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CaSTaGNiNo 2021, iL SYRaH iN PuReZZa Di FaBRiZio DioNiSio

Oggi siamo a Cortona, borgo aretino non lontano dal confine con l’Umbria: ci attende un vino speziato e fragrante, beverino e di grande piacevolezza gustativa, realizzato dal “vignaiolo indipendente” [scopri qui FIVI] Fabrizio Dionisio. Ma… partiamo dall’inizio: etichetta “artigianale” iconica e ben fatta, vino dal colore rubino~purpureo intrigante, con profumi di spezie, ribes selvatico, more e un pouffe di vaniglia. Beva agile, di media struttura e di bell’equilibrio: come ho anticipato sopra, questo Cortona DOC Syrah 2021 griffato Fabrizio Dionisio [scopri qui la cantina], convince per una riBevilitá al TOP e una discreta persistenza, chiudendo il sorso con un retrogusto piacevole. Insomma, siamo davanti ad un rosso toscano STRABUONO💘 di fascia alta, biologico, senza frizzi&lazzi, ma ben realizzato. Probabile che per trovare struttura e persistenza di livello superiore, serva rivolgersi al “fratello maggiore” Il Castagno: sarà quindi mia premura, in un futuro proximo, scovarlo ed assaggiarlo😋.

etichetta 9,14 | colore 8,64 | profumo 8,23 | densità 8,04 | persistenza 8,05 | tipicità 8,52 | struttura 8,22 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 10 | prezzo 9,20 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 104,24

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La ToSCaNa iN uN ViNo: iL MoNTeSCuDaio RoSSo DeLL’aNTiCa FaTToRia SoRBaiaNo

Rusticitá, genuinitá, tipicitá: per me sono queste, le 3 keywords che rappresentano “il vino rosso” fatto in Toscana. E quindi non mi stupisce stappare un Rosso Montescudaio DOC 2019 realizzato dalla Fattoria Sorbaiano [scoprila qui] in quel di Montecatini val di Cecina (PI) – borgo situato a cavallo 🐴 tra Volterra e il mare – e perdermi tra i rustici profumi che emana appena versato nel calice. È di un bel colore rubino profondo e di accattivante densitá (non filtrato?); in bocca è piacevolmente tannico, con richiami a quella vinositá astringente dei rossi “rurali”, per un perfect match con una grigliata di carni miste o addirittura una bistecca🥩 di razza chianina. Certo, la struttura non è profonda e il gusto fruttato è travolto dalla rusticitá, che peró è anche il punto di forza di un vino STRABUONO💘 che invoglia la beva. Da sottolineare il rapporto qualitá~prezzo imbattibile, perchè sotto i 10€ è davvero una raritá trovare un rosso di questo livello: costasse il doppio, sarebbe ugualmente un ottimo acquisto, ma a questo prezzo… chiamo☎️ Sorbaiano e me ne faccio inviare una 50ina di pacchi📦. (🤪) [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]
Post Scriptum: la genuinitá di questo vino è garantita anche dalla certificazione BIO 🍃, con tanto di marchio ben presente in controetichetta. Bravi👏👏👏!

etichetta 9,08 | colore 8,84 | profumo 8,23 | densità 9,21 | persistenza 8,25 | tipicità 8,56 | struttura 8 | discesa in gola 8,13 | retrogusto 7,71 | ribevibilità 8,62 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10
PUNTEGGIO TOTALE 102,53

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[uLTiMo aSSaGGio DeL Mese, CoN iL BoTTo🧨] C’eRa uNa VoLTa iL “BaDia a PaSSiGNaNo”…

… un Chianti Classico realizzato dal “big” Antinori, che lo imbottigliava anche nella versione “d’annata” e lo vendeva a prezzi popolari. Da buon orsetto🐻 collezionista, ho ancora l’etichetta “dell’epoca” che lo dimostra 👇.

Poi peró quella versione è scomparsa, poichè Antinori continuò esclusivamente la produzione e la vendita della Riserva (oggi Gran Selezione), con prezzi in ascesa anno dopo anno (ormai è volata sopra la soglia dei 40€). Tutta questa tiritera😁 per dirvi che il Chianti Classico Badia a Passignano esiste ancora, grazie ad una microcantina [scoprila qui] che possiede 4 ettari di vigneti proprio in quella zona e realizza un vino d’annata che andiamo a scoprire insieme: colore rosso rubino intenso; naso con mora, ribes, prugna e un pouffe di caffè cioccolatoso e speziato. Attacco in bocca un filo acidulo, per poi aprirsi a ventaglio sulle papille linguali ed esprimere tutto l’armamentario del più classico dei Chianti Classici: il rincorrersi tra le note erbacee e i frutti di bosco, con un sorso materico, succoso, tannino levigato ma presente e spettacolare morbidezza impalpabile di fondo. “Signore e signori, il Badia a Passignano è nuovamente tra noi” direbbe lo speaker🤠, perchè questo Chianti Classico DOCG 2019 realizzato da Torcilacqua, ovvero dalla family Mariotti, è uno strepitoso CAPOLAVORO🏆 d’altri tempi. E io che ho bevuto il “vecchio” oltre 20 anni fa, l’ho subito riconosciuto e mi sono emozionato🥰 (di nuovo… oggi come allora).

etichetta 9,36 | colore 9,04 | profumo 9,07 | densità 8,91 | persistenza 9,34 | tipicità 10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 113,19

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SeGNaTeVi QueSTo ViNo: PoGGioMaTTo 2018 Di MiCHeLeTTi…

… e poi bevetelo ad occhi👀 chiusi, pensando ad un famosissimo supertuscan della zona di Bolgheri, merlot in purezza, che costa un botto (sfiora i 1.000€) e fatevi una domanda. Com’è possibile che il vino in assaggio oggi, costi 1/30esimo di quello “famoso”? C’è da credere ai miracoli? Sarà forse perchè Micheletti è una piccola (ma maestosa, per la qualitá) cantina bolgherese che investe più in vigna che nel marketing? O forse sará mica per una questione di “rispetto” verso i fruitori, cioè noi appassionati wine🍷lover, dato che se vai ad analizzare il costo nudo e crudo di 1 litro di vino, non ce n’è uno al mondo🌏 – e non puó essercene – che costi al produttore oltre i 10€? Fatto sta che Micheletti riesce a donare alla nostra vista un vino rosso scurissimo e impenetrabile, con un naso👃 di frutti neri, liquirizia, caffè, cacao, che poi sfociano in un sorso indescrivibile: la struttura, l’eleganza, la morbidezza di fondo, la concentrazione di frutto, la persistenza aromatica e il retrogusto – che restano impresso a lungo sulle papille linguali – sono uno spettacolo della natura! Chapeau🎩 al duo enologico~agronomico Fabrizio Moltard~Paolo Granchi, per aver realizzato questo INEGUAGLIABILE👑 Bolgheri Superiore DOC Poggiomatto 2018 griffato Micheletti, un merlot in purezza davvero memorabile👏👏👏. E un grazie🙏 di cuore alla family Micheletti per aver solo pensato a realizzare un vino del genere, con un prezzo “rispettoso delle tasche” di chi lo compra…
Post Scriptum: brindiamo🥂 alla fine dell’estate? [non è un caso, che quest’assaggio sia online a partire dalle 3:03 di oggi venerdì 23 Settembre 2022, equinozio d’autunno🍁]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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iL CHiaNTi “NoN CLaSSiCo” SeCoNDo FaBRiZio FoRCoNi…

… deus ex machina del Podere dell’Anselmo, l’assaggio odierno. Scordiamoci Greve, Castellina, Gaiole, Radda, Panzano, cioè le localitá “culla” del Chianti Classico. Perchè al Podere dell’Anselmo [scoprilo qui] si fa il Chianti Montespertoli, una DOCG inedita per questo blog e quindi… assaggiamolo immediatamente😋: profumi di frutti rossi stramaturi, con le more di rovo in evidenza; attacco in bocca esplosivo, cioè subito concentrato, fruttato, con un magistrale mix tra aciditá, spezie dolci, astringenza, morbidezza. Non so se il merito di tutto questo vada a Fabrizio – patron e agronomo del podere – o all’enologo Fabio Signorini: e magari pure il vigneto e la tipologia gli saranno sicuramente d’aiuto. Certo è che questo Chianti Montespertoli DOCG 2020 firmato Podere dell’Anselmo è un CAPOLAVORO🏆 low-cost (viene via a poco più di 12€), di grande potenza e concentrazione di frutto. Un vino succoso inatteso, che certamente non sfigurerebbe in un assaggio “al buio” a confronto con il cugino Chianti Classico😍.

etichetta 8,71 | colore 9,32 | profumo 8,87 | densità 9,20 | persistenza 8,97 | tipicità 10 | struttura 9,08 | discesa in gola 8,65 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 9,02 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 110,13

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CaSTeLLiNuZZa e PiuCa: uNa MiCRoaZieNDa aGRiCoLa Su PeR uNa STRaDa ToRTuoSa e… iL “ViGNa PiuCa” 2017

Siamo a Lamole, una collina scoscesa del Chianti posta a 600 metri di altitudine, ed è qui che salendo su per una stradina che si inerpica per una manciata di kilometri, incontriamo Castellinuzza e Piuca, microcantina da poche migliaia di bottiglie annue, e il suo patron Giuliano Coccia, che fa il vino – e che vino🍷! – in assaggio oggi: Chianti Classico Gran Selezione. Sappiate che per me, orsetto🐻 viaggiatore~bevitore😋, è stata una sorpresa inattesa, cenando casualmente in un agriturismo toscano che solo poi scopro essere una cantina che produce un vino INEGUAGLIABILE👑, che vado a raccontarvi…
Al naso, ricco di profumi intensi di mora, prugna cotta, ribes e fiori; in bocca, elegantissimo e contemporaneamente sontuoso, sia per la struttura che per la concentrazione di frutto. Eppure, nonostante il sorso sia potente e dotato di persistenza infinita, riesce ad essere anche fragrante, nonchè beverino, forse per merito di una sapiditá micrometricamente dosata. Ed è una raritá, data la tipologia, visto che stiamo parlando di un Chianti Classico DOCG Gran Selezione annata 2017, cru Vigna Piuca, realizzato magistralmente da Castellinuzza e Piuca: piccola, ma monumentale 🔝 realtá oli~vinicola toscana. Chapeau🎩 a Giuliano Coccia e alla sua azienda agricola!😋 [scoprila qui]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00
Pubblicato in: vino rosso

eLZaNa, uN aLTRo CRu Di CaRMiGNaNo RiSeRVa…

… sempre firmato Fattoria Ambra e quindi realizzato dall’enologo (e proprietario) Giuseppe Rigoli. Spoilero subito: in questo cru di Carmignano DOCG, all’opposto dell’assaggio del cru Montalbiolo [scoprilo qui], “la mano🤚 del maestro Beppe” è perfettamente riconoscibile. Perché c’è una concentrazione vinosa, una masticabilitá fruttata, una persistenza lunghissima, complementare ad un retrogusto intenso e profondo, che solo un enologo fuoriclasse riesce a tirar fuori da un vitigno. L’Elzana ha un naso finissimo, a tratti timido, di prugne cotte, more stramature e ribes selvatico, su un fondo di spezie dolci e ambra. In bocca è sontuoso: eleganza e potenza vanno a braccetto come solo nei grandi vini accade. E questo Carmignano DOCG Riserva Elzana 2017, a dispetto dell’annata infelice, ê un grande CAPOLAVORO🏆 toscano. Grande come il suo “papá”, Beppe Rigoli. E la sua fattoria, Ambra. Standing ovation, d’obbligo👏👏👏.

etichetta 8,73 | colore 8,98 | profumo 8,02 | densità 8,73 | persistenza 9,31 | tipicità 10 | struttura 9,34 | discesa in gola 9,06 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,59 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45
PUNTEGGIO TOTALE 110,93

Pubblicato in: vino rosso

iL CHiaNTi CLaSSiCo Bio🍃 CHe VieNe Da GaioLe

La zona di Gaiole – al pari di Radda, Greve, Castellina, Panzano – è una delle zone privilegiate per la produzione della DOCG Chianti Classico. In assaggio oggi, la versione 2018 realizzata da Marco Ricasoli Firidolfi, proprietario della Rocca di Montegrossi [scoprila qui], con l’ausilio enologico del “big” Attilio Pagli. Le premesse di un assaggio TOP🔝 ci sono tutte, vediamo se saranno confermate: il Chianti Classico 2018, con il logo del Gallo🐓Nero a collo bottiglia, si presenta visivamente di un bel rosso rubino splendente, senza farsi mancare dei discreti archetti mentre scende nel calice. Profumi classici di viola mammola, prugne, more, mirtillo selvatico e spezie dolci. Attacco in bocca non troppo polposo, con la struttura e la vinositá che sembrano un po’ svogliati, rispetto ad altri vini della stessa tipologia [leggi qui l’assaggio del Chianti Classico Castello di Radda]. Anche la persistenza è buona ma non si grida al miracolo, pur con un buon retrogusto lungo e nitido a chiudere la beva. Non giriamoci intorno, il Chianti Classico DOCG 2018 Rocca di Montegrossi è STRABUONO💘 di fascia altissima, ma forse l’annata inferiore ad altre più felici, non ha aiutato ad esaltare le potenzialitá di questo grande vino toscano. Mi riprometto un doppio assaggio futuro per Rocca di Montegrossi: la versione 2019 o la 2020, ma anche il cru “Gran Selezione” Vigneto San Marcellino, che promette meraviglie e potrebbe ambire alla fascia “ineguagliabile”. L’ho promesso pubblicamente, quindi… stay tuned! 🤩

etichetta 9,14 | colore 8,83 | profumo 8,81 | densità 8,63 | persistenza 8,52 | tipicità 8,75 | struttura 8,40 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 8,97 | ribevibilità 8,64 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 8,70
PUNTEGGIO TOTALE 104,83

Pubblicato in: wine tasting

MeTTi uN PoMeRiGGio Di MeZZa eSTaTe a DeGuSTaRe ViNi…

… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)

Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).

Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.

Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).

Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳

Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.

Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.

(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)

Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.

(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)

Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo RiSeRVa CHe PRoVieNe DaLLa ZoNa DeLLa VeRNaCCia😳?!

Ora, mi domando e scrivo: possibile che, vagabondando per la Toscana, mi ritrovi a fare uno spuntino di metá pomeriggio nel paese della Vernaccia – San Gimignano – e addirittura assaggi un rosso Riserva da paura? Non mi raccapezzo: mi fermo casualmente in una piccola enoteca nel centro del bellissimo borgo senese [scopri qui La Vecchia Nicchia], chiedo all’oste Alessandro “un vino bono” e mi ritrovo innamorato pazzo, davanti a un calice di Rosso Riserva San Gimignano DOC 2018 BIO🍃 griffato Il Colombaio di Santa Chiara. Ve lo racconto di getto: profumi intensi di mora, prugna, amarena e un pouffe di vaniglia al naso, sorso ricco – con stupefacente concentrazione e nitidezza di frutto – dotato di persistenza lunghissima, retrogusto intenso e coerente con la beva, prezzo intorno ai 30€, piacevolezza da vino TOP🔝. Cosa aggiungere oltre? Che il duo enologico Nicola Berti/Paolo Caciorgna, supportato agronomicamente da Mario Logi, ha realizzato un vino INEGUAGLIABILE👑 con un rapporto q/p da urlo? Che dovete obbligatoriamente assaggiarlo per capirne la sua reale grandezza? No, non fatelo: le 5.000 bottiglie prodotte annualmente di questa mirabilia enologica, le prenoto io🤪!
Post Scriptum: continuo a domandarmi, incessantemente, come sia possibile che a San Gimignano – terra di Vernaccia DOCG – abbia assaggiato un Rosso con la R maiuscola…. misteri della vigna😀
Post Scriptum bis:
tanto per cambiare, un altro “superwine” appartenente alla FIVI, Vignaioli Indipendenti💪

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

aSSaGGiaMo iL ViNo DeL CaRDuCCi?😳

Visto che è Agosto, dato che amo le mete balneari toscane a sud di Livorno – Castiglioncello, Bibbona, Donoratico, San Vincenzo – perchè non fare una gita fuoriporta in quella strada in mezzo al filare infinito di cipressi che porta al borgo dove ha vissuto Giosuè Carducci – pietrasantino di nascita, ma trapiantato poi a Castagneto Marittimo ops🤭 Carducci – cioè in quel di Bolgheri? E proprio nel Comune di Castagneto sorge l’Azienda agricola Micheletti [scoprila qui], produttrice del vino in assaggio oggi, il Rosso di Toscana Bolgheri DOC 2020. Che si presenta visivamente di rosso rubino splendente (ridajè con ‘ste rime baciate😘), dai profumi lievi ma nitidi di ciliegia, fragolina di bosco, mora selvatica e un touch erbaceo. Attacco in bocca piacevole, anche se sarebbe desiderabile una maggior concentrazione di frutto. La struttura non ê imponente e pure la persistenza è sotto le attese, ma le frecce al proprio arco🏹 di questo Bolgheri 2020 STRABUONO💘 griffato Micheletti sono principalmente 3: una spiccata dote di riBevibilitá (questo rosso toscano scende in gola che è un piacere😋) e una bella piacevolezza di beva. 🤔Ma non erano 3 le frecce?🤔 Okay, chiudiamola qui, vado a ordinarne una dozzina di scatole, visto il prezzo…🤩 [assaggiato qui c/o IL PICCOLO TRIANON]

etichetta 8,78 | colore 8,26 | profumo 8,33 | densità 7,91 | persistenza 7,95 | tipicità 8,40 | struttura 8,24 | discesa in gola 9,54 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 9,58 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,60

PUNTEGGIO TOTALE 103,90

Pubblicato in: vino bianco

aSSaGGiNo BiS, CoN La VeRNaCCia Di PaNiZZi

Secondo assaggio consecutivo con una bottiglia da 0,375 (prometto che non lo faró più🐻) proveniente dalla nota cantina sangimignanese Panizzi [scoprila qui]. Nota, perchè Giovanni Panizzi, lo storico fondatore, con “la sua” Vernaccia Riserva – sul finire degli anni ’90 – fece incetta di premi e riconoscimenti in Italia e non solo. Oggi la cantina Panizzi è capitanata da Simone Niccolai con l’ausilio enologico~agronomico di Alessandro Cellai e Walter Sovran. Andiamo quindi a scoprire la Vernaccia di San Gimignano DOCG 2021, che si presenta di un bel giallo paglierino alla vista, con discreti profumi di fiori bianchi, limoni e una nota erbacea sullo sfondo, all’olfatto. Attacco in bocca non aggressive, molto delicato, che poi sfocia in una beva piacevolmente fresca, di bell’aciditá e di pulizia palatale in chiusura. Struttura e persistenza – probabili peculiaritá del cru Vigna Santa Margherita e della Riserva -non fanno parte del DNA di questa Vernaccia base, che comunque sa essere beverina, fresca e divertente negli abbinamenti: ok con il pesce e ancora meglio con le carni bianche non troppo speziate, come nel caso di un coniglio🐰 in tegame, innaffiato di Vernaccia anche in cottura, che mi ha sommessamente🤫 ringraziato. Mi sono dimenticato di qualcosa😳? Ah sì, la fascia di appartenenza ovvero la valutazione di questa Vernaccia di Panizzi: un vino STRABUONO💘, non impegnativo per la tasca e per gli abbinamenti e pure biologico🍃. Si puó chiedere di più? Forse. Magari con “gli altri” vini di Panizzi…😉 [comprata su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,01 | colore 8,14 | profumo 8,27 | densità 8 | persistenza 8,29 | tipicità 7,94 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 8,51 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 99,86

Pubblicato in: vino rosso

TuFoRoSSo, iL SuPeRTuSCaN Bio🍃 LoW-CoST

Oggi siamo nella bassa Toscana, in quel di Sovana, che è una frazione di Sorano, nel grossetano. Le rime non sono volute😁, ma sono il frutto del mood “emotional” con il quale racconto gli assaggi di vino🍷, cioè rido quando le scrivo e non le correggo quando rileggo…😜 (si vede che è Agosto eh?🏖). Bando alle ciance e andiamo ad assaggiare questo Toscana IGT Tuforosso 2019 griffato Sassotondo, una piccola grande cantina artigiana che fa dell’autenticitá e del biologico, i 2 punti fermi della loro piccola produzione vinicola: 50.000 bottiglie. Al timone di Sassotondo [scoprila qui], la coppia – nel lavoro e nella vita – Carla Benini~Edoardo Ventimiglia, con il supporto dell’enologo Attilio Pagli (un nome, una garanzia). Tuforosso si presenta mooolto rosso – rubino profondo – ed emana profumi di frutti rossi di bosco e prugne cotte, con un’eterea nota acetica che incuriosisce. Attacco in bocca succoso e dinamico, con una vinosità fruttata che rende la beva divertente e beverina. Quella nota rustica notata all’olfatto, ritorna anche al palato, ma è come se fosse “una firma”: Tuforosso è un vino genuino, biologico, senza chimica e non fa nulla per nasconderlo. Tra l’altro, sgocciolando la bottiglia, nel calice è apparsa anche la classica fondata, cioè la sedimentazione tipica dei vini non filtrati ovvero “la ciccia dell’uva🍇”. Insomma, senza inutili panegirici, Tuforosso 2019 è un vino STRABUONO💘 di fascia altissima, a un soffio dal capolavoro. Perfect match: pecorino toscano e tagliere di affettati, ma anche un cacciucchino (alla livornese, of course😋) – avendo l’accortezza di servire il vino refrigerato sotto i 12°- potrebbe sorprendere i talebani del “vino rosso con il pesce, mai”🤩.
Post Scriptum: un Toscana IGT, supertuscan blend di sangiovese/merlot/teroldego, di questo livello qualitativo~gustativo e ad un prezzo intorno ai 10€…è roba rara. Applausi🙌 scroscianti per Sassotondo!

etichetta 8,86 | colore 8,74 | profumo 8,36 | densità 8,65 | persistenza 8,34 | tipicità 8,92 | struttura 8,15 | discesa in gola 8,38 | retrogusto 8,51 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

Pubblicato in: vino rosso

Dei PoMi, DeLLa FRuTTa e DeL “PeNSaRe iN VeRDe”

“Think green” è lo slogan~pensiero del Podere di Pomaio, piccola Azienda vinicola Toscana – rigorosamente BIO🍃 – che ha sede proprio a Pomaio, nell’aretino. Qui si parla di “eco cantina”, di “vini sostenibili”: insomma, pieno rispetto per la natura e scelte audaci, come l’utilizzo esclusivo di tini in acciaio anche per i rossi – e pure per i Riserva – come il Chianti Classico DOCG 2018 in assaggio oggi, che matura per 30 mesi in acciaio. Certo mi aspetto un Chianti Riserva dalla vinositá nitida, dall’assenza di note boisé, dalla fragranza di frutto. E non rimango deluso: alla vista è rubino splendente, al naso è macedonia di frutti rossi, al palato è pulizia e nitidezza di sangiovese fragrante nonchè d’inusitata freschezza (possibile dopo 30 mesi?😳). Certo, chi predilige i Chianti morbidi, legnosi, balsamici, ricchi di speziatura e complessitá, sicuramente resterá perplesso davanti a questo Chianti Classico DOCG Riserva 2018 STRABUONO💘 griffato Podere di Pomaio e realizzato da Iacopo Rossi. Vicinissimo alla fascia superiore, forse mancata più per l’assaggio “da giovane” che per altri motivi. Sì, perchè bevendolo e RiBevendolo – al 🔝 in tale aspetto – mi sono fatto un’idea ben chiara in testa: con qualche ulteriore anno di bottiglia (ovvero dimenticandolo in cantina) potrá uscirne fuori un’evoluzione inattesa e una trasformazione in CAPOLAVORO🏆. A Mio Modesto Avviso.

etichetta 8,33 | colore 8,24 | profumo 8,13 | densità 8,34 | persistenza 8,75 | tipicità 9 | struttura 8,42 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,95

Pubblicato in: vino rosso

SoLuS Di PiaNiRoSSi, iL SuPeRTuSCaN LoW-CoST

L’assaggio di oggi ci fa volare in un luogo splendido – e tuttora incontaminato – della Toscana: la Maremma. Ed è in quel di Cinigiano (GR) che sorge la cantina Pianirossi, con Stefano Sincini sul “ponte🌉 di comando” e l’enologo Julien Vioud, in cantina. Il Rosso Toscana IGT Solus 2016, premiato dalla Guida Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, si presenta di un rosso scurissimo alla vista, preludendo ad una beva concentrata e succosa. Naso accattivante, con more, liquirizia, prugna, spezie e un etereo pouffe cioccolatoso. Mix di profumi coincidenti con il palato, per una beva piena, morbida e un tannino sottotraccia di grande rotonditá. Buona complessitá di struttura, con conseguente persistenza lunga e intensa. Retrogusto anonimo, non in linea con la ricchezza di beva. La summa della degustazione di questo Rosso Toscana IGT Solus 2016 firmato Pianirossi è più che positiva, con un’ottima piacevolezza globale, che peró risente del tratto distintivo del vino – un toscano “a tinte scure” fin troppo austero – che lo posiziona come STRABUONO💘 di fascia altissima, ma non oltre. Manca quel touch di toscanitá, quel guizzo di leggiadrìa, che rende potenti e contemporaneamente divertenti, i supertuscan. Certo che, a meno di 15€… trovarne rossi così! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 8,95 | colore 9,12 | profumo 8,63 | densità 9 | persistenza 8,70 | tipicità 8,57 | struttura 8,82 | discesa in gola 8,55 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,43 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,93

Pubblicato in: vino rosso

Ma CHe BoNTá, Ma CHe BoNTá: uN RoSSo Di MoNTaLCiNo STRaBeVeRiNo

Mi scuso per il title, ma “sotto effetto alcol” – causato dal rosso beverino in assaggio oggi – questo è il 1° pensiero relativo al Rosso di Montalcino DOC 2019 griffato Collemattoni. Siamo nei vigneti posti a Sud della capitale del vino in Toscana – Montalcino, appunto – dove la famiglia Bucci, titolare del Podere Collemattoni, realizza un Rosso bio semplice ma gustoso. Andiamo per ordine: colore rubino brillante, profumi di frutti rossi in bella evidenza, attacco in bocca pulito e contemporaneamente succoso, invogliante la beva. Leit motiv di questo Rosso di Montalcino Collemattoni – una delle DOC più sottovalutate nel panorama vinicolo toscano – è la piacevolezza globale, cioè la capacitá che ha un vino di farsi bere, ribere ed emozionare. Come anticipato nel title, questo rosso STRABUONO💘 di fascia alta è l’ideale per una ciucca estemporanea, fermo restando l’ottimo livello di struttura, persistenza, discesa in gola, retrogusto; ma il parametro vincente è la RiBevibilitá, davvero al 🔝. Ne stappo un’altra boccia🤪…

etichetta 8,83 | colore 8,49 | profumo 8,27 | densità 8,13 | persistenza 8,15 | tipicità 8,62 | struttura 8,30 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,20 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 104,85

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BoNo

Storpiando, volutamente, un noto proverbio popolare, andiamo oggi a scoprire il Chianti Classico prodotto da una piccola azienda oleo~vinicola denominata Maurizio Brogioni Winery [scoprila qui] con vigneti e oliveti ubicati sul colle – con vista su Greve in Chianti – di Montefioralle. E proprio nella piazzetta di Greve, a cena in una piccola osteria, ho avuto modo di apprezzare il Chianti Classico 2020 firmato Brogioni. Che mi è apparso subito convincente al naso, con nitidi profumi di frutti neri e un pouffe di arancia sanguinella. Attacco palatale polposo e ricco di frutto, con un bell’equilibrio dolce-acido a mettere in risalto una beva appagante e perfettamente aderente alla DOCG di appartenenza. Tannino presente ma non prevaricante, persistenza e struttura di ottimo livello, per un Chianti Classico dotato di eleganza e potenza mai sopra le righe, in un profilo complessivo di grande piacevolezza gustativa: segno che Maurizio Brogioni sa come fare “il vino bono” e infatti agguanta agevolmente la categoria CAPOLAVORO🏆 con una valutazione totale al di sopra delle attese. Unica nota stonata in questo quadretto idilliaco, il prezzo: pericolosamente intorno al limite dei 21€ e forse un filo sopra la media della tipologia di appartenenza.

etichetta 8,90 | colore 9,16 | profumo 9,20 | densità 8,94 | persistenza 9,18 | tipicità 9,50 | struttura 9,12 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,37 | ribevibilità 9,38 | prezzo 8,10| piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 108,99

Pubblicato in: vino rosso

PeCoNio 2016, iL SuPeRTuSCaN SPiaZZaNTe e DiSaRMaNTe

Il succo dell’assaggio di oggi è che un sangiovese in purezza di tale livello a meno di 20€ è spiazzante: perchè poi ti chiedi come sia possibile che supertuscan di pari uvaggio – pur ottimisticamente “ipotizzando” maggiori cure qualitative – costino fino a 50 volte di più. Sará che qui siamo davanti ad un vitigno popolare, quel sangiovese spesso sottovalutato o fin troppo sfruttato per i “vini quotidiani”. Sará che il produttore aretino – Villa La Ripa, in localitá Antria – non ha il blasone di famose cantine toscane, premiate dal successo dei loro straordinari vini, ma talvolta esaltate smisuratamente dal marketing. Sará quel che sará, ma questo Peconio 2016 vino rosso di Toscana IGT è disarmante fin dall’etichetta: ben fatta e “aristocratica”. Per non dire del colore – rosso rubino profondissimo – e della densitá del vino, che crea nitidi archetti appena lo si versa nel calice e lo si rotea per farlo ossigenare. Al naso, impattano i classici frutti di bosco con la mora in evidenza. Al palato, è prorompente sia per la concentrazione di frutto – maturo e succoso – sia per un equilibrio stratosferico di struttura, retrogusto, persistenza e conseguente RiBevibilitá. Eh sì, signori miei, Villa La Ripa forse non lo sa (😳) ma con questo Peconio 2016 ha realizzato un CAPOLAVORO🏆 toscano monumentale. Non servono altre parole per descriverlo, bisogna soltanto berlo, per poi innamorarsene…🥰 (perdutamente).

etichetta 9,43 | colore 9,36 | profumo 9,27 | densità 9,59 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,44 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 9,62 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,16

Pubblicato in: vino rosso

i DoMi, uNa MoDaLiTá PoLiVaLeNTe PeR BeRe CHiaNTi

Oggi siamo a Pontassieve, in una zona altamente vocata per il vino simbolo della Toscana – il Chianti – che qui peró è di gusto diverso rispetto a quello “Classico”: forse un filo meno corposo ma più elegante, forse un filo meno strutturato ma più immediato. Scopriamolo insieme: il Chianti Rufina DOCG I Domi 2019 si presenta di un bel rubino intenso con flash violacei, seppur non perfettamente limpido (non filtrato?🤔). E proprio le violette, insieme alle more e al ribes, caratterizzano i profumi di questo rosso toscano biologico🍃 realizzato da Andrea Paoletti, nella doppia veste di agronomo~enologo, per la cantina I Veroni [scoprila qui]. Al palato, un piacevole tannino rende fresco e vitale il sorso: certo la struttura non è – e non puó – essere imponente, ma la scorrevolezza e la gradevole aciditá di fondo, rendono questo Chianti Rufina I Domi un vino STRABUONO💘 da bere e ribere. Un rosso non impegnativo, che addirittura ha gradito un abbinamento azzardato qual è il branzino all’isolana😳, per poi sfoderare un perfect match con uno spiedone🍢 di carni miste. È un jolly🃏! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: la descrizione appassionata, in etichetta, di come nasce il vino è il modo più diretto per farsi leggere (e vale il voto maximo). La controetichetta minimalista, di contro, non puó certo competere.

etichetta 10 | colore 8,21 | profumo 8,36 | densità 8,82 | persistenza 8,19 | tipicità 8,22 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 9,27 | prezzo 9,55 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 104,81

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

iL NoBiLe Di MoNTePuLCiaNo “BaSe” CHe SuPeRa oGNi aSPeTTaTiVa

Essendo rimasto non del tutto convinto dal cru di Nobile di Montepulciano Pietra Rossa 2016 firmato Contucci, mi è venuto voglia di assaggiare “il base” – stessa annata, stessa cantina – per aggiungere un tassello alla comprensione dello stile vinicolo di questa storica famiglia. Partiamo dal colore, rubino spento, che scende nel calice con discreta densitá ed esprimendo, al naso👃, un bel bouquet di profumi dove spiccano i frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco. Attacco in bocca stratosferico, per un perfetto equilibrio tannino~frutto, che poi sfocia in un sorso di grande piacevolezza, seppur dotato di una persistenza appena buona e una struttura non eccelsa. Ma poichè in medio stat virtus, questo Vino Nobile di Montepulciano 2016 di Contucci riesce ad agganciare agilmente la fascia CAPOLAVORO, così superando il “fratello maggiore” Pietra Rossa. Adesso peró Contucci mi ha incuriosito e siccome “non c’è due senza tre”… metto in lista di acquisto la Riserva😋.

Post Scriptum: vino non filtrato “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine da“. Come mi piacerebbe leggere questa scritta su TUTTE le etichette dei vini…

etichetta 9,51 | colore 9,12 | profumo 8,75 | densità 8,58 | persistenza 8,66 | tipicità 9,25 | struttura 8,73 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,46 | ribevibilità 9,32 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 108,21

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di aPRiLe DueMiLa22

Con la primavera che ancora gioca a nascondino, ci ritroviamo in un freddo inizio del mese di Aprile che – ce lo auguriamo tutti – non vediamo l’ora volga verso temperature miti. Nell’attesa, beviamoci su😁! Come inizio, puó andar bene una Falanghina del Sannio? Nel caso non piaccia il genere, ci viene in aiuto un bollicine rosso: Lambrusco modenese e passa la paura! No bolle? Ok, scendiamo in Romagna e stappiamo 2 tipici Sangiovese che accontentino anche i palati più esigenti. O, in alternativa, 2 rossi 🔝 di Toscana: un Nobile di Montepulciano e un Chianti Rufina. Rosso di riserva: un Primitivo di Gioia del Colle. Poi chiusura dolce, in grande stile: prima un Moscato d’Asti con passaggio in anfora🏺, poi un Torcolato “del buon ricordo”🤩 del mese di Aprile su Emotional Wines. È o non è un altro mese da slurp😋?

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: vino rosso

iL MoReLLiNo “CHaMPioN oF THe WoRLD”🌎

L’assaggio di oggi è la prova provata – se mai ce ne fosse stato bisogno – del perché questo blog “se non ci fosse, dovremmo inventarlo”🤩. Ego smisurato a parte😜, sono molto felice di raccontarvi l’assaggio odierno di… – spoilero – un grande vino toscano ad un piccolo prezzo: Morellino di Scansano DOCG Vigna Benefizio 2020, realizzato dalla Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano [scoprila qui]. Etichetta bella ma non bellissima, vino di color rosso scuro profondo, con effluvi di frutti rossi e arancia sanguinella, al naso. Al palato é di bella struttura e di notevole persistenza, con una succositá di beva che sorprende ed emoziona. E, come se non bastasse, questo Morellino ha anche un’autenticità di beva che lo fa diventare – come dire? – appetitoso, cioé di infinita RiBevibilitá. Applausi👏👏👏 a scena aperta per questo Morellino di Scansano CAPOLAVORO🏆, che non finisce di stupirmi anche sul lato prezzo: con un po’ di ricerca (e fortuna: io l’ho trovato al super!) é possibile trovarlo ben al di sotto dei 10€🤑 e quindi, rileggetevi il title…⬆

etichetta 8,98 | colore 8,96 | profumo 8,74 | densità 8,28 | persistenza 8,80 | tipicità 8,,97 | struttura 8,58 | discesa in gola 8,98 | retrogusto 8,79 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 108,23

Pubblicato in: vino rosso

uN ViNo NoBiLe, Da CHi Ha iNVeNTaTo iL NoBiLe

Ovviamente, nell’assaggio odierno, stiamo parlando del senese Vino Nobile di Montepulciano DOCG, un rosso realizzato da un’antica cantina – Contucci – accreditata tra gl’inventori storici della tipologia. L’uva di base del Pietra Rossa, il cru in assaggio, è il prugnolo gentile: un clone di sangiovese grosso che trova il suo habitat ideale proprio nei terreni tutt’intorno al bellissimo borgo di Montepulciano. Contucci ci presenta un Nobile dai profumi rarefatti di frutti rossi e agrumi, di color rosso rubino splendente, con un attacco in bocca molto garbato. Il Pietra Rossa regala un sorso più elegante che potente, piû fresco che evoluto, con una complessitá gustativa peró, un filo al di sotto delle attese. Intendiamoci: la struttura e la persistenza sono di buon livello, ma la beva risente di nitide note astringenti “in sottofondo”, che poi sfociano in un retrogusto soltanto discreto. Un po’ a sorpresa (e per pochi decimali!), il Vino Nobile di Montepulciano DOCG Pietra Rossa 2016 di Contucci raggiunge il 1° gradino di fascia CAPOLAVORO💘, ma non riesce a volare oltre🤗. [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]

Post Scriptum: da segnalare una controetichetta informativa e ben fatta, con in primo piano la dicitura “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”, che vale il voto altissimo.

etichetta 9,79 | colore 9,06 | profumo 8,38 | densità 8,37 | persistenza 8,49 | tipicità 9,01 | struttura 8,56 | discesa in gola 8,87 | retrogusto 7,68 | ribevibilità 9,07 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75

PUNTEGGIO TOTALE 105,03

Pubblicato in: vino rosso

La SeLVaNeLLa, iL CHiaNTi CLaSSiCo RiSeRVa D’aLTRi TeMPi

L’assaggio odierno proviene da un vigneto ubicato sulle colline senesi, nella meravigliosa/magica zona viticola tra Radda e Panzano in Chianti. Il nome del produttore, Melini, rappresenta un pezzo di storia del vino e della Toscana: nato nel lontano 1705, oggi è un “big” della family Gruppo Italiano Vini, pur mantenendo la sede a Gaggiano, Poggibonsi (SI). Il vigneto La Selvanella, che dá il nome al cru di Chianti Classico DOCG Riserva 2015, si presenta di rosso rubino profondo, alla vista. Mentre al naso, i consueti effluvi di frutti rossi sono impreziositi da note boisé e spezie. Attacco in bocca di eleganza aristocratica, in perfetta corrispondenza con un sorso di equilibrata estrazione di frutto: questo Chianti Classico Riserva sa esprimersi con una beva di spettacolare gustositá, ben strutturata e persistente, ma mai strabordante, mai sopra le righe. CAPOLAVORO🏆 di grande tipicitá e aderenza alla DOCG, per un risultato che sa regalare emozioni uniche, a conferma del know-how storico sul tema “Chianti Classico” da parte di Melini. Avevate dubbi🤷‍♂️? [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 9,16 | colore 9,07 | profumo 8,91 | densità 9 | persistenza 9,21 | tipicità 9,67 | struttura 9,13 | discesa in gola 8,82 | retrogusto 9,24 | ribevibilità 9,06 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 110,27

Pubblicato in: vino bianco

Lo STRaNo CaSo DeL ViNo PReMiaTo CHe SeMBRa aNNaCQuaTo🤔

Sul banco degli assaggi, un bianco toscano raro e particolare: l’Ansonica 2019 Costa dell’Argentario DOC realizzato dall’Antica Fattoria La Parrina di Orbetello. Raro, perché di vini a base del vitigno ansonica – o inzolia, come viene chiamato in Sicilia – perlopiù vinificato in purezza, se ne trovano davvero pochi. Particolare, perché effettivamente – come si evince dal title dell’assaggio odierno – siamo davanti ad un bianco delicatissimo, nei profumi e sopratutto alla beva. La guida vini Gambero Rosso lo ha valutato più volte – non solo nell’annata 2019 – premiandolo con il voto maximo dei 3 bicchieri🍷🍷🍷. Grandi premesse quindi, ma… andiamo in assaggio: al naso, eterei profumi di fiori bianchi e uva ancora acerba; attacco in bocca timidissimo, con accenni di susina bianca, uva moscatello in fase di maturazione, agrumi e una nota di miele di acacia. Sulle papille linguali, appare poco vinoso, destrutturato, morbido e molto sfuggevole. La persistenza e il retrogusto sono impalpabili, tanto delicati e lievi appaiono entrambi i parametri. Che poi, l’accenno del gusto fruttato che fa da sfondo alla beva, sarebbe pure interessante, ma mancano palesemente concentrazione e vinositá. Magari é proprio questo lo stile ricercato e voluto dal produttore – La Parrina in controetichetta parla di vino per aperitivo – ma onestamente le emozioni mancate, a causa di un vino così scarico di profumi e sapori, lo relegano – ahimé – alla fascia BEVIBILE💔. [comprato sullo shop LA PARRINA a questo prezzo]

Post Scriptum: il tappo, l’etichetta (molto bella/elegante), la confezione e la conservazione del vino assaggiato, erano in condizioni pressoché perfette.
Post Scriptum bis: è il 1° passo falso del Gambero🦐in questo “test guidato” di assaggi Emotional Wines 2023…

etichetta 9,72 | colore 8,26 | profumo 6,62 | densità 6,09 | persistenza 6,11 | tipicità 7,85 | struttura 6,05 | discesa in gola 9,32 | retrogusto 6,67 | ribevibilità 8,72 | prezzo 7,10 | piacevolezza globale 6,45

PUNTEGGIO TOTALE 88,96

Pubblicato in: vino rosso

Se iL BuoNGioRNo Si VeDe DaL MaTTiNo…

… questo nuovo anno è cominciato male😡: sbriciolamento parziale del tappo durante l’apertura del vino “special” di oggi, il Brunello di Montalcino DOCG griffato Lisini [scopri qui LISINI]. Per fortuna con colino a maglie fini inserito sulla bocca del decanter, ho salvato il prezioso nettare di ben 15 vendemmie fa (sì, avete letto bene: è un 2007!). Che si presenta di colore rosso scuro profondo, con invitanti profumi boschivi di more, mirtilli, prugne e una nota boisè. Attacco in bocca sorprendente per pienezza di frutto e fragranza di beva: se avessi fatto l’assaggio “a etichetta coperta”, quindi senza conoscere l’annata, avrei scommesso di stare davanti ad una 2016 o al massimo ad una 2015. Perchè, senza nulla togliere a struttura, consistenza, retrogusto e piacevolezza di beva – tutti parametri da voto maximo – ho avuto la sensazione di essere davanti ad un vino maturo ma certo non evoluto, ancora vitale, fresco e invitante. Con un parametro “da 11″🤩, la discesa in gola: zero bruciore alcolico, a dispetto dei 14,5 gradi di titolo alcolometrico (e con merito di una beva dotata di eleganza impeccabile). Grande Lisini, INEGUAGLIABILE👑 Brunello!

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo { 3rd time }

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa. Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, terzo dei quali – a chiudere il trittico di assaggi dei vini targati Tenuta il Pozzo – è il supertuscan a base di merlot in purezza Luia, che viene proposto nell’annata 2007 a firma – apocrifa – Tenuta della Luia. In Valdelsa, con questo rosso di 15 anni fa, dotato di una morbidezza fuori dall’ordinario, siamo davanti al classico pesce fuor d’acqua, che nulla ha a che spartire con i 2 compagni di cantina assaggiati in precedenza [leggi qui il 1° assaggio, leggi qui il 2°]. Questo Rosso di Toscana IGT Luia 2007, si presenta scurissimo alla vista, criptico al naso con nuance boisé cioccolatose, caffè arabica, tabacco, su un manto di marmellata di more. Ma è al palato che sorprende, con un attacco in bocca dotato di morbidezza assoluta, una persistenza che sembra non finire mai e una struttura vinosa suadente e aristocratica. Luia 2007 è un rosso INEGUAGLIABILE👑 senza se e senza ma, dotato di un magistrale stile gustativo da vino🔝, che riesce ad unire la morbidezza alla concentrazione vinosa, l’eleganza alla persistenza, la RiBevibilitá al gusto sopraffino. Mamma mia che maestositá di sorso!🍷 [comprato sullo shop VILLA IL POZZO a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

Pubblicato in: vino rosso

Puó eSiSTeRe uN ViNo SuCCoSo, BioLoGiCo eD eCoNoMiCo?

La risposta é affermativa, certo che esiste: é il Chianti bio griffato Podere di Marcialla. Del resto, la Valdelsa, come avevo giá scoperto qui, riesce facilmente a risolvere l’equazione teoricamente impossibile, che sta alla base di Emotional Wines: top wines~low cost. É il territorio – a mio modesto avviso, straordinario – che riesce a dare una marcia in più alle uve🍇, che poi si traduce in vini 🔝 anche a partire da realizzazioni semplici, ma dotate di grande schiettezza e tipicitá. Come nel caso di questo Chianti 2019 vinificato in regime biologico, dal colore rosso rubino profondo, con profumi di more e mirtilli stramaturi e con l’attacco in bocca da vino importante, in barba al prezzo pagato in GDO per acquistarne una bottiglia (ben sotto i 10€). Eppure c’é concentrazione di frutto e quindi una discreta persistenza e uno strepitoso – per la categoria – retrogusto, lungo e intenso. Certo, magari si desidererebbe una maggior struttura e una persistenza di altro livello, ma a quel punto non saremmo di fronte ad un vino STRABUONO💘 straordinariamente gustoso, emozionante ed economico, qual è questo Chianti senese. A quel punto si tratterebbe di un miracolo o di una svendita sottocosto🥵 e non é questo il caso. Onore al merito della scelta di una viticoltura eco-sostenibile da parte del Podere di Marcialla e un plauso particolare al loro wine-maker, il Dr. Roberto Tarzariol👏👏👏.

etichetta 9 | colore 8,52 | profumo 8,43 | densità 8,13 | persistenza 7,91 | tipicità 9,58 | struttura 7,76 | discesa in gola 8,28 | retrogusto 8,75 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,80

PUNTEGGIO TOTALE 104,19

Pubblicato in: vino rosso

SeLeNGaia: L’aRCHeTiPo DeL CHiaNTi DoCG BioDiNaMiCo🍃

Title d’impatto per l’assaggio di oggi, il Chianti DOCG Selengaia 2017 firmato Il Giardino, che poi vuol dire “Fratelli Falzari”, che mettono pure la firma in etichetta a questo grande rosso toscano che viene via – regalato – al prezzo di 12€ sullo shop proprietario [comprato qui]. A Vinci, i Falzari tirano fuori dal cilindro🎩 un Chianti fragrante e contemporaneamente di grande tipicitá, facilmente riconoscibile come solo un vino~archetipo puó. Colore rubino non troppo profondo, profumi di frutti rossi e violette, attacco in bocca garbato ma succoso. Eppoi tanto tanto equilibrio sulle papille linguali, che non fanno alcuna fatica a riconoscere l’equazione “selezione varietale + regime biodinamico = vino autentico”. Ed é proprio la genuinitá di questo CAPOLAVORO🏆 griffato Il Giardino, a fare la differenza tra un chianti qualsiasi e il Chianti con la C maiuscola. Tutto il resto – densitá, struttura, persistenza, retrogusto, ottime ma non eccezionali – sono quisquilie, dinanzi ad una piacevolezza di beva da voto maximo. I love😍 Falzari Brothers!

etichetta 9,40 | colore 8,41 | profumo 8,84 | densità 8,62 | persistenza 8,74 | tipicità 10 | struttura 8,73 | discesa in gola 9,07 | retrogusto 9,14 | ribevibilità 9,68 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 110,63

Pubblicato in: vino rosso

QueL CiLieGioLo CHe VieN DaLLa MaReMMa…

…fa parte dei “vini di territorio”: così li definisce Antonio Camillo, vigneron proprietario di una piccola realtá grossetana – siamo a Manciano (GR) – che sfiora le 100.000 bottiglie prodotte. Berebene 2021 (by Gambero Rosso) gli ha conferito l’Oscar regionale per il rapporto qualitá prezzo, quindi va assaggiato obbligatoriamente😁. Non mi aspetto certo i fuochi d’artificio da un vino basato su un vitigno – il ciliegiolo – normalmente considerato “minore” e perlopiù utilizzato spesso per arricchire (come si dice in gergo? ah, sì: tagliare ✂) vini a base di sangiovese. Camillo peró ha le idee chiare e ci presenta un IGT Toscana Ciliegiolo vinificato in purezza, di color rosso rubino carico e un bel profumino di gege🍒. Attacco in bocca molto soft, poi si distende sulle papille linguali con garbo, senza grande struttura, ma sfoderando una notevole armonia di beva. La persistenza e il retrogusto non sono certo memorabili, ma tirando le somme, questo Ciliegiolo 2019 targato Antonio Camillo é decisamente gustoso, armonico e quindi STRABUONO💘, pur annotando una struttura delicata, tannini impalpabili e una dinamicitá palatale sotto le attese. Con il giusto abbinamento potrá comunque sorprendere, come puó testimoniare il pollo🐔 grigliato in forno a legna che se n’è innamorato di brutto…🥰 [comprato su GALLI ENOTECA a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,16 | profumo 8,22 | densità 8,04 | persistenza 8,10 | tipicità 9 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 8,89 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,30

PUNTEGGIO TOTALE 102,89