Piccola, perchè il Latinia è nella tipica boccia da 0,375, un formato che ritroviamo spesso nel 90% dei vini dolci. La magia🪄 è nel sorso, ma un attimo prima.... rimaniamo ipnotizzati da un liquido giallo oro fascinoso.... ci inebriamo con un bouquet di frutta a polpa gialla....pesca e ananas in evidenza... e rimaniamo storditi... e ancora non l'abbiamo assaggiato😱!
In bocca entra con raffinatezza ed eleganza, per poi sprigionare tutta la potenza dei frutti sopracitati, più un tintinnino di miele e soprattutto un pouffe di mandarancio, quasi a chiudere il sorso con una nota rinfrescante, agrumata. Lungo e persistente il finale, una performance da "grande" vino. Sulla controetichetta di questo Latinia 2015 griffato Santadi - nota cooperativa sarda da quasi 2 millioni di bottiglie l'anno, 1,8 per la precisione - si legge: "vino da uve stramature". E proprio grazie ad una vendemmia tardiva, le uve stramature si percepiscono tutte, per la gioia di un vino dolce CAPOLAVORO, mai stucchevole, di grande equilibrio e pulizia palatale: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di fascia alta strameritate!
etichetta 8 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,77 | persistenza 9,73 | tipicità 9,54 | struttura 9,18 | discesa in gola 9,68 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,62 | prezzo 9,59 | piacevolezza globale 9,76
PUNTEGGIO TOTALE 114,09
Oggi mi tratto bene: essendo un orso🐻, preferisco i boschi al mare🌊, ma devo dire che Marsala - siamo nel trapanese, nella parte più ad Ovest della Sicilia - ha il suo indubbio fascino. E se dico Marsala, poi devo aggiungere Florio, perché così narra la storia: le antiche Cantine furono fondate da Vincenzo Florio nel 1833, anno di nascita dell'omonimo baglio (e pure di questo blog😁).
L'assaggio odierno è "niente popodimeno che" una bottiglia di Marsala Superiore Riserva semisecco DOC 2007, dal costo che sfora di un 20% la soglia maxima di Emotional Wines (42 €uro). Ma... (spoiler😱) ne vale la pena (ops! volevo dire la spesa).
La Marsala sr0207 fortificata ben 17 anni fa, nel 2007, è di color ambrato intenso, con nuances oro antico; profuma di datteri, zibibbo e miele. Entra in bocca densa, ma di un'eleganza inaudita, per un vino da meditazione INEGUAGLIABILE qual è questa bottiglia griffata Cantine Florio [scoprile qui]. C'è magia nel sorso, c'è fascino, c'è suadenza: insomma, c'è un'appeal unico, introvabile in altri vini fortificati o nei passiti. Qui siamo al "livello supremo" e, quasi quasi, le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 appaiono "strette", insufficienti a raccontare la maestosità gustativo~emozionale di questo suuuper😋 vino dolce (ops! semisecco) siciliano. Perfetto abbinamento: cheesecake con gocce di chocolate fondente😍.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117
… di spiccata tipicità, con una beva dolce ma non dolcissima, mielata ma non stucchevole: c’è una vena di sapidità di fondo, che rende bevibile ad libitum – come rare volte capita per la tipologia – questo vino da dessert realizzato dalla cantina romagnola Celli, in quel di Bertinoro. Ma facciamo un passo indietro, partendo dall’inizio: Solara 2018 – questo il nome del vino dolce in assaggio oggi – si presenta di un bel giallo dorato alla vista, mentre al naso profuma di albicocca, di melone, di ananas🍍, con un pouffe di note erbacee in lontananza. In bocca, entra con delicata eleganza, per poi aprirsi a ventaglio e titillare le papille linguali con un sorso di raro e fascinoso equilibrio: la dolcezza c’è, ma è perfettamente contrastata da una vena sapida di fondo – impalpabilmente acidula – che trasforma questa semplice ed economica (siamo sotto i 20€ per la bottiglia da 50 cl) etichetta di Albana Passito Romagna DOCG Solara 2018, in un CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 dolcissime coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, ne meriterebbero una 5°. Ma l’Al.Qu.Pro. dice NO all’ingresso in fascia maxima, pur valutando con un voto altissimo questo delizioso nettare dolce made-in-Bertinoro. Fa il vino Emanuele Casadei, supportato in vigna dall’agronomo – e comproprietario con lo stesso Casadei – Mauro Sirri. Per loro, dolci applausi👏👏👏 (e per me, che mi sono scolato mezza bottiglia in un nanosecondo, dolci sogni😋…)
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,37 | persistenza 9,69 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,67| ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,52
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce
Malvasia fa rima con Lombardia: oggi siamo a Milano, e più precisamente, a San Colombano (incipit by Rimatore Seriale-il ritorno😁). Antonio Panigada è il viticoltore indipendente che oltre ai suoi Banino in versione rosso, bianco, rosa, realizza anche questo Aureum passito, premiato con il Sole🌞 di Veronelli proprio nell’annata 2017 (e nel report veronelliano di 2 giorni fa non c’era, poichè il premio risale alla Guida Oro di 2 anni fa😱). Che si presenta – alla vista – di color oro ambrato, con una bella densità (seppur non troppo viscoso, come capita con alcuni vini passiti) e – al naso – profumato di albicocca, con un pouffe di vaniglia sullo sfondo. Attacco in bocca estremamente elegante, grazie ad una struttura media, decisamente non sontuosa, non troppo concentrata, ma che sa esprimere la propria ricchezza estrattiva con una beva in perfetto equilibrio tra la dolcezza mielosa, albicoccosa – senza però scadere nello stucchevole – e la sapidità di fondo, invero molto tenue, ma “giusta”. Attimo dopo attimo, questo Aureum 2017 fa emozionare intensamente chi gli si avvicina per la prima volta, come nel mio caso: intanto, perché dotato di una personalità “magnetica”, quasi sfuggente e contemporaneamente eccitante; eppoi perché sfodera una persistenza aromatica di una lunghezza (in bocca e in gola) che definire infinita sarebbe limitante… Mi fermo qui, perchè sono rimasto emozionalmente spiazzato da questo vino dolce 《de Milan》e non posso far altro che constatare quanto siano strameritate 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 elegantissime per l’INEGUAGLIABILE Banino Aureum Passito Collina del Milanese IGT 2017, “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine” da Antonio Panigada, a San Colombano sul Lambro. Applausi 👏 👏 👏 milanesi! Post Scriptum: Banino Aureum è proprio una “creatura d’autore” dato che Antonio Panigada – Vignaiolo Indipendente aderente alla FIVI – ha la triplice veste di agronomo, enologo, produttore. Battuda de man 👏👏👏! Post Scriptum bis: circoletto⭕️ rosso per il rapporto emozioni~prezzo, dato che un passito di livello “specials sotto i 20 €uro” è più unico che raro.
etichetta 9,75 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,56 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,21 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,24
mi ha emozionato perché è profumato, fruttatissimo, delicato, mieloso ed elegante
Le emozioni fanno rima con: sensazioni & percezioni. Che sono quelle che ho raccolto gironzolando fra i banchi dell’Expo del Chianti Classico 2023, in quel di Greve in Chianti. Ieri era il 1° dei 4 giorni della kermesse -《termina domenica!🤣》recita un noto spot pubblicitario tv – ed è anche quello più rilassato, meno chiassoso, più riflessivo.
THE STORY : : Mentre calavano le prime ombre della sera, Teddywine si aggirava tra i banchi di assaggio della gremita piazza Matteotti e selezionava con il consueto fiuto esperto (ad cazzum😁) 7 etichette 7, da raccontare poi sul blog (notes📒).
GLI ASSAGGI : : Sorprende – per come sa esprimere potenza con guanto di velluto – il Chianti Classico Riserva 2019 targato Monsanto: c’è succosità, c’è rotondita, c’è profondità di beva e soprattutto c’è un rispetto impeccabile della DOCG (leggi: tipicità). Più morbidosa, più ruffiana, più ciliegiosa, più facile, la beva del Chianti Classico Riserva 2019 griffato Cafaggio: ad esser sincero, ho sentito la mancanza di acidità e di sapidità, che restituissero una beva più tridimensionale (e più beverina). Sapidità e acidità che invece non mancano al Chianti Classico Gran Selezione Nerento 2016 griffato Villa Trasqua: stratosferico per tipicità e aderenza alla DOCG, con un risultato gustativo di inusitata freschezza e fruttosità, davvero di altissimo livello.
PIT STOP : : sostituiamo le gomme “rosse” con quelle “gialle” (oro😉)… Si riparte piano, con delicatezza, con il Passito 1570 targato Castellinuzza: l’ho trovato fin troppo morbido e fin troppo timido sulle papille linguali, magari lo riassaggerò con la dovuta calma… TRIS DI VINSANTI : : il Vinsanto 2013 de I Sodi è davvero suuuper, grazie ad un equilibrio micrometrico tra la parte zuccherina – suadente, intensa e ruffiana – e quella acetica – sapida e acidula – a fondersi in un nettare davvero Grande. Continuiamo gli assaggi con la stessa annata – 2013 – ma con un’altra Cantina: Torraccia di Presura, che fa il Vinsanto “occhio di pernice”, cioè utilizzando una buona percentuale di “uva🍇nera” sangiovese al posto delle tradizionali uve bianche di trebbiano e malvasia. Qui la parte acidula esce fuori con fin troppa veemenza e il risultato finale risulta amabile abbondante, ma non oltre. Per me, manca quella stoccata finale di dolcezza che lo farebbe volare alto✈️… Dolcezza, che non manca invece al 3° ed ultimo assaggio vinsantoso della serata: annata 2009, ancora versione “occhio di pernice”, per la linea Le Masse di Greve griffato Lanciola. Qui c’è il summus di tutto quello che deve esserci in un Vino Dolce di alto livello qualitativo: densità elevata, dolcezza intensa, fin quasi stucchevole, ma magistralmente supportata da sapidità e acidità “misurate col bilancino micrometrico”😁, per far sì che la persistenza sia infinita e il retrogusto idem. È l’ultimo assaggio della serata, ma vorrei che non finisse mai mai😜.
PREMESSA L’assaggio di oggi è dedicato a Lucio Canestrari – titolare della Fattoria Coroncino, scomparso anzitempo – del quale ho un ricordo indelebile legato ad una chiacchierata telefonica, che mi ha fatto percepire un uomo infinitamente dedito alla sua passione – la vigna e i suoi frutti – in risposta alla mia (ingenua) domanda《come posso fare a trovare una bottiglia di Bambulé?》. L’ASSAGGIO Di scena oggi, un vino non più in produzione, che ricordo di aver bevuto – per la prima volta – anni fa ed è stato subito ammmore💗 a primo assaggio🥰. Oggi come allora, si tratta del Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC passito Bambulé, oggi nella versione 2011 griffato Fattoria Coroncino. I 12 anni di vecchiaia che ci separano dall’anno in cui è stata vendemmiata l’uva – la quale ha poi dato vita a questo vino dolce passito – sembrano non essere mai trascorsi😱. Perchè il Bambulé si presenta di color oro antico, scendendo denso nel calice, per poi ammaliare naso e bocca – aiutato da una coerenza di frutto rarissima nei vini – con i profumi di una strepitosa macedonia di mele cotte caramellate, datteri, fichi secchi, miele e uva passa. La beva è di una perfezione impagabile, grazie ad una struttura ricca ma non strabordante, una dolcezza mielosa ma non stucchevole, anzi beverina (!), con una persistenza aromatica d’intensità infinita, che s’intreccia magicamente con un retrogusto di lunghezza inenarrabile, senza soluzione di continuità con il sorso stesso. Nel senso che, anche dopo aver deglutito il Bambulé, si continua a percepirne la sua presenza sulle papille gustative😱!!! Chi lo sa… forse pure Lucio continua – da lassù🌠 – ad accudire “le sue” vigne e, probabilmente, pure le uve🍇 se ne accorgono. Magari lo scopriremo in futuro, assaggiando altre bottiglie della Fattoria Coroncino, ma intanto godiamoci questo INEGUAGLIABILE (e oramai introvabile) Bambulé 2011, un passito di Verdicchio semplicemente unico, al quale vanno le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 più dolci (e più appassionate) di sempre. Grazie Lucio😍!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,68 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,68
mi ha emozionato perché è di una dolcezza, di una persistenza e di una succosità, uniche
Cioè… mi sento piccino picciò ad andare a stappare – per poi raccontarvi le emozioni di assaggio – un vino passito realizzato da una cantina piemontese con 130 anni (centotrenta!😱) di storia vitivinicola alle spalle: Orsolani [scoprila qui]. Emozioni che partono dal colore di questo vino dolce a base di uve erbaluce in purezza: oro antico con riflessi arancio~bronzei! Al naso👃 sono netti i profumi di datteri, miele🍯 e zibibbo sotto spirito, mentre in bocca è denso, ammandorlato, di micrometrica coerenza con l’olfatto e dotato di 2 aspetti stra-ordinari: persistenza e retrogusto intensi e di lunghezza infinita. A tratti, questo delizioso nettare passito, mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi di antichi assaggi di vinsanti toscani “occhio di pernice” d’antan. Peró nel Sulè – traducibile in solaio, che poi è il luogo di appassimento delle uve – c’è un equilibrio tutto suo tra le note acetiche e quelle zuccherine: probabile che Massimo Pinna in vigna e Sergio Paolucci in cantina, siano dotati di “bacchetta magica”🥢 atta a far trasformare i grappoli di erbaluce appassiti, in un vino INEGUAGLIABILE ai vertici della tipologia. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 al Caluso Passito DOCG Sulè 2017 griffato Orsolani, per un vino dolce stratosferico! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: bravi anche Bibenda e AIS Vitae, che hanno premiato il Sulè 2017, rispettivamente, con 5 grappoli e 4 viti.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,41 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,13
mi ha emozionato perché è magicamente denso e concentrato
Con quest’assaggio, siamo al 4° vino (sul blog) griffato Caudrina, cantina “moscatista”😁 piemontese che in etichetta riporta sempre il nome del proprietario, Romano Dogliotti, papà di Alessandro (in cantina) e Sergio (in vigna). Ma il fondatore, 80 anni fa, di questa bella realtà cuneese [scoprila qui] – siamo sui dolci colli di Castiglione Tinella – è Redento Dogliotti: ed a lui è dedicata l’etichetta di oggi, il Moscato Passito Piemonte DOC Redento 2016. Che si presenta giallo oro antico, alla vista e profumato di caramella d’orzo, miele e frutti tropicali stramaturi, al naso. Attenzione⚠️, questa versione di Moscato, pur non avendo le bolle (quelle le trovate ne La Selvatica, La Caudrina, La Galeisa), riassume in sé l’essenza della tipologia, quasi a voler mandare il messaggio “il nonno vince”😜. E infatti, al palato, è stratosferico per ricchezza di frutto, bilanciamento zuccheri~acidità, persistenza (lunghissima), retrogusto (strepitoso). Eppure, voglio svelarvi un segreto: io, il Redento, l’avevo già assaggiato anni fa e non mi aveva folgorato; buono, sì, ma non oltre. È in questa versione 2016 che supera se stesso, sfoderando profumi e soprattutto una beva, che lo proiettano direttamente nell’Olimpo dei migliori vini assaggiati su questo blog. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 dolcissime ed emozionanti per l’INEGUAGLIABILE Redento 2016 griffato Caudrina. Applausi 👏 👏 👏, ancora una volta, per la family Dogliotti. Post Scriptum: augurissimi per una Dolce🥚Pasqua 2023🥂!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,43 | densità 10 | persistenza 9,51 | tipicità 10 | struttura 9,17 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,11
mi ha emozionato perché è sontuosamente fruttato, succoso, persistente
Dici Marsala e pensi immediatamente alla fascinosa città siciliana, nel trapanese, resa famosa anche dall’omonimo vino, nelle varie versioni di vinificazione. Oggi in assaggio il Marsala Superiore DOC dolce Oltre Cento, targato Florio [scopri qui le cantine]: un nome, una garanzia. La storica cantina siciliana – oggi di proprietà dell’holding Illva Saronno – è seguita, in vigna, da Francesco Pizzo e, in cantina, da Tommaso Maggio. Un duo che sa il fatto suo (Rimatore Seriale in azione😁), dato che ci regala un nettare di color oro ambrato, profumato di datteri e uva passa – con un pouffe di tabacco e spezie sullo sfondo – e un attacco in bocca spettacolare, per eleganza e ricchezza di frutto. La dolcezza di questo Marsala è notevole ma mai stucchevole, bilanciata magistralmente da una vena sapida che rende il sorso persistente e invogliante la riBeva, grazie ad un finale “educato” e lunghissimo (idem, per il retrogusto). Tirando le somme, siamo davanti al classico CAPOLAVORO che sa regalare un puppurrì di emozioni uniche: sia perchè è un raro esempio di vino dolce che non smetteremmo mai di bere, sia perchè la bottiglia da 50cl viene via a meno di 15€ (però ha il gravissimo difetto di durare “un amen”😁). Perfect match: cheese-cake guarnito con cioccolato fondente (abbinamento paradisiaco🥰!). 4 coppe🏆🏆🏆🏆 golosissime😛…
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,44 | densità 10 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 9,64 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85 PUNTEGGIO TOTALE 113,92
mi ha emozionato perché è un nettare dalla dolcezza garbata ed elegante
…magari di costo contenuto, senza però sacrificare qualità, gustosità, emozionalità (auguri da Rimatore Seriale😆). Proviamo a immaginarci un Vin Santo San Gimignano DOC 2014 di color oro antico, dai profumi di dattero e uva passa con un pouffe di caramella d’orzo, che riesce a sorprendere le papille gustative fin dal 1° sorso, tanta è la ricchezza di frutto percepibile. Se poi ci aggiungiamo una persistenza aromatica di grande intensità e lunghezza, con un equilibrio palatale perfetto tra note dolci/morbide e note acidule/vinose, cosa possiamo desiderare di meglio? Un retrogusto di infinita lunghezza? C’è. Una riBevibilità da ciucca🤪 garantita? C’è. Un rapporto emozioni/prezzo da “champion of the world“? C’è anche quello. Resta solo il dubbio su come riescano Valerio Zorzi in vigna e Nicola Berti in cantina – per Graziella Cappelli Cetti, proprietaria dei Poderi del Paradiso – a realizzare un CAPOLAVORO🏆 del genere ad un prezzo che ha dell’incredibile: siamo ben sotto i 20€ per il formato da lt. 0,750! Auguri di Buon Natale🎅 quindi, sotto il segno del Paradiso [scoprilo qui] e dei suoi Poderi.
etichetta 9,16 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,04 | persistenza 9,13 | tipicità 9,81 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,93
No. E sia chiaro🧐che il title non può spoilerare spudoratamente gli appunti di assaggio relativi al vino dolce pugliese, realizzato da Cantine Torrevento [scoprile qui] in quel di Corato, nel barese. Ed è 100% autoctono, il vitigno Moscato reale di Trani con il quale viene realizzato il Dulcis in fundo 2019, che si presenta color oro brillante alla vista e profumato di fiori di zagara e albicocche, al naso. Attacco in bocca di bella eleganza, su un sorso che regala emozioni in crescita esponenziale, a partire dal 1° contatto delle papille linguali con il nettare dorato, a finire con un retrogusto ricco e fruttato: nel mezzo, una beva che sta sempre in bilico tra la dolcezza mielosa – con agrumi e albicocche in evidenza – e una struttura dotata di garbata acidità~sapidità, che rende questo Moscato di Trani DOC dolce naturale Dulcis in Fundo 2019 griffato Cantine Torrevento, un CAPOLAVORO🏆 ben oltre le attese: con un prezzo della bottiglia da 1/2 litro che non supera i 10€, questo Dulcis in Fundo 2019 non può certe essere annoverato come un best-buy tra i vini dolci.🤔😳😱 Perchè qui, siamo al miracolo.💗 [comprato su TANNICO a questo prezzo]
etichetta 8 | colore 9,39 | profumo 9,51 | densità 9,43 | persistenza 9,12 | tipicità 9,03 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,06 | ribevibilità 9,36 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35 PUNTEGGIO TOTALE 110,55
Ultimo assaggio di questo rovente e siccitoso Luglio ’22, il Moscato del Molise DOC Apianae passito 2015 realizzato da Norante di Majo. Siamo a Campomarino(CB), nel cuore del Molise, dove Alessio Di Majo Norante è proprietario e agronomo di una cantina “big” per la regione. Al 2° vino in assaggio di questa cantina molisana su EW [scopri qui il 1°], sempre realizzato da “Sir” Riccardo Cotarella, questo passito si presenta di un bel color giallo antico con nuance dorate, ottima densitá e conseguenti archetti infiniti nel calice, bei profumi di scorza di arancia amara e frutta gialla stramatura. Al palato è ricco ma non troppo corposo, dotato di una dolcezza non invadente e addirittura con un finale lievemente amaricante. Attenzione ⚠: siamo davanti ad un passito che ben si abbina a crostate di frutta e lievitati in genere, ma il perfect match – con relative emozioni forti🤩 – si è verificato davanti ad un mix di formaggi di varia stagionatura, dove Apianae 2015 ha tirato fuori l’anima STRABUONO🏆 di fascia alta, che lo caratterizza. Quindi, mi raccomando: questo moscato passito molisano non è un “jolly🃏 per dessert” come lo è il cugino piemontese; qui serve porre attenzione negli abbinamenti, ribadendo che con i formaggi🧀 si esalta oltre ogni attesa. [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
etichetta 8,86 | colore 9,11 | profumo 9,03 | densità 9,10 | persistenza 8,52 | tipicità 8,48 | struttura 8,19 | discesa in gola 8,76 | retrogusto 8,29 | ribevibilità 8,62 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,70
E nel caso dell’assaggio odierno – un assaggio speciale, non comune – sono andato a selezionare un vino dolce che riuscisse ad abbinarsi micrometricamente ad un piccolo vassoio di formaggi – petit plateau a fromage, per chi ama i francesismi🇫🇷 – per finire in bellezza una cena importante. Cosa puó esserci di meglio, come perfect match con erborinati/caprini/stagionati/piccanti, di un vino passito proveniente dalla Valtellina? Dai vigneti terrazzati della Cantina Nino Negri nasce il passito Alpi Retiche IGT Ispirazione 2016, che andiamo a scoprire insieme. Alla vista, un vino di color oro antico di bella densitá, che “lascia la scia” di infiniti archetti su tutta la superficie interna del calice di servizio (non troppo piccolo eh! io ho scelto un teku, perchè anche con i passiti amo roteare 🤩 il vino nel calice per ossigenarlo al meglio). All’olfatto, è un tripudio di profumi di agrumi, albicocche, pesche, kiwi, ananas con un pouffe di note erbacee e speziate. Al palato è semplicemente “monumentale”: la finezza dell’ingresso in bocca è antitetica alla complessitá dei sapori – e delle emozioni!😍 – che crescono attimo dopo attimo, sorso dopo sorso, prima del gran finale. Data la persistenza lunghissima, il retrogusto è di una perfezione, di un’emozione, di un’Ispirazione…INEGUAGLIABILE👑. Ecco, ho detto tutto. Post Scriptum: a mio modesto avviso, il profilo gustativo di questo Passito (si noti la P maiuscola) si presta ad essere più felicemente abbinato ai formaggi che non ai dessert; nel caso comunque la scelta ricada sui dolci, suggerirei strudel e torte di frutta, evitando preparazioni troppo grasse/cremose che sminuirebbero l’abbinamento e il vino stesso. Post Scriptum bis: è giá la seconda volta che la Cantina Nino Negri sfodera un vino di altissimo livello [leggi qui l’altro assaggio]. Applausi! 👋👋👋
etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
Premessa: pur essendo un orsetto ap🥀passito😁 – appassionato di lungo🧓 corso di vini dolci – ho memoria di non aver mai assaggiato prima una versione di tale livello del Torcolato di Maculan. Andiamo con ordine: oggi siamo a Breganze, nel vicentino, dove sull’altopiano di Asiago sorge la cantina Maculan [scoprila qui]. Una piccola grande realtà di oltre 600mila bottiglie prodotte annualmente, con le mani esperte di Fausto Maculan e sua figlia Maria Vittoria, in cantina. E veniamo all’assaggio odierno, un vino dolce a base uve vespaiola in purezza: Breganze DOC Torcolato 2018. Che si presenta di un bel color giallo oro con sfumature arancio; e sono proprio le arance🍊 e le piacevoli note agrumate, a dominare sia l’olfatto che la gustativa di questo passito, con l’aggiunta di un pouffe mieloso e un accenno balsamico~legnoso, al sorso. Che si rivela ricco~intenso, nonchè dotato di persistenza e struttura notevoli, con la dolcezza stemperata da una bella aciditá e da note lievemente amaricanti. Ci troviamo indubbiamente davanti ad un CAPOLAVORO🏆 di alto livello e mi sento di suggerire il perfect match: torta di mele e scorzette di arance, per un abbinamento “in concordanza” da urlo😍! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: 1 pt. di penalitá per una controetichetta, a dir poco, minimalista. Ad esser sinceri, la povertà di qualsivoglia informazione sul vino è una mancanza piuttosto grave, perlopiù in una bottiglia di tale livello qualitativo e tipologia.
etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,36 | densità 9,12 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,18 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,30
Con la primavera che ancora gioca a nascondino, ci ritroviamo in un freddo inizio del mese di Aprile che – ce lo auguriamo tutti – non vediamo l’ora volga verso temperature miti. Nell’attesa, beviamoci su😁! Come inizio, puó andar bene una Falanghina del Sannio? Nel caso non piaccia il genere, ci viene in aiuto un bollicine rosso: Lambrusco modenese e passa la paura! No bolle? Ok, scendiamo in Romagna e stappiamo 2 tipici Sangiovese che accontentino anche i palati più esigenti. O, in alternativa, 2 rossi 🔝 di Toscana: un Nobile di Montepulciano e un Chianti Rufina. Rosso di riserva: un Primitivo di Gioia del Colle. Poi chiusura dolce, in grande stile: prima un Moscato d’Asti con passaggio in anfora🏺, poi un Torcolato “del buon ricordo”🤩 del mese di Aprile su Emotional Wines. È o non è un altro mese da slurp😋?
Nasce a Loazzolo, nell’astigiano, il Moscato d’Asti Canelli DOCG Piasa San Maurizio 2021 in assaggio oggi. Lo realizza Giovanni Scaglione, patron del Forteto della Luja, un azienda~vigneto~oasi WWF all’interno di un bosco attraversato dal Rio Luja. Il Forteto della Luja è una mia vecchia conoscenza legata agli anni ’90: la Vendemmia Tardiva – sempre a base di uva🍇 moscato – Piasa Rischei è stato uno dei primi vini dolci che mi hanno traghettato dall’astemìa alla passione per il vino (proximo assaggio d’obbligo su Emotional Wines😋). Questo Moscato d’Asti 2021 della pregiata sottozona Canelli, si presenta di color giallo paglia dai profumi tenui di susina, banana e una nota erbacea. Al palato, abbandona la timidezza per esprimersi con una complessitá e un’intensitá gustativa spettacolare, da 1° della classe! C’è tanta dolcezza, ma non c’è stucchevolezza, poichè amalgamata magistralmente all’acido-sapidità tipica del vitigno, con un risultato di grande equilibrio e piacevolezza di beva. Siamo quindi di fronte ad un Moscato d’Asti CAPOLAVORO🏆, dotato di grande fragranza, di ottimo retrogusto e di una persistenza lunghissima. I love😍 Forteto – mio primo ammore – e quindi…”Piasa Rischei” avvisato😋! [comprato su ITALVINUS a questo prezzo]
etichetta 8,21 | colore 8,73 | profumo 8,56 | densità 8,81 | persistenza 9,57 | tipicità 9 | struttura 8,72 | discesa in gola 9,79 | retrogusto 9,34 | ribevibilità 9,66 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
Ecco, l’assaggio del vino dolce di oggi – San♥️Valentino 2022 – è agli antipodi di tale tipologia di vini: intanto siamo al Nord, con tutto ció che ne comporta in termini di temperature, clima ed esposizione solare. E poi ci sono loro, Mario Pojer & Fiorentino Sandri, che si divertono a sperimentare e a stupirci – da almeno 30 anni – con le loro originali creazioni vinicole e i loro vigneti dolomitici🗻. Leit-motiv dei 2 Vignaioli Indipendenti [scopri qui il mondo FIVI] trentini è la pulizia e la naturalezza dei loro vini, ben lontani da certi nettari fin troppo ricchi di frutto, fin troppo concentrati. Che poi di naturale hanno ben poco. Cosa aspettarsi quindi dall’assaggio del loro bianco “storico” da raccolta tardiva Essenzia (se memoria non m’inganna, è stato uno dei miei primi assaggi post-astemìa negli anni ’90😋)? Fragranza, nitidezza, ma anche delicata eleganza di beva, in un quadro di grande espressione fruttata, figlia della zona di provenienza. La grassezza di un Passito di Pantelleria, per intenderci, qui è sconosciuta: peró ben sostituita da un vino che riesce ad accarezzare le papille gustative con una leggiadrìa ed uno stile unico, grazie alla mineralità e alla freschezza montana dei luoghi di provenienza. L’annata 2016, poi, ci mette del suo per rendere ancor più memorabile l’emozione gustativa di questo Vigneti delle Dolomiti IGT Essenzia: un CAPOLAVORO🏆 di spiccata tipicitá, griffato Pojer & Sandri. Perfect match > Plumcake alla ricotta e gocce di cacao fondente😍. [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]
etichetta 10 | colore 8,98 | profumo 8,95 | densità 8,19 | persistenza 8,47 | tipicità 9,77 | struttura 8,44 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,09 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,10
Il vino dolce dell’anno, andando in archivio a spulciare Gambero🦐 Rosso ’19, era il Moscato Passito La Bella Estate 2016 griffato Vite Colte. Ed è proprio questa la sorpresa finale, che chiude il ciclo d’ assaggio dei vini bicchierati~gamberati😁. Con una piccola digressione: invece dell’annata premiata, stappo la più recente 2019. Bottiglia che si presenta con l’etichetta recitante un passaggio del romanzo “La bella estate” di Cesare Pavese – ecco il senso del title – dando così nome~citazione al vino. Che scende nel piccolo calice da dessert, di un bel color oro intenso – e nuance ambrate – apparendo poi molto denso e riempiendo di archetti il bicchierino. Al naso, affascina per profumi di tropical fruit, ananas e pesca sciroppata. Al palato… è una bomba💣: struttura, intensitá di beva, dolcezza, persistenza e retrogusto, da voto maximo😍! Devo esser sincero: non mi aspettavo tutta questa ricchezza e concentrazione di frutto da un vino dolce che – nel classico formato da 0,375 – sta sotto i 15€. Sará merito della mano particolarmente felice di Bruno Cordero, l’enologo di Vite Colte? Sarà merito del supporto agronomico di Daniele Eberle? Oppure sará merito di un’annata – la 2019 – particolarmente fortunata? Sará quel che sará, ma questo Moscato Passito DOCG La Bella Estate 2019 è un CAPOLAVORO🏆 di alto livello e super piacevolezza di beva. [comprato su WINEPOINT a questo prezzo]
Post Scriptum: sì, lo ammetto, mi sono innamorato❤️ perdutamente 🥰 di questo passito… non si era capito?😋
Post Scriptum bis:my personal thanks a Cristina Torrengo – Relazioni Esterne Vite Colte – per le note di errata corrige sulla “prima versione” dell’assaggio🤭…
Post scriptum ter: a parte qualche inciampo di percorso nel sample di vini “3 bicchieri” assaggiati questo mese, Gambero Rosso mostra sul campo il valore “dello scettro provvisorio” nella classifica delle Guide Vini 2022. In attesa di aggiornamenti futuri legati all’inserimento tardivo di Vitae 2022, tuttora in fase di valutazione.
etichetta 9 | colore 9,54 | profumo 8,77 | densità 9,32 | persistenza 10 | tipicità 9,27 | struttura 10 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,95 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55
Azienda Agricola Stefano Ferrucci > Castelbolognese > Ravenna: nelle colline della Romagna vitata nasce l’ultimo assaggio per questo 2021, l’Albana Passito Domus Aurea 2017 premiato dalla guida AIS Vitae 2020 con il tastevin regionale. Che si presenta di un dorato intenso ma splendente, alla vista. Profumato di frutti gialli e note speziate, al naso. Esplosivo, complesso e interminabile, fin dal primo sorso, al palato: si parte con l’albicocca, la pesca sciroppata, la marmellata di cotogne, per poi proseguire in un sorso con perfetto equilibrio tra dolcezza mielosa e pungente aciditá fruttata. Quando si è pervasi da un tale turbinìo di sapori ed emozioni, si resta storditi dalla piacevolezza gustativa senza eguali e si sfocia automaticamente – sorso dopo sorso – in ciucca🤪 estatica. Dopo sonnellino😴 consequenziale, si certifica che AIS ci ha pienamente azzeccato ad attribuire il tastevin regionale al Romagna DOCG Albana Passito Domus Aurea 2017 griffato Stefano Ferrucci, che si è rivelato essere un CAPOLAVORO🏆 di altissimo livello tra i vini da dessert italiani. A mio modesto avviso, superiore a molti blasonati Sauternes d’Oltralpe, grazie ad un rapporto qualitá~prezzo~emozioni, senza eguali nel mondo🌏. Chapeau🎩 ai Ferrucci e al winemaker Andrea Ruggero per questa perla rara! [scopri qui la SCHEDA TECNICA]
etichetta 9,17 | colore 10 | profumo 9,18 | densità 10 | persistenza 9,41 | tipicità 9,80 | struttura 9,13 | discesa in gola 9, 34 | retrogusto 9,79 | ribevibilità 9,07 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
Cosa c’è di meglio di un vinsanto proveniente dalla zona viticola di Montepulciano? Da orsetto goloso😋 di lungo corso dei vini da dessert, posso testimoniare che quelle zone del senese hanno una marcia in più nella realizzazione di vinsanto 🔝. E per l’appunto, l’assaggio odierno é proprio incentrato su un degno rappresentante della categoria: Vin Santo di Montepulciano DOC Dolce Sinfonia 2012 Tenuta Vallocaia. La cantina proprietaria – Bindella – é ubicata in un pezzo di Toscana a dir poco spettacolare [clicca qui] e sono quindi in attesa trepidante di scoprire il loro Vinsanto. Che si presenta nel classico color giallo oro, con un naso piuttosto timido che tradisce le premesse di una sinfonia di profumi che mi sarei aspettato. Anche l’attacco in bocca é molto soft, quasi timoroso ad aprirsi al palato, che poi offre una beva molto elegante, un sorso – passatemi il termine – vellutato, mai sopra le righe, dolce ma non dolcissimo, pieno ma non intenso. Ecco, se proprio devo esser sincero, mi aspettavo una maggior concentrazione di frutto, una maggior pienezza di beva. Detto ció, non mi permetterei mai di contraddire lo stile gustativo ricercato dal vigneron – in questo caso Enrico Benicchi, winemaker di Bindella – ma mi limito a sottolinearne le peculiaritá. Il Dolce Sinfonia 2012 é un Vinsanto STRABUONO💘 in zona crosspoint, a un nonnulla dalla fascia superiore. Non a caso l’algoritmo qualitativo – che non si fa certo influenzare dal mio metro di giudizio – è riuscito a registrare micrometricamente gli aspetti organolettici del vino in assaggio, per poi tradurli in un un numeretto~verdetto. E il punteggio totale, forse fin troppo rigoroso🤗, é speculare alla mia valutazione di assaggio.
Post Scriptum: da segnalere l’originalissima etichetta, che rappresenta “la sinfonia” attraverso le note nel pentagramma e una dedica a Giuseppe Verdi.
etichetta 9,16 | colore 9,11 | profumo 8,18 | densità 8,96 | persistenza 8,24 | tipicità 9 | struttura 8,35 | discesa in gola 8,97 | retrogusto 8,22 | ribevibilità 9,03 | prezzo 9 | piacevolezza globale 8,75
5🍇 grappoli e inserimento tra i 10 migliori vini d’Italia, così lo ha giudicato la guida vini Bibenda edizione 2020. Potevo non assaggiare un vino dolce con tale “curriculum”? Presto detto e fatto, in assaggio oggi il Passito I Capitelli della Cantina Anselmi, annata 2016 (proprio lei, quella premiata😋). La bottiglietta da 375ml dura quanto una caramella gelee😁, in pratica viene tracannata in pochi istanti. E spiego perché: questo “unico” vino da dessert, é sì mieloso, ma mai stucchevole ed é facilissimo farsi prendere la mano. Di colore oro giallo, con profumi di banana e albicocca stramatura, alla beva é sontuoso: raffinata dolcezza, eleganza alcolica (nel senso di soavitá di gradazione) e grande retrogusto mielato, senza scadere nello sciropposo. Un vino da gustare non necessariamente in abbinamento a un dessert – che magari sará un genuino plumcake o una semplice torta di ricotta – ma anche “da solo” come fine pasto o come vino da meditazione. Un passito raro, nel panorama dei vini dolci nostrani, talvolta insipidi, altre volte stucchevoli: qui, con I Capitelli, ci avviciniamo ad un CAPOLAVORO🏆 (quasi) unico nel suo genere, che convincerá anche chi non ama particolarmente i vini dolci. Anselmi ha fatto centro🎯! [comprato su italvinus.it a questo prezzo]
etichetta 7,95 | colore 9,03 | profumo 8,02 | densità 9,09 | persistenza 8,98 | tipicità 8,90 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,82 | retrogusto 9,52 | ribevibilità 8,97 | prezzo 9 | piacevolezza globale 9,40
La versione spumantizzata dell’Asti griffata Romano Dogliotti – deus ex machina della Caudrina – si chiama La Selvatica ed é “il rovescio della medaglia” del precedente assaggio della stessa cantina e dello stesso uvaggio [vedi qui]. In questo Asti, rispetto al Moscato, c’é più effervescenza, più dinamismo e più – passatemi il termine – spensieratezza del vigneron (Dogliotti, appunto) che riesce a sorprendere con un vino dalla freschezza strepitosa e dotato di un equilibrio tra vena acida e dolcezza, che rendono unico questo CAPOLAVORO🏆 piemontese. Ancora Caudrina, ancora un vino dolce super, ancora la firma di Dogliotti. Standing ovation 👋👋👋 obbligata… [comprato su callmewine.com a questo prezzo] Post Scriptum: l’etichetta, splendida, é un omaggio al genius dell’indimenticabile Romano Levi, che da lassú… ringrazia e ci beve su uno dei suoi grapin. *Post Scriptum bis: qui é il grande Lucio Battisti, che mi ringrazia😁, per la citazione dell’incipit della sua “Ancora tu”, contenuta nell’album “Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera” datato 1976. Citazione che calza a pennello per questo Asti Spumante La Selvatica, 2° assaggio TOP consecutivo per Caudrina.
etichetta 10 | colore 7,81 | profumo 8,63 | densità 7,64 | persistenza 8,95 | tipicità 9,80 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,46 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,78 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,85
…consistente nel rischio (altamente probabile) di scolarvelo tutto in una volta😋. Oggi siamo in Toscana e più precisamente alla Marini Farm di Pistoia, un’azienda familiare con una tradizione vinicola che risale a 200 anni fa😳. Olio e Vinsanto, sono le 2 specialità della casa e proprio visitando personalmente la Vinsantaia del Marini ho avuto modo di assaggiare il vino di oggi: Vinsanto del Chianti Riserva 2015. Colore oro antico, profumo di “quello che c’é dentro” 🤩 cioé uva passa, ma é in bocca che sorprende: grande morbidezza di beva accompagnata da una dolcezza non invadente e corroborata da una persistenza lunghissima che poi lascia spazio a un retrogusto coerente e piacevole. Un vinsanto STRABUONO a un passo dall’ingresso in fascia maxima, con 2 soli aspetti migliorabili: la dolcezza (che potrebbe essere più incisiva) e la struttura (di alto livello ma non al TOP). Comunque sia (notate le striature “sante” sull’etichetta😁), mi sono scolato l’intera bottiglia di Vinsanto del Marini in una serata!
etichetta 7,22 | colore 8,94 | profumo 8,13 | densità 8,66 | persistenza 9,15 | tipicità 9,57 | struttura 7,32 | discesa in gola 8,64 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,38 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9
… che assomiglia spudoratamente ad un Passito di Pantelleria “light”, nel senso di sensazioni gustative assimilabili ma con una maggior delicatezza/levigatezza di beva, che forse é la cifra stilistica di chi lo produce sull’isola di Salina: stiamo parlando delle storiche Cantine Colosi. Il Passito Terre Siciliane IGP realizzato con le uve di zibibbo proprietarie dislocate a Marsala, ha il solito color oro ambrato e la tipica dolcezza del famoso passito pantesco, ma con minor struttura e un tocco di raffinata leggiadrìa; sono questi aspetti che gli donano eleganza, freschezza ed enorme RiBevibilitá. Da esperto estimatore di vini passiti quale mi vanto essere (modestamente🤓), posso tranquillamente affermare che questo nettare STRABUONO💘 griffato Colosi é a un soffio🌬 dalla fascia di valutazione maxima, come si evince dall’integerrimo algoritmo e come conferma il mio palato. [comprato su scamuzzivini.it a questo prezzo] Post Scriptum: da segnalare un rapporto qualitá/prezzo incredibile, una grande piacevolezza globale e pure una bellissima etichetta🏷.
etichetta 9,11 | colore 8,21 | profumo 7,99 | densità 8,04 | persistenza 8,35 | tipicità 9 | struttura 7,93 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 8,49 | ribevibilità 9,59 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
3 mesi fa – era il 24 Febbraio ’21 – rimasi folgorato dal Moscato~capolavoro griffato Fontanafredda, quel Moncucco proveniente dal colle omonimo. Qui ci spostiamo dall’astigiano per addentrarci nel cuneese, scoprendo i vigneti di Moscato d’ Asti su per un altro colle, La Galeisa. Mi sono domandato com’é che una DOC “d’Asti” la si possa trovare in provincia di Cuneo (e anche Alessandria): la risposta é semplice, é il disciplinare che lo prevede🤩. La Galeisa é anche il nome del vino in assaggio oggi, che definire semplicemente Moscato o addirittura “vino dolce”, sarebbe riduttivo: il succo d’uva contenuto in questa bottiglia targata Caudrina, Azienda agricola di Romano Dogliotti, é un nettare divino, un super CAPOLAVORO🏆 capace di emozionare intensamente, con lunga persistenza. Quella Persistenza Gustativa (si noti l’uso delle Maiuscole) che, insieme ad una rara complessità per questa DOC e a una dolcezza elegante e mielosa allo stesso tempo, rendono questo Moscato d’Asti più vicino a un vino da meditazione che non da dessert. Anche l’effervescenza é molto misurata – direi in modo micrometrico! – ad esaltare un retrogusto indimenticabile. Ad oggi, 17 Maggio 2021, uno degli assaggi più “emotional” dell’anno. Standing ovation 👋👋👋 a Romano Dogliotti & family, per questa perla enologica! 😍 [comprato su callmewine.com a questo prezzo]
etichetta 8,84 | colore 8,32 | profumo 9,45 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 9,66 | struttura 9,82 | discesa in gola 9,77 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,88 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
… sorseggiando un “bon bicer ed vin”. La cima dove mi trovo oggi é il Bricco delle Merende e il vino in assaggio é il cru omonimo😁 di Moscato d’Asti, realizzato dall’Azienda Agricola Marco Capra. Avete capito dove mi trovo, vero? Santo Stefano Belbo, Piemonte, tra le Langhe e il Monferrato. Il Bricco delle Merende si presenta di color oro chiaro, con profumi interessanti – ma molto flebili – sia erbacei che floreali. Al palato si presenta con una tenue effervescenzaf e con tanta (troppa) delicatezza di beva, lontano dalla pienezza e dalla gustositá di altri Moscato d’Asti assaggiati in precedenza. Qui c’é dolcezza ma non troppa, la persistenza é limitata e la struttura é molto eterea per non dire impalpabile. Manca inspiegabilmente qualcosa a questo Moscato, che d’altro canto sicuramente piacerà a chi ama i vini dolci delicati, tenui, lievi. Fin troppo, aggiungo io. L’algoritmo qualitativo “vede” questa lacuna e posiziona il Bricco delle Merende in fascia STRABUONO💘, ma pericolosamente a un passo dal baratro😁 della fascia inferiore. [comprato su becausethewine.com a questo prezzo]
etichetta 8,22 | colore 7,24 | profumo 7,15 | densità 7,08 | persistenza 6,22 | tipicità 8,49 | struttura 6,14 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 7,57 | ribevibilità 7,89 | prezzo 8,10 | piacevolezza globale 7,65
Siamo a Castagnole delle Lanze, provincia di Asti: un luogo dove ci sono più viti di Moscato che abitanti😁 e c’é anche un viticoltore – Gianni Doglia – che produce il Casa di Bianca, pluripremiato Moscato d’Asti DOCG. Bibenda, Vitae, Gambero Rosso, lo hanno incensato e ricoperto di premi, per più annate ripetutamente. Quindi andiamo dritti alla conclusione che anche Emotional Wines non potrá che confermare le valutazioni massime degli esperti sommelier che redigono le 3 guide sopracitate. Giusto? Ni. Nel senso che, non é la prima volta che le troppe aspettative poi si traducono in un risultato ottimo, ma non proprio superlativo o perlomeno non all’altezza delle attese e delle premesse (leggi: 4 viti Vitae, 3 bicchieri Gambero Rosso, 5 grappoli Bibenda). Il Casa di Bianca é un Moscato STRABUONO💘 e di grande equilibrio dolcezza/sapiditá, che lo fanno volare alto in termini di raffinatezza gustativa e retrogusto da 1° della classe. Ma ci sono dei dettagli, ben percepibili e definiti, che non hanno permesso a questo ottimo Moscato, di raggiungere la fascia maxima di valutazione. Nello specifico: un senso di “acquositá” nella struttura del vino e un punto (o anche due😜) di dolcezza e persistenza “mancanti” al raggiungimento di una valutazione più alta. Annata in assaggio: la strapremiata 2019🤗. [comprato su callmewine.com]
etichetta 9,11 | colore 8,48 | profumo 8,30 | densità 8,04 | persistenza 7,55 | tipicità 9,43 | struttura 7,32 | discesa in gola 9,18 | retrogusto 9,80 | ribevibilità 9,19 | prezzo 8,75 | piacevolezza globale 8,91
Da Santo Stefano Belbo – siamo in Piemonte, nelle Langhe – si sale su a Moncucco e si assaggia un Moscato d’Asti griffato Fontanafredda, che prende il nome proprio dal colle che ne ospita le vigne. All’assaggio, si parte con un tripudio di fiori bianchi che invogliano la beva, la quale si rivela “cicciosa”, di dolcezza fine e intensa allo stesso tempo, una bollicina che si distende in modo misurato ed una persistenza da vero vino CAPOLAVORO🏆 qual é Moncucco. Standing ovation! [comprato su italvinus.it] Post Scriptum: anche l’etichetta, come il Moscato, é elegante, raffinata, di gran classe. Chapeau!
etichetta 10 | colore 8,42 | profumo 8,89 | densità 8,59 | persistenza 9,21 | tipicità 9,55 | struttura 8,96 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 9,46 | prezzo 9,09 | piacevolezza globale 9,69
A mio fazioso parere 😉, é in un comune di Trapani – Alcamo – che nasce l’archetipo del Sauternes francese: un vino dolce muffato a base di uve sauvignon e altro vitigno (semillon per la Francia🇫🇷, catarratto per noi 🇮🇹). Lo dico subito: il sole ☀ e il microclima siciliano forgiano magistralmente la vendemmia tardiva Cielo Dalcamo di Rapitalá, con il risultato di un vino CAPOLAVORO🏆 che non fa minimamente rimpiangere i Sauternes d’oltralpe. Colore oro, profumo inebriante, pienezza gustativa, nuance di muffa nobile in equilibrio con la dolcezza – mai stucchevole ma ben presente – e persistenza che non finisce mai: il mio cuore❤ batte forte… Post Scriptum: anche l’etichetta é di grande fascino, tra le più belle di sempre. [comprato su vinicum.com]
etichetta 10 | colore 9,82 | profumo 9,05 | densità 9,19 | persistenza 9,89 | tipicità 7,56 | struttura 8,84 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,35 | ribevibilità 8,80 | prezzo 8,99 | piacevolezza globale 9,53
Anzi, facciamoci un bel pieno di Bel Piano 😋 : il cru di Moscato d’Asti ideato da Secondino Barbero é sorprendente! Per prima cosa ti ammalia al primo impatto – inebriandoti e ipnotizzandoti con i profumi di un campo fiorito – per poi ruffianamente colpirti al cuore❤ coccolandoti il palato con un bagno di dolcezza. Dolcezza non stucchevole peró, ben bilanciata dalla fresca acidità “nature” tipica dell’uva moscato. Io l’ho abbinato alla perfezione ad una torta Millefoglie farcita di crema chantilly, ma un Moscato è sempre un jolly per i dolci lievitati e le torte a base di frutta. Un plauso a Cascina Fonda per la costanza nel tempo (ho un buon ricordo di un assaggio risalente a una 15ina di anni fa) nel realizzare un CAPOLAVORO🏆 di Moscato che sa regalare tante dolci emozioni. Attenzione peró a scolarvene troppe bottiglie ⚠, il Bel Piano induce dipendenza 😉.
etichetta 8,27 | colore 8,36 | profumo 9,12 | densità 7,94 | persistenza 9,38 | tipicità 9 | struttura 7,94 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,38 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,08
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