Pubblicato in: vino rosso

Di NuoVo iN aSSaGGio iL CoNTaDo: SaRà La VoLTa BuoNa❓️

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto: attrazione fatale? autolesionismo? sfida verso se stesso?
C'eravamo già assaggiati😁, nel lontano Marzo 2021 - ai primi vagíti🐣 di questo blog - ma il risultato non fu emozionante, anzi. Vediamo allora cosa succede con il Contado "annata mitologica"🤩 e cioè con la 2016: al colore e al profumo, tutto tace. Nel senso che non ci sono differenze significative rispetto al precedente assaggio della versione 2014. Sottoponendo peró il Contado 2016 all'esame delle papille linguali - che non mentono mai😋 - escono fuori differenze sostanziali tra i 2 vini griffati Norante di Majo: stavolta l'attacco in bocca del rosso molisano è più generoso, nettamente più strutturato e polposo. Il maggior corpo, rende la beva anche più ricca di PAI - Persistenza Aromatica Intensa - che quindi regala un sorso lunghissimo, con note tabaccose sullo sfondo e una succosità invitante (alla beva e ribeva🤪).
Che altro aggiungere? Che questa volta Alessio Di Majo Norante - proprietario e agronomo dell'Azienda di Campomarino -  coadiuvato dal "solito" Riccardo Cotarella in cantina, ha trovato la quadra  per rendere il Contado 2016 un CAPOLAVORO senza se e senza ma, accaparrandosi 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate. 
Post Scriptum: rapporto qualità/emozioni/prezzo da 1° della classe!!!
etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,91 | densità 9,62 | persistenza 9,65 | tipicità 9,36 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,41 | retrogusto 9,67 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 112,91

Pubblicato in: vino bianco

La PLuRiPReMiaTa FaLaNGHiNa JaNaRe SeNeTe…

...griffata La Guardiense, Cooperativa vinicola campana di Guardia Sanframondi, nel beneventano. 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 Bibenda, 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, 4 viti AIS Vitæ: un palmarès, a dir poco, stellare. L'unica Guida che non le affibbia il voto maximo è Veronelli ("solo" 2 stelle🌟🌟), quindi sarà un vino che entrerà facilmente in fascia CAPOLAVORO... o no?😱 Senza spoilerare alcunché dell'assaggio odierno, andiamo a scoprirne colori, profumi e sapori😋: giallo paglia con nuances dorate alla vista, frutta bianca e un touch di arancia🍊 al naso, è al palato che esprime il meglio di se. La Falanghina Janare Senete 2020 entra in bocca timidamente ma poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, con un sorso dalla struttura solo media, ma ricco di frutta - ananas🍍  e mandarancio in bell'evidenza - e di bella finezza, più elegante che potente. Questo non significa che manchino persistenza e retrogusto, entrambi di valida lunghezza ed intensità, ma che... mi sarei aspettato di più, soprattutto perchè da un vino pluripremiato pretendo emozioni forti e gustosità TOP, mentre la Falanghina del Sannio DOP Senete 2020 è "solo" buonissima, meritandosi 3 abbondantissime coppe🏆🏆🏆 di fascia STRABUONO, ma non oltre.
Post Scriptum: visto che questo è un blog "emozionale" e dato che le sensazioni all'assaggio di un vino possono essere considerate unicamente soggettive - anche se poi a trasformarle in oggettive basta un semplice confronto "a memoria" con precedenti assaggi di vini della stessa tipologia, ma di altre cantine - provo a spiegare cosa manchi davvero a questa Falanghina. Manca la profondità di beva ovvero manca una struttura più ricca, con più concentrazione di frutto e più vinosità. Ma magari il duo enologico che la realizza - Marco Giulioli e "sir" Riccardo Cotarella - l'ha volutamente pensata così: elegante e leggiadra, anziché fruttata e vinosa. Chapeau🎩.
etichetta 8 | colore 8,95 | profumo 8,97 | densità 8,43 | persistenza 8,28 | tipicità 9,07 | struttura 8,44 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 107,76

Pubblicato in: bollicine bianco

iL PaLaGio BRuT: Le BoLLiCiNe PReFeRiTe Da STiNG e CoNSoRTe…

mi ha emozionato perché è profumato, fragrante e beverino

Pubblicato in: vino rosso

SuSuMaNieLLo aSKoS 2021 MaSSeRia Li VeLi

mi ha emozionato perché è setoso, rotondo ed elegante

Pubblicato in: vino rosso

LuCCHeRo 2016, uN GuSToSo aGLiaNiCo CaMPaNo

Oggi siamo a Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, sede della Cooperativa vitivinicola La Guardiense [scoprila qui], che realizza l’Aglianico Sannio DOP Lucchero 2016 della linea “Janare”, in assaggio oggi. Che si presenta di un bel rubino profondo alla vista e dotato di una bella complessità di profumi: su uno sfondo boschivo~terroso, si percepiscono ciliegie🍒 sotto spirito, note legnose, un touch di tabacco biondo e un pouffe speziato~balsamico che evoca il cardamomo. Attacco in bocca di notevole finezza, sapido ma materico, succoso, con una deliziosa morbidezza di sorso, ben sostenuta da un tannino presente ma mai sopra le righe, di piacevole equilibrio gustativo. A tratti, si potrebbe desiderare una struttura più complessa e una persistenza aromatica più intensa; anyway siamo dinanzi ad un CAPOLAVORO dallo strepitoso rapporto emozioni/prezzo, perchè il Lucchero 2016 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] viene via ad un prezzo mooolto più basso delle forti emozioni che regala e quindi, tirando le somme, si stra-merita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆, seppur raggiunte di precisione.
Post Scriptum: se il Lucchero 2016 è così dannatamente emozionante, sarà (anche) merito di Riccardo Cotarella, che coadiuva l’enologo Marco Giulioli, nella realizzazione di questo vino? 🤔

etichetta 8 | colore 9,05 | profumo 9,19 | densità 9,62 | persistenza 8,27 | tipicità 9,51 | struttura 8,33 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,24 | ribevibilità 9,25 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 108,19

mi ha emozionato perché è succoso, morbido e incredibilmente low~cost

Pubblicato in: vino rosso

iL PRiMiTiVo Di MaNDuRia 2020 Di BRuNo VeSPa

Tutti conoscono il giornalista Bruno Vespa, qualcuno in meno ne conosce la sua produzione vinicola [scoprila qui]. Ed Emotional Wines, per la prima volta in 2 anni di vita del blog, assaggia un vino realizzato dalla Vespa family, che quindi coinvolge i figli di Bruno e si avvale della consulenza enologica di – niente popodimeno che – Riccardo Cotarella: un nome, un mito😍. E veniamo all’assaggio de Il Rosso dei Vespa 2020, un Primitivo di Manduria DOC griffato Vespa vignaioli: colore rosso rubino scuro e impenetrabile, profumi di mora di rovo, prugna cotta e ciliegia stramatura, con un pouffe di cioccolato. Palato di straordinaria morbidezza, con il senso di polposità tipica del vitigno di provenienza che rende il sorso rotondo ed elegante. Tutto perfetto quindi? Ni. Si sente la mancanza di dinamicità nella beva, fin troppo “flat“, ma forse il limite maggiore di questo Rosso dei Vespa 2020 STRABUONO💘 di fascia alta (zona crosspoint, a pochi decimali dalla fascia superiore), è nella persistenza aromatica e nel retrogusto: più che soddisfacenti, anzi buoni, ma non oltre. Probabile che per le mirabilie e per le emozioni forti, serva stappare il cru Raccontami: stessa tipologia, stessa griffe, prezzo doppio, emozioni… da verificare. Prossimamente, su questi schermi😉.[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8,46 | colore 9,47 | profumo 8,45 | densità 8,84 | persistenza 7,95 | tipicità 8,92 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 7,89 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 104,94

Pubblicato in: vino bianco

aVeTe iN MeNTe QueL ViNeLLo BiaNCo CHe VieN DaLL’uMBRia?

L’Orvieto, sì, proprio lui. Che magari abbiamo bevuto sfuso per anni e non abbiamo mai lontanamente immaginato che un giorno lo avremmo bevuto “in bottiglia” e lo avremmo pure considerato un vino da conservare gelosamente per poi stapparlo in occasione di una cena con amici, facendo bella figura. Ecco, a me è capitato proprio così e voglio raccontarvelo minuziosamente. Villa Barbi 2019 è la bottiglia di Orvieto Classico DOC, realizzato dalla Tenuta Decugnano dei Barbi [scoprila qui], che ho scelto per la cena. Leggo in controetichetta: …intenso, minerale, noti fruttate, freschezza, sapiditá…
Solite menate del marketing, ho pensato tra me e me, giusto per dare valore ad un altrimenti banale vinello bianco umbro. E invece è successo che: nel calice sfuma il classico giallo paglierino con striature che vanno dal verde all’oro passando per l’ambra😳; al naso percepisco pesca noce, ananas, maracuja, arance e spezie dolci😲; in bocca entra aggressivo e risulta fruttato, con un bell’equilibrio tra dolcezza e aciditá, pur rimanendo un bianco improntato verso la sapiditá e accenni minerali. Rimango basito😲 nel notare la profonditá del sorso, che poi si allunga in una persistenza intensa e in un retrogusto nitido e asciutto, molto coerente con la beva. Ma com’è possibile tutto questo in un Orvieto? Com’è possibile che questo Villa Barbi 2019 risulti addirittura un CAPOLAVORO🏆? Com’è possibile che pure la guida Gambero🦐Rosso se ne sia accorta e lo abbia premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷!? Sará mica merito dell’enologo che lo realizza, tale Riccardo Cotarella?🤔 Oppure della famiglia Barbi, che fin dagli anni ’70 ha scommesso su queste antiche terre, con secoli di storia vinicola, ridando luce a “quel vinello” che è (era…) l’ Orvieto?😳
Post Scriptum: per fugare ogni dubbio, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino, o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino… Orvieto! 😍
[libera citazione, con aggiunta finale, da “Cara” – Lucio Dalla]

etichetta 8,84 | colore 8,70 | profumo 8,89 | densità 8,15 | persistenza 9,12 | tipicità 9,23 | struttura 8,77 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 106,88