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🍂auTuNNo🍁 RiCCo², Mi Ci ŘįFiCCo☔️ {2° TeMPo}

Aloooò cocchi🥥🥥🥥, aloooò cocche🥳!  Dopo l'ingresso nell'autunno metereologico - battezzato 22 giorni fa e onorato con ben 12 assaggi in 3 settimane - stiamo entrando nell'autunno astronomico: accade proprio oggi, 22 Settembre, alle⌚️20:19. 
Ci aspettano - nuovamente - una dozzina di vini e cotillons💣💥👻❗️
In questo 2° tempo d'autunno veleggeremo⛵️ in Liguria, in Toscana, in Romagna, in Umbria, in Veneto e nelle Marche. RiProsit!🥂

Pubblicato in: vino bianco

SaN MiCHeLe 2020 Di VaLLeRoSa BoNCi: iL VeRDiCCHio CHe NoN Ti aSPeTTi❗️

Pubblicato in: vino rosso

aVeTe Mai BeVuTo iL LaCRiMa Di MoRRo D’aLBa?

mi ha emozionato perché è denso, succosissimo, ciliegioso e persistente

Pubblicato in: vino bianco

STe’ 2022, iL VeRDiCCHio “BaSiC” Di SaNTa BaRBaRa…

mi ha emozionato perché è beverino, fresco e leggero

Pubblicato in: vino dolce

Di LuCio CaNeSTRaRi, DeL BaMBuLé, DeLLa FaTToRia CoRoNCiNo

mi ha emozionato perché è di una dolcezza, di una persistenza e di una succosità, uniche

Pubblicato in: vino bianco

SeRRa FioReSe 2016: iL VeRDiCCHio SuPeRioRe Di GaRoFoLi

Un secolo non basta a raccontare la storia dei vini realizzati a Castelfidardo, nelle Marche, dalla family Garofoli. Di conseguenza, i Garofoli [scopri qui la Cantina] sono portatori sani di conoscenza, competenza, cultura, passione, nella vinificazione delle uve verdicchio (e non solo). Di scena oggi, l’annata 2016 del Verdicchio Superiore Serra Fiorese, un bianco marchigiano che ammalia immediatamente appena lo si versa nel calice: è giallo intenso dorato e profuma di frutta a polpa gialla stramatura, con la pesca🍑 tabacchiera in evidenza, contornata da miele e spezie. Sul palato è di struttura ricca, fruttata e di bella densità, a preannunciare un sorso d’inusitata eleganza e piacevolezza di beva, con una persistenza lunghissima e un retrogusto che lascia ben impresso sulle papille linguali, i sapori e le emozioni di un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore INEGUAGLIABILE, grazie ad una cremosità e una ricchezza di beva fuori dall’ordinario, davvero suuuper. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate a Carlo Garofoli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, che ha saputo valorizzare al meglio questa fascinosa annata 2016 del cru Serra Fiorese. Applausi👏👏👏 scroscianti e interminabili…👏👏👏

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,77 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,77

mi ha emozionato perché è cremoso, suadente, di straordinaria ricchezza di sorso

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Di MaTeLiCa CaMBRuGiaNo RiSeRVa 2016

Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁.
Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,48

mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant

Pubblicato in: vino bianco

iL PLuRiPReMiaTo VeRDiCCHio Dei CaSTeLLi Di JeSi 2018 SaNTa BaRBaRa

Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.

etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 105,11

Pubblicato in: vino bianco

iL PeCoRiNo🐑 MaRCHiGiaNo PoTeNTe e aMMaLiaNTe

Dalle Marche, un Vignaiolo Indipendente [scopri qui FIVI] qual è Pantaleone, ci presenta il Falerio Pecorino DOC Onirocep 2019 di potente💪 intensitá gustativa ed elevata gradazione alcolica (14°). Un bianco biologico, che si presenta di color giallo intenso con nuance dorate ed emana profumi fruttati di melone, susina bianca, scorza di agrumi e cedro stramaturo. Attacco in bocca di grande freschezza e dinamicitá, per poi sfoderare 2 joker🃏 da vino di alto livello: struttura importante e persistenza🔝. C’é mineralitá, c’é salinitá, ma c’è anche una rotonditá di beva tipica dei grandi vini invecchiati; eppure in questo Onirocep non c’è traccia di legno o ossidazioni (e infatti é vinificato in acciaio) e nessuno spazio per nuance abboccate, dato che é asciutto e secco. Insomma, si percepisce l’equilibrio – o la sua ricerca infinita – che Pantaleone ha fortemente voluto per questo Onirocep 2019 CAPOLAVORO🏆 e la piacevolezza globale gliene rende merito. Etichetta non particolarmente bella (ma controetichetta impeccabile) e prezzo di vendita un filo sopra la media della DOC marchigiana (ma ripagato dalle intense emozioni di beva), le uniche 2 note leggermente stonate in questa eccelsa bottiglia di pecorino che, a mio parere, avrebbe potuto tranquillamente essere rimasta a dormire in cantina, per poi farsi stappare ancora più ricca ed evoluta tra qualche anno. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: in questo caso, 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero meritati!

etichetta 9,22 | colore 9,50 | profumo 9,09 | densità 8,99 | persistenza 9,47 | tipicità 9,87 | struttura 9,38 | discesa in gola 9, 08 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 111,98

Pubblicato in: vino bianco

iL ViNo BiaNCo Più BuoNo DeL MoNDo🌏 [iL ReGaLo🎁 Di NaTaLe🎅Di eMoTioNaL WiNeS]

Secondo il magazine a stelle&strisce🇺🇸 WINE ENTHUSIAST, sul podio dei 100 Top Wines 2021 – e più precisamente al 2° posto, con una valutazione di 95/100esimi (ex-aequo con il vino al 1° posto) – c’è un vino italiano: il Verdicchio dei Castelli di Jesi 2019 griffato Bucci. Tenendo poi conto dei dati su base AssoEnologi e altri siti tecnici di settore, è cosa nota che l’annata 2019, per la zona del Verdicchio, sia di 1/2 stella inferiore all’eccellente 2020 “five stars”🌟. Quindi, cosa c’è di meglio se non assaggiare il Verdicchio di Bucci nella versione 2020? Se tanto mi dá tanto, come minimo saremo dinanzi ad un bianco con un voto – teorico – almeno pari se non superiore ai 95/100esimi del 2019 (per traslazione, oltre 110 su questo blog) cioè “roba da Re del Mondo” in assoluto. Va pure precisato – ad onor del vero – che Wine Enthusiast tara la valutazione tenendo conto del rapporto incrociato dei 3 parametri qualità~prezzo~reperibilitá. Quindi non è un voto relativo alla qualità assoluta di un vino, bensì al rapporto tra i 3 aspetti sopracitati. Bando alle ciance, assaggiamolo!🤩 Bello il colore di questo Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore 2020 griffato Bucci: un giallo paglia con riflessi dorati~verdastri. Naso, un filo semplice, poco complesso, con fiori bianchi, cedro e pepe bianco appena accennati. Attacco in bocca aggressive, tutto improntato su fiori e agrumi; poi bella consistenza fruttata, che regala un sorso concentrato e di buona struttura, mantenendosi tale fino alla deglutizione: segno di buona persistenza e retrogusto di alto livello. E quindi? Okay, Wine Enthusiast ha scovato un interessante Verdicchio Bio CAPOLAVORO🏆 ben fatto e campioncino del rapporto qualitá-prezzo, che peró non puó certo essere definito “il bianco più buono del mondo”.
E quindi…? Merry Christmas🎄!

etichetta 8,68 | colore 9,13 | profumo 8,31 | densità 8,28 | persistenza 8,92 | tipicità 8,57 | struttura 8,83 | discesa in gola 9, 11 | retrogusto 9 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 106,37

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Bio🍃 “oSCaR NaZioNaLe” BeReBeNe 2021

Secondo la nota guida Berebene 2021 – edita da Gambero Rosso e dedicata ai vini best-buy sotto i 13€ – il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Tre Ripe 2019, firmato Pievalta, é uno dei 3 vini bianchi “oscar nazionale”. Secondo me, d’accordo con Emotional Wines😁, il Tre Ripe 2019 pur confermando la generosa piacevolezza di beva, l’attacco in bocca vivace e una discreta struttura, non ha poi tutte quelle virtù extra da ergerlo sul piedistallo di un primato nazionale di categoria, cioé “bianco del centro Italia dal miglior rapporto qualitá/prezzo”. L’assaggio di questo (sempre under 13€) perlopiù della stessa tipologia, lo dimostra oggettivamente. Comunque sia, diamo a Cesare quel che é di Cesare: il Tre Ripe 2019 di Pievalta é un Verdicchio STRABUONO💘 ad un prezzo conveniente (non arriva ai 10€), che vale l’acquisto e regala delle notevoli emozioni. Ma, come ben saprete, sono un orsetto🐻 esigente e per me le emozioni non sono mai abbastanza…😜 [comprato su gallienoteca.it a questo prezzo]
Post Scriptum: nella valutazione di quest’assaggio, al primo impatto, sono stato “distratto” da 2 cose curiose che non posso esimermi dal raccontare. La prima, é quella di una sensazione al palato di un lieve “freeze”, quasi come l’effetto della classica rifermentazione (ho detto quasi😬), poi svanita in un 2° assaggio a distanza di svariate ore.
La seconda, é che ho dovuto un po’ faticare nel riconoscere, di primo acchito, le peculiaritá varietali di un Verdicchio, come se, nel “teorico” 50/50 di apporto di vigna e di cantina per realizzare un vino, la cantina avesse preso il sopravvento…😎

etichetta 8,21 | colore 8,39 | profumo 8,51 | densità 8,14 | persistenza 8,56 | tipicità 8,10 | struttura 8,33 | discesa in gola 8,48 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 8,94 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 102,88

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio CHe LaSCia iL SeGNo✅

Parafrasando il motto presente sulla controetichetta del Verdicchio “Il Coroncino” – ‘n do arivo metto ‘n segno – devo ammettere che l’assaggio del bianco marchigiano di oggi é risultato davvero sorprendente. A partire dai profumi intensi e accattivanti, proseguendo poi con una beva succosa, materica, di inattesa struttura e persistenza, questo vino si é facilmente guadagnato una valutazione da fascia maxima. Lucio Canestrari, patron della Fattoria Coroncino, é riuscito a realizzare un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore davvero emozionante e il fatto che non sia nemmeno il top di gamma (ci sono altri 2 cru che lo sopravanzano) e che abbia un prezzo intorno ai 13€, rendono Il Coroncino un CAPOLAVORO💘 con la “C” maiuscola. Bravi! (uso il plurale perché non penso che Lucio faccia tutto da solo, credo si avvalga anche dell’aiuto di Fiorella – sua consorte – e familiari… salvo smentite😁)
[comprato su gallienoteca.it a questo prezzo]

etichetta 8,43 | colore 8,21 | profumo 8,81 | densità 9,04 | persistenza 9,59 | tipicità 9,30 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,14 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 109,04

Pubblicato in: vino dolce

aNCHe Le MaRCHe HaNNo iL LoRo SauTeRNeS

Dopo “il sauternes” siciliano di Rapitalá (link), é la volta del Maximo di Umani Ronchi: il muffato marchigiano che non ha nessun timore reverenziale nei confronti del vino dolce francese, emulandolo con grande classe. Ad esser precisi, il francese Sauternes é un vino dolce-non-dolce, più elegante che strutturato, più aristocratico che contadino. E il nostrano Maximo usa le “stesse armi” per conquistare il palato di noi appassionati winelover, tant’é che sarei pronto a scommettere – in degustazione “cieca” e con 5 sommelier al mio fianco – che nessuno riuscirebbe a distinguere il Maximo da uno Château Simon, giusto per fare il nome di un buon Sauternes, restando su una fascia di prezzo simile. Il Maximo é STRABUONO💘 a livelli altissimi, con il limite di una dolcezza non completamente evoluta, anche per merito (o a causa 😜) di un lieve sentore “acetico” tipico dei sauvignon passiti***, così come accade con quelli di origine francese.
Post Scriptum: l’etichetta, in linea con lo stile e il nome del vino, é dotata di fascinosa classe ed eleganza, da voto “maximo”…
[comprato su xtrawine.com]

***Una precisazione puntigliosa su questo Maximo è presente in etichetta: non si parla di “vino passito” ma di “vino da uve stramature”.

etichetta 10 | colore 8,93 | profumo 8,79 | densità 8,07 | persistenza 8,11 | tipicità 9,78 | struttura 8,46 | discesa in gola 8,25 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 7,99 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 104,94