Pubblicato in: vino rosso

La RuSTiCa GeNuiNiTá DeLLa RoMaGNa, DeNTRo uN BiCCHieRe Di SaNGio

Come mi piace l’assaggio emotional di oggi😍! Siamo in Romagna, in uno splendido vigneto sito a Predappio, [guarda qui la FATTORIA NICOLUCCI] dove Alessandro – erede della storica famiglia di viticoltori Nicolucci – realizza un un Sangiovese Superiore Romagna DOC davvero gustoso. Nel calice, il Tre Rocche 2019 – cru dall’etichetta molto evocativa – si presenta rubino profondo e polveroso, in perfetta coerenza con la scritta in controetichetta “vino non filtrato”. Al naso, bei profumi di ciliegie🍒 sotto spirito, more e una nota di cuoio. Attacco in bocca ricco, succoso, fruttato; quindi, un sorso di bella scorrevolezza, contraddistinto da un tannino vivace e un finale lievemente astringente. Siamo davanti ad un rosso romagnolo di schietta tipicitá, decisamente STRABUONO💘 e vicinissimo alla fascia di valutazione superiore. Perfect match > tagliere di salumi e squacquerone😋. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,06 | colore 8,85 | profumo 8,87 | densità 8,86 | persistenza 8,62 | tipicità 9,04 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,56 | retrogusto 7,66 | ribevibilità 9,04 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 104,88

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Pubblicato in: vino bianco

La FaLaNGHiNa Di MaSSeRia FRaTTaSi: Ma CHe BuoNa😋…

… anzi, è Boneé! Al calice, di un bel giallo paglia con flash ambrati, si fa subito apprezzare per gli archetti benauguranti, che svolazzano sulla superfice del vetro. Al naso: bei profumi di banana, lime, arancia amara e un pouffe di ananas🍍. Attacco in bocca fruttato, con un sorso di buona struttura e notevole freschezza (l’annata 2020, a mio parere, ci mette del suo). Con una chiusa sorprendente, lato retrogusto, per l’estrema coerenza – più che per la persistenza, nella media – e per una lunghezza senza fine. Questa Falanghina del Sannio Taburno DOP Boneé firmata Masseria Frattasi, l’ho scoperta per caso, incuriosito dal premio dei 3 bicchieri elargito dalla guida Gambero🦐 Rosso proprio all’annata 2020 in assaggio. Che si è rivelata un CAPOLAVORO🏆 di notevole profilo gustativo, ad un prezzo decisamente conveniente. Un plauso al duo Renato Ciaramella~Anna Oliviero, per “le cure” in vigna e in cantina, che hanno portato ad una Falanghina davvero di alto livello. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo].

etichetta 9,05 | colore 9,13 | profumo 9,26 | densità 9,02 | persistenza 8,06 | tipicità 8,83 | struttura 8,51 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 109,43

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino dolce

eCCo uN PaSSiTo VeNeTo CHe Va oLTRe oGNi aSPeTTaTiVa

Premessa: pur essendo un orsetto ap🥀passito😁 – appassionato di lungo🧓 corso di vini dolci – ho memoria di non aver mai assaggiato prima una versione di tale livello del Torcolato di Maculan. Andiamo con ordine: oggi siamo a Breganze, nel vicentino, dove sull’altopiano di Asiago sorge la cantina Maculan [scoprila qui]. Una piccola grande realtà di oltre 600mila bottiglie prodotte annualmente, con le mani esperte di Fausto Maculan e sua figlia Maria Vittoria, in cantina. E veniamo all’assaggio odierno, un vino dolce a base uve vespaiola in purezza: Breganze DOC Torcolato 2018. Che si presenta di un bel color giallo oro con sfumature arancio; e sono proprio le arance🍊 e le piacevoli note agrumate, a dominare sia l’olfatto che la gustativa di questo passito, con l’aggiunta di un pouffe mieloso e un accenno balsamico~legnoso, al sorso. Che si rivela ricco~intenso, nonchè dotato di persistenza e struttura notevoli, con la dolcezza stemperata da una bella aciditá e da note lievemente amaricanti. Ci troviamo indubbiamente davanti ad un CAPOLAVORO🏆 di alto livello e mi sento di suggerire il perfect match: torta di mele e scorzette di arance, per un abbinamento “in concordanza” da urlo😍! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: 1 pt. di penalitá per una controetichetta, a dir poco, minimalista. Ad esser sinceri, la povertà di qualsivoglia informazione sul vino è una mancanza piuttosto grave, perlopiù in una bottiglia di tale livello qualitativo e tipologia.

etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,36 | densità 9,12 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30

PUNTEGGIO TOTALE 110,03

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

i DoMi, uNa MoDaLiTá PoLiVaLeNTe PeR BeRe CHiaNTi

Oggi siamo a Pontassieve, in una zona altamente vocata per il vino simbolo della Toscana – il Chianti – che qui peró è di gusto diverso rispetto a quello “Classico”: forse un filo meno corposo ma più elegante, forse un filo meno strutturato ma più immediato. Scopriamolo insieme: il Chianti Rufina DOCG I Domi 2019 si presenta di un bel rubino intenso con flash violacei, seppur non perfettamente limpido (non filtrato?🤔). E proprio le violette, insieme alle more e al ribes, caratterizzano i profumi di questo rosso toscano biologico🍃 realizzato da Andrea Paoletti, nella doppia veste di agronomo~enologo, per la cantina I Veroni [scoprila qui]. Al palato, un piacevole tannino rende fresco e vitale il sorso: certo la struttura non è – e non puó – essere imponente, ma la scorrevolezza e la gradevole aciditá di fondo, rendono questo Chianti Rufina I Domi un vino STRABUONO💘 da bere e ribere. Un rosso non impegnativo, che addirittura ha gradito un abbinamento azzardato qual è il branzino all’isolana😳, per poi sfoderare un perfect match con uno spiedone🍢 di carni miste. È un jolly🃏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: la descrizione appassionata, in etichetta, di come nasce il vino è il modo più diretto per farsi leggere (e vale il voto maximo). La controetichetta minimalista, di contro, non puó certo competere.

etichetta 10 | colore 8,21 | profumo 8,36 | densità 8,82 | persistenza 8,19 | tipicità 8,22 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,55 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 104,81

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Pubblicato in: bollicine dolce

Da MoNGioia, uNa PaRTiCoLaRe iNTeRPReTaZioNe DeL MoSCaTo D’aSTi

Riccardo Bianco è il proprietario/agronomo/enologo di Mongioia, cantina piemontese locata a Valdivilla – frazione di S. Stefano Belbo, nel cuneese – specializzata/appassionata di Moscato. La Moscata 2020 in assaggio oggi, è un Moscato d’Asti DOCG Canelli vinificato in anfora🏺 e, diciamolo subito, le emozioni che ne scaturiscono sono in chiaroscuro. Tra i punti di forza, spiccano sicuramente la freschezza, la RiBevibilitá e una struttura vinosa sconosciuta alla tipologia. Punti deboli, una dolcezza “con il freno a mano tirato” e un prezzo al di sopra della media (nei dintorni dei 20€), seppur giustificato dalla particolare vinificazione. Entriamo nel vivo dell’assaggio: al calice, fascinoso giallo paglierino con nuance ambrate; al naso👃 pera, mela, banana e un touch erbaceo abboccato. Attracco⚓ in bocca di bella freschezza, per poi aprirsi a ventaglio con una beva fruttata, di interessante struttura ed eleganza. Dolcezza sotto la media, sostituita da note sapide che sicuramente si potranno sposare alla perfezione con dessert dolci-non-dolci oppure con antipasti “dolciastri”🦐 di mare. L’abbinamento scelto da me – 1000foglie alla crema chantilly, teorico perfect match con il Moscato d’Asti – ha regalato emozioni risicate e pertanto Moscata 2020 si posiziona in zona crosspoint di fascia STRABUONO, senza peró quel guizzo emozionale che gli avrebbe garantito ben altra valutazione.

Post Scriptum: bella ed elegante l’etichetta, impreziosita dall’aggiunta di sfiziosa picture🖼 di un’anfora. Bonus +1 pt. per la certificazione Bio, ridotto a 0,50 pt. dalla dicitura “imbottigliato da”.

Post Scriptum bis: se memoria non m’inganna, l’annata 2018 de LaMoscata (all’epoca si chiamava così) fu premiata da Bibenda 2020 come uno dei 10 vini dell’anno [scoprilo qui]. Cosa è cambiato da allora? 🤔

etichetta 8,98 | colore 9,15 | profumo 8,53 | densità 8,21 | persistenza 8,82 | tipicità 9 | struttura 9,23 | discesa in gola 8,91 | retrogusto 8,55 | ribevibilità 9,19 | prezzo 8 | piacevolezza globale 8,35

PUNTEGGIO TOTALE 104,92

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Pubblicato in: vino rosso

iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo “BaSe” CHe SuPeRa oGNi aSPeTTaTiVa

Essendo rimasto non del tutto convinto dal cru di Nobile di Montepulciano Pietra Rossa 2016 firmato Contucci, mi è venuto voglia di assaggiare “il base” – stessa annata, stessa cantina – per aggiungere un tassello alla comprensione dello stile vinicolo di questa storica famiglia. Partiamo dal colore, rubino spento, che scende nel calice con discreta densitá ed esprimendo, al naso👃, un bel bouquet di profumi dove spiccano i frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco. Attacco in bocca stratosferico, per un perfetto equilibrio tannino~frutto, che poi sfocia in un sorso di grande piacevolezza, seppur dotato di una persistenza appena buona e una struttura non eccelsa. Ma poichè in medio stat virtus, questo Vino Nobile di Montepulciano 2016 di Contucci riesce ad agganciare agilmente la fascia CAPOLAVORO, così superando il “fratello maggiore” Pietra Rossa. Adesso peró Contucci mi ha incuriosito e siccome “non c’è due senza tre”… metto in lista di acquisto la Riserva😋.

Post Scriptum: vino non filtrato “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine da“. Come mi piacerebbe leggere questa scritta su TUTTE le etichette dei vini…

etichetta 9,51 | colore 9,12 | profumo 8,75 | densità 8,58 | persistenza 8,66 | tipicità 9,25 | struttura 8,73 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,46 | ribevibilità 9,32 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 108,21

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Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di aPRiLe DueMiLa22

Con la primavera che ancora gioca a nascondino, ci ritroviamo in un freddo inizio del mese di Aprile che – ce lo auguriamo tutti – non vediamo l’ora volga verso temperature miti. Nell’attesa, beviamoci su😁! Come inizio, puó andar bene una Falanghina del Sannio? Nel caso non piaccia il genere, ci viene in aiuto un bollicine rosso: Lambrusco modenese e passa la paura! No bolle? Ok, scendiamo in Romagna e stappiamo 2 tipici Sangiovese che accontentino anche i palati più esigenti. O, in alternativa, 2 rossi 🔝 di Toscana: un Nobile di Montepulciano e un Chianti Rufina. Rosso di riserva: un Primitivo di Gioia del Colle. Poi chiusura dolce, in grande stile: prima un Moscato d’Asti con passaggio in anfora🏺, poi un Torcolato “del buon ricordo”🤩 del mese di Aprile su Emotional Wines. È o non è un altro mese da slurp😋?

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Pubblicato in: vino rosso

i PRoBi Di PaPiaNo: STaVoLTa iL SaNGio Di RoMaGNa CoLPiSCe aL CuoRe❤

Ero rimasto sorpreso in negativo con il precedente assaggio de Le PaPeSSe Di PaPiaNo 2018 [scoprilo qui], ma nel caso odierno Villa Papiano cala il jolly🃏 e realizza un Romagna Sangiovese Modigliana Riserva DOC davvero esemplare. Partiamo dall’etichetta, ben curata e stilosa : : passiamo al vino, rosso rubino profondo : : al naso👃 non emoziona per intensitá di profumi, ma si limita ad un accenno del solito “trio” di frutti neri : : che poi esplodono al palato in un mix more/mirtilli/prugne davvero succoso e visceralmente tannico. Stavolta, le emozioni di beva sono multiple e intense: c’è struttura – importante ma setosa – e c’è l’accoppiata persistenza~retrogusto di alto livello, che contribuisce a posizionare I Probi di Papiano 2015 in piena fascia CAPOLAVORO🏆. Plauso obbligato a Francesco Bordini, enologo/agronomo/comproprietario di Villa Papiano, che ha davvero realizzato un superSangio😍! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
ViNo CeRTiFiCaTo Bio🍃 aGRiCeRT

etichetta 9,23 | colore 9,06 | profumo 8,07 | densità 9,15 | persistenza 9,46 | tipicità 9,27 | struttura 8,92 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 9,37 | ribevibilità 9,19 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,30

PUNTEGGIO TOTALE 110,07

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Pubblicato in: vino bianco

iL BiaNCo LuCaNo CHe è uN iNNo aLLa GioioSiTá 🎊

Oggi in assaggio, il divertente e fragrante Re Manfredi bianco 2020 Basilicata IGT – blend di uve müller thurgau e gewürztraminer – vinificato da Terre degli Svevi, cantina lucana appartenente alla galassia G.I.V. – Gruppo Italiano Vini. Bianco che si presenta alla vista di color giallo intenso e, al naso, profumatissimo di susina, albicocca, con un touch di arancia stramatura. Al palato, si conferma la ricchezza aromatica su una trama di note lievemente abboccate, ma in perfetto equilibrio gustativo con la scia sapido~agrumata del finale. Insomma, un sorso gioioso e beverino per un bianco che agguanta la fascia di valutazione maxima, per un capello: CAPOLAVORO🏆 decisamente inatteso, data la provenienza da una regione, la Basilicata, notoriamente più vocata per i rossi. Evidentemente, Paolo Savo Sardaro e Giandomenico Longo – in cabina di regia agronomica – e l’enologo Christian Scrinzi – in cantina – si sono attrezzati per i miracoli😍. Bravi davvero👏👏👏! [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 8,52 | colore 9,08 | profumo 9,13 | densità 8,16 | persistenza 8,30 | tipicità 8,87 | struttura 8,27 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,36 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 105

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Pubblicato in: bollicine rosso

PRuNo NeRo, iL LaMBRuSCo 🔝 DeLLo SPeCiaLiSTa

Cleto Chiarli: il lambrusco, dal 1860. Senza alcun timore reverenziale verso una cantina specializzata nel vino rosso frizzante più famoso nel mondo🌏, mi appresto ad assaggiare Pruno Nero, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: rosso scuro, all’aspetto – in linea con il nome che porta – e timido al naso, con profumi di mora e prugna appena accennati. Attacco in bocca all’opposto: vinositá suadente e travolgente, per un sorso materico, polposo e di spettacolare piacevolezza di beva, su uno sfondo “nero”🖤 accattivante e lievemente abboccato di prugne cotte e marmellata di more. Chiusura elegante, contraddistinta da un retrogusto coerente con la beva e davvero convincente. Riepilogando, il Pruno Nero di Cleto Chiarli è un Lambrusco CAPOLAVORO🏆, che lo posiziona tra i migliori della categoria. Con un’unica controindicazione: il pericolosissimo parametro della RiBevibilitá. Che puó sfociare in ciucche🤪 inenarrabili (hic!)😜.

Post Scriptum: fare bene attenzione! Esistono 2 versioni di Pruno Nero: la DOP Grasparossa di Castelvetro in purezza – abboccata – e quella più secca, spumantizzata Dry, blend di uve grasparossa e salamino. La versione “a morbida spremitura con macerazione 10°-12° C e fermentazione in purezza a bassa temperatura su mosto decantato con lieviti selezionati” assaggiata oggi, la preferisco alla versione dry assaggiata qualche annetto fa e della quale urge un nuovo assaggio a breve…

etichetta 8,39 | colore 9,37 | profumo 7,98 | densità 8,91 | persistenza 8,51 | tipicità 10 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,84 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 110,04

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🛑

Pubblicato in: vino rosso

PaSSo DeL CaRDiNaLe 2020: uN RoSSo PuGLieSe STeLLaRe✨

Quando, poco più di 1 anno fa – era il 9 Febbraio 2021 per la precisione – ho deciso di aprire un blog dedicato alla ricerca di quei vini di basso costo ma di qualitá maxima, speravo proprio di fare “incontri ravvicinati” e inattesi come quello che vado a raccontare nell’assaggio odierno. Io amo le cose complicate: facile tirar fuori un 💯ino (e oltre…) per comprare~stappare una bottiglia 🔝! Meno facile – e decisamente caotico nella scelta a priori – tirar fuori 10/15€ e comprare una bottiglia, che poi all’assaggio si riveli stellare🤩. Eppure è quello ch’è capitato a me, dinanzi al Primitivo di Manduria DOP Passo del Cardinale 2020 griffato Paolo Leo. Al naso, bei profumi di frutti neri, mora e prugna in evidenza, con un touch di ciliegia cotta. Al palato: marmellata di more, prugne e ciliegie, con un pouffe di note vanigliate e boisè, su una trama di struttura elegantissima ma polposa, basata su tannini dolci e gustosi. Notevole morbidezza e rotonditá di beva, con un finale fruttato di persistenza infinita e un retrogusto intenso e mooolto lungo. Tale CAPOLAVORO🏆 STELLARE proviene dalla Puglia, costa intorno ai 10€ (dieci euro😲, avete letto bene) e sono pronto a giocarmelo, per confronti in doppio cieco, con qualsiasi altro vino🍷 di qualsivoglia costo. Masseti, Sassicai, Baroli Monfortini, Amaroni, Barbareschi e Brunelli, siete avvertiti!🤓
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: onore alla Guida Gambero🦐 Rosso (e 10 punti guadagnati nella classifica delle Guide), che me lo ha “suggerito” e standing ovation👏👏👏 di 10 minuti per Paolo Leo, figlio di più generazioni di “paolilei”😁 vinicoltori e papá di Nicola Leo, enologo delle Cantine Paolo Leo con sede in quel di Sandonaci, nel brindisino.

Post Scriptum bis: 10 punti di penalitá a Slow Wine, Vitae, Veronelli e Bibenda – a rimescolar le carte nella classifica delle Guide, in divenire – che non hanno dato il punteggio maximo al Passo del Cardinale “stellare”✨ 2020.

Post Scriptum ter: con questo vino, Paolo Leo (& family) han prenotato, con largo anticipo, un posto “da capotavola” al banchetto dei Vini dell’anno Emotional Wines 2023, che si terrá il 6 Gennaio del proximo anno…😍

etichetta 8,87 | colore 9,68 | profumo 8,98 | densità 9,20 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,61 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,54

STOP ALLA GUERRA

🛑

Pubblicato in: vino rosso

Se aMaTe i RoSSi DeLiCaTi, LeGGiaDRi, SBaRaZZiNi, iL ViNo Di oGGi NoN Fa PeR Voi

Perchè il Raboso del Piave DOC 2016, realizzato e accudito da Giorgio Cecchetto per la cantina che porta il suo nome, è un vino rabbioso, tenebroso, eppure intrigante. Di color rubino scuro impenetrabile, entra nel naso con un piglio discreto ma complesso, fatto di frutti neri – more, mirtilli, prugne secche – un pouffe di violette e una nota dark di cuoio/liquirizia: per poi picchiare duro🥊 con un attacco in bocca austero ma potente, dal tannino imponente ma elegantemente integrato in una trama vinosa di grande fascino e concentrazione di frutto. È facile intravedere, tra un bicchiere e l’altro, la silhouette di Cecchetto che gironzola😁 tra le vigne di Tezze di Piave, impegnato ad addomesticare il carattere scorbutico del vitigno raboso, che solo pochi vigneron sanno gestire al meglio. Ma Giorgio ne è consapevole e con questa versione datata 2016, tira fuori dal cilindro🎩 una bottiglia CAPOLAVORO🏆 di alto livello: un vino dotato di forte personalitá e grande charme gustativo. Visto che, nel mio caso, era la prima volta che assaggiavo un Raboso, posso tranquillamente ammettere che..
sì, è stato ammmore😍 al 1° assaggio! E ovviamente, non vedo l’ora di fare il bis🤪. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,06 | colore 9,54 | profumo 8,66 | densità 9,19 | persistenza 9,32 | tipicità 10 | struttura 9,40 | discesa in gola 8,82 | retrogusto 9,21 | ribevibilità 9,04 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 111,59

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Pubblicato in: vino rosso

LeGGo “NeBBioLo” iN eTiCHeTTa e Mi aSPeTTo uN RoSSo MuSCoLaRe💪…

… mentre invece mi trovo ad assaggiare un vino strutturato ma non troppo, con il tannino più impalpabile mai assaggiato prima e una pulizia di beva davvero inedita. Ma partiamo dall’inizio: l’assaggio di oggi proviene dalla Lombardia e più precisamente dalla Valtellina, dove l’uva chiavennasca (clone “lumbard” del nebbiolo piemontese) proveniente dalla sottozona Sassella, dá vita al Valtellina Superiore DOCG Le Tense 2018 griffato Nino Negri, cantina “gioiello” del Gruppo Italiano Vini. Danilo Drocco, l’enologo di casa, realizza un vino che si presenta di color rubino scarico con nuance granato, mentre al naso dona profumi di ciliegie🍒 stramature, prugne, violette e note boisé. Attacco in bocca esemplare: c’è morbidezza e setosa eleganza, integrate in un sorso asciutto, pulito che mette in nitido risalto l’uva🍇 di provenienza. Senza “distrazioni” deleterie o futili fuochi🎇 d’artificio. Vince il frutto (curato in vigna dall’agronomo Matteo Borserio), vince l’autenticitá di un CAPOLAVORO🏆 dotato di finezza impeccabile. Come capita raramente🥰. [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 9,18 | colore 9,25 | profumo 8,86 | densità 8,56 | persistenza 8,82 | tipicità 10 | struttura 8,57 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,14 | ribevibilità 9,34 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 110,37

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Pubblicato in: vino rosso

La SiCiLia DeNTRo uN CaLiCe Di FuNNaRi🍷

Oggi in assaggio, il Nero d’Avola Funnari 2016 firmato Mimmo Paone: un’originalissima e artigianal~ruspante etichetta (e controetichetta) è la prima cosa che delizia l’occhio, per poi immergerci in un vino rosso rubino sgargiante, che sorprende per la vivacitá cromatica che non t’aspetti da un 2016 (stappato nel 2022). Naso👃 timido, con profumi appena accennati di sottobosco, ciliegia, liquirizia e un pouffe di cuoio. In bocca si presenta con delicatezza, per poi emozionare con un sorso più fruttato che potente, con una morbidezza di fondo impeccabile e una sensazione “tattile” di trovarci davanti ad un vino autentico, frutto della sua terra d’origine: la Sicilia. Ed è a quel punto – sorso dopo sorso, calice dopo calice – che inizi a interrogarti su come sia possibile, come puó essere accaduto, quella cosa che non avresti mai pensato: che la bottiglia sia giá finita?!😋 E quindi rifletti: questo Funnari 2016 non è soltanto un vino STRABUONO💘 ai massimi livelli, ma è anche dannatamente😈 irresisistibile, invogliante la beva e la RiBeva. I love 😍 Mimmo Paone! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: per un pelo – di maggior succo vinoso, maggior concentrazione di frutto – si è giocato la fascia di valutazione maxima…

etichetta 9,64 | colore 8,86 | profumo 7,48 | densità 7,31 | persistenza 7,80 | tipicità 9,47 | struttura 7,76 | discesa in gola 9,75 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,50

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

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Pubblicato in: vino bianco

DaNDi: uN BiaNCo ToSCaNo CHe NoN Ti aSPeTTi

Ognuno ha le proprie convinzioni, magari onestamente supportate dal proprio vissuto: e per quanto riguarda i vini toscani, li ho sempre trovati “con una marcia in più” rispetto ad altri. Parlando dei rossi. Mentre per i bianchi, i miei preferiti sono i friulani, i marchigiani, gli altoatesini, i campani, i siciliani, i sardi, i liguri, i veneti. Poi arriva il Dandi 2018 – un bianco fiorentino realizzato da La Ginestra in quel di San Casciano Val di Pesa – che mi sconvolge le certezze acquisite🥵. Produttore che non fa solo vini, dato che stiamo parlando di un accogliente agriturismo che produce anche miele e olio evo. In rigoroso regime biologico. Così come è bio il Toscana Bianco IGT Dandi 2018, che al calice si presenta di un bel giallo con sfumature oro, con un naso👃 che presenta profumi abboccati~ammandorlati che ammiccano i cantuccini di Prato, la vaniglia, l’uva bianca stramatura. Al palato è di bella morbidezza – mi ricorda certi bianchi a base di uve chardonnay – che sa ammaliare facilmente, grazie ad una beva ricca di frutto e povera di alcool, senza farsi mancare una discreta persistenza e un retrogusto coerente e pulitissimo. Inatteso piccolo grande CAPOLAVORO🏆, assaggiato per caso in una pizzeria bio (e ridajè😁) ubicata nel cuore di Firenze [scopri qui SIMBIOSI] durante la presentazione di una bella iniziativa benefica: pizza e drink a 5€, interamente devoluti alla Fondazione Ospedale Pediatrico MEYER [scopri qui l’evento]. So cosa faró questa domenica…🥰

etichetta 9,42 | colore 9,15 | profumo 9,07 | densità 9 | persistenza 7,82 | tipicità 9,09 | struttura 8,10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,21 | ribevibilità 9,36 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 108,57

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Pubblicato in: vino bianco

aNTHiuM, iL BeLLoNe😎 DeLL’aGRoPoNTiNo

Chiariamo subito che “il bellone” non è un famoso playboy di Anzio😁, bensì un vitigno autoctono del Lazio, che è alla base del bianco in assaggio oggi: Anthium Bellone Lazio IGP 2020. Che si presenta nel calice di un bel color giallo dorato, mentre al naso esprime profumi di susina claudia stramatura, agrumi e una nota di mango. Attacco in bocca molto garbato, ma poi bella l’apertura a ventaglio sulle papille linguali, con una spettacolare morbidezza di fondo in perfetto equilibrio con la mineralitá che chiude la beva con eleganza. Il sorso è potente, strutturato, persistente e dotato di grande piacevolezza: siamo indubbiamente davanti ad un vino CAPOLAVORO🏆, firmato Casale del Giglio e ben realizzato da Paolo Tiefenthaler, nella doppia veste di agronomo/enologo. Chapeau🎩 mérité! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,83 | colore 9,04 | profumo 9,16 | densità 8,69 | persistenza 8,82 | tipicità 9,40 | struttura 8,80 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 9,17 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 108,98

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Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di MaRZo DueMiLa22

“Febbraio febbraietto mese corto e maledetto”😁 per fortuna sta volgendo al termine, per lasciare il posto al mese della rinascita, quello che sancisce l’arrivo della primavera. Ed ecco quindi la preview del “giro d’Italia” degli assaggi che ci aspettano a Marzo: c’è la Sicilia con il Nero d’Avola, c’è la Toscana con il Dandi, c’è il Veneto con il Raboso, c’è l’Emilia con il Lambrusco, c’è la Lombardia con il Nebbiolo, c’è la Basilicata con il bianco IGT, c’è la Romagna con il Sangiovese Riserva, c’è la Puglia con il Primitivo, c’è il Lazio con il Bellone. Prosit🥂!

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: bollicine dolce

iL MoSCaTo “BuCoLiCo” CHe PRoVieNe DaLLe ViGNe Di uN oaSi WWF

Nasce a Loazzolo, nell’astigiano, il Moscato d’Asti Canelli DOCG Piasa San Maurizio 2021 in assaggio oggi. Lo realizza Giovanni Scaglione, patron del Forteto della Luja, un azienda~vigneto~oasi WWF all’interno di un bosco attraversato dal Rio Luja. Il Forteto della Luja è una mia vecchia conoscenza legata agli anni ’90: la Vendemmia Tardiva – sempre a base di uva🍇 moscato – Piasa Rischei è stato uno dei primi vini dolci che mi hanno traghettato dall’astemìa alla passione per il vino (proximo assaggio d’obbligo su Emotional Wines😋). Questo Moscato d’Asti 2021 della pregiata sottozona Canelli, si presenta di color giallo paglia dai profumi tenui di susina, banana e una nota erbacea. Al palato, abbandona la timidezza per esprimersi con una complessitá e un’intensitá gustativa spettacolare, da 1° della classe! C’è tanta dolcezza, ma non c’è stucchevolezza, poichè amalgamata magistralmente all’acido-sapidità tipica del vitigno, con un risultato di grande equilibrio e piacevolezza di beva. Siamo quindi di fronte ad un Moscato d’Asti CAPOLAVORO🏆, dotato di grande fragranza, di ottimo retrogusto e di una persistenza lunghissima. I love😍 Forteto – mio primo ammore – e quindi…”Piasa Rischei” avvisato😋! [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]

etichetta 8,21 | colore 8,73 | profumo 8,56 | densità 8,81 | persistenza 9,57 | tipicità 9 | struttura 8,72 | discesa in gola 9,79 | retrogusto 9,34 | ribevibilità 9,66 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 109,74

STOP🛑 ALLA GUERRA

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VuoLe FRaGoLe🍓 BuoNe BuoNe, VuoLe FRaGoLe Più MaTuRe🎶 MaTuRe

Vi rendete conto che son passati quasi 40 anni da quando Luca Carboni intonava questa song “tutta da mangiare”🤩? E le fragole sono il leitmotiv del vino di oggi, il Valpolicella Classico DOC Caleselle 2020 griffato Santi (Gruppo Italiano Vini). Ovviamente, siamo in Veneto – nel veronese, a San Pietro in Cariano – e il rosso che ne vien fuori è un vino dai profumi nitidi di fragole🍓, che ritornano ben percepibili anche al palato, contraddistinto da una piacevole aciditá, una struttura leggera ma non troppo e una tannicitá leggiadra, con naturali limiti di persistenza e retrogusto. Il Caleselle 2020 è il classico vino STRABUONO💘 da mettere in tavola quotidianamente: non impegnativo e sicuramente conviviale, di fresca piacevolezza e grande RiBevibilitá. Perfect match con tacchino e pollo🐔 cucinati a piacere. [comprato su VINICUM a questo prezzo].

etichetta 8,79 | colore 8,01 | profumo 8,54 | densità 7,64 | persistenza 7,41 | tipicità 8,56 | struttura 7,49 | discesa in gola 8,92 | retrogusto 7,42 | ribevibilità 9,30 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 7,90

PUNTEGGIO TOTALE 99,23

Pubblicato in: vino rosso

iL MoReLLiNo “CHaMPioN oF THe WoRLD”🌎

L’assaggio di oggi è la prova provata – se mai ce ne fosse stato bisogno – del perché questo blog “se non ci fosse, dovremmo inventarlo”🤩. Ego smisurato a parte😜, sono molto felice di raccontarvi l’assaggio odierno di… – spoilero – un grande vino toscano ad un piccolo prezzo: Morellino di Scansano DOCG Vigna Benefizio 2020, realizzato dalla Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano [scoprila qui]. Etichetta bella ma non bellissima, vino di color rosso scuro profondo, con effluvi di frutti rossi e arancia sanguinella, al naso. Al palato é di bella struttura e di notevole persistenza, con una succositá di beva che sorprende ed emoziona. E, come se non bastasse, questo Morellino ha anche un’autenticità di beva che lo fa diventare – come dire? – appetitoso, cioé di infinita RiBevibilitá. Applausi👏👏👏 a scena aperta per questo Morellino di Scansano CAPOLAVORO🏆, che non finisce di stupirmi anche sul lato prezzo: con un po’ di ricerca (e fortuna: io l’ho trovato al super!) é possibile trovarlo ben al di sotto dei 10€🤑 e quindi, rileggetevi il title…⬆

etichetta 8,98 | colore 8,96 | profumo 8,74 | densità 8,28 | persistenza 8,80 | tipicità 8,,97 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 108,23

Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo NoBiLe, Da CHi Ha iNVeNTaTo iL NoBiLe

Ovviamente, nell’assaggio odierno, stiamo parlando del senese Vino Nobile di Montepulciano DOCG, un rosso realizzato da un’antica cantina – Contucci – accreditata tra gl’inventori storici della tipologia. L’uva di base del Pietra Rossa, il cru in assaggio, è il prugnolo gentile: un clone di sangiovese grosso che trova il suo habitat ideale proprio nei terreni tutt’intorno al bellissimo borgo di Montepulciano. Contucci ci presenta un Nobile dai profumi rarefatti di frutti rossi e agrumi, di color rosso rubino splendente, con un attacco in bocca molto garbato. Il Pietra Rossa regala un sorso più elegante che potente, piû fresco che evoluto, con una complessitá gustativa peró, un filo al di sotto delle attese. Intendiamoci: la struttura e la persistenza sono di buon livello, ma la beva risente di nitide note astringenti “in sottofondo”, che poi sfociano in un retrogusto soltanto discreto. Un po’ a sorpresa (e per pochi decimali!), il Vino Nobile di Montepulciano DOCG Pietra Rossa 2016 di Contucci raggiunge il 1° gradino di fascia CAPOLAVORO💘, ma non riesce a volare oltre🤗. [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]

Post Scriptum: da segnalare una controetichetta informativa e ben fatta, con in primo piano la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”, che vale il voto altissimo.

etichetta 9,79 | colore 9,06 | profumo 8,38 | densità 8,37 | persistenza 8,49 | tipicità 9,01 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,87 | retrogusto 7,68 | ribevibilità 9,07 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75

PUNTEGGIO TOTALE 105,03

Pubblicato in: vino rosso

iL RoSSo SiCiLiaNo “PRiMo PReZZo” CHe NoN DeLuDe

Difficile non fare i conti della serva al blend nero d’Avola+syrah griffato Settesoli, che al super sta sui 6€: vogliamo metterci almeno 2 € di costi tra bottiglia/sughero/etichetta/confezione/trasporto? E quindi un vino dal costo netto di 4 € potrá mai regalarci emozioni? Eppure questo rosso siciliano sorprende e convince oltre ogni lecita aspettativa, a partire dai profumi, intensi e complessi: lavanda, liquirizia, ciliegia, prugna, con nuances di tabacco e cuoio sullo sfondo. Di colore rosso rubino sgargiante, si presenta al palato con una struttura lieve~media di discreta persistenza e piacevolissima beva, che invita – obbligatoriamente – a fare il bis🥠. Sinceramente, non nutrivo grandi aspettative dall’assaggio di questo rosso di Sicilia, forse fuorviato dal basso prezzo: fatto sta che la Cooperativa Settesoli – forte dei suoi 2.000 viticoltori che sfornano ben 20 milioni di bottiglie – ha realizzato un Sicilia DOC Nero d’Avola/syrah 2019 STRABUONO💘, senza se e senza ma. Perfetto da mettere in tavola quotidianamente per emozionarsi senza svenarsi, parafrasando lo slogan di questo blog. Applausi 👋👋👋 strameritati e ripetuti 👋👋👋.

etichetta 8,91 | colore 9 | profumo 9,03 | densità 8,11 | persistenza 7,94 | tipicità 8,20 | struttura 7,78 | discesa in gola 9, 06 | retrogusto 7,80 | ribevibilità 9,17 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,25

PUNTEGGIO TOTALE 103,25

Pubblicato in: vino dolce

aVeTe iN MeNTe Quei PaSSiTi DeL SuD, TuTTo SoLe☀ e DoLCeZZa?

Ecco, l’assaggio del vino dolce di oggi – San♥️Valentino 2022 – è agli antipodi di tale tipologia di vini: intanto siamo al Nord, con tutto ció che ne comporta in termini di temperature, clima ed esposizione solare. E poi ci sono loro, Mario Pojer & Fiorentino Sandri, che si divertono a sperimentare e a stupirci – da almeno 30 anni – con le loro originali creazioni vinicole e i loro vigneti dolomitici🗻. Leit-motiv dei 2 Vignaioli Indipendenti [scopri qui il mondo FIVI] trentini è la pulizia e la naturalezza dei loro vini, ben lontani da certi nettari fin troppo ricchi di frutto, fin troppo concentrati. Che poi di naturale hanno ben poco. Cosa aspettarsi quindi dall’assaggio del loro bianco “storico” da raccolta tardiva Essenzia (se memoria non m’inganna, è stato uno dei miei primi assaggi post-astemìa negli anni ’90😋)? Fragranza, nitidezza, ma anche delicata eleganza di beva, in un quadro di grande espressione fruttata, figlia della zona di provenienza. La grassezza di un Passito di Pantelleria, per intenderci, qui è sconosciuta: peró ben sostituita da un vino che riesce ad accarezzare le papille gustative con una leggiadrìa ed uno stile unico, grazie alla mineralità e alla freschezza montana dei luoghi di provenienza. L’annata 2016, poi, ci mette del suo per rendere ancor più memorabile l’emozione gustativa di questo Vigneti delle Dolomiti IGT Essenzia: un CAPOLAVORO🏆 di spiccata tipicitá, griffato Pojer & Sandri. Perfect match > Plumcake alla ricotta e gocce di cacao fondente😍. [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 8,98 | profumo 8,95 | densità 8,19 | persistenza 8,47 | tipicità 9,77 | struttura 8,44 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,09 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 109

Pubblicato in: vino rosso

SaN FeReoLo, iL DoLCeTTo D’auToRe QuaSi iNTRoVaBiLe

Di scena oggi il Dogliani Superiore DOCG 2017 – annata non certo felice – proveniente da una piccola (grande🥰) cantina piemontese che produce pochi vini, perlopiù di non facile reperibilitá. Fermo restando che io idolatro le cose che vanno “accuratamente cercate” (vi siete mai chiesti come mai questo blog non ha collegamenti facebook/insta/twit?🧐), devo ammettere che trovare una boccia di San Fereolo è stato di una fatica immane. Ma ben ripagata dalle forti emozioni di beva. Dolcetto d’autore, recita il title, perchè San Fereolo è Nicoletta Bocca: figlia del mai dimentico Giorgio Bocca e innamorata pazza, come immagino lo fosse il papá, della sua terra d’origine e dei vini autentici, cioè fatti in vigna. E fin dal primo sorso, spiazzante e contemporaneamente ammaliante, il Dogliani Superiore DOCG 2017 San Fereolo sfoggia tipicitá, struttura, ricchezza di frutto e, sopratutto, un’ondata di emozioni che non si possono raccontare. Perché San Fereolo è un CAPOLAVORO🏆 soltanto da bere. Fino all’ultima goccia😋. [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]

etichetta 9 | colore 9,04 | profumo 9,12 | densità 8,94 | persistenza 8,91 | tipicità 10 | struttura 9,04 | discesa in gola 9,81 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,43 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,50

PUNTEGGIO TOTALE 111,97

Pubblicato in: bollicine dolce

uN GuSToSiSSiMo MoSCaTo Da uN BiG DeL ViNo ToSCaNo

Se dici Banfi, il pensiero va dritto a Montalcino, nel cuore della provincia senese. E ai suoi cru ilcinesi conosciuti in tutto il mondo: il Brunello Poggio all’Oro, il Rosso Poggio alle Mura, giusto per fare 2 nomi legati al brand toscano. Mai e poi mai peró avrei detto di trovarmi ad assaggiare – ed emozionarmi😍 – davanti ad un Moscato d’Asti griffato Banfi! Eppure è successo. E ve lo racconto, partendo da un particolare di cui non ero a conoscenza (beata ignoranza🤷‍♂️): a Strevi, nell’alessandrino, c’era una volta la Casa Vinicola Bruzzone, specializzata in spumanti🥂, rilevata oltre 40 anni fa proprio da Banfi. Ed è proprio dai vigneti di quella storica tenuta, che Banfi Piemonte realizza il Moscato d’Asti DOCG Sciandor 2021, che si presenta al calice di un bel color giallo paglia splendente. Olfatto pervaso da profumi dolci di agrumi e albicocche stramature. Sorso dolcissimo di grande intensitá e sapori agrumati~mielosi, con la scorza d’arancia candita in netta evidenza. Ma tale dolcezza è perfettamente equilibrata dall’immancabile freschezza e aciditá tipica della DOCG, che permette a questo Moscato Sciandor di entrare agilmente in fascia CAPOLAVORO🏆, non lontanissimo dai Moscato/Asti primattori nella categoria Bollicine, premiati pochi giorni fa. Ora peró una nota di folclore: Moscato d’Asti vuol dire gioiositá, leggiadrìa, spensieratezza. Cosa c’è di meglio che cantare🎶 con un calice in mano, sulle note di una famosa song di Peppino di Capri?😳
Suggerisco io il testo “rivisitato” per l’occasione: Sciandór😱, per brindare a un incontro😵, Sciandór…🤪 [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]

etichetta 8,26 | colore 8,84 | profumo 8,73 | densità 8,09 | persistenza 9,15 | tipicità 10 | struttura 7,98 | discesa in gola 9,29 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,97

Pubblicato in: vino bianco

L’eLeGaNZa e La FiNeZZa Di uN BiaNCo CaMPaNo: iL PaLLaGReLLo!

Giuro spergiuro🤞 che non ho mai conosciuto prima tale vitigno: il pallagrello bianco, l’uva🍇 alla base dell’assaggio odierno, premiato dalla guida del Gambero con i 3 bicchieri🍷🍷🍷. Lo realizza Michele Alois, in quel di Pontelatone, nel casertano. Il suo Terre del Volturno IGT Caiatì 2020 si presenta di un bel giallo dorato accattivante, con profumi di frutta bianca su uno sfondo dominato da dolci note agrumate. In bocca è morbido, elegante, di grande finezza gustativa: certo, non si fatica a desiderare una maggior concentrazione di frutto e una struttura più complessa, ma poi alla fine si comprende che la scelta – sicuramente ricercata e non certo casuale – è quella di un bianco campano che predilige l’eleganza e la piacevolezza di beva, anzichè la potenza💪 muscolare fine a se stessa (e sicuramente fuori luogo in un vino del genere). Caiatì 2020 è STRABUONO💘 di fascia alta: una bottiglia perlopiù caratterizzata da un rapporto qualitá-prezzo da oscar. Un plauso alla family Alois👏👏👏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: proprio per il rispetto dovuto a vignaioli capaci come gli Alois, la guida Gambero🦐 Rosso dovrebbe evitare “il largheggiamento premiante” 🤩 che talvolta è fuori contesto, come in questo caso.

etichetta 8,78 | colore 10 | profumo 8,36 | densità 8,28 | persistenza 7,77 | tipicità 8,86 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,79 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,35

Pubblicato in: vino rosso

La SeLVaNeLLa, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa D’aLTRi TeMPi

L’assaggio odierno proviene da un vigneto ubicato sulle colline senesi, nella meravigliosa/magica zona viticola tra Radda e Panzano in Chianti. Il nome del produttore, Melini, rappresenta un pezzo di storia del vino e della Toscana: nato nel lontano 1705, oggi è un “big” della family Gruppo Italiano Vini, pur mantenendo la sede a Gaggiano, Poggibonsi (SI). Il vigneto La Selvanella, che dá il nome al cru di Chianti Classico DOCG Riserva 2015, si presenta di rosso rubino profondo, alla vista. Mentre al naso, i consueti effluvi di frutti rossi sono impreziositi da note boisé e spezie. Attacco in bocca di eleganza aristocratica, in perfetta corrispondenza con un sorso di equilibrata estrazione di frutto: questo Chianti Classico Riserva sa esprimersi con una beva di spettacolare gustositá, ben strutturata e persistente, ma mai strabordante, mai sopra le righe. CAPOLAVORO🏆 di grande tipicitá e aderenza alla DOCG, per un risultato che sa regalare emozioni uniche, a conferma del know-how storico sul tema “Chianti Classico” da parte di Melini. Avevate dubbi🤷‍♂️? [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 9,16 | colore 9,07 | profumo 8,91 | densità 9 | persistenza 9,21 | tipicità 9,67 | struttura 9,13 | discesa in gola 8,82 | retrogusto 9,24 | ribevibilità 9,06 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 110,27

Pubblicato in: bollicine dolce

aNaRCHia CoSTiTuZioNaLe: iL MoSTo PaRZiaLMeNTe FeRMeNTaTo Di WaLTeR MaSSa

L’assaggio odierno è un vino dolce frizzante molto originale: assimilabile ad un Moscato d’Asti – per aromaticitá, dolcezza e vitigno di provenienza – ma con un effervescenza più invadente, fin troppo a mio parere, e una complessitá aromatica spiazzante e contemporaneamente sorprendente. Giallo dorato alla vista, agrumato e fiorito al naso, in bocca mixa la pesca tabacchiera con la pera, il tè al bergamotto, la rosa🌹, con una nota finale di ginger “a pizzicare” le papille linguali: mai assaggiato prima, una bollicina dolce di tale originalitá e complessitá aromatica! Ovvio e naturale, quindi, che Anarchia Costituzionale 2020 – realizzato dalla cantina piemontese Vigneti Massa – riesca a guadagnarsi facilmente la fascia di valutazione maxima. O no?🤔
Prima precisazione: il gusto di questo “mosto parzialmente fermentato”, fascinoso e di grande intensitá, puó non piacere a tutti i palati. Per lo stesso motivo con il quale taluni potranno idolatrarlo: la spiccata particolaritá.
Seconda precisazione: la piacevolezza globale risulta fortemente penalizzata da alcune note speziate disarmoniche, ben presenti in gustativa. Probabilmente ricercate e/o volute, ma comunque disturbanti l’equilibrio di beva.
Morale della favola: siamo in piena zona “crosspoint”, con la fascia CAPOLAVORO🏆 agguantata per il rotto della cuffia, cioè per lo zero virgola. Situazione più unica che rara, perfettamente aderente ad un vino più unico che raro: di nome e di fatto😜!
[comprato su GALLI ENOTECA a questo prezzo]

etichetta 9,06 | colore 9,26 | profumo 9,16 | densità 9,01 | persistenza 9,53 | tipicità 10 | struttura 7,86 | discesa in gola 8,11 | retrogusto 8,36 | ribevibilità 8,31 | prezzo 8,70 | piacevolezza globale 7,65

PUNTEGGIO TOTALE 105,01

Pubblicato in: vino dolce

iL BiCCHieRiNo Lo PReSeRo NeL PRiMo CaFFè CHe TRoVaRoNo e, aPPeNa uSCiTe, GiNia SeNTì NeLL’aRia uN FReSCo CHe PRiMa NoN C’eRa.

Il vino dolce dell’anno, andando in archivio a spulciare Gambero🦐 Rosso ’19, era il Moscato Passito La Bella Estate 2016 griffato Vite Colte. Ed è proprio questa la sorpresa finale, che chiude il ciclo d’ assaggio dei vini bicchierati~gamberati😁. Con una piccola digressione: invece dell’annata premiata, stappo la più recente 2019. Bottiglia che si presenta con l’etichetta recitante un passaggio del romanzo “La bella estate” di Cesare Pavese – ecco il senso del title – dando così nome~citazione al vino. Che scende nel piccolo calice da dessert, di un bel color oro intenso – e nuance ambrate – apparendo poi molto denso e riempiendo di archetti il bicchierino. Al naso, affascina per profumi di tropical fruit, ananas e pesca sciroppata. Al palato… è una bomba💣: struttura, intensitá di beva, dolcezza, persistenza e retrogusto, da voto maximo😍! Devo esser sincero: non mi aspettavo tutta questa ricchezza e concentrazione di frutto da un vino dolce che – nel classico formato da 0,375 – sta sotto i 15€. Sará merito della mano particolarmente felice di Bruno Cordero, l’enologo di Vite Colte? Sarà merito del supporto agronomico di Daniele Eberle? Oppure sará merito di un’annata – la 2019 – particolarmente fortunata? Sará quel che sará, ma questo Moscato Passito DOCG La Bella Estate 2019 è un CAPOLAVORO🏆 di alto livello e super piacevolezza di beva. [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]

Post Scriptum: sì, lo ammetto, mi sono innamorato❤️ perdutamente 🥰 di questo passito… non si era capito?😋

Post Scriptum bis: my personal thanks a Cristina Torrengo – Relazioni Esterne Vite Colte – per le note di errata corrige sulla “prima versione” dell’assaggio🤭…

Post scriptum ter: a parte qualche inciampo di percorso nel sample di vini “3 bicchieri” assaggiati questo mese, Gambero Rosso mostra sul campo il valore “dello scettro provvisorio” nella classifica delle Guide Vini 2022. In attesa di aggiornamenti futuri legati all’inserimento tardivo di Vitae 2022, tuttora in fase di valutazione.

etichetta 9 | colore 9,54 | profumo 8,77 | densità 9,32 | persistenza 10 | tipicità 9,27 | struttura 10 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,95 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 113,51

Pubblicato in: vino rosso

M’iNCHiNo, SuSSieGoSo, DiNaNZi a PaPá CeLSo

Perché quando ti trovi davanti ad un sorso materico e contemporaneamente elegante, austero ma emozionante, non puoi far altro che esclamare: chapeau! E inebriarti🤪 come se non ci fosse un domani. Questo è il primo pensiero “di getto” subito dopo il primo assaggio del Dogliani DOCG Papá Celso 2017 griffato Marziano Abbona [clicca qui per scoprire la cantina]: un rosso piemontese CAPOLAVORO🏆a base di uve dolcetto in purezza. L’etichetta sembra quasi un quadro, con il nome del cru dedicato al padre di Marziano. Il vino é di un nitido rosso rubino splendente, denso di archetti appena lo si versa nel calice, ricco di profumi di bosco e frutti neri all’olfatto. Attacco in bocca misurato, quasi timoroso, che poi si apre a ventaglio in una pienezza di sapori e succositá di beva dalla persistenza infinita, con un retrogusto da voto maximo. Non aggiungo altro – perché non c’è altro da aggiungere quando un assaggio è così foriero di emozioni intense – se non un semplice “grazie” a Marziano e al papá che lo ha ispirato nella creazione di questo vino 🔝. [comprato su ENOTECA VINOWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: un altro gran bel centro🎯 del Gambero🦐 Rosso!

etichetta 9,37 | colore 9,16 | profumo 9,04 | densità 9,68 | persistenza 9,44 | tipicità 9,17 | struttura 9,08 | discesa in gola 9 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,64 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 112,93