DATE : : 7~10 Settembre 2023
LOCATION : : Greve in Chianti
EVENT : : 51° Expo del Chianti Classico

Le emozioni fanno rima con: sensazioni & percezioni. Che sono quelle che ho raccolto gironzolando fra i banchi dell’Expo del Chianti Classico 2023, in quel di Greve in Chianti. Ieri era il 1° dei 4 giorni della kermesse -《termina domenica!🤣》recita un noto spot pubblicitario tv – ed è anche quello più rilassato, meno chiassoso, più riflessivo.

THE STORY : : Mentre calavano le prime ombre della sera, Teddywine si aggirava tra i banchi di assaggio della gremita piazza Matteotti e selezionava con il consueto fiuto esperto (ad cazzum😁) 7 etichette 7, da raccontare poi sul blog (notes📒).

GLI ASSAGGI : : Sorprende – per come sa esprimere potenza con guanto di velluto – il Chianti Classico Riserva 2019 targato Monsanto: c’è succosità, c’è rotondita, c’è profondità di beva e soprattutto c’è un rispetto impeccabile della DOCG (leggi: tipicità).
Più morbidosa, più ruffiana, più ciliegiosa, più facile, la beva del Chianti Classico Riserva 2019 griffato Cafaggio: ad esser sincero, ho sentito la mancanza di acidità e di sapidità, che restituissero una beva più tridimensionale (e più beverina).
Sapidità e acidità che invece non mancano al Chianti Classico Gran Selezione Nerento 2016 griffato Villa Trasqua: stratosferico per tipicità e aderenza alla DOCG, con un risultato gustativo di inusitata freschezza e fruttosità, davvero di altissimo livello.

PIT STOP : : sostituiamo le gomme “rosse” con quelle “gialle” (oro😉)…
Si riparte piano, con delicatezza, con il Passito 1570 targato Castellinuzza: l’ho trovato fin troppo morbido e fin troppo timido sulle papille linguali, magari lo riassaggerò con la dovuta calma…
TRIS DI VINSANTI : : il Vinsanto 2013 de I Sodi è davvero suuuper, grazie ad un equilibrio micrometrico tra la parte zuccherina – suadente, intensa e ruffiana – e quella acetica – sapida e acidula – a fondersi in un nettare davvero Grande.
Continuiamo gli assaggi con la stessa annata – 2013 – ma con un’altra Cantina: Torraccia di Presura, che fa il Vinsanto “occhio di pernice”, cioè utilizzando una buona percentuale di “uva🍇nera” sangiovese al posto delle tradizionali uve bianche di trebbiano e malvasia. Qui la parte acidula esce fuori con fin troppa veemenza e il risultato finale risulta amabile abbondante, ma non oltre. Per me, manca quella stoccata finale di dolcezza che lo farebbe volare alto✈️…
Dolcezza, che non manca invece al 3° ed ultimo assaggio vinsantoso della serata: annata 2009, ancora versione “occhio di pernice”, per la linea Le Masse di Greve griffato Lanciola. Qui c’è il summus di tutto quello che deve esserci in un Vino Dolce di alto livello qualitativo: densità elevata, dolcezza intensa, fin quasi stucchevole, ma magistralmente supportata da sapidità e acidità “misurate col bilancino micrometrico”😁, per far sì che la persistenza sia infinita e il retrogusto idem.
È l’ultimo assaggio della serata, ma vorrei che non finisse mai mai😜.
Ciao Expo! alla prossima…
🥂

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