...che hanno saputo, meglio di altre, proporre vini di alto profilo qualitativo~emozionale e quindi meritevoli di esser premiate con il TINO D'ORO 2024! Le Cantine dell'anno sono perciò determinate dalle coppe guadagnate dai loro vini inseriti nelle 2 fasce maxime. Ne escono fuori, quindi, i nomi di Vicentini, Cantele e Santi: in pratica, se fossimo dinanzi a 2 squadre di calcio, la sfida sarebbe Verona-Lecce, con quest'ultima battuta di misura dagli scaligeri😁. Certo che le 2 Cantine veronesi hanno vinto puntando su 2 tipologie differenti di vino, una sui bianchi e l'altra sui rossi: Vicentini ha fatto man bassa di coppe (13)🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆 con 2 Soave stratosferici, Il Casale 2018 e Terrelunghe 2022, senza dimenticare il sorprendente "trebbianico" Exemplum 2021. Sempre in Veneto, sempre nella zona di Verona, Santi (Gruppo Italiano Vini) ha mostrato i muscoli con i suoi rossi, guadagnando 9 coppe🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆 con il succoso Valpolicella Ripasso Solane 2019 e con il superlativo Amarone Santico 2017. Eppoi c'è la Puglia, che con Cantele e 2 vini stratosferici si è accattata 9 coppe🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆: merito dello Chardonnay Teresa Manara Quattordici Settembre 2021 e del Rosato Rohesia 2022, entrambi Grandi Vini per ricchezza estrattiva, eleganza, tipicità.
PREMESSA : : Illasi è un paese ubicato nel cuore❤️ della Valpolicella, nel bel mezzo della campagna veronese. E la Cantina Santi – perla della “galassia” Gruppo Italiano Vini – che andiamo a scoprire oggi con un wine tasting in loco, emana relax e ruba gli occhi👁👁 al 1° sguardo dall’esterno. Ma è ancora più affascinante all’interno…
Si respira la Storia, entrando in un luogo che ha 180 anni di vita; un luogo, sorvegliato perennemente dalla “presenza eterea” di Carlo Santi – il fondatore – ben percepibile in quell’alone di fascinosa e misteriosa rilassatezza, che mi pervade fin dalla museale sala d’ingresso alla Cantina.
Cristian Ridolfi, winemaker di lunga esperienza e profondo conoscitore delle uve rosse autoctone – corvina, corvinone e rondinella – mi teletrasporta all’interno degli acini appena raccolti e atti alla produzione del “vino principe” di Casa Santi: Amarone della Valpolicella DOCG.
I grappoli di uva sono ben stipati nelle proprie cassette e accuratamente “massaggiati” da appositi ventilatori, a garantire un’essicazione ipercontrollata micrometricamente, tramite sensori che ne monitorano il perfetto grado di umidità e il graduale appassimento (circoletto rosso⭕️ per questa cura “maniacale” delle uve🍇).
Pochi metri più in là, intravedo i tini di varie fogge e materiali – legno, acciaio, cemento – adibiti alla maturazione dei mosti, che poi si trasformeranno nel nettare rosso profondo, pronto a regalare emozioni intense, per coloro che stapperanno una bottiglia di Amarone.
GLI ASSAGGI : : Partenza col “freno a mano”, nel senso che il 1° dei 4 vini in assaggio di Casa Santi è decisamente beverino e piacevole, ma fin troppo leggero e delicato, lontano dal potenziale espressivo della DOC Bardolino Chiaretto – qui, pervenuto solo in piccola parte – alla quale appartiene il Rosè Infinito: un vino ideale come aperitivo, ma non oltre. Si volta pagina e si migliora nettamente il lato emozionale del sorso, con il Soave Colforte: profumi invitanti di pesca🍑 tabacchiera, struttura leggera ma non troppo, per una beva estremamente fruttata, dinamica, fragrante e convincente. Da riassaggiare e valutare con attenzione. 3° vino in assaggio, un “taglio bordolese” (quindi un blend di uve🍇 cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, ovvero un assemblaggio di quelle uve che hanno fatto la fortuna del famoso supertuscan Sassicaia) in salsa veneta: Crinaia 2019. Ne parliamo alla fine, dopo il racconto del 4° assaggio, un Amarone della Valpolicella intitolato a Carlo Santi – fondatore della Casa Vinicola – e alla data di nascita della stessa, 1843. L’annata, 2016, è di quelle memorabili; i profumi sono timidi, ma riconoscibili e virano tutti verso il ribes selvatico, la mora di rovo e la prugna cotta. In bocca è ricco, concentrato, ma forse abbisogna di qualche ora di acclimatamento & ossigenazione, perché così com’è – appena stappato – mi fa rimpiangere la morbidezza e la succosità del “fratello Santico” [scoprilo qui] che tanto mi aveva affascinato al 1° assaggio. Probabile che lo stile di questa etichetta sia volutamente più austero e aristocratico, ma per averne contezza, serve un ulteriore assaggio “dedicato”. Ho lasciato volutamente per ultimo il 3° vino assaggiato: quel “vino da tavola” Crinaia 2019, che ha saputo colpirmi al cuore❤️ al primo sorso. E dato che l’attesa aumenta il desiderio, ne parlerò approfonditamente in un proximo assaggio dedicato😍. Stay tuned 📻 …
POST SCRIPTUM : : piaciuta la “surprise” dell’equinozio di autunno🍁 2023?
Lo realizza Santi – cantina veneta della galassia G.I.V./Gruppo Italiano Vini – che abbiamo già conosciuto in precedenti assaggi di vini rossi, tutti dotati di un rapporto emozioni/prezzo ben al di sopra delle attese (con la superlativa prova del Santico 2017, assaggiato a Gennaio). E sulla base di tali assaggi, mi son fatto un’idea tutta mia sulla storica realtà vitivinicola con sede a Illasi, nel veronese: a mio modesto avviso, Santi è più rossista che bianchista😁. Senza spoilerare alcunché, scopriamo insieme il Lugana DOC Folàr 2021, che si presenta di un classico giallo paglia vestito e di agrumi, con un un touch di banana🍌stramatura, profumato. Attacco in bocca fruttato e pieno, ma monotematico, tutto basato sulla sapidità di sorso: la struttura di questo bianco – gardesano per vitigno di provenienza, la turbiana – non è certo esile, ma al primo impatto palatale non riesce a suscitare emozioni forti, non riesce ad ammantarsi di quel fascino riscontrabile in altri vini realizzati sulla base dello stesso vitigno, cioè il “trebbiano di lago”. La beva, caratterizzata da un’acidità sbarazzina e piacevolmente rustica, fa mancare un touch di finezza sul finale di sorso, non esprimendo quel “guanto di velluto” che fa tanto charmant🥰 nei vini bianchi (e non solo). Folàr 2021 è quindi STRABUONO🏆🏆🏆 abbondante ma, onestamente, mi aspettavo un risultato superiore, rafforzando quella sensazione sopracitata, cioè che Santi sia più rossista che bianchista…🤗 [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 7 | colore 9,03 | profumo 8,86 | densità 8,36 | persistenza 8,82 | tipicità 8,51 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,69 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 8,92 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 103,23
mi ha emozionato perchè è genuinamente rustico, sapido e fruttato
Lo realizza Cristian Ridolfi per la Cantina Santi (G.I.V.~Gruppo Italiano Vini), già felicemente apprezzata pochi assaggi fa con il Valpolicella Ripasso Solane 2019, che qui sale al vertice dei rossi veneti con l’Amarone della Valpolicella DOCG Santico 2017. Il prezzo, nella fascia “specials” 22~42€, lascia intuire un teorico balzo di categoria rispetto al Ripasso, che viene subito confermato dal colore rosso scurissimo impenetrabile e da un attacco in bocca decisamente importante: il palato viene sorpreso da un sorso ricco di frutti di bosco, per poi regalare una persistenza aromatica di sontuosa morbidezza. La beva è di eleganza inusitata, con una discesa in gola tuttofrutto (e sensazioni “zeroalcool”, a dispetto dei 16 gradi!) che si riverbera in un retrogusto impeccabile, sia per lunghezza che per intensità. È plateale la percezione di essere davanti ad un Amarone della Valpolicella INEGUAGLIABILE, che suscita emozioni memorabili, ca va sans dire un vino indimenticabile: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate! [comprato su VINICUM a questo prezzo].
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,43 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,43
mi ha emozionato perchè è succoso e potente, ma anche elegantemente fruttato
Premessa: è la mia prima volta che assaggio un vino “ripassato sulle vinacce dell’Amarone”😲, come leggo sulla controetichetta del Solane. Lo realizza la storica casa vinicola Santi [scoprila qui], nella “città del vino” Illasi (VR). Storica, perchè fondata e condotta dai Santi fin dal 1843 e appartenuta per intere generazioni ai discendenti della stessa famiglia. Oggi la Cantina Santi, Gruppo Italiano Vini, continua l’infinita love💗story con l’uva corvina – vitigno principe della Valpolicella, ma non facilissimo da domare – affidandosi a Cristian Ridolfi, esperto winemaker, nonchè autore del rosso veneto odierno. Che si presenta in abito rubino scuro impenetrabile, con profumi di cuoio, prugne e spezie. L’oscurità citata nel title, si presenta anche al primo impatto palatale: cenni di marasca su un sottofondo di frutti neri – ribes e prugne cotte in evidenza – sorretto da un tannino piccante ma piacevole. Poi il sorso denota una struttura importante, a tratti maestosa, fortunatamente corroborato da una rotondità di fondo e un’intrigante speziatura, con l’allungo infinito di un retrogusto speculare al sorso. In conclusione: siamo davanti ad un vino non banale, dotato di una personalità ascendente – migliora sorso dopo sorso – e proprio per questo, fascinoso, poiché non si svela compiutamente al primo assaggio. Ma si tratta di uno charme oscuro, non per tutti o meglio, non per gli amanti dei vini ruffiani. Perchè il Valpolicella Ripasso DOC Solane 2019 griffato Santi è un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 di rara tipicità, fascinoso non per scelta, ma per DNA🧬[comprato su VINICUM a questo prezzo]. Post Scriptum: pure l’etichetta segue il mood del vino, elegantemente charmant; unica pecca, quel “imbottigliato da”, che vale 3 pt. in meno rispetto a quello che sarebbe stato il suo reale valore, cioè 10…
etichetta 7 | colore 9,49 | profumo 9,12 | densità 9,29 | persistenza 9,19 | tipicità 10 | struttura 9,28 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,39 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 110,09
mi ha emozionato perché è raro trovare un vino dal sorso così succoso, così profondo
Vi rendete conto che son passati quasi 40 anni da quando Luca Carboni intonava questa song “tutta da mangiare”🤩? E le fragole sono il leitmotiv del vino di oggi, il Valpolicella Classico DOC Caleselle 2020 griffato Santi (Gruppo Italiano Vini). Ovviamente, siamo in Veneto – nel veronese, a San Pietro in Cariano – e il rosso che ne vien fuori è un vino dai profumi nitidi di fragole🍓, che ritornano ben percepibili anche al palato, contraddistinto da una piacevole aciditá, una struttura leggera ma non troppo e una tannicitá leggiadra, con naturali limiti di persistenza e retrogusto. Il Caleselle 2020 è il classico vino STRABUONO💘 da mettere in tavola quotidianamente: non impegnativo e sicuramente conviviale, di fresca piacevolezza e grande RiBevibilitá. Perfect match con tacchino e pollo🐔 cucinati a piacere. [comprato su VINICUM a questo prezzo].
etichetta 8,79 | colore 8,01 | profumo 8,54 | densità 7,64 | persistenza 7,41 | tipicità 8,56 | struttura 7,49 | discesa in gola 8,92 | retrogusto 7,42 | ribevibilità 9,30 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 7,90
Oggi siamo ad Illasi, nel veronese, a scoprire un vino rosso tipico del nord-est italico: il Valpolicella Superiore. Dal nome evocativo, Ventale, che riecheggia le brezze dolomitiche che spirano sui grappoli🍇 di uva Corvina nella Val d’Illasi, la storica cantina Santi – appartenente alla galassia GIV/Gruppo Italiano Vini – realizza questo vino che si presenta con un’etichetta dall’aspetto elegante, quasi regale. Veniamo all’assaggio: alla vista, un bel rosso rubino intenso benaugurante. Al naso, eterei effluvi di mora stramatura, prugna e mirtillo. All’attacco in bocca, un mix di frutti di bosco morbido ed “educato”. La beva si fa apprezzare più per l’equilibrio globale, che per la struttura; ma a spadroneggiare il palato é una nitida sensazione di eleganza, che poi si ripercuote in una bella persistenza e in un retrogusto mooolto fruttato e pulito, senza traccia alcuna di residua alcolicitá. Siamo davanti ad un Valpolicella STRABUONO💘, che non riesce – ironia della sorte🤗per un soffio💨 – ad entrare in fascia maxima, ma sarei pronto a scommettere che in annate meno difficili di quella in assaggio (la 2017), Ventale riuscirebbe in souplesse a volare alto, raggiungendo una valutazione più consona alla sua eleganza di beva. Da riassaggiare prossimamente nelle annate 2018~19. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 9,08 | colore 8,16 | profumo 7,83 | densità 7,96 | persistenza 9,06 | tipicità 8,79 | struttura 8,20 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 9,26 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9
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