizzi. A suggello di tale quadro olfattivo~gustativo, un retrogusto pulito e coerente, pur annotando una persistenza solo discreta: ma che riBevibilitá… e che piacevolezza globale😍.
etichetta 9,03 | colore 8,98 | profumo 9 | densità 8,76 | persistenza 7,14 | tipicità 8,71 | struttura 7,91 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,50 PUNTEGGIO TOTALE 106,01
… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Roberto Petacchi, patron dell’Azienda agricola Giacomelli, con il suo Vermentino Le Pianacce, lo avevamo giá apprezzato mesi fa [scopri qui l’assaggio]: sará oggi capace di bissare il bouquet💐 emozionale regalatoci in precedenza? Vero è che il title dell’assaggio odierno sembra platealmente spoilerare la valutazione finale, ma… andiamo per ordine: tonalitá giallo oro alla vista, profumi di fiori e frutta a polpa bianca al naso, attacco in bocca di strepitosa eleganza. Ed è proprio l’eleganza di beva, sorretta da una struttura importante e da una persistenza aromatica lunga ed intensa, la chiave di lettura di questo Vermentino Colli di Luni DOC Boboli 2021: CAPOLAVORO🏆 bis per Giacomelli, questa volta con un bianco ligure di raro equilibrio tra note saline e morbidezza di fondo, con un retrogusto finale, tanto per non smentirsi, di memorabile eleganza. Chapeau🎩 Monsieur Petacchi! 🤩 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: anche ai sommelier della Guida Bibenda è piaciuto, dato che l’hanno premiato con il voto maximo dei 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇. Idem dicasi per il Gambero Rosso, che ha premiato Boboli 2021 con i 3 bicchieri.
etichetta 8,10 | colore 9,04 | profumo 8,83 | densità 8,91 | persistenza 9,15 | tipicità 9,23 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,41 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,20 PUNTEGGIO TOTALE 109,89
…ammalia fin dal 1° sorso: di colore rosso scurissimo impenetrabile, dai profumi di more, ribes e un touch di tabacco, entra in bocca con una struttura polposa e concentrata, per poi sfoderare un’intensa persistenza aromatica e un retrogusto tabacco~cioccolatoso decisamente intrigante. La Lecciaia [clicca qui], cantina ilcinese di proprietà di Mauro Pacini dal 1983 – già scoperta su questi schermi con il Sassarello [leggi qui l’assaggio] – si è poi espansa 20 anni fa acquisendo un vigneto di 90 ettari in quel di Campagnatico, nella Maremma grossetana. Ed è proprio da lì che proviene il Montecucco rosso DOC 2013, CAPOLAVORO🏆 inatteso e sorprendente, dato anche il prezzo al pubblico che resta sotto i 10€, proiettando quest’etichetta nel gotha degli “emotional wines” meno costosi. Chissà che il 6 Gennaio 2023 – consueto appuntamento annuo con la premiazione dei migliori assaggi – non capiti di trovare il Montecucco de La Lecciaia in cima alla classifica dei vini con il miglior rapporto emozioni-prezzo: lo scopriremo solo bevendo…😛
etichetta 9,21 | colore 9,54 | profumo 9,18 | densità 9,02 | persistenza 9,56 | tipicità 8,97 | struttura 9,29 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 9,16 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35 PUNTEGGIO TOTALE 111,93
Oggi siamo a Cortona, borgo aretino non lontano dal confine con l’Umbria: ci attende un vino speziato e fragrante, beverino e di grande piacevolezza gustativa, realizzato dal “vignaiolo indipendente” [scopri qui FIVI] Fabrizio Dionisio. Ma… partiamo dall’inizio: etichetta “artigianale” iconica e ben fatta, vino dal colore rubino~purpureo intrigante, con profumi di spezie, ribes selvatico, more e un pouffe di vaniglia. Beva agile, di media struttura e di bell’equilibrio: come ho anticipato sopra, questo Cortona DOC Syrah 2021 griffato Fabrizio Dionisio [scopri qui la cantina], convince per una riBevilitá al TOP e una discreta persistenza, chiudendo il sorso con un retrogusto piacevole. Insomma, siamo davanti ad un rosso toscano STRABUONO💘 di fascia alta, biologico, senza frizzi&lazzi, ma ben realizzato. Probabile che per trovare struttura e persistenza di livello superiore, serva rivolgersi al “fratello maggiore” Il Castagno: sarà quindi mia premura, in un futuro proximo, scovarlo ed assaggiarlo😋.
etichetta 9,14 | colore 8,64 | profumo 8,23 | densità 8,04 | persistenza 8,05 | tipicità 8,52 | struttura 8,22 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 10 | prezzo 9,20 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,24
Rusticitá, genuinitá, tipicitá: per me sono queste, le 3 keywords che rappresentano “il vino rosso” fatto in Toscana. E quindi non mi stupisce stappare un Rosso Montescudaio DOC 2019 realizzato dalla Fattoria Sorbaiano [scoprila qui] in quel di Montecatini val di Cecina (PI) – borgo situato a cavallo 🐴 tra Volterra e il mare – e perdermi tra i rustici profumi che emana appena versato nel calice. È di un bel colore rubino profondo e di accattivante densitá (non filtrato?); in bocca è piacevolmente tannico, con richiami a quella vinositá astringente dei rossi “rurali”, per un perfect match con una grigliata di carni miste o addirittura una bistecca🥩 di razza chianina. Certo, la struttura non è profonda e il gusto fruttato è travolto dalla rusticitá, che peró è anche il punto di forza di un vino STRABUONO💘 che invoglia la beva. Da sottolineare il rapporto qualitá~prezzo imbattibile, perchè sotto i 10€ è davvero una raritá trovare un rosso di questo livello: costasse il doppio, sarebbe ugualmente un ottimo acquisto, ma a questo prezzo… chiamo☎️ Sorbaiano e me ne faccio inviare una 50ina di pacchi📦. (🤪) [comprato su ITALVINUS a questo prezzo] Post Scriptum: la genuinitá di questo vino è garantita anche dalla certificazione BIO 🍃, con tanto di marchio ben presente in controetichetta. Bravi👏👏👏!
etichetta 9,08 | colore 8,84 | profumo 8,23 | densità 9,21 | persistenza 8,25 | tipicità 8,56 | struttura 8 | discesa in gola 8,13 | retrogusto 7,71 | ribevibilità 8,62 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10 PUNTEGGIO TOTALE 102,53
Impara l’arte e mettila da parte (Rimatore Seriale docet😜). E con l’assaggio odierno ad aprire le danze emotional di questo mese, l’Arte – quella con la A maiuscola – è l’interprete principale: a partire dall’etichetta, un concept pittorico firmato Henriette Adriensence, pittrice francese originaria dell’Île-de-France. E fin dal bouquet olfattivo – mora, prugna, ribes, ciliegia sotto spirito – per poi passare al sorso, di estrema aderenza alla tipicità del vitigno ma con un touch creativo, si percepisce la ridondanza dell’Arte. Perchè Andrea Muratori, il “pittore” di questo Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC Delirium 2018, non si è limitato al compito di realizzare un vino succoso, di bella ricchezza di frutto e intensa persistenza aromatica. Eh no, Andrea è andato oltre, realizzando un sangio CAPOLAVORO🏆 che trasuda eleganza a partire dall’etichetta…per poi passare all’olfatto, ammaliante… e la beva? inebriante…. con un finale giustamente dotato di lieve amaricanza (peculiarità tipica dei sangio DOC), dal retrogusto infinito per lunghezza e intensità. Se questa non è Arte… Post Scriptum: anche il prezzo è Arte, dato che Delirium sta sotto la soglia dei 21€🤑.
etichetta 10 | colore 9,27 | profumo 9,16 | densità 9,24 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,33 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,30 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65 PUNTEGGIO TOTALE 114,74
Alooooooò cocchi🥥, alooooooooò cocche🥥, entriamo nel 1° mese pieno dell’autunno, contornati da nuovi assaggi vinicoli che non vedo l’ora di bere😋 e di raccontarvi. Partendo dalle bollicine rosa trentine di Altemasi, proseguendo con il Chianti senese di Panizzi, passando per il Montescudaio rosso di Sorbaiano, senza farmi mancare il Lugana Riserva della lumbard Tenuta Roveglia e il sangio romagnolo Delirium. E ancora: il toscanissimo Montecucco rosso de La Lecciaia, il greco di tufo della campana Traerte-Vadiaperti, il Castagnino dell’aretino Fabrizio Dionisio, il Vermentino ligure Boboli di Giacomelli. Direi che come preview degli assaggi ottobrini puó anche bastare, fermo restando il detto “la sete vien bevendo”😜 e quindi…
… un Chianti Classico realizzato dal “big” Antinori, che lo imbottigliava anche nella versione “d’annata” e lo vendeva a prezzi popolari. Da buon orsetto🐻 collezionista, ho ancora l’etichetta “dell’epoca” che lo dimostra 👇.
Poi peró quella versione è scomparsa, poichè Antinori continuò esclusivamente la produzione e la vendita della Riserva (oggi Gran Selezione), con prezzi in ascesa anno dopo anno (ormai è volata sopra la soglia dei 40€). Tutta questa tiritera😁 per dirvi che il Chianti Classico Badia a Passignano esiste ancora, grazie ad una microcantina [scoprila qui] che possiede 4 ettari di vigneti proprio in quella zona e realizza un vino d’annata che andiamo a scoprire insieme: colore rosso rubino intenso; naso con mora, ribes, prugna e un pouffe di caffè cioccolatoso e speziato. Attacco in bocca un filo acidulo, per poi aprirsi a ventaglio sulle papille linguali ed esprimere tutto l’armamentario del più classico dei Chianti Classici: il rincorrersi tra le note erbacee e i frutti di bosco, con un sorso materico, succoso, tannino levigato ma presente e spettacolare morbidezza impalpabile di fondo. “Signore e signori, il Badia a Passignano è nuovamente tra noi” direbbe lo speaker🤠, perchè questo Chianti Classico DOCG 2019 realizzato da Torcilacqua, ovvero dalla family Mariotti, è uno strepitoso CAPOLAVORO🏆 d’altri tempi. E io che ho bevuto il “vecchio” oltre 20 anni fa, l’ho subito riconosciuto e mi sono emozionato🥰 (di nuovo… oggi come allora).
etichetta 9,36 | colore 9,04 | profumo 9,07 | densità 8,91 | persistenza 9,34 | tipicità 10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 113,19
Ad Imperia o più precisamente a Pontedassio, Laura Ascheri – fondatrice della cantina omonima [scoprila qui] oggi capitanata da Marco Rizzo – viene omaggiata con un’etichetta elegantissima, che porta il suo nome anche nella fascetta collo bottiglia del Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2020. Un vino che fa subito innamorare al primo sorso, per un parametro d’inaudita intensitá e nitidezza: la sapiditá. Sapidità che poi si integra in una beva dinamica, fragrante, dal perfetto abbinamento con pesci e carni bianche, capace di invogliare il 2° (ma anche il 3° e il 4°😀) calice, grazie ad una piacevolezza gustativa schietta e di bella tipicitá. Sia al naso, che al palato, agrumi e frutta a polpa gialla sono il leit-motiv di questo Pigato CAPOLAVORO🏆, che non si fa mancare una persistenza lunghissima e un retrogusto coerente con i profumi e con il sorso. Chapeau🎩… ad libitum!
etichetta 9,72 | colore 8,98 | profumo 8,86 | densità 8,22 | persistenza 9,17 | tipicità 9,67 | struttura 8,50 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,79 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05 PUNTEGGIO TOTALE 111,14
Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
… e poi bevetelo ad occhi👀 chiusi, pensando ad un famosissimo supertuscan della zona di Bolgheri, merlot in purezza, che costa un botto (sfiora i 1.000€) e fatevi una domanda. Com’è possibile che il vino in assaggio oggi, costi 1/30esimo di quello “famoso”? C’è da credere ai miracoli? Sarà forse perchè Micheletti è una piccola (ma maestosa, per la qualitá) cantina bolgherese che investe più in vigna che nel marketing? O forse sará mica per una questione di “rispetto” verso i fruitori, cioè noi appassionati wine🍷lover, dato che se vai ad analizzare il costo nudo e crudo di 1 litro di vino, non ce n’è uno al mondo🌏 – e non puó essercene – che costi al produttore oltre i 10€? Fatto sta che Micheletti riesce a donare alla nostra vista un vino rosso scurissimo e impenetrabile, con un naso👃 di frutti neri, liquirizia, caffè, cacao, che poi sfociano in un sorso indescrivibile: la struttura, l’eleganza, la morbidezza di fondo, la concentrazione di frutto, la persistenza aromatica e il retrogusto – che restano impresso a lungo sulle papille linguali – sono uno spettacolo della natura! Chapeau🎩 al duo enologico~agronomico Fabrizio Moltard~Paolo Granchi, per aver realizzato questo INEGUAGLIABILE👑 Bolgheri Superiore DOC Poggiomatto 2018 griffato Micheletti, un merlot in purezza davvero memorabile👏👏👏. E un grazie🙏 di cuore alla family Micheletti per aver solo pensato a realizzare un vino del genere, con un prezzo “rispettoso delle tasche” di chi lo compra… Post Scriptum: brindiamo🥂 alla fine dell’estate? [non è un caso, che quest’assaggio sia online a partire dalle 3:03 di oggi venerdì 23 Settembre 2022, equinozio d’autunno🍁]
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
… deus ex machina del Podere dell’Anselmo, l’assaggio odierno. Scordiamoci Greve, Castellina, Gaiole, Radda, Panzano, cioè le localitá “culla” del Chianti Classico. Perchè al Podere dell’Anselmo [scoprilo qui] si fa il Chianti Montespertoli, una DOCG inedita per questo blog e quindi… assaggiamolo immediatamente😋: profumi di frutti rossi stramaturi, con le more di rovo in evidenza; attacco in bocca esplosivo, cioè subito concentrato, fruttato, con un magistrale mix tra aciditá, spezie dolci, astringenza, morbidezza. Non so se il merito di tutto questo vada a Fabrizio – patron e agronomo del podere – o all’enologo Fabio Signorini: e magari pure il vigneto e la tipologia gli saranno sicuramente d’aiuto. Certo è che questo Chianti Montespertoli DOCG 2020 firmato Podere dell’Anselmo è un CAPOLAVORO🏆 low-cost (viene via a poco più di 12€), di grande potenza e concentrazione di frutto. Un vino succoso inatteso, che certamente non sfigurerebbe in un assaggio “al buio” a confronto con il cugino Chianti Classico😍.
etichetta 8,71 | colore 9,32 | profumo 8,87 | densità 9,20 | persistenza 8,97 | tipicità 10 | struttura 9,08 | discesa in gola 8,65 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 9,02 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 110,13
Estate 2022, la più calda di tutte le estati. E per rinfrescare le ultimissime sere di fine estate, cosa c’è di meglio di un bel bianco frizzante di Romagna, leggero e beverino? Si chiama “e RoF”, in ricordo di uno dei vecchi fattori di questi vigneti, in quel di Gorolo di Borghi, nel cesenate. La piccola cantina, adesso, è di proprietá di Andrea Muratori, che riveste anche il doppio ruolo di agronomo~enologo. Questo bianco frizzante Terre della Medrina e Rof, basato su uve🍇 chardonnay, si presenta leggero, di grande semplicitá di sorso, ma dannatamente beverino, che non smetteresti mai di trangugiare, favorito anche dalla gradazione alcolica davvero invitante – appena sopra gli 11° – e da una bollicina non troppo invadente. Eppure, sia al naso che alla bocca, i profumi e i sapori di frutta a polpa bianca, raccontano un vino semplice ma non banale, leggero ma STRABUONO💘, perfetto per un’apericena conviviale, dove il parametro riBevibilita è di primaria importanza. Bravo Andrea, con il suo bianco frizzante di bella livrea. (Rimatore Seriale colpisce ancora😁)
etichetta 8,04 | colore 8,13 | profumo 8,14 | densità 7,02 | persistenza 7,22 | tipicità 7,41 | struttura 7,30 | discesa in gola 7,51 | retrogusto 7,43 | ribevibilità 8,91 | prezzo 8,30 | piacevolezza globale 7,80 PUNTEGGIO TOTALE 93,21
Siamo a Lamole, una collina scoscesa del Chianti posta a 600 metri di altitudine, ed è qui che salendo su per una stradina che si inerpica per una manciata di kilometri, incontriamo Castellinuzza e Piuca, microcantina da poche migliaia di bottiglie annue, e il suo patron Giuliano Coccia, che fa il vino – e che vino🍷! – in assaggio oggi: Chianti Classico Gran Selezione. Sappiate che per me, orsetto🐻 viaggiatore~bevitore😋, è stata una sorpresa inattesa, cenando casualmente in un agriturismo toscano che solo poi scopro essere una cantina che produce un vino INEGUAGLIABILE👑, che vado a raccontarvi… Al naso, ricco di profumi intensi di mora, prugna cotta, ribes e fiori; in bocca, elegantissimo e contemporaneamente sontuoso, sia per la struttura che per la concentrazione di frutto. Eppure, nonostante il sorso sia potente e dotato di persistenza infinita, riesce ad essere anche fragrante, nonchè beverino, forse per merito di una sapiditá micrometricamente dosata. Ed è una raritá, data la tipologia, visto che stiamo parlando di un Chianti Classico DOCG Gran Selezione annata 2017, cru Vigna Piuca, realizzato magistralmente da Castellinuzza e Piuca: piccola, ma monumentale 🔝 realtá oli~vinicola toscana. Chapeau🎩 a Giuliano Coccia e alla sua azienda agricola!😋 [scoprila qui]
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Sì, è così, il title racconta la veritá, perchè il Lambrusco dell’assaggio odierno è realizzato da un’azienda agricola che è proprio un’acetaia. Vi racconto tutto: cenetta al fresco nell’osteria di Rubbiara, a Nonantola (MO), all’interno della proprietá dei Pedroni, che fanno aceto & vino. In pratica, li assaggi a tavola e poi, al momento del conto, ti ritrovi costretto a comprarli🤩, per la loro bontá e genuinitá. Ad onor del vero l’Aceto Balsamico Tradizionale extravecchio è “la fine del mondo” 🌏, mentre il Lambrusco dell’Emilia IGP Rosso Spumante Brut Bolle Rosse 2020 griffato Pedroni è solo STRABUONO💘 di fascia bassa, perchè a parte la superba performance in termini di riBevibilitá, ha una struttura solo sufficiente e una vinositá lievemente acerba. Anche la persistenza e il retrogusto sono sottotono, ma vanno benissimo nel contesto di un vino quotidiano da trangugiare liberamente, anche per merito della gradazione alcolica all’11%. E per dessert: scaglia di Parmigiano 🧀 con goccia💧 di Balsamico Pedroni 😋.
etichetta 8,71 | colore 7,93 | profumo 8,07 | densità 7,11 | persistenza 6,92 | tipicità 7,46 | struttura 6,55 | discesa in gola 7,03 | retrogusto 6,71 | ribevibilità 10 | prezzo 7 | piacevolezza globale 7,20 PUNTEGGIO TOTALE 90,69
E più precisamente da Menfi, nell’agrigentino, dove il “big” Settesoli – realtá cooperativa da ben 2.000 soci e 26 milioni😳 di bottiglie annue! – lo commercializza con il brand Mandrarossa [scoprilo qui] citato nel title. L’annata è la solare☀ 2020 – quella premiata dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 – e fin dal colore del vino che scende nel calice – giallo oro lucente per un blend di uve fiano e chenin blanc – si percepisce di essere davanti ad una bottiglia di notevole qualitá, a dispetto di un costo appena superiore ai 10€. I profumi, intensi e intriganti, di banana, pesca noce, maracuja, agrumi e spezie ambrate sono un bel biglietto da visita, per un sorso di buona struttura, con una vena acida e minerale di base che poi lascia spazio a toni ambrati, fumosi, speziati, boisé. Finale secco con richiami agrumati e un retrogusto pulito a chiudere la beva. CAPOLAVORO🏆 di grande personalitá ed eleganza di beva, prendete nota: Mandrarossa Santannella 2020 Terre Siciliane IGT. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,48 | colore 9,14 | profumo 9,42 | densità 9 | persistenza 9,22 | tipicità 9,09 | struttura 8,85 | discesa in gola 9,03 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 8,93 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,90 PUNTEGGIO TOTALE 109
… sempre firmato Fattoria Ambra e quindi realizzato dall’enologo (e proprietario) Giuseppe Rigoli. Spoilero subito: in questo cru di Carmignano DOCG, all’opposto dell’assaggio del cru Montalbiolo [scoprilo qui], “la mano🤚 del maestro Beppe” è perfettamente riconoscibile. Perché c’è una concentrazione vinosa, una masticabilitá fruttata, una persistenza lunghissima, complementare ad un retrogusto intenso e profondo, che solo un enologo fuoriclasse riesce a tirar fuori da un vitigno. L’Elzana ha un naso finissimo, a tratti timido, di prugne cotte, more stramature e ribes selvatico, su un fondo di spezie dolci e ambra. In bocca è sontuoso: eleganza e potenza vanno a braccetto come solo nei grandi vini accade. E questo Carmignano DOCG Riserva Elzana 2017, a dispetto dell’annata infelice, ê un grande CAPOLAVORO🏆 toscano. Grande come il suo “papá”, Beppe Rigoli. E la sua fattoria, Ambra. Standing ovation, d’obbligo👏👏👏.
etichetta 8,73 | colore 8,98 | profumo 8,02 | densità 8,73 | persistenza 9,31 | tipicità 10 | struttura 9,34 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,59 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45 PUNTEGGIO TOTALE 110,93
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