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MeTTi uN PoMeRiGGio Di MeZZa eSTaTe a DeGuSTaRe ViNi…

… da Panizzi a San Gimignano, in un’afosa giornata di Agosto, nell’anno più bollente🔥 del secolo, il 2022. Degustazione che prevede, in ordine sparso, 2 bottiglie di Vernaccia – il pezzo forte di Panizzi, con etichette differenti per vinificazione e vigneto di provenienza – e ben 5 rossi tutti da scoprire. Are you ready for drinking?😋 Let’s go! (mica devo tradurvi, vero?)

Si parte subito a bomba💣, con l’ormai leggendaria~iconica etichetta che ha scritto la storia della Vernaccia di San Gimignano: la versione Riserva. Assaggiata in 2 annate: la 2016, calda, suadente, morbida, rotondamente ammaliante e la 2017: più immediata ma con meno profonditá di beva, più fragrante e altrettanto morbida, ma con un filo di lunghezza in meno lato persistenza; retrogusto e piacevolezza sostanzialmente simili tra le 2 annate (ma se proprio dovessi scegliere, sotto tortura👿, andrei sulla ’16).

Restiamo in bianco – si fa per dire, visto il color oro del prossimo vino in degustazione – con EvoÈ 2016, una Vernaccia Macerata: la M maiuscola (mia licenza poetica che potrebbe far pensare ad una provincia marchigiana😁) è per sottolineare l’audacia e la forte tipicitá dell’etichetta. A mio modesto avviso, da stappare tra qualche annetto, nella convinzione di un’ulteriore evoluzione, perchè in assaggio ho avuto il sentore di un vino complesso e speziato, ma non ancora perfettamente maturo sul lato evolutivo. Lo riassaggeró, magari stappandolo in anticipo e bevendolo dopo qualche giorno, per capire se durante l’assaggio estemporaneo di oggi, ci sia stato soltanto la mancanza di una corretta ossigenazione.

Sorride soddisfatta Camelia (sales&marketing manager), nella bella e panoramica sala degustazioni di Panizzi, perchè sa che riuscirá a sorprendermi… con una sequenza di vini rossi da urlo (e da sbornia🤪).

Si parte con un Chianti Colli Senesi 2018 fruttatissimo e di grande piacevolezza: eppure è un rosso base!😳

Si prosegue con “la sua” Riserva, Vertunno 2013: più spessore, più struttura, un filo meno di freschezza e frutto, ma grande persistenza e bella tannicitá, con finale “scuro”, quasi cioccolatoso.

Per poi passare al San Gimignano DOC Folgóre 2015, un interessante blend sangio~merlot~cabernet: potente e morbido, succoso e dotato di lunga persistenza, ma forse – lato tipicitá – non un campione della tipologia.

(iniziano le foto sfocate…ciucca in arrivo!)

Si cambia vitigno e dal sangiovese&dintorni si passa al pinot nero nella versione d’annata 2020: una bella bottiglia, beverina e immediata, perfetta per un aperitivo estivo e per chi ama i rossi leggeri ma succosi.

(foto sfocata-bis: a un passo dalla fine…🤪)

Eppoi c’è lui, “il” Pinot Nero Ermius 2019, realizzato sulla base di un singolo clone (777) di pinot nero borgognone. Siamo all’apoteosi! Attacco in bocca tuttofrutto, come se assaggiassimo una marmellata di fragole~more~prugne~ribes; poi, stratosferico equilibrio tra struttura, persistenza e piacevolezza di beva: un vino emotional davvero al 🔝. Inatteso, a dire il vero, perchè San Gimignano fa rima con Vernaccia. E non puó esserci Vernaccia senza prima passare da Panizzi, no? Bè, Ermius sta lì impettito, a guardarci dall’alto in basso, guardando pure i vigneti di vernaccia con occhi👀 che tradiscono una malcelata invidia. Eppure non dovrebbe essere invidioso di nessuna etichetta, perché è lui, Ermius, l’assaggio più emozionante di questo vinoso🍷pomeriggio da Panizzi. Prosit!

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aSSaGGiNo BiS, CoN La VeRNaCCia Di PaNiZZi

Secondo assaggio consecutivo con una bottiglia da 0,375 (prometto che non lo faró più🐻) proveniente dalla nota cantina sangimignanese Panizzi [scoprila qui]. Nota, perchè Giovanni Panizzi, lo storico fondatore, con “la sua” Vernaccia Riserva – sul finire degli anni ’90 – fece incetta di premi e riconoscimenti in Italia e non solo. Oggi la cantina Panizzi è capitanata da Simone Niccolai con l’ausilio enologico~agronomico di Alessandro Cellai e Walter Sovran. Andiamo quindi a scoprire la Vernaccia di San Gimignano DOCG 2021, che si presenta di un bel giallo paglierino alla vista, con discreti profumi di fiori bianchi, limoni e una nota erbacea sullo sfondo, all’olfatto. Attacco in bocca non aggressive, molto delicato, che poi sfocia in una beva piacevolmente fresca, di bell’aciditá e di pulizia palatale in chiusura. Struttura e persistenza – probabili peculiaritá del cru Vigna Santa Margherita e della Riserva -non fanno parte del DNA di questa Vernaccia base, che comunque sa essere beverina, fresca e divertente negli abbinamenti: ok con il pesce e ancora meglio con le carni bianche non troppo speziate, come nel caso di un coniglio🐰 in tegame, innaffiato di Vernaccia anche in cottura, che mi ha sommessamente🤫 ringraziato. Mi sono dimenticato di qualcosa😳? Ah sì, la fascia di appartenenza ovvero la valutazione di questa Vernaccia di Panizzi: un vino STRABUONO💘, non impegnativo per la tasca e per gli abbinamenti e pure biologico🍃. Si puó chiedere di più? Forse. Magari con “gli altri” vini di Panizzi…😉 [comprata su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,01 | colore 8,14 | profumo 8,27 | densità 8 | persistenza 8,29 | tipicità 7,94 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 8,51 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 99,86

Pubblicato in: vino bianco

uNa STRaNa 🙃 VeRNaCCiA RiSeRVa

La scorsa estate, in un periodo di “calma apparente” dell’incubo Covid 😷 mi trovo per il weekend a San Gimignano e appena passato “l’arco” di entrata al bel borgo senese, mi tuffo nella prima enoteca che trovo a far incetta di vini locali. Lo scorso weekend – intriso di nostalgia per l’estate 2020 che aveva illuso tanti che l’incubo fosse finito – stappo la Vernaccia Riserva 2016 targata Fontaleoni, acquistata “quel bel weekend” a San Gimignano, convinto anche da quanto ne avevo letto (bene) su Slow Wine. Metto in forno il solito “branzino all’isolana” (che non aspetta altro di essere annaffiato dal bianco toscano 😁) e poi inizio l’assaggio del vino: al naso, i soliti fiori bianchi molto molto delicati, al palato esce fuori timidamente il gusto tipico della Vernaccia di San Gimignano ma con la sensazione di un vino privo di struttura vinosa, quasi fosse annacquato 😳. Peccato, perché il retrogusto era decisamente buono seppur flebile, etereo. Inspiegabile come una Vernaccia Riserva possa regalare sensazioni acquose anziché vinose! BEVIBILE💔 per chi ama lo stile dei vini leggeri, destrutturati, dissetanti, aperitivosi🍹.

etichetta 8,80 | colore 7,89 | profumo 7,06 | densità 7,52 | persistenza 5,92 | tipicità 7 | struttura 6,12 | discesa in gola 8,18 | retrogusto 7,11 | ribevibilità 7,91 | prezzo 8,46 | piacevolezza globale 6,51

PUNTEGGIO TOTALE 88,48