Aloooò cocchi🥥🥥🥥, aloooò cocche🥳! Dopo l'ingresso nell'autunno metereologico - battezzato 22 giorni fa e onorato con ben 12 assaggi in 3 settimane - stiamo entrando nell'autunno astronomico: accade proprio oggi, 22 Settembre, alle⌚️20:19.
Ci aspettano - nuovamente - una dozzina di vini e cotillons💣💥👻❗️
In questo 2° tempo d'autunno veleggeremo⛵️ in Liguria, in Toscana, in Romagna, in Umbria, in Veneto e nelle Marche. RiProsit!🥂
Tag: vini umbri
MaRe aNTiCo 2020, iL BiaNCo uMBRo…
... che, in controetichetta, evoca le conchiglie, parla del rumore del mare nel cuore del vino, che puoi sentirlo se ascolti bene...🤔
Allora: la prima impressione è che alla Tenuta Decugnano dei Barbi - dove nasce l'Orvieto Classico Superiore DOC Mare Antico 2020, in assaggio oggi - abbiano un po' alzato il gomito🤪. Poi però, provi a ragionarci su, via via che lo assaggi: consueto giallo paglia con flash dorati, alla vista; si fa ricco di frutta a polpa gialla (pesca e albicocca) al naso, con un pouffe di note erbacee sullo sfondo. Ma è in bocca che cattura e sorprende: l'attacco è quasi timido - si capisce che deve "aprirsi" (infatti cambio calice e mi prendo un quarto d'ora sabbatico per far roteare il vino nel balloon da rosso riserva😀) - ma poi tira fuori un vero e proprio poker d'assi. ♣️Succosità, che vuol dire: pienezza di corpo, struttura importante, frutto nitido.♦️Sontuosità, che vuol dire: ricchezza di beva, raffinata e aristocratica, di rara eleganza. ♠️Persistenza, che vuol dire: intensità dei sapori potente e lunghissima, come se continuassi a berne senza soluzione di continuità. ♥️Retrogusto, che vuol dire: continui a sentirne il sapore anche dopo mezz'ora. E magari ti torna voglia di stapparne un'altra boccia😂. Applausi👏👏👏 al solito Cotarella (Riccardo) in cantina, supportato magistralmente da Enzo e Marco Barbi in vigna. Mi sono dimenticato qualcosa...qualcuno...?
Ah sì, la valutazione finale: 5 coppe 🏆🏆🏆🏆🏆 al Mare Antico 2020, un bianco INEGUAGLIABILE sotto tutti i punti di vista.

etichetta 8 | colore 9,48 | profumo 9,80 | densità 9,31 | persistenza 10 | tipicità 9,74 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,95 | piacevolezza globale 9,89
PUNTEGGIO TOTALE 116,17

iL “MiRaCoLoSo” MoNTeFaLCo RoSSo Di aDaNTi, VeRSioNe 2016
A 2 anni di distanza dall’assaggio dell’annata 2015, ritornano “su questi schermi😁” le sorelle Adanti, proprietarie della cantina umbra omonima [scoprila qui]. Di scena, nuovamente lui: Montefalco Rosso, ma questa volta nella versione “annata del secolo”, cioè 2016. E mentre al naso, gioca a nascondino tra note di frutta sottospirito, prugne cotte e un pouffe di resina, è al palato che convince: la struttura – tannica ed elegantemente legnosa – è da vino importante; la succosità – materica, polposa – è sopra le attese, con un sorso di bella densità (vino non filtrato?) e ricchezza di frutto. Ma il coup de théâtre è la persistenza: d’intensità semplicemente stratosferica😍! Chapeau🎩 alle Adanti sisters, ma anche al supporto in vigna di Massimo Bianconi e a quello in cantina di Daniele Palini. Pure l’algoritmo, memore del precedente assaggio [scoprilo qui], resta intontito🥴 dinanzi a questo CAPOLAVORO di Montefalco Rosso DOC 2016 griffato Adanti e gli affibbia – inaspettatamente – le meritate 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Unica stonatura, in questo quadretto idilliaco, è il retrogusto: le papille linguali “fiutano” delle note legnose~amaricanti… un filo di troppo. Ma ci sta: la perfezione non è di questo mondo🤗!
Post Scriptum: ma siccome il vino è un liquido vivo, in continua evoluzione… succede che, in un successivo assaggio, a 24 ore di distanza dall’apertura della bottiglia, le note amarognole del retrogusto svaniscono e lasciano il posto ad un finale di beva pungente ma equilibrato. Un miracolo😇?! Può essere, perché no? Non dimentichiamoci che Villa Arquati, prima di essere la sede della Cantina Adanti, era un vecchio convento dei Frati Celestini e quindi…(😱)
etichetta 8 | colore 9,38 | profumo 8,86 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9 | ribevibilità 9,37 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 113,06

mi ha emozionato perché è succoso, strutturato e persistente

RuBeSCo 2019, iL RoSSo Di ToRGiaNo DoC LuNGaRoTTi
Oggi siamo in Umbria, a Torgiano – nel perugino – dove in via Giorgio Lungarotti sorge l’Azienda agricola Lungarotti [scoprila qui], di proprietà della family omonima😍. Una bella storia di famiglia, quindi, alle spalle del Rosso di Torgiano DOC Rubesco 2019 in assaggio oggi: leggo in etichetta che si tratta di un blend di uve sangiovese e colorino, decido quindi di versarlo nel calice, dove appare di un rosso “rubesco”😉 scintillante, con bei profumi di amarena su uno sfondo terroso, al naso. In bocca, entra con suadente morbidezza, ma poi tira fuori gli “artigli tannici” che regalano al sorso vitalità, freschezza, succosità, in un contesto di buona struttura e di una persistenza aromatica caratterizzata da note ematiche e ferrose. Probabile che queste nuances – le quali, personalmente non mi hanno appassionato, ma indubbiamente “tipicizzano” il Rubesco – siano un po’ la firma gustativa dei rossi Lungarotti. Dico questo, perchè nel wine tasting di fine Marzo organizzato a Cesena dall’AIS [scoprilo qui], il Rubesco Vigna Monticchio Riserva Lungarotti – forse il miglior vino assaggiato nell’evento – aveva sì tannini più potenti, più dolci, più rotondi, in un contesto di maggiore ricchezza e succosità di beva, ma anche un accenno di quelle note ematiche~ferrose, che ho ritrovato nel Rubesco 2019 STRABUONO assaggiato oggi. Da annotare che: mentre nella Riserva, le suddete nuances andavano ad integrarsi in una sontuosa complessità di beva, qui stonano un po’, andando a decremento sia della piacevolezza di beva, che del rapporto emozioni~prezzo, così guadagnando 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, ma non oltre.
etichetta 8 | colore 9,18 | profumo 9,21 | densità 8,98 | persistenza 8,93 | tipicità 9,51 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,32 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 8,15 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 8,60
PUNTEGGIO TOTALE 104,86

mi ha emozionato perché è rusticamente morbido e succosissimo

MaLTeMPo 2017, iL MeRLoT uMBRo Dei CoNTi FaiNa
Una cantina umbra con alle spalle una storia secolare di vini e viticoltura [scoprila qui] è di scena nell’assaggio odierno: un rosso a base di merlot in purezza, subito intrigante al naso – more di rovo e ribes selvatico – ma soprattutto al palato. C’è succosità materica, c’è una bella vinosità fruttata, che impatta con uno stile rustico ma genuino, le papille linguali; si tratta di un rosso di spiccata tipicità, generoso e beverino, che conquista per una piacevolezza a tutto tondo, fin dal 1° sorso. Direi che questo Merlot IGT Maltempo 2017 griffato Conti Faina si posiziona con facilità in piena fascia STRABUONO, con il doppio bonus di 2 carte jolly🃏 giocate con maestria da Maurilio Chioccia, l’enologo della cantina: l’immediatezza di beva e il costo, sotto i 15€. 3 coppe🏆🏆🏆 ben meritate.
Post Scriptum: il voto quasi maximo all’etichetta non è determinato certo dall’accuratezza grafica della stessa, invero abbastanza anonima, ma dalla bellissima citazione del Carducci (anche se hanno copiato spudoratamente😁 l’incipit del mio PRELUDIO) e, soprattutto, dal fatto che il vino sia integralmente prodotto e imbottigliato in loco. Bravi!
etichetta 9,75 | colore 8,47 | profumo 8,11 | densità 8,79 | persistenza 8,31 | tipicità 8,71 | struttura 8,43 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 8,01 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,55
PUNTEGGIO TOTALE 104,87

mi ha emozionato perché è succoso, piacevolmente rustico e beverino

FioRFioRe 2019 RoCCaFioRe, iL GReCHeTTo uMBRo PLuRiPReMiaTo
Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50
PUNTEGGIO TOTALE 104,94

aVeTe iN MeNTe QueL ViNeLLo BiaNCo CHe VieN DaLL’uMBRia?
L’Orvieto, sì, proprio lui. Che magari abbiamo bevuto sfuso per anni e non abbiamo mai lontanamente immaginato che un giorno lo avremmo bevuto “in bottiglia” e lo avremmo pure considerato un vino da conservare gelosamente per poi stapparlo in occasione di una cena con amici, facendo bella figura. Ecco, a me è capitato proprio così e voglio raccontarvelo minuziosamente. Villa Barbi 2019 è la bottiglia di Orvieto Classico DOC, realizzato dalla Tenuta Decugnano dei Barbi [scoprila qui], che ho scelto per la cena. Leggo in controetichetta: …intenso, minerale, noti fruttate, freschezza, sapiditá…
Solite menate del marketing, ho pensato tra me e me, giusto per dare valore ad un altrimenti banale vinello bianco umbro. E invece è successo che: nel calice sfuma il classico giallo paglierino con striature che vanno dal verde all’oro passando per l’ambra😳; al naso percepisco pesca noce, ananas, maracuja, arance e spezie dolci😲; in bocca entra aggressivo e risulta fruttato, con un bell’equilibrio tra dolcezza e aciditá, pur rimanendo un bianco improntato verso la sapiditá e accenni minerali. Rimango basito😲 nel notare la profonditá del sorso, che poi si allunga in una persistenza intensa e in un retrogusto nitido e asciutto, molto coerente con la beva. Ma com’è possibile tutto questo in un Orvieto? Com’è possibile che questo Villa Barbi 2019 risulti addirittura un CAPOLAVORO🏆? Com’è possibile che pure la guida Gambero🦐Rosso se ne sia accorta e lo abbia premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷!? Sará mica merito dell’enologo che lo realizza, tale Riccardo Cotarella?🤔 Oppure della famiglia Barbi, che fin dagli anni ’70 ha scommesso su queste antiche terre, con secoli di storia vinicola, ridando luce a “quel vinello” che è (era…) l’ Orvieto?😳
Post Scriptum: per fugare ogni dubbio, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino, o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino… Orvieto! 😍
[libera citazione, con aggiunta finale, da “Cara” – Lucio Dalla]
etichetta 8,84 | colore 8,70 | profumo 8,89 | densità 8,15 | persistenza 9,12 | tipicità 9,23 | struttura 8,77 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 106,88

MoRBiDa, GaRBaTa, SuaDeNTe, eVoCaTiVa
Tranquilli, non sono ubriaco (hic!🤪), il title si riferisce alla descrizione gustativa – la beva😋 – del Montefalco Rosso 2015 griffato Adanti. E non mi meraviglio che dietro questa cantina umbra – siamo a Bevagna, uno dei più bei borghi del centro Italia – si celino 2 donne: le sorelle Daniela e Donatella Adanti. Si dá il caso che la “sensibilitá” sia una dote spiccatamente femminile e, quando applicata al mondo del vino, riesce a colpire forte al cuore oltre che a coccolare😍 le papille gustative. Unico appunto che mi sento di fare a questo rosso STRABUONO💘 é quello di un maggior “grip” palatale, una lieve mancanza di dinamicitá che farebbe volare ancora più in alto la valutazione finale. Ma forse chiedo troppo, per un vino di questo livello ad un piccolo prezzo. Per tutto il resto, c’é la Riserva… [comprato su callmewine.com a questo prezzo]
etichetta 7,93 | colore 8,22 | profumo 7,89 | densità 8,04 | persistenza 8,15 | tipicità 8,20 | struttura 8,33 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 7,97 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,25
PUNTEGGIO TOTALE 100,63
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.