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STieLLe 2015, iL CHiaNTi CLaSSiCo GRaN SeLeZioNe…

…griffato Rocca di Castagnoli – 3° assaggio in poco più di 2 mesi per la label del gruppo Tenute Calì, premiata agli Awards come “Cantina dell’anno” con il Tino d’oro 2023 – già scoperta precedentemente con il Chianti d’annata [scoprilo qui] e con la Riserva. Del trittico, questa è la bottiglia più costosa, vicinissima alla soglia limite di Emotional Wines fissata in 42€ e quindi, a rigor di logica, mi aspetterei un riscontro emozionale al di sopra dei precedenti 2 assaggi. Spoiler🙉: così non è😳 o meglio, il primo impatto è fuorviante e quindi entriamo nel dettaglio dell’assaggio, per carpirne i perché. Agli occhi si presenta di un bel rubino profondo e impenetrabile, mentre al naso impattano i profumi di violetta, more selvatiche, scorza di arancia amara, spezie ambrate. Al palato, molte luci e poche ombre: degna di nota l’esuberanza dell’acidità, che non ti aspetteresti in una 2015, ma che riesce a rendere piacevolmente fragrante e beverino il sorso. Che è basato su una struttura importante, tannica, poco incline a ruffiane morbidezze e più vicino all’autenticità e alla genuinità di un “vino contadino”, fatto più in vigna che in cantina. Ma…c’è un “ma”: sopratutto sul finale di beva e pure sul retrogusto, si percepisce una sensazione di carenza armonica, come se ancora il Chianti Classico DOCG Gran Selezione Stielle 2015 abbisognasse di ulteriore riposo in cantina, come se fosse un vino nato e pensato non per essere bevuto oggi, ma per durare nel tempo. Anyway, siamo indubbiamente davanti ad un vino INEGUAGLIABILE🏆🏆🏆🏆🏆 di altissimo livello, ma che – sarei pronto a scommetterne un intera cassa di magnum😛 – sarà ancor più maturo per la beva, negli anni a venire. Chissà, magari lo riassaggeró nel 2025, a 10 anni esatti dalla vendemmia, e lo eleggeró “mio vino del privilegio” [cit. Luigi “Gino” Veronelli].
Post Scriptum: probabile che il vigneto Stielle, a 600 metri di altitudine, sia sì foriero di un’acidità straordinaria – che non può che far bene alla longevità di questa Gran Selezione di Chianti Classico – ma contemporaneamente, vada a minare l’equilibrio e l’eleganza del sorso, che ad oggi appare ancora lievemente acerbo, un filo indietro rispetto alla (super) Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli [assaggiata qui].
Post Scriptum bis: nei mesi a venire, mi riprometto un nuovo ulteriore assaggio del Gran Selezione Stielle, magari nella versione 2016😍…
Post Scriptum ter: è la prima volta (e non sarà certo l’ultima) che uno “special” si aggiudica le 5 coppe, ma non arriva al punteggio maximo di 120. Del resto, come avevo preannunciato ad inizio anno, un maggior rigore nelle valutazioni, ha l’indubbio vantaggio di un’accresciuta precisione nel racconto degli aspetti “caratteriali” di un vino. E non è poca cosa…

etichetta 9,75 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,13 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 116,13

mi ha emozionato perchè è contemporaneamente fresco, potente ed elegante

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CHiaNTi CLaSSiCo 2019 RoCCa Di CaSTaGNoLi

Se l’inizio di questo mese è stato “battezzato” dalla Riserva Poggio a’ Frati 2016, quest’ultimo assaggio novembrino fa il bis con un Chianti della stessa cantina in versione base, annata 2019. Qui non ritroviamo il fascinoso colore rubino profondo della Riserva, ma ci godiamo un bel rosso sgargiante che però produce pochi archetti versandolo nel calice di beva. L’olfatto è solo discreto, con accenni di ciliegie🍒 e ribes; l’attacco in bocca, pulito e delicato. Poi il sorso si apre al palato con una buona fragranza di frutto e leggerezza di corpo: la piacevolezza gustativa è notevole, ma la struttura e la persistenza sono sotto le attese. Diciamo che questo Chianti Classico DOCG 2019 griffato Rocca di Castagnoli e realizzato dal duo agronomico~enologico Andrea Borghi/Daniele Pagni per le Tenute Calì, è decisamente STRABUONO💘 di fascia altissima e farà felici “gli amanti dei Chianti fragranti” [cit. Rimatore Seriale😁] e coloro che prediligono i vini beverini. Per tutti gli altri…c’è la Riserva [scoprila qui].
Post Scriptum: nota di merito per l’etichetta in stile classico~elegante e sopratutto per la controetichetta riportante la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato” e la certificazione BIO🌱. Superlativo anche il rapporto genuinità/prezzo. Applausi 👏.

etichetta 10 | colore 8,34 | profumo 8,03 | densità 8,13 | persistenza 8,17 | tipicità 8,77 | struttura 7,93 | discesa in gola 9,42 | retrogusto 8,08 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,91

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PoGGio a’ FRaTi 2016, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa…

…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00