Pubblicato in: vino rosso

QueL CiLieGioLo CHe VieN DaLLa MaReMMa…

…fa parte dei “vini di territorio”: così li definisce Antonio Camillo, vigneron proprietario di una piccola realtá grossetana – siamo a Manciano (GR) – che sfiora le 100.000 bottiglie prodotte. Berebene 2021 (by Gambero Rosso) gli ha conferito l’Oscar regionale per il rapporto qualitá prezzo, quindi va assaggiato obbligatoriamente😁. Non mi aspetto certo i fuochi d’artificio da un vino basato su un vitigno – il ciliegiolo – normalmente considerato “minore” e perlopiù utilizzato spesso per arricchire (come si dice in gergo? ah, sì: tagliare ✂) vini a base di sangiovese. Camillo peró ha le idee chiare e ci presenta un IGT Toscana Ciliegiolo vinificato in purezza, di color rosso rubino carico e un bel profumino di gege🍒. Attacco in bocca molto soft, poi si distende sulle papille linguali con garbo, senza grande struttura, ma sfoderando una notevole armonia di beva. La persistenza e il retrogusto non sono certo memorabili, ma tirando le somme, questo Ciliegiolo 2019 targato Antonio Camillo é decisamente gustoso, armonico e quindi STRABUONO💘, pur annotando una struttura delicata, tannini impalpabili e una dinamicitá palatale sotto le attese. Con il giusto abbinamento potrá comunque sorprendere, come puó testimoniare il pollo🐔 grigliato in forno a legna che se n’è innamorato di brutto…🥰 [comprato su GALLI ENOTECA a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,16 | profumo 8,22 | densità 8,04 | persistenza 8,10 | tipicità 9 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 8,89 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,30

PUNTEGGIO TOTALE 102,89

Pubblicato in: vino bianco

GiaNCu, iL VeRMeNTiNo CHe NaSCe SuL MaRe

Ultimissimo assaggio di questo mese, un bianco stra-ordinario, sia per la sua provenienza che per i suoi profumi e sapori. Siamo sull’isola di San Pietro, a sud-ovest della Sardegna, nell’Arcipelago del Sulcis. Se dico Carloforte, unico paese dell’isola, sicuramente vi viene in mente il tonno, le tonnare e i pescatori. Pescatori che parlano il dialetto “tabarchino”🤔, cioé parlano in genovese😳. Stranezze linguistiche a parte, veniamo al bianco – Giancu appunto – di scena oggi, un Vermentino di Sardegna DOC firmato U Tabarka alias Tanca Gioia. Il vino, di un giallo tenue mooooolto chiaro, profuma di fresco, come se avessimo davanti un cesto ricolmo di frutta, sopratutto agrumi. Al palato, la salinitá e ancora una volta la freschezza, fanno da supporto ad una beva molto scorrevole, di struttura semplice e con un retrogusto lievemente secco, con un ritorno di agrumi non ancora maturi. Ha accompagnato – divinamente – un tagliolino di pasta fresca con “ragù” di crostacei e zucchine 😋. A me é piaciuto tantissimo (v. piacevolezza globale) e avrei scommesso che l’algoritmo avrebbe posizionato questo Vermentino in fascia maxima. E invece il Giancu si deve “accontentare” di essere un vino solo STRABUONO💘, pagando pegno per struttura e retrogusto, sotto le attese. É una delle poche volte che non condivido “la legge dei numeri” dell’algoritmo, ma prendo atto che effettivamente per raggiungere la fascia TOP, ogni aspetto dei 12 parametri di un vino in assaggio qui su Emotional Wines, deve approssimarsi alla perfezione e quindi… 🤗
[comprato su wineexpert.it a questo prezzo]

Post Scriptum: ringraziamenti “official” a Berebene 2021 (by Gambero🦐 Rosso) che ha assegnato l’Oscar🎖️ regionale al Giancu 2019 U Tabarka, servendomi così – su un piatto d’argento – l’invito ad assaggiarlo😁.

etichetta 8,40 | colore 7,98 | profumo 8,32 | densità 8,15 | persistenza 8,35 | tipicità 8,38 | struttura 8,02 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 8,17 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,28 | piacevolezza globale 9,30

PUNTEGGIO TOTALE 102,67

Pubblicato in: vino rosso

iL TeRoLDeGo DeLLa PiaNa RoTaLiaNa

Oggi vi porto nella “pianura padana” del Trentino, un triangolo di verde circondato dalle montagne⛰ dolomitiche. In questa Piana nasce il Teroldego della Cantina Rotaliana versione base, cioé Etichetta Rossa, scoperto dai soliti assaggiatori esperti della guida “Berebene” – che gli hanno assegnato l’Oscar regionale 2021 – e che mi hanno incuriosito ad assaggiarlo. Il Teroldego si presenta di colore rosso rubino brillante, emanante profumi di more mature e ribes selvatico che invitano all’assaggio immediato di questo vino dolomitico. In bocca non appare di grande struttura, é succoso ma non troppo e si lascia bere – anzi trangugiare😁 – con estrema facilitá, dato il suo punto di forza che lo caratterizza maggiormente: la RiBevibilitá. Questo Teroldego Rotaliano ha trovato “la morte sua” con un tortino caldo a base di speck e fontina e ha gradito molto anche il successivo Risotto ai funghi di bosco. Da segnalare una lieve nuance amarognola sul finale della beva, che scombina un po’ il retrogusto residuo in bocca e non permette a questo vino – decisamente STRABUONO💘 – il raggiungimento della valutazione di fascia maxima. Mi riprometto, in futuri assaggi, di cercare e provare la Riserva…
[comprato su http://tannico.it]

etichetta 8,05 | colore 8,43 | profumo 8,40 | densità 8,04 | persistenza 8,11 | tipicità 9,25 | struttura 7,74 | discesa in gola 9,03 | retrogusto 7,45 | ribevibilità 9,89 | prezzo 9,13 | piacevolezza globale 8,60

PUNTEGGIO TOTALE 102,12