Pubblicato in: vino rosso

eTNa RoSSo + 3 BiCCHieRi GaMBeRo RoSSo = CaPoLaVoRo?

No, purtroppo no. La guida Gambero Rosso, ancora una volta “larga di maniche”, valuta con il voto maximo un rosso siciliano appena discreto/buono, ma non oltre. Scopriamolo insieme: l’Etna Rosso DOC Lenza di Munti 2017 delle Cantine Nicosia (bellissime! scoprile qui) si presenta di color rubino scarico, non certo di buon auspicio. Profumi rarefatti di violetta, erba di campo, prato fiorito, fragoline di bosco. Al palato, denota poca densitá, struttura appena sufficiente, vinositá eterea, persistenza fuggevole. La piacevolezza gustativa risulta quindi carente di corpo, con un sorso dotato di troppa leggerezza. Sinceramente, è la mia “prima” per questa DOC sicula e mi riprometto quindi di assaggiare Etna Rosso di altre cantine. Nel caso di questo Lenza di Munti 2017, supportato anche dai numeri inconfutabili dell’algoritmo qualitativo, siamo vicini al primissimo gradino della fascia “strabuono”, ma la delusione oggettiva, causata dalla carenza di emozioni, lo relega – ahimé – in fascia BEVIBILE💔. [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: certo che chi ama i rossi leggeri, troverá in questo Etna Rosso di Nicosia un partner perfetto per aperitivi, stuzzichini e, perché no, insalate di mare.

etichetta 9 | colore 7,85 | profumo 6,88 | densità 6,30 | persistenza 6,51 | tipicità 8,35 | struttura 6,43 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 6,62 | ribevibilità 8,17 | prezzo 7,30 | piacevolezza globale 6,70

PUNTEGGIO TOTALE 89,22

Pubblicato in: vino bianco

Lo STRaNo CaSo DeL ViNo PReMiaTo CHe SeMBRa aNNaCQuaTo🤔

Sul banco degli assaggi, un bianco toscano raro e particolare: l’Ansonica 2019 Costa dell’Argentario DOC realizzato dall’Antica Fattoria La Parrina di Orbetello. Raro, perché di vini a base del vitigno ansonica – o inzolia, come viene chiamato in Sicilia – perlopiù vinificato in purezza, se ne trovano davvero pochi. Particolare, perché effettivamente – come si evince dal title dell’assaggio odierno – siamo davanti ad un bianco delicatissimo, nei profumi e sopratutto alla beva. La guida vini Gambero Rosso lo ha valutato più volte – non solo nell’annata 2019 – premiandolo con il voto maximo dei 3 bicchieri🍷🍷🍷. Grandi premesse quindi, ma… andiamo in assaggio: al naso, eterei profumi di fiori bianchi e uva ancora acerba; attacco in bocca timidissimo, con accenni di susina bianca, uva moscatello in fase di maturazione, agrumi e una nota di miele di acacia. Sulle papille linguali, appare poco vinoso, destrutturato, morbido e molto sfuggevole. La persistenza e il retrogusto sono impalpabili, tanto delicati e lievi appaiono entrambi i parametri. Che poi, l’accenno del gusto fruttato che fa da sfondo alla beva, sarebbe pure interessante, ma mancano palesemente concentrazione e vinositá. Magari é proprio questo lo stile ricercato e voluto dal produttore – La Parrina in controetichetta parla di vino per aperitivo – ma onestamente le emozioni mancate, a causa di un vino così scarico di profumi e sapori, lo relegano – ahimé – alla fascia BEVIBILE💔. [comprato sullo shop LA PARRINA a questo prezzo]

Post Scriptum: il tappo, l’etichetta (molto bella/elegante), la confezione e la conservazione del vino assaggiato, erano in condizioni pressoché perfette.
Post Scriptum bis: è il 1° passo falso del Gambero🦐in questo “test guidato” di assaggi Emotional Wines 2023…

etichetta 9,72 | colore 8,26 | profumo 6,62 | densità 6,09 | persistenza 6,11 | tipicità 7,85 | struttura 6,05 | discesa in gola 9,32 | retrogusto 6,67 | ribevibilità 8,72 | prezzo 7,10 | piacevolezza globale 6,45

PUNTEGGIO TOTALE 88,96

Pubblicato in: vino bianco

TRe aRMi, uN BiaNCo LaZiaLe CHe…

…sulla carta, premiato con il massimo voto – 4 viti – dai sommelier A.I.S. sulla guida Vitae 2021, invoglia e incuriosisce l’assaggio. Il Tre Armi 2018 é prodotto dall’Azienda agricola Le Rose con un blend di 2 vitigni: malvasia puntinata (alias malvasia del Lazio) e verdicchio. Alla vista, impressiona con un colore giallo intenso benaugurante. Al naso, pochi profumi, perlopiù evanescenti, di erba e fiori di campo. Al palato, esce fuori in evidenza la pesca noce ma anche una curiosa nuance speziata: la scheda tecnica del produttore parla di pepe verde, io ho percepito nitidamente la lecitina di soia mixata con una nota ammandorlata, creando un effetto gustativo assimilabile a quello della “muffa nobile”, ma che in questo caso di nobile aveva ben poco e anzi, ha disturbato in modo sensibile la piacevolezza di beva. Anche la freschezza é al di sotto delle attese, con un retrogusto dove l’erba di campo e, nuovamente, le nuance di lecitina e ammandorlato hanno portato una netta disarmonia, posizionando questo vino in fascia BEVIBILE💔, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Peccato, perché la spiccata tipicità, la persistenza gustativa e la struttura corposa del Tre Armi, sono aspetti decisamente di ottimo livello.
[comprato su xtrawine.com a questo prezzo]

Post Scriptum: che i sommelier della guida Vitae s’intendessero di vini più di me, si sapeva. E che ognuno abbia le proprie preferenze e la propria sensibilitá gusto-olfattiva, idem. Ma una distanza siderale sulla valutazione di un vino, come nel caso del Tre Armi, é una cosa anomala. Verificato minuziosamente anche il tappo, personalizzato con il logo del produttore e ben realizzato in puro sughero: nessuna anomalìa, né odori strani. Per questo, mi riprometto un futuro 2° assaggio di questo bianco, che – come si evince anche dall’algoritmo qualitativo – é di pochissimo sotto la soglia STRABUONO💘 e potrebbe pure ambire alla fascia maxima, al netto della disarmonia riscontrata oggi.

Post Scriptum bis: il vino è condivisione e spesso, come anche per questo assaggio, lo offro agli amici per tesserne le lodi o – in silenzio monastico – per carpirne le emozioni che provoca in palati altrui. Nello specifico, il Tre Armi 2018 ha scaturito emozioni non convincenti…

etichetta 8,13 | colore 8,69 | profumo 6,78 | densità 7,92 | persistenza 8,81 | tipicità 9,62 | struttura 8,25 | discesa in gola 6,14 | retrogusto 5,46 | ribevibilità 6,11 | prezzo 7,90 | piacevolezza globale 6

PUNTEGGIO TOTALE 89,81

Pubblicato in: vino rosso

uNa DoCG MiSCoNoSCiuTa e uNiCa

Unica, perché é la sola DOCG a livello regionale; misconosciuta, sia per nascita recente (il riconoscimento risale al 2005), che per scarsa popolaritá a livello nazionale.
Sto parlando del Cerasuolo di Vittoria, un vino siciliano originario dei vigneti ragusani a sud dell’isola. Il vino si presenta di un bel color rosso ciliegia e sia al naso che al palato, le ciliege🍒 sono prevaricanti sul resto dei sentori di questo vino a base di Nero d’Avola e Frappato. La struttura e la persistenza non sono certo da “vino del sud”, in pratica sembra di essere davanti ad un vino aperitivoso🍹ideale per tramezzini, sandwich 🥪, pizzette e insalatone🥗; eppure il titolo alcolometrico del Cerasuolo della cantina Gulfi in assaggio, é pari a 13,5°, probabilmente attenuati dalla freschezza e dalla scarsa densitá. Sinceramente, dall’assaggio di questo vino mi aspettavo di più e l’algoritmo, per sua natura oggettivo, posiziona questa particolare DOCG di Sicilia, in fascia BEVIBILE💔, pur vicinissima alla soglia di fascia superiore. Mi riprometto – in futuro – di assaggiare altre versioni (di Gulfi e di altre cantine) di questo Cerasuolo di Vittoria, sperando in una ri-valutazione in positivo di questa promettente DOCG.
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]
Post Scriptum: eppure sarebbe davvero bastato poco, a questo Cerasuolo, per entrare in fascia strabuono; magari la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato da” anziché la solita laconica “imbottigliato da”.
Ha inciso negativamente anche la presenza – non citata sopra – di un accenno di “frizzantino” nei primi minuti dopo la stappatura, probabilmente dovuti a una rifermentazione che puó capitare nei vini non perfettamente stabilizzati.

etichetta 7,09 | colore 7,72 | profumo 7,77 | densità 6,71 | persistenza 6,65 | tipicità 7,93 | struttura 6,96 | discesa in gola 7,98 | retrogusto 7,54 | ribevibilità 8,43 | prezzo 7,63 | piacevolezza globale 7,46

PUNTEGGIO TOTALE 89,87

Pubblicato in: vino bianco

uNa STRaNa 🙃 VeRNaCCiA RiSeRVa

La scorsa estate, in un periodo di “calma apparente” dell’incubo Covid 😷 mi trovo per il weekend a San Gimignano e appena passato “l’arco” di entrata al bel borgo senese, mi tuffo nella prima enoteca che trovo a far incetta di vini locali. Lo scorso weekend – intriso di nostalgia per l’estate 2020 che aveva illuso tanti che l’incubo fosse finito – stappo la Vernaccia Riserva 2016 targata Fontaleoni, acquistata “quel bel weekend” a San Gimignano, convinto anche da quanto ne avevo letto (bene) su Slow Wine. Metto in forno il solito “branzino all’isolana” (che non aspetta altro di essere annaffiato dal bianco toscano 😁) e poi inizio l’assaggio del vino: al naso, i soliti fiori bianchi molto molto delicati, al palato esce fuori timidamente il gusto tipico della Vernaccia di San Gimignano ma con la sensazione di un vino privo di struttura vinosa, quasi fosse annacquato 😳. Peccato, perché il retrogusto era decisamente buono seppur flebile, etereo. Inspiegabile come una Vernaccia Riserva possa regalare sensazioni acquose anziché vinose! BEVIBILE💔 per chi ama lo stile dei vini leggeri, destrutturati, dissetanti, aperitivosi🍹.

etichetta 8,80 | colore 7,89 | profumo 7,06 | densità 7,52 | persistenza 5,92 | tipicità 7 | struttura 6,12 | discesa in gola 8,18 | retrogusto 7,11 | ribevibilità 7,91 | prezzo 8,46 | piacevolezza globale 6,51

PUNTEGGIO TOTALE 88,48

Pubblicato in: vino rosso

uN SaNGio RoMaGNoLo CHe NoN CaPiSCo

Caso vuole che il “pranzo della domenica” prevede un bollito classico di manzo nei vari tagli, accompagnato dalle sue salsine e le immancabili verdure. Decido – convinto – di berci su un Sangiovese di Romagna Drei Doná Riserva Palazza.
Colore rosso scarico, profumi eterei, beva dal buon sapore ma con struttura e vinositá “non pervenuta”. Sará stato un caso? Annata infelice (2013)? Sinceramente sono rimasto sconcertato (e i miei ospiti hanno esclamato: non male questo vinello). Capito? Riserva = vinello??? Mi riprometto – in futuro – di assaggiare altri prodotti di Drei Doná/Tenuta La Palazza, ma per il momento – deluso 😓 – il vino va dritto dritto in fascia BEVIBILE💔.
[comprato su callmewine.com]

etichetta 8,51 | colore 6,12 | profumo 6,35 | densità 6,12 | persistenza 6,01 | tipicità 7,29 | struttura 6,33 | discesa in gola 7,86 | retrogusto 7,59 | ribevibilità 7,11 | prezzo 8,20 | piacevolezza globale 6,56

PUNTEGGIO TOTALE 84,05

Pubblicato in: vino rosso

ViVaCe, MoNeLLo, MaLiZioSo: é uN MaLaNDRiNo! 😈

Che nome curioso per un vino – Malandrino – ma certo ben si addice ad un rosso piuttosto scorbutico qual é il Montepulciano d’Abruzzo griffato Cataldi Madonna. Appena aperto, ho notato uno strano odore sia al naso che al palato: la sensazione olfattiva era quella di un vino che aveva sostato all’interno di una tanica di plastica. Prima di chiedere la sostituzione della bottiglia a chi me l’ha venduta, ho voluto attendere “il giorno dopo” e – al solito – il vino si é evoluto al meglio, perdendo quella strana puzzetta iniziale e tirando fuori i muscoli di un Montepulciano DOC corposo e convincente, perfetto abbinamento per lo stracotto di manzo che mi aspettava dalla sera prima 😉. Nomen omen, Malandrino autentico! Senza il difetto riscontrato, avrebbe avuto ben altra valutazione; purtroppo peró va dritto in fascia BEVIBILE💔, anche perché qualche imperfezione – lieve, ma ancora percepibile – é rimasta presente a distanza di 12 ore dall’apertura. Sigh😞
[comprato su italvinus.it]

etichetta 8,05 | colore 8,84 | profumo 5,18 | densità 8,95 | persistenza 8,34 | tipicità 8,39 | struttura 8,18 | discesa in gola 7,21 | retrogusto 5,09| ribevibilità 6,29 | prezzo 8,35 | piacevolezza globale 5,50

PUNTEGGIO TOTALE 88,37

Pubblicato in: vino rosso

RoMaGNa 🎼RoMaGNa Mia

Oggi vi porto in Romagna e più precisamente in quel di Modigliana, che poi a pensarci bene fino ad 1 secolo fa era Toscana 🤔 e come provincia faceva Firenze 🤔🤔 mentre oggi fa Forlì-Cesena. Misteri dei paesi ubicati in “zone di confine” a parte, veniamo al Sangiovese superiore di Villa Papiano che ha accompagnato una classica cena a base di formaggi e salumi romagnoli. La bottiglia ha un’etichetta bellissima, con fiori stilizzati e una grafica da urlo: come se non bastasse il vino é denominato “Le Papesse di Papiano” e ha infuso in me tante aspettative pre-assaggio. Purtroppo peró, di primo acchito sono rimasto di stucco nel notare una sorta di “rifermentazione” presente nel vino – lieve sensazione frizzantina in un vino fermo??? – e ancor peggio é andata “la chiusura” amarognola della beva. Non convinto e notando in controetichetta che avevo a che fare con un vino “biodinamico”, ho ripetuto l’assaggio il giorno dopo e – sorpresa… ma mica tanto – é uscita fuori l’anima di un piacevole “sangio”, senza più il difetto del frizzante, ma pure senza farmi emozionare come avrei voluto. BEVIBILE💔, a condizione che lo facciate respirare per ore e lo serviate non oltre i 12°, pena quel che é capitato a me, che l’ho bevuto appena stappato e a temperatura ambiente. Mi riprometto di assaggiare la Riserva denominata “I Probi” – sempre di Villa Papiano – sperando in un positivo riscatto rispetto a questo “imperfetto” assaggio. [acquistato su xtrawine.com]

etichetta 8,92 | colore 7,01 | profumo 7,05 | densità 7,18 | persistenza 6,47 | tipicità 8,29 | struttura 7,03 | discesa in gola 7,34 | retrogusto 6,05 | ribevibilità 6,98 | prezzo 8,76 | piacevolezza globale 7,09

PUNTEGGIO TOTALE 88,17