Cioè… mi sento piccino picciò ad andare a stappare – per poi raccontarvi le emozioni di assaggio – un vino passito realizzato da una cantina piemontese con 130 anni (centotrenta!😱) di storia vitivinicola alle spalle: Orsolani [scoprila qui]. Emozioni che partono dal colore di questo vino dolce a base di uve erbaluce in purezza: oro antico con riflessi arancio~bronzei! Al naso👃 sono netti i profumi di datteri, miele🍯 e zibibbo sotto spirito, mentre in bocca è denso, ammandorlato, di micrometrica coerenza con l’olfatto e dotato di 2 aspetti stra-ordinari: persistenza e retrogusto intensi e di lunghezza infinita. A tratti, questo delizioso nettare passito, mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi di antichi assaggi di vinsanti toscani “occhio di pernice” d’antan. Peró nel Sulè – traducibile in solaio, che poi è il luogo di appassimento delle uve – c’è un equilibrio tutto suo tra le note acetiche e quelle zuccherine: probabile che Massimo Pinna in vigna e Sergio Paolucci in cantina, siano dotati di “bacchetta magica”🥢 atta a far trasformare i grappoli di erbaluce appassiti, in un vino INEGUAGLIABILE ai vertici della tipologia. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 al Caluso Passito DOCG Sulè 2017 griffato Orsolani, per un vino dolce stratosferico! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: bravi anche Bibenda e AIS Vitae, che hanno premiato il Sulè 2017, rispettivamente, con 5 grappoli e 4 viti.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,13

mi ha emozionato perché è magicamente denso e concentrato

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