…negli anni: l’annata in mio possesso – in assaggio oggi – è la 2020, premiata con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 da Bibenda. Ma le annate precedenti e quelle successive, hanno raccolto pure le 4 viti di AIS~Vitæ, il voto maximo di 99/100esimi da Luca Maroni e altri premi “a giro per il mondo🌍”. Manca solo la voce de “il Giudizio Universale”😉 (by Emotional Wines!) al palmares di questo vino realizzato dalla cantina laziale Poggio Le Volpi [scoprila qui].
Bottiglia esteticamente STRA-TO-SFE-RI-CA (❗️): di dimensioni e peso superiori alla media (sembra più una bottiglia da 1 litro, che da 0,75), con un’etichetta bellissima, elegantissima, realizzata in modalità state-of-the-art. Tutta questa “bellezza del vestito” mi preoccupa sul contenuto: spesso, se non sempre, l’abito non fa il monaco… fatte salve le cd. eccezioni e magari sarà il caso del Donnaluce 2020 (chi può dirlo? lo scopriremo solo bevendo😋). Che si presenta di un bel giallo dorato nel calice, con bei profumi di frutta a polpa gialla: in particolare, si percepiscono nuances di albicocca e pesca tabacchiera. In bocca appare denso, morbido, rotondo, elegante. Ecco, ho detto tutto sul carattere di questo “blend di uve malvasia e chardonnay” laziale, che si accaparra con estrema facilità le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è il Bianco Lazio IGP Donnaluce 2020 griffato Poggio Le Volpi. Indubbiamente Felice Mergè, proprietario ed enologo di questa bella realtà dei Castelli Romani – siamo a Monte Porzio Catone – ambisce a realizzare uno dei bianchi più morbido~eleganti del panorama vinicolo nostrano. E secondo il mio umile e modesto parere degustativo, ci riesce alla grande…👏👏👏 (applausi scroscianti)
Post Scriptum: pensando e ripensando a quel fin troppo generoso voto di 99/100 espresso dall’enoMaster Luca Maroni, mi sovviene una critica “costruttiva” per il Donnaluce. Pur essendo dinanzi ad una bottiglia di alto livello gustativo, se soltanto Felice Mergè riuscisse ad aggiungere profondità e tridimensionalità al sorso – con un touch di maggior sapidità e mineralità, le note deboli di questo vino – farebbe volare ancora più alto il Donnaluce, che entrerebbe meritatamente nel gotha degli “specials“: quei vini memorabili/ineguagliabili, uguali a nessuno.
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,36 | densità 10 | persistenza 9,30 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,09

mi ha emozionato perché è denso, morbido, rotondo ed elegante

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