… anzi ciliegiato, perché a dominare la beva, in un mix di frutti rossi, sono proprio le ciliegie🍒. Ma facciamo un passo indietro: l’azienda sangimignanese Panizzi non ha certo bisogno di presentazioni, dato che l’ho raccontata 2 mesi fa, in occasione di un wine tasting [clicca qui] effettuato nell’accogliente sede all’interno della Fattoria di Larniano [scoprila qui]. E proprio in quell’occasione mi sono accattato una bottiglia di Chianti Colli Senesi DOCG 2018, che si presenta di rosso rubino sgargiante nel calice, con invitanti profumi di fiori e frutti rossi che poi ritroviamo nel sorso: delicato nella struttura ma straordinario nella sua aromaticitá – con bell’equilibrio tra aciditá e note dolci di ciliegie – pur senza spunti tannici di rilievo ma con tanta, tantissima fruttositá, che è la carta vincente di questo rosso senese CAPOLAVORO🏆 griffato Panizzi. A suggello di tale quadro olfattivo~gustativo, un retrogusto pulito e coerente, pur annotando una persistenza solo discreta: ma che riBevibilitá… e che piacevolezza globale😍.
etichetta 9,03 | colore 8,98 | profumo 9 | densità 8,76 | persistenza 7,14 | tipicità 8,71 | struttura 7,91 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,50 PUNTEGGIO TOTALE 106,01
… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)
Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).
Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.
Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).
Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳
Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.
Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.
(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)
Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.
(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)
Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!
Secondo assaggio consecutivo con una bottiglia da 0,375 (prometto che non lo faró più🐻) proveniente dalla nota cantina sangimignanese Panizzi [scoprila qui]. Nota, perchè Giovanni Panizzi, lo storico fondatore, con “la sua” Vernaccia Riserva – sul finire degli anni ’90 – fece incetta di premi e riconoscimenti in Italia e non solo. Oggi la cantina Panizzi è capitanata da Simone Niccolai con l’ausilio enologico~agronomico di Alessandro Cellai e Walter Sovran. Andiamo quindi a scoprire la Vernaccia di San Gimignano DOCG 2021, che si presenta di un bel giallo paglierino alla vista, con discreti profumi di fiori bianchi, limoni e una nota erbacea sullo sfondo, all’olfatto. Attacco in bocca non aggressive, molto delicato, che poi sfocia in una beva piacevolmente fresca, di bell’aciditá e di pulizia palatale in chiusura. Struttura e persistenza – probabili peculiaritá del cru Vigna Santa Margherita e della Riserva -non fanno parte del DNA di questa Vernaccia base, che comunque sa essere beverina, fresca e divertente negli abbinamenti: ok con il pesce e ancora meglio con le carni bianche non troppo speziate, come nel caso di un coniglio🐰 in tegame, innaffiato di Vernaccia anche in cottura, che mi ha sommessamente🤫 ringraziato. Mi sono dimenticato di qualcosa😳? Ah sì, la fascia di appartenenza ovvero la valutazione di questa Vernaccia di Panizzi: un vino STRABUONO💘, non impegnativo per la tasca e per gli abbinamenti e pure biologico🍃. Si puó chiedere di più? Forse. Magari con “gli altri” vini di Panizzi…😉 [comprata su TANNICO a questo prezzo]
etichetta 9,01 | colore 8,14 | profumo 8,27 | densità 8 | persistenza 8,29 | tipicità 7,94 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 8,51 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,10
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