Pubblicato in: vino bianco

SCeLGo uN GeWüRZTRaMiNeR aLToaTeSiNo a CaSo: eD è SuBiTo MaGia🧙‍♂️

Sará pure un luogo comune, ma resto dell’avviso che ogni regione abbia il proprio cavallo🐴 di battaglia alias una tipologia di vino che “gli viene meglio”. Per esempio, pensando all’Alto Adige, resto dell’idea che il Gewürztraminer, sia il vino fuoriclasse, che meglio rappresenta la regione. Onde per cui… ne scelgo uno a caso, realizzato dall’Abbazia di Novacella, ovvero dai Canonici Agostiniani, annata 2021. Tecnicamente, siamo davanti ad un Gewürztraminer DOC AltoAdige~Valle Isarco facente parte della linea Classica (i cru, idonei anche all’invecchiamento, portano la denominazione Praepositus), realizzato dall’enologo Johann Ranzi per lo storico monastero altoatesino: storico anche per la cantina, che produce vini da oltre 9 secoli😳! Il Gewürz, di color giallo paglierino con lievi venature dorate, esprime la sua spiccata aromaticitá giá al naso, con effluvi di frutta a polpa gialla e susina claudia, in bella evidenza. Palato coerente con l’olfatto, con l’aggiunta di una freschezza acida perfettamente equilibrata dalla dolcezza aromatica tipica del vitigno, con una beva di bella persistenza ed elegante retrogusto ammandorlato. Insomma, anche se ho scelto “random”, anche se questo è il Gewürz base di Novacella, anche se il prezzo sta sotto i 15€, la magia è che siamo comunque davanti ad un CAPOLAVORO🏆. E se tanto mi dá tanto, il Gewürz “cru” della linea Praepositus – che sta comunque sotto la soglia dei 21€ – come sará? Cosa c’è oltre la magia?
[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8,91 | colore 8,79 | profumo 9,09 | densità 8,57 | persistenza 9,13 | tipicità 8,99 | struttura 8,61 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,93 | ribevibilità 9,55 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 108,41

Pubblicato in: vino rosso

TauRì 2018 CaGGiaNo, uN RoSSo CaMPaNo a BaSe Di aGLiaNiCo iN PuReZZa…

… che non ti aspetti: dato il vitigno – rustico e possente – penseresti ad un sorso corposo, allappante, quasi masticabile. Lasciando da parte i termini freschezza, eleganza, finezza, scorribilitá di beva. Giusto? Sbagliato!😳 Perchè l’Aglianico Irpinia DOC Taurì 2018 realizzato dalle Cantine Antonio Caggiano [scoprile qui] è un CAPOLAVORO🏆 inatteso, economico – sta intorno ai 13€ – e perció sorprendente. Ve lo racconto per come l’ho vissuto io, a partire dal colore rubino sgargiante, proseguendo con nitidi profumi di more di rovo e prugne, al naso e un attacco in bocca più elegante che potente, con una struttura vinosa a base di frutti rossi stramaturi, perfettamente in equilibrio tra dolcezza e acididitá, con quest’ultima a regalare freschezza e riBevibilitá al maximo livello. Unica accortezza che mi sentirei di raccomandare per una degustazione perfetta di quest’emozionante, nonchè economico rosso campano (siamo sotto i 15€😳), è la temperatura di servizio: meglio sotto i 12°, sopratutto se bevuto d’estate. Un applauso emotional😍 a Pino Caggiano, a suo papà Antonio, fondatore della cantina e pure a Luigi Moio, per la consulenza enologica. Mi riprometto ulteriori futuri “assaggi caggiani”😜…

etichetta 9 | colore 8,89 | profumo 8,47 | densità 8,36 | persistenza 9,11 | tipicità 9,20 | struttura 9,06 | discesa in gola 9,65 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 110,01

Pubblicato in: vino bianco

“e Se Vi PRoPoNeSSi L’aLBaNa i CRoPPi❓”

È stata la mia domanda ai commensali, che – un po’ ignoranti sulla tipologia, un po’ perplessi – mi hanno risposto 🆗, con un tono non proprio convinto🤔. La bottiglia che ho selezionato ha ricevuto le 4 viti AIS sulla guida Vitae 2022, quindi mi aspettavo un risultato degustativo al di sopra di ogni attesa. Ma… (no, niente spoiler) assaggiamola insieme: bello il colore nel calice, di un giallo dorato fascinoso; ottimo il bouquet olfattivo – dominato da profumi di arance e fiori di bella intensitá, con un pouffe di pere e mele – mentre si è rivelato un filo aggressive l’attacco in bocca, con un acidità e un residuo di rifermentazione lievemente disturbanti. La beva è profondissima, corposa e inusitatamente “piena” per un bianco romagnolo, ma certo che l’Albana ha una marcia in più rispetto a tanti bianchi asfittici, eterei, lievi (NO, non faccio nomi🤐). Non dimentichiamo che Bertinoro è luogo di elezione per il vitigno albana, e “la cantina” ne produce più versioni – secco, dolce, spumantizzato, passito – con ovvie peculiaritá differenti per ogni vinificazione. E allora… l’assaggio CAPOLAVORO🏆 di oggi è l’Albana Secco DOCG “I Croppi” 2020 e “la cantina” è Celli [scoprila qui] ovvero il duo agronomico~enologico Mauro Sirri~Emanuele Casadei, che detengono pure la proprietá dell’Azienda. Bene, bravi, bis! Perchè quest’assaggio è solo “il 1° della serie” per il brand Celli…

Post Scriptum: anche il Gambero 🦐 Rosso si è accorto della bontá di quest’Albana I Croppi 2020 e l’ha premiato con i consueti 3 bicchieri🍷🍷🍷; idem la Guida Oro di Veronelli, 3 stelle✨ rosse e 92 pt.

etichetta 9,02 | colore 9,46 | profumo 9,19 | densità 8,95 | persistenza 9,18 | tipicità 9,21 | struttura 9,30 | discesa in gola 8,34 | retrogusto 9,12 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9 
PUNTEGGIO TOTALE 110,06

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di SeTTeMBRe DueMiLa22

E dopo la ricca scorpacciata vinicola di Agosto, faccio il bis con un’altra manciata di assaggi😋 gironzolando per tutta la penisola: di scena, una sestina di vini bianchi provenienti dall’Umbria, dalla Romagna, dall’Alto-Adige, dalla Liguria, dalla Sicilia; solo un vino rosa dall’Abruzzo e una cinquina di rossi dalla Toscana, dalla Campania, dall’Emilia. Senza escludere eventuali assaggi surprise di vini “over 21€”, che vi racconteró soltanto se forieri di emozioni ineguagliabili😉. Brindiamo🥂?

Pubblicato in: vino rosa

MiGLioR aSSaGGio DeLL’aNNo PeR uN RoSaTo DeL SuD

La guida vini Veronelli, nell’edizione 2021, ha premiato 5 vini con la corona, attribuita ai migliori assaggi per le 5 tipologie di vino (bollicine, rosa, bianco, rosso, dolce) che hanno ricevuto il voto più alto dai recensori, redattori, sommelier della Guida Oro, ideata e fondata dall’indimenticabile Luigi “Gino” Veronelli. Il vino in assaggio oggi, un rosato salentino, è stato appunto premiato come “miglior vino rosa dell’anno” ed io ho cercato e trovato l’annata premiata (sono o non sono il mago🧙‍♂️ delle rime baciate?😁), ovvero la 2017. Verso quindi il rosato nel calice e subito resto spiazzato da un colore che vira dal rosa all’arancio, passando per l’ambra, con aggiunta di sprazzi oro~rosati. Al naso, mi aspettavo un bouquet invitante e fruttato, che invece offre solo eteree nuances di rose, mandarini, spezie dolci e un pouffe di chiodo di garofano. Ma è al palato, che iniziano le sorprese, partendo da un attacco in bocca dotato di una profonditá della struttura vinosa, mai riscontrata prima in un vino rosa. Sorso materico, a tratti marsaleggiante, con richiami di fragole impreziosite da sfumature balsamiche, legno, incenso, rose e miele, per un Salento Rosato IGP Diciotto Fanali 2017 CAPOLAVORO🏆 di sontuosa eleganza e infinita persistenza aromatica intensa, senza eguali per la tipologia: negroamaro rosato in purezza, vinificato in botte. Doppio chapeau🎩, strameritato, alla guida Veronelli che “me lo ha suggerito” e sopratutto ad Apollonio, la cantina produttrice [scoprila qui]: oltre 150 anni di storia per un’azienda ancora oggi capitanata dalla family Apollonio, che ha saputo realizzare un vino che va “oltre” ogni emozione immaginabile per un rosato. Oltre.
Post Scriptum: la dolcezza e la vena acida che s’incontrano e si scontrano durante la beva di questo vino monumentale, sono anch’esse frutto di un vino che va oltre.
Post Scriptum bis: Apollonio Diciotto Fanali Salento Rosato IGP 2017, me lo riannoto… per non dimenticarmelo mai🥰😍.
Post Scriptum ter: pure l’etichetta va oltre…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 8,03 | densità 9,78 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,61 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 9,53 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,57

Pubblicato in: vino bianco

aVeTe iN MeNTe QueL ViNeLLo BiaNCo CHe VieN DaLL’uMBRia?

L’Orvieto, sì, proprio lui. Che magari abbiamo bevuto sfuso per anni e non abbiamo mai lontanamente immaginato che un giorno lo avremmo bevuto “in bottiglia” e lo avremmo pure considerato un vino da conservare gelosamente per poi stapparlo in occasione di una cena con amici, facendo bella figura. Ecco, a me è capitato proprio così e voglio raccontarvelo minuziosamente. Villa Barbi 2019 è la bottiglia di Orvieto Classico DOC, realizzato dalla Tenuta Decugnano dei Barbi [scoprila qui], che ho scelto per la cena. Leggo in controetichetta: …intenso, minerale, noti fruttate, freschezza, sapiditá…
Solite menate del marketing, ho pensato tra me e me, giusto per dare valore ad un altrimenti banale vinello bianco umbro. E invece è successo che: nel calice sfuma il classico giallo paglierino con striature che vanno dal verde all’oro passando per l’ambra😳; al naso percepisco pesca noce, ananas, maracuja, arance e spezie dolci😲; in bocca entra aggressivo e risulta fruttato, con un bell’equilibrio tra dolcezza e aciditá, pur rimanendo un bianco improntato verso la sapiditá e accenni minerali. Rimango basito😲 nel notare la profonditá del sorso, che poi si allunga in una persistenza intensa e in un retrogusto nitido e asciutto, molto coerente con la beva. Ma com’è possibile tutto questo in un Orvieto? Com’è possibile che questo Villa Barbi 2019 risulti addirittura un CAPOLAVORO🏆? Com’è possibile che pure la guida Gambero🦐Rosso se ne sia accorta e lo abbia premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷!? Sará mica merito dell’enologo che lo realizza, tale Riccardo Cotarella?🤔 Oppure della famiglia Barbi, che fin dagli anni ’70 ha scommesso su queste antiche terre, con secoli di storia vinicola, ridando luce a “quel vinello” che è (era…) l’ Orvieto?😳
Post Scriptum: per fugare ogni dubbio, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino, o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino… Orvieto! 😍
[libera citazione, con aggiunta finale, da “Cara” – Lucio Dalla]

etichetta 8,84 | colore 8,70 | profumo 8,89 | densità 8,15 | persistenza 9,12 | tipicità 9,23 | struttura 8,77 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 106,88

Pubblicato in: vino rosso

iL CHiaNTi CLaSSiCo Bio🍃 CHe VieNe Da GaioLe

La zona di Gaiole – al pari di Radda, Greve, Castellina, Panzano – è una delle zone privilegiate per la produzione della DOCG Chianti Classico. In assaggio oggi, la versione 2018 realizzata da Marco Ricasoli Firidolfi, proprietario della Rocca di Montegrossi [scoprila qui], con l’ausilio enologico del “big” Attilio Pagli. Le premesse di un assaggio TOP🔝 ci sono tutte, vediamo se saranno confermate: il Chianti Classico 2018, con il logo del Gallo🐓Nero a collo bottiglia, si presenta visivamente di un bel rosso rubino splendente, senza farsi mancare dei discreti archetti mentre scende nel calice. Profumi classici di viola mammola, prugne, more, mirtillo selvatico e spezie dolci. Attacco in bocca non troppo polposo, con la struttura e la vinositá che sembrano un po’ svogliati, rispetto ad altri vini della stessa tipologia [leggi qui l’assaggio del Chianti Classico Castello di Radda]. Anche la persistenza è buona ma non si grida al miracolo, pur con un buon retrogusto lungo e nitido a chiudere la beva. Non giriamoci intorno, il Chianti Classico DOCG 2018 Rocca di Montegrossi è STRABUONO💘 di fascia altissima, ma forse l’annata inferiore ad altre più felici, non ha aiutato ad esaltare le potenzialitá di questo grande vino toscano. Mi riprometto un doppio assaggio futuro per Rocca di Montegrossi: la versione 2019 o la 2020, ma anche il cru “Gran Selezione” Vigneto San Marcellino, che promette meraviglie e potrebbe ambire alla fascia “ineguagliabile”. L’ho promesso pubblicamente, quindi… stay tuned! 🤩

etichetta 9,14 | colore 8,83 | profumo 8,81 | densità 8,63 | persistenza 8,52 | tipicità 8,75 | struttura 8,40 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 8,97 | ribevibilità 8,64 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,83

Pubblicato in: vino rosso

VeRMeNTiNo NeRo: iL RoSSo LiGuRe CHe NoN Ti aSPeTTi

Intanto non ti aspetti che in abbinamento a piatti di pesce semplici, come delle seppie in zimino o polpo🐙 con patate, possa convincere più di un bianco. Eppoi non ti aspetti la freschezza, la leggiadrìa, il piglio beverino, maggiormente riscontrabili nei vini bianchi, più che nei rossi. Oibó🤔, ma questo è un Vermentino… perlopiù realizzato dalla cantina ligure Lunae Bosoni, espertissima in materia [leggi qui]. Ma andiamo in assaggio: colore rosso rubino scarico, profumi invitanti di campo fiorito e rose🌹, attacco in bocca lievemente acidulo, che poi vira in un sorso sorprendente per l’inedita sapiditá, mai riscontrata prima in un rosso. Il tannino è percepibile ma fuggevole, la piacevolezza di beva – dinamica ed emozionante – è tutta giocata sul filo della vena acida, tipica di un vermentino bianco, mixata ad un tannino appena accennato, come in un rosso giovane. Mix vincente, dato che questo Liguria di Levante Rosso IGT Vermentino Nero 2021 è STRABUONO💘 al maximo livello (come si può evincere anche dalle rigate di vino sull’etichetta😁). Lunae Bosoni ha fatto di nuovo centro🎯!

etichetta 8,54 | colore 7,93 | profumo 8,61 | densità 7,89 | persistenza 8,15 | tipicità 9,72 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,75 | retrogusto 8,23 | ribevibilità 10 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 104,88

Pubblicato in: vino bianco

“PRoVa iL FiaNo Di aVeLLiNo DeLLa TeNuTa SCuoTTo”…

… mi ha consigliato un orso🐻 campano, mio conoscente😁, esperto di vini locali. Detto, fatto: il Fiano di Avellino DOCG 2020 griffato Tenuta Scuotto – con Eduardo Scuotto al timone☸ e Angelo Valentino in cantina – è l’assaggio odierno. Che si presenta con un bel color giallo intenso e nuance dorate, seguito da bei profumi di frutta gialla matura, fiori di campo e agrumi. In bocca, si apre a ventaglio con un sorso di bella coerenza con il bouquet olfattivo, una struttura non troppo profonda ma convincente, salendo poi d’intensitá con la bella performance di persistenza aromatica – lunghissima – e un bel retrogusto sapido~elegante, nel finale. Tirando le somme, con questo Fiano “base” di Scuotto [scopri qui la tenuta], siamo davanti ad un vino che si posiziona ai primi gradini della fascia di valutazione maxima, nella suggestione che tale CAPOLAVORO🏆sia solo l’antipasto delle emozioni che potrebbero scaturire dall’assaggio del Fiano “cru” OiNì – con maturazione in botte, quindi “quasi” una Riserva- sempre di Tenuta Scuotto. Prossimamente su questi schermi…?
Post Scriptum: originale e di forte riconoscibilitá, l’effige del “Volto” sulle etichette di questa piccola cantina avellinese.
Post Scriptum bis: mi suggeriscono dalla regìa, di essermi dimenticato di citare “l’altro pilastro dell’Azienda”, ovvero Adolfo Scuotto, figlio di Eduardo. Chiedo venia e mi autopunisco per la dimenticanza, infliggendomi bottigliate di Fiano sulle mani😁.

etichetta 9,51 | colore 8,86 | profumo 8,73 | densità 8 | persistenza 9,13 | tipicità 8,52 | struttura 7,90 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 105,91

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo RiSeRVa CHe PRoVieNe DaLLa ZoNa DeLLa VeRNaCCia😳?!

Ora, mi domando e scrivo: possibile che, vagabondando per la Toscana, mi ritrovi a fare uno spuntino di metá pomeriggio nel paese della Vernaccia – San Gimignano – e addirittura assaggi un rosso Riserva da paura? Non mi raccapezzo: mi fermo casualmente in una piccola enoteca nel centro del bellissimo borgo senese [scopri qui La Vecchia Nicchia], chiedo all’oste Alessandro “un vino bono” e mi ritrovo innamorato pazzo, davanti a un calice di Rosso Riserva San Gimignano DOC 2018 BIO🍃 griffato Il Colombaio di Santa Chiara. Ve lo racconto di getto: profumi intensi di mora, prugna, amarena e un pouffe di vaniglia al naso, sorso ricco – con stupefacente concentrazione e nitidezza di frutto – dotato di persistenza lunghissima, retrogusto intenso e coerente con la beva, prezzo intorno ai 30€, piacevolezza da vino TOP🔝. Cosa aggiungere oltre? Che il duo enologico Nicola Berti/Paolo Caciorgna, supportato agronomicamente da Mario Logi, ha realizzato un vino INEGUAGLIABILE👑 con un rapporto q/p da urlo? Che dovete obbligatoriamente assaggiarlo per capirne la sua reale grandezza? No, non fatelo: le 5.000 bottiglie prodotte annualmente di questa mirabilia enologica, le prenoto io🤪!
Post Scriptum: continuo a domandarmi, incessantemente, come sia possibile che a San Gimignano – terra di Vernaccia DOCG – abbia assaggiato un Rosso con la R maiuscola…. misteri della vigna😀
Post Scriptum bis:
tanto per cambiare, un altro “superwine” appartenente alla FIVI, Vignaioli Indipendenti💪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: bollicine bianco

i PRoFuMi e i SaPoRi DeLLe “BoLLiCiNe DeLL’aNNo”

La guida vini Gambero🦐 Rosso 2022 incorona il vino in assaggio oggi – Superiore di Cartizze Brut Valdobbiadene DOCG La Rivetta 2020 – con il premio “Bollicine dell’anno”, che sono riuscito a trovare ad un prezzo scontato sotto i 21€ poco prima delle feste natalizie (oggi non si trova a meno di 25€…), proprio per poterlo assaggiare&raccontare😋 su questi schermi (oltre la soglia dei 21€, vi racconto solo i vini INEGUAGLIABILI👑 e – spoiler!🤫 – non è questo il caso). E allora: le attese per l’assaggio di un “vino dell’anno” erano altissime (mica vorremo mettere in discussione l’autorevolezza del Gambero?😳), purissime, vinissime😁. Ben ripagate, appena verso La Rivetta 2020 a temperatura frigorifera nel calice “da prosecco”, cioè quello rigorosamente consigliato dal Consorzio di tutela della DOCG Valdobbiadene. Il colore di questo cru è spettacolare, giallo oro luminoso/sgargiante; i profumi sono inebrianti, con un bel pupurrì di pesche, albicocche, ananas, agrumi, ma anche pera e mela, in un equilibrio davvero elegante ed emozionante. La beva è altrettanto convincente: mai assaggiato prima un Prosecco di tale struttura, complessitá e persistenza aromatica, davvero “special”😍. C’è una sola cosa che peró stona – e non poco, data la tipologia – in un quadretto idilliaco di tale livello: la bollicina. Un’effervescenza banale, volgare, inelegante e invasiva, che non ti aspetteresti mai di trovare in un vino di tale livello. Quindi, riassumendo, il Cartizze Brut La Rivetta 2020 griffato Villa Sandi (azienda veneta “big” da quasi 6 milioni di bottiglie annue), che ha realizzato solo 15.000 bottiglie di questo cru di Valdobbiadene DOCG è sì un CAPOLAVORO🏆 emozionante, ma lo scivolone sulla buccia di banana🍌 della bollicina grossolana (rima baciata casuale😁), ne inficia pesantemente l’aspetto della “discesa in gola” e la valutazione della piacevolezza globale. Magari ho pescato la bottiglia sbagliata? Una su 15.000? Mi riprometto un futuro assaggio della proxima annata…
Post Scriptum: etichetta davvero ben realizzata ed elegante, sarebbe da voto maximo se solo avesse la certificazione bio…

etichetta 9,43 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,04 | persistenza 10 | tipicità 9,48 | struttura 9,72 | discesa in gola 5,71 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,18 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 8,30
PUNTEGGIO TOTALE 108,78

Pubblicato in: vino rosso

aSSaGGiaMo iL ViNo DeL CaRDuCCi?😳

Visto che è Agosto, dato che amo le mete balneari toscane a sud di Livorno – Castiglioncello, Bibbona, Donoratico, San Vincenzo – perchè non fare una gita fuoriporta in quella strada in mezzo al filare infinito di cipressi che porta al borgo dove ha vissuto Giosuè Carducci – pietrasantino di nascita, ma trapiantato poi a Castagneto Marittimo ops🤭 Carducci – cioè in quel di Bolgheri? E proprio nel Comune di Castagneto sorge l’Azienda agricola Micheletti [scoprila qui], produttrice del vino in assaggio oggi, il Rosso di Toscana Bolgheri DOC 2020. Che si presenta visivamente di rosso rubino splendente (ridajè con ‘ste rime baciate😘), dai profumi lievi ma nitidi di ciliegia, fragolina di bosco, mora selvatica e un touch erbaceo. Attacco in bocca piacevole, anche se sarebbe desiderabile una maggior concentrazione di frutto. La struttura non ê imponente e pure la persistenza è sotto le attese, ma le frecce al proprio arco🏹 di questo Bolgheri 2020 STRABUONO💘 griffato Micheletti sono principalmente 3: una spiccata dote di riBevibilitá (questo rosso toscano scende in gola che è un piacere😋) e una bella piacevolezza di beva. 🤔Ma non erano 3 le frecce?🤔 Okay, chiudiamola qui, vado a ordinarne una dozzina di scatole, visto il prezzo…🤩 [assaggiato qui c/o IL PICCOLO TRIANON]

etichetta 8,78 | colore 8,26 | profumo 8,33 | densità 7,91 | persistenza 7,95 | tipicità 8,40 | struttura 8,24 | discesa in gola 9,54 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 9,58 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,60

PUNTEGGIO TOTALE 103,90

Pubblicato in: bollicine rosso

La BoNaRDa (LoMBaRDa Di iSiMBaRDa🤪) NoN è Mai STaTa CoSì SuCCoSa

Quando assaggi un vino rosso frizzante, pensi sempre di trovarti davanti a un qualcosa di banale, vicino a certi anonimi “vini sfusi da taverna” e lontano dalle emozioni forti che solo i rossi fermi sanno regalare. Mai preconcetto fu più sbagliato, assaggiando la Bonarda dell’Oltrepó Pavese Vigna delle More 2020 firmata Isimbarda [scoprila qui]. Economica sì – la bottiglia sta sotto i 10€ – banale anche no, dato che fin dal primo impatto palatale, sfodera una trama vinosa ricca e fruttata.
Due note legate alla giovane azienda pavese ubicata nella frazione di Castello, a Santa Giulietta: nata soltanto nel 2019, ma evidentemente dotata di un progetto chiaro e idee ben precise su come realizzare vini di qualità, possiede una storia vinicola che risale ai Marchesi Isimbardi e a qualche secolo addietro. La Tenuta Isimbarda oggi rivive nelle mani di Claudio Battaini – in plancia di comando – e Daniele Zangelmi nel duplice ruolo di agronomo~enologo. E allora andiamo in assaggio: la Bonarda Vigna delle More scende nel calice di un bel rosso scuro profondo, al naso è macedonia di frutti di bosco con ciliege e mirtilli in bella evidenza su accenni di prugne e un pouffe tabaccoso, sullo sfondo. In bocca, come vi ho anticipato, esprime frutto e concentrazione di polpa, che raramente capita di trovare in un vino frizzante di questo costo (e non solo…). La struttura è delicata e contemporaneamente complessa, con sufficiente persistenza e retrogusto secco, pulito, giustamente amaricante. Tirando le somme, questo Vigna delle More 2020 è un vino STRABUONO💘 di fascia altissima, con ben 3 punti di forza inattesi in un vino frizzante a questa fascia di prezzo: struttura, RiBevibilitá, retrogusto. A un nonnulla dalla fascia maxima. E brava Isimbarda!👏👏👏
Post Scriptum: mi sono dimenticato di sottolineare che questa Bonarda è certificata BIO🍃 e interamente proveniente da vigneti di proprietà. RiBrava Isimbarda🙌.

etichetta 8,93 | colore 8,75 | profumo 8,69 | densità 7,84 | persistenza 7,81 | tipicità 9 | struttura 8,73 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,70

PUNTEGGIO TOTALE 104,96

Pubblicato in: vino rosso

CoL ViNo Di MoNTaGNa, L’eLeGaNZa Ci GuaDaGNa

E che classe, che stile: una raffinatezza di beva INEGUAGLIABILE👑, proprio come la fascia di appartenenza dello Sfursat Carlo Negri 2018, in assaggio in questa giornata speciale, Ferragosto 2022. Siamo in Valtellina, sui vigneti terrazzati della storica cantina Nino Negri – nata nel lontano 1897- dove la “viticoltura eroica” è la quotidianitá delle difficili raccolte manuali, nel saliscendi dei vigneti che sorgono nel range 400~550 mt. d’altezza. Lo Sforzato di Valtellina DOCG che ne esce fuori è un vino dall’intrigante colore rubino scarico tendente al granato, con profumi intensi – e rari, per un rosso – di spezie, frutti rossi e nuances agrumate. Attacco in bocca di strepitosa finezza, che prelude ad un sorso dotato di eleganza infinita e tipicitá unica: c’è struttura ma non è debordante; c’è persistenza ma non è infinita. Semplicemente, c’è la consapevolezza di una potenza di beva esagerata, che peró sa esprimersi con un controllo e un’eleganza, che regalano emozioni uniche. La gradazione alcolica di ben 16 gradi è tutta espressa in termini di eleganza e finezza di beva, anzichè in una banale prova muscolare💪 che non fa parte del DNA di questo straordinario vino griffato Nino Negri. Una firma, una garanzia.
[comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino bianco

aSSaGGiNo BiS, CoN La VeRNaCCia Di PaNiZZi

Secondo assaggio consecutivo con una bottiglia da 0,375 (prometto che non lo faró più🐻) proveniente dalla nota cantina sangimignanese Panizzi [scoprila qui]. Nota, perchè Giovanni Panizzi, lo storico fondatore, con “la sua” Vernaccia Riserva – sul finire degli anni ’90 – fece incetta di premi e riconoscimenti in Italia e non solo. Oggi la cantina Panizzi è capitanata da Simone Niccolai con l’ausilio enologico~agronomico di Alessandro Cellai e Walter Sovran. Andiamo quindi a scoprire la Vernaccia di San Gimignano DOCG 2021, che si presenta di un bel giallo paglierino alla vista, con discreti profumi di fiori bianchi, limoni e una nota erbacea sullo sfondo, all’olfatto. Attacco in bocca non aggressive, molto delicato, che poi sfocia in una beva piacevolmente fresca, di bell’aciditá e di pulizia palatale in chiusura. Struttura e persistenza – probabili peculiaritá del cru Vigna Santa Margherita e della Riserva -non fanno parte del DNA di questa Vernaccia base, che comunque sa essere beverina, fresca e divertente negli abbinamenti: ok con il pesce e ancora meglio con le carni bianche non troppo speziate, come nel caso di un coniglio🐰 in tegame, innaffiato di Vernaccia anche in cottura, che mi ha sommessamente🤫 ringraziato. Mi sono dimenticato di qualcosa😳? Ah sì, la fascia di appartenenza ovvero la valutazione di questa Vernaccia di Panizzi: un vino STRABUONO💘, non impegnativo per la tasca e per gli abbinamenti e pure biologico🍃. Si puó chiedere di più? Forse. Magari con “gli altri” vini di Panizzi…😉 [comprata su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,01 | colore 8,14 | profumo 8,27 | densità 8 | persistenza 8,29 | tipicità 7,94 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 8,51 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 99,86

Pubblicato in: vino bianco

SCHuLTHauSeR, L’aSSaGGiNo DeL PiNoT BiaNCo

Assaggino, perchè la versione 2020 del vino che vado a raccontarvi oggi è basato su una bottiglia in formato 0,375🤗. Alzi la mano chi non conosce San Michele Appiano, la cantina cooperativa big altoatesina – 330 soci conferitori per oltre 2 milioni e mezzo di bottiglie annue – capace di accontentare tutti i palati e tutte le tasche😉, come nel caso del Pinot Bianco in purezza Schulthauser 2020, che viene via a meno di 15€. Appena stappato la mia “mezza” [comprata su TANNICO a questo prezzo] rimango sorpreso dal forte effluvio di pera stramatura, mela golden, susina e un pouffe di resina. Nel calice, il tipico giallo paglierino è venato da belle striature oro. Al palato, il sorso è pieno – lontano da certi bianchi delicati che quasi sembrano annacquati – morbido e contemporaneamente sapido, minerale, con un’aciditá micrometrica (mai disturbante, ma ben presente a sostenere la beva) ed un perfetto equilibrio; a chiudere il cerchio, retrogusto intenso e piacevole, coerente con la buona persistenza aromatica. Ca va sans dire (perdonatemi🙏 il francesismo) che il SudTirol-AltoAdige DOC Pinot Bianco Schulthauser 2020 griffato San Michele Appiano è un CAPOLAVORO🏆 di alto livello. Altissimo, in rapporto al suo prezzo.
Onore al duo Hans Terzer~Norbert Spitaler, rispettivamente enologo e agronomo, autori dello Schulthauser👏👏👏.
Post Scriptum: etichetta “vintage” di rara bellezza, a un passo dal voto maximo.

etichetta 9,81 | colore 9,24 | profumo 9,13 | densità 8,92 | persistenza 9,19 | tipicità 9,26 | struttura 8,99 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 110,91

Pubblicato in: vino rosso

TuFoRoSSo, iL SuPeRTuSCaN Bio🍃 LoW-CoST

Oggi siamo nella bassa Toscana, in quel di Sovana, che è una frazione di Sorano, nel grossetano. Le rime non sono volute😁, ma sono il frutto del mood “emotional” con il quale racconto gli assaggi di vino🍷, cioè rido quando le scrivo e non le correggo quando rileggo…😜 (si vede che è Agosto eh?🏖). Bando alle ciance e andiamo ad assaggiare questo Toscana IGT Tuforosso 2019 griffato Sassotondo, una piccola grande cantina artigiana che fa dell’autenticitá e del biologico, i 2 punti fermi della loro piccola produzione vinicola: 50.000 bottiglie. Al timone di Sassotondo [scoprila qui], la coppia – nel lavoro e nella vita – Carla Benini~Edoardo Ventimiglia, con il supporto dell’enologo Attilio Pagli (un nome, una garanzia). Tuforosso si presenta mooolto rosso – rubino profondo – ed emana profumi di frutti rossi di bosco e prugne cotte, con un’eterea nota acetica che incuriosisce. Attacco in bocca succoso e dinamico, con una vinosità fruttata che rende la beva divertente e beverina. Quella nota rustica notata all’olfatto, ritorna anche al palato, ma è come se fosse “una firma”: Tuforosso è un vino genuino, biologico, senza chimica e non fa nulla per nasconderlo. Tra l’altro, sgocciolando la bottiglia, nel calice è apparsa anche la classica fondata, cioè la sedimentazione tipica dei vini non filtrati ovvero “la ciccia dell’uva🍇”. Insomma, senza inutili panegirici, Tuforosso 2019 è un vino STRABUONO💘 di fascia altissima, a un soffio dal capolavoro. Perfect match: pecorino toscano e tagliere di affettati, ma anche un cacciucchino (alla livornese, of course😋) – avendo l’accortezza di servire il vino refrigerato sotto i 12°- potrebbe sorprendere i talebani del “vino rosso con il pesce, mai”🤩.
Post Scriptum: un Toscana IGT, supertuscan blend di sangiovese/merlot/teroldego, di questo livello qualitativo~gustativo e ad un prezzo intorno ai 10€…è roba rara. Applausi🙌 scroscianti per Sassotondo!

etichetta 8,86 | colore 8,74 | profumo 8,36 | densità 8,65 | persistenza 8,34 | tipicità 8,92 | struttura 8,15 | discesa in gola 8,38 | retrogusto 8,51 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

Pubblicato in: vino bianco

SuRPRiSe ViGNa RoCCa: L’oRaNGe WiNe iNaSPeTTaTo

A parte Bibenda, tutte le Guide vinicole nostrane premiano Vigna Rocca sia per il rapporto qualitá/prezzo – sta intorno ai 10€ – sia per il valore qualitativo assoluto. Stiamo parlando di un bianco romagnolo che si presenta nel calice con toni decisi arancio🍊 sgargiante, sicuramente frutto di macerazione con i propri sedimenti, i propri acini, i propri lieviti. Orange wine? In effetti questo Romagna DOCG Albana secco Vigna Rocca 2020 griffato Tre Monti ha tutte le peculiaritá di un bianco macerato, con profumi invitanti di frutta gialla stramatura, ananas, passion fruit. Scivola denso nel calice e ammalia il palato con un caleidoscopio gustativo ricco, polposo, con l’aggiunta di una struttura complessa e una persistenza lunghissima. Retrogusto ammandorlato e piacevolezza di beva strepitosa, rendono l’idea di essere davanti ad un Albana CAPOLAVORO🏆 di spiccata (e rarissima) tipicitá, capace di sorprendere ed emozionare oltre ogni attesa. Un debutto con il botto😍 per gli assaggi di questo mese e come dice il proverbio: “chi ben comincia…”😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: sará un caso fortuito che l’etichetta del Vigna Rocca sia tutta giocata sulle sfumature dei colori giallo~arancio?😳
Post Scriptum bis: in controetichetta, oltre al logo della certificazione vino BIO🍃, c’è anche quello della FiVi: gran bel colpo💪 per i Vignaioli Indipendenti!
Post Scriptum ter: ben 5 “10” per un vino a questo basso livello di costo, sono un risultato miracoloso!
Post Scriptum quater: grave svista per Bibenda…

etichetta 9,03 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 9,24 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 9,72 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,07

Pubblicato in: vino dolce

DaL MoLiSe, iL PaSSiTo Di MoSCaTo CHe NoN Ti aSPeTTi

Ultimo assaggio di questo rovente e siccitoso Luglio ’22, il Moscato del Molise DOC Apianae passito 2015 realizzato da Norante di Majo. Siamo a Campomarino(CB), nel cuore del Molise, dove Alessio Di Majo Norante è proprietario e agronomo di una cantina “big” per la regione. Al 2° vino in assaggio di questa cantina molisana su EW [scopri qui il 1°], sempre realizzato da “Sir” Riccardo Cotarella, questo passito si presenta di un bel color giallo antico con nuance dorate, ottima densitá e conseguenti archetti infiniti nel calice, bei profumi di scorza di arancia amara e frutta gialla stramatura. Al palato è ricco ma non troppo corposo, dotato di una dolcezza non invadente e addirittura con un finale lievemente amaricante. Attenzione ⚠: siamo davanti ad un passito che ben si abbina a crostate di frutta e lievitati in genere, ma il perfect match – con relative emozioni forti🤩 – si è verificato davanti ad un mix di formaggi di varia stagionatura, dove Apianae 2015 ha tirato fuori l’anima STRABUONO🏆 di fascia alta, che lo caratterizza. Quindi, mi raccomando: questo moscato passito molisano non è un “jolly🃏 per dessert” come lo è il cugino piemontese; qui serve porre attenzione negli abbinamenti, ribadendo che con i formaggi🧀 si esalta oltre ogni attesa. [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 8,86 | colore 9,11 | profumo 9,03 | densità 9,10 | persistenza 8,52 | tipicità 8,48 | struttura 8,19 | discesa in gola 8,76 | retrogusto 8,29 | ribevibilità 8,62 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,70

PUNTEGGIO TOTALE 104,66

Pubblicato in: vino rosso

Dei PoMi, DeLLa FRuTTa e DeL “PeNSaRe iN VeRDe”

“Think green” è lo slogan~pensiero del Podere di Pomaio, piccola Azienda vinicola Toscana – rigorosamente BIO🍃 – che ha sede proprio a Pomaio, nell’aretino. Qui si parla di “eco cantina”, di “vini sostenibili”: insomma, pieno rispetto per la natura e scelte audaci, come l’utilizzo esclusivo di tini in acciaio anche per i rossi – e pure per i Riserva – come il Chianti Classico DOCG 2018 in assaggio oggi, che matura per 30 mesi in acciaio. Certo mi aspetto un Chianti Riserva dalla vinositá nitida, dall’assenza di note boisé, dalla fragranza di frutto. E non rimango deluso: alla vista è rubino splendente, al naso è macedonia di frutti rossi, al palato è pulizia e nitidezza di sangiovese fragrante nonchè d’inusitata freschezza (possibile dopo 30 mesi?😳). Certo, chi predilige i Chianti morbidi, legnosi, balsamici, ricchi di speziatura e complessitá, sicuramente resterá perplesso davanti a questo Chianti Classico DOCG Riserva 2018 STRABUONO💘 griffato Podere di Pomaio e realizzato da Iacopo Rossi. Vicinissimo alla fascia superiore, forse mancata più per l’assaggio “da giovane” che per altri motivi. Sì, perchè bevendolo e RiBevendolo – al 🔝 in tale aspetto – mi sono fatto un’idea ben chiara in testa: con qualche ulteriore anno di bottiglia (ovvero dimenticandolo in cantina) potrá uscirne fuori un’evoluzione inattesa e una trasformazione in CAPOLAVORO🏆. A Mio Modesto Avviso.

etichetta 8,33 | colore 8,24 | profumo 8,13 | densità 8,34 | persistenza 8,75 | tipicità 9 | struttura 8,42 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,95

Pubblicato in: vino rosso

SoLuS Di PiaNiRoSSi, iL SuPeRTuSCaN LoW-CoST

L’assaggio di oggi ci fa volare in un luogo splendido – e tuttora incontaminato – della Toscana: la Maremma. Ed è in quel di Cinigiano (GR) che sorge la cantina Pianirossi, con Stefano Sincini sul “ponte🌉 di comando” e l’enologo Julien Vioud, in cantina. Il Rosso Toscana IGT Solus 2016, premiato dalla Guida Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, si presenta di un rosso scurissimo alla vista, preludendo ad una beva concentrata e succosa. Naso accattivante, con more, liquirizia, prugna, spezie e un etereo pouffe cioccolatoso. Mix di profumi coincidenti con il palato, per una beva piena, morbida e un tannino sottotraccia di grande rotonditá. Buona complessitá di struttura, con conseguente persistenza lunga e intensa. Retrogusto anonimo, non in linea con la ricchezza di beva. La summa della degustazione di questo Rosso Toscana IGT Solus 2016 firmato Pianirossi è più che positiva, con un’ottima piacevolezza globale, che peró risente del tratto distintivo del vino – un toscano “a tinte scure” fin troppo austero – che lo posiziona come STRABUONO💘 di fascia altissima, ma non oltre. Manca quel touch di toscanitá, quel guizzo di leggiadrìa, che rende potenti e contemporaneamente divertenti, i supertuscan. Certo che, a meno di 15€… trovarne rossi così! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 8,95 | colore 9,12 | profumo 8,63 | densità 9 | persistenza 8,70 | tipicità 8,57 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,55 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,43 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,93

Pubblicato in: vino bianco

iL FiaNo Di aVeLLiNo CoN PiCaRieLLo iN PuReZZa

Nel senso che Ciro Picariello fa il triplo lavoro di vignaiolo, enologo, agronomo (in realtá gli dan mano anche i figli Bruno ed Emma). E il vino, per ringraziarlo, gli regala/ci regala (spoiler😳) emozioni notevoli. Sì, “il vino”: perchè Picariello è l’uomo del Fiano di Avellino. La bottiglia in mio possesso, vendemmia 2018, ci dice – in controetichetta – che siamo in Campania, localitá Summonte (AV). Il Fiano si presenta di giallo oro vestito👗, con note di pesca🍑, melone maturo e ananas, al naso. Attacco in bocca un filo esile, ma la polpa, il succo, la vinositá di questo Fiano di Avellino DOP 2018 firmato Ciro Picariello, escono fuori – prepotentemente – dopo il 1° assaggio, dopo la naturale ossigenazione di questo bianco CAPOLAVORO🏆 campano. Per spiegarmi meglio, il Fiano – assaggiato prima a pranzo e poi riassaggiato per cena – è uscito fuori “alla distanza”, come se, di primo acchito, fosse imbarazzato ad esprimersi al meglio. Superata l’iniziale timidezza, c’è struttura, c’è persistenza, c’è un ottimo equilibrio tra sapiditá e note abboccate, con un finale delicatamente agrumato. Retrogusto fruttato~agrumato lunghissimo e RiBevibilità “da ciucca”, a garanzia di una piacevolezza di beva davvero emozionante. E pensare che questo vino è “il base” dei Fiano di Picariello, perchè poi c’è il cru “Ciro 906”, che promette mirabilie. Prossimamente, su questi schermi…😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,04 | profumo 8,93 | densità 8,54 | persistenza 8,99 | tipicità 9,10 | struttura 8,92 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,83

Pubblicato in: vino rosso

uN PReTe, NeL LoNTaNo 1964, Si iNNaMoRa👨‍❤️‍👨 DeL RuCHé

Oggi andiamo in Piemonte, nel Monferrato astigiano, dove – quasi 60 anni fa – Don Cauda, parroco di Castagnole, s’innamoró di un vitigno locale e ne divenne promotore e produttore😳. Qualche anno più tardi… Montalbera, una bella realtá vitivinicola della zona, s’innamora pure lei del Ruché e ne inizia una copiosa produzione, che ci porta dritti dritti al Ruché di Castagnole Monferrato DOCG Laccento 2020, in assaggio oggi. Che si presenta di colore rubino tendente al granato, con profumi erbacei, fruttati e un touch floreale che pervade l’olfatto. Attacco in bocca quasi timido, di una delicatezza che peró cresce d’intensitá inattesa, sorso dopo sorso, quasi che le papille linguali dovessero “acclimatarsi” a questo curioso vino piemontese. Curioso, perchè capace di unire l’iniziale vinosità delicata, con un’intensa e lunghissima persistenza palatale, che poi sfocia in un elegante retrogusto finale. Inutile dire che siamo davanti ad un CAPOLAVORO🏆 che emoziona e sorprende oltre le più rosee attese. E a proposito di rose🌹… sì, sul finale di beva, resta netto e indimenticabile il touch del fiore-simbolo dell’amore😍, quasi a rimarcare che è impossibile non innamorarsi del Ruché Laccento💖.

etichetta 8,03 | colore 9,14 | profumo 9,23 | densità 8,60 | persistenza 9,75 | tipicità 9,72 | struttura 8,12 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45

PUNTEGGIO TOTALE 111,16

Pubblicato in: vino rosso

Ma CHe BoNTá, Ma CHe BoNTá: uN RoSSo Di MoNTaLCiNo STRaBeVeRiNo

Mi scuso per il title, ma “sotto effetto alcol” – causato dal rosso beverino in assaggio oggi – questo è il 1° pensiero relativo al Rosso di Montalcino DOC 2019 griffato Collemattoni. Siamo nei vigneti posti a Sud della capitale del vino in Toscana – Montalcino, appunto – dove la famiglia Bucci, titolare del Podere Collemattoni, realizza un Rosso bio semplice ma gustoso. Andiamo per ordine: colore rubino brillante, profumi di frutti rossi in bella evidenza, attacco in bocca pulito e contemporaneamente succoso, invogliante la beva. Leit motiv di questo Rosso di Montalcino Collemattoni – una delle DOC più sottovalutate nel panorama vinicolo toscano – è la piacevolezza globale, cioè la capacitá che ha un vino di farsi bere, ribere ed emozionare. Come anticipato nel title, questo rosso STRABUONO💘 di fascia alta è l’ideale per una ciucca estemporanea, fermo restando l’ottimo livello di struttura, persistenza, discesa in gola, retrogusto; ma il parametro vincente è la RiBevibilitá, davvero al 🔝. Ne stappo un’altra boccia🤪…

etichetta 8,83 | colore 8,49 | profumo 8,27 | densità 8,13 | persistenza 8,15 | tipicità 8,62 | struttura 8,30 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,20 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 104,85

Pubblicato in: vino dolce

L’oPeRa Di uN aRTiSTa NoN Puó Mai PReSCiNDeRe DaLL’iSPiRaZioNe

E nel caso dell’assaggio odierno – un assaggio speciale, non comune – sono andato a selezionare un vino dolce che riuscisse ad abbinarsi micrometricamente ad un piccolo vassoio di formaggi – petit plateau a fromage, per chi ama i francesismi🇫🇷 – per finire in bellezza una cena importante. Cosa puó esserci di meglio, come perfect match con erborinati/caprini/stagionati/piccanti, di un vino passito proveniente dalla Valtellina? Dai vigneti terrazzati della Cantina Nino Negri nasce il passito Alpi Retiche IGT Ispirazione 2016, che andiamo a scoprire insieme. Alla vista, un vino di color oro antico di bella densitá, che “lascia la scia” di infiniti archetti su tutta la superficie interna del calice di servizio (non troppo piccolo eh! io ho scelto un teku, perchè anche con i passiti amo roteare 🤩 il vino nel calice per ossigenarlo al meglio). All’olfatto, è un tripudio di profumi di agrumi, albicocche, pesche, kiwi, ananas con un pouffe di note erbacee e speziate. Al palato è semplicemente “monumentale”: la finezza dell’ingresso in bocca è antitetica alla complessitá dei sapori – e delle emozioni!😍 – che crescono attimo dopo attimo, sorso dopo sorso, prima del gran finale. Data la persistenza lunghissima, il retrogusto è di una perfezione, di un’emozione, di un’Ispirazione…INEGUAGLIABILE👑. Ecco, ho detto tutto.
Post Scriptum: a mio modesto avviso, il profilo gustativo di questo Passito (si noti la P maiuscola) si presta ad essere più felicemente abbinato ai formaggi che non ai dessert; nel caso comunque la scelta ricada sui dolci, suggerirei strudel e torte di frutta, evitando preparazioni troppo grasse/cremose che sminuirebbero l’abbinamento e il vino stesso.
Post Scriptum bis: è giá la seconda volta che la Cantina Nino Negri sfodera un vino di altissimo livello [leggi qui l’altro assaggio]. Applausi! 👋👋👋

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BoNo

Storpiando, volutamente, un noto proverbio popolare, andiamo oggi a scoprire il Chianti Classico prodotto da una piccola azienda oleo~vinicola denominata Maurizio Brogioni Winery [scoprila qui] con vigneti e oliveti ubicati sul colle – con vista su Greve in Chianti – di Montefioralle. E proprio nella piazzetta di Greve, a cena in una piccola osteria, ho avuto modo di apprezzare il Chianti Classico 2020 firmato Brogioni. Che mi è apparso subito convincente al naso, con nitidi profumi di frutti neri e un pouffe di arancia sanguinella. Attacco palatale polposo e ricco di frutto, con un bell’equilibrio dolce-acido a mettere in risalto una beva appagante e perfettamente aderente alla DOCG di appartenenza. Tannino presente ma non prevaricante, persistenza e struttura di ottimo livello, per un Chianti Classico dotato di eleganza e potenza mai sopra le righe, in un profilo complessivo di grande piacevolezza gustativa: segno che Maurizio Brogioni sa come fare “il vino bono” e infatti agguanta agevolmente la categoria CAPOLAVORO🏆 con una valutazione totale al di sopra delle attese. Unica nota stonata in questo quadretto idilliaco, il prezzo: pericolosamente intorno al limite dei 21€ e forse un filo sopra la media della tipologia di appartenenza.

etichetta 8,90 | colore 9,16 | profumo 9,20 | densità 8,94 | persistenza 9,18 | tipicità 9,50 | struttura 9,12 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,37 | ribevibilità 9,38 | prezzo 8,10| piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 108,99

Pubblicato in: vino rosso

PeCoNio 2016, iL SuPeRTuSCaN SPiaZZaNTe e DiSaRMaNTe

Il succo dell’assaggio di oggi è che un sangiovese in purezza di tale livello a meno di 20€ è spiazzante: perchè poi ti chiedi come sia possibile che supertuscan di pari uvaggio – pur ottimisticamente “ipotizzando” maggiori cure qualitative – costino fino a 50 volte di più. Sará che qui siamo davanti ad un vitigno popolare, quel sangiovese spesso sottovalutato o fin troppo sfruttato per i “vini quotidiani”. Sará che il produttore aretino – Villa La Ripa, in localitá Antria – non ha il blasone di famose cantine toscane, premiate dal successo dei loro straordinari vini, ma talvolta esaltate smisuratamente dal marketing. Sará quel che sará, ma questo Peconio 2016 vino rosso di Toscana IGT è disarmante fin dall’etichetta: ben fatta e “aristocratica”. Per non dire del colore – rosso rubino profondissimo – e della densitá del vino, che crea nitidi archetti appena lo si versa nel calice e lo si rotea per farlo ossigenare. Al naso, impattano i classici frutti di bosco con la mora in evidenza. Al palato, è prorompente sia per la concentrazione di frutto – maturo e succoso – sia per un equilibrio stratosferico di struttura, retrogusto, persistenza e conseguente RiBevibilitá. Eh sì, signori miei, Villa La Ripa forse non lo sa (😳) ma con questo Peconio 2016 ha realizzato un CAPOLAVORO🏆 toscano monumentale. Non servono altre parole per descriverlo, bisogna soltanto berlo, per poi innamorarsene…🥰 (perdutamente).

etichetta 9,43 | colore 9,36 | profumo 9,27 | densità 9,59 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,44 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,62 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,16

Pubblicato in: vino rosso

FeRMaVeNTo: iL SaNGioVeSe Di RoMaGNa CHe Sa CoMe aMMaLiaRe…

Sará che Bertinoro – luogo di nascita di questo rosso – si è ormai dimostrata una zona particolarmente vocata per i sangio romagnoli. Sará che Giovanna Madonia, “l’autrice” di questo Sangiovese Superiore Romagna DOC Fermavento 2019 – con l’ausilio dell’enologo Attilio Pagli – è riuscita ad infondere in questo “vino quotidiano”, garbo, equilibrio, ricchezza di frutto e piacevolezza di beva. Insomma: sará quel che sará, ma questo Fermavento 2019 si è rivelato essere un vino STRABUONO al di sopra delle attese e non lontanissimo dalla fascia di valutazione maxima. In sintesi: colore rubino a tinte forti, profumi di frutti rossi (e neri) maturi che preannunciano una beva ricca, equilibrata e molto “a fuoco” nei parametri organolettici che contano. Con il solito (consueto) retrogusto – lievemente amarognolo – fruttato e succoso, a chiudere un quadro d’insieme di buon equilibrio. Servito alla temperatura ideale di 14~15°, riesce a convincere e ad emozionare. Che non è poca cosa, per un vino acquistabile ad un prezzo appena sopra i 10€. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,03 | colore 8,92 | profumo 8,63 | densità 8,38 | persistenza 8,37 | tipicità 9,11 | struttura 8,42 | discesa in gola 8,81 | retrogusto 8,97 | ribevibilità 8,58 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 104,77

Pubblicato in: bollicine rosso

CaNoVa: uN LaMBRuSCo GRaSPaRoSSa Di CaSTeLVeTRo eSeMPLaRe

Per l’assaggio odierno, partiamo col dire che il produttore – Fattoria Moretto – fa parte del group FIVI : : Vignaioli Indipendenti e quindi c’è da aspettarsi un vino schietto, autentico, senza inutili lazzi&frizzi. Ed effettivamente Canova 2021 si presenta di un bel rosso rubino pungente alla vista, riempiendo il calice di una persistente schiuma benaugurante. Olfatto etereo, tutto incentrato su fragoline di bosco, more e mirtilli. In bocca non lascia spazio a note abboccate o ruffianamente dolci: questo Lambrusco è secco e asciutto, garbatamente tannico – con una nota rustica ben percepibile sullo sfondo – e di convincente struttura e retrogusto. Certo non siamo di fronte all’eccellenza assoluta della tipologia, ma siamo comunque davanti ad un Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP decisamente STRABUONO💘, vicinissimo all’ingresso in fascia maxima. A mio modesto avviso, qualche spigolositá di meno e una manciata di note fruttate in più – magari di uva surmatura – avrebbero innalzato l’asticella valutativa fino alla fascia superiore. [comprato c/o Enoteca Regionale dell’EmiliaRomagna – Dozza].

Post Scriptum: se non siete mai stati a Dozza, fate un salto in questo magico scorcio di Romagna; è un “borgo d’altri tempi”, che titilla la mente e fa da prologo al momento di-vino dell’ingresso nella Rocca Sforzesca🍷. Un momento da “bere” con moderazione…🤪

Post Scriptum bis: da lodare la completezza informativa della controetichetta, con quel “integralmente prodotto e imbottigliato” che fa da contraltare (premiato: +1 pt.) ad un’etichetta front davvero bruttina…🤫

etichetta 9,37 | colore 9,02 | profumo 8,24 | densità 8,13 | persistenza 8,53 | tipicità 9 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 8,65 | ribevibilità 9,12 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 104,87

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

Gioia DeL CoLLe DoC: L’aLTRa FaCCia DeL PRiMiTiVo

Lo scorso mese sono rimasto stordito dal forte impatto emozionale scaturito dall’assaggio di un Primitivo di Manduria [scoprilo qui], quindi stavolta faccio il bis con la versione “fratella”🤩 Primitivo Gioia del Colle DOC Vigneto Marchesana 2017 griffato Polvanera.
Filippo Cassano “è” Polvanera, dato il triplice ruolo di agronomo, enologo, nonchè proprietario della bella realtá vitivinicola barese. Il rosso pugliese si presenta di un bel rubino impenetrabile, con profumi di frutti rossi e rabarbaro, in bella evidenza. Ma è al palato che il Vigneto Marchesana tira fuori gli attributi: c’è polpa, c’è succositá vinosa “masticabile”, c’è un tannino vivace ma perfettamente integrato in un sorso di spettacolare equilibrio tra forza muscolare💪 ed eleganza di beva. A questo quadro idilliaco, si aggiungono la nitidezza e la pulizia del sorso, per un vino CAPOLAVORO🏆 di spiccata tipicitá e incredibile rapporto qualitá/prezzo. Tanto di cappello🧢 al Mister Polvanera! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,03 | colore 9,29 | profumo 8,38 | densità 8,98 | persistenza 9,13 | tipicità 9,37 | struttura 9,42 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,41 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 110,03

STOP🛑 ALLA GUERRA