Pubblicato in: vino bianco

MeNaSaSSo 2016, iL TRioNFo DeL LuGaNa RiSeRVa

mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, corposo e persistente

Pubblicato in: vino bianco

La PiCCaRDa 2022, uN VeRMeNTiNo SuuuPeR!👅

L’ultimo assaggio del mese ci teletrasporta in Liguria e più precisamente a Bolano, nello spezzino. Il Vermentino Colli di Luni DOC La Piccarda 2022 targato Fratelli Giannarelli [scopri qui l’Azienda] si presenta, alla vista, di un bel giallo oro con sfumature verdastre. Profuma di susine stramature, con una nota erbaceo~speziata sullo sfondo e conquista il palato con una freschezza ed una sapidità impetuosa che, fortunatamente, non nasconde le note fruttate di base, per una beva appagante, persistente e di fragranza infinita. Forse – e sottolineo forse – manca una struttura ancor più potente nonché complessa, per ambire “ai piani alti” della fascia CAPOLAVORO, ma resta comunque un vino di grandissima piacevolezza e riBevibilità, con una nota elegante e quasi abboccata, sul finale di beva. Un accenno di dolcezza che ci sta benissimo, dopo tanta salinità espressa da questo Vermentino suu👅uuper, che riesce ad agganciare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 in fotofinish!

Post Scriptum: dalla “regìa”, mi suggeriscono che la vinificazione di questo Vermentino è basata su <<un modo di operare il meno interventista possibile>>. Bravi…bene…bis! (perché prossimamente sarò curioso di assaggiare gli altri 2 cru di Vermentino griffato Giannarelli: il Casa Salani e il Costa del Debbio).

etichetta 9,50 | colore 8,74 | profumo 8,81 | densità 8,09 | persistenza 9,11 | tipicità 8,67 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 108,03

mi ha emozionato perché è sapido, persistente e beverino

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ToSCaNeTTi 2022 DaViNuM: iL SaNGioVeSe NoN è Mai STaTo CoSì BeVeRiNo!

2° assaggio in poco più di un mese, per la giovane realtà vitivinicola castelfiorentinese (non poteva mancare l’incipit suggerito da Rimatore Seriale😆) Davinum, di cui ho sviscerato foto/vini/filosofia produttiva nel wine tasting d’inizio mese [scoprilo qui]. Stavolta in assaggio c’è un sangiovese in purezza che si presenta di un bel rosso rubino luminescente, alla vista; i profumi sono di violetta e frutti rossi, l’attacco in bocca è semplicemente perfetto, per ricchezza di frutto ed eleganza. Che poi, sono proprio le peculiarità evidenti di questo Toscanetti 2022 targato Davinum: il sorso è fruttato, ciliegioso🍒 e succoso, con una vena acida pimpante/pungente, ma mai sopra le righe, a ribadire uno stile vinicolo dotato di quell’eleganza e di quella morbidezza che mi avevano colpito al primo assaggio del Nostrum [scoprilo qui]. Certo, nel Sangiovese Rosso Toscana IGT Toscanetti 2022, tutto si fa più etereo: la struttura è pregevole ma non importante, la persistenza aromatica è solo discreta; ma il sorso è caratterizzato da una fragranza e da una piacevolezza globale che ipnotizza e comporta obbligatoriamente la “svuotatura”😋 della bottiglia. Tanto di cappello al trio agronomico~enologico Cristian Nardi, Mirko Niccolai, Matteo Corsini, per questo semplice – ma nel suo piccolo, grande – CAPOLAVORO di riBevibilità in salsa toscana, che si guadagna meritatamente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines.
Post Scriptum: chapeau🎩 anche alla family Schaetti, per come ha ideato e realizzato la cantina “concept” Davinum!

etichetta 8 | colore 9,68 | profumo 8,93 | densità 8,17 | persistenza 7,86 | tipicità 9,62 | struttura 8,22 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 109,07

mi ha emozionato perché è suadente, fragrante e beverino

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi RuFiNa RiSeRVa QuoNa 2018 Bio🌱 i VeRoNi

Oggi in assaggio, la versione Riserva del Chianti Rufina griffato I Veroni, 1 anno (e 2 mesi) dopo l’assaggio de I Domi 2019 [scoprilo qui], stessa DOCG e cantina produttrice, ma nel vino odierno spicca la maturazione – che è in barrique – e il vigneto, che dà il nome al Quona 2018. Scopriamolo insieme: alla vista, è rubino scurissimo e fascinoso; al naso, emergono frutti di bosco stramaturi e note boisé in sottofondo, con un pouffe etereo di tabacco. Al palato è decisamente strutturato, denso, succoso, ma austero: le note fruttate e vinose sono sovrastate dalla balsamicità del sorso, con un touch di cuoio e rabarbaro in evidenza, persistenza aromatica di grande intensità nonché lunghissima, retrogusto – a mio gusto🤪 – un po’ troppo amaricante.
Intendiamoci: il Chianti Rufina DOCG Quona biologico🌱Riserva 2018 griffato I Veroni è un CAPOLAVORO di altissimo livello, sapientemente accudito in vigna da Andrea Paoletti e realizzato in cantina da Pierluigi Marzano ma… c’è un però. Le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti potevano tranquillamente essere 5, se soltanto il profilo gustativo fosse stato un filo meno balsamico~legnoso, un filo meno amaricante e un filo più fruttato. Senza dimenticare che stiamo parlando di una bottiglia posizionata nel range di prezzo 22€~42€, quindi “potenzialmente” facente parte degli specials, il gotha dei vini, il TOP degli assaggi. Eppure, sarò ripetitivo, al Quona 2018 manca qualcosa: forse, piccoli insignificanti dettagli lato gustativo, a suggello di una (comunque) eccellente esperienza di beva. Da riassaggiare nella versione Riserva 2019…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 9,61 | struttura 10 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 115,69

mi ha emozionato perché è succosissimo, denso e strutturato

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TeRRe BiaNCHe CuVée 161 2021, uN ViNo CHe… SoRPReNDe!

Avete in mente quei vini bianchi leggiadri, freschi, non strutturati e di facile beva? Ecco… scordateveli, perchè l’assaggio odierno è un bianco decisamente corposo, strutturato e complesso. Andiamo con ordine: alla vista è giallo sfumatura oro, al naso profuma di fiori e frutta a polpa gialla, attacco in bocca morbido, suadente. Ed è proprio al palato che questo Alghero Torbato DOC griffato Sella & Mosca [scopri qui la cantina], big del vino in Sardegna, sorprende: c’è pienezza di frutto, c’è una struttura importante, rotonda e complessa, a supportare una persistenza aromatica tutta incentrata su note legnoso~speziate, peculiarità rare in un vino bianco. Ne esce fuori un CAPOLAVORO sardo dalla tipicità tutta sua, guadagnando le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tante luci e pochi difetti: ad esser pignoli, si sente – a tratti – la mancanza di una maggior freschezza di beva; continuando a cercare il pelo nell’uovo, anche le note aromatiche sono molto (fin troppo) boisé e poco saline, che è cosa strana per un bianco sardo, ma tant’è. Fa il vino Giovanni Pinna – supportato in vigna da Giuseppe Mulas – per una delle più grandi (e antiche) realtà vitivinicole sarde: Tenute Sella & Mosca (Gruppo Terra Moretti), dal 1899😳 ad Alghero. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 10 | profumo 8,98 | densità 9,21 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,24 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 8,96 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 111,16

mi ha emozionato perché è suadente, morbido e legnosamente speziato

Pubblicato in: vino rosso

Da CaMiGLiaNo, iL RoSSo Di MoNTaLCiNo 2020 Bio🌱 CHe SoRPReNDe

Oggi sono a Montalcino, terra toscana di sangiovese🍇 grosso, che si trasforma in emozionanti bottiglie di Brunello e Rosso. Ed è proprio il Rosso di Montalcino DOC 2020 Bio🌱 griffato Camigliano [scopri qui l’Azienda], il protagonista dell’assaggio odierno: alla vista, si presenta di rosso rubino poco concentrato, mentre al naso profuma di viola mammola, ciliegia e fragola. Al palato, entra lievemente aggressive, in virtù di una struttura media ma peperina, pungente, sapida, che regala un sorso fragol🍓ciliegioso🍒 di straordinaria piacevolezza, con una succosità residua – soprattutto nel retrogusto – semplicemente impeccabile. Sergio Cantini e Federico Staderini – in vigna e in cantina – realizzano un Rosso di Montalcino CAPOLAVORO, a conferma di quanto sia infinitamente buona la DOC “minore” ilcinese: certo, inferiore a “Sua Maestà Brunello”, ma superiore a tanti altri rossi italiani, tenendo soprattutto a mente il prezzo – sotto i 21€ – di una bottiglia di tale livello. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate e gustosissime!

etichetta 8,50 | colore 8,62 | profumo 9,03 | densità 9,34 | persistenza 9,26 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,81 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 112,92

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso e beverino

Pubblicato in: vino rosso

iL “MiRaCoLoSo” MoNTeFaLCo RoSSo Di aDaNTi, VeRSioNe 2016

A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗!
Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)

etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 113,06

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente

Pubblicato in: bollicine rosso

CoRLeTo 2022: iL LaMBRuSCo GRaSPaRoSSa iN PuReZZa…

…vendemmiato a mano da Villa di Corlo, in quel di Baggiovara, nel modenese, è l’assaggio odierno. E che assaggio😋! Subito impressionante per una cremosità ricca, abbinata ad una bollicina semplicemente “giusta”, è al naso che convince – con un mix di fragola🍓 e ciliegia🍒 invitante – per poi emozionare al palato: freschezza e succosità strabordante si accompagnano ad un sorso di inusitata eleganza e finezza, come raramente capita di trovare in questa tipologia. Ecco perché il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Corleto 2022 griffato Villa di Corlo [scoprila qui] è un CAPOLAVORO di alto livello: quando si parla di Lambrusco, bisogna saper attentamente scegliere al momento dell’acquisto, tra le 1000mila bottiglie che inflazionano il mercato con vini appena sufficienti a ricevere la DOC e vini da 4 coppe🏆🏆🏆🏆 emozionanti, qual è questo Corleto, accudito in vigna da Ottaviano Medici e vinificato in cantina da Otello Venturelli. Bravi👏👏👏 davvero!
Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare. La suggestione e il suggerimento di assaggio di questo super Lambrusco è scattato alla Trattoria Bertozzi – quartiere Saragozza, Bologna – chiedendo al cameriere~sommelier in loco, una bollicina rossa emiliana da abbinare alla cena. Mai, consiglio fu più centrato🎯…

etichetta 7,50 | colore 9,63 | profumo 9,22 | densità 9,57 | persistenza 8,96 | tipicità 9,60 | struttura 8,69 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 111,36

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso ed elegante

Pubblicato in: bollicine bianco

ViGNeTo DeLLa RiVa Di SaN FLoRiaNo: iL PRoSeCCo SuPeRioRe Di NiNo FRaNCo

Una bella storia contadina: prima venne Antonio – che 100 anni fa e spiccioli fondò la cantina – poi arrivò suo figlio GiovanNino Franco, che diede il nome ad una realtà vitivinicola tuttora portata avanti da Primo Franco & family. Siamo nei colli trevigiani, in quel di Valdobbiadene e quindi in assaggio non può che esserci un Prosecco Superiore DOCG. Ma non un Prosecco qualsiasi! Il vigneto Riva di San Floriano restituisce un vino profumatissimo di frutta a polpa bianca con un touch floreale sullo sfondo; nel calice, di color paglierino scarico, impatta il palato con una bollicina non invasiva, per poi emozionare con una beva cremosa, saporita, succosa, elegantemente travolgente e dotata di persistenza aromatica di notevole intensità. Un retrogusto aromaticamente coerente – seppur non lunghissimo – va a chiudere il quadro di eccellenza di questo Valdobbiadene DOCG griffato Nino Franco [scopri qui la Cantina]. Inutile, quindi, aggiungere che questo cru agguanta facilmente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 rigorosamente riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è Riva di San Floriano. Standing ovation👏👏👏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 7,50 | colore 9,18 | profumo 9,39 | densità 9,14 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,86 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,14

mi ha emozionato perché ha un’eleganza fascinosa e una persistenza strabordante

Pubblicato in: vino rosso

GoDeNZa 2019 Di NoeLia RiCCi: L’aRCHeTiPo DeL SaNGioVeSe Di RoMaGNa

Title spoilerante😉 di quel che ci aspetta nell’assaggio odierno: un vino esemplare, con voto maximo alla voce “tipicità”, dal rapporto emozioni/prezzo al TOP e una piacevolezza rustico~elegante (passatemi il termine ma è davvero così) tutta sua. O meglio, che fa scattare automaticamente un pensiero che ti trafigge la mente:《ma davvero questo è il gusto originario del Sangiovese Predappio Romagna DOC?》.
Effettivamente Marco Cirese, proprietario della Tenuta [scoprila qui] e nipote di Noelia Ricci, ha le idee chiare sul “come” fare e sul “cosa” vuole dai suoi vini. Il Godenza 2019 è rosso rubino intenso alla vista e profuma deliziosamente di frutti di bosco freschi, quasi fossero stati appena raccolti. Ed è proprio la freschezza – supportata da una struttura né snella, né corposa, ma più semplicemente “giusta” – il leit motiv di questo Sangiovese Predappio Romagna DOC Godenza 2019. In bocca non vi è traccia di dolcezza o di ruffiane morbidezze: al loro posto, c’è una salinità e una schiettezza di beva sorprendente e contemporaneamente fascinosa, perchè riporta alla mente il vino contadino, cioè quello fatto “come vigna vuole”. RiBevibilità esagerata (😋), persistenza aromatica di lunghezza media e molto sapida, con un retrogusto di impeccabile coerenza e pulizia. Chapeau, quindi, al Godenza by Noelia Ricci e al suo sangio CAPOLAVORO che stramerita le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 abbondanti!

etichetta 9 | colore 9,29 | profumo 9,34 | densità 8,96 | persistenza 9,04 | tipicità 10 | struttura 9,15 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,16

mi ha emozionato perché è sapido, schietto e fragrante

Pubblicato in: vino rosso

LuCCHeRo 2016, uN GuSToSo aGLiaNiCo CaMPaNo

Oggi siamo a Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, sede della Cooperativa vitivinicola La Guardiense [scoprila qui], che realizza l’Aglianico Sannio DOP Lucchero 2016 della linea “Janare”, in assaggio oggi. Che si presenta di un bel rubino profondo alla vista e dotato di una bella complessità di profumi: su uno sfondo boschivo~terroso, si percepiscono ciliegie🍒 sotto spirito, note legnose, un touch di tabacco biondo e un pouffe speziato~balsamico che evoca il cardamomo. Attacco in bocca di notevole finezza, sapido ma materico, succoso, con una deliziosa morbidezza di sorso, ben sostenuta da un tannino presente ma mai sopra le righe, di piacevole equilibrio gustativo. A tratti, si potrebbe desiderare una struttura più complessa e una persistenza aromatica più intensa; anyway siamo dinanzi ad un CAPOLAVORO dallo strepitoso rapporto emozioni/prezzo, perchè il Lucchero 2016 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] viene via ad un prezzo mooolto più basso delle forti emozioni che regala e quindi, tirando le somme, si stra-merita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆, seppur raggiunte di precisione.
Post Scriptum: se il Lucchero 2016 è così dannatamente emozionante, sarà (anche) merito di Riccardo Cotarella, che coadiuva l’enologo Marco Giulioli, nella realizzazione di questo vino? 🤔

etichetta 8 | colore 9,05 | profumo 9,19 | densità 9,62 | persistenza 8,27 | tipicità 9,51 | struttura 8,33 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 9,25 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,19

mi ha emozionato perché è succoso, morbido e incredibilmente low~cost

Pubblicato in: vino rosso

ToRRe Di CePaRaNo 2015: iL SaNGioVeSe SuPeRioRe RiSeRVa DeLLa FaTToRia ZeRBiNa

Maria Cristina Geminiani è una delle donne del vino che, da oltre 2 decenni, si è messa in luce – nella doppia veste di enologa e proprietaria della Fattoria Zerbina – con la splendida versione del “Sauternes di Romagna” Scaccomatto: un Albana Passito che ho assaggiato una 20ina di anni fa, capace di scrivere la storia dei vini muffati italiani (proximamente su questi schermi). Avrete intuito che oggi siamo a Marzeno, nel ravennate, dove nasce il sangio citato nel title: alla vista è rubino intenso a tinte scure, mentre al naso è ciliegia sotto spirito, con un touch di rabarbaro e note boisé sullo sfondo. Ma è in bocca, che il Torre di Ceparano esprime tutto il suo potenziale: è fruttato e mooolto succoso, per una pienezza di sorso piacevolmente tannico, dotato di persistenza lunghissima, con il consueto, impeccabile, finale amaricante tipico della DOC. Non c’è molto altro da aggiungere, quando un vino come questo Sangiovese Superiore Riserva 2015 griffato Fattoria Zerbina [scoprila qui], convince in tutti i parametri gusto~olfattivi ed invoglia al 2° sorso, al 3° sorso, al 4° sorso, ops😱… bottiglia vuota!🤪
Post Scriptum: nell’ebbrezza, mi ero dimenticato di dire che questo Torre di Ceparano è un CAPOLAVORO di alto livello, che stramerita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tanto di cappello🎩 (chapeau!) per Maria Cristina Geminiani, che lo realizza.

etichetta 9,75 | colore 9,56 | profumo 9,37 | densità 9,52 | persistenza 9,41 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 115,16

mi ha emozionato perché è fruttosamente succosissimo e aromaticamente persistentissimo [Rimatore Seriale😁]

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Di MaTeLiCa CaMBRuGiaNo RiSeRVa 2016

Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁.
Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,48

mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo 2015 PoDeRe Le CiNCioLe

Una bottiglia dimenticata in cantina, ritrovata per caso e subito stappata, con il dubbio che fosse ancora in perfetto stato organolettico, a distanza di ben 8 anni dalla vendemmia: è l’assaggio di oggi, emozionante e sorprendente. Siamo a Panzano in Chianti, nel cuore della Toscana, immersi in quei deliziosi vigneti che danno vita ad un Chianti Classico che più classico non si può. Il vino, di un bel rubino sgargiante alla vista (dopo 8 anni?!), scende nel calice emanando profumi di bosco, frutti neri ma anche funghi e terriccio. Attacco in bocca aggressive, con un tannino astringente e fragrante che è il punto di forza di questo rosso toscano mooolto tipico. Gli anni non si sentono: sembra di essere davanti ad un Chianti fin troppo giovane e ruspante, che avrebbe bisogno di qualche ulteriore anno di riposo in bottiglia😳 per esprimere tutte le potenzialità del sorso😱. Forse il duo enologico Paolo Salvi~Luca Orsini ha trovato la ricetta dell’elisir di lunga vita😁. O forse è merito delle “coccole” ricevute dagli acini in vigna, elargite generosamente da Ruggero Mazzilli, l’agronomo de Le Cinciole [scopri qui la cantina]. Fatto sta che questo Chianti Classico DOCG 2019 si accaparra, in scioltezza, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 relative alla fascia CAPOLAVORO. Un vino da applausi👏 👏 👏!

Post Scriptum: da segnalare l’etichetta perfetta, grazie alla dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato dai viticoltori” in regime BIO certificato. Podere Le Cinciole è una cantina “vignaiola indipendente”😁 aderente alla FIVI.

etichetta 10 | colore 9,73 | profumo 8,47 | densità 9,08 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 9,44 | ribevibilità 9,07 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,50

mi ha emozionato perché è genuinamente tannico e gustoso

Pubblicato in: bollicine bianco

CoL DeL FoRNo 2020 Di aNDReoLa, iL PRoSeCCo “eRoiCo”

Senza inutili panegirici, basta la parola – Andreola – cliccando la quale ne esce fuori un sito esaustivo sulla (bella) storia della viticoltura eroica della family Pola e dell’Azienda, ormai quasi 40enne, sita sui colli della DOCG Valdobbiadene, a Farra di Soligo, nel trevigiano. Bene, benissimo, ma poi alla fine conta il risultato, che non è detto sia automaticamente eccellente solo perchè i Pola ci mettono passione, sacrificio, ricerca, competenza. Talvolta, ci possono essere fattori esterni che “remano contro”, imprevisti inclusi. Scopriamo allora, senza sapere un fico secco di quanto sopra (è mia abitudine documentarmi sul produttore solo DOPO l’assaggio, giusto per non influenzare il giudizio emozionale sul vino) qual è il profilo gusto~olfattivo del Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore Brut Rive di Refrontolo Col del Forno 2020: all’olfatto, profumi di cedro, mela renetta e agrumi, con un pouffe di mandorla sul finale; al palato, coerenza fruttata millimetrica con l’olfatto, con l’aggiunta di una bollicina e di una cremosità di beva letteralmente stratosferica. Sarò sincero: o Nazzareno Pola (in vigna) e Mirco Balliana (in cantina) sono stati baciati dalla fortuna, grazie ad un’annata particolarmente felice, oppure sono dei maghi e, propendendo per quest’ultima ipotesi, non posso esimermi dal rivolgere loro una standing ovation di chapeau🎩🎩🎩. CAPOLAVORO con la C cubitale e quindi, 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 strabordanti!
Post Scriptum: sarò nuovamente sincero, un minimo di pregiudizio in negativo ce l’avevo, dato che Col del Forno aveva in bella vista, sulla bottiglia, l’adesivo dei 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero Rosso (che non sempre ci azzecca, ma stavolta…🎩chapeau anche alla Guida😁)

etichetta 9 | colore 9,48 | profumo 9,39 | densità 9,41 | persistenza 9,12 | tipicità 10 | struttura 8,89 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,23 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 114,52

mi ha emozionato perché è stratosfericamente cremoso e gustosissimo

Pubblicato in: vino bianco

La MoRBiDeZZa DeLLa MaLVaSia Bio🌱SoRRiSo Di CieLo 2020

Oggi vi porto a Vigolzone, nel piacentino, dove la cantina La Tosa realizza un bianco a base di Malvasia di Candia, più volte premiato dai 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso e dalle 4 viti AIS Vitæ: Sorriso di Cielo. La versione 2020 si presenta di un bel giallo carico con scintillanti nuance dorate; nel calice appare di buona viscosità – a presagire ricchezza e succosità di frutto – e bei profumi di pesca stramatura, ananas e susina Claudia (ognuno ha il suo naso: in controetichetta si riportano profumi di fresia, tè al bergamotto, frutti tropicali🤔).Attacco in bocca morbido, suadente, rotondo, a tratti abboccato; poi il sorso diventa polposo, fruttato e sopratutto dotato di una piacevolezza strepitosa, dalla quale condiscende una persistenza aromatica di bella intensità e lunghezza. Stefano Pizzamiglio, nella duplice veste di agronomo ed enologo – oltreché comproprietario, con il fratello Ferruccio, de La Tosa [scoprila qui] – riesce a realizzare un vino bianco “instant classic”, che quindi punta dritto ai piani alti della fascia CAPOLAVORO. Dirò di più: a tratti, sembra avere potenzialità evolutive che… quasi quasi, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 sembrano addirittura “attillate” per questa piacevolissima Malvasia Colli Piacentini DOC Sorriso di Cielo 2020 griffata La Tosa [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo].
Post Scriptum: controetichetta dalla ricchezza d’informazioni davvero esagerata! Touch narrativo~poetico a parte – vedi l’incipit con citazione di Platone – è da standing ovation👏👏👏 l’accuratissima descrizione relativa alle fasi di produzione e imbottigliamento dell’etichetta, perlopiù riportante anche il numero (❗️) della bottiglia stessa. Chapeau🎩 obligé.
Post Scriptum bis: come se non bastasse, ci tengo a sottolineare che questo strepitoso vino è certificato BIO🌱 e proviene da un’Azienda aderente alla FIVI, la Federazione dei Vignaioli Indipendenti. Chapeau🎩 2ème!

etichetta 8,50 | colore 9,82 | profumo 9,54 | densità 9,38 | persistenza 9,62 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,73

mi ha emozionato perché è fascinosamente morbida, fruttata e polposa

Pubblicato in: vino rosa

iL CHiaReTTo Di BaRDoLiNo è SeMPRe Più BuoNo😋!

Oggi siamo in quel di Cà Nova, a Calmasino di Bardolino, nel veronese lato gardesano, dove sorge Villabella [scoprila qui], grande realtà vitivinicola della zona. E quando parliamo del Garda, automaticamente si parla di vino rosa – leggi: Chiaretto – che s’impone nella tipologia, a livello planetario🌐, come un’eccellenza assoluta. Scopriamolo insieme: alla vista, rosa chicco scarico, tenue; al naso, fragoline di bosco🍓 e un pouffe di cannella e pepe rosa. Ma è in bocca, che questo Chiaretto di Bardolino DOC Classico 2020 targato Villabella, dá il meglio di sé: freschezza, mineralità, ma anche una fruttatissima e sorprendente succosità di beva, perfettamente supportata da una persistenza aromatica di notevole spessore ed eleganza, con un retrogusto delicato ma coerente a chiudere la gustativa. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 agguantate “sul filo del rasoio”, ma ampiamente meritate da questo Chiaretto CAPOLAVORO realizzato “enologicamente” dal duo Tiziano Delibori/Edoardo Lessio per Villabella. Applausi 👏 👏 👏!

etichetta 7 | colore 8,59 | profumo 9,26 | densità 8,14 | persistenza 9,17 | tipicità 9,06 | struttura 8,55 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 108,06

mi ha emozionato perché è freschissimo e fruttato

Pubblicato in: vino rosso

ViGNa PeDaLe 2016: NuoVa aNNaTa, NuoVo aSSaGGio

Riassaggio del Castel del Monte Riserva DOCG griffato Torrevento [scopri qui le cantine], 2 anni dopo averlo “scoperto” su questi schermi. L’annata del secolo, la duemila16, m’incuriosisce e mi porta a scommettere su un upgrade emozionale a favore dell’assaggio odierno: vediamo se sarà davvero così. Alla vista, rosso rubino scuro e impenetrabile; al naso, more, fragole, mirtilli e rabarbaro. Ma è al palato che esce fuori l’anima di questo rosso pugliese: sorso materico ma di inusitata morbidezza, di grande rotondità, con un tannino impercettibile ma presente in sottofondo, a sorreggere la struttura di questo Vigna Pedale 2016 CAPOLAVORO bis. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 per una riconferma, ad alto livello, di questo Castel del Monte Riserva DOCG by Torrevento. Fa il vino Leonardo Palumbo, supportato in vigna da Leonardo Tarricone. Bravi👏👏👏!

etichetta 7 | colore 9,48 | profumo 8,97 | densità 9,46 | persistenza 9,12 | tipicità 9,32 | struttura 9,15 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,71 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 110,38

mi ha emozionato perché è suadente, di grande morbidezza e rotondità

Pubblicato in: vino rosso

Sa Di CiLieGia🍒 e SPeZie: è iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 FiRMaTo BiNDeLLa

È proprio così: il proprietario della Tenuta Vallocaia [scoprila qui], Rudi Bindella, appone la propria firma sulla controetichetta di questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018, realizzato dal duo agronomico~enologico Giovanni Capuano~Andrea Scaccini. È un Nobile di nome e di fatto, perchè al palato si presenta con un piglio aristocratico tutto suo: la struttura è importante eppure non colpisce al 1° sorso; idem dicasi per la persistenza, che sembra giocare a nascondino. Eppure, sorso dopo sorso, esce fuori la vera anima di questa deliziosa – e talvolta sottovalutata – DOCG toscana: la classe e l’eleganza innata, in un vino che evolve e tende a migliorare, mano a mano che riempiamo nuovamente il calice. Non capita spesso che un vino riesca ad ammaliarti solo quando la bottiglia è ormai vuota, ma quando capita – come in questo caso – capisci di trovarti dinanzi ad un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che non ti aspetti. Peccato sia finito😭!

etichetta 8 | colore 9,17 | profumo 9,19 | densità 9,28 | persistenza 9,11 | tipicità 9,22 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,72 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,09

mi ha emozionato perché è semplicemente elegante e fascinoso

Pubblicato in: vino rosso

DaLLa SiCiLia, uN FaRo RoSSo DoC LuMiNoSiSSiMo…

… di un bel color mattone sgargiante (stiamo parlando dell’annata 2015), che impatta al naso con profumi di frutti neri e caffè, per poi sorprendere il palato con una finezza gustativa di grande tipicità. A tratti, questo Faro DOC griffato Le Casematte [scopri qui la cantina], mi ha ricordato i rossi valtellinesi e piemontesi, sia per l’elegante finezza di sorso, che per la leggerezza eterea della trama tannica. Eppure Carlo Ferrini – sì, proprio lui, nella doppia veste di agronomo ed enologo – riesce con un blend di nerello mascalese + nerello cappuccio + nero d’Avola + nocera (quindi, vitigni siciliani) a tirar fuori un CAPOLAVORO in rosso, che non ha nulla da invidiare all’eleganza dei “classici” valtellinesi/piemontesi. Sarà merito del mare e delle sue brezze, che lambiscono le viti ubicate in altura nell’estremo Nord-Est della Sicilia, donando al vino una fresca sapidità unica? Sarà che Andrea Barzagli (sì, proprio lui, l’ex difensore bianconero e azzurro) comproprietario de Le Casematte insieme a Gianfranco Sabbatino, abbia chiesto a Ferrini di creare dei vini miracolosi? Sarà quel che sarà, ma questo Faro 2015 vola davvero a quota alta, con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti. Strameritandosi applausi 👏 👏 👏 scroscianti!

etichetta 7 | colore 9,01 | profumo 8,97 | densità 8,72 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,61 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,09

mi ha emozionato perché è un rosso elegante, di grande finezza

Pubblicato in: vino dolce

oLTRe CeNTo 2017 RiSeRVa: “iL” MaRSaLa SuPeRioRe DoLCe

Dici Marsala e pensi immediatamente alla fascinosa città siciliana, nel trapanese, resa famosa anche dall’omonimo vino, nelle varie versioni di vinificazione. Oggi in assaggio il Marsala Superiore DOC dolce Oltre Cento, targato Florio [scopri qui le cantine]: un nome, una garanzia. La storica cantina siciliana – oggi di proprietà dell’holding Illva Saronno – è seguita, in vigna, da Francesco Pizzo e, in cantina, da Tommaso Maggio. Un duo che sa il fatto suo (Rimatore Seriale in azione😁), dato che ci regala un nettare di color oro ambrato, profumato di datteri e uva passa – con un pouffe di tabacco e spezie sullo sfondo – e un attacco in bocca spettacolare, per eleganza e ricchezza di frutto. La dolcezza di questo Marsala è notevole ma mai stucchevole, bilanciata magistralmente da una vena sapida che rende il sorso persistente e invogliante la riBeva, grazie ad un finale “educato” e lunghissimo (idem, per il retrogusto). Tirando le somme, siamo davanti al classico CAPOLAVORO che sa regalare un puppurrì di emozioni uniche: sia perchè è un raro esempio di vino dolce che non smetteremmo mai di bere, sia perchè la bottiglia da 50cl viene via a meno di 15€ (però ha il gravissimo difetto di durare “un amen”😁). Perfect match: cheese-cake guarnito con cioccolato fondente (abbinamento paradisiaco🥰!). 4 coppe🏆🏆🏆🏆 golosissime😛…

etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,44 | densità 10 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 9,64 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85
PUNTEGGIO TOTALE 113,92

mi ha emozionato perché è un nettare dalla dolcezza garbata ed elegante

Pubblicato in: vino rosso

PiCCoLa DoC + MiCRo aZieNDa aGRiCoLa = MoNTeCaRLo RoSSo 2020 PoDeRe SGReToLi

Oggi scopriamo una DOC toscana “minore” rispetto ai grandi numeri di Chianti, Bolgheri, Brunello, etc.: siamo in lucchesìa, nel borgo medievale di Montecarlo, ove sui suoi colli intravediamo qualche ettaro di vigneto di proprietà del Podere Sgretoli, con le cui uve vengono prodotte qualche migliaio di bottiglie di Rosso e di Bianco. Il Montecarlo Rosso DOC 2020 in assaggio oggi, si presenta di un bel colore rubino scuro accattivante, con profumi di ciliegie🍒 e more di rovo stramature, al naso. Al palato si presenta polposo, materico (non filtrato?), ma soprattutto dotato di una gustositá e di una piacevolezza di beva, che non ti aspetteresti mai da una bottiglia che viene via a meno di 10€. A tratti, mi ha ricordato alcuni rossi ilcinesi, anziché poliziani, rispetto ai quali – forse – ha da invidiare soltanto una maggior eleganza di beva e un tannino più “educato”. Ma Riccardo Nacchi, che fa il vino per Podere Sgretoli [scoprilo qui], riesce nell’impresa di fare un piccolo grande CAPOLAVORO a tinte rustico~genuine (non a caso la cantina fa parte del gruppo FIVI/Vignaioli Indipendenti) e ad agguantare, di precisione, le meritate 4 coppe 🏆🏆🏆🏆.

etichetta 9,75 | colore 9,11 | profumo 8,50 | densità 9,20 | persistenza 8,32 | tipicità 8,61 | struttura 8,31 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 108,18

mi ha emozionato perché è materico, polposo e gustoso

Pubblicato in: bollicine bianco

iL ToRBiDo PRoSeCCo CoL FoNDo aDRiaNo aDaMi

Che magari pensi sia un difetto, perchè appena versi il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Col Fondo Brut Nature (sboccatura 2022), ti ritrovi il calice colmo di un liquido giallo scarico, decisamente torbido e con venature grigiastre (😲). Prima di pensare di essere davanti ad un vino ormai andato, conviene però avvicinare il naso al “liquido”, scoprendo tenui profumi di scorza di arancio🍊, lime, cedro e un pouffe di mela. Per poi “rischiare” il sorso e scoprire di essere davanti a un Prosecco che ti ammalia fin da subito: freschezza agrumata e frutta bianca al 1° contatto palatale; poi esce fuori la forza buona di un vino polposo, fruttatissimo, di bella struttura e, sopratutto, dotato di un’aromaticità di beva che si apre a ventaglio sulle papille linguali, abbinata ad un retrogusto di eleganza stratosferica! Obbligatorio rovesciare la bottiglia prima di stappare, obbligatorio applaudire 👏 👏 👏 ripetutamente la family Adami (proprietari e “autori” della conduzione agronomica/enologica della cantina [scoprila qui] di Colbertaldo-TV) per questo CAPOLAVORO inatteso e dal prezzo “quasi regalato”. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 strameritate e pronte ad essere riempite da questo miracolo della natura (e degli Adami…😜).
Post Scriptum: una bollicina che oggi, 8 Marzo💜, voglio dedicare a tutte – ma proprio tutte – le donne nel mondo💙💛 .

etichetta 9 | colore 7,39 | profumo 8,56 | densità 10 | persistenza 9,11 | tipicità 10 | struttura 8,47 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 112,83

mi ha emozionato perché è polposo, fruttatissimo e fragrante

Pubblicato in: vino rosso

SaRTiaNo 2017, uN RoSSo uMBRo DeCiSaMeNTe SuCCoSo…

…e masticabile: merito di una vinificazione attenta e ricercata. Anche perchè si evince facilmente di essere davanti ad un vino non filtrato – sedimenti docet – e proprio per questo, di grande pienezza di sorso. Ma partiamo dall’inizio dell’assaggio odierno, con un vino che si presenta di un bel rubino scuro alla vista e dai profumi accattivanti di amarena, prugne cotte e spezie, all’olfatto. In bocca sorprende per vinosità e bella struttura, con una beva – passatemi il termine – ciliegiata🍒, senza dimenticare il buon grip donato da
tannini dolci e da un’astringenza tutto sommato piacevole, all’insegna di un vino fruttato, rustico, succoso. Direi che la Casa Vinicola Bigi – più famosa per il suo bianco Orvieto Classico, che non per il rosso – cantina umbra della galassia G.I.V. Gruppo Italiano Vini, con questo Umbria IGT Sartiano 2017 CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆, ha saputo realizzare un blend sangio+merlot invitante alla beva e dal rapporto emozioni/prezzo elevatissimo. Chapeau🎩 obbligato all’agronomo Giorgio Aversa e all’enologo Paolo Nardo, per il risultato finale, davvero centrato🎯. [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 7 | colore 9,11 | profumo 9,29 | densità 9,77 | persistenza 9,19 | tipicità 9,08 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,08 | ribevibilità 8,96 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 108,03

mi ha emozionato perché è succosamente ciliegioso e rusticamente gustoso

Pubblicato in: vino rosso

iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 Bio🍃 Di SaLCHeTo

Oggi assaggiamo una DOCG tipica della Toscana o meglio, del comprensorio senese, con una bottiglia proveniente da uno dei borghi più belli d’Italia, Montepulciano. Ovvio che stia parlando del Vino Nobile, realizzato con uve🍇 prugnolo gentile, che poi altro non sono che la versione poliziana del classico sangiovese grosso di Toscana. Scopriamolo insieme: colore rosso rubino intenso, profumi di ciliegie🍒 stramature e prugne, attacco in bocca piacevole e fragrante. La beva è di medio corpo, con aromi di frutti rossi e un pouffe di pepe sullo sfondo. Struttura vinosa quindi più beverina che materica, anche se fa capolino un timido tannino, per poi chiudere il sorso con una bella sapidità e soprattutto un retrogusto pulito ma intenso. Tanto di cappello a Michele Manelli che in pratica “è” Salcheto [scoprilo qui], data la triplice veste rivestita in Azienda come proprietario, enologo e agronomo. Chapeau🎩 anche per questo suo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018 CAPOLAVORO, certificato biologico e invogliante la riBeva😋. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: voto alto alle voci etichetta – esemplare – e prezzo, davvero onesto in assoluto, oltre che in rapporto ai tanti spunti emozionali.

etichetta 8,50 | colore 9,28 | profumo 8,82 | densità 8,63 | persistenza 8,82 | tipicità 9,23 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 109,32

mi ha emozionato perché è peperino al palato e dannatamente beverino

Pubblicato in: bollicine dolce

BRiNDiSi🥂Di SaN💗VaLeNTiNo CoN iL MoSCaTo D’aSTi La CauDRiNa 2022: uN’aLTRa GeMMa💎 ViNiCoLa…

…targata Romano Dogliotti, per l’Azienda agricola omonima [scoprila qui] di questo cru. La differenza sostanziale con “il fratellastro” La Galeisa [assaggiato qui] sta sia nel grado zuccherino che distingue i 2 cru – più garbato ed educato in questo La Caudrina – sia nella forma espressiva dell’effervescenza, qui un po’ sopra le righe, ma comunque ugualmente capace di emozionare alla grande. Perchè La Caudrina 2022 ha una succosità fruttata di livello straordinario, con l’aggiunta di una riBevibilità strepitosa, grazie a quella vena sapida in sottofondo, che rende quest’etichetta un CAPOLAVORO di assoluta eccellenza. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 in scioltezza e, se esistesse “la mezza coppa”, questo Moscato d’Asti DOCG realizzato da Sergio e Alessandro Dogliotti, se la meriterebbe ampiamente. Ancora una volta… Dogliotti supershow!

etichetta 8 | colore 9,22 | profumo 10 | densità 9,14 | persistenza 9,42 | tipicità 10 | struttura 9,09 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,39 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 114,26

mi ha emozionato perché ha una succosità di frutto fuori dall’ordinario

Pubblicato in: vino rosso

Da RoCCaPeSTa, iL MoReLLiNo Di SCaNSaNo 2020…

… che sa di archètipo della DOCG: di color rubino intenso ma sgargiante, dai profumi floreali~fruttati di violetta e ciliegia🍒, con un touch di spezie e liquirizia, è al palato che convince. Perchè Andrea Manetti – in vigna – e Giuseppe Gorelli – in cantina – hanno saputo tirar fuori l’anima di questo rosso tipico della Maremma grossetana, senza esasperare quella spigolosità tipica del vitigno d’origine, ma ricercando un bell’equilibrio gustativo, in perfetta sintesi tra tannicità e morbidezza. Ne esce fuori un Morellino di Scansano DOCG 2020 CAPOLAVORO “equilibrista”, cioè senza particolari punti di forza, ma assolutamente privo di difetti (e vi pare poco?): questo vino di Roccapesta [scoprila qui] é rotondo ma sapido, corposo ma beverino, intenso ma scorrevole. Una duplicità di aspetti, che rende il sorso dannatamente succoso e invitante, con l’aggiunta di una persistenza aromatica invitante e un retrogusto lungo e coerente. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in scioltezza, per un Morellino di Scansano “instant classic“[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo].
Post Scriptum: a 2 anni di distanza dall’assaggio del Morellino Ribeo [clicca qui], sempre griffato Roccapesta, ho riscontrato un bel balzo qualitativo nell’etichetta odierna, soprattutto in termini di ricchezza di beva, oltreché per un equilibrio impeccabile.

etichetta 8 | colore 9,13 | profumo 9,07 | densità 9,38 | persistenza 9,11 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 8,98 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,55 | piacevolezza globale 9,20
PUNTEGGIO TOTALE 110,06

mi ha emozionato perché ti colpisce al cuore immediatamente, fin dal 1° sorso

Pubblicato in: vino rosa

DaLLa BaSiLiCaTa, uN RoSaTo a BaSe Di aGLiaNiCo…

…che sorprende occhi, naso, bocca! Ma andiamo per ordine: oggi in assaggio un rosato della linea Re Manfredi realizzato da Terre degli Svevi, una delle Cantine G.I.V. (Gruppo Italiano Vini) più interessanti, nel panorama vinicolo del Sud. Lo verso nel calice che si tinge di un bellissimo rosa corallo, mentre al naso arrivano profumi di fragoline di bosco e lime, ma è in bocca che questo rosato lucano colpisce al cuore😍: la struttura sorprende per la ricchezza di frutto in perfetto equilibrio con una scia salina che regala freschezza al sorso; persistenza aromatica sopra le attese per la tipologia, con una gustosissima speziatura nel finale di beva (e pure nel retrogusto!). Ancora una volta, i 2 enologi Autino & Longo, riescono a regalare emozioni intense (e inattese, per un vino a base di aglianico vinificato in rosa) che rendono questo Basilicata IGT Re Manfredi Rosato 2021 griffato Terre degli Svevi, un delizioso CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 dal triplice rapporto ribevibilità/piacevolezza/prezzo al TOP🔝. Bravi, davvero! [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 6 | colore 9,18 | profumo 9,28 | densità 8,17 | persistenza 9,09 | tipicità 9,14 | struttura 9,01 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,26 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,02

mi ha emozionato perché è un rosato strutturato, speziato, fruttato [e firmato: Rimatore Seriale😜]

Pubblicato in: bollicine bianco

uN FRaNCiaCoRTa eXTRa BRuT PeR La PRiMa VoLTa SuL BLoG!

Anno nuovo, sistema valutativo nuovo, denominazioni nuove: dopo “la prima volta di un Amarone”😁, debutta su questi schermi il Franciacorta DOCG, realizzato da una cantina-simbolo della spumantistica made in Italy, che non ha certo bisogno di presentazioni: Berlucchi [scoprila qui]. La cantina lombarda con sede a Borgonato, nel bresciano, è di proprietà della family Ziliani: era il 1961, quando il leggendario Franco Ziliani convinse il Conte Guido Berlucchi, con un’intuizione felice, a sperimentare quello che sarà poi divenuto negli anni, lo Champagne di casa nostra. E non è quindi un caso se l’assaggio franciacortino di oggi riporta in etichetta il logo ’61, ad evocare un Franciacorta DOCG Extra Brut indimenticabile. Sarà davvero così? Come ben sapete, non amo gli Champagne d’oltremanica, a causa di una sopravvalutazione planetaria di tale tipologia. Detto questo, appena ho stappato lo spumante in assaggio oggi, sono rimasto piacevolmente colpito sia dal profumo fragrante di agrumi e frutta a polpa bianca, che da una bollicina finissima e mai sopra le righe, appena versato nel flūte. Attacco in bocca di rara eleganza, con una pulizia di beva da “champion of the world“, struttura e persistenza nella media, ma con un finale lunghissimo e un retrogusto coerente. Chapeau, direbbero i francesi, magari con malcelata invidia nei confronti di un Franciacorta CAPOLAVORO 🏆🏆🏆🏆griffato Berlucchi che non ha alcun timore reverenziale nei confronti dello Champagne. E perlopiù, lo si porta a casa con un 20ino. Tanto di cappello 🎩 a Franco Ziliani, che da lassù🌠 “ci legge”, e al duo enologico Ferdinando dell’Aquila/Arturo Ziliani, che hanno realizzato questo Extra Brut ’61 fresco fresco di sboccatura, datata 2022.

etichetta 7 | colore 9,22 | profumo 9,53 | densità 9,24 | persistenza 8,93 | tipicità 9,42 | struttura 8,86 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,74 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 111,94

mi ha emozionato perché ha una fragranza di frutto e un’eleganza di beva davvero uniche

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo Di MoNTeVeRTiNe Su eMoTioNaL WiNeS?!

Com’è possibile? Vi chiederete. Montevertine + Sergio Manetti = Le Pergole Torte ovvero uno dei vini appartenenti al gotha dei “supertuscan” più iconici e famosi a livello planetario (insieme a Sassicaia, Masseto e pochi altri). Vini dai prezzi stellari, totalmente decorrelati dal loro valore emozionale e, soprattutto, dal loro valore reale ovvero dai costi all’origine di produzione, ma tant’è. La domanda, allora, sorge spontanea: che ci azzecca la storica azienda di Radda in Chianti, oggi saldamente nelle mani di Martino Manetti (figlio del fondatore Sergio, scomparso oltre 20 anni fa) con i vini sotto i 21€ raccontati da questo blog? Beh, ci azzecca che, nelle occasioni speciali servono vini unici, magari un filo più costosi della norma (max 42€, le vecchie 80mila lire), ma portatori sani di emozioni indescrivibili. È il caso del vino in assaggio oggi, il Pian del Ciampolo IGT 2020 griffato Montevertine [clicca qui]. Si tratta di un supertuscan a base del solito Sangiovese, qui in “quasi” purezza, visto che l’enologo Paolo Salvi – con il supporto dell’agronomo Ruggero Mazzilli – ci aggiunge una piccolissima percentuale di colorino e canaiolo. Ne esce fuori un vino dal colore rubino splendente, profumi di more e fragoline🍓 al naso e un attacco in bocca acidulo~sapido che rimanda la mente indietro nel tempo, ai ricordi dei bei Chianti veraci del “contadino”. Poi però le papille linguali rimangono ipnotizzate dalla fragrante e autentica vinosità di un rosso toscano uguale a nessuno. Perchè la struttura è sfuggente, più agile/dinamica, che corposa. Eppure la persistenza aromatica, dominata da spezie dolci in simbiosi con note minerali~erbacee, è strabordante. E il retrogusto è qualcosa che non si può spiegare: va soltanto provato, perchè questo Pian del Ciampolo 2020 IGT di Montevertine è un CAPOLAVORO dotato di una personalità unica. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 strameritate, sfiorando la fascia maxima (mancata) a causa dei 4 aspetti colore/densità/struttura/prezzo: ottimi, ma non al TOP.
Un difetto evidente di questa etichetta è però dato dall’elevato rischio di dipendenza: potrebbe infatti capitarvi che dopo la prima bottiglia, ne stappiate un’altra eppoi un’altra ancora, ad libitum😱🤪.
Post Scriptum: assaggiato in un’osteria-gioiello nel centro di Pistoia, La Bottegaia [scoprila qui], che io definirei EnoOsteria, perchè ha una selezione di vini “da urlo”, per qualità, quantità e prezzi.

etichetta 8 | colore 9 | profumo 10 | densità 8,46 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,61 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,52

mi ha emozionato perchè è facile perdersi nella sua freschezza ammaliante…