Cleto Chiarli: il lambrusco, dal 1860. Senza alcun timore reverenziale verso una cantina specializzata nel vino rosso frizzante più famoso nel mondo🌏, mi appresto ad assaggiare Pruno Nero, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: rosso scuro, all’aspetto – in linea con il nome che porta – e timido al naso, con profumi di mora e prugna appena accennati. Attacco in bocca all’opposto: vinositá suadente e travolgente, per un sorso materico, polposo e di spettacolare piacevolezza di beva, su uno sfondo “nero”🖤 accattivante e lievemente abboccato di prugne cotte e marmellata di more. Chiusura elegante, contraddistinta da un retrogusto coerente con la beva e davvero convincente. Riepilogando, il Pruno Nero di Cleto Chiarli è un Lambrusco CAPOLAVORO🏆, che lo posiziona tra i migliori della categoria. Con un’unica controindicazione: il pericolosissimo parametro della RiBevibilitá. Che puó sfociare in ciucche🤪 inenarrabili (hic!)😜.
Post Scriptum: fare bene attenzione! Esistono 2 versioni di Pruno Nero: la DOP Grasparossa di Castelvetro in purezza – abboccata – e quella più secca, spumantizzata Dry, blend di uve grasparossa e salamino. La versione “a morbida spremitura con macerazione 10°-12° C e fermentazione in purezza a bassa temperatura su mosto decantato con lieviti selezionati” assaggiata oggi, la preferisco alla versione dry assaggiata qualche annetto fa e della quale urge un nuovo assaggio a breve…
etichetta 8,39 | colore 9,37 | profumo 7,98 | densità 8,91 | persistenza 8,51 | tipicità 10 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,84 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 110,04

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