Pubblicato in: vino rosso

iL SeGReTo DeL CHiaNTi CLaSSiCo PeRFeTTo, Da oLTRe 60 aNNi…

…lo custodiscono Fabrizio & Laura Bianchi, proprietari del Castello di Monsanto situato nel cuore❤️ della Toscana – in Val d’Elsa – in una zona confinante tra le province di Firenze e Siena. Avete in mente quelle persone che, per partito preso, dicono《no grazie, a me il Chianti non piace…》?
Bene, l’assaggio di oggi è dedicato alle suddette persone, garantendo che cambieranno idea🤗, dopo aver letto e assaggiato questo Monsanto. L’annata 2019 è fortunata e ce ne accorgiamo subito, versando nel calice un vino di color rosso rubino sgargiante, che fin dal profumo – un invitante pupurrì di viola mammola, amarena, lavanda – sa di perfezione. In bocca è letteralmente strepitoso, per un equilibrio unico tra le note fruttate e la vena acido-tannica che rende vibrante il sorso. Detto questo, quando bevi un vino che ti emoziona “un botto” fin dal primo assaggio, ti viene naturale interrogarti《ma… cosa ho bevuto fino ad oggi?》. Ed è una domanda che non trova risposta, se non verificando minuziosamente la bottiglia del Monsanto 2019, che ti sembra più piccola del solito – dato che è ormai vuota🤪 – ma anche provando a carpire quali possono essere i segreti che si celano dietro alla performance stellare🌟⭐️✴️ del trittico struttura~persistenza~retrogusto di questo Chianti Classico, realizzato da Andrea Giovannini per Fattoria Monsanto [scoprila qui]. E se il segreto lo custodissero il tempo, la storia, l’esperienza, che si celano dietro a questa bella realtà vitivinicola toscana, dal 1962? Secondo me può saperlo solo lui…

,,,il Gallo Nero che si erge flemmatico sulla controetichetta di questo INEGUAGLIABILE Chianti Classico DOCG. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 roboanti, anche per il rapporto emozioni/prezzo difficilmente battibile (rarissimo trovare una bottiglia sotto i 21€, nella fascia teoricamente riservata agli specials!)

etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,76 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,76

mi ha emozionato perché è gustosissimo, strutturato, fruttato, persistente e beverino

Pubblicato in: vino rosso

ToSCaNeTTi 2022 DaViNuM: iL SaNGioVeSe NoN è Mai STaTo CoSì BeVeRiNo!

2° assaggio in poco più di un mese, per la giovane realtà vitivinicola castelfiorentinese (non poteva mancare l’incipit suggerito da Rimatore Seriale😆) Davinum, di cui ho sviscerato foto/vini/filosofia produttiva nel wine tasting d’inizio mese [scoprilo qui]. Stavolta in assaggio c’è un sangiovese in purezza che si presenta di un bel rosso rubino luminescente, alla vista; i profumi sono di violetta e frutti rossi, l’attacco in bocca è semplicemente perfetto, per ricchezza di frutto ed eleganza. Che poi, sono proprio le peculiarità evidenti di questo Toscanetti 2022 targato Davinum: il sorso è fruttato, ciliegioso🍒 e succoso, con una vena acida pimpante/pungente, ma mai sopra le righe, a ribadire uno stile vinicolo dotato di quell’eleganza e di quella morbidezza che mi avevano colpito al primo assaggio del Nostrum [scoprilo qui]. Certo, nel Sangiovese Rosso Toscana IGT Toscanetti 2022, tutto si fa più etereo: la struttura è pregevole ma non importante, la persistenza aromatica è solo discreta; ma il sorso è caratterizzato da una fragranza e da una piacevolezza globale che ipnotizza e comporta obbligatoriamente la “svuotatura”😋 della bottiglia. Tanto di cappello al trio agronomico~enologico Cristian Nardi, Mirko Niccolai, Matteo Corsini, per questo semplice – ma nel suo piccolo, grande – CAPOLAVORO di riBevibilità in salsa toscana, che si guadagna meritatamente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines.
Post Scriptum: chapeau🎩 anche alla family Schaetti, per come ha ideato e realizzato la cantina “concept” Davinum!

etichetta 8 | colore 9,68 | profumo 8,93 | densità 8,17 | persistenza 7,86 | tipicità 9,62 | struttura 8,22 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 109,07

mi ha emozionato perché è suadente, fragrante e beverino

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CHiaNTi RuFiNa RiSeRVa QuoNa 2018 Bio🌱 i VeRoNi

Oggi in assaggio, la versione Riserva del Chianti Rufina griffato I Veroni, 1 anno (e 2 mesi) dopo l’assaggio de I Domi 2019 [scoprilo qui], stessa DOCG e cantina produttrice, ma nel vino odierno spicca la maturazione – che è in barrique – e il vigneto, che dà il nome al Quona 2018. Scopriamolo insieme: alla vista, è rubino scurissimo e fascinoso; al naso, emergono frutti di bosco stramaturi e note boisé in sottofondo, con un pouffe etereo di tabacco. Al palato è decisamente strutturato, denso, succoso, ma austero: le note fruttate e vinose sono sovrastate dalla balsamicità del sorso, con un touch di cuoio e rabarbaro in evidenza, persistenza aromatica di grande intensità nonché lunghissima, retrogusto – a mio gusto🤪 – un po’ troppo amaricante.
Intendiamoci: il Chianti Rufina DOCG Quona biologico🌱Riserva 2018 griffato I Veroni è un CAPOLAVORO di altissimo livello, sapientemente accudito in vigna da Andrea Paoletti e realizzato in cantina da Pierluigi Marzano ma… c’è un però. Le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti potevano tranquillamente essere 5, se soltanto il profilo gustativo fosse stato un filo meno balsamico~legnoso, un filo meno amaricante e un filo più fruttato. Senza dimenticare che stiamo parlando di una bottiglia posizionata nel range di prezzo 22€~42€, quindi “potenzialmente” facente parte degli specials, il gotha dei vini, il TOP degli assaggi. Eppure, sarò ripetitivo, al Quona 2018 manca qualcosa: forse, piccoli insignificanti dettagli lato gustativo, a suggello di una (comunque) eccellente esperienza di beva. Da riassaggiare nella versione Riserva 2019…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 9,61 | struttura 10 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 115,69

mi ha emozionato perché è succosissimo, denso e strutturato

Pubblicato in: vino rosso

Da CaMiGLiaNo, iL RoSSo Di MoNTaLCiNo 2020 Bio🌱 CHe SoRPReNDe

Oggi sono a Montalcino, terra toscana di sangiovese🍇 grosso, che si trasforma in emozionanti bottiglie di Brunello e Rosso. Ed è proprio il Rosso di Montalcino DOC 2020 Bio🌱 griffato Camigliano [scopri qui l’Azienda], il protagonista dell’assaggio odierno: alla vista, si presenta di rosso rubino poco concentrato, mentre al naso profuma di viola mammola, ciliegia e fragola. Al palato, entra lievemente aggressive, in virtù di una struttura media ma peperina, pungente, sapida, che regala un sorso fragol🍓ciliegioso🍒 di straordinaria piacevolezza, con una succosità residua – soprattutto nel retrogusto – semplicemente impeccabile. Sergio Cantini e Federico Staderini – in vigna e in cantina – realizzano un Rosso di Montalcino CAPOLAVORO, a conferma di quanto sia infinitamente buona la DOC “minore” ilcinese: certo, inferiore a “Sua Maestà Brunello”, ma superiore a tanti altri rossi italiani, tenendo soprattutto a mente il prezzo – sotto i 21€ – di una bottiglia di tale livello. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate e gustosissime!

etichetta 8,50 | colore 8,62 | profumo 9,03 | densità 9,34 | persistenza 9,26 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,81 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 112,92

mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso e beverino

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DaViNuM: La CaNTiNa CHe NoN Ti aSPeTTi❗️

Ecco la sorpresa-bis, dopo quella d’inizio Maggio: volendo approfondire “chi sta dietro” al brand toscano Davinum – scoperto con l’assaggio del Nostrum 1 mese fa – ho deciso di visitare personalmente la cantina toscana ubicata in quel di Castelfiorentino, al piano “sotterraneo” di una struttura che ospita, al pianterreno, una lussuosa Azienda dedicata ai mobili e all’arredocasa (!). Appena scese le scale che portano all’ingresso della cantina Davinum, si apre davanti agli occhi uno spettacolo che le foto 👇 non restituiscono al 100% dell’esperienza reale.

《Davinum è una creazione della family Schaetti…》inizia a raccontarmi Matteo Corsini – team enologico Davinum – che mi accoglie con grande entusiasmo e mi fa assaggiare uno dopo l’altro: Toscanetti, un sangiovese in purezza di bella freschezza e ciliegiosità; Opal, un interessante vino rosa IGT fruttato e freschissimo, da riassaggiare con maggior calma e discernimento (è una promessa, non una minaccia😁); Solo Uno, una piccola (quantitativamente) ma importante (qualitativamente) produzione di “gran sangiovese” in purezza, prodotto solo nelle migliori annate e lasciato a maturare per 24 mesi in barrique nuove.
Che dire? Tutto moooolto interessante e di stra-ordinaria piacevolezza: ne riparleremo sicuramente nelle prossime settimane✳️, assaggiando i vini singolarmente e decifrandone in profondità il “loro carattere”, supportati dalla micrometrica scala valutativa dell’algoritmo qualitativo.
Una domanda, però, sorge spontanea: che cavolo ci fanno queste bellissime anfore 👇…

…ubicate nel bel mezzo della barriccaia Davinum??? (lo scopriremo solo bevendo😋).

✳️già tra pochi giorni, in anteprima di assaggio: Toscanetti 2022!

Pubblicato in: vino rosso

iL MoNTeCaRLo RoSSo 2020 Di eLeNa CaRMiGNaNi…

…proprietaria dell’Azienda Agricola Enzo Carmignani [scoprila qui] – nata nel lontano 1386😳! – è l’assaggio di oggi: a cavallo tra le colline della Lucchesìa e la Valdinievole, nasce questo interessante rosso toscano della DOC Montecarlo, una denominazione quasi “dimenticata” nel tempo. Certo, le varie versioni dei Chianti, anziché Bolgheri, passando per Montalcino e Montepulciano, senza dimenticare i vari supertuscan – gli IGT a prezzi onesti, non quelli a cifre assurde – relegano questa DOC ad un ruolo di semplice comparsa nel ricco panorama vinicolo toscano. Eppure… il Montecarlo Rosso DOC 2020 griffato Enzo Carmignani e realizzato in cantina da Massimo Motroni, coadiuvato in vigna da Giuseppe Bimbi, è un rosso STRABUONO🏆🏆🏆, seppur ai primi gradini della relativa fascia valutativa: di un bel rosso rubino intenso e profondo alla vista, colpisce al naso per il bouquet di frutti di bosco stramaturi, nentre impressiona al palato, per una struttura media sopra le attese e deliziosi tannini piacevolmente astringenti. Proprio questi ultimi, regalano al sorso un touch di fresca ruvidità e ne determinano una vinosità rustico~fruttata di notevole livello. Eppure… rispetto alle più note e premiate Denominazioni di Origine toscane, a questo Montecarlo sembra mancare quell’autorevolezza, quella tipicità “sopra le righe” che, da sempre, è il plus della Toscana del vino. E comunque, a dispetto di un algoritmo qualitativo un filo sottotono, a me sinceramente è piaciuto molto (anche perché, lo ammetto, sono un fan sfegatato😍 della DOC Montecarlo rosso, che vorrei veder crescere e crescere ancora).

etichetta 8 | colore 8,83 | profumo 8,12 | densità 8,98 | persistenza 8,23 | tipicità 7,98 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,37 | retrogusto 8,25 | ribevibilità 8,49 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 9,15
PUNTEGGIO TOTALE 102,67

mi ha emozionato perché è piacevolmente rustico e astringente

Pubblicato in: vino rosso

DueLaMe 2020, iL CHiaNTi CLaSSiCo Bio🌱 LaMoLe Di LaMoLe

Spoiler: nomen omen, l’assaggio del rosso di oggi è tagliente e minerale come già fa presagire il suo nome. Ed effettivamente questo DueLame – di un bel color rubino sgargiante alla vista, con tenui profumi terrosi ma fruttati di mora e ribes, al naso – è il tipico Chianti Classico DOCG d’altura, proveniente da vigneti ubicati sul colle di Lamole: niente dolcezze o ruffiane rotondità di beva. Al loro posto, un sorso di schietta acidità e di fresca mineralità, pur rimanendo perfettamente aderente alla rustica eleganza Tuscany-style dei Chianti Classico DOCG “Gallo Nero”. Indubbiamente, la piacevolezza di beva non è il punto forte di questo vino, che però farà la felicità di chi ama i rossi verticali, acidulo~sapidi, secchi e minerali. E magari, proprio loro, storceranno il naso👃 nel leggere il voto del parametro “piacevolezza”🙃, ma poi accetteranno il verdetto dell’algoritmo proprietario di Emotional Wines, che valuta questo Chianti Classico DOCG DueLame 2020 griffato Lamole di Lamole BUONO🏆🏆 ma non oltre, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Fa il vino Andrea Daldin, per il gruppo Santa Margherita [scopri qui la cantina].

etichetta 7,50 | colore 9,07 | profumo 8,02 | densità 8,28 | persistenza 8,93 | tipicità 8,74 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,16 | retrogusto 8,14 | ribevibilità 8,18 | prezzo 8,70 | piacevolezza globale 7,65
PUNTEGGIO TOTALE 99,89

mi ha emozionato perché è fresco, minerale e acidulo

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NoSTRuM 2019 DaViNuM: iL SuPeRTuSCaN iNaTTeSo

[surprise maggiolina] Oggi gironzolo per i boschi e i vigneti di Castefiorentino, nella zona a Sud della provincia di Firenze, non lontana dal confine con quella senese. Scopro, per caso, una piccola e recente realtà vitivinicola, dotata di una cantina che affascina subito al primo colpo d’occhio [vedi foto👇].

L’azienda si chiama Davinum [scoprila qui] e l’assaggio odierno verte sul rosso Nostrum 2019, un supertuscan realizzato da Cristian Nardi – nel doppio ruolo di agronomo ed enologo – con un blend di uve che m’incuriosisce non poco: oltre a sangiovese e merlot, anche foglia tonda e pugnitello(😳). Il vino si presenta al naso con bei profumi di frutti rossi e prugne cotte, mentre alla vista è rosso rubino scurissimo, con lievi venature granato. Ma è in bocca che sorprende! Concentrazione di frutto e complessità di sapori, già stordiscono le papille linguali: c’è una polposità materica che si appoggia ad una rotonda morbidezza di fondo, senza eguali. La struttura è da rosso toscano “importante”, con una persistenza aromatica lunghissima e un retrogusto semplicemente al TOP della tipologia. Cosa aggiungere? Coupe de foudre😍 – amore a primo assaggio – per il Rosso Toscana IGT Nostrum 2019 INEGUAGLIABILE, che guadagna la fascia maxima degli specials, convincendo ed emozionando. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 a sorpresa per questo supertuscan di Davinum!
Post Scriptum: anche il prezzo – sotto i 30€ – e il tappo – in vetro😱, a preservare in purezza il profilo aromatico – sono sorprendenti!

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,22 | densità 9,61 | persistenza 10 | tipicità 9,27 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,10

mi ha emozionato perché è morbido, succosissimo e fruttato

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo 2015 PoDeRe Le CiNCioLe

Una bottiglia dimenticata in cantina, ritrovata per caso e subito stappata, con il dubbio che fosse ancora in perfetto stato organolettico, a distanza di ben 8 anni dalla vendemmia: è l’assaggio di oggi, emozionante e sorprendente. Siamo a Panzano in Chianti, nel cuore della Toscana, immersi in quei deliziosi vigneti che danno vita ad un Chianti Classico che più classico non si può. Il vino, di un bel rubino sgargiante alla vista (dopo 8 anni?!), scende nel calice emanando profumi di bosco, frutti neri ma anche funghi e terriccio. Attacco in bocca aggressive, con un tannino astringente e fragrante che è il punto di forza di questo rosso toscano mooolto tipico. Gli anni non si sentono: sembra di essere davanti ad un Chianti fin troppo giovane e ruspante, che avrebbe bisogno di qualche ulteriore anno di riposo in bottiglia😳 per esprimere tutte le potenzialità del sorso😱. Forse il duo enologico Paolo Salvi~Luca Orsini ha trovato la ricetta dell’elisir di lunga vita😁. O forse è merito delle “coccole” ricevute dagli acini in vigna, elargite generosamente da Ruggero Mazzilli, l’agronomo de Le Cinciole [scopri qui la cantina]. Fatto sta che questo Chianti Classico DOCG 2019 si accaparra, in scioltezza, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 relative alla fascia CAPOLAVORO. Un vino da applausi👏 👏 👏!

Post Scriptum: da segnalare l’etichetta perfetta, grazie alla dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato dai viticoltori” in regime BIO certificato. Podere Le Cinciole è una cantina “vignaiola indipendente”😁 aderente alla FIVI.

etichetta 10 | colore 9,73 | profumo 8,47 | densità 9,08 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 9,44 | ribevibilità 9,07 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,50

mi ha emozionato perché è genuinamente tannico e gustoso

Pubblicato in: vino rosso

Sa Di CiLieGia🍒 e SPeZie: è iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 FiRMaTo BiNDeLLa

È proprio così: il proprietario della Tenuta Vallocaia [scoprila qui], Rudi Bindella, appone la propria firma sulla controetichetta di questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018, realizzato dal duo agronomico~enologico Giovanni Capuano~Andrea Scaccini. È un Nobile di nome e di fatto, perchè al palato si presenta con un piglio aristocratico tutto suo: la struttura è importante eppure non colpisce al 1° sorso; idem dicasi per la persistenza, che sembra giocare a nascondino. Eppure, sorso dopo sorso, esce fuori la vera anima di questa deliziosa – e talvolta sottovalutata – DOCG toscana: la classe e l’eleganza innata, in un vino che evolve e tende a migliorare, mano a mano che riempiamo nuovamente il calice. Non capita spesso che un vino riesca ad ammaliarti solo quando la bottiglia è ormai vuota, ma quando capita – come in questo caso – capisci di trovarti dinanzi ad un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che non ti aspetti. Peccato sia finito😭!

etichetta 8 | colore 9,17 | profumo 9,19 | densità 9,28 | persistenza 9,11 | tipicità 9,22 | struttura 9,16 | discesa in gola 9,72 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,09

mi ha emozionato perché è semplicemente elegante e fascinoso

Pubblicato in: vino bianco

iN aSSaGGio La VeRNaCCia Di SaN GiMiGNaNo RiSeRVa SaNiCe 2016…

…realizzata da Cesani e pluripremiata – proprio nell’annata scelta – con i 5 grappoli 🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda, i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, le 4 viti AIS Vitae, il Vino Slow per Slow Wine. Quindi penserete che “mi piace vincere facile”, giusto? Scopriamolo insieme, senza spoilerare alcunché e, anzi, fino alle 22:24 di domanisera – equinozio di primavera – non vi rivelo che…già all’olfatto si presenta tutta (bella) profumata di banana🍌, melone, pesca noce e un pouffe di anice sullo sfondo. Attacco in bocca elegante ma non travolgente, con una precisissima coerenza al fruttato bouquet olfattivo. Poi però, man mano che il vino raggiunge le papille linguali, per poi discendere in deglutizione, avviene qualcosa di straordinario, di emozionante, di indescrivibile: l’intensità della persistenza aromatica e la struttura vinosa del sorso – pepato, sapido e minerale – cresce vertiginosamente, salendo al livello di eccellenza assoluta. Caxxo, ops, chapeau🎩 a quest’INEGUAGLIABILE bianco toscano, che ha scatenato in me un turbinìo di emozioni di beva: è letteralmente strepitoso (e inatteso, visto che all’attacco in bocca, giocava a nascondino). Al già ricco palmarès della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2016 BIO🍃 griffata Cesani [scopri qui la cantina] – accudita in vigna da Fernando Sovali e in cantina da Paolo Caciorgna – aggiungere le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines, please😍.
Post Scriptum: prendere nota che Sanice 2016 è il 2° vino sotto i 21€, che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, normalmente tipica degli specials “under 42€”. Applausi 👏 👏 👏!

etichetta 8,50 | colore 9,63 | profumo 9,36 | densità 9,12 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,08

mi ha emozionato perché ha una persistenza aromatica d’intensità infinita

Pubblicato in: vino rosso

SaN FeRDiNaNDo 2018: iL SaNGio Di ToSCaNa iN PuReZZa

Gironzolando per i boschi della Valdichiana, nell’aretino, mi ritrovo in quel di Ciggiano, sede della Fattoria San Ferdinando: qui la famiglia Grifoni, fin dal 1850 produce olio e vino. La Fattoria (scoprila qui) è nota per la capacità di saper tirar fuori il meglio dai cosiddetti “vitigni minori”, quali il ciliegiolo e il pugnitello. Ma nell’assaggio odierno, è di scena il Sangiovese IGT 2018, vinificato in purezza e lasciato a maturare per 1 anno e mezzo in botte grande di rovere francese: fa il vino Simone Zucchetti, nella duplice veste di agronomo ed enologo. Questo sangio toscano si presenta nel calice, denso e ricco di archetti, di colore rosso rubino profondo, con bei profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia🍊 tarocco, al naso. Attacco in bocca elegante e di bella morbidezza, poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, mostrando i muscoli💪 del vitigno, ma mantenendo una rotondità davvero piacevole, senza farsi mancare una rinfrescante acidità sul finale di beva. Persistenza intensa ma non lunghissima, retrogusto coerente con il sorso, per questo Sangiovese IGT 2018 griffato San Ferdinando STRABUONO💘 di fascia alta, non lontano dalla fascia superiore. Ora la curiosità si fa incalzante: come saranno il Pugnitello e sopratutto il Ciliegiolo, cavallo🐎 di battaglia della Fattoria?

etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 8,93 | densità 9,37 | persistenza 8,56 | tipicità 8,32 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,95 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,58

mi ha emozionato perché è materico e morbidamente rotondo

Pubblicato in: vino rosso

PiCCoLa DoC + MiCRo aZieNDa aGRiCoLa = MoNTeCaRLo RoSSo 2020 PoDeRe SGReToLi

Oggi scopriamo una DOC toscana “minore” rispetto ai grandi numeri di Chianti, Bolgheri, Brunello, etc.: siamo in lucchesìa, nel borgo medievale di Montecarlo, ove sui suoi colli intravediamo qualche ettaro di vigneto di proprietà del Podere Sgretoli, con le cui uve vengono prodotte qualche migliaio di bottiglie di Rosso e di Bianco. Il Montecarlo Rosso DOC 2020 in assaggio oggi, si presenta di un bel colore rubino scuro accattivante, con profumi di ciliegie🍒 e more di rovo stramature, al naso. Al palato si presenta polposo, materico (non filtrato?), ma soprattutto dotato di una gustositá e di una piacevolezza di beva, che non ti aspetteresti mai da una bottiglia che viene via a meno di 10€. A tratti, mi ha ricordato alcuni rossi ilcinesi, anziché poliziani, rispetto ai quali – forse – ha da invidiare soltanto una maggior eleganza di beva e un tannino più “educato”. Ma Riccardo Nacchi, che fa il vino per Podere Sgretoli [scoprilo qui], riesce nell’impresa di fare un piccolo grande CAPOLAVORO a tinte rustico~genuine (non a caso la cantina fa parte del gruppo FIVI/Vignaioli Indipendenti) e ad agguantare, di precisione, le meritate 4 coppe 🏆🏆🏆🏆.

etichetta 9,75 | colore 9,11 | profumo 8,50 | densità 9,20 | persistenza 8,32 | tipicità 8,61 | struttura 8,31 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 108,18

mi ha emozionato perché è materico, polposo e gustoso

Pubblicato in: vino rosso

SiLio 2021, iL CiLieGioLo iN PuReZZa Di GRaNDe FReSCHeZZa

La domanda sorge spontanea: c’è per caso lo zampino di Rimatore Seriale nel title dell’assaggio odierno?🤔 La risposta vi sorprenderà: NO, il mio (folle😁) alter ego non c’entra niente con la stesura del title. C’entra invece lo stile o, per esser più precisi, la passione e la ricerca di Riccardo Lepri – patron della Tenuta Montauto – per la mineralità (che fa rima con freschezza e sapidità) nei vini. Siamo a Manciano, nel cuore della Maremma grossetana, terra di rossi tannici e possenti, spesso realizzati a base di sangiovese (v. Morellino di Scansano) o vinificati in purezza, come molti supertuscan e come nel caso del Ciliegiolo Toscana IGT Silio 2021. Il quale però, alla gustativa, sorprende proprio per un sorso tuttofrutto dotato di una freschezza che non ti aspetti: di color rosso ciliegia🍒 e profumato di frutti rossi in confettura, al palato è scorrevole, beverino, fruttato e dannatamente fresco. Non a caso, la Tenuta Montauto [scoprila qui] ha una predilezione naturale per i bianchi e per una cifra stilistica volta ad esaltare la freschezza nei vini; una peculiarità – rara in queste zone – fortemente voluta dal Lepri, con “l’approvazione” enologica di Fabrizio Moltard. Morale della favola: se non sopportate i vini corposi, tannici, strutturati, persistenti, il Silio 2021 sarà il vostro rosso preferito. Nel caso opposto, resterete comunque sorpresi – in positivo – da questo Ciliegiolo STRABUONO che merita ampiamente 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti.

etichetta 9,75 | colore 8,92 | profumo 8,59 | densità 8,38 | persistenza 8,23 | tipicità 8,82 | struttura 8,32 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,24 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 106,38

mi ha emozionato perché è fruttatissimo e freschissimo

Pubblicato in: vino rosso

RoSSo Di MoNTaLCiNo 2019 SaN PoLo: uNa SoRPReSa…

…non certo positiva, almeno a primo impatto. Premessa: chi scrive, è appassionato della tipologia da almeno 20 anni, quindi il giudizio dell’assaggio odierno è ponderato da una lunga esperienza di beva dei rossi ilcinesi. Che non sono tutti uguali – e menomale, viva le diversità! – ma che non possono (e non devono) distaccarsi troppo da una tipicità dettata dal trittico “vitigno, disciplinare, territorialità”. Giusto? Forse no, dato il carattere del Rosso di Montalcino DOC 2019 certificato biologico🍃 e griffato San Polo [scopri qui la cantina], lontanissimo da precedenti assaggi della stessa denominazione, di altre cantine. Ma andiamo con ordine: già al colore rimango basito, scorgendo nel calice un vino di color rubino scarico con nuance granato, di bassa densità vinosa. All’olfatto non appassiona, percependo profumi più balsamici che fruttati. Attacco in bocca molto timido, poi però esce fuori l’anima del sorso: poca potenza, ma validi accenni di finezza ed eleganza di beva, che però non riesco proprio ad associare alla polposità e alla struttura tipiche del sangiovese. Sì, è vero che qui siamo in presenza di vigneti posti in altitudine, ma con tutta l’apertura mentale che ho nei confronti dei primi assaggi di quei vini “di difficile complessità e/o comprensione”, non mi pare questo il caso. L’alcol non è percepibile – per questo parametro, voto maximo – ma contemporaneamente manca la vinosità, manca la ricchezza di frutto (e il fatto che io ami le sovraestrazioni e i vini materici, non cambia di una virgola il ragionamento), sostituite da fragranza e scorrevolezza di sorso , per un Rosso di Montalcino DOC 2019 appena BUONO🏆🏆 ma beverino, qual è questo vino realizzato da Riccardo Fratton – nella duplice veste di agronomo/enologo – per San Polo. Ma mi aspettavo mooolto di più da un vino di tale DOC… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: la controprova visiva della veridicità di questo assaggio è il rivolo di vino che è scivolato giù sulla parte alta dell’etichetta. Che, normalmente, sarebbe dovuto apparire come una colorita scia scura, altre volte già vista – qui sul blog – in precedenti foto di altri assaggi “macchiati”😁. In questo caso, la traccia di vino è visibile a malapena…(si guardi in alto a sx dell’etichetta)
Post Scriptum bis: etichetta seriosa d’impeccabile eleganza, con una controetichetta “archetipo” di come dovrebbe essere sempre, cioè informativa e dettagliata (👍🏻).

etichetta 8,50 | colore 6,08 | profumo 7,42 | densità 6,01 | persistenza 7,87 | tipicità 6,05 | struttura 7,61 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,72 | ribevibilità 9,01 | prezzo 7,45 | piacevolezza globale 6,90
PUNTEGGIO TOTALE 90,62

mi ha emozionato perché è fragrante e scorrevolmente beverino

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iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo 2018 Bio🍃 Di SaLCHeTo

Oggi assaggiamo una DOCG tipica della Toscana o meglio, del comprensorio senese, con una bottiglia proveniente da uno dei borghi più belli d’Italia, Montepulciano. Ovvio che stia parlando del Vino Nobile, realizzato con uve🍇 prugnolo gentile, che poi altro non sono che la versione poliziana del classico sangiovese grosso di Toscana. Scopriamolo insieme: colore rosso rubino intenso, profumi di ciliegie🍒 stramature e prugne, attacco in bocca piacevole e fragrante. La beva è di medio corpo, con aromi di frutti rossi e un pouffe di pepe sullo sfondo. Struttura vinosa quindi più beverina che materica, anche se fa capolino un timido tannino, per poi chiudere il sorso con una bella sapidità e soprattutto un retrogusto pulito ma intenso. Tanto di cappello a Michele Manelli che in pratica “è” Salcheto [scoprilo qui], data la triplice veste rivestita in Azienda come proprietario, enologo e agronomo. Chapeau🎩 anche per questo suo Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2018 CAPOLAVORO, certificato biologico e invogliante la riBeva😋. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: voto alto alle voci etichetta – esemplare – e prezzo, davvero onesto in assoluto, oltre che in rapporto ai tanti spunti emozionali.

etichetta 8,50 | colore 9,28 | profumo 8,82 | densità 8,63 | persistenza 8,82 | tipicità 9,23 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,21 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 109,32

mi ha emozionato perché è peperino al palato e dannatamente beverino

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Da RoCCaPeSTa, iL MoReLLiNo Di SCaNSaNo 2020…

… che sa di archètipo della DOCG: di color rubino intenso ma sgargiante, dai profumi floreali~fruttati di violetta e ciliegia🍒, con un touch di spezie e liquirizia, è al palato che convince. Perchè Andrea Manetti – in vigna – e Giuseppe Gorelli – in cantina – hanno saputo tirar fuori l’anima di questo rosso tipico della Maremma grossetana, senza esasperare quella spigolosità tipica del vitigno d’origine, ma ricercando un bell’equilibrio gustativo, in perfetta sintesi tra tannicità e morbidezza. Ne esce fuori un Morellino di Scansano DOCG 2020 CAPOLAVORO “equilibrista”, cioè senza particolari punti di forza, ma assolutamente privo di difetti (e vi pare poco?): questo vino di Roccapesta [scoprila qui] é rotondo ma sapido, corposo ma beverino, intenso ma scorrevole. Una duplicità di aspetti, che rende il sorso dannatamente succoso e invitante, con l’aggiunta di una persistenza aromatica invitante e un retrogusto lungo e coerente. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in scioltezza, per un Morellino di Scansano “instant classic“[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo].
Post Scriptum: a 2 anni di distanza dall’assaggio del Morellino Ribeo [clicca qui], sempre griffato Roccapesta, ho riscontrato un bel balzo qualitativo nell’etichetta odierna, soprattutto in termini di ricchezza di beva, oltreché per un equilibrio impeccabile.

etichetta 8 | colore 9,13 | profumo 9,07 | densità 9,38 | persistenza 9,11 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 8,98 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,55 | piacevolezza globale 9,20
PUNTEGGIO TOTALE 110,06

mi ha emozionato perché ti colpisce al cuore immediatamente, fin dal 1° sorso

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uN RoSSo Di MoNTeVeRTiNe Su eMoTioNaL WiNeS?!

Com’è possibile? Vi chiederete. Montevertine + Sergio Manetti = Le Pergole Torte ovvero uno dei vini appartenenti al gotha dei “supertuscan” più iconici e famosi a livello planetario (insieme a Sassicaia, Masseto e pochi altri). Vini dai prezzi stellari, totalmente decorrelati dal loro valore emozionale e, soprattutto, dal loro valore reale ovvero dai costi all’origine di produzione, ma tant’è. La domanda, allora, sorge spontanea: che ci azzecca la storica azienda di Radda in Chianti, oggi saldamente nelle mani di Martino Manetti (figlio del fondatore Sergio, scomparso oltre 20 anni fa) con i vini sotto i 21€ raccontati da questo blog? Beh, ci azzecca che, nelle occasioni speciali servono vini unici, magari un filo più costosi della norma (max 42€, le vecchie 80mila lire), ma portatori sani di emozioni indescrivibili. È il caso del vino in assaggio oggi, il Pian del Ciampolo IGT 2020 griffato Montevertine [clicca qui]. Si tratta di un supertuscan a base del solito Sangiovese, qui in “quasi” purezza, visto che l’enologo Paolo Salvi – con il supporto dell’agronomo Ruggero Mazzilli – ci aggiunge una piccolissima percentuale di colorino e canaiolo. Ne esce fuori un vino dal colore rubino splendente, profumi di more e fragoline🍓 al naso e un attacco in bocca acidulo~sapido che rimanda la mente indietro nel tempo, ai ricordi dei bei Chianti veraci del “contadino”. Poi però le papille linguali rimangono ipnotizzate dalla fragrante e autentica vinosità di un rosso toscano uguale a nessuno. Perchè la struttura è sfuggente, più agile/dinamica, che corposa. Eppure la persistenza aromatica, dominata da spezie dolci in simbiosi con note minerali~erbacee, è strabordante. E il retrogusto è qualcosa che non si può spiegare: va soltanto provato, perchè questo Pian del Ciampolo 2020 IGT di Montevertine è un CAPOLAVORO dotato di una personalità unica. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 strameritate, sfiorando la fascia maxima (mancata) a causa dei 4 aspetti colore/densità/struttura/prezzo: ottimi, ma non al TOP.
Un difetto evidente di questa etichetta è però dato dall’elevato rischio di dipendenza: potrebbe infatti capitarvi che dopo la prima bottiglia, ne stappiate un’altra eppoi un’altra ancora, ad libitum😱🤪.
Post Scriptum: assaggiato in un’osteria-gioiello nel centro di Pistoia, La Bottegaia [scoprila qui], che io definirei EnoOsteria, perchè ha una selezione di vini “da urlo”, per qualità, quantità e prezzi.

etichetta 8 | colore 9 | profumo 10 | densità 8,46 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,61 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,45 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,52

mi ha emozionato perchè è facile perdersi nella sua freschezza ammaliante…

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STieLLe 2015, iL CHiaNTi CLaSSiCo GRaN SeLeZioNe…

…griffato Rocca di Castagnoli – 3° assaggio in poco più di 2 mesi per la label del gruppo Tenute Calì, premiata agli Awards come “Cantina dell’anno” con il Tino d’oro 2023 – già scoperta precedentemente con il Chianti d’annata [scoprilo qui] e con la Riserva. Del trittico, questa è la bottiglia più costosa, vicinissima alla soglia limite di Emotional Wines fissata in 42€ e quindi, a rigor di logica, mi aspetterei un riscontro emozionale al di sopra dei precedenti 2 assaggi. Spoiler🙉: così non è😳 o meglio, il primo impatto è fuorviante e quindi entriamo nel dettaglio dell’assaggio, per carpirne i perché. Agli occhi si presenta di un bel rubino profondo e impenetrabile, mentre al naso impattano i profumi di violetta, more selvatiche, scorza di arancia amara, spezie ambrate. Al palato, molte luci e poche ombre: degna di nota l’esuberanza dell’acidità, che non ti aspetteresti in una 2015, ma che riesce a rendere piacevolmente fragrante e beverino il sorso. Che è basato su una struttura importante, tannica, poco incline a ruffiane morbidezze e più vicino all’autenticità e alla genuinità di un “vino contadino”, fatto più in vigna che in cantina. Ma…c’è un “ma”: sopratutto sul finale di beva e pure sul retrogusto, si percepisce una sensazione di carenza armonica, come se ancora il Chianti Classico DOCG Gran Selezione Stielle 2015 abbisognasse di ulteriore riposo in cantina, come se fosse un vino nato e pensato non per essere bevuto oggi, ma per durare nel tempo. Anyway, siamo indubbiamente davanti ad un vino INEGUAGLIABILE🏆🏆🏆🏆🏆 di altissimo livello, ma che – sarei pronto a scommetterne un intera cassa di magnum😛 – sarà ancor più maturo per la beva, negli anni a venire. Chissà, magari lo riassaggeró nel 2025, a 10 anni esatti dalla vendemmia, e lo eleggeró “mio vino del privilegio” [cit. Luigi “Gino” Veronelli].
Post Scriptum: probabile che il vigneto Stielle, a 600 metri di altitudine, sia sì foriero di un’acidità straordinaria – che non può che far bene alla longevità di questa Gran Selezione di Chianti Classico – ma contemporaneamente, vada a minare l’equilibrio e l’eleganza del sorso, che ad oggi appare ancora lievemente acerbo, un filo indietro rispetto alla (super) Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli [assaggiata qui].
Post Scriptum bis: nei mesi a venire, mi riprometto un nuovo ulteriore assaggio del Gran Selezione Stielle, magari nella versione 2016😍…
Post Scriptum ter: è la prima volta (e non sarà certo l’ultima) che uno “special” si aggiudica le 5 coppe, ma non arriva al punteggio maximo di 120. Del resto, come avevo preannunciato ad inizio anno, un maggior rigore nelle valutazioni, ha l’indubbio vantaggio di un’accresciuta precisione nel racconto degli aspetti “caratteriali” di un vino. E non è poca cosa…

etichetta 9,75 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,13 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 116,13

mi ha emozionato perchè è contemporaneamente fresco, potente ed elegante

Pubblicato in: vino rosso

eCCo iL CHiaNTi CLaSSiCo 2020 TeNuTa Di LiLLiaNo…

… un vino caratterizzato da una morbidezza di beva decisamente inedita per la tipologia. Ma andiamo con ordine, partendo dal colore rubino intenso che si apprezza appena lo si versa nel calice, che sprigiona un bouquet tutto incentrato su frutti di bosco e origine cotte. Gustativa coerente con i profumi: le peculiarità tipiche del vitigno sono ben percepibili, ma questo Chianti Classico DOCG Lilliano 2020 realizzato dalla famiglia Ruspoli [scopri qui la Tenuta di Lilliano], tira fuori dal cilindro🎩 una morbidezza di fondo e una finezza di beva, che spiazza e contemporaneamente emoziona. Struttura e persistenza buone seppur non eccezionali, ma è l’equilibrio palatale ad emergere e a determinare sensazioni armoniche ed eleganti, per questo Chianti Classico CAPOLAVORO💘. A questo punto, m’incuriosiscono altre 2 etichette della cantina castellinese di Lilliano: la Riserva e il Gran Selezione. Prossimamente su questi schermi?🤔😜
Post Scriptum: etichetta fin troppo classica, seppur piacevole, ma con la scritta in bella vista “integralmente prodotto e imbottigliato” che fa la differenza👍🏻.

etichetta 9,74 | colore 9,27 | profumo 8,95 | densità 8,64 | persistenza 8,29 | tipicità 9,22 | struttura 8,28 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,63 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 109,97
Pubblicato in: vino dolce

PeR iL SaNTo NaTaLe 2022 SeRViReBBe uN ViN SaNTo…

…magari di costo contenuto, senza però sacrificare qualità, gustosità, emozionalità (auguri da Rimatore Seriale😆). Proviamo a immaginarci un Vin Santo San Gimignano DOC 2014 di color oro antico, dai profumi di dattero e uva passa con un pouffe di caramella d’orzo, che riesce a sorprendere le papille gustative fin dal 1° sorso, tanta è la ricchezza di frutto percepibile. Se poi ci aggiungiamo una persistenza aromatica di grande intensità e lunghezza, con un equilibrio palatale perfetto tra note dolci/morbide e note acidule/vinose, cosa possiamo desiderare di meglio? Un retrogusto di infinita lunghezza? C’è. Una riBevibilità da ciucca🤪 garantita? C’è. Un rapporto emozioni/prezzo da “champion of the world“? C’è anche quello. Resta solo il dubbio su come riescano Valerio Zorzi in vigna e Nicola Berti in cantina – per Graziella Cappelli Cetti, proprietaria dei Poderi del Paradiso – a realizzare un CAPOLAVORO🏆 del genere ad un prezzo che ha dell’incredibile: siamo ben sotto i 20€ per il formato da lt. 0,750! Auguri di Buon Natale🎅 quindi, sotto il segno del Paradiso [scoprilo qui] e dei suoi Poderi.

etichetta 9,16 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,04 | persistenza 9,13 | tipicità 9,81 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,93

Pubblicato in: vino rosso

MaRCiaLLa Fa iL BiS: CHiaNTi RiSeRVa 2019 BioLoGiCo, SuCCoSo, RiSPeTToSo

Sono passati 12 mesi dall’assaggio del Chianti d’annata del Podere di Marcialla [scoprilo qui] che riuscì a sorprendere per una gustosità di beva inattesa e un rapporto emozioni~prezzo incredibile. Questa volta va in scena la Riserva, sempre 2019, quindi lo stesso vino con una vinificazione e una maturazione più complessa. L’assaggio si rivela complementare ma con dei distinguo: se per il colore e i profumi si può dire che siano sostanzialmente sovrapponibili al precedente assaggio, non è così per struttura e persistenza. Stavolta il sorso si rivela più corposo, più strutturato, mantenendo un bell’equilibrio tra acidità e morbidezza, per poi regalare una persistenza aromatica di bella piacevolezza e notevole intensità, con l’aggiunta di un tannino “in sottofondo” nitido ed elegante. Stavolta il Chianti DOCG Riserva 2019 griffato Podere di Marcialla è decisamente un CAPOLAVORO🏆, che rende onore al lavoro e alla dedizione delle famiglie Anichini e Passaponti – con il supporto enologico di Roberto Terziarol – che lo realizzano. Bravi 👏 👏 👏!
Post Scriptum: ciliegina sulla torta, il prezzo felicemente “accessibile” e rispettoso delle tasche dell’utente finale, cioè di tutti noi winelover, appassionati, bevitori, orsetti🐻… 😉

etichetta 9 | colore 8,78 | profumo 8,59 | densità 8,94 | persistenza 8,89 | tipicità 9,29 | struttura 8,72 | discesa in gola 8,71 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 8,82 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 107,87

Pubblicato in: vino rosso

2016: BaSTa “L’aNNaTa DeL SeCoLo” PeR FaRe Di oGNi ViNo uN CaPoLaVoRo❓️

È la domanda che mi sono posto stappando il Chianti DOCG Rosso di Terra 2016 griffato Ciaccioni. Facciamo un passo indietro… mi trovo casualmente a gironzolare🐻 nei boschi intorno a Chiusi, borgo senese dal sapore etrusco e mi chiedo:《cosa c’è di meglio di fare pausa vino?》Detto > fatto, mi ritrovo immerso nei meandri della cantina interrata dell’osteria~enoteca Il Grillo è Buoncantore [scoprila qui], guidata con mano sicura da Tiziana Tacchi, portatrice sana dell’alleanza Slow Food😋. Frastornato dal dubbio di quale bottiglia scegliere, invece di puntare su una determinata tipologia di vino, punto all’annata e decido di accattarmi una duemila16 di un Chianti “e basta”, cioè non appartenente alle principali zone della DOCG (Classico, Colli Senesi, Montalbano, Rufina etc.). Sinceramente, non avevo mai sentito parlare dell’Azienda agricola Ciaccioni e tantomeno di questo Chianti, acquistabile online a 13€ sul sito di RAVAZZI (clicca qui), che ne è anche l’imbottigliatore. Con curiosità, ma senza particolari aspettative, lo stappo… l’assaggio…ed è subito un tripudio di emozioni😍! Di colore rosso granato al calice, con profumi di more e prugne al naso, è in bocca che sorprende ed emoziona visceralmente per concentrazione di frutto e rotondità di sorso, regalando inattese sensazioni forti che invitano alla beva e alla ribeva. C’è poco altro da aggiungere, se non che questo Chiamti DOCG Rosso di Terra 2016 è un piccolo CAPOLAVORO💘 a basso prezzo, pur avendo agguantato la fascia di merito per pochissimi decimali (la solita zona crosspoint, che verrà ottimizzata da Gennaio ’23 grazie ad un upgrade dell’algoritmo). Ma non è che il merito va innanzitutto all’annata? Mi attanaglio nel dubbio…🤔
Post Scriptum: la sufficienza risicata alla voce etichetta è ovviamente causata dalla controetichetta… (v. PRELUDIO > Paragraph 2 > Aggiornamento Nov ’22)

etichetta 6 | colore 9,14 | profumo 8,68 | densità 8,52 | persistenza 9 | tipicità 8,23 | struttura 8,66 | discesa in gola 9,34 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 9,65 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 105,08

Pubblicato in: vino dolce

CoRBeLLiCCe 2018, iL ViNSaNTo CHe Ho CoMPRaTo PeR CaSo…

…al supermarket sotto casa, ad un costo intorno ai 10€, quindi senza alcuna pretesa. Perlopiù l’acquisto era pensato per un utilizzo come ingrediente marginale di una torta di mele al forno, che abbisognava di un bicerin di vino dolce. Cheppoi, questo Vinsanto del Chianti DOC Corbellicce 2018, proprio dolcissimo non è, visto che la peculiarità di tale tipologia è data dal mix armonico tra note dolci~mielose e vena acidula, quasi acetica. Chiaro che la bravura del cantiniere unita alla sua sensibilità gusto~olfattiva, fanno virare la piacevolezza globale di un Vinsanto verso uno dei 4 lidi possibili: secco, abboccato, amabile o dolce. Ebbene, l’azienda agricola toscana, anzi pistoiese, anzi quarratina Tacinaia [scoprila qui] specialista della tipologia, riesce nel difficilissimo compito di realizzare un Vinsanto di bell’equilibrio gustativo, che abbini la dolcezza all’acidità in modo micrometrico, sfociando in un Corbellicce 2018 STRABUONO💘 ai “piani alti” di fascia, con un rapporto prezzo/emozioni da oscar assoluto. Tanto di cappello🎩 a Lorenzo Lunardi, patron di Tacinaia, e al suo amabile Vinsanto del Chianti!

etichetta 9,13 | colore 8,79 | profumo 8,26 | densità 8,24 | persistenza 8,31 | tipicità 8,68 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,67 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo 2019 RoCCa Di CaSTaGNoLi

Se l’inizio di questo mese è stato “battezzato” dalla Riserva Poggio a’ Frati 2016, quest’ultimo assaggio novembrino fa il bis con un Chianti della stessa cantina in versione base, annata 2019. Qui non ritroviamo il fascinoso colore rubino profondo della Riserva, ma ci godiamo un bel rosso sgargiante che però produce pochi archetti versandolo nel calice di beva. L’olfatto è solo discreto, con accenni di ciliegie🍒 e ribes; l’attacco in bocca, pulito e delicato. Poi il sorso si apre al palato con una buona fragranza di frutto e leggerezza di corpo: la piacevolezza gustativa è notevole, ma la struttura e la persistenza sono sotto le attese. Diciamo che questo Chianti Classico DOCG 2019 griffato Rocca di Castagnoli e realizzato dal duo agronomico~enologico Andrea Borghi/Daniele Pagni per le Tenute Calì, è decisamente STRABUONO💘 di fascia altissima e farà felici “gli amanti dei Chianti fragranti” [cit. Rimatore Seriale😁] e coloro che prediligono i vini beverini. Per tutti gli altri…c’è la Riserva [scoprila qui].
Post Scriptum: nota di merito per l’etichetta in stile classico~elegante e sopratutto per la controetichetta riportante la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato” e la certificazione BIO🌱. Superlativo anche il rapporto genuinità/prezzo. Applausi 👏.

etichetta 10 | colore 8,34 | profumo 8,03 | densità 8,13 | persistenza 8,17 | tipicità 8,77 | struttura 7,93 | discesa in gola 9,42 | retrogusto 8,08 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,91

Pubblicato in: vino rosso

iL CaNaioLo iN PuReZZa DeL PoDeRe CaSaLSoLe

Casalsole è una CasaVacanze situata in quel di Vinci (FI), nella zona collinare del Chianti Montalbano.
Oltre alla piscina, agli appartamenti e al relax, Casalsole [scoprila qui] realizza una manciata di vini “quotidiani”, con Irene Giorgetti – winemaker – che è l’autrice anche del Canaiolo IGT in assaggio oggi. In etichetta si legge “morbido al palato e ricco di tannini”: ecco, forse stiamo parlando di un tannino velato, impalpabile, in sottofondo. Perchè questo Canaiolo in purezza – rubino sgargiante al colore e profumi fruttati al naso, con un pouffe di ciliegie🍒 – è tutto fuorchè un vino tannico: è invece dotato di sorso scorrevole, beverino, con una morbidezza e una piacevolezza di fondo davvero convincente e si abbina alla perfezione con un plateau di pecorini toscani e affettati misti, anziché con qualsiasi altra pietanza non impegnativa, in linea con lo stile gustativo “spensierato” del vino. Tirando le somme, questo Canaiolo IGT Casalsole è STRABUONO senza gridare al miracolo (fascia bassa), ma con l’arma segreta della riBevibilità, che può facilmente significare “altro giro, altra sbornia”…🤪

etichetta 8,03 | colore 7,88 | profumo 7,75 | densità 7,04 | persistenza 7,21 | tipicità 7,28 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 7,02 | ribevibilità 9 | prezzo 8,40 | piacevolezza globale 8,15
PUNTEGGIO TOTALE 94,01
Pubblicato in: wine tasting

i ViTiCoLToRi Di MoNTeSPeRToLi: L’uNioNe Fa La FoRZa…

… e crea un’immagine identitaria ben definita. Un incipit fondamentale per andare a raccontarvi i banchi di assaggio che hanno illuminato di vini e vignaioli il Museo della vite e del vino di Montespertoli, nella giornata di sabato 12 Novembre, con l’evento La Révolution à Montespertoli.

Titolo dell’evento che, a mio modesto avviso, va letto come Re~Evolution, cioè una rivoluzione che serve a creare un’evoluzione, una crescita, un’innovazione: ed Emotional Wines, pur nei limiti di una lucidità che si è sempre più rarefatta nel susseguirsi degli assaggi (oltre la 30ina di sorsi, ciucca🤪 docet), ve la racconta in modalità “instant” ovvero per immagini (+ 1 video📽) e per highlights.

Si parte con il Podere dell’Anselmo ovvero Fabrizio Forconi e i suoi vini, con la bottiglia più emozionale: Chianti Montespertoli Riserva. Rispetto alla versione d’annata assaggiata 1 anno fa [scoprila qui], la Riserva 2014 è più carnosa, più rotonda, più profonda nel sorso: da riassaggiare con calma, magari nella versione 2016.

Si prosegue con Coeli Aula con uno scoppiettante Stefano Meucci a presentare le sue creature vinicole, tra le quali mi ha impressionato positivamente il Chianti Riserva, più per le note fruttate che non per la profondità di beva. Prendo nota…

Passando a La Leccia, mi ha colpito al cuore un bollicine rosa a base di sangiovese: perlage finissimo, fragoline di bosco e susine, al naso e un’attacco in bocca gustosamente fruttato e pulitissimo, elegante. L’esclamazione Boh! ci sta tutta (ed è anche il nome del vino).

Ed eccoci al Podere Guiducci, un’Azienda particolarmente attenta a rispettare la biologicità nella produzione dei loro vini, con la mia preferenza che va al Tempora: un petit verdot elegante e molto nitido.

Si prosegue con Valleprima che, tra i vari assaggi della rassegna, è quello che mi ha colpito di meno, anche se il valido Ciliegiolo sarebbe da riassaggiare con calma.

Calma, che va a farsi friggere dinanzi all’imbarazzo della scelta delle varie etichette presentate dalla Tenuta Moriano, tra le quali seleziono un buonissimo cabernet sauvignon denominato Tufesco.

Tutto al femminile il banco di assaggio Casa di Monte, con la mia scelta che ricade sul supertuscan Robbia, un Rosso di Toscana IGT realizzato con un blend di cabernet sauvignon e sangiovese. Ottimo!

Eppoi c’è il Podere Ghisone, con Luca Nesi che, vedendomi traballante, mi suggerisce di limitarmi ad un unico assaggio: accetto il consiglio, cerco di recuperare lucidità e scelgo la Riserva 1797. Notevole!

Ormai ondeggiante tra un banco e l’altro, scorgo Giulia Conti della Tenuta Ripalta che malvolentieri – avendo notato la ciucca🤪 – mi fa assaggiare un sorsino piccolino del supertuscan L’Antenato. Interessante…

Arrivato ormai alla soglia dei 30 sorsi, mi trascino al banco del Castello Sonnino, dove l’enologo Renato Laconi mi spiega per filo e per segno le peculiarità dei suoi vini. Premo il tasto REC🔴 per fare un video, ma a causa del mio tasso alcolemico, qualcosa va storto; ne esce fuori una foto “di sgancio” che mi fa ricordare le belle doti beverine e la grande freschezza del Chianti Montespertoli 2021.

Viste le mie condizioni fisiche, al banco de La Lupinella, provano a controllare se sia ancora in grado di reggermi in piedi o debbano portarmi via in lettiga: nell’attesa, il Lupinello è risultato un rosso fragrante e beverino.🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪 Arrivato ormai al punto di ciucca irreversibile🤪, anzi 1 nanosecondo prima, chiedo a Giulio Tinacci di Montalbino, PRESIDENTE DELL’ASS.NE VITICOLTORI DI MONTESPERTOLI: “scegli una parola per descrivere l’Associazione”… (e questa volta premo REC🔴 al momento giusto)

Post Scriptum: chiedo scusa agli altri banchi presenti nella Rassegna, per non essere stati inseriti in questo wine tasting. Alla proxima occasione, riparerò...
Pubblicato in: vino rosso

PoGGio a’ FRaTi 2016, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa…

…che sa sorprendere ed emozionare. FINE DELL’ASSAGGIO🤡😁. Scherzi a parte, vado a raccontarvi cosa ho bevuto ierisera da Max Canton dell’Osteria di Casa Chianti [scoprila qui], un osteria~gioiello enogastronomico in quel di Certaldo (FI). Max mi ha proposto una Riserva di Chianti Classico della zona di Gaiole, realizzato da Rocca di Castagnoli [scoprila qui], una delle cantine del gruppo Tenute Calì. L’annata è la “leggendaria 2016”, che scende nel calice con un bel colore rubino scuro, abbondanti archetti e un ammaliante bouquet di frutti rossi con un pouffe di spezie, a titillare le ciglia olfattive. Attacco in bocca garbato ma succoso, con una beva di struttura importante senza peró mostrarsi esageratamente concentrata. Spicca invece lo spettacolare equilibrio tra acidità e morbidezza fruttata, per un Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’ Frati 2016 Rocca di Castagnoli INEGUAGLIABILE👑, anche lato persistenza – intensa e contemporaneamente di rara eleganza – con un retrogusto che non finisce più. Anzi sì, tutto ha una fine, ma in questo caso…《Max, stappane altre 2 bocce…》🤪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
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PaNiZZi e iL Suo CHiaNTi CoLLi SeNeSi “TuTToFRuTTo”…

… anzi ciliegiato, perché a dominare la beva, in un mix di frutti rossi, sono proprio le ciliegie🍒. Ma facciamo un passo indietro: l’azienda sangimignanese Panizzi non ha certo bisogno di presentazioni, dato che l’ho raccontata 2 mesi fa, in occasione di un wine tasting [clicca qui] effettuato nell’accogliente sede all’interno della Fattoria di Larniano [scoprila qui]. E proprio in quell’occasione mi sono accattato una bottiglia di Chianti Colli Senesi DOCG 2018, che si presenta di rosso rubino sgargiante nel calice, con invitanti profumi di fiori e frutti rossi che poi ritroviamo nel sorso: delicato nella struttura ma straordinario nella sua aromaticitá – con bell’equilibrio tra aciditá e note dolci di ciliegie – pur senza spunti tannici di rilievo ma con tanta, tantissima fruttositá, che è la carta vincente di questo rosso senese CAPOLAVORO🏆 griffato Panizzi. A suggello di tale quadro olfattivo~gustativo, un retrogusto pulito e coerente, pur annotando una persistenza solo discreta: ma che riBevibilitá… e che piacevolezza globale😍.

etichetta 9,03 | colore 8,98 | profumo 9 | densità 8,76 | persistenza 7,14 | tipicità 8,71 | struttura 7,91 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,50
PUNTEGGIO TOTALE 106,01

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MoNTeCuCCo RoSSo 2013 La LeCCiaia, uN ToSCaNo CHe…

…ammalia fin dal 1° sorso: di colore rosso scurissimo impenetrabile, dai profumi di more, ribes e un touch di tabacco, entra in bocca con una struttura polposa e concentrata, per poi sfoderare un’intensa persistenza aromatica e un retrogusto tabacco~cioccolatoso decisamente intrigante. La Lecciaia [clicca qui], cantina ilcinese di proprietà di Mauro Pacini dal 1983 – già scoperta su questi schermi con il Sassarello [leggi qui l’assaggio] – si è poi espansa 20 anni fa acquisendo un vigneto di 90 ettari in quel di Campagnatico, nella Maremma grossetana. Ed è proprio da lì che proviene il Montecucco rosso DOC 2013, CAPOLAVORO🏆 inatteso e sorprendente, dato anche il prezzo al pubblico che resta sotto i 10€, proiettando quest’etichetta nel gotha degli “emotional wines” meno costosi. Chissà che il 6 Gennaio 2023 – consueto appuntamento annuo con la premiazione dei migliori assaggi – non capiti di trovare il Montecucco de La Lecciaia in cima alla classifica dei vini con il miglior rapporto emozioni-prezzo: lo scopriremo solo bevendo…😛

etichetta 9,21 | colore 9,54 | profumo 9,18 | densità 9,02 | persistenza 9,56 | tipicità 8,97 | struttura 9,29 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 9,16 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 111,93