Proprio così: l'assaggio odierno va a toccare la Toscana - terra di rossi e vini top - e la Cantina Frescobaldi: un nome, una storia, che non sta certo a me l'onere/l'onore di presentare [scoprila QUI]. A me spetta il racconto dell'assaggio: che si apre con i classici profumi chiantici [termine fantasioso ma inesistente🤪 che vuol dire: tipici del Chianti] di viola a mammola e ciliegia🍒, qui con un pouffe di spezie/caffè, sullo sfondo. In bocca entra fin troppo timido, quasi nascondendosi, giocando tra le parti fruttate e le nuances legnose. Pausa⏸️. Cambio calice: prendo quello grande, apposta per i vini "riserva", e mi scaraffo nuovamente il Vecchie Viti... cambia tutto!🤯😱 Wow🥰: ora c'è tutta la pienezza del frutto, adagiata su un sontuoso mix di note balsamiche, legnose e pure cioccolatose! Retroscena: 4 anni fa avevo già assaggiato la versione "basic" di questo vino [scoprila QUI] che già era risultata notevole. Qui, però, siamo nella categoria superiore. E infatti, anche l'algoritmo qualitativo se ne accorge e posiziona direct🔝 in fascia INEGUAGLIABILE questo Chianti Rufina Riserva DOCG Nipozzano Vecchie Viti.
5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate anche lato prezzo: un vino che sta sui 21 €uro e appariglia la valutazione degli specials (vini dal costo maximo di 42 €uro), non capita quasi mai, anzi: è una raritá. E quindi, ulteriore premio "circoletto rosso"⭕.
Post Scriptum: 🎩chapeau a Nipozzano/Frescobaldi e a Nicolò D'Afflitto in cantina, supportato da Michele Brandi in vigna.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,67 | densità 9,71 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,38
... primo prezzo (sotto i 10 €uro), ma mooolto interessante, con più luci che ombre. La prima cosa che salta all'occhio leggendo la controetichetta (il mio 1° gesto davanti ad una boccia che non conosco) è che la cantina imbottigliatrice (Cantina del Ciabot) differisce da quella di produzione. E fin qui, poco male: ci sta che il piccolo produttore si avvalga di imbottigliatore esterno. La seconda cosa che fo, mi lascia qualche dubbio: cliccando sul sito Gatt Russ, escono fuori informazioni vicine allo zero, sia sul produttore - Azienda agricola Pellegrini - che sulla gamma dei vini. Dopo queste "ombre", ecco le luci: il Dogliani Gatt Russ 2020 è profumatissimo di frutti rossi e visciole, entra morbido in bocca e poi si apre a ventaglio sulle papille linguali, che concordano con me😁 sul fatto di essere dinanzi ad un vino STRABUONO di fascia alta, con la peculiarità di un rapporto emozioni/prezzo da 1° della classe e circoletto rosso⭕️ obbligato dalle buonissime sensazioni percepite in gustativa (struttura, persistenza, retrogusto, piacevolezza globale). Peccato solo per l'alone di mistero che aleggia intorno a questa etichetta e al suo produttore, ma per il resto... tanto di cappello! 3 coppe🏆🏆🏆strameritate!
etichetta 6 | colore 9,14 | profumo 8,58 | densità 8,91 | persistenza 9,04 | tipicità 8,93 | struttura 8,92 | discesa in gola 9,61 | retrogusto 9,12 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,03
PUNTEGGIO TOTALE 107,31
...firmato I Sabbioni, mi intriga non poco. In primis, perché l'annata 2016 è una garanzia; in secundis, perché l'uva🍇 sangio che cresce in Romagna è spesso vinificata in purezza (a differenza di quanto avviene in Toscana) e si fa apprezzare per una succosità e una gustosità tutta sua. Ma "entriamo" in assaggio: l'Oriolo si presenta di rosso scuro vestito, con profumi netti di ciliegia, rabarbaro e mirtillo nero selvatico. Attacco in bocca lievemente più secco e tannico del previsto: controllo la temperatura (9°) e mi accorgo che serve un'oretta abbondante di acclimatamento, per poter degustare il vino intorno ai 13~15° (fidatevi, è la temperatura giusta per il sangio!).
E ora ci siamo: il termometro segna 14,6°C, le papille linguali percepiscono un vino di valida densità, materico, con un letto di prugne, ribes e amarene🍒 "ad aprire le danze". La struttura è impeccabile, in un equilibrio frutto/tannino di alto livello: se avessi bevuto questo rosso romagnolo in un "test alla cieca", avrei potuto tranquillamente scambiarlo per un supertuscan dal costo stellare. E a proposito di prezzo... io l'ho comprato a meno di 20 €uro, ma sono pronto a scommettere che questo Oriolo 2016 farebbe vedere i sorci verdi ai cd. "vini iper-costosi": 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti! Unico neo in questo "quadretto aulico" è la scritta sulla controetichetta🤬: 《imbottigliato da ITFC179 per conto de I SABBIONI》. Post Scriptum: ora, dico... si può sapere chi è il produttore di questo CAPOLAVORO❓️ Mistero risolto: leggi sotto. Post Scriptum bis: la 5° coppa🏆 (mancata) è proprio colpa di tale mancanza di trasparenza.Post Scriptum ter: dalla regìa mi dicono che il produttore è Noelia Ricci/La Pandolfa. Non capisco perché nasconderlo pubblicamente e sostituirlo col codice SIAN...
etichetta 6 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,73 | persistenza 9,51 | tipicità 9,86 | struttura 9,67 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,79
PUNTEGGIO TOTALE 113,74
...seppur ci troviamo di fronte ad un territorio privilegiato, qual è la zona a Sud di Siena: una terra perfetta per la maturazione dell'uva sangiovese grosso, che si traduce poi in deliziosi Rosso e Brunello (e non solo). Però, come tutte le zone vitate d'Italia, ha le sue sottozone, le sue parcelle elettive, i suoi cru preferiti. E oggi, nel caso del Banditella 2019 - Rosso di Montalcino DOC biologico🌱 certificato👏 - griffato Col D'Orcia, siamo davanti ad un vino che fa della freschezza, di una piacevole acidità di fondo, dell'immediatezza di beva, i suoi punti focali. Andiamo per ordine: colore rubino lucente, naso👃 un filo corto, con mix olfattivo frutti rossi/erbaceo un po' sottotono; in bocca entra timidamente e anche il sorso sembra essere dotato del "freno a mano". Eppure è un 2019, stappato a ben 6 anni di distanza dalla vendemmia, quindi dovrebbe essere al top dell'evoluzione. Calma. Gesso. Lasciamolo "aprire"...
Dopo la pennichella➡️ è evidente che questa è l'impronta stilistica del vino, rimasta intatta negli anni. È un pregio di non poco conto - e vale doppio nel caso di questa bottiglia che non è Riserva - però io mi sarei aspettato più frutto e più rotondità di beva per questo RdM Banditella 2019 STRABUONO, con 3 coppe 🏆🏆🏆 abbondanti, ad un soffio dal "superior level". Magari chi fa il vino - l'enologo Antonio Tranchida, supportato dall'agronomo Giuliano Dragoni, per Col D'Orcia - ne sa sicuramente più di me e potrà confermare che il profilo gustativo del Banditella è proprio quello ricercato~voluto. E, com'è giusto che sia:《de gustibus non disputandum》🫠
etichetta 8,50 | colore 9,19 | profumo 8,73 | densità 8,97 | persistenza 9,04 | tipicità 8,95 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,07 | retrogusto 8,92 | ribevibilità 9,07 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 107,70
L'assassino torna sempre sul luogo del delitto: attrazione fatale? autolesionismo? sfida verso se stesso?
C'eravamo già assaggiati😁, nel lontano Marzo 2021 - ai primi vagíti🐣 di questo blog - ma il risultato non fu emozionante, anzi. Vediamo allora cosa succede con il Contado "annata mitologica"🤩 e cioè con la 2016: al colore e al profumo, tutto tace. Nel senso che non ci sono differenze significative rispetto al precedente assaggio della versione 2014. Sottoponendo peró il Contado 2016 all'esame delle papille linguali - che non mentono mai😋 - escono fuori differenze sostanziali tra i 2 vini griffati Norante di Majo: stavolta l'attacco in bocca del rosso molisano è più generoso, nettamente più strutturato e polposo. Il maggior corpo, rende la beva anche più ricca di PAI - Persistenza Aromatica Intensa - che quindi regala un sorso lunghissimo, con note tabaccose sullo sfondo e una succosità invitante (alla beva e ribeva🤪).
Che altro aggiungere? Che questa volta Alessio Di Majo Norante - proprietario e agronomo dell'Azienda di Campomarino - coadiuvato dal "solito" Riccardo Cotarella in cantina, ha trovato la quadra per rendere il Contado 2016 un CAPOLAVORO senza se e senza ma, accaparrandosi 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate. Post Scriptum: rapporto qualità/emozioni/prezzo da 1° della classe!!!
etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,91 | densità 9,62 | persistenza 9,65 | tipicità 9,36 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,41 | retrogusto 9,67 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 112,91
Sì, lo so: godo come un riccio🦔 a spoilerare nel title la valutazione finale di un assaggio😁.
Ma non riesco a controllarmi, soprattutto quando mi trovo a descrivere il vino di una cantina~rivelazione, che ho addirittura avuto il piacere di visitare di persona.
E, come se non bastassero "gli" Emotional AWARDS🏅 già vinti dalla cantina e dai vini (bianchi) assaggiati finora, Agostino Vicentini (& family) ci riprova addirittura con il rosso DOC veneto che più veneto non si può: il Valpolicella Superiore, "cru" Palazzo di Campiano 2018.
Che si presenta rosso rubino splendente, alla vista e con profumi di fragoline🍓 e susine stramature, al naso. Ma è in bocca, che questo "ennesimo" CAPOLAVORO di Vicentini, colpisce e stordisce: perchè è succoso, saporito, beverino e inebriante. E purtroppo, invogliante "in infinitum" alla beva+ribeva+tribeva🤪. Cos'altro aggiungere? Che per "chiudere il cerchio" di una cantina così generosa di perle vinicole, manca soltanto un vino da meditazione. Ops😲! Dalla regìa🎧, mi stanno dicendo che Vicentini ha inserito in produzione anche il Recioto di Soave, già premiato con la gemma💎 dalla guida Vitae 2025 by A.I.S.
☎️《Pronto... Agostino, sono Teddywine🐻: per caso ti è rimasta una bottiglia di Recioto per Emotional Wines?😜》
etichetta 7 | colore 9,27 | profumo 9,34 | densità 8,85 | persistenza 8,92 | tipicità 9,46 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,56 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 10 | prezzo 8,88 | piacevolezza globale 9,40
PUNTEGGIO TOTALE 109
... che già dal nome - Il Borro del diavolo - intriga e cattura. Oggi in assaggio un Chianti Classico che più classico non si può: la family che lo produce (Brini Batacchi) ha l'onere e l'onore di una storia vinicola che risale a 800 anni fa (😱) e che oggi si avvale in vigna del duo agronomico Ruggero Mazzilli e Salvatore Radesco coadiuvati in cantina dagli enologi Paolo Salvi e Niccolò Ferri. Cosa ne esce fuori? Una Riserva dotata di una personalità suadente e, contemporaneamente, rispettosa della storia dei Chianti Classico DOCG "Gallo Nero". Il Borro del Diavolo 2016 appare rosso scuro ma non scurissimo, profuma di more e ciliege🍒 con una coerenza di beva magistrale e, soprattutto, dotata di stre-pi-to-sa pulizia. Ed è proprio questa la cifra del Borro: una beva elegante, setosa, pulita, rigorosa, nel "binario" del più Classico dei Chianti DOCG Riserva. 4 coppe🏆🏆🏆🏆abbondanti per un vino toscano che sa di CAPOLAVORO storico. Chapeau! 👏👏👏👏
etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 9,17 | densità 8,98 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,65 | retrogusto 9,36 | ribevibilità 9,88 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,10
Il title si riferisce al cru del Carmignano DOCG biologico🍃, griffato Fattoria Ambra - siamo nel pratese, in Toscana - proposto in assaggio oggi. Beppe Rigoli - nella triplice veste di proprietario, agronomo, enologo - e la sua Fattoria Ambra, ci presentano un vino di color rubino scuro alla vista, mentre al naso è un pupurrì di frutti rossi, con l'amarena in evidenza. Attacco in bocca pulito ma imponente, con una struttura "cicciosa" e contemporaneamente elegante, a regalare un sorso di grande fascino, che invoglia a fare il bis (e anche il tris😜). Questo Santa Cristina in Pilli 2020 è indubbiamente un CAPOLAVORO, in linea con il target🎯 filosofico di questo blog~notes: grandi vini al giusto prezzo, nel rispetto di noi "appassionati paganti". 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in scioltezza, alle quali si aggiunge il circoletto⭕ rosso per il suuuper rapporto emozioni~prezzo: applausi👏👏👏!
etichetta 8,50 | colore 9,02 | profumo 9,13 | densità 9,02 | persistenza 8,98 | tipicità 9,28 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 110,50
Lo fa Bertani, storica Cantina veneta specialista di uve🍇 corvina, dal 1857. Certo, non siamo davanti ad un Amarone: il Valpolicella Ripasso ne è solo "un parente alla lontana". Però, fin dal primo assaggio, si percepisce ricchezza di frutti (di bosco) ed eleganza a tinte delicate. La morbidezza è quasi esagerata - a tratti si sente la mancanza di tannino e di acidità - ma questo è il Valpantena 2020: un Valpolicella Ripasso succoso ma raffinato, sicuramente non potente, ma mooolto garbato, a garantire una beva più invitante che persistente, più beverina che corposa. In una parola, STRABUONO, anzi strabuonissimo Bertani: un marchio e una garanzia, da oltre 160 anni. Quindi... 3 coppe🏆🏆🏆 ai piani alti di fascia, indubbiamente strameritate, per questo Valpolicella Ripasso DOC Valpantena 2020.
etichetta 7 | colore 8,72 | profumo 9,04 | densità 8,22 | persistenza 8,96 | tipicità 10 | struttura 8,84 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,35 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,77
Oggi gironzolo in un luogo strepitosamente bello - ed unico, visto che è anche patrimonio UNESCO - come lo è Barolo e tanti altri paesi/frazioni che compongono la meraviglia naturale delle Langhe piemontesi. In località Boschetti, sorge Lo Zoccolaio [scoprila qui], "costola" di Villa Lanata, entrambe di proprietà della family Martini. La Barbera in assaggio oggi si presenta di rosso porpora scurissimo vestita, profumatissima di more e ribes ed un pouffe di fragoline di bosco, al naso. Ma è in bocca che Suculè 2018 esplode in tutta la sua magnificenza polposa, materica, fruttata, come poche altre volte mi è capitato di assaggiare: il sorso è succosissimo eppure non pesante e invoglia la ribeva in modalità "su, dai, sbronziamoci🤪", chiudendo con una persistenza - che poi si estende al retrogusto - di rara piacevolezza. Fa il vino - con mano✋️ magica, direi - Massimo Marasso e lo fa così bene che agguanta* il premio maximo delle 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 con questa INEGUAGLIABILE Barbera d'Alba Superiore DOC 2018 Suculé, griffata Lo Zoccolaio. In aggiunta, circoletto⭕️ rosso obliged per una bottiglia che sa davvero sorprendere, perlopiù non superando la soglia dei 15 €uro.
👏👏👏👏👏Standing ovation!👏👏👏👏👏
* (nel senso che raggiunge la fascia maxima per il rotto della cuffia, fermandosi al primissimo gradino a causa di quella dicitura in controetichetta "imbottigliato da...per conto di...")
etichetta 6 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116
Oggi siamo a Gaiole in Chianti, nel senese, dove lo storico Castello di Cacchiano [scoprilo qui] è l'autore del più famoso dei vini rossi di toscana: Chianti Classico DOCG, nella versione Riserva 2019. Stefano Chioccioli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, realizza - per Cacchiano . una Riserva piuttosto viva, fragrante, non certo "piatta" come capita, talvolta, in alcune interpretazioni invecchiate del Chianti. Qui abbiamo un naso ricco di viola e frutti di bosco, con una bocca materica e vinosa, ma non disgiunta da una bella profondità di beva, che regala forza, potenza, ma anche eleganza di frutto, soprattutto sul finale. Tannino ben presente ma non ruspante, forse levigato da un'attenta cura nella maturazione in botte, con il risultato di una piacevolezza di beva, spesso non facilmente riscontrabile per la tipologia. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito per un classico ed elegante CAPOLAVORO firmato Castello di Cacchiano. Sarò curioso di assaggiare, prossimamente, lo step evolutivo superiore ovvero il Gran Selezione Millennio.
etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 9 | densità 9,06 | persistenza 9,14 | tipicità 9,75 | struttura 9,48 | discesa in gola 9,32 | retrogusto 9,60 | ribevibilità 9,34 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 110,26
PREMESSA : : talvolta capita di fare una cena informale tra amici e/o parenti, che quando è il momento di scegliere il vino - per non fare lo sborone - punti dritto sulla bottiglia più economica, quella che "sarà quel che sarà", ma almeno il portafoglio ringrazia🤑.
Come conseguenza di tale scelta, è logico non aspettarsi chissà quale meraviglia enologica, eppure è accaduto che...
LA FATTORIA : : siamo nei dintorni di Firenze, nella strada che porta verso la Rufina, dove una deviazione - con stradina stretta e scoscesa - porta dritti alla Fattoria di Poggiopiano, conosciuta in zona anche e soprattutto per un olio E.V.O. stratosferico.
L'ASSAGGIO : : "eravano 4 amici al bar" (con cucina), stappiamo una bottiglia che sta sotto i 15€ (l'oste ci racconta che non effettua alcun ricarico sul costo dei vini, che quindi sono pari al prezzo da asporto😱). Dopo il 1° sorso, ariiva il 2°, il 3°, il 4° e... 2° bottiglia🤪. Com'era 2018 Rosso di Toscana IGT è tecnicamente un supertuscan low-cost, che regala la sensazione di immergersi nella vasca di fermentazione delle uve (sangiovese con un saldo di canaiolo) e ci riporta indietro nel tempo, al vino rosso buono, conviviale, ruspante, come sanno ben fare nella campagna fiorentina. Qui, però, Mauro Galardi e la Fattoria di Poggiopiano si sono superati: nessuna puzzetta residua, freschezza e vinosità inaudite, sorso masticabile, retrogusto di frutti rossi e piacevolezza da voto maximo. A questo prezzo, trattasi di CAPOLAVORO più unico che raro, perlopiù certificato BIO, perlopiù "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine"! E pure proveniente da un Vignaiolo Indipendente [scopri qui la FIVI].
MORALE DELLA FAVOLA : : 4 coppe🏆🏆🏆🏆 inattese ma strameritate, con l'aggiunta del circoletto ⭕️ rosso per il sorprendente rapporto emozioni~prezzo (da 11).
⚠️WARNING : : berne con moderazione, perché con vini del genere, non smetteresti più🤪...
etichetta 10 | colore 8,37 | profumo 8,23 | densità 8,71 | persistenza 8,43 | tipicità 8,70 | struttura 8,45 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 109,48
Oggi gironzolo in Toscana e più precisamente nel Valdarno, una zona considerata "minore" (se raffrontata alle zone "super" di Montalcino, Bolgheri, Chianti Classico), ma non per questo meno interessante. La Tenuta Sette Ponti [scoprila qui] ideò il Toscana IGT Crognolo nel lontano 1988 ed è per questo che, lo scorso anno, gli ha dedicato una versione "anniversary" realizzata in una modalità inusuale e cioè con un blend delle annate 2016/18/19. Ne esce fuori un supertuscan molto particolare, dai profumi e dal sapore decisanente notturno, passatemi il termine. Dimenticatevi quei rossi fragranti, scorrevoli, di facile beva: qui siamo davanti ad un vino dai profumi di frutti di bosco che si stagliano su uno sfondo decisamente boisè, legnoso e tabaccoso. Idem al palato: questa versione del Crognolo è decisamente "dark" con le importanti note balsamiche ed una persistenza infinita a tessere la tela di un sorso decisamente INEGUAGLIABILE, per tipicità e ricchezza di estrazione. Di conseguenza, il Toscana IGT Crognolo 25° Anniversary griffato Tenuta Sette Ponti, si guadagna le ambite e meritate 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆, quasi in souplesse... Applausi 👏👏👏👏👏 al team agronomico~enologico della Tenuta, che ha saputo anche solo immaginare un vino di tale unicità.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,47 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,47
Oggi mi aggiro tra i filari vitati empolesi della campagna fiorentina, dove la family Pierazzuoli, proprietaria della Tenuta Cantagallo, supportata da un enologo "big" qual è Lorenzo Landi - classe 1964 - ci presenta un Carmignano che sembra uscito fuori dalla macchina del tempo. La gustativa, momento cru dell'assaggio di un vino, ci fa tornare indietro ai tempi del vino "toscanaccio", nel senso buono del termine, con quei rossi schietti, un filo ruvidi, ma decisamente autentici. È il caso del Matroneo 2021: rosso rubino profondo alla vista, vinoso e speziato al naso, dà il meglio di sé in bocca, perché ci porta dritti al ricordo dell''archetipo del vino contadino, senza regalare nulla in termini di morbidezza, dolcezza e ruffianità varie. Il Carmignano DOCG Matroneo 2021 è un CAPOLAVORO d'antan, con le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 riempite di un nettare rosso, che saprà esprimersi al meglio, in perfect match, con una bistecca di Chianina IGP Fiorentina. Slurp😋... slurp😋...
POST SCRIPTUM: quella scritta in controetichetta, "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine", vorrei leggerla più spesso nei miei assaggi vinicoli. Chapeau🎩 a Dario ed Enrico Pierazzuoli!
etichetta 9,75 | colore 9,32 | profumo 8,48 | densità 9,03 | persistenza 9,22 | tipicità 9 | struttura 9,16 | discesa in gola 8,68 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 109,31
Oggi siamo a Siena, nella campagna ilcinese, dove sorgono le vigne utilizzate per il cru Ginestreto 2019: è l’assaggio odierno, il Rosso di Montalcino DOC realizzato da Fuligni. Che mi sarei aspettato essere un rosso corposo, tannico, opulento, come capita spesso per i vini di questo meraviglioso pezzo di Toscana. Ma Ginestreto è un’altra cosa: di color rubino lucente ma non certo intenso, profumato (con garbo) di frutti rossi e violetta, scompiglia le carte in tavola a chi si aspettava un Rosso di Montalcino dal carattere potente e intenso. Qui c’è un sorso di grande eccellenza, che sorprende le papille linguali con un’ampiezza palatale “sferica”, tridimensionale, ad esaltare il maestoso equilibrio tra le note acidule e il ricco bagaglio fruttato. Cosa aggiungere oltre? Emozioni a non finire e una piacevolezza di beva di rara eleganza, per questa sorprendente etichetta di casa Fuligni. Ca va sans dire, 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 per l’INEGUAGLIABILE Rosso di Montalcino DOC Ginestreto 2019, un’inattesa e sorprendente realizzazione del duo enologico~agronomico Paolo Vagaggini~Federico Ricci, per una piccola (siamo sotto le 80.000 bottiglie annue) grande Azienda ilcinese, che fa valere la sua “esperienza” ultra 50ennale e la confluisce in questa bottiglia. Tanto di cappello🎩 anche a Maria Flora Fuligni, proprietaria della fascinosa Tenuta [scoprila qui].
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,47 | densità 9,64 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,11
mi ha emozionato perché è elegantissimo, fruttato e persistente
Il title spudoratamente spoilerante😛 racconta con un termine – elegante – l’essenza dell’assaggio odierno. Oggi siamo a Moncucco – frazione di Farigliano, nel cuneese – a scoprire un rosso “contadino” della tradizione vinicola piemontese, il Dolcetto Sorì Dij But 2019 griffato Anna Maria Abbona (Vignaioli Indipendenti – FIVI). Al colore, il vino è rosso porpora con nuances rubino; al profumo, un timido mix di frutti rossi. Ma è in bocca che il Sorì Dij But tira fuori le sue carte migliori: in primis una grande rotondità di beva, in secundis un’eleganza inattesa per un rosso piemontese che sta in fascia 12~15€. Tannino morbidone, quasi impalbabile, a sostenere una struttura soltanto media, con la persistenza un filo corta, così come il retrogusto. La sensazione è che questo Dogliani DOCG Sorì dij But 2019, sia solo un assaggio, sia solo “un trailer” – passatemi il termine – delle potenzialità espressive del Dogliani made by Anna Maria Abbona [scoprila qui]. Che magari trova maggior ricchezza di frutto e vinosità nei cru Maioli e San Bernardo, sempre a base di uve🍇 dolcetto, sempre realizzati dal duo agronomico~enologico Franco Schellino~Giorgio Barbero. Secondo Vitæ 2023 non è così, dato che il maximo punteggio delle 4 viti le affibbia proprio al Sorì dij But (invero, all’annata 2021, che mi procurerò per un confronto diretto). Io mi allineo al giudizio dell’Al.Qu.Pro. che lo valuta STRABUONO di zona alta e confermo di aver assaggiato un sorso elegantissimo, di eccezionale piacevolezza, ma con le voci struttura/persistenza/retrogusto, fin troppo misurate, quasi avessero “il freno a mano” tirato…
etichetta 7,50 | colore 9,27 | profumo 8,67 | densità 8,54 | persistenza 8,37 | tipicità 8,93 | struttura 8,65 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 9,77 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 107,81
mi ha emozionato perché è morbido, elegante e di grande piacevolezza
La domanda sorge spontanea e riusciremo – forse – a trovarne risposta al termine dell’assaggio odierno, che proviene dal “sacro terroir” di Bolgheri e dintorni. Siamo sulla costa toscana, in quel di Castagneto Carducci, ove è ubicata la cantina Aia Vecchia, “creatrice” del Lagone 2021: un vino da tavola – ops, Toscana IGT – che rispetta rigorosamente il mix di uve cabernet sauvignon + merlot + cabernet franc, ovvero “il taglio bordolese”, cioè l’assemblaggio di uve originarie della zona di Bordeaux, che hanno poi trovato fortuna in Toscana e in particolare – vedi Ornellaia e Sassicaia, giusto per citare 2 luxury wines – nel bolgherese. Ecco il senso del title: siamo proprio sicuri che abbia ancora senso parlare di taglio bordolese? La risposta, disarmante, ce la dà proprio Lagone 2021, un’etichetta dal costo che supera di poco i 10 €uro: di color rosso rubino intenso, profuma di more, ribes e cuoio. Ma è al palato che tira fuori le sue carte migliori: di struttura importante, si fa amare per una beva dannatamente elegante e, nello stesso tempo, very strong. Ad occhi bendati, senza sapere cosa stia bevendo, avrei scommesso di essere davanti ad un supertuscan di prezzo triplo o quadruplo: perché questo Toscana IGT Lagone 2021 griffato Aia Vecchia, è un CAPOLAVORO senza se e senza ma, con la feature di un prezzo davvero onesto. Cosa aggiungere oltre? Applausi👏👏👏 scroscianti alla family Pellegrini che produce questo vino TOP, proponendolo ad un prezzo piccolo piccolo. Circoletto⭕️ rosso, propedeutico – e in odore di podio – agli EmotionalAwards del 6 Gennaio 2024, nella categoria “Vini dal miglior rapporto emozioni/prezzo”.
etichetta 7 | colore 9,44 | profumo 9,28 | densità 9,73 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,77 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è strutturato, elegante e persistente
Dopo ben 3 vini assaggiati per “Emotional Wines 2022” nel corso del 2021 [scoprili qui e pure qui ma anche qui], ritorna su questi schermi Gianni Doglia ed una sua Barbera d’Asti DOCG dal nome curioso – Bosco Donne – e dal prezzo invitante, sotto i 13 €. Barbera, che si presenta di un bel rubino scuro vestita, dai vibranti profumi di frutti rossi – con le amarene in evidenza – ed un attacco in bocca succoso e materico. Effettivamente parrebbe trattarsi di un vino non filtrato, data la “masticabilità” di questo rosso piemontese, proveniente da Castagnole delle Lanze, nell’astigiano. Anyway, il sorso si fa apprezzare per la golosità fruttata e ciliegiosa🍒, senza farsi mancare la giusta acidità, che dona freschezza e facilità di beva, ed una struttura a basso grip tannico, ma non certo esile. C’è equilibrio e c’è tanta frutta in questa Barbera d’Asti DOCG Bosco Donne 2020, che si va a posizionare al vertice della fascia STRABUONO. 3 coppe🏆🏆🏆, quindi, a questa valida etichetta di Gianni Doglia, a riconferma dell’elevato livello qualitativo raggiunto dalla cantina astigiana [scoprila qui]. Post Scriptum: da segnalare un rapporto emozioni/prezzo da oscar!
etichetta 8 | colore 9,23 | profumo 9,29 | densità 9,34 | persistenza 8,47 | tipicità 9,03 | struttura 8,58 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15
PUNTEGGIO TOTALE 107,94
mi ha emozionato perché è succoso, materico e ciliegioso🍒
… sorprende per succosità di beva e piacevolezza globale. Ma andiamo per ordine, partendo dall’Azienda che lo realizza – Fattoria del Cerro – e il luogo di provenienza – Acquaviva, frazione dello splendido borgo di Montepulciano – dove crescono i grappoli🍇 di prugnolo gentile ovvero il sangiovese grosso “versione poliziana”. Il Silineo 2018, premiato dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, è un Vino Nobile di Montepulciano DOCG, che si presenta di color rosso scuro intenso, con netti profumi di amarene, more e un pouffe di cuoio sullo sfondo. In bocca entra polposo, strutturato, sfoderando una ricchezza di beva davvero fascinosa e quasi inattesa, dato che in altri assaggi di altre etichette di Nobile, raramente ho riscontrato la concentrazione di frutto del Silineo. La tannicità, giustamente presente, regala poi una persistenza ad alta intensità e lunghezza; idem dicasi per il retrogusto, con una lieve nota ferrosa sul finale che non disturba più di tanto. Cosa aggiungere oltre? A meno di 15€, godere di un CAPOLAVORO di tale livello, gratifica gola, mente e portafoglio. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Silineo, per Fattoria del Cerro [scoprila qui] e per gli autori di tale suuuper Nobile: Franco Fierli in vigna e il duo Riccardo Cotarella/Emanuele Nardi, in cantina. Chapeau🎩 + applausi👏👏👏 per tutti!
etichetta 8 | colore 9,80 | profumo 9,63 | densità 9,58 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,54 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,85 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, tannico e persistente
Della cantina toscana Dievole, m’incuriosisce il Chianti Classico Petrignano 2019 – premiato “Rosso dell’anno” dalla guida vini Gambero🦐 Rosso 2023 – che potrete “assaggiare con gli occhi👀” proximamente su questi schermi. Ma c’è un altro “ignano”😁 nella gamma dei Chianti Classico DOCG: è il Catignano, sempre a firma Dievole ed è l’assaggio odierno. Che si presenta di un bel rubino sgargiante, emanando profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco sullo sfondo. In bocca è gustosissimo, con un equilibrio impeccabile tra acidità, morbidezza, astringenza, fragolosità. Sì, proprio lei – la fragola🍓 – è il fil rouge delle note fruttate di questo Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” bio 🌱Catignano 2020 CAPOLAVORO, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, gli vanno strette, dato che la fascia maxima è lì vicino a pochi decimali di distanza dal punteggio ottenuto. Chapeau🎩 per Dievole [scoprila qui] – eccellenza senese da oltre 1 milione di bottiglie – e per il duo agronomico~enologico Lorenzo Bernini~Luigi Temperino, che meritano gli applausi👏👏👏 scroscianti per questo strepitoso Catignano. …in attesa del Petrignano 2019…
etichetta 8,50 | colore 9,67 | profumo 9,73 | densità 9,38 | persistenza 9,47 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,69
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
Why not? È la primissima volta che racconto di un vino novello fresco fresco di vendemmia: senza attendersi chissà quale responso valutativo, sono curioso di assaggiare e di capire. Ho preselezionato un novello di una regione “sicurezza” – la Toscana – e di una fattoria – il Palagio [scoprila qui] – che fa parte di un big vinicolo qual è Zonin. La provenienza “certa” delle uve mi affascina: siamo nella valdelsa, nella campagna senese a cavallo tra Volterra e San Gimignano. E la certezza me la dà la controetichetta: Toscana IGT “imbottigliato all’origine”👌, che per un novello non è poca cosa. Degustiamolo insieme: colore rosso rubino lucente, profumato di fiori e macedonia di frutta fresca; in bocca è fragrante, fruttato, vinoso il giusto (è un Novello, non una Riserva!), ma con una struttura più che discreta e soprattutto al di sopra delle attese. I punti di forza sono, ovviamente, riBevibilità, semplicità e piacevolezza del sorso, ma questo Vino Novello 2023 Toscana IGT griffato Fattoria Il Palagio ha anche “un’anima”, che riesce a distinguerlo dal classico stereotipo dell’aperitiVino. Questo Novello è un Vino a tutti gli effetti: leggero, semplice, beverino, ma dannatamente STRABUONO e decisamente sorprendente per la categoria di appartenenza. 3 coppe🏆🏆🏆 che non mi aspettavo…!?!
etichetta 8 | colore 8,18 | profumo 8,11 | densità 7,27 | persistenza 7,63 | tipicità 7,75 | struttura 7,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,41 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 101,09
mi ha emozionato perché è fruttato, fresco e beverino
…è il 4° assaggio, su Emotional Wines, per la cantina pugliese Terre di Sava. Dopo il Negroamaro Rosato, il Primitivo, il Fiano, è la volta del Negroamaro Rosso: di color rosso scurissimo impenetrabile, profuma di amarene e prugne cotte. In bocca entra con un piglio morbidoso, per poi aprirsi a ventaglio e sfoderare un corpo importante, che sfocia in una vinosità polposa e materica, di piacevole succosità. Lo stile vinicolo “Notte Rossa” è ben riconoscibile anche in questo Negroamaro Salento IGP vintage 2022: tanta sostanza, piacevolezza di beva, prezzo estremamente conveniente (siamo ben sotto i 10€!), pieno rispetto della tipicità. Forse – e sottolineo forse – rispetto alle altre etichette “di famiglia” assaggiate, manca un pizzico di fruttosità, che appare sovrastata dalla rotondità di beva, leit-motiv di questo rosso STRABUONO realizzato da Terre di Sava. 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti!
etichetta 7,50 | colore 9,38 | profumo 8,89 | densità 9,33 | persistenza 8,58 | tipicità 8,54 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,71 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 8,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 106,08
mi ha emozionato perché è succoso, morbido e strutturato
Nei primi mesi di nascita di questo blog, ricordo l’assaggio di un Chianti Classico Riserva “Gallo Nero” La Forra 2013 Tenuta di Nozzole – di proprietà della family Folonari – non certo memorabile [scoprilo qui]. E quindi, oggi, a distanza di 2 anni e mezzo dal precedente assaggio, arriva la seconda chance per La Forra, stavolta con la benaugurante annata 2016. Che si presenta subito accattivante al naso, titillando le narici con un bouquet tutto incentrato su profumi di frutti rossi, con l’amarena in bell’evidenza e nuances di tabacco e cuoio, sullo sfondo. Alla vista è rosso scuro impenetrabile, con un attacco in bocca intrigante: il vino è materico, succoso, di notevole aderenza alla DOCG Chianti Classico Riserva, giocando pure la carta di un sorso fruttato, ciliegioso🍒, in un contesto di stra-ordinaria morbidezza e un tannino mai debordante, anzi, decisamente elegante. Persistenza “sferica” di notevole intensità e finezza, seppur non lunghissima come durata; idem per il retrogusto, che lascia comunque sulle papille linguali una sensazione di “vinosità aristocratica”, passatemi il termine☺️. Rispetto alla 2013, sembra di bere un’altra etichetta, di un’altra cantina😳! Eppure lo staff che realizza questo classicissimo rosso toscano è sempre lo stesso: Paolo Rossi Ferrini, in vigna e il duo Raffaele Orlandini + Roberto Potentini, in cantina. Eppure questa volta l’etichetta si accaparrra il voto maximo ovvero le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 riservate agli “specials“, quei vini che lasciano un’impronta indelebile sul palato e sul cuore❤️. Come La Forra 2016, Riserva di Chianti Classico INEGUAGLIABILE, firmata Tenuta di Nozzole (standing ovation 👏👏👏 obbligata!). [comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: rapporto emozioni/prezzo da urlo (🤑), anche perchè lo si può trovare sui 22~24 €uro! Post Scriptum bis: l’assaggio odierno è involontariamente😁 dedicato a coloro che sostengono che le annate, nei vini, abbiano un’importanza marginale…
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,89 | persistenza 9,68 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,13
mi ha emozionato perché è succoso, strutturato, aristocratico e persistente
… cioè una microcantina toscana, ubicata in quel di Gaiole in Chianti, nel senese. La family Gioffreda, proprietaria dei 7 ettari vitati, estrae dal cappello un Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” bio🌱, a primo impatto fin troppo semplice, di struttura esile, ma dal sorso prepotentemente fresco, schietto e secco. Nel calice si presenta di un bel rosso rubino classico, profumato di fiori, frutti rossi e un pouffe erbaceo. L’entrata in bocca è quasi timorosa ma, a modo suo, elegante; poi si apre a ventaglio sulle papille linguali esibendo una tipicità disarmante, tutta incentrata sulla freschezza e sulla pulizia di beva, con un corpo leggiadro ma non troppo, chiudendo con una persistenza aromatica secca ma fruttata, in perfetto equilibrio gustativo. Aria 2019 è un Chianti Classico DOCG indubbiamente STRABUONO, con le sue 3 coppe🏆🏆🏆 di merito che renderanno felici gli amanti dei vini rossi fruttati, fragranti e piacevolmente aciduli. A trovargli un difetto, mi sarei aspettato una struttura più tosta, ad esaltare la concentrazione~succosità del sorso e un retrogusto più morbido, più rotondo. Ma forse, avrei scontentato i cultori dei Chianti Classico “verticali”, dei quali Aria ne è un perfetto interprete. Fa il vino Marco Chellini, supportato agronomicamente da Marcello Burgio, per la cantina Casa al Vento [scoprila qui].
etichetta 8,50 | colore 8,61 | profumo 8,43 | densità 8,07 | persistenza 9,04 | tipicità 9,28 | struttura 8,17 | discesa in gola 9,07 | retrogusto 8,94 | ribevibilità 9,42 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 105,98
mi ha emozionato perché è fresco, fruttato, beverino e piacevolmente acidulo
A parte il fatto che io neanche conoscevo l’esistenza di tale vitigno, sono rimasto incuriosito dai premi elargiti a tale vino dalle principali Guide Vini nostrane: sto parlando dell’Orgiolo 2020, Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore targato Marotti Campi e pluripremiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero🦐, che si aggiungono ai 4 grappoli🍇🍇🍇🍇 di Bibenda e alle 3 viti e 1/2 di Vitæ. Quindi, a logica, non potrei far altro che inserire tale etichetta in fascia maxima, senza neanche assaggiarlo, giusto? Oibò🧐, sia mai! Non sarebbe la prima, nè l’ultima volta, che un vino strapremiato, straelogiato, stra…, poi risulti – all’assaggio e all’analisi micrometrica dell’AQP (Algoritimo Qualitativo Proprietario) – non dico una ciofeca😁, ma semplicemente un vino standard, cioè senza lode e senza infamia. Sarà quest’ultimo il caso dell’Orgiolo 2020? Scopriamolo insieme: rosso scurissimo impenetrabile alla vista, emana profumi di frutta rossa matura, ciliegia🍒 sotto spirito e note erbacee. In bocca è denso, succoso, ciliegiato, astringente (ma senza esagerare) e persistente: una meraviglia😋! Da annotare una struttura media, che non va ad appesantire un sorso decisamente vinoso e concentrato. Forse, per raggiungere la perfezione, servirebbe un retrogusto più intenso – ma soprattutto più lungo temporalmente – e un tannino più presente, a dare maggior spessore ad una beva di strepitosa ricchezza di frutto. Poiché, così com’è, l’Orgiolo 2020 deve “accontentarsi”😉 di dominare la classifica dei vini CAPOLAVORO con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 e un punteggio record di fascia. A un soffio dal maximo, a un nonnulla dalla fascia riservata agli “specials”, con un etichetta appena sopra i 12€❗️❗️❗️ Post Scriptum: da segnalare che Marotti Campi [scopri qui la Cantina] fa parte del “club” FIVI, Vignaioli Indipendenti (e virtuosi😉) Post Scriptum bis: i 2 “maghi” di vigna e cantina sono, rispettivamente, Ivano Belardinelli e Roberto Potentini, selezionati con cura dagli “appassionati di magia” Giovanni, Francesca e Lorenzo Marotti Campi. Chapeau🎩🎩🎩 sans fin…🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,98
mi ha emozionato perché è denso, succosissimo, ciliegioso e persistente
Fa il vino Riccardo Cotarella. Ma… che vino sarà? Scopriamolo insieme: di colore rubino intenso, profuma di ciliegia e prugna cotta ed entra in bocca con suadente garbo e morbidezza. La struttura è più elegante che potente, ma la magia di questo Sumaniello “askos” 2021 Salento IGT griffato Masseria Li Veli sta tutta nella rotondità di beva – indescrivibile a parole, nella sua maestosità – più che nella persistenza aromatica, comunque esageratamente ciliegiosa🍒 e d’inusitata lunghezza, seppur non troppo intensa. Retrogusto coerente, pur non memorabile, ma tirando le somme… CAPOLAVORO di fascia alta, senza se e senza ma. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Masseria Li Veli e questo eccellente Susumaniello. Aggiungendo gli applausi👏 👏 👏 👏 per Re👑 Riccardo che l’ha saputo pensare “in grande”. Rapporto emozioni/prezzo da champion of the world🌍!
Post Scriptum: anche il Gambero🦐 Rosso, seppur con 1 anno di ritardo, si è accorto della grandezza di questo Susumaniello Askos (3 bicchieri🍷🍷🍷 assegnati all’annata 2022, nella futura Guida 2024). Meglio tardi che mai!
etichetta 7 | colore 9,74 | profumo 9,53 | densità 9,78 | persistenza 9,38 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è setoso, rotondo ed elegante
… si discosta dalle versioni “di Manduria” per un piglio più austero, più rigoroso e meno “carnoso” lato struttura. Ma andiamo con ordine: l’Azienda cooperativa San Marzano [scoprila qui] è un big del vino pugliese, grazie ai 10 milioni di bottiglie prodotte e ad un alto livello qualitativo ben percepibile anche nei cosiddetti “vini base”. Come nel caso dell’assaggio odierno, un Primitivo Salento IGP Il Pumo 2021, che viene via ben sotto i 10 €uro: eppure alla vista si presenta di un promettente rubino scuro profondissimo, mentre al naso profuma di accattivanti frutti rossi, prugne e ciliege🍒 cotte. In bocca è rigoroso, di buona struttura, senza regalare niente lato dolcezza/morbidezza di beva, ma proponendo un sorso di grande ricchezza di frutto e notevole trama tannica, con un grip elegante e contemporaneamente potente, a suggello di un vino STRABUONO🏆🏆🏆 di fascia altissima, avvicinandosi sorprendentemente – dato il piccolo prezzo🤑 – alla fascia superiore, quella dei Grandi Vini “capolavoro”. Chapeau🎩 quindi a San Marzano, che permette a chiunque – democraticamente parlando – di poter bere e apprezzare le emozioni che sprigionano dalla beva di questo Primitivo salentino. Bravi👏👏👏❗️
etichetta 7,50 | colore 9,34 | profumo 9,12 | densità 9,51 | persistenza 8,94 | tipicità 8,81 | struttura 9,23 | discesa in gola 8,86 | retrogusto 8,87 | ribevibilità 8,53 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10 PUNTEGGIO TOTALE 107,79
mi ha emozionato perché è succoso, austero e strutturato
… perchè un rosso toscano così fresco, fragrante e beverino – perfetto in questi ultimi “spiccioli” d’estate – non mi era mai capitato di berlo! Questo Chianti 2021 Fattoria Palagina, realizzato da Le Driadi nel Valdarno, si presenta di un rosso rubino splendente, dai profumi di fragoline di bosco appena colte. Al palato, ammalia subito per una freschezza disarmante che rende la beva invitante e divertente. La struttura è ben sotto la media della tipologia, ma i plus di questo Chianti STRABUONO risiedono principalmente in una riBevibilità “da urlo” e nel sorso vivacemente fragrante, fruttato e ammaliante. A Mio Modesto Avviso, è il Chianti “più estivo” del creato (slurp😋)!
etichetta 7 | colore 8,27 | profumo 8,33 | densità 7,81 | persistenza 7,94 | tipicità 8 | struttura 7,86 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,78 | ribevibilità 10 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 101,04
mi ha emozionatoperché è fragrante, fruttato e beverino
Le emozioni fanno rima con: sensazioni & percezioni. Che sono quelle che ho raccolto gironzolando fra i banchi dell’Expo del Chianti Classico 2023, in quel di Greve in Chianti. Ieri era il 1° dei 4 giorni della kermesse -《termina domenica!🤣》recita un noto spot pubblicitario tv – ed è anche quello più rilassato, meno chiassoso, più riflessivo.
THE STORY : : Mentre calavano le prime ombre della sera, Teddywine si aggirava tra i banchi di assaggio della gremita piazza Matteotti e selezionava con il consueto fiuto esperto (ad cazzum😁) 7 etichette 7, da raccontare poi sul blog (notes📒).
GLI ASSAGGI : : Sorprende – per come sa esprimere potenza con guanto di velluto – il Chianti Classico Riserva 2019 targato Monsanto: c’è succosità, c’è rotondita, c’è profondità di beva e soprattutto c’è un rispetto impeccabile della DOCG (leggi: tipicità). Più morbidosa, più ruffiana, più ciliegiosa, più facile, la beva del Chianti Classico Riserva 2019 griffato Cafaggio: ad esser sincero, ho sentito la mancanza di acidità e di sapidità, che restituissero una beva più tridimensionale (e più beverina). Sapidità e acidità che invece non mancano al Chianti Classico Gran Selezione Nerento 2016 griffato Villa Trasqua: stratosferico per tipicità e aderenza alla DOCG, con un risultato gustativo di inusitata freschezza e fruttosità, davvero di altissimo livello.
PIT STOP : : sostituiamo le gomme “rosse” con quelle “gialle” (oro😉)… Si riparte piano, con delicatezza, con il Passito 1570 targato Castellinuzza: l’ho trovato fin troppo morbido e fin troppo timido sulle papille linguali, magari lo riassaggerò con la dovuta calma… TRIS DI VINSANTI : : il Vinsanto 2013 de I Sodi è davvero suuuper, grazie ad un equilibrio micrometrico tra la parte zuccherina – suadente, intensa e ruffiana – e quella acetica – sapida e acidula – a fondersi in un nettare davvero Grande. Continuiamo gli assaggi con la stessa annata – 2013 – ma con un’altra Cantina: Torraccia di Presura, che fa il Vinsanto “occhio di pernice”, cioè utilizzando una buona percentuale di “uva🍇nera” sangiovese al posto delle tradizionali uve bianche di trebbiano e malvasia. Qui la parte acidula esce fuori con fin troppa veemenza e il risultato finale risulta amabile abbondante, ma non oltre. Per me, manca quella stoccata finale di dolcezza che lo farebbe volare alto✈️… Dolcezza, che non manca invece al 3° ed ultimo assaggio vinsantoso della serata: annata 2009, ancora versione “occhio di pernice”, per la linea Le Masse di Greve griffato Lanciola. Qui c’è il summus di tutto quello che deve esserci in un Vino Dolce di alto livello qualitativo: densità elevata, dolcezza intensa, fin quasi stucchevole, ma magistralmente supportata da sapidità e acidità “misurate col bilancino micrometrico”😁, per far sì che la persistenza sia infinita e il retrogusto idem. È l’ultimo assaggio della serata, ma vorrei che non finisse mai mai😜.
…che riesce ad esaltare la parte fruttata del vino, la freschezza di beva. Mettendo in 2° piano la tannicità e la potenza del sangiovese che caratterizza buona parte dei Chianti Classico DOCG. L’assaggio odierno ci porta in Toscana, in una cantina di proprietà di una family statunitense che ha trovato casa nel Molino di Grace [scoprilo qui], località Il Volano, Panzano in Chianti. Fa il vino Franco Bernabei, supportato in vigna da Franco Gabbrielli, con “Frank” Grace al timone della fascinosa Tenuta agricola chiantigiana. Sarò franco😁: questo Chianti Classico DOCG 2019 certificato BIO🌱 è perfettamente bevibile anche nelle afose giornate estive (come in quest’Agosto 2023 rovente), perchè è dotato di un equilibrio gustativo virato alla freschezza e alla fruttosità di sorso, che lo rendono un CAPOLAVORO non facilmente superabile. Che altro aggiungere? Che scende nel calice di un bel rubino sgargiante seppur sia un vino non filtrato? Che lambisce le papille linguali con un’eleganza che non ha eguali per la tipologia? Che sfocia in una riBevibilità al TOP per freschezza e piacevolezza? Che chiude con un retrogusto pulito e coerente con la beva? Applausi👏👏👏 a Mr. Grace, al suo Molino e alle 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito per il Chianti Classico DOCG 2019.
etichetta 8,50 | colore 8,79 | profumo 8,93 | densità 8,98 | persistenza 8,92 | tipicità 9,21 | struttura 8,86 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,27 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 111,46
mi ha emozionato perché è straordinariamente fragrante ed elegante
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