Pubblicato in: vino rosa

oPaL, iL ViNo RoSaTo Di DaViNuM

Curiosità: alla ricerca della DOC o dell’IGT o di qualsiasi altra Denominazione di Origine o Indicazione Geografica, in retroetichetta, non ne trovo traccia. Sto parlando di Opal di Davinum [scopri qui la Cantina], che in effetti è semplicemente denominato Vino Rosato (e perché non “rosa”?), vinificato su base sangiovese con un saldo di merlot e dal lotto intuisco che si parla di una bottiglia fresca fresca di commercializzazione, dato che quel 01/23 si riferisce verosimilmente all’anno in corso. Alla vista, appare di un bellissimo color rosa salmone, con nuances corallo; al naso profuma di pesca🍑 tabacchiera e fragoline di bosco. In bocca è sorprendentemente ricco di frutto, strutturato, con una persistenza aromatica da “Grande Vino Rosa”, seppur nel finale di sorso e nel retrogusto, il tutto si faccia più evanescente, più flebile. La sensazione, di fronte a questa bellissima bottiglia di Opal – dal design decisamente originale e accattivante – è che sia un vino da “cogli l’attimo”: sorprendente ed emozionante, da sorseggiare in una calda sera d’estate – come quelle di quest’afoso Luglio – a rinfrescare le nostre amate papille linguali👅. Che ringraziano🥰 e sostengono si tratti di un vino STRABUONO🏆🏆🏆 di fascia alta, alla faccia delle DO e delle IG, qui “non pervenute”.
Post Scriptum: piacevolezza e riBevibilità, davvero a livelli altissimi…, chi l’avrebbe mai detto che con il sangiovese, ne uscisse fuori un vino rosa così godurioso😋?

etichetta 7 | colore 9,49 | profumo 8,97 | densità 8,71 | persistenza 9,16 | tipicità 8,94 | struttura 8,72 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 7,84 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 107,54

mi ha emozionato perché è fruttato, fresco e beverino

Pubblicato in: vino rosso

SaN FeRDiNaNDo 2018: iL SaNGio Di ToSCaNa iN PuReZZa

Gironzolando per i boschi della Valdichiana, nell’aretino, mi ritrovo in quel di Ciggiano, sede della Fattoria San Ferdinando: qui la famiglia Grifoni, fin dal 1850 produce olio e vino. La Fattoria (scoprila qui) è nota per la capacità di saper tirar fuori il meglio dai cosiddetti “vitigni minori”, quali il ciliegiolo e il pugnitello. Ma nell’assaggio odierno, è di scena il Sangiovese IGT 2018, vinificato in purezza e lasciato a maturare per 1 anno e mezzo in botte grande di rovere francese: fa il vino Simone Zucchetti, nella duplice veste di agronomo ed enologo. Questo sangio toscano si presenta nel calice, denso e ricco di archetti, di colore rosso rubino profondo, con bei profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia🍊 tarocco, al naso. Attacco in bocca elegante e di bella morbidezza, poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, mostrando i muscoli💪 del vitigno, ma mantenendo una rotondità davvero piacevole, senza farsi mancare una rinfrescante acidità sul finale di beva. Persistenza intensa ma non lunghissima, retrogusto coerente con il sorso, per questo Sangiovese IGT 2018 griffato San Ferdinando STRABUONO💘 di fascia alta, non lontano dalla fascia superiore. Ora la curiosità si fa incalzante: come saranno il Pugnitello e sopratutto il Ciliegiolo, cavallo🐎 di battaglia della Fattoria?

etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 8,93 | densità 9,37 | persistenza 8,56 | tipicità 8,32 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,95 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,58

mi ha emozionato perché è materico e morbidamente rotondo

Pubblicato in: vino rosso

BaSTa La FiRMa PeR FaRe uN CaPoLaVoRo?

La domanda sorge spontanea, dopo l’assaggio del 2° vino nel giro di un mese, di questa realtà pratese denominata Piaggia e capitanata con mano sicura da Mauro Vannucci e famiglia. Di turno il Pietranera, un IGT Toscana a base di Sangiovese in purezza che sembra quasi il trait-d’union (sticatsi come scrivo forbito oggi😁) tra il “basico” Barco Reale e “monsieur” Carmignano, le 2 perle DOC di zona. Pietranera si presenta di colore rosso scuro e al palato é succoso e vinoso, dotato di una bella schiettezza gustativa: insomma, un autentico CAPOLAVORO🏆 che emoziona al primo assaggio e che, per la seconda volta – a poco più di un mese dall’assaggio del vino che ha inaugurato la sezione degli “specials” – ribadisce la notevole qualitá raggiunta dai vini di Piaggia e, per estensione, di tutto il comprensorio di Seano, Comeana, Poggetto, Carmignano, Bacchereto. Il Chianti potrebbe iniziare a tremare…🥶
[comprato su italvinus.it]

etichetta 9,90 | colore 9,,08 | profumo 9,04 | densità 8,92 | persistenza 8,79 | tipicità 9,45 | struttura 8,98 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 9,19 | prezzo 9,31 | piacevolezza globale 9,26

PUNTEGGIO TOTALE 110,63

Pubblicato in: vino rosso

uN SaNGio RoMaGNoLo CHe NoN CaPiSCo

Caso vuole che il “pranzo della domenica” prevede un bollito classico di manzo nei vari tagli, accompagnato dalle sue salsine e le immancabili verdure. Decido – convinto – di berci su un Sangiovese di Romagna Drei Doná Riserva Palazza.
Colore rosso scarico, profumi eterei, beva dal buon sapore ma con struttura e vinositá “non pervenuta”. Sará stato un caso? Annata infelice (2013)? Sinceramente sono rimasto sconcertato (e i miei ospiti hanno esclamato: non male questo vinello). Capito? Riserva = vinello??? Mi riprometto – in futuro – di assaggiare altri prodotti di Drei Doná/Tenuta La Palazza, ma per il momento – deluso 😓 – il vino va dritto dritto in fascia BEVIBILE💔.
[comprato su callmewine.com]

etichetta 8,51 | colore 6,12 | profumo 6,35 | densità 6,12 | persistenza 6,01 | tipicità 7,29 | struttura 6,33 | discesa in gola 7,86 | retrogusto 7,59 | ribevibilità 7,11 | prezzo 8,20 | piacevolezza globale 6,56

PUNTEGGIO TOTALE 84,05

Pubblicato in: vino rosso

RoMaGNa 🎼RoMaGNa Mia

Oggi vi porto in Romagna e più precisamente in quel di Modigliana, che poi a pensarci bene fino ad 1 secolo fa era Toscana 🤔 e come provincia faceva Firenze 🤔🤔 mentre oggi fa Forlì-Cesena. Misteri dei paesi ubicati in “zone di confine” a parte, veniamo al Sangiovese superiore di Villa Papiano che ha accompagnato una classica cena a base di formaggi e salumi romagnoli. La bottiglia ha un’etichetta bellissima, con fiori stilizzati e una grafica da urlo: come se non bastasse il vino é denominato “Le Papesse di Papiano” e ha infuso in me tante aspettative pre-assaggio. Purtroppo peró, di primo acchito sono rimasto di stucco nel notare una sorta di “rifermentazione” presente nel vino – lieve sensazione frizzantina in un vino fermo??? – e ancor peggio é andata “la chiusura” amarognola della beva. Non convinto e notando in controetichetta che avevo a che fare con un vino “biodinamico”, ho ripetuto l’assaggio il giorno dopo e – sorpresa… ma mica tanto – é uscita fuori l’anima di un piacevole “sangio”, senza più il difetto del frizzante, ma pure senza farmi emozionare come avrei voluto. BEVIBILE💔, a condizione che lo facciate respirare per ore e lo serviate non oltre i 12°, pena quel che é capitato a me, che l’ho bevuto appena stappato e a temperatura ambiente. Mi riprometto di assaggiare la Riserva denominata “I Probi” – sempre di Villa Papiano – sperando in un positivo riscatto rispetto a questo “imperfetto” assaggio. [acquistato su xtrawine.com]

etichetta 8,92 | colore 7,01 | profumo 7,05 | densità 7,18 | persistenza 6,47 | tipicità 8,29 | struttura 7,03 | discesa in gola 7,34 | retrogusto 6,05 | ribevibilità 6,98 | prezzo 8,76 | piacevolezza globale 7,09

PUNTEGGIO TOTALE 88,17