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i GeWüRZTRaMiNeR NoN SoNo TuTTi uGuaLi…

… e la riprova è data dall’assaggio odierno: siamo a Terlano, nel bolzanese, alla scoperta del Gewürz “base” della Cantina Terlano [scoprila qui], denominato banalmente “Tradition“. Eppure, di banale, in questa bottiglia di bianco ultra-tipico altoatesino, c’è ben poco: a partire dal bouquet olfattivo, che è uno dei migliori mai percepiti in precedenza(!): voto maximo per intensità, piacevolezza, complessità, eleganza, dei profumi percepiti. E in bocca non è da meno: la struttura e la persistenza sono al TOP della categoria, con una beva di raro equilibrio gustativo, che riesce ad amalgamare la speziatura, la dolcezza, l’acidità e la rotondità, in modo INEGUAGLIABILE, proprio come la categoria di appartenenza di questo Sud Tirol – Alto Adige DOC Gewürztraminer 2022 griffato Cantina Terlano. Le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆, spesso privilegio degli specials – i vini di fascia 22~42€uro – in questo caso dimostrano platealmente che “le emozioni non hanno prezzo”. Fermo restando che, per un costo intorno ai 15€uro, io non ho mai bevuto niente di così emozionante. C-H-A-P-E-A-U a Simon Kompatscher in vigna, a Rudi Kofler in cantina e a tutto il team dei piccoli viticoltori che rendono “magica” la Cantina cooperativa Terlano!

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 9,77 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,29

mi ha emozionato perché è succoso, persistente, beverino e di sontuoso equilibrio

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Da MoRMoRaia, La VeRNaCCia Di SaN GiMiGNaNo Bio🌱oSTRea 2020

Metti un antico convento, circondato da ulivi e viti, in quel di San Gimignano, località S. Andrea; aggiungi l’amore per la Toscana della family Passoni, che trasforma il tutto in un agriturismo con tutt’intorno un podere, che produce i più bei “frutti della terra”, ovvero olio & vino. La somma fa Mormoraia [scoprila qui], la cantina che realizza l’Ostrea 2020 in assaggio oggi. Siamo davanti ad un bianco toscano, che si presenta di un bel giallo paglia con nuances verdastre, profuma di frutta a polpa bianca con un touch di agrumi sullo sfondo. In bocca, è di struttura semplice ma non banale: tanta sapidità, per una beva che regala freschezza e grande riBevibilità, bella persistenza aromatica e una perfetta coerenza al “naso”, chiudendo – al retrogusto – con note piacevolmente agrumate e un pouffe di spezie. Direi quindi, che la Vernaccia di San Gimignano DOCG Ostrea 2020 targata Mormoraia, si guadagna in souplesse le 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti, andando ad occupare la parte alta della fascia STRABUONO. Fa il vino Mirko Niccolai, supportato agronomicamente in vigna da Federico Becarelli.

etichetta 8,50 | colore 9,04 | profumo 9,16 | densità 8,67 | persistenza 8,72 | tipicità 8,87 | struttura 8,61 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 107,18

mi ha emozionato perché è sapida, fruttata e fragrante

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La PiCCaRDa 2022, uN VeRMeNTiNo SuuuPeR!👅

L’ultimo assaggio del mese ci teletrasporta in Liguria e più precisamente a Bolano, nello spezzino. Il Vermentino Colli di Luni DOC La Piccarda 2022 targato Fratelli Giannarelli [scopri qui l’Azienda] si presenta, alla vista, di un bel giallo oro con sfumature verdastre. Profuma di susine stramature, con una nota erbaceo~speziata sullo sfondo e conquista il palato con una freschezza ed una sapidità impetuosa che, fortunatamente, non nasconde le note fruttate di base, per una beva appagante, persistente e di fragranza infinita. Forse – e sottolineo forse – manca una struttura ancor più potente nonché complessa, per ambire “ai piani alti” della fascia CAPOLAVORO, ma resta comunque un vino di grandissima piacevolezza e riBevibilità, con una nota elegante e quasi abboccata, sul finale di beva. Un accenno di dolcezza che ci sta benissimo, dopo tanta salinità espressa da questo Vermentino suu👅uuper, che riesce ad agganciare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 in fotofinish!

Post Scriptum: dalla “regìa”, mi suggeriscono che la vinificazione di questo Vermentino è basata su <<un modo di operare il meno interventista possibile>>. Bravi…bene…bis! (perché prossimamente sarò curioso di assaggiare gli altri 2 cru di Vermentino griffato Giannarelli: il Casa Salani e il Costa del Debbio).

etichetta 9,50 | colore 8,74 | profumo 8,81 | densità 8,09 | persistenza 9,11 | tipicità 8,67 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70
PUNTEGGIO TOTALE 108,03

mi ha emozionato perché è sapido, persistente e beverino

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SeRRa FioReSe 2016: iL VeRDiCCHio SuPeRioRe Di GaRoFoLi

Un secolo non basta a raccontare la storia dei vini realizzati a Castelfidardo, nelle Marche, dalla family Garofoli. Di conseguenza, i Garofoli [scopri qui la Cantina] sono portatori sani di conoscenza, competenza, cultura, passione, nella vinificazione delle uve verdicchio (e non solo). Di scena oggi, l’annata 2016 del Verdicchio Superiore Serra Fiorese, un bianco marchigiano che ammalia immediatamente appena lo si versa nel calice: è giallo intenso dorato e profuma di frutta a polpa gialla stramatura, con la pesca🍑 tabacchiera in evidenza, contornata da miele e spezie. Sul palato è di struttura ricca, fruttata e di bella densità, a preannunciare un sorso d’inusitata eleganza e piacevolezza di beva, con una persistenza lunghissima e un retrogusto che lascia ben impresso sulle papille linguali, i sapori e le emozioni di un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore INEGUAGLIABILE, grazie ad una cremosità e una ricchezza di beva fuori dall’ordinario, davvero suuuper. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate a Carlo Garofoli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, che ha saputo valorizzare al meglio questa fascinosa annata 2016 del cru Serra Fiorese. Applausi👏👏👏 scroscianti e interminabili…👏👏👏

etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,77 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,77

mi ha emozionato perché è cremoso, suadente, di straordinaria ricchezza di sorso

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TeRRe BiaNCHe CuVée 161 2021, uN ViNo CHe… SoRPReNDe!

Avete in mente quei vini bianchi leggiadri, freschi, non strutturati e di facile beva? Ecco… scordateveli, perchè l’assaggio odierno è un bianco decisamente corposo, strutturato e complesso. Andiamo con ordine: alla vista è giallo sfumatura oro, al naso profuma di fiori e frutta a polpa gialla, attacco in bocca morbido, suadente. Ed è proprio al palato che questo Alghero Torbato DOC griffato Sella & Mosca [scopri qui la cantina], big del vino in Sardegna, sorprende: c’è pienezza di frutto, c’è una struttura importante, rotonda e complessa, a supportare una persistenza aromatica tutta incentrata su note legnoso~speziate, peculiarità rare in un vino bianco. Ne esce fuori un CAPOLAVORO sardo dalla tipicità tutta sua, guadagnando le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tante luci e pochi difetti: ad esser pignoli, si sente – a tratti – la mancanza di una maggior freschezza di beva; continuando a cercare il pelo nell’uovo, anche le note aromatiche sono molto (fin troppo) boisé e poco saline, che è cosa strana per un bianco sardo, ma tant’è. Fa il vino Giovanni Pinna – supportato in vigna da Giuseppe Mulas – per una delle più grandi (e antiche) realtà vitivinicole sarde: Tenute Sella & Mosca (Gruppo Terra Moretti), dal 1899😳 ad Alghero. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 10 | profumo 8,98 | densità 9,21 | persistenza 9,39 | tipicità 10 | struttura 9,24 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 8,96 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 111,16

mi ha emozionato perché è suadente, morbido e legnosamente speziato

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FiaNo Di aVeLLiNo VaDiaPeRTi 2020

Tra le vie erte dei colli dell’Irpinia, scopriamo i “vigneti in quota” che generano il Fiano di Avellino DOCG Vadiaperti 2020 griffato Traerte (Azienda campana già conosciuta qui). Ovviamente, questo bianco fa della sapidità e, soprattutto, della freschezza, i punti di forza di un vino che si presenta giallo paglia alla vista, profumato di fiori e frutta a polpa bianca, con attacco in bocca un filo più delicato delle attese. In effetti la struttura è esile, ma la piacevolezza di beva e la straordinaria freschezza di questo Fiano, lo rendono un vino di strepitosa riBevibilità e facilità di abbinamento con qualsiasi pietanza. Aggiungo: perfetto anche come aperitivo nelle cene d’estate. 3 fragranti coppe 🏆🏆🏆 per questo vino STRABUONO! [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 7,50 | colore 8,39 | profumo 9,24 | densità 8,12 | persistenza 8,24 | tipicità 8,75 | struttura 7,75 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 10 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 104,71

mi ha emozionato perché è salino e freschissimo

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iL VeRDiCCHio Di MaTeLiCa CaMBRuGiaNo RiSeRVa 2016

Oggi vi porto nella Valle Esina, nel maceratese, a scoprire i vigneti di uva verdicchio che poi daranno vita – per mano dell’enologo Roberto Potentini – ad un vino realizzato da una Cantina Cooperativa formata da oltre 150 soci conferitori, un “big” nella produzione di Verdicchio di Matelica DOCG: sto parlando della Cantina Belisario [scoprila qui]. Pluripremiato da Bibenda con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇, dal Gambero Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, da Vitæ con le 4 viti e da Veronelli con 3 stelle oro⭐️⭐️⭐️: in assaggio oggi, il bianco marchigiano citato nel title, che si presenta “vestito a festa” di un bel colore giallo oro, con intriganti profumi di susina stramatura, ananas, melone e pesca noce. Elegantissimo l’attacco in bocca, con un sorso caratterizzato da una suadenza e una morbidezza a tutto tondo, che non ti aspetti. A tratti, si sente la carenza di un po’ di grip; manca insomma la dinamicità di beva, sostituita da una delicatezza fruttata~agrumata che sa regalare emozioni intense, sia per tale spiccata peculiarità, che per lo stile gustativo mooolto charmant. Struttura leggiadra ma intrigante, persistenza aromatica impalpabile ma di bella lunghezza al palato, retrogusto un filo breve, chiudono il quadro gusto~olfattivo di questo CAPOLAVORO griffato Belisario: Verdicchio di Matelica DOCG Riserva Cambrugiano 2016. Mi aspettavo di più? Dato il botto di premi ricevuti, forse sì. Comunque… 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti per questo affascinante bianco “matelico”😁.
Post Scriptum: se negli Awards del 6 Gennaio 2024 dovessi inventarmi💡 il premio prezzo~eleganza, sarei pronto a scommettere che un posto del podio sia già out. Perché sarebbe appannaggio – senza se e senza ma – del Cambrugiano 2016.

etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,52 | densità 9,28 | persistenza 9,21 | tipicità 9,76 | struttura 9,06 | discesa in gola 10 | retrogusto 9 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,48

mi ha emozionato perché ha una finezza e un’eleganza charmant

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La MoRBiDeZZa DeLLa MaLVaSia Bio🌱SoRRiSo Di CieLo 2020

Oggi vi porto a Vigolzone, nel piacentino, dove la cantina La Tosa realizza un bianco a base di Malvasia di Candia, più volte premiato dai 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso e dalle 4 viti AIS Vitæ: Sorriso di Cielo. La versione 2020 si presenta di un bel giallo carico con scintillanti nuance dorate; nel calice appare di buona viscosità – a presagire ricchezza e succosità di frutto – e bei profumi di pesca stramatura, ananas e susina Claudia (ognuno ha il suo naso: in controetichetta si riportano profumi di fresia, tè al bergamotto, frutti tropicali🤔).Attacco in bocca morbido, suadente, rotondo, a tratti abboccato; poi il sorso diventa polposo, fruttato e sopratutto dotato di una piacevolezza strepitosa, dalla quale condiscende una persistenza aromatica di bella intensità e lunghezza. Stefano Pizzamiglio, nella duplice veste di agronomo ed enologo – oltreché comproprietario, con il fratello Ferruccio, de La Tosa [scoprila qui] – riesce a realizzare un vino bianco “instant classic”, che quindi punta dritto ai piani alti della fascia CAPOLAVORO. Dirò di più: a tratti, sembra avere potenzialità evolutive che… quasi quasi, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 sembrano addirittura “attillate” per questa piacevolissima Malvasia Colli Piacentini DOC Sorriso di Cielo 2020 griffata La Tosa [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo].
Post Scriptum: controetichetta dalla ricchezza d’informazioni davvero esagerata! Touch narrativo~poetico a parte – vedi l’incipit con citazione di Platone – è da standing ovation👏👏👏 l’accuratissima descrizione relativa alle fasi di produzione e imbottigliamento dell’etichetta, perlopiù riportante anche il numero (❗️) della bottiglia stessa. Chapeau🎩 obligé.
Post Scriptum bis: come se non bastasse, ci tengo a sottolineare che questo strepitoso vino è certificato BIO🌱 e proviene da un’Azienda aderente alla FIVI, la Federazione dei Vignaioli Indipendenti. Chapeau🎩 2ème!

etichetta 8,50 | colore 9,82 | profumo 9,54 | densità 9,38 | persistenza 9,62 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,73

mi ha emozionato perché è fascinosamente morbida, fruttata e polposa

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iN aSSaGGio La VeRNaCCia Di SaN GiMiGNaNo RiSeRVa SaNiCe 2016…

…realizzata da Cesani e pluripremiata – proprio nell’annata scelta – con i 5 grappoli 🍇 🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda, i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso, le 4 viti AIS Vitae, il Vino Slow per Slow Wine. Quindi penserete che “mi piace vincere facile”, giusto? Scopriamolo insieme, senza spoilerare alcunché e, anzi, fino alle 22:24 di domanisera – equinozio di primavera – non vi rivelo che…già all’olfatto si presenta tutta (bella) profumata di banana🍌, melone, pesca noce e un pouffe di anice sullo sfondo. Attacco in bocca elegante ma non travolgente, con una precisissima coerenza al fruttato bouquet olfattivo. Poi però, man mano che il vino raggiunge le papille linguali, per poi discendere in deglutizione, avviene qualcosa di straordinario, di emozionante, di indescrivibile: l’intensità della persistenza aromatica e la struttura vinosa del sorso – pepato, sapido e minerale – cresce vertiginosamente, salendo al livello di eccellenza assoluta. Caxxo, ops, chapeau🎩 a quest’INEGUAGLIABILE bianco toscano, che ha scatenato in me un turbinìo di emozioni di beva: è letteralmente strepitoso (e inatteso, visto che all’attacco in bocca, giocava a nascondino). Al già ricco palmarès della Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2016 BIO🍃 griffata Cesani [scopri qui la cantina] – accudita in vigna da Fernando Sovali e in cantina da Paolo Caciorgna – aggiungere le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 di Emotional Wines, please😍.
Post Scriptum: prendere nota che Sanice 2016 è il 2° vino sotto i 21€, che riesce ad approdare in fascia maxima INEGUAGLIABILE, normalmente tipica degli specials “under 42€”. Applausi 👏 👏 👏!

etichetta 8,50 | colore 9,63 | profumo 9,36 | densità 9,12 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,08

mi ha emozionato perché ha una persistenza aromatica d’intensità infinita

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FoLàR, iL BiaNCo CHe VieNe DaL GaRDa

Lo realizza Santi – cantina veneta della galassia G.I.V./Gruppo Italiano Vini – che abbiamo già conosciuto in precedenti assaggi di vini rossi, tutti dotati di un rapporto emozioni/prezzo ben al di sopra delle attese (con la superlativa prova del Santico 2017, assaggiato a Gennaio). E sulla base di tali assaggi, mi son fatto un’idea tutta mia sulla storica realtà vitivinicola con sede a Illasi, nel veronese: a mio modesto avviso, Santi è più rossista che bianchista😁. Senza spoilerare alcunché, scopriamo insieme il Lugana DOC Folàr 2021, che si presenta di un classico giallo paglia vestito e di agrumi, con un un touch di banana🍌stramatura, profumato. Attacco in bocca fruttato e pieno, ma monotematico, tutto basato sulla sapidità di sorso: la struttura di questo bianco – gardesano per vitigno di provenienza, la turbiana – non è certo esile, ma al primo impatto palatale non riesce a suscitare emozioni forti, non riesce ad ammantarsi di quel fascino riscontrabile in altri vini realizzati sulla base dello stesso vitigno, cioè il “trebbiano di lago”. La beva, caratterizzata da un’acidità sbarazzina e piacevolmente rustica, fa mancare un touch di finezza sul finale di sorso, non esprimendo quel “guanto di velluto” che fa tanto charmant🥰 nei vini bianchi (e non solo). Folàr 2021 è quindi STRABUONO🏆🏆🏆 abbondante ma, onestamente, mi aspettavo un risultato superiore, rafforzando quella sensazione sopracitata, cioè che Santi sia più rossista che bianchista…🤗 [comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 7 | colore 9,03 | profumo 8,86 | densità 8,36 | persistenza 8,82 | tipicità 8,51 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,69 | retrogusto 8,31 | ribevibilità 8,92 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 103,23

mi ha emozionato perchè è genuinamente rustico, sapido e fruttato

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C’è VeRMeNTiNo e VeRMeNTiNo, Ma iS aRGioLaS 2021…

…li batte tutti. FINE DELL’ASSAGGIO post-natalizio🌲(a proposito, ancora AUGURI🎅per i “rimanenti” San Silvestro, Capodanno, Epifania). Lo so, spoilerare non è un bel gesto😛, ma quando mi trovo ad assaggiare un CAPOLAVORO🏆 del calibro di questo Vermentino di Sardegna DOC Is Argiolas 2021, c’è ben poco da raccontare (e molto da trangugiare🤪). Inutile dire che già nel calice appare di un bel giallo oro invitante, con un bouquet olfattivo incentrato su pesca tabacchiera, ananas, susina claudia e un pouffe di pompelmo. Ma è al palato che questo Vermentino isolano cala il jolly🃏 e sorprende per una struttura fragrante e contemporaneamente opulenta, aggiungendo una persistenza emozionante sia per lunghezza che per intensità. Le papille gustative, sotto stress (positivo) per tale magnificenza di sorso, restano ulteriormente “di stucco” davanti al finale di beva, contraddistinto da un retrogusto caleidoscopico, per sapidità ed eleganza. Fa il vino Mariano Murru, con il supporto agronomico di Francesco Deledda, per la cantina Argiolas [scoprila qui]. Tutto perfetto? Quasi. Perché c’è un piccolo dettaglio pericolosissimo, che va ad incidere sulla valutazione finale di questo Vermentino TOP griffato Argiolas: il rischio elevato di non riuscire a smettere di berlo, vuoi per la golosità, vuoi per la ricchezza gustativa di un vino di siffatto livello🤗. [comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8 | colore 9,51 | profumo 9,38 | densità 9,08 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,69 | discesa in gola 9,83 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85
PUNTEGGIO TOTALE 115,34

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DeL CoNTe HuGueS BeRNaRD De La GaTiNaiS, Di RaPiTaLà e DeLLo CHaRDoNNaY: uN BiaNCo LuMiNoSaMeNTe MeMoRaBiLe, PeR iL SoLSTiZio🌞 D’iNVeRNo 2022!

Se un vino si chiama con il nome dello storico fondatore della Cantina Rapitalà – il conte Hugues Bernard de la Gatinais – è altamente probabile che la bottiglia che ci troviamo davanti, sia capace di sorprenderci ed emozionarci. Sarà davvero così? Scopriamolo insieme, a partire dal vetro ambrato e dalla “supponenza” della bottiglia stessa, che riporta in bella vista, sopra l’etichetta, un rilievo artistico (!).

Questo cru di Chardonnay Sicilia DOC Conte Hugues Bernard de la Gatinais 2020 si presenta di un bel dorato intenso alla vista e profumato di susina, pompelmo, cedro, scorza di arancia🍊, al naso. Attacco in bocca imponente, lontano anni luce dai quei vini bianchi impalpabili, leggiadri, volatili, talvolta flebili. Qui, Rapitalà – ovvero l’enologo Silvio Centonze, supportato agronomicamente da Ignazio Arena – tira fuori i muscoli💪: c’è una struttura vinosa importante, con una polposità di frutto incantevole (🥰); ma sopratutto c’è una persistenza aromatica d’intensità incredibile e una morbidezza di fondo, corroborata da un perfetto mix salino~acidulo, che rendono la beva di questo INEGUAGLIABILE👑 Chardonnay siciliano, decisamente unica. Standing ovation 👏👏 👏 per la Tenuta Rapitalà [scoprila qui], gemma💎 siciliana del Gruppo Italiano Vini: con lo Chardonnay Conte Hugues 2020, siamo “nel regno dei cieli” degli specials che emozionano all’infinito! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: probabilmente, “un candidato forte” per gli Awards 2023 del proximo 6 Gennaio…

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 120
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SuMMa 2020: iL CuSToZa SuPeRioRe Bio🌱 Di GoRGo…

…anzi di Roberta Bricolo, perchè è lei l’anima dell’Azienda agricola Gorgo [scoprila qui], in quel di Custoza, nel veronese, sul lato Sud-Est del Garda. La scelta delle vigne “senza chimica”, per Roberta, è una conditio sine qua non per una produzione enologica di qualità, oltre che per il rispetto della proprie terre, fonte di vino. Vino che, nel caso del Custoza Superiore Summa 2020 in assaggio oggi, si presenta di una fragranza aromatica genuina che conquista subito al naso. Ma è in bocca che arriva il godimento: sembra di essere davanti ad una macedonia di frutta fresca, tanto è l’impatto fruttato sulle papille linguali. Un bianco che affascina più per l’equilibrio gustativo e la freschezza aromatica, che non per la pienezza di beva. Eppure la persistenza è d’inaudita lunghezza e lo stesso vale per il retrogusto, morbido e invogliante la riBeva (ad libitum). Serve aggiungere altro? Ah sì, faccio il riassunto: il Custoza Superiore DOC Summa 2020 certificato biologico🍃 e griffato Gorgo è un CAPOLAVORO🏆 fragrante e piacevole, con un solo ed unico difetto: finisce prima di qualsiasi altro vino…😋 [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: anche la guida vini Gambero🦐 Rosso si è accorta della bontà di questo Summa, premiandolo con i 3 bicchieri🍷🍷🍷.

etichetta 9,25 | colore 9,40 | profumo 9,08 | densità 8,34 | persistenza 9,71 | tipicità 9,14 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 111,38

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Lo TRioLeT: iL PiNoT GRiS Di MoNTaGNa Si VeSTe a FeSTa

Perchè già a partire dall’etichetta – graficamente accattivante e ben realizzata – si capisce di essere davanti a una bottiglia non banale, che incuriosisce l’assaggio. Oggi siamo in Valle d’Aosta e più precisamente a Le Junod, in quel di Introd (Ao), dove Marco Martin è il proprietario, nonché agronomo, oltreché enologo, dell’Azienda vitivinicola Lo Triolet [scoprila qui]. E il suo Pinot Gris Vallée d’Aoste DOC 2019, proveniente da vigneti a 900 mt. di altitudine, si presenta di un bel giallo paglierino venato da flash verdastri, con intensi profumi di susina, anice, melone, kiwi e un pouffe di cedro. Attacco in bocca garbato ed elegante, in linea con le peculiarità del sorso: spicca l’equilibrio micrometrico tra le varie “anime” di questo bianco valdostano. Perchè acidità e mineralità, che regalano freschezza al palato, sono sostenute da una struttura vinosa importante ma non debordante, da una persistenza aromatica di eleganza STRATOSFERICA (uso il maiuscolo, non a caso) e da una morbidezza/rotondità in sottofondo, che incornicia alla perfezione questo Pinot Gris 2019 CAPOLAVORO🏆 griffato Lo Triolet, che sorprende ed emoziona oltre le attese. È pur vero che la guida AIS Vitae 2021 lo aveva premiato con il tastevin regionale, ma “i premi delle guide” non sono il Vangelo e talvolta sono di manica larga; ma non è questo il caso e quindi…applauso👋👋👋 lungo e ripetuto per Marco Martin e il suo Pinot Gris! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,78 | colore 9,14 | profumo 9,36 | densità 8,97 | persistenza 9,36 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 9,51 | ribevibilità 9,76 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 114,49

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iL PLuRiPReMiaTo VeRDiCCHio Dei CaSTeLLi Di JeSi 2018 SaNTa BaRBaRa

Oggi in assaggio il Verdicchio premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero🦐 Rosso e i 5 grappoli 🍇🍇 🍇 🍇 🍇 Bibenda: lo produce Stefano Antonucci ovvero Santa Barbara, con il supporto agronomico~enologico di Antonio Verdolini e Pierluigi Lorenzetti. Siamo a Barbara, nell’anconetano, un paese tristemente noto per l’alluvione di metà settembre, che ha causato morte e danni. Il Verdicchio Stefano Antonucci 2018 realizzato dall’Azienda Santa Barbara [scoprila qui] si presenta nel calice di un bel giallo dorato, con profumi di susine, pere, miele e agrumi. Al palato, bell’acidità in equilibrio con noti dolci e fruttate e una vena salina che favorisce la scorrevolezza di beva, donando eleganza al tutto. La struttura c’è ma non è imponente, la persistenza aromatica è intensa, lunga ma non complessa, con un retrogusto ammandorlato e giustamente sapido. Siamo dinanzi ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico superiore Stefano Antonucci 2018 CAPOLAVORO🏆di primissima fascia, nella classica zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia inferiore. Capolavoro acerbo? Non direi, piuttosto si tratta di un’interpretazione della tipologia da parte della cantina Santa Barbara, che punta più all’eleganza e ai toni leggiadri, che non all’opulenza e alla vinosità. Comunque sia, a rischio di ripetermi, siamo dinanzi ad un grande gustosissimo Verdicchio, che vale la spesa [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] e sa regalare intense emozioni.

etichetta 8,32 | colore 9,01 | profumo 8,47 | densità 8,43 | persistenza 8,95 | tipicità 9,03 | struttura 8,46 | discesa in gola 9,22 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 8,79 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75
PUNTEGGIO TOTALE 105,11

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LuGaNa RiSeRVa ViGNe Di CaTuLLo 2017: SoNo RiMaSTo BaSiTo😲…

… fin dal colore di questo bianco lombardo: oro antico. Al naso👃: nocciola, fichi, cedro e susina, con un touch vanigliato. Al palato, la sorprendenza regna sovrana: attacco in bocca sontuoso, con struttura da vino invecchiato che emoziona le papille linguali, fin dal primo sorso. Che si rivela di grande balsamicitá e pienezza di frutto, sostenuto da una bella aciditá che va a braccetto con una super morbidezza, dotato di persistenza inaudita, spiccata tipicitá (da vino importante) e un pouffe di note ammandorlate in chiusura di beva, che poi regala un retrogusto intenso e rotondo. Questo CAPOLAVORO🏆 di livello maximo(🔝) è realizzato con uva turbiana – un vitigno di derivazione trebbianica😜 – che trova a Pozzolengo, nel bresciano, la sua espressione migliore: perchè Tenuta Roveglia [scoprila qui] nel realizzare il Lugana Riserva DOC Vigne di Catullo 2017, si è davvero superata, regalandomi uno dei migliori assaggi dell’anno. Standing ovation 👋👋👋 strameritata❗[comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare… onore e rispetto per la guida Vitae 2021, dove i sommelier AIS hanno premiato il Vigne di Catullo 2017 con le 4 viti e il premio regionale del tastevin.

etichetta 9,33 | colore 9,68 | profumo 8,61 | densità 9,36 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,74 | retrogusto 9,77 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85
PUNTEGGIO TOTALE 115,76

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BoBoLi 2021 Di GiaCoMeLLi: “iL” VeRMeNTiNo

Roberto Petacchi, patron dell’Azienda agricola Giacomelli, con il suo Vermentino Le Pianacce, lo avevamo giá apprezzato mesi fa [scopri qui l’assaggio]: sará oggi capace di bissare il bouquet💐 emozionale regalatoci in precedenza? Vero è che il title dell’assaggio odierno sembra platealmente spoilerare la valutazione finale, ma… andiamo per ordine: tonalitá giallo oro alla vista, profumi di fiori e frutta a polpa bianca al naso, attacco in bocca di strepitosa eleganza. Ed è proprio l’eleganza di beva, sorretta da una struttura importante e da una persistenza aromatica lunga ed intensa, la chiave di lettura di questo Vermentino Colli di Luni DOC Boboli 2021: CAPOLAVORO🏆 bis per Giacomelli, questa volta con un bianco ligure di raro equilibrio tra note saline e morbidezza di fondo, con un retrogusto finale, tanto per non smentirsi, di memorabile eleganza. Chapeau🎩 Monsieur Petacchi! 🤩 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: anche ai sommelier della Guida Bibenda è piaciuto, dato che l’hanno premiato con il voto maximo dei 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇. Idem dicasi per il Gambero Rosso, che ha premiato Boboli 2021 con i 3 bicchieri.

etichetta 8,10 | colore 9,04 | profumo 8,83 | densità 8,91 | persistenza 9,15 | tipicità 9,23 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,41 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 9,20
PUNTEGGIO TOTALE 109,89

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La SeMPLiCiTá e La GeNuiNiTá iN uN CaLiCe Di GReCo Di TuFo VaDiaPeRTi…

…che si fa trangugiare dalla prima all’ultima goccia💧 in un amen, tanto è invogliante la beva. Lo stappi e rimani estasiato alla vista del suo color giallo dorato che poi diviene oro, mentre al naso inebria con profumi di pesca tabacchiera, ananas, susina, albicocca. E in bocca? Bè, il sorso appare subito polposo, concentrato ma contemporaneamente dinamico, scorrevole e di intensa persistenza aromatica, con un finale agrumato che regala un retrogusto di bella piacevolezza gustativa. Che altro aggiungere? Ah, sì: che siamo davanti ad un bianco campano CAPOLAVORO🏆 con un rapporto qualitá/prezzo da “champion of the world“. Per forza, è un vino della linea base Vadiaperti della cantina irpina Traerte [scoprila qui]: un nome, una garanzia. E questo Greco di Tufo DOCG Vadiaperti 2020 non smentisce la fama di grande vigneron, guadagnata sul campo tramite il doppio ruolo di agronomo~enologo, qual è Raffaele Troisi. Che ci regala un Greco semplice, genuino, beverino e dannatamente succoso, un aspetto difficile da dimenticare… meglio ricominciare. Con un’altra bottiglia Vadiaperti!🤪 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 9,14 | colore 9,11 | profumo 8,97 | densità 8,78 | persistenza 9,06 | tipicità 9,07 | struttura 8,95 | discesa in gola 9,26 | retrogusto 8,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 110,02

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iL SeNSo Di LauRa aSCHeRo PeR La SaPiDiTá DeL PiGaTo

Ad Imperia o più precisamente a Pontedassio, Laura Ascheri – fondatrice della cantina omonima [scoprila qui] oggi capitanata da Marco Rizzo – viene omaggiata con un’etichetta elegantissima, che porta il suo nome anche nella fascetta collo bottiglia del Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2020. Un vino che fa subito innamorare al primo sorso, per un parametro d’inaudita intensitá e nitidezza: la sapiditá. Sapidità che poi si integra in una beva dinamica, fragrante, dal perfetto abbinamento con pesci e carni bianche, capace di invogliare il 2° (ma anche il 3° e il 4°😀) calice, grazie ad una piacevolezza gustativa schietta e di bella tipicitá. Sia al naso, che al palato, agrumi e frutta a polpa gialla sono il leit-motiv di questo Pigato CAPOLAVORO🏆, che non si fa mancare una persistenza lunghissima e un retrogusto coerente con i profumi e con il sorso. Chapeau🎩… ad libitum!

etichetta 9,72 | colore 8,98 | profumo 8,86 | densità 8,22 | persistenza 9,17 | tipicità 9,67 | struttura 8,50 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,79 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 111,14
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FioRFioRe 2019 RoCCaFioRe, iL GReCHeTTo uMBRo PLuRiPReMiaTo

Ero curioso di assaggiare il bianco umbro, a base di uve grechetto in purezza, premiato dai 3 bicchieri del Gambero🦐, così come dalle 3 stelle✨ rosse di Veronelli, nonchè dalle 4 viti by AIS~Vitae. L’annata in mio possesso è proprio la 2019, cioè una delle 17.000 bottiglie da Roccafiore realizzate, pluripremiate dalle guide sopracitate (supershow di “Rimatore Seriale”😁). Andiamo in assaggio: il vino umbro scende nel calice di un bel giallo dorato, con ricchi profumi erbacei e fioriti, arricchiti da una macedonia di pere🍐, mele🍏, cedro🍋 e ananas🍍. Attacco in bocca appena aggressive, con un sorso di grande freschezza, sapiditá e mineralitá, senza farsi mancare una bella morbidezza di fondo. Peró, peró: sento mancare quella concentrazione di frutto, quella vinositá materica, che dovrebbe essere presente in una bottiglia che sfiora i 15€ di costo. La persistenza è lunga ma monotematica, troppo incentrata sulla vena salina del sorso, che poi chiude con un retrogusto buono ma non memorabile. L’asticella valutativa lambisce la fascia maxima, senza peró agguantarla, perchè questo Grechetto Umbria IGT Fiorfiore 2019, realizzato dalla bellissima e fascinosa Cantina Roccafiore [scoprila qui] in quel di Chioano, Todi (PG) è STRABUONO di fascia altissima, ma non oltre. Anyway, una bottiglia e un vitigno interessanti che, a mio parere, hanno ampio spazio di ulteriore crescita alla gustativa. Nota di merito (+1 pt.) per la controetichetta che informa sull’ecosostenibilità di questo grechetto umbro e sull’appartenenza di Roccafiore al gruppo dei vignaioli indipendenti FIVI. Nota di demerito (- 1 pt.) per l’etichetta troppo minimalista ed esteticamente inguardabile: riconosco e capisco il “credo BIO🍃” anche in ambito cartaceo, ma a tutto c’e un limite e qui il limite è stato varcato… [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,72 | colore 8,92 | profumo 9,17 | densità 8,41 | persistenza 8,97 | tipicità 8,87 | struttura 9 | discesa in gola 8,35 | retrogusto 8,04 | ribevibilità 9,02 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,50
PUNTEGGIO TOTALE 104,94

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SaNTaNNeLLa di MaNDRaRoSSa: iL BiaNCo SPeZiaTo e MiNeRaLe CHe VieN DaLLa SiCiLia

E più precisamente da Menfi, nell’agrigentino, dove il “big” Settesoli – realtá cooperativa da ben 2.000 soci e 26 milioni😳 di bottiglie annue! – lo commercializza con il brand Mandrarossa [scoprilo qui] citato nel title. L’annata è la solare☀ 2020 – quella premiata dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 – e fin dal colore del vino che scende nel calice – giallo oro lucente per un blend di uve fiano e chenin blanc – si percepisce di essere davanti ad una bottiglia di notevole qualitá, a dispetto di un costo appena superiore ai 10€. I profumi, intensi e intriganti, di banana, pesca noce, maracuja, agrumi e spezie ambrate sono un bel biglietto da visita, per un sorso di buona struttura, con una vena acida e minerale di base che poi lascia spazio a toni ambrati, fumosi, speziati, boisé. Finale secco con richiami agrumati e un retrogusto pulito a chiudere la beva. CAPOLAVORO🏆 di grande personalitá ed eleganza di beva, prendete nota: Mandrarossa Santannella 2020 Terre Siciliane IGT. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,48 | colore 9,14 | profumo 9,42 | densità 9 | persistenza 9,22 | tipicità 9,09 | struttura 8,85 | discesa in gola 9,03 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 8,93 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 109
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SCeLGo uN GeWüRZTRaMiNeR aLToaTeSiNo a CaSo: eD è SuBiTo MaGia🧙‍♂️

Sará pure un luogo comune, ma resto dell’avviso che ogni regione abbia il proprio cavallo🐴 di battaglia alias una tipologia di vino che “gli viene meglio”. Per esempio, pensando all’Alto Adige, resto dell’idea che il Gewürztraminer, sia il vino fuoriclasse, che meglio rappresenta la regione. Onde per cui… ne scelgo uno a caso, realizzato dall’Abbazia di Novacella, ovvero dai Canonici Agostiniani, annata 2021. Tecnicamente, siamo davanti ad un Gewürztraminer DOC AltoAdige~Valle Isarco facente parte della linea Classica (i cru, idonei anche all’invecchiamento, portano la denominazione Praepositus), realizzato dall’enologo Johann Ranzi per lo storico monastero altoatesino: storico anche per la cantina, che produce vini da oltre 9 secoli😳! Il Gewürz, di color giallo paglierino con lievi venature dorate, esprime la sua spiccata aromaticitá giá al naso, con effluvi di frutta a polpa gialla e susina claudia, in bella evidenza. Palato coerente con l’olfatto, con l’aggiunta di una freschezza acida perfettamente equilibrata dalla dolcezza aromatica tipica del vitigno, con una beva di bella persistenza ed elegante retrogusto ammandorlato. Insomma, anche se ho scelto “random”, anche se questo è il Gewürz base di Novacella, anche se il prezzo sta sotto i 15€, la magia è che siamo comunque davanti ad un CAPOLAVORO🏆. E se tanto mi dá tanto, il Gewürz “cru” della linea Praepositus – che sta comunque sotto la soglia dei 21€ – come sará? Cosa c’è oltre la magia?
[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 8,91 | colore 8,79 | profumo 9,09 | densità 8,57 | persistenza 9,13 | tipicità 8,99 | struttura 8,61 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,93 | ribevibilità 9,55 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 108,41

Pubblicato in: vino bianco

aVeTe iN MeNTe QueL ViNeLLo BiaNCo CHe VieN DaLL’uMBRia?

L’Orvieto, sì, proprio lui. Che magari abbiamo bevuto sfuso per anni e non abbiamo mai lontanamente immaginato che un giorno lo avremmo bevuto “in bottiglia” e lo avremmo pure considerato un vino da conservare gelosamente per poi stapparlo in occasione di una cena con amici, facendo bella figura. Ecco, a me è capitato proprio così e voglio raccontarvelo minuziosamente. Villa Barbi 2019 è la bottiglia di Orvieto Classico DOC, realizzato dalla Tenuta Decugnano dei Barbi [scoprila qui], che ho scelto per la cena. Leggo in controetichetta: …intenso, minerale, noti fruttate, freschezza, sapiditá…
Solite menate del marketing, ho pensato tra me e me, giusto per dare valore ad un altrimenti banale vinello bianco umbro. E invece è successo che: nel calice sfuma il classico giallo paglierino con striature che vanno dal verde all’oro passando per l’ambra😳; al naso percepisco pesca noce, ananas, maracuja, arance e spezie dolci😲; in bocca entra aggressivo e risulta fruttato, con un bell’equilibrio tra dolcezza e aciditá, pur rimanendo un bianco improntato verso la sapiditá e accenni minerali. Rimango basito😲 nel notare la profonditá del sorso, che poi si allunga in una persistenza intensa e in un retrogusto nitido e asciutto, molto coerente con la beva. Ma com’è possibile tutto questo in un Orvieto? Com’è possibile che questo Villa Barbi 2019 risulti addirittura un CAPOLAVORO🏆? Com’è possibile che pure la guida Gambero🦐Rosso se ne sia accorta e lo abbia premiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷!? Sará mica merito dell’enologo che lo realizza, tale Riccardo Cotarella?🤔 Oppure della famiglia Barbi, che fin dagli anni ’70 ha scommesso su queste antiche terre, con secoli di storia vinicola, ridando luce a “quel vinello” che è (era…) l’ Orvieto?😳
Post Scriptum: per fugare ogni dubbio, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino, o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino… Orvieto! 😍
[libera citazione, con aggiunta finale, da “Cara” – Lucio Dalla]

etichetta 8,84 | colore 8,70 | profumo 8,89 | densità 8,15 | persistenza 9,12 | tipicità 9,23 | struttura 8,77 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,16 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 106,88

Pubblicato in: vino bianco

“PRoVa iL FiaNo Di aVeLLiNo DeLLa TeNuTa SCuoTTo”…

… mi ha consigliato un orso🐻 campano, mio conoscente😁, esperto di vini locali. Detto, fatto: il Fiano di Avellino DOCG 2020 griffato Tenuta Scuotto – con Eduardo Scuotto al timone☸ e Angelo Valentino in cantina – è l’assaggio odierno. Che si presenta con un bel color giallo intenso e nuance dorate, seguito da bei profumi di frutta gialla matura, fiori di campo e agrumi. In bocca, si apre a ventaglio con un sorso di bella coerenza con il bouquet olfattivo, una struttura non troppo profonda ma convincente, salendo poi d’intensitá con la bella performance di persistenza aromatica – lunghissima – e un bel retrogusto sapido~elegante, nel finale. Tirando le somme, con questo Fiano “base” di Scuotto [scopri qui la tenuta], siamo davanti ad un vino che si posiziona ai primi gradini della fascia di valutazione maxima, nella suggestione che tale CAPOLAVORO🏆sia solo l’antipasto delle emozioni che potrebbero scaturire dall’assaggio del Fiano “cru” OiNì – con maturazione in botte, quindi “quasi” una Riserva- sempre di Tenuta Scuotto. Prossimamente su questi schermi…?
Post Scriptum: originale e di forte riconoscibilitá, l’effige del “Volto” sulle etichette di questa piccola cantina avellinese.
Post Scriptum bis: mi suggeriscono dalla regìa, di essermi dimenticato di citare “l’altro pilastro dell’Azienda”, ovvero Adolfo Scuotto, figlio di Eduardo. Chiedo venia e mi autopunisco per la dimenticanza, infliggendomi bottigliate di Fiano sulle mani😁.

etichetta 9,51 | colore 8,86 | profumo 8,73 | densità 8 | persistenza 9,13 | tipicità 8,52 | struttura 7,90 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 105,91

Pubblicato in: vino bianco

aSSaGGiNo BiS, CoN La VeRNaCCia Di PaNiZZi

Secondo assaggio consecutivo con una bottiglia da 0,375 (prometto che non lo faró più🐻) proveniente dalla nota cantina sangimignanese Panizzi [scoprila qui]. Nota, perchè Giovanni Panizzi, lo storico fondatore, con “la sua” Vernaccia Riserva – sul finire degli anni ’90 – fece incetta di premi e riconoscimenti in Italia e non solo. Oggi la cantina Panizzi è capitanata da Simone Niccolai con l’ausilio enologico~agronomico di Alessandro Cellai e Walter Sovran. Andiamo quindi a scoprire la Vernaccia di San Gimignano DOCG 2021, che si presenta di un bel giallo paglierino alla vista, con discreti profumi di fiori bianchi, limoni e una nota erbacea sullo sfondo, all’olfatto. Attacco in bocca non aggressive, molto delicato, che poi sfocia in una beva piacevolmente fresca, di bell’aciditá e di pulizia palatale in chiusura. Struttura e persistenza – probabili peculiaritá del cru Vigna Santa Margherita e della Riserva -non fanno parte del DNA di questa Vernaccia base, che comunque sa essere beverina, fresca e divertente negli abbinamenti: ok con il pesce e ancora meglio con le carni bianche non troppo speziate, come nel caso di un coniglio🐰 in tegame, innaffiato di Vernaccia anche in cottura, che mi ha sommessamente🤫 ringraziato. Mi sono dimenticato di qualcosa😳? Ah sì, la fascia di appartenenza ovvero la valutazione di questa Vernaccia di Panizzi: un vino STRABUONO💘, non impegnativo per la tasca e per gli abbinamenti e pure biologico🍃. Si puó chiedere di più? Forse. Magari con “gli altri” vini di Panizzi…😉 [comprata su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,01 | colore 8,14 | profumo 8,27 | densità 8 | persistenza 8,29 | tipicità 7,94 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 7,67 | ribevibilità 8,51 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 99,86

Pubblicato in: vino bianco

SCHuLTHauSeR, L’aSSaGGiNo DeL PiNoT BiaNCo

Assaggino, perchè la versione 2020 del vino che vado a raccontarvi oggi è basato su una bottiglia in formato 0,375🤗. Alzi la mano chi non conosce San Michele Appiano, la cantina cooperativa big altoatesina – 330 soci conferitori per oltre 2 milioni e mezzo di bottiglie annue – capace di accontentare tutti i palati e tutte le tasche😉, come nel caso del Pinot Bianco in purezza Schulthauser 2020, che viene via a meno di 15€. Appena stappato la mia “mezza” [comprata su TANNICO a questo prezzo] rimango sorpreso dal forte effluvio di pera stramatura, mela golden, susina e un pouffe di resina. Nel calice, il tipico giallo paglierino è venato da belle striature oro. Al palato, il sorso è pieno – lontano da certi bianchi delicati che quasi sembrano annacquati – morbido e contemporaneamente sapido, minerale, con un’aciditá micrometrica (mai disturbante, ma ben presente a sostenere la beva) ed un perfetto equilibrio; a chiudere il cerchio, retrogusto intenso e piacevole, coerente con la buona persistenza aromatica. Ca va sans dire (perdonatemi🙏 il francesismo) che il SudTirol-AltoAdige DOC Pinot Bianco Schulthauser 2020 griffato San Michele Appiano è un CAPOLAVORO🏆 di alto livello. Altissimo, in rapporto al suo prezzo.
Onore al duo Hans Terzer~Norbert Spitaler, rispettivamente enologo e agronomo, autori dello Schulthauser👏👏👏.
Post Scriptum: etichetta “vintage” di rara bellezza, a un passo dal voto maximo.

etichetta 9,81 | colore 9,24 | profumo 9,13 | densità 8,92 | persistenza 9,19 | tipicità 9,26 | struttura 8,99 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 110,91

Pubblicato in: vino bianco

SuRPRiSe ViGNa RoCCa: L’oRaNGe WiNe iNaSPeTTaTo

A parte Bibenda, tutte le Guide vinicole nostrane premiano Vigna Rocca sia per il rapporto qualitá/prezzo – sta intorno ai 10€ – sia per il valore qualitativo assoluto. Stiamo parlando di un bianco romagnolo che si presenta nel calice con toni decisi arancio🍊 sgargiante, sicuramente frutto di macerazione con i propri sedimenti, i propri acini, i propri lieviti. Orange wine? In effetti questo Romagna DOCG Albana secco Vigna Rocca 2020 griffato Tre Monti ha tutte le peculiaritá di un bianco macerato, con profumi invitanti di frutta gialla stramatura, ananas, passion fruit. Scivola denso nel calice e ammalia il palato con un caleidoscopio gustativo ricco, polposo, con l’aggiunta di una struttura complessa e una persistenza lunghissima. Retrogusto ammandorlato e piacevolezza di beva strepitosa, rendono l’idea di essere davanti ad un Albana CAPOLAVORO🏆 di spiccata (e rarissima) tipicitá, capace di sorprendere ed emozionare oltre ogni attesa. Un debutto con il botto😍 per gli assaggi di questo mese e come dice il proverbio: “chi ben comincia…”😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: sará un caso fortuito che l’etichetta del Vigna Rocca sia tutta giocata sulle sfumature dei colori giallo~arancio?😳
Post Scriptum bis: in controetichetta, oltre al logo della certificazione vino BIO🍃, c’è anche quello della FiVi: gran bel colpo💪 per i Vignaioli Indipendenti!
Post Scriptum ter: ben 5 “10” per un vino a questo basso livello di costo, sono un risultato miracoloso!
Post Scriptum quater: grave svista per Bibenda…

etichetta 9,03 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 9,24 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 9,72 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 115,07

Pubblicato in: vino bianco

iL FiaNo Di aVeLLiNo CoN PiCaRieLLo iN PuReZZa

Nel senso che Ciro Picariello fa il triplo lavoro di vignaiolo, enologo, agronomo (in realtá gli dan mano anche i figli Bruno ed Emma). E il vino, per ringraziarlo, gli regala/ci regala (spoiler😳) emozioni notevoli. Sì, “il vino”: perchè Picariello è l’uomo del Fiano di Avellino. La bottiglia in mio possesso, vendemmia 2018, ci dice – in controetichetta – che siamo in Campania, localitá Summonte (AV). Il Fiano si presenta di giallo oro vestito👗, con note di pesca🍑, melone maturo e ananas, al naso. Attacco in bocca un filo esile, ma la polpa, il succo, la vinositá di questo Fiano di Avellino DOP 2018 firmato Ciro Picariello, escono fuori – prepotentemente – dopo il 1° assaggio, dopo la naturale ossigenazione di questo bianco CAPOLAVORO🏆 campano. Per spiegarmi meglio, il Fiano – assaggiato prima a pranzo e poi riassaggiato per cena – è uscito fuori “alla distanza”, come se, di primo acchito, fosse imbarazzato ad esprimersi al meglio. Superata l’iniziale timidezza, c’è struttura, c’è persistenza, c’è un ottimo equilibrio tra sapiditá e note abboccate, con un finale delicatamente agrumato. Retrogusto fruttato~agrumato lunghissimo e RiBevibilità “da ciucca”, a garanzia di una piacevolezza di beva davvero emozionante. E pensare che questo vino è “il base” dei Fiano di Picariello, perchè poi c’è il cru “Ciro 906”, che promette mirabilie. Prossimamente, su questi schermi…😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,04 | profumo 8,93 | densità 8,54 | persistenza 8,99 | tipicità 9,10 | struttura 8,92 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,18 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,83

Pubblicato in: vino bianco

La FaLaNGHiNa Di MaSSeRia FRaTTaSi: Ma CHe BuoNa😋…

… anzi, è Boneé! Al calice, di un bel giallo paglia con flash ambrati, si fa subito apprezzare per gli archetti benauguranti, che svolazzano sulla superfice del vetro. Al naso: bei profumi di banana, lime, arancia amara e un pouffe di ananas🍍. Attacco in bocca fruttato, con un sorso di buona struttura e notevole freschezza (l’annata 2020, a mio parere, ci mette del suo). Con una chiusa sorprendente, lato retrogusto, per l’estrema coerenza – più che per la persistenza, nella media – e per una lunghezza senza fine. Questa Falanghina del Sannio Taburno DOP Boneé firmata Masseria Frattasi, l’ho scoperta per caso, incuriosito dal premio dei 3 bicchieri elargito dalla guida Gambero🦐 Rosso proprio all’annata 2020 in assaggio. Che si è rivelata un CAPOLAVORO🏆 di notevole profilo gustativo, ad un prezzo decisamente conveniente. Un plauso al duo Renato Ciaramella~Anna Oliviero, per “le cure” in vigna e in cantina, che hanno portato ad una Falanghina davvero di alto livello. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo].

etichetta 9,05 | colore 9,13 | profumo 9,26 | densità 9,02 | persistenza 8,06 | tipicità 8,83 | struttura 8,51 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,47 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 109,43

STOP🛑 ALLA GUERRA

Pubblicato in: tasting preview

GLi aSSaGGi Di aPRiLe DueMiLa22

Con la primavera che ancora gioca a nascondino, ci ritroviamo in un freddo inizio del mese di Aprile che – ce lo auguriamo tutti – non vediamo l’ora volga verso temperature miti. Nell’attesa, beviamoci su😁! Come inizio, puó andar bene una Falanghina del Sannio? Nel caso non piaccia il genere, ci viene in aiuto un bollicine rosso: Lambrusco modenese e passa la paura! No bolle? Ok, scendiamo in Romagna e stappiamo 2 tipici Sangiovese che accontentino anche i palati più esigenti. O, in alternativa, 2 rossi 🔝 di Toscana: un Nobile di Montepulciano e un Chianti Rufina. Rosso di riserva: un Primitivo di Gioia del Colle. Poi chiusura dolce, in grande stile: prima un Moscato d’Asti con passaggio in anfora🏺, poi un Torcolato “del buon ricordo”🤩 del mese di Aprile su Emotional Wines. È o non è un altro mese da slurp😋?

STOP🛑 ALLA GUERRA