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PoGGio a’ FRaTi 2016, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa…

…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
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SeRPaRa, iL CRu Di aGLiaNiCo DeL VuLTuRe CHe Sa aMMaLiaRe…

… a partire dal colore, rosso scurissimo impenetrabile, passando per i profumi – ciliegie🍒 sotto spirito, prugne, more, con un pouffe di tabacco dolce – per poi arrivare alla beva, d’inusitata potenza e concentrazione di frutto. Grande corpo e rotondità di fondo, con un tannino ben presente ma levigato ed elegante, a supportare un sorso ricco, succoso, dotato di persistenza intensa e lunghissima. Siamo in Basilicata, nella Cantina Terre degli Svevi, già conosciuta in precedenza con l’assaggio del Taglio del Tralcio [leggi qui], un aglianico “base” che mi aveva decisamente emozionato. Ma con questo Serpara – cru di aglianico proveniente da vecchie vigne poste a 550 metri s.l.m. in quel di Maschito, nel potentino – è di tutta evidenza il balzo qualitativo, che va a posizionare l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG Serpara 2013, nel regno elitario degli “specials“, i vini per le occasioni importanti. Sarà merito del duo agronomico Sardaro~Longo in vigna? Sarà la mano felice di Christian Scrinzi, enologo della cantina lucana, che con questo vino ha raggiunto vette emozionali impensabili? O sarà il vigneto stesso, geneticamente dotato di caratteristiche che sfiorano il mondo della magia😍? Di chiunque sia il merito, posso solo ringraziare il produttore – la cantina Terre degli Svevi, della family G.I.V.|Gruppo Italiano Vini – per aver solo pensato a realizzare un vino di livello INEGUAGLIABILE👑 qual è il Serpara 2013. Chapeau🎩! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: da segnalare un’etichetta di sopraffina eleganza, realizzata in modalità “state-of-the-art“.

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

SeGNaTeVi QueSTo ViNo: PoGGioMaTTo 2018 Di MiCHeLeTTi…

… e poi bevetelo ad occhi👀 chiusi, pensando ad un famosissimo supertuscan della zona di Bolgheri, merlot in purezza, che costa un botto (sfiora i 1.000€) e fatevi una domanda. Com’è possibile che il vino in assaggio oggi, costi 1/30esimo di quello “famoso”? C’è da credere ai miracoli? Sarà forse perchè Micheletti è una piccola (ma maestosa, per la qualitá) cantina bolgherese che investe più in vigna che nel marketing? O forse sará mica per una questione di “rispetto” verso i fruitori, cioè noi appassionati wine🍷lover, dato che se vai ad analizzare il costo nudo e crudo di 1 litro di vino, non ce n’è uno al mondo🌏 – e non puó essercene – che costi al produttore oltre i 10€? Fatto sta che Micheletti riesce a donare alla nostra vista un vino rosso scurissimo e impenetrabile, con un naso👃 di frutti neri, liquirizia, caffè, cacao, che poi sfociano in un sorso indescrivibile: la struttura, l’eleganza, la morbidezza di fondo, la concentrazione di frutto, la persistenza aromatica e il retrogusto – che restano impresso a lungo sulle papille linguali – sono uno spettacolo della natura! Chapeau🎩 al duo enologico~agronomico Fabrizio Moltard~Paolo Granchi, per aver realizzato questo INEGUAGLIABILE👑 Bolgheri Superiore DOC Poggiomatto 2018 griffato Micheletti, un merlot in purezza davvero memorabile👏👏👏. E un grazie🙏 di cuore alla family Micheletti per aver solo pensato a realizzare un vino del genere, con un prezzo “rispettoso delle tasche” di chi lo compra…
Post Scriptum: brindiamo🥂 alla fine dell’estate? [non è un caso, che quest’assaggio sia online a partire dalle 3:03 di oggi venerdì 23 Settembre 2022, equinozio d’autunno🍁]

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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CaSTeLLiNuZZa e PiuCa: uNa MiCRoaZieNDa aGRiCoLa Su PeR uNa STRaDa ToRTuoSa e… iL “ViGNa PiuCa” 2017

Siamo a Lamole, una collina scoscesa del Chianti posta a 600 metri di altitudine, ed è qui che salendo su per una stradina che si inerpica per una manciata di kilometri, incontriamo Castellinuzza e Piuca, microcantina da poche migliaia di bottiglie annue, e il suo patron Giuliano Coccia, che fa il vino – e che vino🍷! – in assaggio oggi: Chianti Classico Gran Selezione. Sappiate che per me, orsetto🐻 viaggiatore~bevitore😋, è stata una sorpresa inattesa, cenando casualmente in un agriturismo toscano che solo poi scopro essere una cantina che produce un vino INEGUAGLIABILE👑, che vado a raccontarvi…
Al naso, ricco di profumi intensi di mora, prugna cotta, ribes e fiori; in bocca, elegantissimo e contemporaneamente sontuoso, sia per la struttura che per la concentrazione di frutto. Eppure, nonostante il sorso sia potente e dotato di persistenza infinita, riesce ad essere anche fragrante, nonchè beverino, forse per merito di una sapiditá micrometricamente dosata. Ed è una raritá, data la tipologia, visto che stiamo parlando di un Chianti Classico DOCG Gran Selezione annata 2017, cru Vigna Piuca, realizzato magistralmente da Castellinuzza e Piuca: piccola, ma monumentale 🔝 realtá oli~vinicola toscana. Chapeau🎩 a Giuliano Coccia e alla sua azienda agricola!😋 [scoprila qui]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo RiSeRVa CHe PRoVieNe DaLLa ZoNa DeLLa VeRNaCCia😳?!

Ora, mi domando e scrivo: possibile che, vagabondando per la Toscana, mi ritrovi a fare uno spuntino di metá pomeriggio nel paese della Vernaccia – San Gimignano – e addirittura assaggi un rosso Riserva da paura? Non mi raccapezzo: mi fermo casualmente in una piccola enoteca nel centro del bellissimo borgo senese [scopri qui La Vecchia Nicchia], chiedo all’oste Alessandro “un vino bono” e mi ritrovo innamorato pazzo, davanti a un calice di Rosso Riserva San Gimignano DOC 2018 BIO🍃 griffato Il Colombaio di Santa Chiara. Ve lo racconto di getto: profumi intensi di mora, prugna, amarena e un pouffe di vaniglia al naso, sorso ricco – con stupefacente concentrazione e nitidezza di frutto – dotato di persistenza lunghissima, retrogusto intenso e coerente con la beva, prezzo intorno ai 30€, piacevolezza da vino TOP🔝. Cosa aggiungere oltre? Che il duo enologico Nicola Berti/Paolo Caciorgna, supportato agronomicamente da Mario Logi, ha realizzato un vino INEGUAGLIABILE👑 con un rapporto q/p da urlo? Che dovete obbligatoriamente assaggiarlo per capirne la sua reale grandezza? No, non fatelo: le 5.000 bottiglie prodotte annualmente di questa mirabilia enologica, le prenoto io🤪!
Post Scriptum: continuo a domandarmi, incessantemente, come sia possibile che a San Gimignano – terra di Vernaccia DOCG – abbia assaggiato un Rosso con la R maiuscola…. misteri della vigna😀
Post Scriptum bis:
tanto per cambiare, un altro “superwine” appartenente alla FIVI, Vignaioli Indipendenti💪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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CoL ViNo Di MoNTaGNa, L’eLeGaNZa Ci GuaDaGNa

E che classe, che stile: una raffinatezza di beva INEGUAGLIABILE👑, proprio come la fascia di appartenenza dello Sfursat Carlo Negri 2018, in assaggio in questa giornata speciale, Ferragosto 2022. Siamo in Valtellina, sui vigneti terrazzati della storica cantina Nino Negri – nata nel lontano 1897- dove la “viticoltura eroica” è la quotidianitá delle difficili raccolte manuali, nel saliscendi dei vigneti che sorgono nel range 400~550 mt. d’altezza. Lo Sforzato di Valtellina DOCG che ne esce fuori è un vino dall’intrigante colore rubino scarico tendente al granato, con profumi intensi – e rari, per un rosso – di spezie, frutti rossi e nuances agrumate. Attacco in bocca di strepitosa finezza, che prelude ad un sorso dotato di eleganza infinita e tipicitá unica: c’è struttura ma non è debordante; c’è persistenza ma non è infinita. Semplicemente, c’è la consapevolezza di una potenza di beva esagerata, che peró sa esprimersi con un controllo e un’eleganza, che regalano emozioni uniche. La gradazione alcolica di ben 16 gradi è tutta espressa in termini di eleganza e finezza di beva, anzichè in una banale prova muscolare💪 che non fa parte del DNA di questo straordinario vino griffato Nino Negri. Una firma, una garanzia.
[comprato su VINICUM a questo prezzo]

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino dolce

L’oPeRa Di uN aRTiSTa NoN Puó Mai PReSCiNDeRe DaLL’iSPiRaZioNe

E nel caso dell’assaggio odierno – un assaggio speciale, non comune – sono andato a selezionare un vino dolce che riuscisse ad abbinarsi micrometricamente ad un piccolo vassoio di formaggi – petit plateau a fromage, per chi ama i francesismi🇫🇷 – per finire in bellezza una cena importante. Cosa puó esserci di meglio, come perfect match con erborinati/caprini/stagionati/piccanti, di un vino passito proveniente dalla Valtellina? Dai vigneti terrazzati della Cantina Nino Negri nasce il passito Alpi Retiche IGT Ispirazione 2016, che andiamo a scoprire insieme. Alla vista, un vino di color oro antico di bella densitá, che “lascia la scia” di infiniti archetti su tutta la superficie interna del calice di servizio (non troppo piccolo eh! io ho scelto un teku, perchè anche con i passiti amo roteare 🤩 il vino nel calice per ossigenarlo al meglio). All’olfatto, è un tripudio di profumi di agrumi, albicocche, pesche, kiwi, ananas con un pouffe di note erbacee e speziate. Al palato è semplicemente “monumentale”: la finezza dell’ingresso in bocca è antitetica alla complessitá dei sapori – e delle emozioni!😍 – che crescono attimo dopo attimo, sorso dopo sorso, prima del gran finale. Data la persistenza lunghissima, il retrogusto è di una perfezione, di un’emozione, di un’Ispirazione…INEGUAGLIABILE👑. Ecco, ho detto tutto.
Post Scriptum: a mio modesto avviso, il profilo gustativo di questo Passito (si noti la P maiuscola) si presta ad essere più felicemente abbinato ai formaggi che non ai dessert; nel caso comunque la scelta ricada sui dolci, suggerirei strudel e torte di frutta, evitando preparazioni troppo grasse/cremose che sminuirebbero l’abbinamento e il vino stesso.
Post Scriptum bis: è giá la seconda volta che la Cantina Nino Negri sfodera un vino di altissimo livello [leggi qui l’altro assaggio]. Applausi! 👋👋👋

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

Se iL BuoNGioRNo Si VeDe DaL MaTTiNo…

… questo nuovo anno è cominciato male😡: sbriciolamento parziale del tappo durante l’apertura del vino “special” di oggi, il Brunello di Montalcino DOCG griffato Lisini [scopri qui LISINI]. Per fortuna con colino a maglie fini inserito sulla bocca del decanter, ho salvato il prezioso nettare di ben 15 vendemmie fa (sì, avete letto bene: è un 2007!). Che si presenta di colore rosso scuro profondo, con invitanti profumi boschivi di more, mirtilli, prugne e una nota boisè. Attacco in bocca sorprendente per pienezza di frutto e fragranza di beva: se avessi fatto l’assaggio “a etichetta coperta”, quindi senza conoscere l’annata, avrei scommesso di stare davanti ad una 2016 o al massimo ad una 2015. Perchè, senza nulla togliere a struttura, consistenza, retrogusto e piacevolezza di beva – tutti parametri da voto maximo – ho avuto la sensazione di essere davanti ad un vino maturo ma certo non evoluto, ancora vitale, fresco e invitante. Con un parametro “da 11″🤩, la discesa in gola: zero bruciore alcolico, a dispetto dei 14,5 gradi di titolo alcolometrico (e con merito di una beva dotata di eleganza impeccabile). Grande Lisini, INEGUAGLIABILE👑 Brunello!

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo { 3rd time }

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa. Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, terzo dei quali – a chiudere il trittico di assaggi dei vini targati Tenuta il Pozzo – è il supertuscan a base di merlot in purezza Luia, che viene proposto nell’annata 2007 a firma – apocrifa – Tenuta della Luia. In Valdelsa, con questo rosso di 15 anni fa, dotato di una morbidezza fuori dall’ordinario, siamo davanti al classico pesce fuor d’acqua, che nulla ha a che spartire con i 2 compagni di cantina assaggiati in precedenza [leggi qui il 1° assaggio, leggi qui il 2°]. Questo Rosso di Toscana IGT Luia 2007, si presenta scurissimo alla vista, criptico al naso con nuance boisé cioccolatose, caffè arabica, tabacco, su un manto di marmellata di more. Ma è al palato che sorprende, con un attacco in bocca dotato di morbidezza assoluta, una persistenza che sembra non finire mai e una struttura vinosa suadente e aristocratica. Luia 2007 è un rosso INEGUAGLIABILE👑 senza se e senza ma, dotato di un magistrale stile gustativo da vino🔝, che riesce ad unire la morbidezza alla concentrazione vinosa, l’eleganza alla persistenza, la RiBevibilitá al gusto sopraffino. Mamma mia che maestositá di sorso!🍷 [comprato sullo shop VILLA IL POZZO a questo prezzo]

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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uNa PiaGGia SCoSCeSa PeR uN RoSSo Da SoGNo

Siamo nei dintorni di Prato – Poggio a Caiano – nella frazione del Poggetto, dove nasce un Carmignano Riserva DOCG senza eguali. Una denominazione, il Carmignano, considerata per molto tempo – a torto – di livello inferiore ai cugini Chianti, Bolgheri, Brunello, etc. Con tutta la famiglia Vannucci e il patron Mauro saldamente al comando di questa storica azienda vinicola toscana, il Carmignano vola altissimo: se ne sono accorti quelli del Gambero Rosso, che nel 2020 hanno premiato proprio il Carmignano Riserva Piaggia come “rosso dell’anno” e me ne sono accorto io – nel giorno del mio compleanno 🎂 – che ho tracannato proprio l’annata premiata 2016, davanti al classico antipasto misto toscano fatto di pecorini, crostini neri, prosciutto, spalla, sbrisolona e mortadella di Prato. Ecco, proprio con quest’ultima é uscita fuori, nitida, l’anima di questo vino: pienezza, struttura e succositá di beva, esaltate da una rotondità micrometricamente perfetta e un finale dotato di una persistenza infinita, lunghissima e profondissima. INEGUAGLIABILE👑 Carmignano Riserva Piaggia, inarrivabile Mauro Vannucci 👋👋👋(standing ovation).
Post Scriptum: anche l’eleganza e contemporaneamente la classicitá della splendida etichetta del Carmignano Piaggia, contribuiscono a rendere questa bottiglia un qualcosa di memorabile, nonché unico.

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PUNTEGGIO TOTALE 120,00