Pubblicato in: vino rosso

PaSSo DeL CaRDiNaLe 2020: uN RoSSo PuGLieSe STeLLaRe✨

Quando, poco più di 1 anno fa – era il 9 Febbraio 2021 per la precisione – ho deciso di aprire un blog dedicato alla ricerca di quei vini di basso costo ma di qualitá maxima, speravo proprio di fare “incontri ravvicinati” e inattesi come quello che vado a raccontare nell’assaggio odierno. Io amo le cose complicate: facile tirar fuori un 💯ino (e oltre…) per comprare~stappare una bottiglia 🔝! Meno facile – e decisamente caotico nella scelta a priori – tirar fuori 10/15€ e comprare una bottiglia, che poi all’assaggio si riveli stellare🤩. Eppure è quello ch’è capitato a me, dinanzi al Primitivo di Manduria DOP Passo del Cardinale 2020 griffato Paolo Leo. Al naso, bei profumi di frutti neri, mora e prugna in evidenza, con un touch di ciliegia cotta. Al palato: marmellata di more, prugne e ciliegie, con un pouffe di note vanigliate e boisè, su una trama di struttura elegantissima ma polposa, basata su tannini dolci e gustosi. Notevole morbidezza e rotonditá di beva, con un finale fruttato di persistenza infinita e un retrogusto intenso e mooolto lungo. Tale CAPOLAVORO🏆 STELLARE proviene dalla Puglia, costa intorno ai 10€ (dieci euro😲, avete letto bene) e sono pronto a giocarmelo, per confronti in doppio cieco, con qualsiasi altro vino🍷 di qualsivoglia costo. Masseti, Sassicai, Baroli Monfortini, Amaroni, Barbareschi e Brunelli, siete avvertiti!🤓
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Post Scriptum: onore alla Guida Gambero🦐 Rosso (e 10 punti guadagnati nella classifica delle Guide), che me lo ha “suggerito” e standing ovation👏👏👏 di 10 minuti per Paolo Leo, figlio di più generazioni di “paolilei”😁 vinicoltori e papá di Nicola Leo, enologo delle Cantine Paolo Leo con sede in quel di Sandonaci, nel brindisino.

Post Scriptum bis: 10 punti di penalitá a Slow Wine, Vitae, Veronelli e Bibenda – a rimescolar le carte nella classifica delle Guide, in divenire – che non hanno dato il punteggio maximo al Passo del Cardinale “stellare”✨ 2020.

Post Scriptum ter: con questo vino, Paolo Leo (& family) han prenotato, con largo anticipo, un posto “da capotavola” al banchetto dei Vini dell’anno Emotional Wines 2023, che si terrá il 6 Gennaio del proximo anno…😍

etichetta 8,87 | colore 9,68 | profumo 8,98 | densità 9,20 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,61 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,54

STOP ALLA GUERRA

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Pubblicato in: vino bianco

iL PLuRiPReMiaTo CoLLio DoC BiaNCo Di eDY KeBeR

Tutti lo premiano, tutti lo vogliono: 3 bicchieri Gambero Rosso, 4 viti Vitae, 5 grappoli Bibenda, vino Slow per Slow Wine… servono altre referenze? 🤩 Quindi che faccio, io orsetto🐻 wine-lover, curatore unico di Emotional Wines? Lo inserisco automaticamente in fascia maxima, senza nemmeno assaggiarlo?😜 Ne pas possible! Incurante del ricco palmarès di questo “bianco bio da uve autoctone” che é fortemente rappresentativo della zona vinicola di Cormons, mi appresto ad assaggiarlo – e valutarlo – senza alcun timore reverenziale, né pregiudizio di sorta, sia positivo che negativo: divinus iudex (serve traduzione?😁) sará il mio palato, ovviamente affiancato dal supporto tecnico dell’algoritmo qualitativo che, come di consueto, scandaglierá minuziosamente i vari parametri gusto~olfattivi del bianco friulano in assaggio. Vi spoilero subito che, pur riconoscendo la forte territorialitá e la grande schiettezza espressiva di questo Collio DOC bianco 2018 griffato Edi Keber, siamo davanti ad un vino STRABUONO💘 in zona “crosspoint”, a un nonnulla dalla fascia maxima. Entriamo allora nel clou dell’assaggio: etichetta fin troppo minimalista, sia per la grafica che per i contenuti (manca la controetichetta, con le sue utili info legate ad uvaggio/vinificazione/etc.); vino di color giallo intenso mooooolto attraente, al naso escono fuori profumi decisi di melone, ananas e una nota balsamica. Al palato, attacco pulito/naturale con una struttura materica sopra la media, ben sostenuta da una persistenza buona, ma più per lunghezza che per intensità. Nel globale, esce fuori una genuina piacevolezza di beva, con la sensazione – ben nitida – di trovarsi davanti ad un vino autentico e figlio della terra d’origine: quel Friuli Venezia Giulia, che sa regalare grandissimi vini bianchi, che hanno pochi eguali nella produzione vitivinicola mondiale. Peró, posso dirlo? Mi aspettavo di più, dato i premi citati, data la regione di origine e considerando il fatto che il vino sta in fascia di prezzo più vicina ai 20€ che ai 10€. Mi aspettavo un vino dalle emozioni forti, più sfaccettato lato beva, più intenso nella concentrazione del frutto, più convincente sul retrogusto finale. Sul filo di questa lievissima e parziale delusione (rispetto alle attese), mi riprometto comunque un futuro assaggio delle prox annate 2019~2020.
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Post Scriptum: mi sono dimenticato di citare l’appartenenza di Edi Keber al folto gruppo dei Vignaioli🍃 indipendenti, tutti raggruppati nella FIVI.

etichetta 7,91 | colore 9,08 | profumo 8,86 | densità 8,21 | persistenza 8,49 | tipicità 9,59 | struttura 8,77 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,06 | ribevibilità 9,14 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,90

Pubblicato in: vino bianco

eCCo uN ViNo CoN TuTTe Le CaRTe iN ReGoLa PeR aMBiRe aL VoTo MaXiMo

Gambero Rosso, Vitae, Bibenda, Slow Wine e tante altre guide vinicole hanno riempito di bicchieri, viti, grappoli, stelle e stelline, il palmarès del Sauvignon Zuc di Volpe firmato Volpe Pasini, una cantina friulana con quasi 3 secoli di vita e l’enologo Lorenzo Landi in cabina di regia. Quindi che devo fare? Salto l’assaggio e la valutazione dando per scontato di trovarmi davanti ad un vino fuoriclasse? Attenzione⚠, che anche “i mostri sacri” talvolta inciampano… Ma come sempre, su questo blog, decidono i numeri: il giudice maximo é l’algoritmo qualitativo, mai in conflitto con le emozioni che scaturiscono dall’assaggio di un vino. E allora, bando alle ciance e cominciamo col dire che questo FCO Sauvignon DOC 2018 si presenta di colore giallo intenso, con un naso decisamente austero dove fanno capolino l’ananas e il pompelmo rosa. Attacco in bocca di inusitata eleganza e morbidezza, con la conferma gustativa di ananas, pompelmo e anche frutta esotica, in un contesto di sontuosa pienezza di beva – ben strutturata e complessa – e di raro equilibrio dolce_acido, che solo i vini importanti e ben realizzati, sanno regalare alle papille linguali. Con il suggello di una persistenza infinita e corrispondente retrogusto elegante e lunghissimo. Eh sì, a me non resta altro che “vidimare”🤩 l’alto livello qualitativo~emozionale di questo Sauvignon CAPOLAVORO🏆, pluripremiato – con merito – dalle guide di settore. Ne é rimasto estasiato anche il mio salmone al forno in crosta di pepi su letto di spinacio, che ha stra-gradito il felice abbinamento😜. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,08 | colore 9,11 | profumo 8,12 | densità 9,18 | persistenza 9,42 | tipicità 8,94 | struttura 9,28 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,74 | ribevibilità 9,85 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 111,46

Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo PLuRiPReMiaTo CHe Mi Ha SCoNCeRTaTo

Premessa: voti maximi per l’annata 2018 nelle principali Guide vini nostrane – cioé Gambero Rosso, Vitae, Slow Wine – dovrebbero assicurarmi un assaggio super-emozionante e di grande impatto gustativo, giusto? Purtroppo no, sbagliato! Sia chiaro che ho il massimo rispetto per i sommelier e gli assaggiatori PRO che hanno valutato il Grignolino d’Asti di Luigi Spertino – ecco svelato il vino di cui parlo – al top delle valutazioni previste nelle proprie guide. Peró al mio naso e alla mia bocca, lo SCONCERTO😳 é la “keyword” che ha contrassegnato l’assaggio di oggi. Il colore rosso scarico, tendente al cerasuolo é tipico del vitigno e qui, nulla da obiettare. Al naso, profumi accennati di fragoline, arancia rossa e rose, sono interessanti, seppur non intensi. In bocca peró, la sensazione di scarsa vinositá che pervade la beva é sconcertante: da un Grignolino DOC non mi aspettavo certo la struttura di un Barolo o la potenza di un Brunello. Ma neanche la lievitá di un vino bianco leggerino, aperitivoso, di corpo snello e delicato. Nel dubbio, vado a ricontrollare l’annata (2018), i generosi voti elargiti dalle guide (3 bicchieri Gambero, 4 viti Vitae, Vino Slow per Slow Wine) e il titolo alcolometrico pari a 13° (che al mio palato sembrava sotto i 10°, ma non percepire l’alcol é un aspetto positivo👍). Tutto quadra, ad eccezione del mio palato e dei vari aspetti oggettivi che concorrono a generare l’algoritmo, il quale non riesce a posizionare il Grignolino oltre i primi gradini della fascia STRABUONO💘. Effettivamente, una bottiglia piacevolissima ma che appare più centrata come aperiti-vino che come vino DOC. Abbinamenti obbligati: toast🥪, insalatone🥗 estive, pizzette🍕 e stuzzichini vari.
[comprato su wineexpert.it a questo prezzo]
Post Scriptum: servito fresco – come se fosse un bianco – ne guadagna in piacevolezza globale (a temperatura ambiente, perde in dinamicitá e tende ad ammosciarsi).

etichetta 9,10 | colore 7,07 | profumo 7,16 | densità 6,61 | persistenza 7 | tipicità 8,50 | struttura 6,20 | discesa in gola 8,19 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 8,77 | prezzo 7,08 | piacevolezza globale 7,65

PUNTEGGIO TOTALE 91,37

Pubblicato in: vino bianco

uNa STRaNa 🙃 VeRNaCCiA RiSeRVa

La scorsa estate, in un periodo di “calma apparente” dell’incubo Covid 😷 mi trovo per il weekend a San Gimignano e appena passato “l’arco” di entrata al bel borgo senese, mi tuffo nella prima enoteca che trovo a far incetta di vini locali. Lo scorso weekend – intriso di nostalgia per l’estate 2020 che aveva illuso tanti che l’incubo fosse finito – stappo la Vernaccia Riserva 2016 targata Fontaleoni, acquistata “quel bel weekend” a San Gimignano, convinto anche da quanto ne avevo letto (bene) su Slow Wine. Metto in forno il solito “branzino all’isolana” (che non aspetta altro di essere annaffiato dal bianco toscano 😁) e poi inizio l’assaggio del vino: al naso, i soliti fiori bianchi molto molto delicati, al palato esce fuori timidamente il gusto tipico della Vernaccia di San Gimignano ma con la sensazione di un vino privo di struttura vinosa, quasi fosse annacquato 😳. Peccato, perché il retrogusto era decisamente buono seppur flebile, etereo. Inspiegabile come una Vernaccia Riserva possa regalare sensazioni acquose anziché vinose! BEVIBILE💔 per chi ama lo stile dei vini leggeri, destrutturati, dissetanti, aperitivosi🍹.

etichetta 8,80 | colore 7,89 | profumo 7,06 | densità 7,52 | persistenza 5,92 | tipicità 7 | struttura 6,12 | discesa in gola 8,18 | retrogusto 7,11 | ribevibilità 7,91 | prezzo 8,46 | piacevolezza globale 6,51

PUNTEGGIO TOTALE 88,48