Tutti conoscono il giornalista Bruno Vespa, qualcuno in meno ne conosce la sua produzione vinicola [scoprila qui]. Ed Emotional Wines, per la prima volta in 2 anni di vita del blog, assaggia un vino realizzato dalla Vespa family, che quindi coinvolge i figli di Bruno e si avvale della consulenza enologica di – niente popodimeno che – Riccardo Cotarella: un nome, un mito😍. E veniamo all’assaggio de Il Rosso dei Vespa 2020, un Primitivo di Manduria DOC griffato Vespa vignaioli: colore rosso rubino scuro e impenetrabile, profumi di mora di rovo, prugna cotta e ciliegia stramatura, con un pouffe di cioccolato. Palato di straordinaria morbidezza, con il senso di polposità tipica del vitigno di provenienza che rende il sorso rotondo ed elegante. Tutto perfetto quindi? Ni. Si sente la mancanza di dinamicità nella beva, fin troppo “flat“, ma forse il limite maggiore di questo Rosso dei Vespa 2020 STRABUONO💘 di fascia alta (zona crosspoint, a pochi decimali dalla fascia superiore), è nella persistenza aromatica e nel retrogusto: più che soddisfacenti, anzi buoni, ma non oltre. Probabile che per le mirabilie e per le emozioni forti, serva stappare il cru Raccontami: stessa tipologia, stessa griffe, prezzo doppio, emozioni… da verificare. Prossimamente, su questi schermi😉.[comprato su TANNICO a questo prezzo]
etichetta 8,46 | colore 9,47 | profumo 8,45 | densità 8,84 | persistenza 7,95 | tipicità 8,92 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 7,89 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
…anzi di Roberta Bricolo, perchè è lei l’anima dell’Azienda agricola Gorgo [scoprila qui], in quel di Custoza, nel veronese, sul lato Sud-Est del Garda. La scelta delle vigne “senza chimica”, per Roberta, è una conditio sine qua non per una produzione enologica di qualità, oltre che per il rispetto della proprie terre, fonte di vino. Vino che, nel caso del Custoza Superiore Summa 2020 in assaggio oggi, si presenta di una fragranza aromatica genuina che conquista subito al naso. Ma è in bocca che arriva il godimento: sembra di essere davanti ad una macedonia di frutta fresca, tanto è l’impatto fruttato sulle papille linguali. Un bianco che affascina più per l’equilibrio gustativo e la freschezza aromatica, che non per la pienezza di beva. Eppure la persistenza è d’inaudita lunghezza e lo stesso vale per il retrogusto, morbido e invogliante la riBeva (ad libitum). Serve aggiungere altro? Ah sì, faccio il riassunto: il Custoza Superiore DOC Summa 2020 certificato biologico🍃 e griffato Gorgo è un CAPOLAVORO🏆 fragrante e piacevole, con un solo ed unico difetto: finisce prima di qualsiasi altro vino…😋 [comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: anche la guida vini Gambero🦐 Rosso si è accorta della bontà di questo Summa, premiandolo con i 3 bicchieri🍷🍷🍷.
etichetta 9,25 | colore 9,40 | profumo 9,08 | densità 8,34 | persistenza 9,71 | tipicità 9,14 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25 PUNTEGGIO TOTALE 111,38
Sono passati 12 mesi dall’assaggio del Chianti d’annata del Podere di Marcialla [scoprilo qui] che riuscì a sorprendere per una gustosità di beva inattesa e un rapporto emozioni~prezzo incredibile. Questa volta va in scena la Riserva, sempre 2019, quindi lo stesso vino con una vinificazione e una maturazione più complessa. L’assaggio si rivela complementare ma con dei distinguo: se per il colore e i profumi si può dire che siano sostanzialmente sovrapponibili al precedente assaggio, non è così per struttura e persistenza. Stavolta il sorso si rivela più corposo, più strutturato, mantenendo un bell’equilibrio tra acidità e morbidezza, per poi regalare una persistenza aromatica di bella piacevolezza e notevole intensità, con l’aggiunta di un tannino “in sottofondo” nitido ed elegante. Stavolta il Chianti DOCG Riserva 2019 griffato Podere di Marcialla è decisamente un CAPOLAVORO🏆, che rende onore al lavoro e alla dedizione delle famiglie Anichini e Passaponti – con il supporto enologico di Roberto Terziarol – che lo realizzano. Bravi 👏 👏 👏! Post Scriptum: ciliegina sulla torta, il prezzo felicemente “accessibile” e rispettoso delle tasche dell’utente finale, cioè di tutti noi winelover, appassionati, bevitori, orsetti🐻… 😉
etichetta 9 | colore 8,78 | profumo 8,59 | densità 8,94 | persistenza 8,89 | tipicità 9,29 | struttura 8,72 | discesa in gola 8,71 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 8,82 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 107,87
È la domanda che mi sono posto stappando il Chianti DOCG Rosso di Terra 2016 griffato Ciaccioni. Facciamo un passo indietro… mi trovo casualmente a gironzolare🐻 nei boschi intorno a Chiusi, borgo senese dal sapore etrusco e mi chiedo:《cosa c’è di meglio di fare pausa vino?》Detto > fatto, mi ritrovo immerso nei meandri della cantina interrata dell’osteria~enoteca Il Grillo è Buoncantore [scoprila qui], guidata con mano sicura da Tiziana Tacchi, portatrice sana dell’alleanza Slow Food😋. Frastornato dal dubbio di quale bottiglia scegliere, invece di puntare su una determinata tipologia di vino, punto all’annata e decido di accattarmi una duemila16 di un Chianti “e basta”, cioè non appartenente alle principali zone della DOCG (Classico, Colli Senesi, Montalbano, Rufina etc.). Sinceramente, non avevo mai sentito parlare dell’Azienda agricola Ciaccioni e tantomeno di questo Chianti, acquistabile online a 13€ sul sito di RAVAZZI (clicca qui), che ne è anche l’imbottigliatore. Con curiosità, ma senza particolari aspettative, lo stappo… l’assaggio…ed è subito un tripudio di emozioni😍! Di colore rosso granato al calice, con profumi di more e prugne al naso, è in bocca che sorprende ed emoziona visceralmente per concentrazione di frutto e rotondità di sorso, regalando inattese sensazioni forti che invitano alla beva e alla ribeva. C’è poco altro da aggiungere, se non che questo Chiamti DOCG Rosso di Terra 2016 è un piccolo CAPOLAVORO💘 a basso prezzo, pur avendo agguantato la fascia di merito per pochissimi decimali (la solita zona crosspoint, che verrà ottimizzata da Gennaio ’23 grazie ad un upgrade dell’algoritmo). Ma non è che il merito va innanzitutto all’annata? Mi attanaglio nel dubbio…🤔 Post Scriptum: la sufficienza risicata alla voce etichetta è ovviamente causata dalla controetichetta… (v. PRELUDIO > Paragraph 2 > Aggiornamento Nov ’22)
etichetta 6 | colore 9,14 | profumo 8,68 | densità 8,52 | persistenza 9 | tipicità 8,23 | struttura 8,66 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 105,08
…al supermarket sotto casa, ad un costo intorno ai 10€, quindi senza alcuna pretesa. Perlopiù l’acquisto era pensato per un utilizzo come ingrediente marginale di una torta di mele al forno, che abbisognava di un bicerin di vino dolce. Cheppoi, questo Vinsanto del Chianti DOC Corbellicce 2018, proprio dolcissimo non è, visto che la peculiarità di tale tipologia è data dal mix armonico tra note dolci~mielose e vena acidula, quasi acetica. Chiaro che la bravura del cantiniere unita alla sua sensibilità gusto~olfattiva, fanno virare la piacevolezza globale di un Vinsanto verso uno dei 4 lidi possibili: secco, abboccato, amabile o dolce. Ebbene, l’azienda agricola toscana, anzi pistoiese, anzi quarratina Tacinaia [scoprila qui] specialista della tipologia, riesce nel difficilissimo compito di realizzare un Vinsanto di bell’equilibrio gustativo, che abbini la dolcezza all’acidità in modo micrometrico, sfociando in un Corbellicce 2018 STRABUONO💘 ai “piani alti” di fascia, con un rapporto prezzo/emozioni da oscar assoluto. Tanto di cappello🎩 a Lorenzo Lunardi, patron di Tacinaia, e al suo amabile Vinsanto del Chianti!
etichetta 9,13 | colore 8,79 | profumo 8,26 | densità 8,24 | persistenza 8,31 | tipicità 8,68 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,67 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45
PUNTEGGIO TOTALE 104,86
Ultimo giro, ultima corsa…per quest’anno di assaggi! Finalmente tornano i vini dolci, con ben 2 rappresentanti: il classico Vinsanto toscano e il Moscato di Trani. Rimanendo in Puglia, scopriamo come fa il vino Bruno Vespa, con il suo Primitivo di Manduria eppoi voliamo in Sardegna per assaggiare il Vermentino di Argiolas; piccola pausa sul Garda con un Custoza di Gorgo, per poi correre veloci in Romagna, alla scoperta di un Sangiovese di Brisighella. Gran finale con un trittico di Chianti toscani, tutti provenienti dalla provincia di Siena. Sarà un Dicembre esaltante? Lo scopriremo solo bevendo…🤭
Quest’anno, la classifica della Miglior Guida dei vini sarà raccontata in modo graduale: giorno per giorno, dal fondo della classifica al 1° posto, vedremo “cose che voi umani non potete neanche lontanamente immaginare”😜. Gambero Rosso e Slow Wine hanno anticipato la concorrenza uscendo per prime con l’edizione 2023. Poi sono arrivati Vitae, Veronelli, Berebene e, per ultima, Bibenda. Ecco la classifica…
FANALINO DI CODA >>> BIBENDA 2023: con tutto il bene che si possa volere alla F.I.S., a Ricci e alla “leggendaria Guida dei 5 grappoli🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 che fu” – dato che oggi è soltanto un app, certo realizzata benissimo e di facile consultazione, ma gravemente orfana del supporto cartaceo – ci vedo più limiti che pregi. Sarò fin troppo critico in questo mio giudizio, ma Bibenda 2023 riesce ad essere la guida meno attrattiva tra quelle del gotha delle Migliori Guide vini dell’anno. In soldoni, non ci vedo un futuro; ma potrei anche sbagliarmi (e ne sarei più che felice). VOTO: 5 1/2.
5° POSTO >>> BEREBENE 2023: la soglia di costo dei vini recensiti, fino allo scorso anno uguale o inferiore ai 13€ – limite anacronistico e miope – è finalmente lievitato a 15€, grazie ai miei suggerimenti😁, seppur accolti solo in parte (l’ideale sarebbe stato innalzarlo a 18~20€ o allinearlo ai “miei” 21€). Bere bene spendendo il giusto è il target di questo blog fin dalla sua nascita ed è pure il mio obiettivo di vita (boschiva🐻). Ma a tutto c’è un limite e quei 15€ di soglia massima sono tuttora una soglia anacronistica – anzi, un cappio al collo in tempi d’inflazione planetaria – perchè nella fascia compresa tra i 15 e i 21€ ci sono una miriade di vini TOP. Un cappio al collo (di bottiglia) che relega la guida low-cost Berebene 2023, by Gambero Rosso, al 5° posto. Peccato, perchè quest’anno ho notato che gli assaggi e i racconti degli stessi sono decisamente più descrittivi e più “centrati” rispetto alla scorsa edizione. Arriva alla sufficienza risicata, ma servirebbe una crescita ulteriore per puntare ben più in alto: io ne sarei il 1° accanito tifoso. VOTO: 6.
4° POSTO >>> SLOW WINE 2023: solito gran caos di valutazioni e ripetitività di vini e cantine già viste nelle precedenti edizioni, senza succose novità che in un mondo dinamico qual è quello del vino, portano a valutare la “leggendaria Guida chiocciolata 🐌” decisamente lontana dal podio. E non per pochi decimali…😎 Servirebbe una scala di valori più precisa e una maggior attenzione a raccontare i vini (cioè il frutto del lavoro di una Cantina), che non il cantiniere. Io credo che per il 2024 Slow Wine dovrà inventarsi qualcosa di innovativo: un tempo era la mia Guida preferita, ma i tempi cambiano e chi non si evolve… VOTO: 6 1/2.
3° POSTO >>> GAMBERO ROSSO 2023: la storica Guida dei 3 bicchieri🍷🍷🍷 perde lo scettro e 2 posizioni rispetto a 12 mesi fa, scivolando sul gradino più basso del podio delle Migliori Guide vini. I Premi Speciali, i Vini Rari e una buona dinamicità/selettività nelle etichette premiate~recensite quest’anno, rispetto alla versione 2022, sono punti a favore. Degna di nota anche una maggior rigorosità nel giudizio dei vini assaggiati e nell’assegnazione del maximo premio agli stessi. La maggior precisione e “centratura” dei voti assegnati alle varie etichette delle cantine recensite, non basta però a reggere la concorrenza agguerrita dei competitor. Serve altro. VOTO: 8-.
2° POSTO >>> GUIDA ORO VERONELLI 2023: tutti ci aspettavamo “il colpo di reni”, l’ultimo sforzo per raggiungere lo scettro, sfiorato per pochissimo lo scorso anno. Solo che quest’anno la Guida Oro si è scontrata con: in primis, il colpo di teatro messo in scena dall’AIS con la sua Vitae 2023; in secundis, con quei piccoli ma significativi miglioramenti implementati del Gambero. E nonostante la Veronelli giochi al meglio la sua carta vincente – una micrometrica precisione valutativa dei vini, migliore di qualsiasi altra Guida – e aggiunga alla Guida Oro, una bellissima app che è sicuramente la più completa, la più accurata di tutti i competitor, manca ancora qualcosa a suggello della sua indubbia crescita costante, perpetrata negli anni. Alcune regioni, ad esempio la Liguria, sono inspiegabilmente orfane di cantine straordinarie come Giacomelli, La Pietra del Focolare, Ottaviano Lambruschi, giusto per fare qualche nome. Forse, all’opposto della Guida che scopriremo domani (spoiler!), la filosofia perseguita è quella del “pochi ma buoni”. O forse si fa sentire la mancanza di Lui(Gino), che m’immagino “da lassù”🌠 a sbracciarsi animatamente per la sua creazione storica. Anyway, non voglio indugiare in ulteriori giri di parole, ma per consacrare Veronelli come il Re👑 delle Guide vini, servirebbe un cambio di passo, un’accelerazione e non una Guida Oro “con il freno a mano tirato”, com’è quella attuale. Che resta comunque il mio riferimento/la mia preferita, sia chiaro. VOTO: 8.
1° POSTO >>> VITAE 2023: la Guida ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) quest’anno riesce a spiazzare tutti e spicca il volo planando sul 1° gradino del podio delle Migliori Guide vino 2023. La guida cartacea è la versione più ricca di sempre, con oltre 1.000 vini insigniti del maximo premio, cioè le 4 viti. Il colpo di scena, a sorpresa, è però la nuovissima app ufficiale Vitae 2023, che teletrasporta una sintesi dell’intera guida cartacea sugli schermi del nostro telefonino. App abbastanza intuitiva, sintetica, di facile consultazione, anche se graficamente…(insomma): bello invece il simbolo del diamante💎 assegnato alle gemme vinicole, cioè a quelle bottiglie premiate con le 4 viti, che siano state capaci di raggiungere punteggi elevatissimi ovvero ben oltre i 90 pt. Però… c’è un però: c’è un macigno che pesa come una casa sull’imprecisione delle valutazioni di alcuni vini. Anche senza essere sommelier, saltano all’occhio troppe “4 viti” regalate ad ottimi vini ma non certo eccellenti. Di contro, molti vini eccellenti, sono stati platealmente sottovalutati (un paio di esempi su tutti? 2 vini che conosco benissimo, come il passito La Bella Estate by Vite Colte e il Poggio a’ Frati Riserva by Rocca di Castagnoli, entrambi pluripremiati sia dal Gambero che da Veronelli, ma snobbati dalla guida AIS che gli affibbia 2 viti🤔. Non aggiungo altro, se non che ho riscontrato decine di valutazioni sballate(…). Tirando le somme: Vitae 2023 versione abarthizzata, appariscente e roboante, impressiona al primo impatto, ma poi fatica a vincere “di strettissima misura” questa classifica, visto che non è esente da errori plateali in svariate etichette. Invece di sbandierare gli oltri 2000 produttori e gli oltre 20mila vini recensiti, era meglio se evitava valutazioni imprecise. Si consiglia, quindi, di utilizzarla con estrema (e sospettosa🧐) circospezione . VOTO: 8+.
Se l’inizio di questo mese è stato “battezzato” dalla Riserva Poggio a’ Frati 2016, quest’ultimo assaggio novembrino fa il bis con un Chianti della stessa cantina in versione base, annata 2019. Qui non ritroviamo il fascinoso colore rubino profondo della Riserva, ma ci godiamo un bel rosso sgargiante che però produce pochi archetti versandolo nel calice di beva. L’olfatto è solo discreto, con accenni di ciliegie🍒 e ribes; l’attacco in bocca, pulito e delicato. Poi il sorso si apre al palato con una buona fragranza di frutto e leggerezza di corpo: la piacevolezza gustativa è notevole, ma la struttura e la persistenza sono sotto le attese. Diciamo che questo Chianti Classico DOCG 2019 griffato Rocca di Castagnoli e realizzato dal duo agronomico~enologico Andrea Borghi/Daniele Pagni per le Tenute Calì, è decisamente STRABUONO💘 di fascia altissima e farà felici “gli amanti dei Chianti fragranti” [cit. Rimatore Seriale😁] e coloro che prediligono i vini beverini. Per tutti gli altri…c’è la Riserva [scoprila qui]. Post Scriptum: nota di merito per l’etichetta in stile classico~elegante e sopratutto per la controetichetta riportante la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato” e la certificazione BIO🌱. Superlativo anche il rapporto genuinità/prezzo. Applausi 👏.
etichetta 10 | colore 8,34 | profumo 8,03 | densità 8,13 | persistenza 8,17 | tipicità 8,77 | struttura 7,93 | discesa in gola 9,42 | retrogusto 8,08 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,70 PUNTEGGIO TOTALE 104,91
…è un rosso piemontese della DOCG Dolcetto di Diano d’Alba, realizzato da Claudio Alario. Etichetta~quadro iconica della piccola produzione vinicola di Claudio Alario [scoprila qui], perlopiù incentrata esclusivamente sui 3 vini rossi “bandiera” delle Langhe: Barolo, Barbera e, per l’appunto, Dolcetto. Che si presenta rosso rubino sgargiante, con timidi profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca quasi timoroso. Ma poi: sorso di spettacolare equilibrio tra le note acido~tanniche e quelle dolci, morbide, rotonde. Si capisce subito, bevendo questo Dolcetto di Diano d’Alba DOCG Sorí Costa Fiore 2020 STRABUONO💘 di fascia alta, che lo stile vinicolo di Claudio Alario è tutto incentrato verso l’eleganza di beva, tenendo a distanza siderale sgarbate spigolosità e concentrazione di frutto innaturale. Questo è il mio 1° vino che assaggio di Claudio Alario, ma credo che non sarà l’ultimo😍 e devo dire grazie alla Locanda degli Artisti – magica osteria a Torre de Picenardi, nel cremonese – che me l’ha fatta scoprire nella splendida saletta~cantina ricavata al suo interno.
etichetta 9,33 | colore 8,64 | profumo 8,01 | densità 8,36 | persistenza 8,52 | tipicità 8,21 | struttura 8,44 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,70 PUNTEGGIO TOTALE 104,45
Perchè già a partire dall’etichetta – graficamente accattivante e ben realizzata – si capisce di essere davanti a una bottiglia non banale, che incuriosisce l’assaggio. Oggi siamo in Valle d’Aosta e più precisamente a Le Junod, in quel di Introd (Ao), dove Marco Martin è il proprietario, nonché agronomo, oltreché enologo, dell’Azienda vitivinicola Lo Triolet [scoprila qui]. E il suo Pinot Gris Vallée d’Aoste DOC 2019, proveniente da vigneti a 900 mt. di altitudine, si presenta di un bel giallo paglierino venato da flash verdastri, con intensi profumi di susina, anice, melone, kiwi e un pouffe di cedro. Attacco in bocca garbato ed elegante, in linea con le peculiarità del sorso: spicca l’equilibrio micrometrico tra le varie “anime” di questo bianco valdostano. Perchè acidità e mineralità, che regalano freschezza al palato, sono sostenute da una struttura vinosa importante ma non debordante, da una persistenza aromatica di eleganza STRATOSFERICA (uso il maiuscolo, non a caso) e da una morbidezza/rotondità in sottofondo, che incornicia alla perfezione questo Pinot Gris 2019 CAPOLAVORO🏆 griffato Lo Triolet, che sorprende ed emoziona oltre le attese. È pur vero che la guida AIS Vitae 2021 lo aveva premiato con il tastevin regionale, ma “i premi delle guide” non sono il Vangelo e talvolta sono di manica larga; ma non è questo il caso e quindi…applauso👋👋👋 lungo e ripetuto per Marco Martin e il suo Pinot Gris! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
etichetta 9,78 | colore 9,14 | profumo 9,36 | densità 8,97 | persistenza 9,36 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 9,51 | ribevibilità 9,76 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,49
Casalsole è una CasaVacanze situata in quel di Vinci (FI), nella zona collinare del Chianti Montalbano. Oltre alla piscina, agli appartamenti e al relax, Casalsole [scoprila qui] realizza una manciata di vini “quotidiani”, con Irene Giorgetti – winemaker – che è l’autrice anche del Canaiolo IGT in assaggio oggi. In etichetta si legge “morbido al palato e ricco di tannini”: ecco, forse stiamo parlando di un tannino velato, impalpabile, in sottofondo. Perchè questo Canaiolo in purezza – rubino sgargiante al colore e profumi fruttati al naso, con un pouffe di ciliegie🍒 – è tutto fuorchè un vino tannico: è invece dotato di sorso scorrevole, beverino, con una morbidezza e una piacevolezza di fondo davvero convincente e si abbina alla perfezione con un plateau di pecorini toscani e affettati misti, anziché con qualsiasi altra pietanza non impegnativa, in linea con lo stile gustativo “spensierato” del vino. Tirando le somme, questo Canaiolo IGT Casalsole è STRABUONO senza gridare al miracolo (fascia bassa), ma con l’arma segreta della riBevibilità, che può facilmente significare “altro giro, altra sbornia”…🤪
etichetta 8,03 | colore 7,88 | profumo 7,75 | densità 7,04 | persistenza 7,21 | tipicità 7,28 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 7,02 | ribevibilità 9 | prezzo 8,40 | piacevolezza globale 8,15 PUNTEGGIO TOTALE 94,01
…realizzato dall’azienda forlivese I Sabbioni: è il vino in assaggio oggi, nella versione 2016 alias “l’annata del secolo🥰”. Sangio dal colore rubino non troppo intenso, con delicati profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca garbato, impalpabile. Poi peró “i Gruccioni prendono il volo” e il sorso si apre a ventaglio sulle papille linguali, sfoderando una struttura sotto le attese, ma dotata di notevole morbidezza, con media persistenza e consueto, per la tipologia, retrogusto amarognolo a chiudere la beva di questo Sangiovese Superiore Romagna DOP I voli dei gruccioni 2016 STRABUONO💘, griffato I Sabbioni [scoprili qui]. Com’è consuetudine per i sangio di razza, una temperatura di servizio intorno ai 15~16°, riesce a regalare emozioni di beva più nitide. Unica nota stonata in questo bel quadretto d’insieme – che incide negativamente sul punteggio totale – è la dicitura in controetichetta “imbottigliato per conto de I Sabbioni da …”😒 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 6 | colore 8,34 | profumo 8,12 | densità 8,38 | persistenza 8,32 | tipicità 8,96 | struttura 8,32 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 8,78 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,25 PUNTEGGIO TOTALE 100,28
Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.
etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75 PUNTEGGIO TOTALE 105,11
… e crea un’immagine identitaria ben definita. Un incipit fondamentale per andare a raccontarvi i banchi di assaggio che hanno illuminato di vini e vignaioli il Museo della vite e del vino di Montespertoli, nella giornata di sabato 12 Novembre, con l’evento La Révolution à Montespertoli.
Titolo dell’evento che, a mio modesto avviso, va letto come Re~Evolution, cioè una rivoluzione che serve a creare un’evoluzione, una crescita, un’innovazione: ed Emotional Wines, pur nei limiti di una lucidità che si è sempre più rarefatta nel susseguirsi degli assaggi (oltre la 30ina di sorsi, ciucca🤪 docet), ve la racconta in modalità “instant” ovvero per immagini (+ 1 video📽) e per highlights.
Si parte con il Podere dell’Anselmo ovvero Fabrizio Forconi e i suoi vini, con la bottiglia più emozionale: Chianti Montespertoli Riserva. Rispetto alla versione d’annata assaggiata 1 anno fa [scoprila qui], la Riserva 2014 è più carnosa, più rotonda, più profonda nel sorso: da riassaggiare con calma, magari nella versione 2016.
Si prosegue con Coeli Aula con uno scoppiettante Stefano Meucci a presentare le sue creature vinicole, tra le quali mi ha impressionato positivamente il Chianti Riserva, più per le note fruttate che non per la profondità di beva. Prendo nota…
Passando a La Leccia, mi ha colpito al cuore un bollicine rosa a base di sangiovese: perlage finissimo, fragoline di bosco e susine, al naso e un’attacco in bocca gustosamente fruttato e pulitissimo, elegante. L’esclamazione Boh! ci sta tutta (ed è anche il nome del vino).
Ed eccoci al Podere Guiducci, un’Azienda particolarmente attenta a rispettare la biologicità nella produzione dei loro vini, con la mia preferenza che va al Tempora: un petit verdot elegante e molto nitido.
Si prosegue con Valleprima che, tra i vari assaggi della rassegna, è quello che mi ha colpito di meno, anche se il valido Ciliegiolo sarebbe da riassaggiare con calma.
Calma, che va a farsi friggere dinanzi all’imbarazzo della scelta delle varie etichette presentate dalla Tenuta Moriano, tra le quali seleziono un buonissimo cabernet sauvignon denominato Tufesco.
Tutto al femminile il banco di assaggio Casa di Monte, con la mia scelta che ricade sul supertuscan Robbia, un Rosso di Toscana IGT realizzato con un blend di cabernet sauvignon e sangiovese. Ottimo!
Eppoi c’è il Podere Ghisone, con Luca Nesi che, vedendomi traballante, mi suggerisce di limitarmi ad un unico assaggio: accetto il consiglio, cerco di recuperare lucidità e scelgo la Riserva 1797. Notevole!
Ormai ondeggiante tra un banco e l’altro, scorgo Giulia Conti della Tenuta Ripalta che malvolentieri – avendo notato la ciucca🤪 – mi fa assaggiare un sorsino piccolino del supertuscan L’Antenato. Interessante…
Arrivato ormai alla soglia dei 30 sorsi, mi trascino al banco del Castello Sonnino, dove l’enologo Renato Laconi mi spiega per filo e per segno le peculiarità dei suoi vini. Premo il tasto REC🔴 per fare un video, ma a causa del mio tasso alcolemico, qualcosa va storto; ne esce fuori una foto “di sgancio” che mi fa ricordare le belle doti beverine e la grande freschezza del Chianti Montespertoli 2021.
Viste le mie condizioni fisiche, al banco de La Lupinella, provano a controllare se sia ancora in grado di reggermi in piedi o debbano portarmi via in lettiga: nell’attesa, il Lupinello è risultato un rosso fragrante e beverino.🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪 Arrivato ormai al punto di ciucca irreversibile🤪, anzi 1 nanosecondo prima, chiedo a Giulio Tinacci di Montalbino, PRESIDENTE DELL’ASS.NE VITICOLTORI DI MONTESPERTOLI: “scegli una parola per descrivere l’Associazione”… (e questa volta premo REC🔴 al momento giusto)
Post Scriptum: chiedo scusa agli altri banchi presenti nella Rassegna, per non essere stati inseriti in questo wine tasting. Alla proxima occasione, riparerò...
Lo realizza Severino Garofano, in quel di Copertino, nel leccese. La Puglia – è cosa ormai conclamata – ha una marcia in più per quel che riguarda la vinificazione in rosa. Ma nel caso dell’assaggio odierno, il Negroamaro Rosato Salento IGP Girofle 2020, c’è uno step evolutivo rispetto ai tanti strabuonissimi/capolavori rosati salentini. Nel Girofle 2020 – che si presenta di un bel cerasuolo/corallo alla vista e profumatissimo di fragoline di bosco🍓, rosa, bergamotto, chiodi di garofano – le peculiarità tipiche della tipologia, cioè le note opulenti e la ricchezza di beva, sono sostituite da un sorso dotato di eleganza sopraffina e di persistenza aromatica intensa da “champion of the world“. Non è un caso quindi che Girofle 2020 griffato Cantine Garofano [scoprile qui], si porti a casa, in souplesse, la valutazione di vino CAPOLAVORO🏆, perlopiù con un voto altissimo. Se negli Emotional Awards🎖, che andranno in onda su questi schermi il 6 Gennaio 2023, esistesse il premio “eleganza”, sicuramente sarebbe appannaggio del Girofle 2020. Senza se e senza ma. Quindi, chapeau🎩 a Severino Garofano per questo suo strepitoso rosato! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: mi segnalano, dalla regìa, che questo vino ha ricevuto il premio “miglior assaggio rosato dell’anno” secondo la Guida Oro Veronelli 2022. Prendo nota per aggiornare l’imminente Classifica delle Guide Vini 2023…😉 Post Scriptum bis: unica nota stonata, in questo quadro idilliaco, è la controetichetta che riporta la dicitura “imbottigliato da…”😒, che va a inficiare la valutazione riferita all’etichetta e, di conseguenza, il punteggio totale. Del resto, l’algoritmo qualitativo è tarato per premiare chi produce integralmente e imbottiglia il vino all’origine: per tutti gli altri, c’è una penalizzazione [v. sez. Preludio >>> PARAGRAPH 2 >>> Aggiornamento Novembre 2022 rev. 2].
etichetta 8 | colore 9,74 | profumo 9,68 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,76 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,60
PUNTEGGIO TOTALE 113,15
Viola, ribes selvatico, more e prugne: sia al naso che al palato, sono questi i 4 profumi~sapori protagonisti dell’assaggio odierno, il Lambrusco Provincia di Mantova IGT Vergilius griffato Cantine Virgili [scoprile qui]. Questo “brusco mantovano” 🍷 l’ho scoperto all’Hostaria Viola [scoprila qui] di Castiglione delle Stiviere: trattasi di posto magico 🪄 dedito alla stupefazione enogastronomica, in virtù di location, accoglienza, cucina e vini, semplicemente al TOP. Di tutto questo ne beneficia anche il Vergilius, che si adegua al mood dell’Hostaria con una vinosità ricca, opulenta, persistente, abbinata ad una piacevolezza di beva in perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, con un retrogusto coerente e gustoso. CAPOLAVORO🏆 sorprendente e inatteso – data la tipologia, spesso inflazionata da etichette commerciali non sempre improntate alla ricerca della qualità – anche per merito di una genuina rusticità di fondo che garantisce una riBevibilità a crescita esponenziale, sorso dopo sorso, bottiglia dopo bottiglia, ciucca dopo ciucca🤪…
etichetta 8,26 | colore 9,14 | profumo 9,21 | densità 9,14 | persistenza 8,77 | tipicità 9,22 | struttura 8,62 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55 PUNTEGGIO TOTALE 109,94
…della linea “I pompieri” è il vino dell’assaggio odierno. Mario Schiopetto: sí, proprio lui, l’inventore~precursore dell’attuale Friulano, che fin dalla metà degli anni sessanta, fu appassionato promotore del vino bianco goriziano a base di uve tocai, made in Capriva del Friuli. E allora… il Friuli DOC 2021 griffato Schiopetto [scoprilo qui] si presenta nel classico giallo paglierino alla vista, con profumi erbacei, susine e frutta bianca, all’olfatto. Attacco in bocca delicato ma non banale: il sorso è pulito, semplice, di media struttura, gustosamente fruttato e dannatamente fragrante~beverino. Ecco, la riBevibilità e la duttilità degli abbinamenti (nel mio caso, l’ho rischiato su un aperitivo con prosciutto San Daniele e pizzette varie, senza colpo ferire) sono sicuramente i plus di questo Friuli DOC Friulano 2021 STRABUONO💘. Per tutto il resto – persistenza, struttura e retrogusto, decisamente sotto le attese – probabile debba rivolgermi alla linea “Mario Schiopetto”, prossimamente su questi schermi 📺. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,04 | colore 8,44 | profumo 8,29 | densità 8,24 | persistenza 7,96 | tipicità 7,91 | struttura 7,82 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,25 PUNTEGGIO TOTALE 100,14
…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
… fin dal colore di questo bianco lombardo: oro antico. Al naso👃: nocciola, fichi, cedro e susina, con un touch vanigliato. Al palato, la sorprendenza regna sovrana: attacco in bocca sontuoso, con struttura da vino invecchiato che emoziona le papille linguali, fin dal primo sorso. Che si rivela di grande balsamicitá e pienezza di frutto, sostenuto da una bella aciditá che va a braccetto con una super morbidezza, dotato di persistenza inaudita, spiccata tipicitá (da vino importante) e un pouffe di note ammandorlate in chiusura di beva, che poi regala un retrogusto intenso e rotondo. Questo CAPOLAVORO🏆 di livello maximo(🔝) è realizzato con uva turbiana – un vitigno di derivazione trebbianica😜 – che trova a Pozzolengo, nel bresciano, la sua espressione migliore: perchè Tenuta Roveglia [scoprila qui] nel realizzare il Lugana Riserva DOC Vigne di Catullo 2017, si è davvero superata, regalandomi uno dei migliori assaggi dell’anno. Standing ovation 👋👋👋 strameritata❗[comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare… onore e rispetto per la guida Vitae 2021, dove i sommelier AIS hanno premiato il Vigne di Catullo 2017 con le 4 viti e il premio regionale del tastevin.
etichetta 9,33 | colore 9,68 | profumo 8,61 | densità 9,36 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,74 | retrogusto 9,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85 PUNTEGGIO TOTALE 115,76
… anzi ciliegiato, perché a dominare la beva, in un mix di frutti rossi, sono proprio le ciliegie🍒. Ma facciamo un passo indietro: l’azienda sangimignanese Panizzi non ha certo bisogno di presentazioni, dato che l’ho raccontata 2 mesi fa, in occasione di un wine tasting [clicca qui] effettuato nell’accogliente sede all’interno della Fattoria di Larniano [scoprila qui]. E proprio in quell’occasione mi sono accattato una bottiglia di Chianti Colli Senesi DOCG 2018, che si presenta di rosso rubino sgargiante nel calice, con invitanti profumi di fiori e frutti rossi che poi ritroviamo nel sorso: delicato nella struttura ma straordinario nella sua aromaticitá – con bell’equilibrio tra aciditá e note dolci di ciliegie – pur senza spunti tannici di rilievo ma con tanta, tantissima fruttositá, che è la carta vincente di questo rosso senese CAPOLAVORO🏆 griffato Panizzi. A suggello di tale quadro olfattivo~gustativo, un retrogusto pulito e coerente, pur annotando una persistenza solo discreta: ma che riBevibilitá… e che piacevolezza globale😍.
etichetta 9,03 | colore 8,98 | profumo 9 | densità 8,76 | persistenza 7,14 | tipicità 8,71 | struttura 7,91 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,50 PUNTEGGIO TOTALE 106,01
… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Roberto Petacchi, patron dell’Azienda agricola Giacomelli, con il suo Vermentino Le Pianacce, lo avevamo giá apprezzato mesi fa [scopri qui l’assaggio]: sará oggi capace di bissare il bouquet💐 emozionale regalatoci in precedenza? Vero è che il title dell’assaggio odierno sembra platealmente spoilerare la valutazione finale, ma… andiamo per ordine: tonalitá giallo oro alla vista, profumi di fiori e frutta a polpa bianca al naso, attacco in bocca di strepitosa eleganza. Ed è proprio l’eleganza di beva, sorretta da una struttura importante e da una persistenza aromatica lunga ed intensa, la chiave di lettura di questo Vermentino Colli di Luni DOC Boboli 2021: CAPOLAVORO🏆 bis per Giacomelli, questa volta con un bianco ligure di raro equilibrio tra note saline e morbidezza di fondo, con un retrogusto finale, tanto per non smentirsi, di memorabile eleganza. Chapeau🎩 Monsieur Petacchi! 🤩 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: anche ai sommelier della Guida Bibenda è piaciuto, dato che l’hanno premiato con il voto maximo dei 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇. Idem dicasi per il Gambero Rosso, che ha premiato Boboli 2021 con i 3 bicchieri.
etichetta 8,10 | colore 9,04 | profumo 8,83 | densità 8,91 | persistenza 9,15 | tipicità 9,23 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,41 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,20 PUNTEGGIO TOTALE 109,89
…ammalia fin dal 1° sorso: di colore rosso scurissimo impenetrabile, dai profumi di more, ribes e un touch di tabacco, entra in bocca con una struttura polposa e concentrata, per poi sfoderare un’intensa persistenza aromatica e un retrogusto tabacco~cioccolatoso decisamente intrigante. La Lecciaia [clicca qui], cantina ilcinese di proprietà di Mauro Pacini dal 1983 – già scoperta su questi schermi con il Sassarello [leggi qui l’assaggio] – si è poi espansa 20 anni fa acquisendo un vigneto di 90 ettari in quel di Campagnatico, nella Maremma grossetana. Ed è proprio da lì che proviene il Montecucco rosso DOC 2013, CAPOLAVORO🏆 inatteso e sorprendente, dato anche il prezzo al pubblico che resta sotto i 10€, proiettando quest’etichetta nel gotha degli “emotional wines” meno costosi. Chissà che il 6 Gennaio 2023 – consueto appuntamento annuo con la premiazione dei migliori assaggi – non capiti di trovare il Montecucco de La Lecciaia in cima alla classifica dei vini con il miglior rapporto emozioni-prezzo: lo scopriremo solo bevendo…😛
etichetta 9,21 | colore 9,54 | profumo 9,18 | densità 9,02 | persistenza 9,56 | tipicità 8,97 | struttura 9,29 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 9,16 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35 PUNTEGGIO TOTALE 111,93
Oggi siamo a Cortona, borgo aretino non lontano dal confine con l’Umbria: ci attende un vino speziato e fragrante, beverino e di grande piacevolezza gustativa, realizzato dal “vignaiolo indipendente” [scopri qui FIVI] Fabrizio Dionisio. Ma… partiamo dall’inizio: etichetta “artigianale” iconica e ben fatta, vino dal colore rubino~purpureo intrigante, con profumi di spezie, ribes selvatico, more e un pouffe di vaniglia. Beva agile, di media struttura e di bell’equilibrio: come ho anticipato sopra, questo Cortona DOC Syrah 2021 griffato Fabrizio Dionisio [scopri qui la cantina], convince per una riBevilitá al TOP e una discreta persistenza, chiudendo il sorso con un retrogusto piacevole. Insomma, siamo davanti ad un rosso toscano STRABUONO💘 di fascia alta, biologico, senza frizzi&lazzi, ma ben realizzato. Probabile che per trovare struttura e persistenza di livello superiore, serva rivolgersi al “fratello maggiore” Il Castagno: sarà quindi mia premura, in un futuro proximo, scovarlo ed assaggiarlo😋.
etichetta 9,14 | colore 8,64 | profumo 8,23 | densità 8,04 | persistenza 8,05 | tipicità 8,52 | struttura 8,22 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 10 | prezzo 9,20 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,24
Rusticitá, genuinitá, tipicitá: per me sono queste, le 3 keywords che rappresentano “il vino rosso” fatto in Toscana. E quindi non mi stupisce stappare un Rosso Montescudaio DOC 2019 realizzato dalla Fattoria Sorbaiano [scoprila qui] in quel di Montecatini val di Cecina (PI) – borgo situato a cavallo 🐴 tra Volterra e il mare – e perdermi tra i rustici profumi che emana appena versato nel calice. È di un bel colore rubino profondo e di accattivante densitá (non filtrato?); in bocca è piacevolmente tannico, con richiami a quella vinositá astringente dei rossi “rurali”, per un perfect match con una grigliata di carni miste o addirittura una bistecca🥩 di razza chianina. Certo, la struttura non è profonda e il gusto fruttato è travolto dalla rusticitá, che peró è anche il punto di forza di un vino STRABUONO💘 che invoglia la beva. Da sottolineare il rapporto qualitá~prezzo imbattibile, perchè sotto i 10€ è davvero una raritá trovare un rosso di questo livello: costasse il doppio, sarebbe ugualmente un ottimo acquisto, ma a questo prezzo… chiamo☎️ Sorbaiano e me ne faccio inviare una 50ina di pacchi📦. (🤪) [comprato su ITALVINUS a questo prezzo] Post Scriptum: la genuinitá di questo vino è garantita anche dalla certificazione BIO 🍃, con tanto di marchio ben presente in controetichetta. Bravi👏👏👏!
etichetta 9,08 | colore 8,84 | profumo 8,23 | densità 9,21 | persistenza 8,25 | tipicità 8,56 | struttura 8 | discesa in gola 8,13 | retrogusto 7,71 | ribevibilità 8,62 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10 PUNTEGGIO TOTALE 102,53
Impara l’arte e mettila da parte (Rimatore Seriale docet😜). E con l’assaggio odierno ad aprire le danze emotional di questo mese, l’Arte – quella con la A maiuscola – è l’interprete principale: a partire dall’etichetta, un concept pittorico firmato Henriette Adriensence, pittrice francese originaria dell’Île-de-France. E fin dal bouquet olfattivo – mora, prugna, ribes, ciliegia sotto spirito – per poi passare al sorso, di estrema aderenza alla tipicità del vitigno ma con un touch creativo, si percepisce la ridondanza dell’Arte. Perchè Andrea Muratori, il “pittore” di questo Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC Delirium 2018, non si è limitato al compito di realizzare un vino succoso, di bella ricchezza di frutto e intensa persistenza aromatica. Eh no, Andrea è andato oltre, realizzando un sangio CAPOLAVORO🏆 che trasuda eleganza a partire dall’etichetta…per poi passare all’olfatto, ammaliante… e la beva? inebriante…. con un finale giustamente dotato di lieve amaricanza (peculiarità tipica dei sangio DOC), dal retrogusto infinito per lunghezza e intensità. Se questa non è Arte… Post Scriptum: anche il prezzo è Arte, dato che Delirium sta sotto la soglia dei 21€🤑.
etichetta 10 | colore 9,27 | profumo 9,16 | densità 9,24 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,33 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,30 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65 PUNTEGGIO TOTALE 114,74
Alooooooò cocchi🥥, alooooooooò cocche🥥, entriamo nel 1° mese pieno dell’autunno, contornati da nuovi assaggi vinicoli che non vedo l’ora di bere😋 e di raccontarvi. Partendo dalle bollicine rosa trentine di Altemasi, proseguendo con il Chianti senese di Panizzi, passando per il Montescudaio rosso di Sorbaiano, senza farmi mancare il Lugana Riserva della lumbard Tenuta Roveglia e il sangio romagnolo Delirium. E ancora: il toscanissimo Montecucco rosso de La Lecciaia, il greco di tufo della campana Traerte-Vadiaperti, il Castagnino dell’aretino Fabrizio Dionisio, il Vermentino ligure Boboli di Giacomelli. Direi che come preview degli assaggi ottobrini puó anche bastare, fermo restando il detto “la sete vien bevendo”😜 e quindi…
… un Chianti Classico realizzato dal “big” Antinori, che lo imbottigliava anche nella versione “d’annata” e lo vendeva a prezzi popolari. Da buon orsetto🐻 collezionista, ho ancora l’etichetta “dell’epoca” che lo dimostra 👇.
Poi peró quella versione è scomparsa, poichè Antinori continuò esclusivamente la produzione e la vendita della Riserva (oggi Gran Selezione), con prezzi in ascesa anno dopo anno (ormai è volata sopra la soglia dei 40€). Tutta questa tiritera😁 per dirvi che il Chianti Classico Badia a Passignano esiste ancora, grazie ad una microcantina [scoprila qui] che possiede 4 ettari di vigneti proprio in quella zona e realizza un vino d’annata che andiamo a scoprire insieme: colore rosso rubino intenso; naso con mora, ribes, prugna e un pouffe di caffè cioccolatoso e speziato. Attacco in bocca un filo acidulo, per poi aprirsi a ventaglio sulle papille linguali ed esprimere tutto l’armamentario del più classico dei Chianti Classici: il rincorrersi tra le note erbacee e i frutti di bosco, con un sorso materico, succoso, tannino levigato ma presente e spettacolare morbidezza impalpabile di fondo. “Signore e signori, il Badia a Passignano è nuovamente tra noi” direbbe lo speaker🤠, perchè questo Chianti Classico DOCG 2019 realizzato da Torcilacqua, ovvero dalla family Mariotti, è uno strepitoso CAPOLAVORO🏆 d’altri tempi. E io che ho bevuto il “vecchio” oltre 20 anni fa, l’ho subito riconosciuto e mi sono emozionato🥰 (di nuovo… oggi come allora).
etichetta 9,36 | colore 9,04 | profumo 9,07 | densità 8,91 | persistenza 9,34 | tipicità 10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 113,19
Ad Imperia o più precisamente a Pontedassio, Laura Ascheri – fondatrice della cantina omonima [scoprila qui] oggi capitanata da Marco Rizzo – viene omaggiata con un’etichetta elegantissima, che porta il suo nome anche nella fascetta collo bottiglia del Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2020. Un vino che fa subito innamorare al primo sorso, per un parametro d’inaudita intensitá e nitidezza: la sapiditá. Sapidità che poi si integra in una beva dinamica, fragrante, dal perfetto abbinamento con pesci e carni bianche, capace di invogliare il 2° (ma anche il 3° e il 4°😀) calice, grazie ad una piacevolezza gustativa schietta e di bella tipicitá. Sia al naso, che al palato, agrumi e frutta a polpa gialla sono il leit-motiv di questo Pigato CAPOLAVORO🏆, che non si fa mancare una persistenza lunghissima e un retrogusto coerente con i profumi e con il sorso. Chapeau🎩… ad libitum!
etichetta 9,72 | colore 8,98 | profumo 8,86 | densità 8,22 | persistenza 9,17 | tipicità 9,67 | struttura 8,50 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,79 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05 PUNTEGGIO TOTALE 111,14
Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
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