... che, in controetichetta, evoca le conchiglie, parla del rumore del mare nel cuore del vino, che puoi sentirlo se ascolti bene...🤔
Allora: la prima impressione è che alla Tenuta Decugnano dei Barbi - dove nasce l'Orvieto Classico Superiore DOC Mare Antico 2020, in assaggio oggi - abbiano un po' alzato il gomito🤪. Poi però, provi a ragionarci su, via via che lo assaggi: consueto giallo paglia con flash dorati, alla vista; si fa ricco di frutta a polpa gialla (pesca e albicocca) al naso, con un pouffe di note erbacee sullo sfondo. Ma è in bocca che cattura e sorprende: l'attacco è quasi timido - si capisce che deve "aprirsi" (infatti cambio calice e mi prendo un quarto d'ora sabbatico per far roteare il vino nel balloon da rosso riserva😀) - ma poi tira fuori un vero e proprio poker d'assi. ♣️Succosità, che vuol dire: pienezza di corpo, struttura importante, frutto nitido.♦️Sontuosità, che vuol dire: ricchezza di beva, raffinata e aristocratica, di rara eleganza. ♠️Persistenza, che vuol dire: intensità dei sapori potente e lunghissima, come se continuassi a berne senza soluzione di continuità. ♥️Retrogusto, che vuol dire: continui a sentirne il sapore anche dopo mezz'ora. E magari ti torna voglia di stapparne un'altra boccia😂. Applausi👏👏👏 al solito Cotarella (Riccardo) in cantina, supportato magistralmente da Enzo e Marco Barbi in vigna. Mi sono dimenticato qualcosa...qualcuno...?
Ah sì, la valutazione finale: 5 coppe 🏆🏆🏆🏆🏆 al Mare Antico 2020, un bianco INEGUAGLIABILE sotto tutti i punti di vista.
etichetta 8 | colore 9,48 | profumo 9,80 | densità 9,31 | persistenza 10 | tipicità 9,74 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,95 | piacevolezza globale 9,89
PUNTEGGIO TOTALE 116,17
Alooooò cocchi, alooooooò cocche🥳, siamo già in autunno (metereologico, dato che quello astronomico inizia alle 20.19 del 22 Settembre proximo: "equinozio~day" d'autunno 2025). Ci aspetta una stagione ricca di assaggi + racconti vinicoli... e cotillons💣💥👻❗️
In questo prima parte d'autunno veleggeremo ⛵️ in Sicilia, in Sardegna, in Emilia+Romagna, in Toscana, in Umbria, in Campania, in Molise, in Puglia, in Piemonte e nel Friuli. Prosit!🥂
A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗! Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)
etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55 PUNTEGGIO TOTALE 113,06
mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente
Oggi siamo in Umbria, a Torgiano – nel perugino – dove in via Giorgio Lungarotti sorge l’Azienda agricola Lungarotti [scoprila qui], di proprietà della family omonima😍. Una bella storia di famiglia, quindi, alle spalle del Rosso di Torgiano DOC Rubesco 2019 in assaggio oggi: leggo in etichetta che si tratta di un blend di uve sangiovese e colorino, decido quindi di versarlo nel calice, dove appare di un rosso “rubesco”😉 scintillante, con bei profumi di amarena su uno sfondo terroso, al naso. In bocca, entra con suadente morbidezza, ma poi tira fuori gli “artigli tannici” che regalano al sorso vitalità, freschezza, succosità, in un contesto di buona struttura e di una persistenza aromatica caratterizzata da note ematiche e ferrose. Probabile che queste nuances – le quali, personalmente non mi hanno appassionato, ma indubbiamente “tipicizzano” il Rubesco – siano un po’ la firma gustativa dei rossi Lungarotti. Dico questo, perchè nel wine tasting di fine Marzo organizzato a Cesena dall’AIS [scoprilo qui], il Rubesco Vigna Monticchio Riserva Lungarotti – forse il miglior vino assaggiato nell’evento – aveva sì tannini più potenti, più dolci, più rotondi, in un contesto di maggiore ricchezza e succosità di beva, ma anche un accenno di quelle note ematiche~ferrose, che ho ritrovato nel Rubesco 2019 STRABUONO assaggiato oggi. Da annotare che: mentre nella Riserva, le suddete nuances andavano ad integrarsi in una sontuosa complessità di beva, qui stonano un po’, andando a decremento sia della piacevolezza di beva, che del rapporto emozioni~prezzo, così guadagnando 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, ma non oltre.
etichetta 8 | colore 9,18 | profumo 9,21 | densità 8,98 | persistenza 8,93 | tipicità 9,51 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,32 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,15 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 8,60 PUNTEGGIO TOTALE 104,86
mi ha emozionato perché è rusticamente morbido e succosissimo
Metti un sabato pomeriggio d’inizio primavera, in quel di Cesena – nei padiglioni della Fiera – con oltre 100 vini provenienti da Romagna, Emilia, Marche, Umbria, contraddistinti da un unico denominatore comune: le 4 viti AIS, ovvero il maximo premio assegnato dall’Associazione Italiana Sommelier ai vini delle regioni sopracitate. Aggiungi gli oltre 20 banchi di assaggio con una “cinquina” di vini ciascuno, tutti serviti nel calice dagli esperti sommelier AIS. Ne esce fuori un report che raccoglie le note di assaggio di una 20ina di vini selezionati “random” (che poi non è proprio un “accaso accaso”😁, ma una sensata selezione) a titolo di autosuggerimento😉 per i proximi vini emotional da raccontare qui sul blog. Si parte? Foto + note, please!
L'Albana secco Fiorile di Fondo San Giuseppe, 1° assaggio del pomeriggio, si presenta un filo troppo acidulo, un filo troppo minerale, un filo troppo verticale. Comunque buono.
L'Albana in anfora Vitalba di Tre Monti, vinificato in anfora, è un bianco di bella personalità: speziato, con una nota fumé sul finale, mooolto interessante e particolare.
Il Sangiovese Riserva Ronco dei Ciliegi griffato Ronchi di Castelluccio è interessante come struttura, seppur un filo indietro: acido e sapido sul finale di beva, forse abbisogna di ulteriore affinamento in bottiglia, prima di essere stappato e degustato al meglio. Da riassaggiare nel 2024/25.
Il Petra Honorii della bertinorese Tenuta La Viola è una Riserva di Sangiovese moooolto interessante e di gusto classico, oltre le attese. Mi intriga... e non poco!
Il Sangiovese di Predappio Raggio Brusa griffato Condé si è rivelato moooolto aderente alle peculiarità tipiche della DOCG: frutti rossi e tanta succosità di sorso, con la classicissima chiusura dal finale lievemente amarognolo. Buono!
Il Sangiovese pluripremiato Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2019 targato Nicolucci molto buono, ma dal finale fin troppo acidulo: non mi è parso all'altezza del blasone e dei premi ricevuti negli anni. Da riassaggiare con calma...
La Barbera Riserva del Monticino si è rivelata succosissima, con tanta ricchezza di frutti rossi, bella freschezza ed equilibrata acidità. Una sorpresa in positivo!!!
E' la volta del "Balciana" firmato Sartarelli: pienezza di frutto, esemplare equilibrio tra dolcezza e acidità, mandorle, spezie e miele per un SUPER Verdicchio dei Castelli di Jesi. Forse il miglior bianco assaggiato!
Sapidità, freschezza ed eleganza sono i tratti caratteriali del Verdicchio di Matelica Mirum 2020 griffato Monacesca: straordinario anche il finale di beva con note speziate e fumé. Notevole!
Il NOI 150 di Belisario è una versione elegantissima del Verdicchio di Matelica, dotato di bella sapidità ma anche tanta morbidezza, per un finale dalla finezza esemplare. Tra i migliori bianchi assaggiati!
Grandissimo rosso di Velenosi! Il Roggio del Filare ha espresso rotondità, pienezza di frutto, eleganza e potenza al TOP.
Maria Letizia Allevi produce un rosso letteralmente strepitoso! Isra 2019 sorprende per freschezza, succosità di frutto e facilità di beva, pur in un contesto di notevole forza estrattiva. Prendere nota...
Ancora un Verdicchio,dei Castelli di Jesi, stavolta nella versione Riserva 2019 realizzato da Villa Bucci: un bianco marchigiano che stramerita tutti i premi di settore ricevuti. Il prezzo dell'etichetta è alto (50€ e dintorni) ma ancor più alte sono le emozioni che regala alla beva!!!
Andrea Felici e il suo cru di Verdicchio "Il Cantico della figura" Riserva è il MIGLIOR VINO BIANCO dell'evento: serve aggiungere altro?
Il pluripremiato e blasonatissimo Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti, annata 2018, è un Grande (con la G cubitale) vino rosso umbro: a cercarci il pelo nell'uovo, vorrei però sottolinearne la tannicità fin troppo possente. Che sicuramente aiuterà una longevità esemplare. TOP!
Il Montefalco Sagrantino Molino dell'Attone 2016 realizzato da Antonelli è un rosso tuttofrutto, di strepitosa pienezza di sorso, con note morbidi, suadenti. Per rotodità e piacevolezza di beva, è il MIGLIOR ROSSO assaggiato!
Il Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, qui nella versione 2018, non ha certo bisogno di presentazioni: siamo al cospetto di un SUPER SUPER vino pluripremiato, che colpisce d'impatto per grandiosa estrazione di frutto e conseguente pienezza di beva. Se proprio vogliamo trovarci un difetto: tannino un filo sopra le righe e chiusura di sorso fin troppo amaricante.
Il Campo del Guardiano 2019 di Palazzone è un grande, grandissimo Orvieto classico: pienezza di frutto, sapidità e rotondità di beva, per un bianco TOP!
Supersorpresa per il penultimo assaggio dell'evento, il Bianco 2020 Macondo: sorso fruttatissimo, ma c'è anche freschezza, sapidità, per un'etichetta davvero STREPITOSA. Tra i 3 migliori assaggi!!!
Finale in dolcezza per la Malvasia passita "Sensazioni d'inverno" targata Terzoni: è un vino dolce davvero ESAGERATO! Concentrazione di frutto, morbidezza, suadente rotondità di sorso, per un passito SU-SU-SU-SUUUUUPER!!!
Una cantina umbra con alle spalle una storia secolare di vini e viticoltura [scoprila qui] è di scena nell’assaggio odierno: un rosso a base di merlot in purezza, subito intrigante al naso – more di rovo e ribes selvatico – ma soprattutto al palato. C’è succosità materica, c’è una bella vinosità fruttata, che impatta con uno stile rustico ma genuino, le papille linguali; si tratta di un rosso di spiccata tipicità, generoso e beverino, che conquista per una piacevolezza a tutto tondo, fin dal 1° sorso. Direi che questo Merlot IGT Maltempo 2017 griffato Conti Faina si posiziona con facilità in piena fascia STRABUONO, con il doppio bonus di 2 carte jolly🃏 giocate con maestria da Maurilio Chioccia, l’enologo della cantina: l’immediatezza di beva e il costo, sotto i 15€. 3 coppe🏆🏆🏆 ben meritate. Post Scriptum: il voto quasi maximo all’etichetta non è determinato certo dall’accuratezza grafica della stessa, invero abbastanza anonima, ma dalla bellissima citazione del Carducci (anche se hanno copiato spudoratamente😁 l’incipit del mio PRELUDIO) e, soprattutto, dal fatto che il vino sia integralmente prodotto e imbottigliato in loco. Bravi!
etichetta 9,75 | colore 8,47 | profumo 8,11 | densità 8,79 | persistenza 8,31 | tipicità 8,71 | struttura 8,43 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,55 PUNTEGGIO TOTALE 104,87
mi ha emozionato perché è succoso, piacevolmente rustico e beverino
…e masticabile: merito di una vinificazione attenta e ricercata. Anche perchè si evince facilmente di essere davanti ad un vino non filtrato – sedimenti docet – e proprio per questo, di grande pienezza di sorso. Ma partiamo dall’inizio dell’assaggio odierno, con un vino che si presenta di un bel rubino scuro alla vista e dai profumi accattivanti di amarena, prugne cotte e spezie, all’olfatto. In bocca sorprende per vinosità e bella struttura, con una beva – passatemi il termine – ciliegiata🍒, senza dimenticare il buon grip donato da tannini dolci e da un’astringenza tutto sommato piacevole, all’insegna di un vino fruttato, rustico, succoso. Direi che la Casa Vinicola Bigi – più famosa per il suo bianco Orvieto Classico, che non per il rosso – cantina umbra della galassia G.I.V. Gruppo Italiano Vini, con questo Umbria IGT Sartiano 2017 CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆, ha saputo realizzare un blend sangio+merlot invitante alla beva e dal rapporto emozioni/prezzo elevatissimo. Chapeau🎩 obbligato all’agronomo Giorgio Aversa e all’enologo Paolo Nardo, per il risultato finale, davvero centrato🎯. [comprato su VINICUM a questo prezzo]
etichetta 7 | colore 9,11 | profumo 9,29 | densità 9,77 | persistenza 9,19 | tipicità 9,08 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,58 | retrogusto 9,08 | ribevibilità 8,96 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 108,03
mi ha emozionato perché è succosamente ciliegioso e rusticamente gustoso
Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50 PUNTEGGIO TOTALE 104,94
L’Orvieto, sì, proprio lui. Che magari abbiamo bevuto sfuso per anni e non abbiamo mai lontanamente immaginato che un giorno lo avremmo bevuto “in bottiglia” e lo avremmo pure considerato un vino da conservare gelosamente per poi stapparlo in occasione di una cena con amici, facendo bella figura. Ecco, a me è capitato proprio così e voglio raccontarvelo minuziosamente. Villa Barbi 2019 è la bottiglia di Orvieto Classico DOC, realizzato dalla Tenuta Decugnano dei Barbi [scoprila qui], che ho scelto per la cena. Leggo in controetichetta: …intenso, minerale, noti fruttate, freschezza, sapiditá… Solite menate del marketing, ho pensato tra me e me, giusto per dare valore ad un altrimenti banale vinello bianco umbro. E invece è successo che: nel calice sfuma il classico giallo paglierino con striature che vanno dal verde all’oro passando per l’ambra😳; al naso percepisco pesca noce, ananas, maracuja, arance e spezie dolci😲; in bocca entra aggressivo e risulta fruttato, con un bell’equilibrio tra dolcezza e aciditá, pur rimanendo un bianco improntato verso la sapiditá e accenni minerali. Rimango basito😲 nel notare la profonditá del sorso, che poi si allunga in una persistenza intensa e in un retrogusto nitido e asciutto, molto coerente con la beva. Ma com’è possibile tutto questo in un Orvieto? Com’è possibile che questo Villa Barbi 2019 risulti addirittura un CAPOLAVORO🏆? Com’è possibile che pure la guida Gambero🦐Rosso se ne sia accorta e lo abbia premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷!? Sará mica merito dell’enologo che lo realizza, tale Riccardo Cotarella?🤔 Oppure della famiglia Barbi, che fin dagli anni ’70 ha scommesso su queste antiche terre, con secoli di storia vinicola, ridando luce a “quel vinello” che è (era…) l’ Orvieto?😳 Post Scriptum: per fugare ogni dubbio, basta sedersi ed ascoltare. Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino, o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino… Orvieto! 😍 [libera citazione, con aggiunta finale, da “Cara” – Lucio Dalla]
etichetta 8,84 | colore 8,70 | profumo 8,89 | densità 8,15 | persistenza 9,12 | tipicità 9,23 | struttura 8,77 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 106,88
Tranquilli, non sono ubriaco (hic!🤪), il title si riferisce alla descrizione gustativa – la beva😋 – del Montefalco Rosso 2015 griffato Adanti. E non mi meraviglio che dietro questa cantina umbra – siamo a Bevagna, uno dei più bei borghi del centro Italia – si celino 2 donne: le sorelle Daniela e Donatella Adanti. Si dá il caso che la “sensibilitá” sia una dote spiccatamente femminile e, quando applicata al mondo del vino, riesce a colpire forte al cuore oltre che a coccolare😍 le papille gustative. Unico appunto che mi sento di fare a questo rosso STRABUONO💘 é quello di un maggior “grip” palatale, una lieve mancanza di dinamicitá che farebbe volare ancora più in alto la valutazione finale. Ma forse chiedo troppo, per un vino di questo livello ad un piccolo prezzo. Per tutto il resto, c’é la Riserva… [comprato su callmewine.com a questo prezzo]
etichetta 7,93 | colore 8,22 | profumo 7,89 | densità 8,04 | persistenza 8,15 | tipicità 8,20 | struttura 8,33 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 7,97 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,25
Premessa: le aspettative pre-assaggio di questo bianco umbro erano alte, corroborate anche dal massimo voto (4 viti) ricevuto dai sommelier AIS nella guida Vitae 2021 e da un prezzo di vendita intorno ai 10€. A ciò si aggiunge una presentazione estetica ben promettente: capsula sotto tappo con logo “vignaioli indipendenti” e dicitura in controetichetta “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine” 🥰. Al naso il vino si presenta ricco e intrigante, in bocca si esprime con una morbidezza – inattesa per un trebbiano – da 10 assoluto e si distingue per eleganza e pienezza gustativa. E allora? Perché non avviene “il miracolo del trebbiano capolavoro”? Forse perché nonostante l’impegno, la ricerca e l’indubbia bravura del viticoltore Antonelli San Marco che realizza questo notevole Trebbiano Spoletino DOC, alla fine manca “quel guizzo” emozionale che lo porti a volare ancora più alto. Si percepiscono lievi mancanze di sapidità, di freschezza e di persistenza, che avrebbero reso ancora più ricca la beva e avrebbero portato al TOP le emozioni gustative. Comunque, Trebium 2019 è un vino STRABUONO💘 ai massimi livelli e straconsigliato anche – e non solo – per un rapporto qualità/prezzo da Oscar. [comprato su callmewine.com]
etichetta 9,23 | colore 8,25 | profumo 9,01 | densità 8,14 | persistenza 7,36 | tipicità 9,25 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 9,09 | ribevibilità 9 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
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