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M’iNCHiNo, SuSSieGoSo, DiNaNZi a PaPá CeLSo

Perché quando ti trovi davanti ad un sorso materico e contemporaneamente elegante, austero ma emozionante, non puoi far altro che esclamare: chapeau! E inebriarti🤪 come se non ci fosse un domani. Questo è il primo pensiero “di getto” subito dopo il primo assaggio del Dogliani DOCG Papá Celso 2017 griffato Marziano Abbona [clicca qui per scoprire la cantina]: un rosso piemontese CAPOLAVORO🏆a base di uve dolcetto in purezza. L’etichetta sembra quasi un quadro, con il nome del cru dedicato al padre di Marziano. Il vino é di un nitido rosso rubino splendente, denso di archetti appena lo si versa nel calice, ricco di profumi di bosco e frutti neri all’olfatto. Attacco in bocca misurato, quasi timoroso, che poi si apre a ventaglio in una pienezza di sapori e succositá di beva dalla persistenza infinita, con un retrogusto da voto maximo. Non aggiungo altro – perché non c’è altro da aggiungere quando un assaggio è così foriero di emozioni intense – se non un semplice “grazie” a Marziano e al papá che lo ha ispirato nella creazione di questo vino 🔝. [comprato su ENOTECA VINOWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: un altro gran bel centro🎯 del Gambero🦐 Rosso!

etichetta 9,37 | colore 9,16 | profumo 9,04 | densità 9,68 | persistenza 9,44 | tipicità 9,17 | struttura 9,08 | discesa in gola 9 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,64 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 112,93

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eTNa RoSSo + 3 BiCCHieRi GaMBeRo RoSSo = CaPoLaVoRo?

No, purtroppo no. La guida Gambero Rosso, ancora una volta “larga di maniche”, valuta con il voto maximo un rosso siciliano appena discreto/buono, ma non oltre. Scopriamolo insieme: l’Etna Rosso DOC Lenza di Munti 2017 delle Cantine Nicosia (bellissime! scoprile qui) si presenta di color rubino scarico, non certo di buon auspicio. Profumi rarefatti di violetta, erba di campo, prato fiorito, fragoline di bosco. Al palato, denota poca densitá, struttura appena sufficiente, vinositá eterea, persistenza fuggevole. La piacevolezza gustativa risulta quindi carente di corpo, con un sorso dotato di troppa leggerezza. Sinceramente, è la mia “prima” per questa DOC sicula e mi riprometto quindi di assaggiare Etna Rosso di altre cantine. Nel caso di questo Lenza di Munti 2017, supportato anche dai numeri inconfutabili dell’algoritmo qualitativo, siamo vicini al primissimo gradino della fascia “strabuono”, ma la delusione oggettiva, causata dalla carenza di emozioni, lo relega – ahimé – in fascia BEVIBILE💔. [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: certo che chi ama i rossi leggeri, troverá in questo Etna Rosso di Nicosia un partner perfetto per aperitivi, stuzzichini e, perché no, insalate di mare.

etichetta 9 | colore 7,85 | profumo 6,88 | densità 6,30 | persistenza 6,51 | tipicità 8,35 | struttura 6,43 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 6,62 | ribevibilità 8,17 | prezzo 7,30 | piacevolezza globale 6,70

PUNTEGGIO TOTALE 89,22

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iL LaTo oSCuRo🖤 DeL MoNTePuLCiaNo D’aBRuZZo

C’é un rosso, dal costo appena superiore ai 10€, che si aggiudica da anni – quasi fosse abbonato😁 – il maximo premio della guida vini Gambero Rosso, i famosi 3 bicchieri. È il Montepulciano d’Abruzzo DOP MO Riserva, realizzato dalla Cantina cooperativa Tollo, nell’omonimo paese in provincia di Chieti. Scopriamolo insieme nella versione 2015: etichetta fashion style “blu notte fluo” ben realizzata, colore rosso oscuro profondo impenetrabile, naso intrigante di frutti rossi sottospirito e note di cuoio speziato. Attacco in bocca sontuoso e non aggressivo, al palato appare potente💪 ma con garbo, sorretto da una struttura importante e da una morbidezza di fondo di grande eleganza, con i frutti rossi, le spezie dolci e di nuovo le note di cuoio, a conferma che sto bevendo un rosso di tipicitá esemplare. Ovvio che questo Montepulciano d’Abruzzo DOP Riserva meriti un abbinamento adeguato all’elegante – ma ben presente – tannicitá del vino: una tartare salmone e gamberi🦐 verrebbe letteralmente sovrastata dalla potenza del MO! Uno spiedone di carni – mix di maiale, manzo, agnello – si é invece rivelato “la morte sua”. Prosit🍷!
Post Scriptum: okay, mi sono dimenticato di dirvi che Cantina Tollo puó aggiungere al palmarès del suo MDA MO 15😉, l’inserimento nella categoria CAPOLAVORO🏆 sul blog EW. Are you happy now😊?

etichetta 9,06 | colore 9,46 | profumo 8,22 | densità 9,04 | persistenza 9,11 | tipicità 9,50 | struttura 9,05 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 9 | ribevibilità 8,92 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 109,47

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BeViaMoCi uNa BaRBeRa PieMoNTeSe: aSTRiNGeNTe e Di BeLLa aCiDiTà… o No? 🤔

Sono quelli citati nel title, gli aggettivi con cui viene sommariamente descritta la gustativa di una classica bottiglia di Barbera. Aggettivi, che non sono spendibili con la Barbera d’Asti DOCG Lavignone 2018, in assaggio oggi. Perché Pico Maccario – produttore e proprietario con il fratello Vitaliano, di una splendida tenuta agricola in quel di Mombaruzzo [clicca qui] – realizza un vino con una tipicitá tutta sua: morbidezza e tannini rotondi, quasi dolci, per una Barbera “pettinata”🤩. Andiamo ad assaggiare: Lavignone 2018 si presenta al calice di un bel rosso rubino profondo, mentre al naso è ricca di profumi fruttati, tra i quali svettano prugna e mora di rovo, con una nota di tabacco dolce in chiusura. Attacco in bocca morbido e suadente, poi si apre ad un sorso di discreta struttura ma di grande pienezza gustativa, con bella rotonditá in sottofondo ad una piacevolezza di beva 🔝. Originale interpretazione della DOCG, che sa unire minuziosamente una bella concentrazione di frutto ad una beva non impegnativa, per una Barbera d’Asti che si posiziona ai gradini alti di fascia STRABUONO. Bravi Maccario👍! [comprata su ENOTECA VINOWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: Gambero Rosso ha premiato Lavignone 2018 con i 3 bicchieri e il premio “vino dal miglior rapporto qualità-prezzo” per l’anno 2019. Con tutto il rispetto: ok il premio rapporto q/p, un po’ forzato il premio maximo…

etichetta 8,94 | colore 8,62 | profumo 8,80 | densità 8,11 | persistenza 8,41 | tipicità 9,06 | struttura 7,73 | discesa in gola 8,74 | retrogusto 8,45 | ribevibilità 8,76 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,42

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BoLoNeRo ’19, iL RoSSo PuGLieSe LoW-CoST e PReMiaTo🍷🍷🍷

Apriamo il 2° anno di vita – e assaggi😋 – di Emotional Wines, con un vino che m’incuriosisce per il costo – sta sui 6€ – e per il premio dei 3 bicchieri “gamberati”🦐 ricevuti con l’annata 2019. La cantina l’avevamo giá conosciuta mesi fa [scoprilo qui] ma con questo Castel del Monte DOC Bolonero 2019, blend di uve🍇 aglianico/nero di troia, Torrevento riesce nell’impresa di realizzare un vino a basso prezzo, ma con un livello gusto~olfattivo di categoria superiore. Partiamo dal colore, rosso scuro impenetrabile; passiamo ai profumi, tris di frutti di bosco. E anche la beva ripropone fragole/more/mirtilli con un touch di prugne, struttura e persistenza di buon livello, per poi svelare un ruffianissimo😁 tannino dolce e morbidoso, a suggellare un sorso di rara piacevolezza. Un altro centro🎯 di Torrevento per questo Bolonero 2019 STRABUONO💘 che ha un solo difetto: costa troppo poco per com’è gustoso! [comprato su TANNICO a questo prezzo]
Post Scriptum: quando scrivo che Gambero Rosso “largheggia”😜 con il premio dei 3 bicchieri, mi riferisco ai casi come questo, dove non si puó parlare di vini 🔝 quando ci troviamo davanti a vini strabuonissimi e dal sorprendente prezzo onesto – come nel caso del Bolonero – ma non oltre⏭. Chiaro il concetto? 🎓

etichetta 7,83 | colore 9 | profumo 8,16 | densità 8,52 | persistenza 8,38 | tipicità 8,61 | struttura 8,43 | discesa in gola 9,41 | retrogusto 8,28 | ribevibilità 9,35 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,80

PUNTEGGIO TOTALE 104,77

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NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo { 3rd time }

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa. Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, terzo dei quali – a chiudere il trittico di assaggi dei vini targati Tenuta il Pozzo – è il supertuscan a base di merlot in purezza Luia, che viene proposto nell’annata 2007 a firma – apocrifa – Tenuta della Luia. In Valdelsa, con questo rosso di 15 anni fa, dotato di una morbidezza fuori dall’ordinario, siamo davanti al classico pesce fuor d’acqua, che nulla ha a che spartire con i 2 compagni di cantina assaggiati in precedenza [leggi qui il 1° assaggio, leggi qui il 2°]. Questo Rosso di Toscana IGT Luia 2007, si presenta scurissimo alla vista, criptico al naso con nuance boisé cioccolatose, caffè arabica, tabacco, su un manto di marmellata di more. Ma è al palato che sorprende, con un attacco in bocca dotato di morbidezza assoluta, una persistenza che sembra non finire mai e una struttura vinosa suadente e aristocratica. Luia 2007 è un rosso INEGUAGLIABILE👑 senza se e senza ma, dotato di un magistrale stile gustativo da vino🔝, che riesce ad unire la morbidezza alla concentrazione vinosa, l’eleganza alla persistenza, la RiBevibilitá al gusto sopraffino. Mamma mia che maestositá di sorso!🍷 [comprato sullo shop VILLA IL POZZO a questo prezzo]

etichetta 10 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 120,00

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L’aGLiaNiCo DeL VuLTuRe NoN è Mai STaTo Così MoRBiDo

Devo dire che l’assaggio dell’Aglianico del Vulture DOC 2018 di oggi – vinificato da Terre degli Svevi – marchiato Re Manfredi e dal suggestivo nome “Taglio del tralcio”, fa quel che promette. Come da tradizione per la DOC lucana, l’aglianico si presenta di color rosso scurissimo, con profumi invitanti di marmellata ai frutti di bosco e con attacco in bocca potente e contemporaneamente morbido. Ecco, é proprio la morbidezza e la conseguente rotonditá di beva, il leit motiv di questo Taglio del Tralcio, che si chiama così proprio per l’utilizzo di uve leggermente appassite in pianta***, con un risultato di magistrale gestione della potenza tipica del vigneto, che qui vira verso toni di fascinosa eleganza, senza traccia alcuna di spigolositá e/o sgradevoli sentori acetici residui. Tale piacevolezza di beva è comunque supportata da una buona persistenza gustativa e un ottimo retrogusto, intenso e pulito. Siamo davanti ad un altro vino CAPOLAVORO🏆 messo a segno da una cantina G.I.V. (Gruppo Italiano Vini), di grande tipicitá e succositá, con il bonus di un prezzo di vendita che sta ben sotto i 15€. [comprato su VINICUM a questo prezzo]

Post Scriptum:***per saperne di più su questa tecnica, vi invito a leggere l’esauriente “spiegone”🤩 in controetichetta

etichetta 8,87 | colore 9,26 | profumo 8,36 | densità 8,93 | persistenza 9,11 | tipicità 8,98 | struttura 8,55 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,19 | ribevibilità 8,91 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 107,61

Pubblicato in: vino rosso

oGGi Vi RaCCoNTo CoMe Si Fa a MaNDaRe iN TiLT iL SiSTeMa eMoZioNaLe😵

Premessa: l’assaggio del vino di oggi, potrebbe essere fortemente condizionato dal contesto del luogo dove l’ho scoperto nonché bevuto. Fate bene attenzione: poche sere fa sono capitato (for my 1st time😳) a Imola, città a 2 passi da Bologna piena di luoghi dove si respira l’aria di Romagna: accoglienza e convivialità. Il luogo dove ho effettuato l’assaggio della DOC Romagna Sangiovese Superiore nella versione Le More 2019 griffato Castelluccio é un idilliaco vicoletto nascosto nel cuore della cittá, dove sorge un’Osteria. Sì, con la “o” cubitale, perché é l’archetipo dell’osteria romagnola, grazie alla passione di Rosa e Ambra che la animano🥰 [scopri qui OSTERIA DEL VICOLO NUOVO]. Il sangio si presenta tinto di rosso rubino profondo con profumi di mora, prugna e ciliegia, con precisa corrispondenza al primo assaggio in bocca, dove sorprende per impatto succoso ma garbato. Ed é proprio lo stile gustativo, micrometricamente in bilico tra struttura muscolare💪 e morbidezza esemplare, a fare la differenza tra un buon rosso romagnolo e un Sangiovese Superiore CAPOLAVORO🏆 qual è questo Le More 2019 dell’Azienda agricola Ronchi di Castelluccio. Voto maximo per il prezzo👍 in rapporto alla qualitá espressa da questo sangio di Romagna.
Post Scriptum: etichetta bellissima per l’idea, un po’ meno bella la carta utilizzata🙃.

etichetta 9,36 | colore 8,91 | profumo 8,86 | densità 8,75 | persistenza 8,77 | tipicità 8,97 | struttura 8,98 | discesa in gola 9,28 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,57 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 109,64

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La BaRBeRa DeL CaRDuCCi: QuaLe SaRá Mai?🤔

«Generosa Barbera. Bevendola ci pare d’esser soli in mare sfidanti una bufera.» scriveva il Carducci.
Ma a quale Barbera si riferiva Giosuè? Gliel’ho chiesto personalmente😀, in un transfert spazio~temporale accadutomi dopo l’ultima goccia della Barbera d’Asti Superiore DOCG Genio 2018 targata Gianni Doglia. Bottiglia trangugiata a tempo di record, per una Barbera di color rosso rubino profondissimo e profumi di more stramature, marmellata di ciliegie🍒 e una nota di tabacco. Al palato, oltre alla precisa corrispondenza con il naso, è letteralmente stratosferica: per morbidezza, eleganza, succositá di beva, persistenza. A Castagnole Lanze, Gianni Doglia – con questa Barbera CAPOLAVORO🏆 dedicata al nonno Genio – si è superato: un vino non filtrato davvero emozionale, capace di evocare percezioni tattili tra le nostre papille linguali👅 ed i singoli acini di barbera🍇 nel vigneto, con un rapporto qualitá~prezzo da urlo. Tanto di cappello 🎩! [comprata su ITALVINUS a questo prezzo]

Post Scriptum: non escludo che i 15° di titolo alcolometrico di questa Barbera abbiano pesantemente contribuito al transfert spazio~tempo…😁

etichetta 8,41 | colore 9,53 | profumo 9,10 | densità 9,29 | persistenza 9,77 | tipicità 9,37 | struttura 9,03 | discesa in gola 9 | retrogusto 9,32 | ribevibilità 9,69 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 112,21

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Puó eSiSTeRe uN ViNo SuCCoSo, BioLoGiCo eD eCoNoMiCo?

La risposta é affermativa, certo che esiste: é il Chianti bio griffato Podere di Marcialla. Del resto, la Valdelsa, come avevo giá scoperto qui, riesce facilmente a risolvere l’equazione teoricamente impossibile, che sta alla base di Emotional Wines: top wines~low cost. É il territorio – a mio modesto avviso, straordinario – che riesce a dare una marcia in più alle uve🍇, che poi si traduce in vini 🔝 anche a partire da realizzazioni semplici, ma dotate di grande schiettezza e tipicitá. Come nel caso di questo Chianti 2019 vinificato in regime biologico, dal colore rosso rubino profondo, con profumi di more e mirtilli stramaturi e con l’attacco in bocca da vino importante, in barba al prezzo pagato in GDO per acquistarne una bottiglia (ben sotto i 10€). Eppure c’é concentrazione di frutto e quindi una discreta persistenza e uno strepitoso – per la categoria – retrogusto, lungo e intenso. Certo, magari si desidererebbe una maggior struttura e una persistenza di altro livello, ma a quel punto non saremmo di fronte ad un vino STRABUONO💘 straordinariamente gustoso, emozionante ed economico, qual è questo Chianti senese. A quel punto si tratterebbe di un miracolo o di una svendita sottocosto🥵 e non é questo il caso. Onore al merito della scelta di una viticoltura eco-sostenibile da parte del Podere di Marcialla e un plauso particolare al loro wine-maker, il Dr. Roberto Tarzariol👏👏👏.

etichetta 9 | colore 8,52 | profumo 8,43 | densità 8,13 | persistenza 7,91 | tipicità 9,58 | struttura 7,76 | discesa in gola 8,28 | retrogusto 8,75 | ribevibilità 9,03 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,80

PUNTEGGIO TOTALE 104,19

Pubblicato in: vino rosso

SeLeNGaia: L’aRCHeTiPo DeL CHiaNTi DoCG BioDiNaMiCo🍃

Title d’impatto per l’assaggio di oggi, il Chianti DOCG Selengaia 2017 firmato Il Giardino, che poi vuol dire “Fratelli Falzari”, che mettono pure la firma in etichetta a questo grande rosso toscano che viene via – regalato – al prezzo di 12€ sullo shop proprietario [comprato qui]. A Vinci, i Falzari tirano fuori dal cilindro🎩 un Chianti fragrante e contemporaneamente di grande tipicitá, facilmente riconoscibile come solo un vino~archetipo puó. Colore rubino non troppo profondo, profumi di frutti rossi e violette, attacco in bocca garbato ma succoso. Eppoi tanto tanto equilibrio sulle papille linguali, che non fanno alcuna fatica a riconoscere l’equazione “selezione varietale + regime biodinamico = vino autentico”. Ed é proprio la genuinitá di questo CAPOLAVORO🏆 griffato Il Giardino, a fare la differenza tra un chianti qualsiasi e il Chianti con la C maiuscola. Tutto il resto – densitá, struttura, persistenza, retrogusto, ottime ma non eccezionali – sono quisquilie, dinanzi ad una piacevolezza di beva da voto maximo. I love😍 Falzari Brothers!

etichetta 9,40 | colore 8,41 | profumo 8,84 | densità 8,62 | persistenza 8,74 | tipicità 10 | struttura 8,73 | discesa in gola 9,07 | retrogusto 9,14 | ribevibilità 9,68 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 110,63

Pubblicato in: vino rosso

QueL CiLieGioLo CHe VieN DaLLa MaReMMa…

…fa parte dei “vini di territorio”: così li definisce Antonio Camillo, vigneron proprietario di una piccola realtá grossetana – siamo a Manciano (GR) – che sfiora le 100.000 bottiglie prodotte. Berebene 2021 (by Gambero Rosso) gli ha conferito l’Oscar regionale per il rapporto qualitá prezzo, quindi va assaggiato obbligatoriamente😁. Non mi aspetto certo i fuochi d’artificio da un vino basato su un vitigno – il ciliegiolo – normalmente considerato “minore” e perlopiù utilizzato spesso per arricchire (come si dice in gergo? ah, sì: tagliare ✂) vini a base di sangiovese. Camillo peró ha le idee chiare e ci presenta un IGT Toscana Ciliegiolo vinificato in purezza, di color rosso rubino carico e un bel profumino di gege🍒. Attacco in bocca molto soft, poi si distende sulle papille linguali con garbo, senza grande struttura, ma sfoderando una notevole armonia di beva. La persistenza e il retrogusto non sono certo memorabili, ma tirando le somme, questo Ciliegiolo 2019 targato Antonio Camillo é decisamente gustoso, armonico e quindi STRABUONO💘, pur annotando una struttura delicata, tannini impalpabili e una dinamicitá palatale sotto le attese. Con il giusto abbinamento potrá comunque sorprendere, come puó testimoniare il pollo🐔 grigliato in forno a legna che se n’è innamorato di brutto…🥰 [comprato su GALLI ENOTECA a questo prezzo]

etichetta 8,82 | colore 9,16 | profumo 8,22 | densità 8,04 | persistenza 8,10 | tipicità 9 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,38 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 8,89 | prezzo 9,05 | piacevolezza globale 8,30

PUNTEGGIO TOTALE 102,89

Pubblicato in: vino rosso

uN CoNCeRTo Di eMoZioNi CHe Si Fa CHiaMaRe aLBeRTo

Spoilero🙄? Sì, per la prima volta su questo blog, spoilero. CAPOLAVORO🏆 inatteso e di grandiosa piacevolezza di beva, nonché spiazzante se si va a leggere la scheda tecnica del vino: “affinamento 2 anni in botte rovere di slavonia”. Partiamo dall’inizio: colore rosso rubino profondo, profumi di prugne e more di rovo, attacco in bocca emozionante! Al palato si stagliano nette le more stramature, con aggiunta di uva fragola, prugne e un touch pungente di arancia sanguinella stramatura. Questo rosso toscano, non sorprende tanto per la struttura o per la persistenza – comunque entrambi di livello notevole – quanto per l’inedita gustativa fruttata, che non presenta alcuna traccia di legno.
Insomma, siamo davanti a una bottiglia 🔝 proveniente da una piccola Azienda agricola Bio dei colli toscani – Podere dell’Uliveto, San Casciano in Val di Pesa – che realizza un Chianti DOP Riserva 2016 denominato Alberto, letteralmente STRE-PI-TO-SO👏👏👏 [clicca qui per scoprire il PODERE DELL’ULIVETO]

etichetta 8,92 | colore 9 | profumo 8,91 | densità 8,86 | persistenza 9,23 | tipicità 10 | struttura 9,01 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,41

Pubblicato in: vino rosso

QuaTToRDiCieMeZZo😳: Puó BaSTaRe CoMe GRaDaZioNe PeR uN RoSSo SeNZa PReTeSe?

Giuro spergiuro, che se non avessi sbirciato in fondo a sinistra della controetichetta, non avrei mai pensato di aver appena assaggiato un vino con un titolo alcolometrico pari a 14,5°. Ma andiamo per ordine: il vino di oggi é il Barco Reale Locorosso 2019, un rosso pratese, senza pretese, griffato Pratesi😁. Giochi di parole apparte🤗, il Barco si presenta di colore rosso rubino profondo, con profumi di mirtilli selvatici, ciliegie e una nota di liquirizia. Attacco in bocca molto soft, non aggressivo, con tannini timidi ma presenti, struttura media, intensitá moderata e una bella piacevolezza di beva, pur con un retrogusto non lunghissimo, ma invogliante alla RiBeva. Insomma, questo Barco Reale di Carmignano DOC griffato Fabrizio Pratesi é STRABUONO💘 di fascia alta, con 2 punti di forza 💪 come la discesa in gola 🔝 – nascondendo abilmente i suoi 14,5° – e una pericolosissima🤪 dote di RiBevilitá [comprato qui, sullo shop online proprietario]. Non c’é da meravigliarsi peró, dato che la winery di Seano non é proprio nata ieri, ma risale a quasi un secolo e mezzo fa: localitá Lolocco, anno di nascita 1875, fondatore Pietro Pratesi. Sará che l’esperienza fa sempre la sua differenza❓

etichetta 9,02 | colore 8,66 | profumo 8,21 | densità 8,07 | persistenza 7,84 | tipicità 8,29 | struttura 7,98 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,81 | ribevibilità 10 | prezzo 9,70 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,58

Pubblicato in: vino rosso

CaSTeLLo Di NiPoZZaNo RiSeRVa, “iL SiGNoR” CHiaNTi RuFiNa

Di scena oggi, un big del vino Made in Tuscany, Frescobaldi: non ha certo bisogno di presentazioni, né la storica family fiorentina, né tantomeno la Tenuta di Nipozzano che realizza il Chianti Rufina DOCG Riserva 2018. É con un malcelato timore reverenziale e con la consueta curiositá valutativa, che mi appresto a stappare questo rosso toscano prodotto in oltre il milione di bottiglie annue e accreditato di naturale longevitá, data la maturazione in barrique, che permette di gustarlo anche dopo anni di riposo in cantina. Certo che quello in assaggio, di colore rosso porpora, é ancora giovane essendo un 2018 e all’olfatto non incanta certo per intensitá dei soliti frutti rossi – interessanti ma evanescenti – e una nuance legnosa che poi ritroviamo nell’attacco in bocca insieme a more, prugne, mirtilli, decisamente invitanti. La beva volge al fascinoso, grazie ad una nitida morbidezza di fondo sulla base di una corposa struttura, con una bella persistenza gustativa che si lega in un continuum di rara eleganza al finale dal retrogusto lungo e intenso. Insomma, questo Rufina DOCG Nipozzano Riserva 2018 griffato Frescobaldi si guadagna in scioltezza l’appellativo di CAPOLAVORO🏆, con l’unico appunto – più per pignoleria che per altro – della mancanza di un filo di spigolositá/dinamicitá tipica della DOCG Chianti Rufina. Magari sará per il proximo assaggio, il Vecchie Viti, magari é solo una mia pignoleria…🙄 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: prezzo “regalo” per una Riserva di questo livello, forse possibile solo grazie ai grandi numeri di produzione.

etichetta 8,38 | colore 8,74 | profumo 7,73 | densità 8,83 | persistenza 8,91 | tipicità 8,80 | struttura 9,06 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 9,29 | ribevibilità 9,22 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 107,28

Pubblicato in: vino rosso

uN eTiCHeTTa aPPaReNTeMeNTe aNoNiMa…

…che nasconde un vino sorprendente – lato emozionale – con un prezzo di vendita piccolo piccolo. Che poi non t’immagini mirabilie in un vino di fascia “under 15€”: magari é un vino onesto, genuino, ma non pensi neanche lontanamente di trovarti davanti ad un gioiello vinicolo di livello alto. Eppure… scopriamolo insieme! L’etichetta non invoglia (vedi title😁), il colore del vino🍷invece é benaugurante: rosso rubino scuro impenetrabile. Al naso: more, frutti di bosco e una nota fumé. Al palato: sorprende per complessitá, struttura, persistenza e morbidezza di fondo, con un retrogusto lunghissimo di uva rossa🍇 matura e ciliegia🍒. Allora, prendete nota: siamo in Toscana, dalle parti di Siena, in quel di Castelnuovo Berardenga, dove sorge la cantina Vallepicciola; il loro rosso base (😳) di cui state leggendo le note di assaggio é il Toscana IGT Pievasciata 2018, un blend a base di uve cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese. Ed é qualcosa di spettacolare, al suo prezzo e ben oltre: CAPOLAVORO🏆 emozionante TOP level! 😍
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se tanto mi dá tanto – Pievasciata é il rosso base di Vallepicciola [scopri qui la scheda tecnica] – non oso immaginare le emozioni che potranno scaturire dai loro Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione…😋

etichetta 7,80 | colore 9,74 | profumo 8,76 | densità 9,27 | persistenza 9,78 | tipicità 9,85 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,54 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 113,31

Pubblicato in: vino rosso

uN RoSSo ToSCaNo CHe SFiDa iL PeSCe 🐠 e iL PoRTaFoGLio

Non ho la più pallida idea di chi mi scriva i titoli degli assaggi🙄, ma posso garantire che mai più di oggi il title sia perfettamente aderente al profilo del vino in assaggio: da San Gimignano, localitá La Villa, ecco il Rosso Toscana IGT I Boschetti, realizzato dalla Fattoria La Torre. Resto basito dal basso prezzo del rosso senese [scoprilo qui], anche perché ho giá dato una prima occhiata/una prima annusata/un primo assaggio a questo vino quotidiano senza lazzi&frizzi e… andiamo per ordine: colore rosso rubino nitido, naso fruttato con nuance netta di ciliegie🍒 mature, attacco in bocca – indovinate un po’ – ciliegioso e poco strutturato. Le papille gustative descrivono un vino schietto, diretto, senza fronzoli: semplice ma corposo, non c’é complessitá ma c’é fruttositá. Un vino STRABUONO💘, beverino e divertente, che non si tira indietro dinanzi ad un abbinamento teoricamente antitetico come le seppie in zimino. Che restano sorprese – le seppie😉 – da come I Boschetti sa coccolarle senza sovrastarle. Fattoria La Torre, con questo IGT, ha creato, forse senza saperlo, un vino da tavola Quotidiano con la Q cubitale, ad un prezzo onestissimo. Bravi!👏👏👏

etichetta 8,82 | colore 8,02 | profumo 8,42 | densità 7,53 | persistenza 7,61 | tipicità 8 | struttura 7,30 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 7,84 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8

PUNTEGGIO TOTALE 99,84

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QueL RoSSo VeNeTo, FiGLio DeL VeNTo💨

Oggi siamo ad Illasi, nel veronese, a scoprire un vino rosso tipico del nord-est italico: il Valpolicella Superiore. Dal nome evocativo, Ventale, che riecheggia le brezze dolomitiche che spirano sui grappoli🍇 di uva Corvina nella Val d’Illasi, la storica cantina Santi – appartenente alla galassia GIV/Gruppo Italiano Vini – realizza questo vino che si presenta con un’etichetta dall’aspetto elegante, quasi regale. Veniamo all’assaggio: alla vista, un bel rosso rubino intenso benaugurante. Al naso, eterei effluvi di mora stramatura, prugna e mirtillo. All’attacco in bocca, un mix di frutti di bosco morbido ed “educato”. La beva si fa apprezzare più per l’equilibrio globale, che per la struttura; ma a spadroneggiare il palato é una nitida sensazione di eleganza, che poi si ripercuote in una bella persistenza e in un retrogusto mooolto fruttato e pulito, senza traccia alcuna di residua alcolicitá. Siamo davanti ad un Valpolicella STRABUONO💘, che non riesce – ironia della sorte🤗per un soffio💨 – ad entrare in fascia maxima, ma sarei pronto a scommettere che in annate meno difficili di quella in assaggio (la 2017), Ventale riuscirebbe in souplesse a volare alto, raggiungendo una valutazione più consona alla sua eleganza di beva. Da riassaggiare prossimamente nelle annate 2018~19.
[comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 9,08 | colore 8,16 | profumo 7,83 | densità 7,96 | persistenza 9,06 | tipicità 8,79 | struttura 8,20 | discesa in gola 9,12 | retrogusto 9,26 | ribevibilità 9,08 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,94

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uN MoNTeCuCCo RoSSo CHe Mi Ha SoRPReSo NeGaTiVaMeNTe, Ma Poi… Mi Ha SBuGiaRDaTo😱

Se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, il primo approccio olfattivo con il vino in assaggio oggi – Ciarlone 2016 griffato Tenuta L’Impostino – non é stato dei più felici, avendo espresso zero aromi di frutta e una nitida nota di cuoio su un fondo di bosco terroso. Anche al palato, niente dinamicitá e la sensazione di un vino chiuso nella complessitá e nella mancanza di note fruttate, con la sensazione terrosa di nuovo evidente. La struttura e la persistenza sarebbero pure interessanti, ma la beva non mi convince e mi fa bruscamente interrompere l’assaggio. Decido quindi di scaraffare il rosso toscano in un decanter e attendere… 24 ore. Veniamo quindi all’assaggio del giorno dopo: totale capovolgimento dei vari parametri😳! Al naso, resta la nota di cuoio, ma ben mitigata dalla marasca e dalla mora selvatica che le fanno compagnia. Attacco in bocca ora convincente, con una notevole persistenza aromatica sostenuta da una struttura di ottimo livello, per chiudere con un lungo e convincente retrogusto tutto incentrato su ciliegie🍒 e more.
Okay👌, i vini sono liquidi vivi, ma una capriola del genere mi ha davvero lasciato basito😲; dopo un 1° assaggio disastroso, il Montecucco Rosso DOC Ciarlone 2016 si é riscattato, andando a posizionarsi “ai piani alti” della fascia STRABUONO💘 dimostrando complessitá, struttura e grande succositá di beva. Tanto di cappello🎩! [comprato su XTRAWINE a questo prezzo]

etichetta 9,02 | colore 8,31 | profumo 8,14 | densità 8,09 | persistenza 8,88 | tipicità 8,33 | struttura 8,68 | discesa in gola 8,21 | retrogusto 9,04 | ribevibilità 9,05 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,55

PUNTEGGIO TOTALE 104,10

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eCCo uN aLTRo ViNo SoNNeCCHiaNTe…

…chiuso a riccio appena stappato, ma poi godibile dopo un’ossigenazione rapida tramite “scaraffata”🤩. Se in prima battuta il Barbocchio 2018 – Barco Reale di Carmignano DOC griffato Ceri – appariva timido al naso e al palato, ecco che il passaggio in caraffa di vetro ha fatto comparire profumi di ciliegie🍒 e frutta rossa, in totale corrispondenza con la beva, ora finalmente dinamica, fragrante e convincente, sia per la struttura che per l’intensitá aromatica. Buona anche la persistenza gustativa e il retrogusto, seppur quest’ultimo di durata limitata. Questo vino della zona pratese di Carmignano e dintorni é decisamente STRABUONO💘 come ormai é consuetudine, qui su Emotional Wines, per gli assaggi di bottiglie provenienti da questa interessante zona della Toscana vinicola. E ancora una volta, non sorprende il fatto che tale livello qualitativo provenga da piccole realtá vinicole che producono meno di 20.000 bottiglie annue, come nel caso della Tenuta Ceri. Vuoi vedere che il mio motto “nella cantina piccola ci sta il vino buono” (per estensione del proverbio “nella botte piccola…”) corrisponde a realtá? 😳
[bevuto qui c/o RISTORANTE ALESSANDRO/PT]

Post Scriptum: unica nota di demerito (-1,5 pt.) la controetichetta che riporta “imbottigliato da”

etichetta 7,02 | colore 8,51 | profumo 8,49 | densità 8,28 | persistenza 8,42 | tipicità 8,94 | struttura 8,21 | discesa in gola 8,30 | retrogusto 7,94 | ribevibilità 8,45 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,15

PUNTEGGIO TOTALE 99,51

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Si PReSeNTa uN Po’ RuSTiCo, Ma aNCHe uN Po’ TaNNiCo…

…e uN po’ amarognolo nel finale di beva. Ma stiamo parlando di un vino che sta sotto i 10€ e che proviene dalla Villa dei 100 camini – dalla quale ruba il nome – alias Villa medicea La Ferdinanda. L’avete capito dove mi trovo oggi? Prato > Poggio a Caiano > Carmignano > Artimino. E il Rosso Toscana IGT Centocamini 2019 firmato Tenuta di Artimino é un vino che si presenta di color rubino profondo, con dei profumi timidi di humus e frutti di bosco. Attacco in bocca, come si evince dal title, un filo astringente; al palato é di corpo medio o forse oltre, perché comunque c’é struttura e c’é tannino. Una beva, nel complesso, ruspante ma godibile, con una nota amara sul finale, che mi ha ricordato alcuni Sangiovese di Romagna, altrettanto campagnoli🏡. Peró ci sta, ci sta benissimo con un tagliere di salumi toscani – con la presenza immancabile della porchetta🐷 e della capocchia (non chiamatela soprassata😁!) – serviti da una gentilissima ed affabile Solange [scopri qui LA BOTTEGHINA DI ARTIMINO] che mi ha suggerito l’assaggio odierno: un vino STRABUONO💘 che va ben oltre la sua fascia di prezzo [compralo qui allo shop della TENUTA DI ARTIMINO]

etichetta 8,11 | colore 7,82 | profumo 7,68 | densità 7,76 | persistenza 8,02 | tipicità 8,99 | struttura 8,20 | discesa in gola 8,26 | retrogusto 8,07 | ribevibilità 8,15 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8

PUNTEGGIO TOTALE 98,86

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iL GiaRDiNo🌱: uNa BeLLa SToRia Di FaMiGLia e uN GRaNDe SuPeRTuSCaN

Siamo a Vinci, in una zona che non fa parte del gotha vinicolo toscano (leggi: Bolgheri, Montalcino, Chianti) e che mi ha incuriosito per l’etichetta emozional-pittorica di un supertuscan denominato Pilandra. Si tratta di un Sangiovese bio in purezza, maturato in barrique e realizzato dall’Azienda Agricola Il Giardino, che opera in regime biodinamico ed é di proprietá della famiglia Falzari [clicca qui per conoscere “la bella storia di famiglia”]. Il Pilandra si presenta subito bene, di un colore rosso rubino profondo e impenetrabile, mentre al naso appare un filino “indietro” con profumi appena accennati di prugna, mora di rovo stramatura, ribes e una nota speziata. Al palato, sorprende e regala emozioni intense e interminabili, come rare volte mi é capitato di provare davanti a un calice di vino. C’é pienezza di beva, impreziosita da nuance di frutti di bosco di magistrale eleganza; c’é struttura e potenza (i 14,5° non scherzano💪), che sfocia in una persistenza gustativa lunghissima, profonda eppoi… un retrogusto da urlo😍 (e da voto maximo!). Che dire di questo Pilandra 2016 di casa Falzari? Che é un Supertuscan CAPOLAVORO🏆 di altissimo livello, ben al di sopra del proprio prezzo e delle potenzialitá espressive della zona di provenienza e del vitigno. Uno dei migliori assaggi dell’anno! [bevuto qui, c/o LA DEGUSTERIA/PT]

etichetta 10 | colore 9,59 | profumo 7,98 | densità 9,14 | persistenza 9,63 | tipicità 10 | struttura 9,38 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,45 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10

PUNTEGGIO TOTALE 114,33

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iL SaNGio Di RoMaGNa CHe VieN DaL MoNTe

Oggi vi porto nel cuore💛 della Romagna, in un bellissimo borgo medievale arrampicato sul Monte Cesubeo: Bertinoro. É qui che nasce Oddone, un Sangiovese Superiore firmato Tenuta La Viola, che mi é piaciuto tantissimo e che passo subito a raccontarvi. Colore rosso rubino scuro, mix di profumi dove ho percepito la violetta, il mirtillo selvatico, la mora. In bocca, entra con un filo di rusticitá e di astringenza, ma piano piano, appoggiato sulle papille linguali, esprime una vinositá e una pienezza di frutto che denotano una facile riconoscibilità della DOC di provenienza e quindi grande rispetto della tipicitá. La struttura non é eccezionale, così come la persistenza gustativa – nella media – che poi chiude con il solito retrogusto amarognolo che caratterizza il vitigno. Ma siamo comunque davanti ad un vino STRABUONO💘 che invoglia la beva e la ribeva🤪 e, dato anche il suo prezzo, sotto i 10€, diventa una bottiglia che possiamo permetterci anche quotidianamente, con la garanzia di una beva “sana” – i vini della Tenuta La Viola sono certificati bio🌄 – e divertente, nonché conviviale e piacevole.
[bevuto alla Trattoria Monte Donato/BO]

Post Scriptum: sì, mi sono innamorato al primo assaggio di questo vin di Bertinoro e mi riprometto, in futuro, di fare incetta dei vini della Tenuta La Viola – vignaiolo indipendente aderente alla FIVI – magari tramite il loro shop online [clicca qui]

etichetta 9,12 | colore 8,48 | profumo 8,02 | densità 8,11 | persistenza 7,92 | tipicità 9,53 | struttura 7,83 | discesa in gola 8,79 | retrogusto 8,34 | ribevibilità 9,44 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 104,58

Pubblicato in: vino rosso

eCCo uN’aLTRa PiCCoLa eMoZioNaNTe CaNTiNa…

… della zona pratese del Carmignano, Fattoria di Bacchereto, che porta il nome del paese toscano in cui é ubicata. La cantina é una realtá da 20.000 bottiglie annue, guidata con mano sicura da Rossella Bencini Tesi, che porta avanti la tradizione vitivinicola di famiglia (la Tenuta é dei Bencini Tesi da quasi un secolo ma ha iniziato a fare vino & olio negli anni ’60). In assaggio oggi, il Vino Rosso, un vino base che si affianca agli altri 2 “gioielli di famiglia” realizzati totalmente in regime biodinamico, il Carmignano Terre a Mano e il supertuscan Sassocarlo. Etichetta originalissima, seppur scevra da controetichetta e quindi carente di info aggiuntive su uve utilizzate, lavorazione, affinamento, etc. (-1 pt. di valutazione). Naso evanescente, con accenni di more, violette e frutti rossi. Bocca esplosiva e materica, che non t’aspetti per un rosso base a questo prezzo: se dovessi fare un paragone che ci azzecca, sembra di essere davanti a un Barco Reale realizzato al 🔝 o a un Carmignano giovane. La gustativa del resto é quella, ma la cosa inaspettata è sopratutto il perfetto equilibrio dolce_acido, che non ammalia il palato ma nemmeno lo allappa e garantisce così una persistenza notevole per la tipologia e un retrogusto di alto livello. Insomma, l’avrete capito no? Il Vino Rosso della Fattoria di Bacchereto é il classico CAPOLAVORO🏆 inatteso e quindi, ancora più emozionante😋.
[bevuto qui c/o LA DEGUSTERIA/PT]

Post Scriptum: vorrei suggerire alla Fattoria di Bacchereto di dismettere la produzione di questo vino nel formato 0,75, dato che serve minimo una magnum per accontentare la richiesta delle papille linguali👅 che, dopo averlo assaggiato, ne richiedono a bicchierate🤪…

etichetta 8,60 | colore 9 | profumo 8,12 | densità 8,97 | persistenza 9,18 | tipicità 9,38 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,71 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 109,15

Pubblicato in: vino rosso

uN CaBeRNeT iNToRPiDiTo CHe aMa SVeGLiaRSi PiaNo🎹 PiaNo

Non capita spesso, di trovarsi davanti a bottiglie che modificano in modo importante l’impatto organolettico, in funzione del tempo che passa dopo averle stappate. Intendiamoci: che un vino abbia bisogno di un tempo tecnico “per aprirsi” é cosa nota. E spesso, basta un’oretta, o qualcosa in più per i vini Riserva, per poterli tranquillamente gustare al loro massimo potenziale espressivo. Talvolta, si puó pure esagerare ed aprire un vino 5 o 6 ore prima di berlo; ma arrivare a 48 ore, prima di “carpire l’anima” di un vino, é cosa davvero rara. É successo con l’assaggio di oggi, un Cabernet Sauvignon in purezza, proveniente dalla zona di Bolgheri, realizzato dalla cantina Campo alle Comete. Bella ed essenziale l’etichetta : : colore rosso rubino profondo : : naso rarefatto di prugna e more di rovo : : attacco in bocca esemplare, quasi timido di prim’acchito, ma poi sontuoso ed emozionante nell’aprirsi a ventaglio, regalando alle papille linguali una beva elegante, morbida e decisamente intensa, come raramente capita in un vino non Riserva. Certo, l’annata é la “magica duemila16″😍 e questo sicuramente ha aiutato struttura e persistenza, non slegate da un retrogusto ciliegioso🍒 da maximo voto. Il 1° e il 2° giorno peró, tutte queste emozioni intense di un vino CAPOLAVORO🏆, non erano percepibili😳. Se dovessi dare una spiegazione dell’accaduto, ipotizzerei un’ ipersensibilitá a temperatura di sevizio e ossigenazione: nei primi 2 giorni, l’ho testato prima a 15° (siamo in estate e in genere i rossi beneficiano di qualche grado in meno dei canonici 18°~20°) e poi a 20,5° e non mi convinceva. Il 3° giorno, a 18° micrometricamente controllati🌡, è uscita fuori l’anima di questo Cabernet Sauvignon Toscana IGT 2016 Campo alle Comete. E che anima!🍷
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se nell’algoritmo qualitativo esistesse il parametro “sito web” – cioè una valutazione inerente al sito del produttore – il voto sarebbe sicuramente 10, perchè… cliccate qui e capirete!

etichetta 9,03 | colore 8,94 | profumo 7,53 | densità 8,41 | persistenza 9,05 | tipicità 8,19 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,89 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,14

Pubblicato in: vino rosso

BoMBa💣 a MaNo NeL CHiaNTi CLaSSiCo

Sfiora i 15° il Chianti Classico 2018 griffato Castello di Radda – proprietá Gussalli Beretta (sì, quelli delle armi🔫 ) – ecco il perché di un title così impattante🙀 e coerente con la proprietá😁. Passo a raccontarvi l’assaggio di questo vino toscano, partendo dal naso, colpito da effluvi di frutti rossi, amarena, mirtillo selvatico, viola mammola. Ma é in bocca che esce fuori la potenza💪 deflagrante di questo Chianti Classico DOCG d’annata: succoso, materico, fruttato e dotato di una concentrazione vinosa al TOP🔝, con una persistenza lunghissima e un retrogusto balsamico, morbido, da grande vino. Non oso immaginare cosa accadrebbe se assaggiassi la Riserva del Castello di Radda😲!
CAPOLAVORO🏆 assoluto della tipologia, con un rapporto emozioni/prezzo a livello stratosferico, perfetto in abbinamento ad una grigliata di carni rosse o alla classica Bistecca, ma con una raccomandazione specifica: bere con moderazione. Altrimenti succede quel che é capitato a me, che ne ho bevuto un bicchiere di troppo: ciucca inenarrabile (hic) 🤩😋😀.
[scopri qui CASTELLO DI RADDA]

Post Scriptum: giuro (spergiuro🤞) che non sapevo del maximo voto – 3 bicchieri 🍷🍷🍷- assegnato dalla guida vini Gambero Rosso a questo Chianti Classico 2018 Castello di Radda. L’ho scoperto soltanto al mio risveglio a tarda serata, cioé 6 ore dopo averlo bevuto: tanto é durata la ciucca…😝

Post Scriptum bis: ringrazio pubblicamente il Sig. Ruggiero – patron di ROVEN Restaurant a Firenze – che mi ha fatto scoprire, anzi trangugiare🤪 , questa bomba💣!

etichetta 8,32 | colore 8,91 | profumo 8,02 | densità 8,87 | persistenza 9,27 | tipicità 9,53 | struttura 9,14 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65

PUNTEGGIO TOTALE 109,42

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {2nd time}

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, secondo dei quali é Sette Vizi: Rosso Toscana IGT annata 2017, a base di uve🍇 sangiovese, merlot, cabernet. Sulla carta, un blend molto interessante, vediamo come si comporta in degustazione: profumi decisamente più attenuati rispetto al 1° vino della Tenuta Il Pozzo, assaggiato in precedenza (leggi qui); attacco in bocca molto balsamico, con una peculiaritá di beva tutta incentrata sui frutti di bosco scuri – mirtillo selvatico e mora in evidenza – che peró non riescono a regalare quelle emozioni intense che mi sarei aspettato da un rosso di questa caratura. Forse l’annata non é delle più felici o forse, più semplicemente, mancano delle nuance, delle sfumature, dei dettagli, che proietterebbero questo Sette Vizi 2017 direttamente in fascia maxima. Invece, dobbiamo accontentarci di essere davanti ad un vino STRABUONO💘, con potenzialitá inespresse e, chissá, magari spazi di miglioramento legati ad una naturale evoluzione col passare degli anni. Lo scopriremo “più avanti” 🤩, con un futuro riassaggio o con la ricerca/scoperta di altre annate. [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,29 | colore 8,82 | profumo 7,98 | densità 8,64 | persistenza 8,65 | tipicità 8,78 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,10 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 8,90 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 104,13

Pubblicato in: vino rosso

QueL ViNo RoSSo CHe aSSoMiGLia aL BRuTTo aNaTRoCCoLo

Secondo me – o meglio, secondo le mia esperienza enologica che segue pedissequamente il mantra “se non bevo, non credo” 🤩 – ci sono tutta una serie di vini rossi che esprimono le loro potenzialitá solo se refrigerati, quasi come se fossero vini bianchi, rosati, bollicine. A dispetto delle regole e delle consuetudini suggerite dalla sommelerie mondiale – verso la quale, sia chiaro, ho il massimo rispetto – che, se trasgredite, possono riservare emozioni inattese. É questo il caso dell’assaggio odierno, un rosso bolghero~veneto😁 denominato Mediterra: la griffe é quella di Poggio al Tesoro, che altro non é se non il feudo toscano del “big” veronese Allegrini, storica cantina veneta famosa per i suoi Valpolicella (proximamente in assaggio). Il Toscana IGT Mediterra 2019 – rosso “blend” a base di uve syrah, cabernet e merlot – si presenta di color rosso rubino non troppo profondo, mentre al naso s’impone con accattivanti note di frutti di bosco stramaturi, con l’aggiunta di prugne e di una nota speziata. Timido il primo approccio palatale, quasi che Mediterra si vergogni a tirar fuori i muscoli 💪 (leggi: struttura). Persistenza e masticabilitá, sotto le attese; retrogusto con una punta di amaro che non disturba la piacevolezza di beva nel suo globale. Anche se… manca qualcosa a livello di dinamicitá, con la beva che appunto risulta piuttosto piatta e incolore. Se non che… “cameriere potrebbe portarmi una glacé?”. Il tipo, sorpreso dalla mia richiesta ma pronto ad accontentarmi, arriva con il secchiello del ghiaccio sulla sinistra e l’occhio👁 incredulo sulla destra😁. Al che, viene subito fulminato dal mio spiegone: “ci sono dei vini rossi che si aprono/si esaltano solo a temperature basse”. E gli sto raccontando il vero: appena rinfrescato, Mediterra sembra aggiungere 2 marce in più a tutti i parametri di beva, che riescono a trasformare un anatroccolo insulso (o quasi) in un cigno divertente, emozionante. E pure l’algoritmo se ne accorge: Mediterra 2019 é un CAPOLAVORO🏆 degno della sua (nobile) terra di appartenenza, Bolgheri. Ma stando scrupolosamente attenti alla sua temperatura🌡 di servizio, che dovrá essere inferiore ai consueti 18° previsti per un rosso di questa tipologia [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: quest’assaggio, scritto “a tavola” senza prima documentarmi tramite la scheda tecnica del vino, CURIOSAMENTE😜 é in linea con il consiglio di “servirlo fresco” indicato proprio sul sito del produttore, Poggio al Tesoro. Che aggiunge anche, di abbinarlo a pesci in guazzetto o al pomodoro. Io – pur ignaro di tali suggerimenti – l’ho casualmente🙄 sperimentato sia con un polpo ubriaco che con una “petroniana” made in Bologna e il risultato é stato… sublime😍 abbinamento, in entrambi i casi!

etichetta 8,84 | colore 8 | profumo 8,37 | densità 7,81 | persistenza 8,64 | tipicità 9,46 | struttura 8,54 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,45 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 106,07

Pubblicato in: bollicine rosso

Le STRaDe DeL LaMBRuSCo SoNo iNFiNiTe

Saró ripetitivo (leggi qui) ma ribadisco che ci sono 1000mila modi di dire Lambrusco – dell’Emilia, Spumante dry, Reggiano, Sorbara, Grasparossa, Salamino, Ancestrale, eccetera eccetera – e i vigneron emiliani si sbizzarriscono nel creare le versioni più beverine o più eleganti. Oppure più genuine, più autentiche, più fedeli all’archetipo originario del lambrusco, cioé con quel touch di rusticità che lo rendono “vero”🤩. Andiamo a scoprire a quale tipologia appartiene il brusco in assaggio oggi, l’Ottocentonero Emilia igt griffato Albinea Canali, un blend di uve Grasparossa, Salamino e Ancellotta. Alla vista, si presenta di un rubino scuro impenetrabile, mentre al naso emana profumi di frutti rossi, con le fragoline di bosco stramature, in evidenza. Attacco in bocca molto garbato, non aggressivo, con una corposità di beva marcata ma senza eccessi, una persistenza media e un retrogusto non secco, ma nemmeno virato verso toni morbidi: in medio stat virtus🤓. Insomma, Ottocentonero è un Lambrusco dell’Emilia IGT schietto e contemporaneamente elegante, che lo classifica facilmente come vino STRABUONO💘, a un nonnulla dalla fascia maxima. Il suo punto di forza💪? Una beva molto equilibrata, mai sopra le righe, a garanzia di una notevole piacevolezza globale. Onore al merito della cantina Albinea Canali! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: non mi meraviglierei se in un futuro 2° assaggio – quasi un obbligo per quei vini “in bilico”, cioè vicinissimi al crosspoint tra 2 fasce contigue di valutazione – Ottocentonero entrasse nel “club” dei vini CAPOLAVORO🏆.

etichetta 7,96 | colore 8,69 | profumo 8,18 | densità 8,36 | persistenza 8,11 | tipicità 9,60 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,87

Pubblicato in: vino rosso

C’è uNa FaTToRia CHe Fa iL FoRMaGGio🧀, L’oLio, iL ViNo…

…serve altro?😁 Siamo sul colle di San Casciano in Val di Pesa, non lontani dal cuore del Chianti Classico e dalla Valdelsa, che si accavalla tra la provincia di Firenze e quella di Siena. La Fattoria che fa tanto bendidío (ho assaggiato un bel po’ dei loro formaggi e sono da urlo🙀!) si chiama Corzano e Paterno, una piccola grande realtà toscana appartenente al bioclub dei VIGNAIOLI INDIPENDENTI (scoprili tutti a questo link). Uno dei 2 rossi base della Fattoria (l’altro si chiama Il Corzanello) é il Chianti DOCG Terre di Corzano 2018, in assaggio oggi. Al colore, solito rosso rubino tipico; al naso frutti di bosco non troppo maturi; attacco in bocca pulito e semplice, con il mirtillo selvatico in evidenza. Ecco, siamo davanti ad un Chianti di struttura media, che peró ha il suo bel gusto tipico dolce_acido, che ci riporta alle peculiaritá di questa DOCG, senza concentrazioni forzate di frutto o di gradazione, rendendo la beva molto invitante, così come la voglia di riberne un altro bicchiere e un altro ancora🍷 (ad libitum). Corzano e Paterno hanno realizzato un vino STRABUONO💘, biologico e con un rapporto qualitá/prezzo che meriterebbe l’Oscar Nazionale sulla guida Berebene by Gambero Rosso (chissá che con questo mio spunto non gli tiri la volata😉), perché sta – seppur di poco – sotto i 13€. Ed é davvero un bel bere e ribere🤩!
[comprato sullo shop di CORZANO E PATERNO a questo prezzo]

etichetta 8,42 | colore 8,21 | profumo 7,75 | densità 8,09 | persistenza 8,17 | tipicità 9,68 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,71