Pubblicato in: vino rosso

uN CaBeRNeT iNToRPiDiTo CHe aMa SVeGLiaRSi PiaNo🎹 PiaNo

Non capita spesso, di trovarsi davanti a bottiglie che modificano in modo importante l’impatto organolettico, in funzione del tempo che passa dopo averle stappate. Intendiamoci: che un vino abbia bisogno di un tempo tecnico “per aprirsi” é cosa nota. E spesso, basta un’oretta, o qualcosa in più per i vini Riserva, per poterli tranquillamente gustare al loro massimo potenziale espressivo. Talvolta, si puó pure esagerare ed aprire un vino 5 o 6 ore prima di berlo; ma arrivare a 48 ore, prima di “carpire l’anima” di un vino, é cosa davvero rara. É successo con l’assaggio di oggi, un Cabernet Sauvignon in purezza, proveniente dalla zona di Bolgheri, realizzato dalla cantina Campo alle Comete. Bella ed essenziale l’etichetta : : colore rosso rubino profondo : : naso rarefatto di prugna e more di rovo : : attacco in bocca esemplare, quasi timido di prim’acchito, ma poi sontuoso ed emozionante nell’aprirsi a ventaglio, regalando alle papille linguali una beva elegante, morbida e decisamente intensa, come raramente capita in un vino non Riserva. Certo, l’annata é la “magica duemila16″😍 e questo sicuramente ha aiutato struttura e persistenza, non slegate da un retrogusto ciliegioso🍒 da maximo voto. Il 1° e il 2° giorno peró, tutte queste emozioni intense di un vino CAPOLAVORO🏆, non erano percepibili😳. Se dovessi dare una spiegazione dell’accaduto, ipotizzerei un’ ipersensibilitá a temperatura di sevizio e ossigenazione: nei primi 2 giorni, l’ho testato prima a 15° (siamo in estate e in genere i rossi beneficiano di qualche grado in meno dei canonici 18°~20°) e poi a 20,5° e non mi convinceva. Il 3° giorno, a 18° micrometricamente controllati🌡, è uscita fuori l’anima di questo Cabernet Sauvignon Toscana IGT 2016 Campo alle Comete. E che anima!🍷
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se nell’algoritmo qualitativo esistesse il parametro “sito web” – cioè una valutazione inerente al sito del produttore – il voto sarebbe sicuramente 10, perchè… cliccate qui e capirete!

etichetta 9,03 | colore 8,94 | profumo 7,53 | densità 8,41 | persistenza 9,05 | tipicità 8,19 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,89 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,14

Pubblicato in: vino rosa

BeLGuaRDo RoSé 2020: uN ViNo RiGeNeRaNTe

Metti una sera a cena… in quel di Firenze, in un’osteria di proprietà della Famiglia Mazzei, a 2 passi dal Ponte Vecchio. L’osteria porta lo stesso nome della Tenuta in Maremma dalla quale proviene il rosato, che a sua volta porta lo stesso nome (😳): Belguardo. Si tratta di un vino di colore rosa cipria davvero tenue, dai lievi profumi di fragoline di bosco, ma dotato di una mineralitá e di una freschezza di beva che oserei definire rigenerante, come da title😁. Il Belguardo Rosé 2020 Toscana IGT é un blend 50&50 di uve syrah & sangiovese, che porta l’asticella dei rosati made in Tuscany ad un livello molto alto, un vino tanto STRABUONO💘 quanto raro per tipologia e provenienza. La Toscana, si sa, é terra di rossi stratosferici ed emozionanti – e lo sanno bene pure i Mazzei, alfieri e pionieri del Chianti fin dal 1435 – mentre con i rosati (e ancor di più con i bianchi) non é che vada proprio a nozze: il Belguardo rosé, quindi, è la classica eccezione. Se n’è accorto anche l’eccelso rollé di coniglio in porchetta – ben eseguito dallo chef dell’Osteria Belguardo – che ha mooolto gradito l’abbinamento😋. [bevuto da OSTERIA BELGUARDOleggi qui la SCHEDA TECNICA]

etichetta 8,36 | colore 7,74 | profumo 8,08 | densità 6,64 | persistenza 8,43 | tipicità 9,60 | struttura 8,36 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 8,45 | ribevibilità 10 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,05

PUNTEGGIO TOTALE 103,78

Pubblicato in: vino rosso

BoMBa💣 a MaNo NeL CHiaNTi CLaSSiCo

Sfiora i 15° il Chianti Classico 2018 griffato Castello di Radda – proprietá Gussalli Beretta (sì, quelli delle armi🔫 ) – ecco il perché di un title così impattante🙀 e coerente con la proprietá😁. Passo a raccontarvi l’assaggio di questo vino toscano, partendo dal naso, colpito da effluvi di frutti rossi, amarena, mirtillo selvatico, viola mammola. Ma é in bocca che esce fuori la potenza💪 deflagrante di questo Chianti Classico DOCG d’annata: succoso, materico, fruttato e dotato di una concentrazione vinosa al TOP🔝, con una persistenza lunghissima e un retrogusto balsamico, morbido, da grande vino. Non oso immaginare cosa accadrebbe se assaggiassi la Riserva del Castello di Radda😲!
CAPOLAVORO🏆 assoluto della tipologia, con un rapporto emozioni/prezzo a livello stratosferico, perfetto in abbinamento ad una grigliata di carni rosse o alla classica Bistecca, ma con una raccomandazione specifica: bere con moderazione. Altrimenti succede quel che é capitato a me, che ne ho bevuto un bicchiere di troppo: ciucca inenarrabile (hic) 🤩😋😀.
[scopri qui CASTELLO DI RADDA]

Post Scriptum: giuro (spergiuro🤞) che non sapevo del maximo voto – 3 bicchieri 🍷🍷🍷- assegnato dalla guida vini Gambero Rosso a questo Chianti Classico 2018 Castello di Radda. L’ho scoperto soltanto al mio risveglio a tarda serata, cioé 6 ore dopo averlo bevuto: tanto é durata la ciucca…😝

Post Scriptum bis: ringrazio pubblicamente il Sig. Ruggiero – patron di ROVEN Restaurant a Firenze – che mi ha fatto scoprire, anzi trangugiare🤪 , questa bomba💣!

etichetta 8,32 | colore 8,91 | profumo 8,02 | densità 8,87 | persistenza 9,27 | tipicità 9,53 | struttura 9,14 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65

PUNTEGGIO TOTALE 109,42

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {2nd time}

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, secondo dei quali é Sette Vizi: Rosso Toscana IGT annata 2017, a base di uve🍇 sangiovese, merlot, cabernet. Sulla carta, un blend molto interessante, vediamo come si comporta in degustazione: profumi decisamente più attenuati rispetto al 1° vino della Tenuta Il Pozzo, assaggiato in precedenza (leggi qui); attacco in bocca molto balsamico, con una peculiaritá di beva tutta incentrata sui frutti di bosco scuri – mirtillo selvatico e mora in evidenza – che peró non riescono a regalare quelle emozioni intense che mi sarei aspettato da un rosso di questa caratura. Forse l’annata non é delle più felici o forse, più semplicemente, mancano delle nuance, delle sfumature, dei dettagli, che proietterebbero questo Sette Vizi 2017 direttamente in fascia maxima. Invece, dobbiamo accontentarci di essere davanti ad un vino STRABUONO💘, con potenzialitá inespresse e, chissá, magari spazi di miglioramento legati ad una naturale evoluzione col passare degli anni. Lo scopriremo “più avanti” 🤩, con un futuro riassaggio o con la ricerca/scoperta di altre annate. [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,29 | colore 8,82 | profumo 7,98 | densità 8,64 | persistenza 8,65 | tipicità 8,78 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,10 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 8,90 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 104,13

Pubblicato in: vino bianco

CoSTa MaRiNa⛵: iL VeRMeNTiNo CoN iL MaRe DeNTRo

Oggi giretto in Liguria – sui Colli di Luni – in quel di Castelnuovo Magra, ad assaggiare un Vermentino griffato Ottaviano Lambruschi nella versione “Costa Marina⛵”. Nomen omen: effettivamente la salinitá di questo bianco ligure é stratosferica, ma andiamo per ordine. Al naso, pera🍐coscia e lime; idem al palato, con attacco aggressivo che poi si apre a ventaglio sulle papille linguali in un mix elegante di frutta e toni balsamici. Insomma, grande freschezza ma anche eleganza, con una lunghissima persistenza gustativa e un retrogusto di rara morbidezza e pulizia; una beva sempre sostenuta dalla scia sapida che rende questo Colli di Luni DOC Vermentino Costa Marina 2020 un CAPOLAVORO🏆 unico*. [comprato direttamente in cantina]

*unico come il Signor Ottaviano Lambruschi ritratto in foto, il vispo “ragazzotto” fondatore della cantina che porta il suo nome&cognome, ancora in perfetta forma e tuttora artefice dei gioielli vinicoli di questa piccola – ma longeva – realtá ligure.

etichetta 8,90 | colore 8,73 | profumo 8,66 | densità 8,16 | persistenza 9,28 | tipicità 9,43 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,15 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,61

Pubblicato in: vino rosso

QueL ViNo RoSSo CHe aSSoMiGLia aL BRuTTo aNaTRoCCoLo

Secondo me – o meglio, secondo le mia esperienza enologica che segue pedissequamente il mantra “se non bevo, non credo” 🤩 – ci sono tutta una serie di vini rossi che esprimono le loro potenzialitá solo se refrigerati, quasi come se fossero vini bianchi, rosati, bollicine. A dispetto delle regole e delle consuetudini suggerite dalla sommelerie mondiale – verso la quale, sia chiaro, ho il massimo rispetto – che, se trasgredite, possono riservare emozioni inattese. É questo il caso dell’assaggio odierno, un rosso bolghero~veneto😁 denominato Mediterra: la griffe é quella di Poggio al Tesoro, che altro non é se non il feudo toscano del “big” veronese Allegrini, storica cantina veneta famosa per i suoi Valpolicella (proximamente in assaggio). Il Toscana IGT Mediterra 2019 – rosso “blend” a base di uve syrah, cabernet e merlot – si presenta di color rosso rubino non troppo profondo, mentre al naso s’impone con accattivanti note di frutti di bosco stramaturi, con l’aggiunta di prugne e di una nota speziata. Timido il primo approccio palatale, quasi che Mediterra si vergogni a tirar fuori i muscoli 💪 (leggi: struttura). Persistenza e masticabilitá, sotto le attese; retrogusto con una punta di amaro che non disturba la piacevolezza di beva nel suo globale. Anche se… manca qualcosa a livello di dinamicitá, con la beva che appunto risulta piuttosto piatta e incolore. Se non che… “cameriere potrebbe portarmi una glacé?”. Il tipo, sorpreso dalla mia richiesta ma pronto ad accontentarmi, arriva con il secchiello del ghiaccio sulla sinistra e l’occhio👁 incredulo sulla destra😁. Al che, viene subito fulminato dal mio spiegone: “ci sono dei vini rossi che si aprono/si esaltano solo a temperature basse”. E gli sto raccontando il vero: appena rinfrescato, Mediterra sembra aggiungere 2 marce in più a tutti i parametri di beva, che riescono a trasformare un anatroccolo insulso (o quasi) in un cigno divertente, emozionante. E pure l’algoritmo se ne accorge: Mediterra 2019 é un CAPOLAVORO🏆 degno della sua (nobile) terra di appartenenza, Bolgheri. Ma stando scrupolosamente attenti alla sua temperatura🌡 di servizio, che dovrá essere inferiore ai consueti 18° previsti per un rosso di questa tipologia [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: quest’assaggio, scritto “a tavola” senza prima documentarmi tramite la scheda tecnica del vino, CURIOSAMENTE😜 é in linea con il consiglio di “servirlo fresco” indicato proprio sul sito del produttore, Poggio al Tesoro. Che aggiunge anche, di abbinarlo a pesci in guazzetto o al pomodoro. Io – pur ignaro di tali suggerimenti – l’ho casualmente🙄 sperimentato sia con un polpo ubriaco che con una “petroniana” made in Bologna e il risultato é stato… sublime😍 abbinamento, in entrambi i casi!

etichetta 8,84 | colore 8 | profumo 8,37 | densità 7,81 | persistenza 8,64 | tipicità 9,46 | struttura 8,54 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,45 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 106,07

Pubblicato in: bollicine rosso

Le STRaDe DeL LaMBRuSCo SoNo iNFiNiTe

Saró ripetitivo (leggi qui) ma ribadisco che ci sono 1000mila modi di dire Lambrusco – dell’Emilia, Spumante dry, Reggiano, Sorbara, Grasparossa, Salamino, Ancestrale, eccetera eccetera – e i vigneron emiliani si sbizzarriscono nel creare le versioni più beverine o più eleganti. Oppure più genuine, più autentiche, più fedeli all’archetipo originario del lambrusco, cioé con quel touch di rusticità che lo rendono “vero”🤩. Andiamo a scoprire a quale tipologia appartiene il brusco in assaggio oggi, l’Ottocentonero Emilia igt griffato Albinea Canali, un blend di uve Grasparossa, Salamino e Ancellotta. Alla vista, si presenta di un rubino scuro impenetrabile, mentre al naso emana profumi di frutti rossi, con le fragoline di bosco stramature, in evidenza. Attacco in bocca molto garbato, non aggressivo, con una corposità di beva marcata ma senza eccessi, una persistenza media e un retrogusto non secco, ma nemmeno virato verso toni morbidi: in medio stat virtus🤓. Insomma, Ottocentonero è un Lambrusco dell’Emilia IGT schietto e contemporaneamente elegante, che lo classifica facilmente come vino STRABUONO💘, a un nonnulla dalla fascia maxima. Il suo punto di forza💪? Una beva molto equilibrata, mai sopra le righe, a garanzia di una notevole piacevolezza globale. Onore al merito della cantina Albinea Canali! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: non mi meraviglierei se in un futuro 2° assaggio – quasi un obbligo per quei vini “in bilico”, cioè vicinissimi al crosspoint tra 2 fasce contigue di valutazione – Ottocentonero entrasse nel “club” dei vini CAPOLAVORO🏆.

etichetta 7,96 | colore 8,69 | profumo 8,18 | densità 8,36 | persistenza 8,11 | tipicità 9,60 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,87

Pubblicato in: vino bianco

iL PeCoRiNo🐑 CHe VieN DaLLe PeNDiCi DeL GRaN SaSSo

Iniziamo con la geolocalizzazione GPS🛰 dei luoghi dove nasce la DOC Pecorino in assaggio oggi: Abruzzo >>>Terre dei Vestini >>> Gran Sasso >>> Loreto Aprutino >>> Agricola Torre dei Beati. Conduce l’Azienda – rigorosamente bio🍃 – la coppia Fausto & Adriana, produttrice del bianco “Giocheremo con i fiori💐” 2019, un Pecorino dal colore dorato con nuance verdi, olfatto etereo di fiori e frutta a polpa bianca, ingresso palatale aggressivo e minerale, con pesca noce e mela matura in evidenza. La beva é piena, materica, grazie a una struttura e a una sapiditá oltre la media, che poi si ripercuote in una buona persistenza e in un bel retrogusto fruttato. Peró, da orsetto🐻 bevitore in cerca di emozioni forti, qualcosa mi é mancato: forse un finale più rotondo, più armonico, ma anche un retrogusto più morbido, che probabilmente non é nelle corde di questo Abruzzo DOC Pecorino. Siamo comunque davanti ad un vino STRABUONO💘, che si é esaltato in presenza di un merluzzo🐠 carbonaro, cotto nel coccio con pomodorini e verdure dell’orto😋.
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: il voto maximo per l’etichetta (stratosferica💟) di questo “Giocheremo con i fiori” vale doppio, perché pure la scritta “integralmente prodotto e imbottigliato” in controetichetta, vale 10 (& lode)😍.

etichetta 10 | colore 8,52 | profumo 7,63 | densità 8,06 | persistenza 8,55 | tipicità 8,68 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,24 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,41 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,50

PUNTEGGIO TOTALE 103,63

Pubblicato in: vino bianco

QueLLa FaLaNGHiNa TRoPPo BeVeRiNa…

… che servirebbe una “magnum” per poter accontentare l’intenso appeal di beva che ha in dote il bianco campano di scena oggi. Tutto comincia da un bel color giallo oro, che fa ben presagire un buon naso: la conferma arriva da un invitante profumo di frutta gialla, pesca noce in primis, insieme ad agrumi e cedro candito. Passiamo ora all’assaggio di questa Falanghina dei Campi Flegrei – vendemmia 2020 – griffata La Sibillla: al palato, risulta sotto le attese per una struttura delicata e non troppo persistente, ma recupera punti alle voci freschezza e RiBevibilitá, che permettono a questo bianco STRABUONO💘 di strappare il voto maximo alla voce “discesa in gola”, nonché a sancire il punto di forza 💪 di questa Falanghina DOC: la beverinitá.
<< cameriere, la bottiglia é terminata, é possibile avere una magnum? >>😲😋😁
[comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,34 | colore 8,54 | profumo 8,10 | densità 7,51 | persistenza 7,47 | tipicità 8,88 | struttura 7,24 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,23 | ribevibilità 10 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 102,11

Pubblicato in: bollicine rosso

uN LaMBRuSCo ReGaLe e SCiaMPaGNoSo

{ fuori onda }
Lo so, sono arrivato lungo: quest’assaggio lo avevo annunciato in BACHECA come “l’ultimo del mese di Luglio”🙄 e invece siamo al 5 Agosto… che vi devo dire? Che sono un orsetto🐻dispetto?😮😳😋 OK, lo ammetto. Ma sono anche “dormiglio”, con questo caldo…☀
{ l’assaggio }
Ci sono millemila sfaccettature che vanno a definire il famosissimo – e talvolta bistrattato – vino con le bollicine emiliano~romagnolo~mantovano. Sfaccettature determinate dal colore – a seconda dell’uva utilizzata e del metodo di vinificazione – ma anche dai profumi e dai sapori variegati che lo contraddistinguono. Quello in assaggio oggi é un Lambrusco spumantizzato di gradazione “brut” (sotto i 12g di zucchero per litro) che, in pratica, equivale a dire “non troppo dolce/piacione, né troppo secco/rude” 🤩. Quindi, il Rubino del Cerro griffato Venturini Baldini é un Lambrusco Reggiano spumante brut decisamente equilibrato, che piacerá e convincerà anche i detrattori tout-court del Lambrusco. Il colore – nomen omen – é proprio un bel rubino 😍 intenso, i profumi – di rara eleganza – si estendono dalla viola🌸 al ribes, senza tralasciare l’aroma dell’uva e del mosto in un immaginario tour in cantina. Alla beva, questo Lambrusco si apre pianpiano e accarezza con eleganza le papille linguali👅, virando poi verso frutti rossi maturi ma non troppo concentrati. Ecco, non aspettatevi troppa persistenza o vinosità da questo Rubino del Cerro, ma godetevi l’equilibrio e la raffinatezza di un CAPOLAVORO🏆 che ha pochi eguali tra i Lambrusco. Nota di merito tripla: per il prezzo che sta sui 10€, per la controetichetta che recita “integralmente prodotto e imbottigliato da Soc. Agr. Venturini Baldini”😍 e per la certificazione BIO🍃.
[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,18 | colore 8,52 | profumo 8,55 | densità 8,09 | persistenza 8,21 | tipicità 9,48 | struttura 8,17 | discesa in gola 8,49 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,53 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 106,29

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRMeNTiNo SaRDo CHe aMa PRiMeGGiaRe…

… e lo fa fin dal nome: Mancini Primo. Curioso e pure altezzoso il nome di questo Vermentino di Gallura DOCG Superiore 2019, che la Cantina delle Vigne di Piero Mancini vinifica in quel di Olbia. Data per scontata la convinzione che la Sardegna sia una regione “elettiva” per la produzione di Vermentino, non di rado mi é capitato di berne fin troppo aciduli, fin troppo sapidi, fin troppo rustici. Non é il caso del Mancini Primo in assaggio oggi, che si rivela di un bel colore giallo dorato con qualche nuance verdastra e approccia il naso con profumi di frutta matura tra i quali spiccano ananas e pesche tabacchiere. Al palato, impatta con un piglio elegante ma materico, emozionando per un equilibrio stra-ordinario che mette in fila, una dietro l’altra, sensazioni fruttate, saline, speziate, balsamiche e, come se non bastasse, ci regala pure una persistenza lunghissima. Insomma, quando un vino sfodera una beva così complessa e gustosa, non si puó che applaudire al vigneron che ha saputo realizzare un CAPOLAVORO🏆 di tale portata, perlopiù con un prezzo che sfiora i 10€. [comprato su callmewine a questo prezzo]

etichetta 7,84 | colore 8,81 | profumo 8,90 | densità 8,22 | persistenza 9,85 | tipicità 9,40 | struttura 8,93 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 109,14

Pubblicato in: vino rosso

MaNNeLLi~RiGoLi SHoW: uN BaRCo ReaLe Da SoGNo❗

Titolo esplicito, che spoilera subito la valutazione dell’assaggio del Barco Reale di Carmignano 2019 firmato Il Sassolo, un rosso toscano DOC – della zona pratese del Carmignano – che sorprende ed emoziona per più motivi. Di colore rosso rubino intenso, sprigiona al naso profumi di frutti rossi maturi, che invitano la beva. Attacco in bocca sorprendente: di solito il Barco Reale ha una sua naturale astringenza, che tende ad allappare il palato – di per sé, niente di negativo, ma neanche una sensazione piacevolissima😁 – mentre qui é impercettibile, perché le papille linguali vengono subito inondate da un sapore fruttato, ciliegioso🍒, in un perfetto equilibrio dolce_acido ammaliante. E qui, ti dimentichi ogni ragionamento in merito a struttura, persistenza, discesa in gola, retrogusto (tutti parametri ben al di sopra delle attese); perché RiBevilitá e piacevolezza globale prendono il sopravvento, fino all’ultima goccia della bottiglia. Antonio Mannelli, della piccola realtá vinicola Il Sassolo, ci mette il lavoro in vigna e le sue uve massaggiate😁, o come minimo, accuratamente coccolate🥰. Beppe Rigoli (Fattoria Ambra) ci mette il suo stile, la sua competenza, la sua arte di winemaker con la E (di enologo) maiuscola. L’unione fa la forza e infatti ne esce fuori un Barco Reale CAPOLAVORO🏆 che potrebbe anche ergersi a “numero 1 assoluto” della tipologia. Lo scopriremo solo bevendo(ne altri)😁 [scoprilo qui]
Post Scriptum: il rapporto qualitá/prezzo di questo vino é, a dir poco, da “champion of the world”, dato che la bottiglia viene via a meno di 10€😯😲😳

etichetta 9,06 | colore 8,72 | profumo 8,41 | densità 8,94 | persistenza 9,13 | tipicità 10 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,40

PUNTEGGIO TOTALE 111,73

Pubblicato in: vino rosso

iL PiNoT NeRo DeLLe MeRaViGLie

{ fuori onda }
Vi sarete chiesti: ma che fine ha fatto Teddywine che da una settimana ci ha lasciato senza nuovi assaggi? Presto spiegato: mi sono (ri)svegliato cotto al sole☀ – di questo fine Luglio rovente – in un un luogo sperduto, totalmente inebriato dagli assaggi di 2 vini rossi che mi hanno “steso al suolo”🤩.
{ l’assaggio }
Tranquilli, non c’é bisogno di andare in Francia, nella regione dello Champagne, per assaggiare il miglior modo di esprimersi del “pinot noir” 🤩. Oggi vi porto a Cicignano, un luogo collinare nei dintorni di Prato, in una zona vocata a pinot nero, dai tempi del Marchese Pancrazi in quel di Montemurlo che – racconta la storia ufficiale – per anni beveva un rosso buonissimo, senza sapere che l’uva🍇 del vigneto dal quale ricavavano il vino era, appunto, pinot nero. E proprio lì vicino, sorge un piccolissimo appezzamento di pinot che la Tenuta Piroddi trasforma in nettare di-vino. Tenuta bellissima, aperta da poco al pubblico per ristorazione (con panorama da cartolina) e b&b. E proprio poche sere fa, in un giretto “made in Tuscany”, ho avuto modo di “innaffiare la cena” con il loro Pinot Nero 2016. Ho pensato che un rosso leggerino fosse il miglior modo di bere in queste afose serate estive. Ehm 🤭, leggerino un corno📯! Questo pinot della Tenuta Piroddi, di colore rosso scuro impenetrabile, é denso – probabilmente non filtrato – e succoso, con la beva di una gustositá ad altissimo livello emozionale, una tannicitá e una vinositá inebriante ed un retrogusto da 10 assoluto. Ecco, se dovessi scegliere un aggettivo per questo vino, direi “strabordante”, perché ha una succositá MAI assaggiata prima. Onore al merito della Tenuta Piroddi e sappiate che “in loco” l’ho pagato 12€: un CAPOLAVORO🏆 inaspettato e fuori dall’ordinario! [scopri qui il sito della Tenuta Piroddi]

etichetta 8,03 | colore 9,62 | 8,12 | densità 9,59 | persistenza 9,05 | tipicità 9,20 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 110,95

Pubblicato in: vino bianco

iL MaGiCo ViN SoaVe Dei SaSSi NeRi

Avete in mente l’uva Garganega, quella dei vini bianchi veneti e sopratutto del Soave? Avete in mente le peculiaritá di tali vini? Taglienti, minerali, sapidi, secchi. Tutte cose che avrei dovuto riscontrare anche nel Monte Carbonare, cru di Soave realizzato da Valentina Tessari: winemaker e comproprietaria, con le sue 3 sorelle, dell’azienda Suavia che ha sede in quel di Fittà, piccola frazione nel cuore del Soave Classico. Peró, peró… si é verificata una magia: sará stata la “vecchiaia” della bottiglia in assaggio, datata 2017, e quindi con un vino in fase evolutiva avanzata. Oppure sará stato il terreno di origine vulcanica di color nero carbone (ecco il senso del nome di questo cru di Soave DOC) dove nasce l’uva Garganega 100% che sta alla base di questo vino. Fatto sta che questo bianco – o meglio, oro antico – si é rivelato di un calore, di una morbidezza, di una rotondità, sconosciuta ai vini della stessa tipologia. Suavia forse non lo sa, ma avendo l’accortezza di lasciar riposare in cantina questo Soave per qualche anno – come ho fatto io – ne esce fuori un CAPOLAVORO🏆 che lo fa quasi assomigliare ad una vendemmia tardiva e proprio per questo lo rende magico🧙‍♂️.
[comprato su wineexpert.it a questo prezzo]

etichetta 8,96 | colore 9,18 | profumo 6,94 | densità 9,29 | persistenza 8,71 | tipicità 9,68 | struttura 9,,07 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,43 | ribevibilità 8,86 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 106,46

Pubblicato in: vino bianco

iL GeWüRTZTRaMiNeR 2.0 Di FRaNZiSKuS HaaS

Franz Haas – noto vigneron della Valdadige, rinomato e premiato per il suo Pinot Nero Schweizer – presumo abbia il pallino fisso per i vini di alto profilo qualitativo. E non si smentisce nel caso dell’assaggio odierno, presentandoci un Traminer aromatico uguale a nessuno (ecco spiegato quel 2.0 nel title). Con “la mano” di Franz Haas, coadiuvato dalla moglie Maria Luisa, il Gewürtztraminer appare di un giallo intenso e travolge subito il naso con profumi di ananas e agrumi stramaturi, più un pizzico di spezie dolci. All’attacco in bocca, il bianco altoatesino si esprime con una pienezza, una struttura e una ricchezza di aromaticitá, che rendono la beva dissetante ma anche emozionante: sia la persistenza – infinita – che il retrogusto, sono da 1° della classe. L’annata in assaggio, la 2018, ha aggiunto delle suggestioni balsamiche, morbide e contemporaneamente sapide, che hanno innalzato ulteriormente l’asticella di questo CAPOLAVORO🏆 con con la C cubitale. Applausi👋👋👋 a scena aperta (e calice in alto) per Franz Haas e consorte!
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etichetta 8,83 | colore 8,97 | profumo 8,76 | densità 8,82 | persistenza 10 | tipicità 9,83 | struttura 8,98 | discesa in gola 9,25 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,85

PUNTEGGIO TOTALE 113,09

Pubblicato in: vino bianco

TRe aRMi, uN BiaNCo LaZiaLe CHe…

…sulla carta, premiato con il massimo voto – 4 viti – dai sommelier A.I.S. sulla guida Vitae 2021, invoglia e incuriosisce l’assaggio. Il Tre Armi 2018 é prodotto dall’Azienda agricola Le Rose con un blend di 2 vitigni: malvasia puntinata (alias malvasia del Lazio) e verdicchio. Alla vista, impressiona con un colore giallo intenso benaugurante. Al naso, pochi profumi, perlopiù evanescenti, di erba e fiori di campo. Al palato, esce fuori in evidenza la pesca noce ma anche una curiosa nuance speziata: la scheda tecnica del produttore parla di pepe verde, io ho percepito nitidamente la lecitina di soia mixata con una nota ammandorlata, creando un effetto gustativo assimilabile a quello della “muffa nobile”, ma che in questo caso di nobile aveva ben poco e anzi, ha disturbato in modo sensibile la piacevolezza di beva. Anche la freschezza é al di sotto delle attese, con un retrogusto dove l’erba di campo e, nuovamente, le nuance di lecitina e ammandorlato hanno portato una netta disarmonia, posizionando questo vino in fascia BEVIBILE💔, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Peccato, perché la spiccata tipicità, la persistenza gustativa e la struttura corposa del Tre Armi, sono aspetti decisamente di ottimo livello.
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Post Scriptum: che i sommelier della guida Vitae s’intendessero di vini più di me, si sapeva. E che ognuno abbia le proprie preferenze e la propria sensibilitá gusto-olfattiva, idem. Ma una distanza siderale sulla valutazione di un vino, come nel caso del Tre Armi, é una cosa anomala. Verificato minuziosamente anche il tappo, personalizzato con il logo del produttore e ben realizzato in puro sughero: nessuna anomalìa, né odori strani. Per questo, mi riprometto un futuro 2° assaggio di questo bianco, che – come si evince anche dall’algoritmo qualitativo – é di pochissimo sotto la soglia STRABUONO💘 e potrebbe pure ambire alla fascia maxima, al netto della disarmonia riscontrata oggi.

Post Scriptum bis: il vino è condivisione e spesso, come anche per questo assaggio, lo offro agli amici per tesserne le lodi o – in silenzio monastico – per carpirne le emozioni che provoca in palati altrui. Nello specifico, il Tre Armi 2018 ha scaturito emozioni non convincenti…

etichetta 8,13 | colore 8,69 | profumo 6,78 | densità 7,92 | persistenza 8,81 | tipicità 9,62 | struttura 8,25 | discesa in gola 6,14 | retrogusto 5,46 | ribevibilità 6,11 | prezzo 7,90 | piacevolezza globale 6

PUNTEGGIO TOTALE 89,81

Pubblicato in: vino bianco

C’è uN GReCo SuPeR, CHe VieN DaL CoLLe

É Vigna Cicogna il nome del cru di Greco di Tufo DOCG, che proviene da vigneti vendemmiati in altura dalla cantina Benito Ferrara, una piccola realtà vinicola campana (siamo sull’ordine delle 50.000 bottiglie prodotte). La curiosità di assaggiare questo bianco pluripremiato con i massimi voti sia da Vitae (AIS) che da Bibenda (FIS), mi ha portato fin qui, all’assaggio di un vino che si presenta subito al meglio: il colore è un oro giallo intenso e il profumo che emana – miele, agrumi e cedro candito – invoglia maledettamente la beva. Che si trasforma nel solito rito: occhi socchiusi, papille gustative in pre-allarme, concentrazione gusto-olfattiva a palla. Attacco in bocca perfetto, con un ventaglio di aromi fruttati e una bordata di freschezza che apre le danze. Poi arrivano gli agrumi – per un attimo mi sento “teletrasportato” in un limoneto🍋 della Costiera Amalfitana, magari a Ravello – ma arrivano anche la frutta candita e una vena marina di sapiditá che vanno a braccetto sia con una struttura vinosa imponente ma aggraziata, che con una persistenza lunghissima, da vino importante. Insomma, inutile girarci intorno: questo Vigna Cicogna 2019 è un Greco di Tufo CAPOLAVORO🏆 che ricorderó a lungo, anche perché… é già finita la bottiglia😁😋. Standing ovation 👋👋👋 per Gabriella Ferrara, che porta avanti la cantina di famiglia, regalandoci un “vino emozionale” esemplare nella sua straordinarietà.
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,59 | colore 9,35 | profumo 9,03 | densità 8,70 | persistenza 9,77 | tipicità 9,65 | struttura 8,82 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 9,58 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 9,60

PUNTEGGIO TOTALE 111,15

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {1st time}

Visto che stanotte promette una notte caldissima, ne approfitto per raccontarvi l’assaggio che avrei voluto pubblicare domattina dopo lunga dormita e che invece skipperò causa insonnia…😁 Metti una domenica pomeriggio nell’ultimo giorno di primavera (20 Giugno), in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, primo dei quali é il Chianti DOCG Monticello 2019 che andiamo a scoprire insieme. Focus sui profumi (dato che il colore, chevvelodicoaffare😁, é il rosso rubino tipico dei Chianti giovani) con un intenso puppurrì – da voto maximo – di more, fragoline di bosco🍓, mirtillo selvatico e anche un ciuffo di violette. Al palato, tanta fruttositá e piacevolezza di beva, si accompagnano ad una struttura media e decisamente beverina, con una discreta persistenza e una bella sensazione di freschezza a chiudere. Promosso a pienissimi voti questo Chianti STRABUONO💘 di Tenuta Il Pozzo, ma gli assaggi dei loro vini continuano in un prossimo futuro “2nd time”… [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,24 | colore 8,08 | profumo 10 | densità 8,09 | persistenza 7,81 | tipicità 9,45 | struttura 7,32 | discesa in gola 8,74 | retrogusto 8,33 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,47

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Bio🍃 “oSCaR NaZioNaLe” BeReBeNe 2021

Secondo la nota guida Berebene 2021 – edita da Gambero Rosso e dedicata ai vini best-buy sotto i 13€ – il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Tre Ripe 2019, firmato Pievalta, é uno dei 3 vini bianchi “oscar nazionale”. Secondo me, d’accordo con Emotional Wines😁, il Tre Ripe 2019 pur confermando la generosa piacevolezza di beva, l’attacco in bocca vivace e una discreta struttura, non ha poi tutte quelle virtù extra da ergerlo sul piedistallo di un primato nazionale di categoria, cioé “bianco del centro Italia dal miglior rapporto qualitá/prezzo”. L’assaggio di questo (sempre under 13€) perlopiù della stessa tipologia, lo dimostra oggettivamente. Comunque sia, diamo a Cesare quel che é di Cesare: il Tre Ripe 2019 di Pievalta é un Verdicchio STRABUONO💘 ad un prezzo conveniente (non arriva ai 10€), che vale l’acquisto e regala delle notevoli emozioni. Ma, come ben saprete, sono un orsetto🐻 esigente e per me le emozioni non sono mai abbastanza…😜 [comprato su gallienoteca.it a questo prezzo]
Post Scriptum: nella valutazione di quest’assaggio, al primo impatto, sono stato “distratto” da 2 cose curiose che non posso esimermi dal raccontare. La prima, é quella di una sensazione al palato di un lieve “freeze”, quasi come l’effetto della classica rifermentazione (ho detto quasi😬), poi svanita in un 2° assaggio a distanza di svariate ore.
La seconda, é che ho dovuto un po’ faticare nel riconoscere, di primo acchito, le peculiaritá varietali di un Verdicchio, come se, nel “teorico” 50/50 di apporto di vigna e di cantina per realizzare un vino, la cantina avesse preso il sopravvento…😎

etichetta 8,21 | colore 8,39 | profumo 8,51 | densità 8,14 | persistenza 8,56 | tipicità 8,10 | struttura 8,33 | discesa in gola 8,48 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 8,94 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 102,88

Pubblicato in: vino rosso

iL PRiNCiPe, uN RoSSo BLeND CHe SoRPReND😁

Rima baciata😘 a parte – che ha ispirato un title più trash che naìf – l’assaggio di oggi porta il nome di uno dei personaggi che hanno lasciato un segno in Toscana e più precisamente nella Repubblica Fiorentina del 1500: quel Niccoló Machiavelli che fu storico, filosofo, scrittore, drammaturgo, politico, ma sopratutto fu un personaggio geniale e controverso. L’Antica Fattoria Machiavelli é l’artefice de Il Principe, blend di uve🍇 sangiovese e cabernet, che si presenta di un rosso scuro impenetrabile nel calice e piuttosto avaro al naso, con profumi di frutti rossi e marasca appena percepibili. “É il fine che giustifica i mezzi”: ed é infatti al palato, che questo rosso toscano sfodera una performance di potenza, vinositá, tannino, persistenza e retrogusto, spet-ta-co-la-re!
La Fattoria Machiavelli (Gruppo Italiano Vini), con Il Principe 2015, mette a segno un CAPOLAVORO🏆 che sorprende, anche perché é rarissimo trovare un IGT (in questo caso, supertuscan🤩) di questo livello a questo prezzo (sotto i 20€). Per festeggiare, punterei sulla cinta senese🐷, prendendo il filetto, aggiungendoci un mix di pepi e spezie, per poi porlo sul barbecue e innaffiarlo generosamente con Il Principe😍.
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]
Post Scriptum: vi ho fatto venire l’acquolina in bocca? Prosit! 😁

etichetta 8,49 | colore 9,04 | profumo 8,11 | densità 8,74 | persistenza 9,46 | tipicità 9,10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,39 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 109,86

Pubblicato in: bollicine rosso

MaRCeLLo, iL LaMBRuSCo aMBiVaLeNTe

Marcello Ceci, l’uomo che dá il nome di battesimo al vino in assaggio oggi è anche il CEO di Ariola, la cantina produttrice di questo Lambrusco dei colli di Parma. Nasce a Langhirano, questo Lambrusco dell’Emilia IGT pluripremiato a livello mondiale: sono piuttosto curioso, come e più di voi che leggete, di capire se ho speso bene i miei 10€ (con resto) per questo brusco così “vincente”. Di colore rubino intenso con accenni violacei, si offre al naso con profumi di fragoline🍓 e ribes selvatico ma anche con una sgradevole🤢 e intensa nuance acetica. Alla beva si conferma ruvido e acetoso, ovvero IMBEVIBILE. Telefono alla cantina produttrice per segnalare la cosa, con tanto di indicazioni del lotto della bottiglia e del luogo fisico di acquisto. Qualche giorno dopo, vengo richiamato dal Responsabile Clienti di Ariola dicendomi che, dopo un attento controllo, non hanno riscontrato alcun problema né segnalazioni negative su tale lotto. Okay, ho ribattuto al telefono: “sará stato colpa dei faretti led che illuminano lo scaffale dove ho acquistato il Lambrusco” e l’ho chiusa lì. In realtá l’acquisto era avvenuto nella zona vini di una famosa catena GDO, illuminata da (poche) luci soffuse. Sono peró rimasto basito, per il fatto che l’Azienda non mi avesse offerto perlomeno “un buono” per il ritiro di una nuova bottiglia di Marcello, come gesto di cortesia per l’accaduto. Cortesia che ho avuto io, annullando la pubblicazione dell’assaggio effettuato mesi fa (i più attenti lettori del blog potranno notare che l’etichetta “Marcello” appariva giá a Marzo, nel consueto photo-collage dei vini previsti in assaggio, v. PRELUDIO, foto che precede PARAGRAPH 1), per poter poi effettuare un 2° assaggio su una nuova bottiglia. Stavolta, tutto bene al naso, niente profumi sgradevoli e anzi, fragoline e mirtillo decisamente intensi. All’attacco sul palato, Marcello si é presentato vinoso, con un bell’equilibrio dolce_acido ad invitare la beva, con qualche incertezza lato struttura, che si ripercuote su una persistenza sotto la media della tipologia e un retrogusto piacevole ma non eccezionale. Tirando le somme, direi che siamo davanti ad un buon Lambrusco emiliano, anzi STRABUONO💘, ma per essere ai vertici della categoria (come faceva ben sperare il nutrito palmarès a livello internazionale) manca “qualcosa” a livello emozionale. Diciamo che si gode ma non si esulta🤗. [comprato su tannico.it a questo prezzo]

etichetta 8,06 | colore 8,40 | profumo 8,13 | densità 7,83 | persistenza 7,46 | tipicità 9,50 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 9,31 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,20

PUNTEGGIO TOTALE 101,87

Pubblicato in: vino rosso

aGLiaNiCo DeL VuLTuRe: iL ViNo CoNSiGLiaTo DaL Mio DoTToRe

Non sto scherzando: il mio medico di famiglia, mi ha consigliato un uso moderato (max 1 bicchiere🍷 al giorno) di questo rosso lucano, per combattere il colesterolo LDL (quello cattivo) e la pressione alta. Onestamente, ero a conoscenza dell’effetto benefico di polifenoli, antociani, resveratrolo e compagnia cantante😬, ma non sapevo della loro alta concentrazione nei vini del Sud e in particolare nell’Aglianico del Vulture oggi in assaggio. Il cru Teodosio, annata magica 2016, porta la firma della cantina Basilisco (oggi di proprietá del “big” Feudi San Gregorio) e si presenta alla vista rosso scurissimo, piuttosto chiuso al naso – con eterei profumi di more e prugne dolci – mentre esplode al palato con grande succositá di frutti neri ma anche tanta morbidezza. La frase fatta “accarezza il palato” é quanto mai azzeccata per descrivere il Teodosio, che é più elegante che potente, tradendo parzialmente l’idea che mi ero fatto prima di assaggiare questo rosso della Basilicata. Siamo decisamente davanti ad un vino STRABUONO💘, ma per ambire alla valutazione maxima, ci vorrebbe una beva più divertente, più dinamica, magari anche un filo di rusticitá (qui non pervenuta), che plasmerebbe l’esperienza gusto-olfattiva in modalitá “emotional”🤩. Ecco, vorrei che questa mia velata critica spronasse Basilisco ad andare oltre il compito del “vino perfettino”, perché anche un solo difetto, se ben gestito, puó diventare una peculiaritá vincente💪. Cosa ne pensa🤔 Dottore?
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,03 | colore 9,24 | profumo 7,39 | densità 8,66 | persistenza 8,33 | tipicità 8,67 | struttura 8,22 | discesa in gola 9,01 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,93 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 102,95

Pubblicato in: vino bianco

La MoRBiDeZZa e L’eLeGaNZa iN uN BiaNCo ToSCaNo❗

L’esclamativo è d’obbligo, dato che stiamo parlando di una regione, la Toscana, assurta agli allori dell’eccellenza vinicola mondiale, grazie ai suoi rossi stratosferici – dal Brunello al Chianti, passando per Bolgheri, Carmignano, Montepulciano, Scansano – ma che non ha mai brillato per i bianchi e i rosati, fatte le dovute eccezioni (v. Vernaccia di San Gimignano DOCG). Ci prova Fèlsina a sbaragliare il luogo comune di una regione solo rossista e lo fa, regalandoci un bianco a base di uve Chardonnay – I Sistri – dotato di grande eleganza e di una morbidezza surreale. Il colore é giallo intenso, i profumi in evidenza sono pesca e ananas stramaturi, l’attacco palatale é quasi impalpabile, con una struttura che si apre a ventaglio sfoderando una morbidezza davvero eccelsa, senza scadere nella dolcezza e nella piacioneria. Effettivamente, è rarissimo trovare un bianco toscano di questo livello ad un prezzo sotto i 15€. Per pochissimo – forse a causa di una lieve mancanza di dinamicitá e freschezza – non entra in fascia di valutazione maxima, ma comunque I Sistri 2018 di casa Fèlsina resta un bianco STRABUONO💘 di alto livello, pieno di charme e notevole eleganza di beva. In abbinamento per contrasto, l’ho provato su degli straccetti di tacchino al Roquefort ed è stato ammmore❤️ al primo sorso. Brava Fèlsina!
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,52 | colore 8,54 | profumo 8,29 | densità 8,44 | persistenza 8,36 | tipicità 9,50 | struttura 8,55 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 8,88 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,79

Pubblicato in: vino bianco

Di NuoVo SiCiLia, aNCoRa RaPiTaLá

Sia chiaro, non é che sono al soldo della tenuta palermitana; é soltanto il caso che ha fagocitato😁 2 assaggi ravvicinati di altrettanti vini griffati Rapitalà. Di scena oggi, il bianco Vigna Casalj 2019: un alcamo DOC di colore giallo paglierino e dai profumi di frutta a polpa gialla. Attacco in bocca asciutto e molto sapido, poi viene fuori una succositá agrumata, con qualche carenza in termini di struttura e di piacevolezza di beva, che risulta fin troppo salina. Avrei gradito un tocco di morbidezza, di balsamicità, per equilibrare “i sapori del mare” che contraddistinguono il carattere di questo bianco, che resta comunque un vino STRABUONO💘 che sa di Sicilia. Obiettivamente il Vigna Casalj della Tenuta Rapitalá ha dato il meglio di sé in abbinamento a dei crostacei al vapore, smorzando la dolcezza dei gamberoni🦐, grazie alla sua pronunciata vena sapida. [comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 9,03 | colore 8,14 | profumo 8,23 | densità 7,61 | persistenza 7,85 | tipicità 9,30 | struttura 7,72 | discesa in gola 8,26 | retrogusto 7,97 | ribevibilità 8,78 | prezzo 8,60 | piacevolezza globale 7,70

PUNTEGGIO TOTALE 99,19

Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo RoSSo CHe Si CReDe Di eSSeRe uN BiaNCo

Oggi faccio un salto in Liguria, terra fascinosa di vini e luoghi unici: ecco, se c’é una cosa che non manca a questa regione é la forte personalitá territoriale, un carattere Identitario con la “I” maiuscola. Mi fermo a pranzo in una famosa osteria di Castelnuovo Magra (un borgo in altura che vale la visita) e chiedo di scaraffarmi un vino del luogo, che si presenta di colore rosso rubino scarico, con profumi appetitosi di macedonia estiva a base di pesca, fragole e melone maturi. All’attacco in bocca, socchiudendo gli occhi, sembra di bere un bianco, magari un vermentino di queste zone, più fruttato che concentrato, con una bella dose di fresca sapiditá a cesellare la beva. Sono ovviamente curioso di sapere quale vino stia bevendo e, su mia richiesta, mi viene portata la bottiglia: si tratta di un semplice rosso base denominato I Campi e vinificato con mano sicura da Roberto Petacchi – il “mister” dell’Azienda agricola Giacomelli – che riesce nell’impresa di realizzare un vino STRABUONO💘 al costo di 10€. Un rosso duttile come e più di un bianco, che ha accompagnato, con pari dignitá, delle deliziose frittelle di baccalá ma anche un buon coniglio arrosto disossato e farcito. É il 2° vino di Giacomelli che sa emozionarmi😍 [leggi qui il precedente assaggio] e a questo punto, non escludo un 3°, un 4°, etc. 😁

etichetta 7,88 | colore 7,44 | profumo 8,73 | densità 6,71 | persistenza 7,12 | tipicità 9 | struttura 6,66 | discesa in gola 9,44 | retrogusto 6,67 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,05

PUNTEGGIO TOTALE 97,70

Pubblicato in: vino rosso

NuHaR, iL PiNoT NeRo D’aVoLa SiCiLiaNo

Cosa non t’inventa la palermitana Tenuta Rapitalá🧙‍♂️, con un’alchimia inedita tra un vitigno “del Nord” – il Pinot nero – e “il” vitigno di Sicilia, il Nero d’Avola! Il primo, elegante, beverino, con uno stile light tipico degli aperiti-vitigni, come li chiamo io, ma che in casa Rapitalá si sicilianizza🤩, acquisendo spessore e calore; il secondo con un’opulenza, una struttura e una morbidezza masticabile, che é merito del sole☀ del Sud. Nuhar 2018 é la sintesi di questi 2 vitigni apparentemente lontani tra loro ed il mix che ne esce fuori é un rosso più elegante che potente, ma decisamente molto buono, anzi STRABUONO💘, ideale in queste afose giornate di metá Giugno, magari passando per una moderata refrigerazione (intorno ai 14/15°) prima di poterlo gustare al suo meglio. A pensarci bene, visto che siamo appena agli inizi di un’estate prevista rovente, chiamo Rapitalá e ne ordino una cassa😜. Refrigerata, eh🥶!
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 9,26 | colore 8,62 | profumo 8,02 | densità 8,19 | persistenza 8,32 | tipicità 8,50 | struttura 7,99 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 8,07 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,16 | piacevolezza globale 8,35

PUNTEGGIO TOTALE 102,66

Pubblicato in: vino rosso

uNa GRaNDe BaRBeRa aD uN PiCCoLo PReZZo

Diciamolo subito, quando ci accingiamo a strappare un vino che costa sotto i 10€, siamo consapevoli di non aspettarci chissá quali miracoli, ma speriamo ottimisticamente di aver “beccato” un’etichetta al di sopra delle attese. Oppure no, quando siamo in mood negativo, siamo quasi sicuri che il nostro vino low-cost sará una ciofeca. Ecco, non é quest’ultimo il caso della Barbera d’Asti Casa Doglia 2019 griffata Gianni Doglia, che sorprende immediatamente per il colore del vino rosso rubino intenso e profumato – more e ribes in evidenza al naso – proseguendo con un attacco in bocca rustico ma piacevole, con quel tocco di autenticitá che capita spesso di riscontrare nei migliori rossi piemontesi. In questa Barbera, Gianni Doglia ha saputo metterci succositá, tannino, freschezza, struttura, persistenza, in un mix di raro equilibrio; ed é solo per un’inezia – forse per una punta di amaro del retrogusto o forse perché i miracoli capitano di rado😜 – se non riesce ad entrare nel “club” dei vini di fascia maxima. Anyway, questa Barbera d’Asti 2019 é un vino STRABUONO💘 di alto livello, ad un prezzo da 10 assoluto. Anche il mio semplice tacchino farcito e ricoperto con funghi di bosco e lardo DOP (Arnad😋) ha gradito e ringraziatoMI😝 per il felice abbinamento.
[comprato su italvinus.it a questo prezzo]

etichetta 8,21 | colore 8,92 | profumo 8,48 | densità 8,31 | persistenza 8,59 | tipicità 9,28 | struttura 8,37 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,10 | ribevibilità 9,08 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,93

Pubblicato in: vino rosato

iL SaLeNTo, TeRRa Di NeGRoaMaRo e Di RoSaTi

Un altro interessante rosato del Salento, dopo quello assaggiato ad inizio mese (leggi qui), ancora a base uve negroamaro: si chiama Kreos e lo realizza Castello Monaci, una bella cantina leccese. Al colore, Kreos – dell’ultima annata 2020 – si presenta di un rosa carico ma non troppo; al naso, esce fuori la rosa e il mirtillo selvatico; al palato, sorprende per un mix ben riuscito tra sapiditá, morbidezza e freschezza. Siamo davanti ad un rosato pugliese STRABUONO💘, che ha nella RiBevibilitá la sua dote migliore e solo qualche pecca per quanto riguarda la struttura e la persistenza, ma intendiamoci, al prezzo che costa, é un piccolo champion della categoria. Ha trovato la sua massima esaltazione in un insalata tiepida a base di polpo, totani e gamberi: ecco, come compagno di pesci dal gusto delicato, si trova in perfetta simbiosi 💒.
[comprato su vinicum a questo prezzo]

etichetta 9,03 | colore 8,04 | profumo 8,31 | densità 7,68 | persistenza 7,75 | tipicità 8,94 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 8,27 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,35

PUNTEGGIO TOTALE 102,61

Pubblicato in: vino bianco

a RoMa eR BiaNCo Se CHiaMa FRaSCaTi

Il vino bianco “romano de Roma DOCG” é il Frascati, oggi in assaggio nella versione Superiore, con il cru Vigneto Santa Teresa 2019 griffato Fontana Candida. Stiamo parlando di un bianco semplice, sia al naso che alla beva, il classico vino da tavola quotidiano senza pretese ma gustosissimo, dotato di buon equilibrio tra aciditá e freschezza, forse un po’ carente di struttura e densitá, ma visto il prezzo – sotto i 10€ – e la beva davvero invitante, non posso mettermi a “fare le pulci” ad un vino comunque STRABUONO💘, semmai mi riprometto di assaggiare presto una Riserva che m’intriga😍: Luna Mater, sempre di Fontana Candida. Da segnalare, una pericolosissima dote di RiBevilitá (hic! 🤩) e il felice sposalizio👰 di questo Frascati Superiore con lasagnette di pasta fresca, ragout di broccoli🥦 e guanciale croccante (😋).
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 8,15 | colore 7,53 | profumo 7,02 | densità 6,29 | persistenza 7,18 | tipicità 8 | struttura 6,61 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 7,24 | ribevibilità 9,37 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 93,61

Pubblicato in: vino rosso

uN DoLCeTTo D’aLBa SPeTTaCoLaRe🏆

L’icona della “coppa” nel title spoilera🤐 spudoratamente la valutazione del vino in assaggio: ma cosa posso farci se questo Dolcetto d’Alba – versione 2016 – mi ha saputo regalare emozioni forti? Inutile girarci intorno, questo rosso piemontese griffato Mossio é un CAPOLAVORO🏆 di non facile reperibilitá*, ma la difficoltosa ricerca dell’annata 2016 del cru Piano delli Perdoni, é stata ampiamente ripagata dall’esperienza gusto-olfattiva di alto livello. Questo cru di dolcetto, di un rosso scuro impenetrabile e di un olfatto che gioca a nascondino, emoziona al palato con una struttura rustica e succosa, tannica e materica, che poi sfocia in una persistenza infinita e in un retrogusto fruttato – con tante prugne e more – ma anche lievemente amarognolo, nel pieno rispetto del vitigno di provenienza. Un Dolcetto d’Alba non filtrato che sa di vino vero, genuino, che riesce ad evocare visivamente i fratelli Mossio che si aggirano nel vigneto, tra i grappoli🍇 di dolcetto e che, sogghignando tra loro, assaggiano gli acini per controllare lo stato di maturazione. Sui motivi del loro sogghignar, io mi son fatto un’idea ben precisa: avete in mente quei cantinieri che sostengono “il vino si fa in cantina”? Ecco, mi sa proprio che i Mossio la pensino all’opposto, proprio per questo, sogghignando… 🙄😀😁
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Post Scriptum: *essendo un “duemila16ista incallito”, non é stato facile trovare il cru Piano delli Perdoni nell’annata prediletta. L’acquisto risale allo scorso anno (ad oggi é introvabile), poi l’ho lasciato dormire😴 in cantina, ma se l’avessi assaggiato prima, ne avrei fatto ampia scorta😋!

etichetta 9,03 | colore 9,21 | profumo 7,48 | densità 9,34 | persistenza 9,55 | tipicità 9,80 | struttura 9,52 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,27 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 9,35

PUNTEGGIO TOTALE 110,52