Pubblicato in: vino dolce

uNa DoLCe SiNFoNia Di PRoFuMi e SaPoRi RaCCHiuSi iN uN ViNSaNTo

Cosa c’è di meglio di un vinsanto proveniente dalla zona viticola di Montepulciano? Da orsetto goloso😋 di lungo corso dei vini da dessert, posso testimoniare che quelle zone del senese hanno una marcia in più nella realizzazione di vinsanto 🔝. E per l’appunto, l’assaggio odierno é proprio incentrato su un degno rappresentante della categoria: Vin Santo di Montepulciano DOC Dolce Sinfonia 2012 Tenuta Vallocaia.
La cantina proprietaria – Bindella – é ubicata in un pezzo di Toscana a dir poco spettacolare [clicca qui] e sono quindi in attesa trepidante di scoprire il loro Vinsanto. Che si presenta nel classico color giallo oro, con un naso piuttosto timido che tradisce le premesse di una sinfonia di profumi che mi sarei aspettato. Anche l’attacco in bocca é molto soft, quasi timoroso ad aprirsi al palato, che poi offre una beva molto elegante, un sorso – passatemi il termine – vellutato, mai sopra le righe, dolce ma non dolcissimo, pieno ma non intenso. Ecco, se proprio devo esser sincero, mi aspettavo una maggior concentrazione di frutto, una maggior pienezza di beva. Detto ció, non mi permetterei mai di contraddire lo stile gustativo ricercato dal vigneron – in questo caso Enrico Benicchi, winemaker di Bindella – ma mi limito a sottolinearne le peculiaritá. Il Dolce Sinfonia 2012 é un Vinsanto STRABUONO💘 in zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia superiore. Non a caso l’algoritmo qualitativo – che non si fa certo influenzare dal mio metro di giudizio – è riuscito a registrare micrometricamente gli aspetti organolettici del vino in assaggio, per poi tradurli in un un numeretto~verdetto. E il punteggio totale, forse fin troppo rigoroso🤗, é speculare alla mia valutazione di assaggio.

Post Scriptum: da segnalere l’originalissima etichetta, che rappresenta “la sinfonia” attraverso le note nel pentagramma e una dedica a Giuseppe Verdi.

etichetta 9,16 | colore 9,11 | profumo 8,18 | densità 8,96 | persistenza 8,24 | tipicità 9 | struttura 8,35 | discesa in gola 8,97 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 9,03 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75

PUNTEGGIO TOTALE 104,97

Pubblicato in: vino rosso

uN CoNCeRTo Di eMoZioNi CHe Si Fa CHiaMaRe aLBeRTo

Spoilero🙄? Sì, per la prima volta su questo blog, spoilero. CAPOLAVORO🏆 inatteso e di grandiosa piacevolezza di beva, nonché spiazzante se si va a leggere la scheda tecnica del vino: “affinamento 2 anni in botte rovere di slavonia”. Partiamo dall’inizio: colore rosso rubino profondo, profumi di prugne e more di rovo, attacco in bocca emozionante! Al palato si stagliano nette le more stramature, con aggiunta di uva fragola, prugne e un touch pungente di arancia sanguinella stramatura. Questo rosso toscano, non sorprende tanto per la struttura o per la persistenza – comunque entrambi di livello notevole – quanto per l’inedita gustativa fruttata, che non presenta alcuna traccia di legno.
Insomma, siamo davanti a una bottiglia 🔝 proveniente da una piccola Azienda agricola Bio dei colli toscani – Podere dell’Uliveto, San Casciano in Val di Pesa – che realizza un Chianti DOP Riserva 2016 denominato Alberto, letteralmente STRE-PI-TO-SO👏👏👏 [clicca qui per scoprire il PODERE DELL’ULIVETO]

etichetta 8,92 | colore 9 | profumo 8,91 | densità 8,86 | persistenza 9,23 | tipicità 10 | struttura 9,01 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,41

Pubblicato in: vino rosso

QuaTToRDiCieMeZZo😳: Puó BaSTaRe CoMe GRaDaZioNe PeR uN RoSSo SeNZa PReTeSe?

Giuro spergiuro, che se non avessi sbirciato in fondo a sinistra della controetichetta, non avrei mai pensato di aver appena assaggiato un vino con un titolo alcolometrico pari a 14,5°. Ma andiamo per ordine: il vino di oggi é il Barco Reale Locorosso 2019, un rosso pratese, senza pretese, griffato Pratesi😁. Giochi di parole apparte🤗, il Barco si presenta di colore rosso rubino profondo, con profumi di mirtilli selvatici, ciliegie e una nota di liquirizia. Attacco in bocca molto soft, non aggressivo, con tannini timidi ma presenti, struttura media, intensitá moderata e una bella piacevolezza di beva, pur con un retrogusto non lunghissimo, ma invogliante alla RiBeva. Insomma, questo Barco Reale di Carmignano DOC griffato Fabrizio Pratesi é STRABUONO💘 di fascia alta, con 2 punti di forza 💪 come la discesa in gola 🔝 – nascondendo abilmente i suoi 14,5° – e una pericolosissima🤪 dote di RiBevilitá [comprato qui, sullo shop online proprietario]. Non c’é da meravigliarsi peró, dato che la winery di Seano non é proprio nata ieri, ma risale a quasi un secolo e mezzo fa: localitá Lolocco, anno di nascita 1875, fondatore Pietro Pratesi. Sará che l’esperienza fa sempre la sua differenza❓

etichetta 9,02 | colore 8,66 | profumo 8,21 | densità 8,07 | persistenza 7,84 | tipicità 8,29 | struttura 7,98 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,81 | ribevibilità 10 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,58

Pubblicato in: vino rosa

LuNeLLa, iL RoSaTo CHe PRoVieNe DaL BoRGo iNCaNTaTo🧚‍♀️

Giretto a Siena, in un colle lì vicino, poi la strada sale leggermente e s’inerpica su per un colle – Le Tolfe – fino a raggiungere una Tenuta con tanto di torre di vedetta inclusa: Torre alle Tolfe, appunto. Da questo luogo incantato, che consiglio di visitare OBBLIGATORIAMENTE se capitate in Toscana, nasce il vino in assaggio oggi, come anticipato nel title: il Sangiovese Rosato Toscana IGT Lunella 2020, vinificato in regime biologico come l’intera produzione vinicola dell’incantevole tenuta senese (che produce pure un olio EVO al 🔝) di proprietá – storica – della famiglia Castelli. Premesso che – a mio modesto avviso e secondo la mia limitata esperienza degustativa – la Toscana non è terra di rosati, sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’assaggio di un vino che si presenta di color rosa salmone e fa percepire alle narici, effluvi di fragoline di bosco ma anche agrumi e una nota speziata, in perfetta corrispondenza col primo assaggio palatale. Poi peró la beva tende verso nuance minerali, con l’aciditá che sopravanza le sensazioni fruttate di questo rosato ben fatto da Torre alle Tolfe, ma che non regala niente in termini di morbidezza gustativa o dolcezze ruffiane. Siamo davanti ad un vino STRABUONO💘 con un profilo gustativo secco e minerale, dotato di grande freschezza e appeal di bevibilitá, decisamente più “estivo” che “autunnale”. [comprato qui c/o TORRE ALLE TOLFE]

etichetta 8,82 | colore 8,81 | profumo 7,94 | densità 8,22 | persistenza 8,44 | tipicità 9,25 | struttura 8,31 | discesa in gola 8,57 | retrogusto 8,54 | ribevibilità 9,22 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 8,70

PUNTEGGIO TOTALE 103,97

Pubblicato in: vino rosso

CaSTeLLo Di NiPoZZaNo RiSeRVa, “iL SiGNoR” CHiaNTi RuFiNa

Di scena oggi, un big del vino Made in Tuscany, Frescobaldi: non ha certo bisogno di presentazioni, né la storica family fiorentina, né tantomeno la Tenuta di Nipozzano che realizza il Chianti Rufina DOCG Riserva 2018. É con un malcelato timore reverenziale e con la consueta curiositá valutativa, che mi appresto a stappare questo rosso toscano prodotto in oltre il milione di bottiglie annue e accreditato di naturale longevitá, data la maturazione in barrique, che permette di gustarlo anche dopo anni di riposo in cantina. Certo che quello in assaggio, di colore rosso porpora, é ancora giovane essendo un 2018 e all’olfatto non incanta certo per intensitá dei soliti frutti rossi – interessanti ma evanescenti – e una nuance legnosa che poi ritroviamo nell’attacco in bocca insieme a more, prugne, mirtilli, decisamente invitanti. La beva volge al fascinoso, grazie ad una nitida morbidezza di fondo sulla base di una corposa struttura, con una bella persistenza gustativa che si lega in un continuum di rara eleganza al finale dal retrogusto lungo e intenso. Insomma, questo Rufina DOCG Nipozzano Riserva 2018 griffato Frescobaldi si guadagna in scioltezza l’appellativo di CAPOLAVORO🏆, con l’unico appunto – più per pignoleria che per altro – della mancanza di un filo di spigolositá/dinamicitá tipica della DOCG Chianti Rufina. Magari sará per il proximo assaggio, il Vecchie Viti, magari é solo una mia pignoleria…🙄 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: prezzo “regalo” per una Riserva di questo livello, forse possibile solo grazie ai grandi numeri di produzione.

etichetta 8,38 | colore 8,74 | profumo 7,73 | densità 8,83 | persistenza 8,91 | tipicità 8,80 | struttura 9,06 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,22 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 107,28

Pubblicato in: vino rosso

uN eTiCHeTTa aPPaReNTeMeNTe aNoNiMa…

…che nasconde un vino sorprendente – lato emozionale – con un prezzo di vendita piccolo piccolo. Che poi non t’immagini mirabilie in un vino di fascia “under 15€”: magari é un vino onesto, genuino, ma non pensi neanche lontanamente di trovarti davanti ad un gioiello vinicolo di livello alto. Eppure… scopriamolo insieme! L’etichetta non invoglia (vedi title😁), il colore del vino🍷invece é benaugurante: rosso rubino scuro impenetrabile. Al naso: more, frutti di bosco e una nota fumé. Al palato: sorprende per complessitá, struttura, persistenza e morbidezza di fondo, con un retrogusto lunghissimo di uva rossa🍇 matura e ciliegia🍒. Allora, prendete nota: siamo in Toscana, dalle parti di Siena, in quel di Castelnuovo Berardenga, dove sorge la cantina Vallepicciola; il loro rosso base (😳) di cui state leggendo le note di assaggio é il Toscana IGT Pievasciata 2018, un blend a base di uve cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese. Ed é qualcosa di spettacolare, al suo prezzo e ben oltre: CAPOLAVORO🏆 emozionante TOP level! 😍
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se tanto mi dá tanto – Pievasciata é il rosso base di Vallepicciola [scopri qui la scheda tecnica] – non oso immaginare le emozioni che potranno scaturire dai loro Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione…😋

etichetta 7,80 | colore 9,74 | profumo 8,76 | densità 9,27 | persistenza 9,78 | tipicità 9,85 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,54 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,31

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo ToSCaNo CHe SFiDa iL PeSCe 🐠 e iL PoRTaFoGLio

Non ho la più pallida idea di chi mi scriva i titoli degli assaggi🙄, ma posso garantire che mai più di oggi il title sia perfettamente aderente al profilo del vino in assaggio: da San Gimignano, localitá La Villa, ecco il Rosso Toscana IGT I Boschetti, realizzato dalla Fattoria La Torre. Resto basito dal basso prezzo del rosso senese [scoprilo qui], anche perché ho giá dato una prima occhiata/una prima annusata/un primo assaggio a questo vino quotidiano senza lazzi&frizzi e… andiamo per ordine: colore rosso rubino nitido, naso fruttato con nuance netta di ciliegie🍒 mature, attacco in bocca – indovinate un po’ – ciliegioso e poco strutturato. Le papille gustative descrivono un vino schietto, diretto, senza fronzoli: semplice ma corposo, non c’é complessitá ma c’é fruttositá. Un vino STRABUONO💘, beverino e divertente, che non si tira indietro dinanzi ad un abbinamento teoricamente antitetico come le seppie in zimino. Che restano sorprese – le seppie😉 – da come I Boschetti sa coccolarle senza sovrastarle. Fattoria La Torre, con questo IGT, ha creato, forse senza saperlo, un vino da tavola Quotidiano con la Q cubitale, ad un prezzo onestissimo. Bravi!👏👏👏

etichetta 8,82 | colore 8,02 | profumo 8,42 | densità 7,53 | persistenza 7,61 | tipicità 8 | struttura 7,30 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 7,84 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8

PUNTEGGIO TOTALE 99,84

Pubblicato in: vino rosso

uN MoNTeCuCCo RoSSo CHe Mi Ha SoRPReSo NeGaTiVaMeNTe, Ma Poi… Mi Ha SBuGiaRDaTo😱

Se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, il primo approccio olfattivo con il vino in assaggio oggi – Ciarlone 2016 griffato Tenuta L’Impostino – non é stato dei più felici, avendo espresso zero aromi di frutta e una nitida nota di cuoio su un fondo di bosco terroso. Anche al palato, niente dinamicitá e la sensazione di un vino chiuso nella complessitá e nella mancanza di note fruttate, con la sensazione terrosa di nuovo evidente. La struttura e la persistenza sarebbero pure interessanti, ma la beva non mi convince e mi fa bruscamente interrompere l’assaggio. Decido quindi di scaraffare il rosso toscano in un decanter e attendere… 24 ore. Veniamo quindi all’assaggio del giorno dopo: totale capovolgimento dei vari parametri😳! Al naso, resta la nota di cuoio, ma ben mitigata dalla marasca e dalla mora selvatica che le fanno compagnia. Attacco in bocca ora convincente, con una notevole persistenza aromatica sostenuta da una struttura di ottimo livello, per chiudere con un lungo e convincente retrogusto tutto incentrato su ciliegie🍒 e more.
Okay👌, i vini sono liquidi vivi, ma una capriola del genere mi ha davvero lasciato basito😲; dopo un 1° assaggio disastroso, il Montecucco Rosso DOC Ciarlone 2016 si é riscattato, andando a posizionarsi “ai piani alti” della fascia STRABUONO💘 dimostrando complessitá, struttura e grande succositá di beva. Tanto di cappello🎩! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,02 | colore 8,31 | profumo 8,14 | densità 8,09 | persistenza 8,88 | tipicità 8,33 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,21 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,05 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,10

Pubblicato in: vino rosso

eCCo uN aLTRo ViNo SoNNeCCHiaNTe…

…chiuso a riccio appena stappato, ma poi godibile dopo un’ossigenazione rapida tramite “scaraffata”🤩. Se in prima battuta il Barbocchio 2018 – Barco Reale di Carmignano DOC griffato Ceri – appariva timido al naso e al palato, ecco che il passaggio in caraffa di vetro ha fatto comparire profumi di ciliegie🍒 e frutta rossa, in totale corrispondenza con la beva, ora finalmente dinamica, fragrante e convincente, sia per la struttura che per l’intensitá aromatica. Buona anche la persistenza gustativa e il retrogusto, seppur quest’ultimo di durata limitata. Questo vino della zona pratese di Carmignano e dintorni é decisamente STRABUONO💘 come ormai é consuetudine, qui su Emotional Wines, per gli assaggi di bottiglie provenienti da questa interessante zona della Toscana vinicola. E ancora una volta, non sorprende il fatto che tale livello qualitativo provenga da piccole realtá vinicole che producono meno di 20.000 bottiglie annue, come nel caso della Tenuta Ceri. Vuoi vedere che il mio motto “nella cantina piccola ci sta il vino buono” (per estensione del proverbio “nella botte piccola…”) corrisponde a realtá? 😳
[bevuto qui c/o RISTORANTE ALESSANDRO/PT]

Post Scriptum: unica nota di demerito (-1,5 pt.) la controetichetta che riporta “imbottigliato da”

etichetta 7,02 | colore 8,51 | profumo 8,49 | densità 8,28 | persistenza 8,42 | tipicità 8,94 | struttura 8,21 | discesa in gola 8,30 | retrogusto 7,94 | ribevibilità 8,45 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,15

PUNTEGGIO TOTALE 99,51

Pubblicato in: vino rosso

Si PReSeNTa uN Po’ RuSTiCo, Ma aNCHe uN Po’ TaNNiCo…

…e uN po’ amarognolo nel finale di beva. Ma stiamo parlando di un vino che sta sotto i 10€ e che proviene dalla Villa dei 100 camini – dalla quale ruba il nome – alias Villa medicea La Ferdinanda. L’avete capito dove mi trovo oggi? Prato > Poggio a Caiano > Carmignano > Artimino. E il Rosso Toscana IGT Centocamini 2019 firmato Tenuta di Artimino é un vino che si presenta di color rubino profondo, con dei profumi timidi di humus e frutti di bosco. Attacco in bocca, come si evince dal title, un filo astringente; al palato é di corpo medio o forse oltre, perché comunque c’é struttura e c’é tannino. Una beva, nel complesso, ruspante ma godibile, con una nota amara sul finale, che mi ha ricordato alcuni Sangiovese di Romagna, altrettanto campagnoli🏡. Peró ci sta, ci sta benissimo con un tagliere di salumi toscani – con la presenza immancabile della porchetta🐷 e della capocchia (non chiamatela soprassata😁!) – serviti da una gentilissima ed affabile Solange [scopri qui LA BOTTEGHINA DI ARTIMINO] che mi ha suggerito l’assaggio odierno: un vino STRABUONO💘 che va ben oltre la sua fascia di prezzo [compralo qui allo shop della TENUTA DI ARTIMINO]

etichetta 8,11 | colore 7,82 | profumo 7,68 | densità 7,76 | persistenza 8,02 | tipicità 8,99 | struttura 8,20 | discesa in gola 8,26 | retrogusto 8,07 | ribevibilità 8,15 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8

PUNTEGGIO TOTALE 98,86

Pubblicato in: vino rosso

iL GiaRDiNo🌱: uNa BeLLa SToRia Di FaMiGLia e uN GRaNDe SuPeRTuSCaN

Siamo a Vinci, in una zona che non fa parte del gotha vinicolo toscano (leggi: Bolgheri, Montalcino, Chianti) e che mi ha incuriosito per l’etichetta emozional-pittorica di un supertuscan denominato Pilandra. Si tratta di un Sangiovese bio in purezza, maturato in barrique e realizzato dall’Azienda Agricola Il Giardino, che opera in regime biodinamico ed é di proprietá della famiglia Falzari [clicca qui per conoscere “la bella storia di famiglia”]. Il Pilandra si presenta subito bene, di un colore rosso rubino profondo e impenetrabile, mentre al naso appare un filino “indietro” con profumi appena accennati di prugna, mora di rovo stramatura, ribes e una nota speziata. Al palato, sorprende e regala emozioni intense e interminabili, come rare volte mi é capitato di provare davanti a un calice di vino. C’é pienezza di beva, impreziosita da nuance di frutti di bosco di magistrale eleganza; c’é struttura e potenza (i 14,5° non scherzano💪), che sfocia in una persistenza gustativa lunghissima, profonda eppoi… un retrogusto da urlo😍 (e da voto maximo!). Che dire di questo Pilandra 2016 di casa Falzari? Che é un Supertuscan CAPOLAVORO🏆 di altissimo livello, ben al di sopra del proprio prezzo e delle potenzialitá espressive della zona di provenienza e del vitigno. Uno dei migliori assaggi dell’anno! [bevuto qui, c/o LA DEGUSTERIA/PT]

etichetta 10 | colore 9,59 | profumo 7,98 | densità 9,14 | persistenza 9,63 | tipicità 10 | struttura 9,38 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,45 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 114,33

Pubblicato in: vino bianco

Le ViN BLaNC Qui VieNT De MoNTeCaRLo

Un vino francese in assaggio su Emotional Wines?😳 Ma quando mai…🤣 Lo sapete, sono un orsetto🐻dispetto eppoi il Montecarlo del title mica é “la principauté de Monaco”!🤡 Siamo, invece, in un caratteristico borgo toscano e più precisamente, ci troviamo sui colli lucchesi: Montecarlo é il nome del paese ma anche della DOC (bianco) griffata Tenuta del Buonamico in assaggio oggi, un vino realizzato con blend di uve chardonnay, sauvignon, semillon, pinot, roussanne, trebbiano. Effettivamente, c’é la presenza di un bel po’ di vitigni d’oltralpe🇫🇷 – seppur piantati in Toscana – che concorrono a creare un bianco mooooolto morbido nonché accattivante: a partire dal colore, giallo intenso con nuance dorate; eppoi al naso, frutta gialla stramatura e ananas in evidenza. Al palato, tanta eleganza e buona persistenza, con un retrogusto morbido ma non dolciastro ed una piacevolezza globale di alto livello. Insomma, questo Montecarlo DOC bianco 2020 é STRABUONO💘 ad alto livello: se ne sono accorti anche un paio di filetti di Orata di Orbetello cotti al forno con patata e pachino🍅, che mi hanno personalmente😳 ringraziato per aver centrato un felice abbinamento…😜 [comprato sullo shop BUONAMICO a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 8,53 | profumo 8,11 | densità 8,17 | persistenza 8,46 | tipicità 8,91 | struttura 8,09 | discesa in gola 8,83 | retrogusto 8,81 | ribevibilità 9,04 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,42

Pubblicato in: vino rosso

eCCo uN’aLTRa PiCCoLa eMoZioNaNTe CaNTiNa…

… della zona pratese del Carmignano, Fattoria di Bacchereto, che porta il nome del paese toscano in cui é ubicata. La cantina é una realtá da 20.000 bottiglie annue, guidata con mano sicura da Rossella Bencini Tesi, che porta avanti la tradizione vitivinicola di famiglia (la Tenuta é dei Bencini Tesi da quasi un secolo ma ha iniziato a fare vino & olio negli anni ’60). In assaggio oggi, il Vino Rosso, un vino base che si affianca agli altri 2 “gioielli di famiglia” realizzati totalmente in regime biodinamico, il Carmignano Terre a Mano e il supertuscan Sassocarlo. Etichetta originalissima, seppur scevra da controetichetta e quindi carente di info aggiuntive su uve utilizzate, lavorazione, affinamento, etc. (-1 pt. di valutazione). Naso evanescente, con accenni di more, violette e frutti rossi. Bocca esplosiva e materica, che non t’aspetti per un rosso base a questo prezzo: se dovessi fare un paragone che ci azzecca, sembra di essere davanti a un Barco Reale realizzato al 🔝 o a un Carmignano giovane. La gustativa del resto é quella, ma la cosa inaspettata è sopratutto il perfetto equilibrio dolce_acido, che non ammalia il palato ma nemmeno lo allappa e garantisce così una persistenza notevole per la tipologia e un retrogusto di alto livello. Insomma, l’avrete capito no? Il Vino Rosso della Fattoria di Bacchereto é il classico CAPOLAVORO🏆 inatteso e quindi, ancora più emozionante😋.
[bevuto qui c/o LA DEGUSTERIA/PT]

Post Scriptum: vorrei suggerire alla Fattoria di Bacchereto di dismettere la produzione di questo vino nel formato 0,75, dato che serve minimo una magnum per accontentare la richiesta delle papille linguali👅 che, dopo averlo assaggiato, ne richiedono a bicchierate🤪…

etichetta 8,60 | colore 9 | profumo 8,12 | densità 8,97 | persistenza 9,18 | tipicità 9,38 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,71 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 109,15

Pubblicato in: vino rosso

uN CaBeRNeT iNToRPiDiTo CHe aMa SVeGLiaRSi PiaNo🎹 PiaNo

Non capita spesso, di trovarsi davanti a bottiglie che modificano in modo importante l’impatto organolettico, in funzione del tempo che passa dopo averle stappate. Intendiamoci: che un vino abbia bisogno di un tempo tecnico “per aprirsi” é cosa nota. E spesso, basta un’oretta, o qualcosa in più per i vini Riserva, per poterli tranquillamente gustare al loro massimo potenziale espressivo. Talvolta, si puó pure esagerare ed aprire un vino 5 o 6 ore prima di berlo; ma arrivare a 48 ore, prima di “carpire l’anima” di un vino, é cosa davvero rara. É successo con l’assaggio di oggi, un Cabernet Sauvignon in purezza, proveniente dalla zona di Bolgheri, realizzato dalla cantina Campo alle Comete. Bella ed essenziale l’etichetta : : colore rosso rubino profondo : : naso rarefatto di prugna e more di rovo : : attacco in bocca esemplare, quasi timido di prim’acchito, ma poi sontuoso ed emozionante nell’aprirsi a ventaglio, regalando alle papille linguali una beva elegante, morbida e decisamente intensa, come raramente capita in un vino non Riserva. Certo, l’annata é la “magica duemila16″😍 e questo sicuramente ha aiutato struttura e persistenza, non slegate da un retrogusto ciliegioso🍒 da maximo voto. Il 1° e il 2° giorno peró, tutte queste emozioni intense di un vino CAPOLAVORO🏆, non erano percepibili😳. Se dovessi dare una spiegazione dell’accaduto, ipotizzerei un’ ipersensibilitá a temperatura di sevizio e ossigenazione: nei primi 2 giorni, l’ho testato prima a 15° (siamo in estate e in genere i rossi beneficiano di qualche grado in meno dei canonici 18°~20°) e poi a 20,5° e non mi convinceva. Il 3° giorno, a 18° micrometricamente controllati🌡, è uscita fuori l’anima di questo Cabernet Sauvignon Toscana IGT 2016 Campo alle Comete. E che anima!🍷
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se nell’algoritmo qualitativo esistesse il parametro “sito web” – cioè una valutazione inerente al sito del produttore – il voto sarebbe sicuramente 10, perchè… cliccate qui e capirete!

etichetta 9,03 | colore 8,94 | profumo 7,53 | densità 8,41 | persistenza 9,05 | tipicità 8,19 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,89 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,14

Pubblicato in: vino rosa

BeLGuaRDo RoSé 2020: uN ViNo RiGeNeRaNTe

Metti una sera a cena… in quel di Firenze, in un’osteria di proprietà della Famiglia Mazzei, a 2 passi dal Ponte Vecchio. L’osteria porta lo stesso nome della Tenuta in Maremma dalla quale proviene il rosato, che a sua volta porta lo stesso nome (😳): Belguardo. Si tratta di un vino di colore rosa cipria davvero tenue, dai lievi profumi di fragoline di bosco, ma dotato di una mineralitá e di una freschezza di beva che oserei definire rigenerante, come da title😁. Il Belguardo Rosé 2020 Toscana IGT é un blend 50&50 di uve syrah & sangiovese, che porta l’asticella dei rosati made in Tuscany ad un livello molto alto, un vino tanto STRABUONO💘 quanto raro per tipologia e provenienza. La Toscana, si sa, é terra di rossi stratosferici ed emozionanti – e lo sanno bene pure i Mazzei, alfieri e pionieri del Chianti fin dal 1435 – mentre con i rosati (e ancor di più con i bianchi) non é che vada proprio a nozze: il Belguardo rosé, quindi, è la classica eccezione. Se n’è accorto anche l’eccelso rollé di coniglio in porchetta – ben eseguito dallo chef dell’Osteria Belguardo – che ha mooolto gradito l’abbinamento😋. [bevuto da OSTERIA BELGUARDOleggi qui la SCHEDA TECNICA]

etichetta 8,36 | colore 7,74 | profumo 8,08 | densità 6,64 | persistenza 8,43 | tipicità 9,60 | struttura 8,36 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 8,45 | ribevibilità 10 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,05

PUNTEGGIO TOTALE 103,78

Pubblicato in: vino rosso

BoMBa💣 a MaNo NeL CHiaNTi CLaSSiCo

Sfiora i 15° il Chianti Classico 2018 griffato Castello di Radda – proprietá Gussalli Beretta (sì, quelli delle armi🔫 ) – ecco il perché di un title così impattante🙀 e coerente con la proprietá😁. Passo a raccontarvi l’assaggio di questo vino toscano, partendo dal naso, colpito da effluvi di frutti rossi, amarena, mirtillo selvatico, viola mammola. Ma é in bocca che esce fuori la potenza💪 deflagrante di questo Chianti Classico DOCG d’annata: succoso, materico, fruttato e dotato di una concentrazione vinosa al TOP🔝, con una persistenza lunghissima e un retrogusto balsamico, morbido, da grande vino. Non oso immaginare cosa accadrebbe se assaggiassi la Riserva del Castello di Radda😲!
CAPOLAVORO🏆 assoluto della tipologia, con un rapporto emozioni/prezzo a livello stratosferico, perfetto in abbinamento ad una grigliata di carni rosse o alla classica Bistecca, ma con una raccomandazione specifica: bere con moderazione. Altrimenti succede quel che é capitato a me, che ne ho bevuto un bicchiere di troppo: ciucca inenarrabile (hic) 🤩😋😀.
[scopri qui CASTELLO DI RADDA]

Post Scriptum: giuro (spergiuro🤞) che non sapevo del maximo voto – 3 bicchieri 🍷🍷🍷- assegnato dalla guida vini Gambero Rosso a questo Chianti Classico 2018 Castello di Radda. L’ho scoperto soltanto al mio risveglio a tarda serata, cioé 6 ore dopo averlo bevuto: tanto é durata la ciucca…😝

Post Scriptum bis: ringrazio pubblicamente il Sig. Ruggiero – patron di ROVEN Restaurant a Firenze – che mi ha fatto scoprire, anzi trangugiare🤪 , questa bomba💣!

etichetta 8,32 | colore 8,91 | profumo 8,02 | densità 8,87 | persistenza 9,27 | tipicità 9,53 | struttura 9,14 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65

PUNTEGGIO TOTALE 109,42

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {2nd time}

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, secondo dei quali é Sette Vizi: Rosso Toscana IGT annata 2017, a base di uve🍇 sangiovese, merlot, cabernet. Sulla carta, un blend molto interessante, vediamo come si comporta in degustazione: profumi decisamente più attenuati rispetto al 1° vino della Tenuta Il Pozzo, assaggiato in precedenza (leggi qui); attacco in bocca molto balsamico, con una peculiaritá di beva tutta incentrata sui frutti di bosco scuri – mirtillo selvatico e mora in evidenza – che peró non riescono a regalare quelle emozioni intense che mi sarei aspettato da un rosso di questa caratura. Forse l’annata non é delle più felici o forse, più semplicemente, mancano delle nuance, delle sfumature, dei dettagli, che proietterebbero questo Sette Vizi 2017 direttamente in fascia maxima. Invece, dobbiamo accontentarci di essere davanti ad un vino STRABUONO💘, con potenzialitá inespresse e, chissá, magari spazi di miglioramento legati ad una naturale evoluzione col passare degli anni. Lo scopriremo “più avanti” 🤩, con un futuro riassaggio o con la ricerca/scoperta di altre annate. [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,29 | colore 8,82 | profumo 7,98 | densità 8,64 | persistenza 8,65 | tipicità 8,78 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,10 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 8,90 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 104,13

Pubblicato in: vino rosso

QueL ViNo RoSSo CHe aSSoMiGLia aL BRuTTo aNaTRoCCoLo

Secondo me – o meglio, secondo le mia esperienza enologica che segue pedissequamente il mantra “se non bevo, non credo” 🤩 – ci sono tutta una serie di vini rossi che esprimono le loro potenzialitá solo se refrigerati, quasi come se fossero vini bianchi, rosati, bollicine. A dispetto delle regole e delle consuetudini suggerite dalla sommelerie mondiale – verso la quale, sia chiaro, ho il massimo rispetto – che, se trasgredite, possono riservare emozioni inattese. É questo il caso dell’assaggio odierno, un rosso bolghero~veneto😁 denominato Mediterra: la griffe é quella di Poggio al Tesoro, che altro non é se non il feudo toscano del “big” veronese Allegrini, storica cantina veneta famosa per i suoi Valpolicella (proximamente in assaggio). Il Toscana IGT Mediterra 2019 – rosso “blend” a base di uve syrah, cabernet e merlot – si presenta di color rosso rubino non troppo profondo, mentre al naso s’impone con accattivanti note di frutti di bosco stramaturi, con l’aggiunta di prugne e di una nota speziata. Timido il primo approccio palatale, quasi che Mediterra si vergogni a tirar fuori i muscoli 💪 (leggi: struttura). Persistenza e masticabilitá, sotto le attese; retrogusto con una punta di amaro che non disturba la piacevolezza di beva nel suo globale. Anche se… manca qualcosa a livello di dinamicitá, con la beva che appunto risulta piuttosto piatta e incolore. Se non che… “cameriere potrebbe portarmi una glacé?”. Il tipo, sorpreso dalla mia richiesta ma pronto ad accontentarmi, arriva con il secchiello del ghiaccio sulla sinistra e l’occhio👁 incredulo sulla destra😁. Al che, viene subito fulminato dal mio spiegone: “ci sono dei vini rossi che si aprono/si esaltano solo a temperature basse”. E gli sto raccontando il vero: appena rinfrescato, Mediterra sembra aggiungere 2 marce in più a tutti i parametri di beva, che riescono a trasformare un anatroccolo insulso (o quasi) in un cigno divertente, emozionante. E pure l’algoritmo se ne accorge: Mediterra 2019 é un CAPOLAVORO🏆 degno della sua (nobile) terra di appartenenza, Bolgheri. Ma stando scrupolosamente attenti alla sua temperatura🌡 di servizio, che dovrá essere inferiore ai consueti 18° previsti per un rosso di questa tipologia [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: quest’assaggio, scritto “a tavola” senza prima documentarmi tramite la scheda tecnica del vino, CURIOSAMENTE😜 é in linea con il consiglio di “servirlo fresco” indicato proprio sul sito del produttore, Poggio al Tesoro. Che aggiunge anche, di abbinarlo a pesci in guazzetto o al pomodoro. Io – pur ignaro di tali suggerimenti – l’ho casualmente🙄 sperimentato sia con un polpo ubriaco che con una “petroniana” made in Bologna e il risultato é stato… sublime😍 abbinamento, in entrambi i casi!

etichetta 8,84 | colore 8 | profumo 8,37 | densità 7,81 | persistenza 8,64 | tipicità 9,46 | struttura 8,54 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,45 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 106,07

Pubblicato in: vino rosso

C’è uNa FaTToRia CHe Fa iL FoRMaGGio🧀, L’oLio, iL ViNo…

…serve altro?😁 Siamo sul colle di San Casciano in Val di Pesa, non lontani dal cuore del Chianti Classico e dalla Valdelsa, che si accavalla tra la provincia di Firenze e quella di Siena. La Fattoria che fa tanto bendidío (ho assaggiato un bel po’ dei loro formaggi e sono da urlo🙀!) si chiama Corzano e Paterno, una piccola grande realtà toscana appartenente al bioclub dei VIGNAIOLI INDIPENDENTI (scoprili tutti a questo link). Uno dei 2 rossi base della Fattoria (l’altro si chiama Il Corzanello) é il Chianti DOCG Terre di Corzano 2018, in assaggio oggi. Al colore, solito rosso rubino tipico; al naso frutti di bosco non troppo maturi; attacco in bocca pulito e semplice, con il mirtillo selvatico in evidenza. Ecco, siamo davanti ad un Chianti di struttura media, che peró ha il suo bel gusto tipico dolce_acido, che ci riporta alle peculiaritá di questa DOCG, senza concentrazioni forzate di frutto o di gradazione, rendendo la beva molto invitante, così come la voglia di riberne un altro bicchiere e un altro ancora🍷 (ad libitum). Corzano e Paterno hanno realizzato un vino STRABUONO💘, biologico e con un rapporto qualitá/prezzo che meriterebbe l’Oscar Nazionale sulla guida Berebene by Gambero Rosso (chissá che con questo mio spunto non gli tiri la volata😉), perché sta – seppur di poco – sotto i 13€. Ed é davvero un bel bere e ribere🤩!
[comprato sullo shop di CORZANO E PATERNO a questo prezzo]

etichetta 8,42 | colore 8,21 | profumo 7,75 | densità 8,09 | persistenza 8,17 | tipicità 9,68 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,71

Pubblicato in: vino rosso

MaNNeLLi~RiGoLi SHoW: uN BaRCo ReaLe Da SoGNo❗

Titolo esplicito, che spoilera subito la valutazione dell’assaggio del Barco Reale di Carmignano 2019 firmato Il Sassolo, un rosso toscano DOC – della zona pratese del Carmignano – che sorprende ed emoziona per più motivi. Di colore rosso rubino intenso, sprigiona al naso profumi di frutti rossi maturi, che invitano la beva. Attacco in bocca sorprendente: di solito il Barco Reale ha una sua naturale astringenza, che tende ad allappare il palato – di per sé, niente di negativo, ma neanche una sensazione piacevolissima😁 – mentre qui é impercettibile, perché le papille linguali vengono subito inondate da un sapore fruttato, ciliegioso🍒, in un perfetto equilibrio dolce_acido ammaliante. E qui, ti dimentichi ogni ragionamento in merito a struttura, persistenza, discesa in gola, retrogusto (tutti parametri ben al di sopra delle attese); perché RiBevilitá e piacevolezza globale prendono il sopravvento, fino all’ultima goccia della bottiglia. Antonio Mannelli, della piccola realtá vinicola Il Sassolo, ci mette il lavoro in vigna e le sue uve massaggiate😁, o come minimo, accuratamente coccolate🥰. Beppe Rigoli (Fattoria Ambra) ci mette il suo stile, la sua competenza, la sua arte di winemaker con la E (di enologo) maiuscola. L’unione fa la forza e infatti ne esce fuori un Barco Reale CAPOLAVORO🏆 che potrebbe anche ergersi a “numero 1 assoluto” della tipologia. Lo scopriremo solo bevendo(ne altri)😁 [scoprilo qui]
Post Scriptum: il rapporto qualitá/prezzo di questo vino é, a dir poco, da “champion of the world”, dato che la bottiglia viene via a meno di 10€😯😲😳

etichetta 9,06 | colore 8,72 | profumo 8,41 | densità 8,94 | persistenza 9,13 | tipicità 10 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,40

PUNTEGGIO TOTALE 111,73

Pubblicato in: vino rosso

iL PiNoT NeRo DeLLe MeRaViGLie

{ fuori onda }
Vi sarete chiesti: ma che fine ha fatto Teddywine che da una settimana ci ha lasciato senza nuovi assaggi? Presto spiegato: mi sono (ri)svegliato cotto al sole☀ – di questo fine Luglio rovente – in un un luogo sperduto, totalmente inebriato dagli assaggi di 2 vini rossi che mi hanno “steso al suolo”🤩.
{ l’assaggio }
Tranquilli, non c’é bisogno di andare in Francia, nella regione dello Champagne, per assaggiare il miglior modo di esprimersi del “pinot noir” 🤩. Oggi vi porto a Cicignano, un luogo collinare nei dintorni di Prato, in una zona vocata a pinot nero, dai tempi del Marchese Pancrazi in quel di Montemurlo che – racconta la storia ufficiale – per anni beveva un rosso buonissimo, senza sapere che l’uva🍇 del vigneto dal quale ricavavano il vino era, appunto, pinot nero. E proprio lì vicino, sorge un piccolissimo appezzamento di pinot che la Tenuta Piroddi trasforma in nettare di-vino. Tenuta bellissima, aperta da poco al pubblico per ristorazione (con panorama da cartolina) e b&b. E proprio poche sere fa, in un giretto “made in Tuscany”, ho avuto modo di “innaffiare la cena” con il loro Pinot Nero 2016. Ho pensato che un rosso leggerino fosse il miglior modo di bere in queste afose serate estive. Ehm 🤭, leggerino un corno📯! Questo pinot della Tenuta Piroddi, di colore rosso scuro impenetrabile, é denso – probabilmente non filtrato – e succoso, con la beva di una gustositá ad altissimo livello emozionale, una tannicitá e una vinositá inebriante ed un retrogusto da 10 assoluto. Ecco, se dovessi scegliere un aggettivo per questo vino, direi “strabordante”, perché ha una succositá MAI assaggiata prima. Onore al merito della Tenuta Piroddi e sappiate che “in loco” l’ho pagato 12€: un CAPOLAVORO🏆 inaspettato e fuori dall’ordinario! [scopri qui il sito della Tenuta Piroddi]

etichetta 8,03 | colore 9,62 | 8,12 | densità 9,59 | persistenza 9,05 | tipicità 9,20 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 110,95

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {1st time}

Visto che stanotte promette una notte caldissima, ne approfitto per raccontarvi l’assaggio che avrei voluto pubblicare domattina dopo lunga dormita e che invece skipperò causa insonnia…😁 Metti una domenica pomeriggio nell’ultimo giorno di primavera (20 Giugno), in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, primo dei quali é il Chianti DOCG Monticello 2019 che andiamo a scoprire insieme. Focus sui profumi (dato che il colore, chevvelodicoaffare😁, é il rosso rubino tipico dei Chianti giovani) con un intenso puppurrì – da voto maximo – di more, fragoline di bosco🍓, mirtillo selvatico e anche un ciuffo di violette. Al palato, tanta fruttositá e piacevolezza di beva, si accompagnano ad una struttura media e decisamente beverina, con una discreta persistenza e una bella sensazione di freschezza a chiudere. Promosso a pienissimi voti questo Chianti STRABUONO💘 di Tenuta Il Pozzo, ma gli assaggi dei loro vini continuano in un prossimo futuro “2nd time”… [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,24 | colore 8,08 | profumo 10 | densità 8,09 | persistenza 7,81 | tipicità 9,45 | struttura 7,32 | discesa in gola 8,74 | retrogusto 8,33 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,47

Pubblicato in: vino rosso

iL PRiNCiPe, uN RoSSo BLeND CHe SoRPReND😁

Rima baciata😘 a parte – che ha ispirato un title più trash che naìf – l’assaggio di oggi porta il nome di uno dei personaggi che hanno lasciato un segno in Toscana e più precisamente nella Repubblica Fiorentina del 1500: quel Niccoló Machiavelli che fu storico, filosofo, scrittore, drammaturgo, politico, ma sopratutto fu un personaggio geniale e controverso. L’Antica Fattoria Machiavelli é l’artefice de Il Principe, blend di uve🍇 sangiovese e cabernet, che si presenta di un rosso scuro impenetrabile nel calice e piuttosto avaro al naso, con profumi di frutti rossi e marasca appena percepibili. “É il fine che giustifica i mezzi”: ed é infatti al palato, che questo rosso toscano sfodera una performance di potenza, vinositá, tannino, persistenza e retrogusto, spet-ta-co-la-re!
La Fattoria Machiavelli (Gruppo Italiano Vini), con Il Principe 2015, mette a segno un CAPOLAVORO🏆 che sorprende, anche perché é rarissimo trovare un IGT (in questo caso, supertuscan🤩) di questo livello a questo prezzo (sotto i 20€). Per festeggiare, punterei sulla cinta senese🐷, prendendo il filetto, aggiungendoci un mix di pepi e spezie, per poi porlo sul barbecue e innaffiarlo generosamente con Il Principe😍.
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]
Post Scriptum: vi ho fatto venire l’acquolina in bocca? Prosit! 😁

etichetta 8,49 | colore 9,04 | profumo 8,11 | densità 8,74 | persistenza 9,46 | tipicità 9,10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,39 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 109,86

Pubblicato in: vino bianco

La MoRBiDeZZa e L’eLeGaNZa iN uN BiaNCo ToSCaNo❗

L’esclamativo è d’obbligo, dato che stiamo parlando di una regione, la Toscana, assurta agli allori dell’eccellenza vinicola mondiale, grazie ai suoi rossi stratosferici – dal Brunello al Chianti, passando per Bolgheri, Carmignano, Montepulciano, Scansano – ma che non ha mai brillato per i bianchi e i rosati, fatte le dovute eccezioni (v. Vernaccia di San Gimignano DOCG). Ci prova Fèlsina a sbaragliare il luogo comune di una regione solo rossista e lo fa, regalandoci un bianco a base di uve Chardonnay – I Sistri – dotato di grande eleganza e di una morbidezza surreale. Il colore é giallo intenso, i profumi in evidenza sono pesca e ananas stramaturi, l’attacco palatale é quasi impalpabile, con una struttura che si apre a ventaglio sfoderando una morbidezza davvero eccelsa, senza scadere nella dolcezza e nella piacioneria. Effettivamente, è rarissimo trovare un bianco toscano di questo livello ad un prezzo sotto i 15€. Per pochissimo – forse a causa di una lieve mancanza di dinamicitá e freschezza – non entra in fascia di valutazione maxima, ma comunque I Sistri 2018 di casa Fèlsina resta un bianco STRABUONO💘 di alto livello, pieno di charme e notevole eleganza di beva. In abbinamento per contrasto, l’ho provato su degli straccetti di tacchino al Roquefort ed è stato ammmore❤️ al primo sorso. Brava Fèlsina!
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,52 | colore 8,54 | profumo 8,29 | densità 8,44 | persistenza 8,36 | tipicità 9,50 | struttura 8,55 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 8,88 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,79

Pubblicato in: vino dolce

iL ViNSaNTo RiSeRVa CoN uN GRoSSo DiFeTTo⚠…

…consistente nel rischio (altamente probabile) di scolarvelo tutto in una volta😋. Oggi siamo in Toscana e più precisamente alla Marini Farm di Pistoia, un’azienda familiare con una tradizione vinicola che risale a 200 anni fa😳. Olio e Vinsanto, sono le 2 specialità della casa e proprio visitando personalmente la Vinsantaia del Marini ho avuto modo di assaggiare il vino di oggi: Vinsanto del Chianti Riserva 2015. Colore oro antico, profumo di “quello che c’é dentro” 🤩 cioé uva passa, ma é in bocca che sorprende: grande morbidezza di beva accompagnata da una dolcezza non invadente e corroborata da una persistenza lunghissima che poi lascia spazio a un retrogusto coerente e piacevole. Un vinsanto STRABUONO a un passo dall’ingresso in fascia maxima, con 2 soli aspetti migliorabili: la dolcezza (che potrebbe essere più incisiva) e la struttura (di alto livello ma non al TOP). Comunque sia (notate le striature “sante” sull’etichetta😁), mi sono scolato l’intera bottiglia di Vinsanto del Marini in una serata!

etichetta 7,22 | colore 8,94 | profumo 8,13 | densità 8,66 | persistenza 9,15 | tipicità 9,57 | struttura 7,32 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,96

Pubblicato in: vino rosso

MoNTaLBioLo: iL CRu Di CaRMiGNaNo “5 GRaPPoLi”🍇🍇🍇🍇🍇

Ovviamente il riferimento é al premio Bibenda – la guida vini edita da FIS – che ha valutato ai maximi livelli il Carmignano Riserva “Montalbiolo” sia nell’annata in assaggio, 2015, che nella successiva 2016. Il vino é prodotto dalla Fattoria Ambra con il patron Beppe Rigoli che me l’ha venduto s.p.m. durante un “Cantine aperte” di 24 mesi fa, fine Maggio 2019 (nell’occasione, girellavo per la Toscana e non potevo perdermi un Carmignano-tour 😋 tra le rinomate fattorie del comprensorio pratese). Stappandolo, sono rimasto perplesso dal colore del vino di un rubino/granato non così profondo come mi sarei aspettato da una Riserva del genere. Al naso e sopratutto alla beva, l’eleganza e la raffinatezza sono 2 punti a favore indiscutibili. Peró, c’é un peró😁: la struttura e la persistenza non sono all’altezza di un Carmignano Riserva, e proprio questi 2 aspetti hanno inficiato il raggiungimento della fascia di valutazione maxima, posizionando il Montalbiolo 2015 come vino STRABUONO💘. Sinceramente, da Beppe Rigoli (non solo patron di Ambra ma anche enologo DOC😍) e dal suo Carmignano, mi attendevo di più.
Post Scriptum: nella stessa occasione, 2 anni fa, insieme al rosso acquistai anche “il vinsanto” di Ambra, che ho assaggiato pochi giorni fa e di cui scriveró prossimamente (inutile che proviate ad estorcermi anticipazioni, non ve le darei neanche sotto tortura😝).

etichetta 8,86 | colore 7,49 | profumo 8,20 | densità 7,64 | persistenza 7,35 | tipicità 8 | struttura 7,21 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 9,67 | ribevibilità 8,92 | prezzo 8,70 | piacevolezza globale 8,20

PUNTEGGIO TOTALE 99,48

Pubblicato in: vino rosso

CHiaNTi CLaSSiCo: uNa DoCG, uNa GaRaNZia?

Diciamolo subito, la risposta é SI nel 99% dei vini, anche se con millemila sfumature. L’assaggio di oggi é un vino della storica Tenuta di Nozzole, di proprietá dei Folonari (dinastia storica del vino made in Italy): stiamo parlando del Chianti Classico Riserva La Forra, annata 2013. Al naso, il vino appare ancora chiuso (come tutte le riserve, servirebbero ore per poter far “aprire” al meglio il ventaglio gusto-olfattivo del vino), ma é in bocca che questo vino di colore rosso scuro profondo, tira fuori struttura, morbidezza e una notevole eleganza di beva. Certo che da un Chianti Classico Riserva io mi sarei aspettato maggior persistenza e pienezza di frutto, ma forse quella che io ritengo una lacuna, altro non é che la cifra stilistica ben precisa e definita de La Forra: eleganza e nitidezza di sorso, nel pieno rispetto della tipicità. Sono i 2 punti di forza di questo vino, anche se io – fossi stato presente in cantina 😁 – avrei osato di più, puntando ad ottenere maggior vivacitá/spigolosità e, perché no, anche quel filo di rusticità che tutto sommato fa parte del DNA del Chianti Classico e che qui é assente. Riepilogando: questo La Forra é un vino STRABUONO💘, ma con potenzialità (inespresse) da fascia maxima.
[comprato su http://callmewine.com]

etichetta 8,33 | colore 8,90 | profumo 8,03 | densità 8,39 | persistenza 8,32 | tipicità 9,25 | struttura 9,04 | discesa in gola 8,63 | retrogusto 9 | ribevibilità 8,68 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,32

Pubblicato in: vino rosso

BaSTa La FiRMa PeR FaRe uN CaPoLaVoRo?

La domanda sorge spontanea, dopo l’assaggio del 2° vino nel giro di un mese, di questa realtà pratese denominata Piaggia e capitanata con mano sicura da Mauro Vannucci e famiglia. Di turno il Pietranera, un IGT Toscana a base di Sangiovese in purezza che sembra quasi il trait-d’union (sticatsi come scrivo forbito oggi😁) tra il “basico” Barco Reale e “monsieur” Carmignano, le 2 perle DOC di zona. Pietranera si presenta di colore rosso scuro e al palato é succoso e vinoso, dotato di una bella schiettezza gustativa: insomma, un autentico CAPOLAVORO🏆 che emoziona al primo assaggio e che, per la seconda volta – a poco più di un mese dall’assaggio del vino che ha inaugurato la sezione degli “specials” – ribadisce la notevole qualitá raggiunta dai vini di Piaggia e, per estensione, di tutto il comprensorio di Seano, Comeana, Poggetto, Carmignano, Bacchereto. Il Chianti potrebbe iniziare a tremare…🥶
[comprato su italvinus.it]

etichetta 9,90 | colore 9,,08 | profumo 9,04 | densità 8,92 | persistenza 8,79 | tipicità 9,45 | struttura 8,98 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 9,19 | prezzo 9,31 | piacevolezza globale 9,26

PUNTEGGIO TOTALE 110,63

Pubblicato in: vino rosso

uN SuPeRTuSCaN iNaTTeSo

La scoperta di oggi é una vera e propria sorpresa: in terra di brunelli e rossi – avete capito bene, siamo a Montalcino – chi si aspetterebbe un Supertuscan di ottimo livello in fascia di prezzo 10~15€? E la cosa più inattesa é la constatazione, all’assaggio, di essere davanti ad un vino decisamente STRABUONO💘, che fa sue tutte le caratteristiche di potenza del sangiovese grosso (l’uva che dà luce ai famosi vini ilcinesi), mixandole con sapienza a 2 vitigni come il cabernet sauvignon e il merlot, che donano morbidezza ed eleganza al Sassarello della Fattoria La Lecciaia. Diamo atto a Mauro Pacini, ideatore~patron de La Lecciaia, di aver creato un supertuscan low-cost di stile garbato/elegante, ma dotato di un notevole impatto gustativo.
É piaciuto moltissimo anche al filetto di maialino🐽 brasato ai 3 pepi, che si é fatto innaffiare generosamente dal Sassarello😉.

etichetta 7,83 | colore 8,64 | profumo 8,13 | densità 8,84 | persistenza 8,75 | tipicità 8,80 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 104,35

Pubblicato in: vino rosso

uNa PiaGGia SCoSCeSa PeR uN RoSSo Da SoGNo

Siamo nei dintorni di Prato – Poggio a Caiano – nella frazione del Poggetto, dove nasce un Carmignano Riserva DOCG senza eguali. Una denominazione, il Carmignano, considerata per molto tempo – a torto – di livello inferiore ai cugini Chianti, Bolgheri, Brunello, etc. Con tutta la famiglia Vannucci e il patron Mauro saldamente al comando di questa storica azienda vinicola toscana, il Carmignano vola altissimo: se ne sono accorti quelli del Gambero Rosso, che nel 2020 hanno premiato proprio il Carmignano Riserva Piaggia come “rosso dell’anno” e me ne sono accorto io – nel giorno del mio compleanno 🎂 – che ho tracannato proprio l’annata premiata 2016, davanti al classico antipasto misto toscano fatto di pecorini, crostini neri, prosciutto, spalla, sbrisolona e mortadella di Prato. Ecco, proprio con quest’ultima é uscita fuori, nitida, l’anima di questo vino: pienezza, struttura e succositá di beva, esaltate da una rotondità micrometricamente perfetta e un finale dotato di una persistenza infinita, lunghissima e profondissima. INEGUAGLIABILE👑 Carmignano Riserva Piaggia, inarrivabile Mauro Vannucci 👋👋👋(standing ovation).
Post Scriptum: anche l’eleganza e contemporaneamente la classicitá della splendida etichetta del Carmignano Piaggia, contribuiscono a rendere questa bottiglia un qualcosa di memorabile, nonché unico.

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00