…sono una felice scoperta in questi ultimi scampoli dell’anno: ad Alice Bel Colle, sede dei Tenimenti Ca’ Bianca – appartenenti alla galassia GIV~Gruppo Italiano Vini – nasce una bollicina dolce che ha un’equilibrio e una piacevolezza di beva di rara suggestione. Perchè all’interno della DOCG Moscato d’Asti capita di trovare vini piacioni, dolcissimi, mielosi, talvolta stucchevoli. Ma evidentemente Giandomenico Longo – enologo di Ca’ Bianca – è un appassionato~innamorato pazzo della tipologia, dato che riesce a tirar fuori l’anima del Moscato d’Asti: la dolcezza di beva è sì intensa, ma micrometricamente bilanciata da una freschezza acidulo~sapida impeccabile, su di una struttura morbida e delicata, fruttata e fragrante, che riesce a regalare emozioni forti, quasi commoventi. Siamo perciò dinanzi ad un bollicine dolce CAPOLAVORO, che si guadagna le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con facilità sorprendente, così come sorprendente è il rapporto emozioni~prezzo ( su VINICUM viene via ben sotto i 10 €uro!). Applausi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 9,07 | profumo 9,38 | densità 8,86 | persistenza 9,02 | tipicità 10 | struttura 8,83 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 112,16
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, piacevole ed equilibrato
PREMESSA : : Illasi è un paese ubicato nel cuore❤️ della Valpolicella, nel bel mezzo della campagna veronese. E la Cantina Santi – perla della “galassia” Gruppo Italiano Vini – che andiamo a scoprire oggi con un wine tasting in loco, emana relax e ruba gli occhi👁👁 al 1° sguardo dall’esterno. Ma è ancora più affascinante all’interno…
Si respira la Storia, entrando in un luogo che ha 180 anni di vita; un luogo, sorvegliato perennemente dalla “presenza eterea” di Carlo Santi – il fondatore – ben percepibile in quell’alone di fascinosa e misteriosa rilassatezza, che mi pervade fin dalla museale sala d’ingresso alla Cantina.
Cristian Ridolfi, winemaker di lunga esperienza e profondo conoscitore delle uve rosse autoctone – corvina, corvinone e rondinella – mi teletrasporta all’interno degli acini appena raccolti e atti alla produzione del “vino principe” di Casa Santi: Amarone della Valpolicella DOCG.
I grappoli di uva sono ben stipati nelle proprie cassette e accuratamente “massaggiati” da appositi ventilatori, a garantire un’essicazione ipercontrollata micrometricamente, tramite sensori che ne monitorano il perfetto grado di umidità e il graduale appassimento (circoletto rosso⭕️ per questa cura “maniacale” delle uve🍇).
Pochi metri più in là, intravedo i tini di varie fogge e materiali – legno, acciaio, cemento – adibiti alla maturazione dei mosti, che poi si trasformeranno nel nettare rosso profondo, pronto a regalare emozioni intense, per coloro che stapperanno una bottiglia di Amarone.
GLI ASSAGGI : : Partenza col “freno a mano”, nel senso che il 1° dei 4 vini in assaggio di Casa Santi è decisamente beverino e piacevole, ma fin troppo leggero e delicato, lontano dal potenziale espressivo della DOC Bardolino Chiaretto – qui, pervenuto solo in piccola parte – alla quale appartiene il Rosè Infinito: un vino ideale come aperitivo, ma non oltre. Si volta pagina e si migliora nettamente il lato emozionale del sorso, con il Soave Colforte: profumi invitanti di pesca🍑 tabacchiera, struttura leggera ma non troppo, per una beva estremamente fruttata, dinamica, fragrante e convincente. Da riassaggiare e valutare con attenzione. 3° vino in assaggio, un “taglio bordolese” (quindi un blend di uve🍇 cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, ovvero un assemblaggio di quelle uve che hanno fatto la fortuna del famoso supertuscan Sassicaia) in salsa veneta: Crinaia 2019. Ne parliamo alla fine, dopo il racconto del 4° assaggio, un Amarone della Valpolicella intitolato a Carlo Santi – fondatore della Casa Vinicola – e alla data di nascita della stessa, 1843. L’annata, 2016, è di quelle memorabili; i profumi sono timidi, ma riconoscibili e virano tutti verso il ribes selvatico, la mora di rovo e la prugna cotta. In bocca è ricco, concentrato, ma forse abbisogna di qualche ora di acclimatamento & ossigenazione, perché così com’è – appena stappato – mi fa rimpiangere la morbidezza e la succosità del “fratello Santico” [scoprilo qui] che tanto mi aveva affascinato al 1° assaggio. Probabile che lo stile di questa etichetta sia volutamente più austero e aristocratico, ma per averne contezza, serve un ulteriore assaggio “dedicato”. Ho lasciato volutamente per ultimo il 3° vino assaggiato: quel “vino da tavola” Crinaia 2019, che ha saputo colpirmi al cuore❤️ al primo sorso. E dato che l’attesa aumenta il desiderio, ne parlerò approfonditamente in un proximo assaggio dedicato😍. Stay tuned 📻 …
POST SCRIPTUM : : piaciuta la “surprise” dell’equinozio di autunno🍁 2023?
…e masticabile: merito di una vinificazione attenta e ricercata. Anche perchè si evince facilmente di essere davanti ad un vino non filtrato – sedimenti docet – e proprio per questo, di grande pienezza di sorso. Ma partiamo dall’inizio dell’assaggio odierno, con un vino che si presenta di un bel rubino scuro alla vista e dai profumi accattivanti di amarena, prugne cotte e spezie, all’olfatto. In bocca sorprende per vinosità e bella struttura, con una beva – passatemi il termine – ciliegiata🍒, senza dimenticare il buon grip donato da tannini dolci e da un’astringenza tutto sommato piacevole, all’insegna di un vino fruttato, rustico, succoso. Direi che la Casa Vinicola Bigi – più famosa per il suo bianco Orvieto Classico, che non per il rosso – cantina umbra della galassia G.I.V. Gruppo Italiano Vini, con questo Umbria IGT Sartiano 2017 CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆, ha saputo realizzare un blend sangio+merlot invitante alla beva e dal rapporto emozioni/prezzo elevatissimo. Chapeau🎩 obbligato all’agronomo Giorgio Aversa e all’enologo Paolo Nardo, per il risultato finale, davvero centrato🎯. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 7 | colore 9,11 | profumo 9,29 | densità 9,77 | persistenza 9,19 | tipicità 9,08 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,08 | ribevibilità 8,96 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 108,03
mi ha emozionato perché è succosamente ciliegioso e rusticamente gustoso
Lo realizza Santi – cantina veneta della galassia G.I.V./Gruppo Italiano Vini – che abbiamo già conosciuto in precedenti assaggi di vini rossi, tutti dotati di un rapporto emozioni/prezzo ben al di sopra delle attese (con la superlativa prova del Santico 2017, assaggiato a Gennaio). E sulla base di tali assaggi, mi son fatto un’idea tutta mia sulla storica realtà vitivinicola con sede a Illasi, nel veronese: a mio modesto avviso, Santi è più rossista che bianchista😁. Senza spoilerare alcunché, scopriamo insieme il Lugana DOC Folàr 2021, che si presenta di un classico giallo paglia vestito e di agrumi, con un un touch di banana🍌stramatura, profumato. Attacco in bocca fruttato e pieno, ma monotematico, tutto basato sulla sapidità di sorso: la struttura di questo bianco – gardesano per vitigno di provenienza, la turbiana – non è certo esile, ma al primo impatto palatale non riesce a suscitare emozioni forti, non riesce ad ammantarsi di quel fascino riscontrabile in altri vini realizzati sulla base dello stesso vitigno, cioè il “trebbiano di lago”. La beva, caratterizzata da un’acidità sbarazzina e piacevolmente rustica, fa mancare un touch di finezza sul finale di sorso, non esprimendo quel “guanto di velluto” che fa tanto charmant🥰 nei vini bianchi (e non solo). Folàr 2021 è quindi STRABUONO🏆🏆🏆 abbondante ma, onestamente, mi aspettavo un risultato superiore, rafforzando quella sensazione sopracitata, cioè che Santi sia più rossista che bianchista…🤗 [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 7 | colore 9,03 | profumo 8,86 | densità 8,36 | persistenza 8,82 | tipicità 8,51 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,69 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 8,92 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 103,23
mi ha emozionato perchè è genuinamente rustico, sapido e fruttato
…che sorprende occhi, naso, bocca! Ma andiamo per ordine: oggi in assaggio un rosato della linea Re Manfredi realizzato da Terre degli Svevi, una delle Cantine G.I.V. (Gruppo Italiano Vini) più interessanti, nel panorama vinicolo del Sud. Lo verso nel calice che si tinge di un bellissimo rosa corallo, mentre al naso arrivano profumi di fragoline di bosco e lime, ma è in bocca che questo rosato lucano colpisce al cuore😍: la struttura sorprende per la ricchezza di frutto in perfetto equilibrio con una scia salina che regala freschezza al sorso; persistenza aromatica sopra le attese per la tipologia, con una gustosissima speziatura nel finale di beva (e pure nel retrogusto!). Ancora una volta, i 2 enologi Autino & Longo, riescono a regalare emozioni intense (e inattese, per un vino a base di aglianico vinificato in rosa) che rendono questo Basilicata IGT Re Manfredi Rosato 2021 griffato Terre degli Svevi, un delizioso CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 dal triplice rapporto ribevibilità/piacevolezza/prezzo al TOP🔝. Bravi, davvero! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 6 | colore 9,18 | profumo 9,28 | densità 8,17 | persistenza 9,09 | tipicità 9,14 | struttura 9,01 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,26 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,02
mi ha emozionato perché è un rosato strutturato, speziato, fruttato [e firmato: Rimatore Seriale😜]
Lo realizza Cristian Ridolfi per la Cantina Santi (G.I.V.~Gruppo Italiano Vini), già felicemente apprezzata pochi assaggi fa con il Valpolicella Ripasso Solane 2019, che qui sale al vertice dei rossi veneti con l’Amarone della Valpolicella DOCG Santico 2017. Il prezzo, nella fascia “specials” 22~42€, lascia intuire un teorico balzo di categoria rispetto al Ripasso, che viene subito confermato dal colore rosso scurissimo impenetrabile e da un attacco in bocca decisamente importante: il palato viene sorpreso da un sorso ricco di frutti di bosco, per poi regalare una persistenza aromatica di sontuosa morbidezza. La beva è di eleganza inusitata, con una discesa in gola tuttofrutto (e sensazioni “zeroalcool”, a dispetto dei 16 gradi!) che si riverbera in un retrogusto impeccabile, sia per lunghezza che per intensità. È plateale la percezione di essere davanti ad un Amarone della Valpolicella INEGUAGLIABILE, che suscita emozioni memorabili, ca va sans dire un vino indimenticabile: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate! [comprato su VINICUM a questo prezzo].
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,43 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,43
mi ha emozionato perchè è succoso e potente, ma anche elegantemente fruttato
Premessa: è la mia prima volta che assaggio un vino “ripassato sulle vinacce dell’Amarone”😲, come leggo sulla controetichetta del Solane. Lo realizza la storica casa vinicola Santi [scoprila qui], nella “città del vino” Illasi (VR). Storica, perchè fondata e condotta dai Santi fin dal 1843 e appartenuta per intere generazioni ai discendenti della stessa famiglia. Oggi la Cantina Santi, Gruppo Italiano Vini, continua l’infinita love💗story con l’uva corvina – vitigno principe della Valpolicella, ma non facilissimo da domare – affidandosi a Cristian Ridolfi, esperto winemaker, nonchè autore del rosso veneto odierno. Che si presenta in abito rubino scuro impenetrabile, con profumi di cuoio, prugne e spezie. L’oscurità citata nel title, si presenta anche al primo impatto palatale: cenni di marasca su un sottofondo di frutti neri – ribes e prugne cotte in evidenza – sorretto da un tannino piccante ma piacevole. Poi il sorso denota una struttura importante, a tratti maestosa, fortunatamente corroborato da una rotondità di fondo e un’intrigante speziatura, con l’allungo infinito di un retrogusto speculare al sorso. In conclusione: siamo davanti ad un vino non banale, dotato di una personalità ascendente – migliora sorso dopo sorso – e proprio per questo, fascinoso, poiché non si svela compiutamente al primo assaggio. Ma si tratta di uno charme oscuro, non per tutti o meglio, non per gli amanti dei vini ruffiani. Perchè il Valpolicella Ripasso DOC Solane 2019 griffato Santi è un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 di rara tipicità, fascinoso non per scelta, ma per DNA🧬[comprato su VINICUM a questo prezzo]. Post Scriptum: pure l’etichetta segue il mood del vino, elegantemente charmant; unica pecca, quel “imbottigliato da”, che vale 3 pt. in meno rispetto a quello che sarebbe stato il suo reale valore, cioè 10…
etichetta 7 | colore 9,49 | profumo 9,12 | densità 9,29 | persistenza 9,19 | tipicità 10 | struttura 9,28 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,39 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 110,09
mi ha emozionato perché è raro trovare un vino dal sorso così succoso, così profondo
… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Oggi in assaggio, il divertente e fragrante Re Manfredi bianco 2020 Basilicata IGT – blend di uve müller thurgau e gewürztraminer – vinificato da Terre degli Svevi, cantina lucana appartenente alla galassia G.I.V. – Gruppo Italiano Vini. Bianco che si presenta alla vista di color giallo intenso e, al naso, profumatissimo di susina, albicocca, con un touch di arancia stramatura. Al palato, si conferma la ricchezza aromatica su una trama di note lievemente abboccate, ma in perfetto equilibrio gustativo con la scia sapido~agrumata del finale. Insomma, un sorso gioioso e beverino per un bianco che agguanta la fascia di valutazione maxima, per un capello: CAPOLAVORO🏆 decisamente inatteso, data la provenienza da una regione, la Basilicata, notoriamente più vocata per i rossi. Evidentemente, Paolo Savo Sardaro e Giandomenico Longo – in cabina di regia agronomica – e l’enologo Christian Scrinzi – in cantina – si sono attrezzati per i miracoli😍. Bravi davvero👏👏👏! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 8,52 | colore 9,08 | profumo 9,13 | densità 8,16 | persistenza 8,30 | tipicità 8,87 | struttura 8,27 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,36 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,65
… mentre invece mi trovo ad assaggiare un vino strutturato ma non troppo, con il tannino più impalpabile mai assaggiato prima e una pulizia di beva davvero inedita. Ma partiamo dall’inizio: l’assaggio di oggi proviene dalla Lombardia e più precisamente dalla Valtellina, dove l’uva chiavennasca (clone “lumbard” del nebbiolo piemontese) proveniente dalla sottozona Sassella, dá vita al Valtellina Superiore DOCG Le Tense 2018 griffato Nino Negri, cantina “gioiello” del Gruppo Italiano Vini. Danilo Drocco, l’enologo di casa, realizza un vino che si presenta di color rubino scarico con nuance granato, mentre al naso dona profumi di ciliegie🍒 stramature, prugne, violette e note boisé. Attacco in bocca esemplare: c’è morbidezza e setosa eleganza, integrate in un sorso asciutto, pulito che mette in nitido risalto l’uva🍇 di provenienza. Senza “distrazioni” deleterie o futili fuochi🎇 d’artificio. Vince il frutto (curato in vigna dall’agronomo Matteo Borserio), vince l’autenticitá di un CAPOLAVORO🏆 dotato di finezza impeccabile. Come capita raramente🥰. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 9,18 | colore 9,25 | profumo 8,86 | densità 8,56 | persistenza 8,82 | tipicità 10 | struttura 8,57 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,14 | ribevibilità 9,34 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,15
Vi rendete conto che son passati quasi 40 anni da quando Luca Carboni intonava questa song “tutta da mangiare”🤩? E le fragole sono il leitmotiv del vino di oggi, il Valpolicella Classico DOC Caleselle 2020 griffato Santi (Gruppo Italiano Vini). Ovviamente, siamo in Veneto – nel veronese, a San Pietro in Cariano – e il rosso che ne vien fuori è un vino dai profumi nitidi di fragole🍓, che ritornano ben percepibili anche al palato, contraddistinto da una piacevole aciditá, una struttura leggera ma non troppo e una tannicitá leggiadra, con naturali limiti di persistenza e retrogusto. Il Caleselle 2020 è il classico vino STRABUONO💘 da mettere in tavola quotidianamente: non impegnativo e sicuramente conviviale, di fresca piacevolezza e grande RiBevibilitá. Perfect match con tacchino e pollo🐔 cucinati a piacere. [comprato su VINICUM a questo prezzo].
etichetta 8,79 | colore 8,01 | profumo 8,54 | densità 7,64 | persistenza 7,41 | tipicità 8,56 | struttura 7,49 | discesa in gola 8,92 | retrogusto 7,42 | ribevibilità 9,30 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 7,90
L’assaggio odierno proviene da un vigneto ubicato sulle colline senesi, nella meravigliosa/magica zona viticola tra Radda e Panzano in Chianti. Il nome del produttore, Melini, rappresenta un pezzo di storia del vino e della Toscana: nato nel lontano 1705, oggi è un “big” della family Gruppo Italiano Vini, pur mantenendo la sede a Gaggiano, Poggibonsi (SI). Il vigneto La Selvanella, che dá il nome al cru di Chianti Classico DOCG Riserva 2015, si presenta di rosso rubino profondo, alla vista. Mentre al naso, i consueti effluvi di frutti rossi sono impreziositi da note boisé e spezie. Attacco in bocca di eleganza aristocratica, in perfetta corrispondenza con un sorso di equilibrata estrazione di frutto: questo Chianti Classico Riserva sa esprimersi con una beva di spettacolare gustositá, ben strutturata e persistente, ma mai strabordante, mai sopra le righe. CAPOLAVORO🏆 di grande tipicitá e aderenza alla DOCG, per un risultato che sa regalare emozioni uniche, a conferma del know-how storico sul tema “Chianti Classico” da parte di Melini. Avevate dubbi🤷♂️? [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 9,16 | colore 9,07 | profumo 8,91 | densità 9 | persistenza 9,21 | tipicità 9,67 | struttura 9,13 | discesa in gola 8,82 | retrogusto 9,24 | ribevibilità 9,06 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,25
Devo dire che l’assaggio dell’Aglianico del Vulture DOC 2018 di oggi – vinificato da Terre degli Svevi – marchiato Re Manfredi e dal suggestivo nome “Taglio del tralcio”, fa quel che promette. Come da tradizione per la DOC lucana, l’aglianico si presenta di color rosso scurissimo, con profumi invitanti di marmellata ai frutti di bosco e con attacco in bocca potente e contemporaneamente morbido. Ecco, é proprio la morbidezza e la conseguente rotonditá di beva, il leit motiv di questo Taglio del Tralcio, che si chiama così proprio per l’utilizzo di uve leggermente appassite in pianta***, con un risultato di magistrale gestione della potenza tipica del vigneto, che qui vira verso toni di fascinosa eleganza, senza traccia alcuna di spigolositá e/o sgradevoli sentori acetici residui. Tale piacevolezza di beva è comunque supportata da una buona persistenza gustativa e un ottimo retrogusto, intenso e pulito. Siamo davanti ad un altro vino CAPOLAVORO🏆 messo a segno da una cantina G.I.V. (Gruppo Italiano Vini), di grande tipicitá e succositá, con il bonus di un prezzo di vendita che sta ben sotto i 15€. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum:***per saperne di più su questa tecnica, vi invito a leggere l’esauriente “spiegone”🤩 in controetichetta
etichetta 8,87 | colore 9,26 | profumo 8,36 | densità 8,93 | persistenza 9,11 | tipicità 8,98 | struttura 8,55 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 8,95
San Prospero, 6 Aprile 1928: Umberto Cavicchioli inizia a scrivere la storia del Lambrusco. E pure oggi, un Cavicchioli – Sandro, classe 1960 – continua la tradizione famigliare e, da esperto wine-maker, crea dei Lambruschi esemplari. Come il Millenovecentoventotto, un Lambrusco di Modena DOC che si presenta rosso fuego🔥alla vista, fragoloso all’olfatto e con grande scorrevolezza di beva al palato, coccolando le papille linguali con frutti rossi di bosco e more stramature. Siamo davanti a un rosso morbido e mai acido, misuratamente abboccato, non strutturato ma esageratamente beverino. Prezzo, da comprarne a cassettate; piacevolezza d’insieme, da berne a bizzeffe, anche aiutati da una gradazione alcolica appena superiore ai 10°. Cavicchioli fa parte del Gruppo Italiano Vini, che equivale a dire: elevato e costante standard qualitativo, anche in fascia base delle varie tipologie di vino, come nel caso di questo Lambrusco STRABUONO💘 che sa regalare momenti di allegria e convivialitá (il brusco va obbligatoriamente bevuto in compagnia🤠) anche grazie ad uno stile di beva dissetante, spensierato. Cin🍷 [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 8,32 | colore 8 | profumo 7,91 | densità 7,06 | persistenza 7,23 | tipicità 8,54 | struttura 6,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,22 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 7,75
Forse ho esagerato con le dosi del vino… sennò come spiegarsi un title così strampalato?😳 A dirvela tutta – lo ammetto – ci ho dato dentro, ma alla fine del racconto dell’assaggio di oggi, capirete il perché e magari seguirete il mio cattivo esempio. Partiamo dall’impatto iniziale, i profumi: effettivamente sono quelli all’ingresso di una bottaia, perché qui si resta inebriati da un pupurrì di frutti rossi maturi che s’intersecano con arancia sanguinella e ciliegia sotto spirito; poi arriva l’esplosione gustativa con una succosità palatale e una persistenza senza fine, che portano dritti dritti ad una situazione pericolosissima…la RiBevibilità ad libitum. Con conseguente rischio di ciucca🤪. Il retrogusto – quel particolare aspetto della degustazione che si rifà all’intensità del vino appena deglutito e alla percezione dei sapori residui sulle papille linguali – qui al suo maximo, suggella l’assaggio di un rosso piemontese CAPOLAVORO🏆 come poche altre volte mi è capitato di bere. Lo so, vi chiederete di quale vino stia parlando e visto che siete arrivati a leggere fin qui, ho deciso di rivelarlo😁: Barbera d’Asti DOCG Superiore Chersì 2016, griffata Cà Bianca (Gruppo Italiano Vini), con la mano felice di Andrea Autino in cantina [comprata su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: unica nota stonata in questo “quadretto idilliaco” é l’etichetta, decisamente anonima o comunque non all’altezza della bontà del contenuto.
etichetta 7,90 | colore 9,34 | profumo 10 | densità 9,18 | persistenza 9,59 | tipicità 10 | struttura 9,14 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,80
Oggi siamo ad Illasi, nel veronese, a scoprire un vino rosso tipico del nord-est italico: il Valpolicella Superiore. Dal nome evocativo, Ventale, che riecheggia le brezze dolomitiche che spirano sui grappoli🍇 di uva Corvina nella Val d’Illasi, la storica cantina Santi – appartenente alla galassia GIV/Gruppo Italiano Vini – realizza questo vino che si presenta con un’etichetta dall’aspetto elegante, quasi regale. Veniamo all’assaggio: alla vista, un bel rosso rubino intenso benaugurante. Al naso, eterei effluvi di mora stramatura, prugna e mirtillo. All’attacco in bocca, un mix di frutti di bosco morbido ed “educato”. La beva si fa apprezzare più per l’equilibrio globale, che per la struttura; ma a spadroneggiare il palato é una nitida sensazione di eleganza, che poi si ripercuote in una bella persistenza e in un retrogusto mooolto fruttato e pulito, senza traccia alcuna di residua alcolicitá. Siamo davanti ad un Valpolicella STRABUONO💘, che non riesce – ironia della sorte🤗per un soffio💨 – ad entrare in fascia maxima, ma sarei pronto a scommettere che in annate meno difficili di quella in assaggio (la 2017), Ventale riuscirebbe in souplesse a volare alto, raggiungendo una valutazione più consona alla sua eleganza di beva. Da riassaggiare prossimamente nelle annate 2018~19. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 9,08 | colore 8,16 | profumo 7,83 | densità 7,96 | persistenza 9,06 | tipicità 8,79 | struttura 8,20 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 9,26 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9
Ed é una cosa che mi é capitata davanti alla bottiglia di Luna Mater, in assaggio oggi. La cantina Fontana Candida (facente parte della galassia G.I.V.) e il suo strabuon😁 Frascati non sono una novitá per Emotional Wines (leggi qui l’assaggio del Santa Teresa) e le sensazioni recepite in quell’occasione, sono di buon auspicio per la versione Riserva che andiamo ora a scoprire insieme. Il bianco laziale “Luna🌙 Mater” Frascati Superiore DOCG 2017 Riserva si presenta di colore giallo paglia; al naso, frutta bianca e ananas maturo; attacco in bocca aggressive, ma poi una struttura importante e una ricchezza di frutto si aprono a ventaglio sulle papille linguali, con una persistenza di notevole intensitá e un super retrogusto finale. La SoRPReNDeNZa citata nel title di quest’assaggio, é data dal fatto che questo CAPOLAVORO🏆 proviene da una DOCG – Frascati – che é spesso sottostimata quando si parla di grandi bottiglie e di valutazioni TOP: é luogo comune considerare i vitigni malvasia di Candia/del Lazio (alla base della DOCG) forieri di “vinelli da tavola” economici e senza tante velleità. Eppure, secondo il mio metro di misura, corroborato dall’algoritmo qualitativo, questo Luna Mater 2017 di Fontana Candida è un Frascati Riserva a dir poco SPETTACOLARE e sono sinceramente convinto che non sfigurerebbe nel “club” dei migliori vini bianchi dell’anno (premiazione che si terrá, su questo blog, a Gennaio 2022). Lo scopriremo solo bevendo…🤪 [comprato su VINICUM a questo prezzo] Post Scriptum: etichetta semplice e contemporaneamente geniale nella sua semplicità!
etichetta 9,54 | colore 8,98 | profumo 9,12 | densità 8,87 | persistenza 9,62 | tipicità 9,78 | struttura 9,29 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,60
Di entrambi ce ne sono millemila specie, tipologie, denominazioni, famiglie di appartenenza. Ma mentre con i funghi, andando a caso senza un minimo di conoscenza della materia, si rischia la vita, con il vino si rischia – al massimo – una ciucca🤪 (hic). E proprio per caso ho scoperto il Collio DOC Pinot grigio targato Formentini (cantina appartenente al Gruppo Italiano Vini) che mi ha sorpreso – in positivo – e mi ha “acciuccato”🤩 di brutto. Vi racconto l’assaggio: etichetta ben fatta ma nome della cantina a me sconosciuta : : colore giallo paglia con toni verdastri : : naso che ricorda l’ananas🍍 e la frutta a polpa bianca : : attacco in bocca aggressive con una struttura importante e una vena acidula intensa ma non sgarbata : : persistenza buona e retrogusto secco che peró invoglia la beva. Insomma, andando a caso, ho scoperto un bianco friulano DOC decisamente STRABUONO💘 che potrebbe ambire alla fascia massima se solo fosse un po’ meno… come dire… monotematico… magari aggiungendo un touch di morbidezza, di nuance balsamiche… ma magari poi non lo troverei al prezzo di oggi – straconveniente🤑 – che é una cosa da non sottovalutare… e quindi: 🎩 tanto di cappello ai Conti Formentini e al loro Collio DOC Pinot grigio 2020! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 8,37 | colore 8,07 | profumo 8,10 | densità 7,95 | persistenza 8,84 | tipicità 8,96 | struttura 9,03 | discesa in gola 8,57 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,52 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65
Rima baciata😘 a parte – che ha ispirato un title più trash che naìf – l’assaggio di oggi porta il nome di uno dei personaggi che hanno lasciato un segno in Toscana e più precisamente nella Repubblica Fiorentina del 1500: quel Niccoló Machiavelli che fu storico, filosofo, scrittore, drammaturgo, politico, ma sopratutto fu un personaggio geniale e controverso. L’Antica Fattoria Machiavelli é l’artefice de Il Principe, blend di uve🍇 sangiovese e cabernet, che si presenta di un rosso scuro impenetrabile nel calice e piuttosto avaro al naso, con profumi di frutti rossi e marasca appena percepibili. “É il fine che giustifica i mezzi”: ed é infatti al palato, che questo rosso toscano sfodera una performance di potenza, vinositá, tannino, persistenza e retrogusto, spet-ta-co-la-re! La Fattoria Machiavelli (Gruppo Italiano Vini), con Il Principe 2015, mette a segno un CAPOLAVORO🏆 che sorprende, anche perché é rarissimo trovare un IGT (in questo caso, supertuscan🤩) di questo livello a questo prezzo (sotto i 20€). Per festeggiare, punterei sulla cinta senese🐷, prendendo il filetto, aggiungendoci un mix di pepi e spezie, per poi porlo sul barbecue e innaffiarlo generosamente con Il Principe😍. [comprato su vinicum.com a questo prezzo] Post Scriptum: vi ho fatto venire l’acquolina in bocca? Prosit! 😁
etichetta 8,49 | colore 9,04 | profumo 8,11 | densità 8,74 | persistenza 9,46 | tipicità 9,10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,39 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
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