Pubblicato in: vino bianco

“MeTTiTi iN TeSTa PaRRuCCHe CoN CeNToMiLa RiCCioLi, MeTTiTi ai PieDi CoTuRNi aLTi uN BraCCio, ReSTeRai SeMPRe QueL CHe Sei”

Chiedo umilmente scusa 🙏 per essere andato a scomodare Johann Wolfgang von Goethe e una sua citazione sul tema trito e ritrito abito/monaco. Il succo del discorso é che il Gewürztraminer in assaggio oggi, altro non é che il gemello di quello assaggiato 3 mesi fa [clicca qui]. Ci troviamo palesemente davanti allo stesso prodotto con 2 etichette differenti per differenziare i 2 canali distributivi ai quali é destinato il bianco altoatesino griffato Kössler. Quello assaggiato in precedenza – etichetta bianca – é per il canale GDO, mentre quello in assaggio oggi – etichetta gialla – é per il canale HoReCa. Ed é proprio quest’ultimo, il Gewürtz che ho degustato al Ristorante La Muccigna di Cesena (un plauso allo chef Juri per l’alto livello del pescato e per la perfezione nei tempi di cottura) facendo felice un rombo🐠 chiodato dell’Adriatico al forno, che ha ben gradito l’abbinamento. Per le note emozionali e la valutazione, faccio copia&incolla…
L’assaggio di oggi ci trasporta direttamente al “profondo Nord”😁 della nostra penisola, in un paesino dell’Alto Adige, che sembra uscito da una cartolina🏰🏞️⛪: sto parlando di San Paolo – in provincia di Bolzano – e della “kellerei” omonima che produce, su licenza di Kössler, un Gewurztraminer 2020 decisamente STRABUONO💘, per non dire imbattibile, se rapportato al suo prezzo di vendita (ca. 13€). Colpisce subito al naso con effluvi di pesca noce, pompelmo e lime. Al palato, tanta sostanza, con una struttura in bilico antitetico tra leggerezza e corpositá, con il trait d’union assicurato da una freschezza inaudita. Tirando le somme, questo “gewurtz” ha sfoderato una personalitã tipica di vini con ben altri prezzi: un bianco vivamente consigliato, nei dintorni di “un tredicino” ben speso e con un’aromaticitá e una gustositá al TOP😍. Brava Kössler👍!

Post scriptum: unica variazione nella valutazione rispetto al “gemello del super”🤩 é quel punticino aggiuntivo alla voce “etichetta”, qui decisamente più curata ed attraente.

Post Scriptum bis: i coturni della citazione goethiana, sono delle antiche calzature stivalate formate da strisce di cuoio intrecciate. Oibó😳

etichetta 8,80 | colore 8,06 | profumo 8,24 | densità 8,04 | persistenza 8,29 | tipicità 9 | struttura 8,34 | discesa in gola 8,88 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,03 | prezzo 9,10 | piacevolezza globale 8,70

PUNTEGGIO TOTALE 103,55

Pubblicato in: vino rosa

Si Puó DiRe No aLLa BiRRa🍺 e PReFeRiRe iL ViNo CoN La PiZZa🍕?

Non solo si puó, SI DEVE! Almeno fino a quando non nascerà il blog Emotional🍻 Beers😁. L’assaggio di oggi é il racconto di una sera a cena in quel di Colle Val dElsa, nella Pizzeria Da Chicco, dove a creare e infornare pizze c’é nientepopodimeno che Stefano Canosci, premiato dal Gambero Rosso come autore della “pizza dell’anno” 2021: la Marinara all’aglione. Che poi é quella che scelgo io e me la divoro in una manciata di minuti, abbinandovi un vino rosato del Sud, denominato Notte Rossa. Entriamo nel vivo dell’assaggio… siamo nel Salento e quindi l’uva di origine o é negroamaro o é primitivo, penso tra me e me. Buona la prima🙄 e il vino che ne esce fuori é di color rosa intenso, così come intensi sono i profumi di fragola e ciliegia che impattano al naso. Alla beva, c’é ciccia, c’é materia (non siamo davanti ad un vino di stile delicato/tenue) e quindi la struttura vinosa di questo Salento IGT Negroamaro Rosato “vintage 2020” griffato Terre di Sava, va a braccetto con una buona persistenza e un retrogusto finale piacevolissimo. Notte Rossa si é rivelato un felice “accompagnatore” della pizza – senza rimpianti per il mancato abbinamento birrario – e si è posizionato nel crosspoint della fascia STRABUONO💘, appena sotto la fascia maxima. Davvero un gran bel bere questo Notte Rossa! (ma non poteva chiamarsi “notte rosa”?)🤔
[bevuto qui PIZZERIA CHICCO/SI]

Errata Corrige: mi suggeriscono “dalla regia” che Notte Rossa non è il nome del vino assaggiato, bensì il nome di una linea di vini (ecco perchè non si chiama “notte rosa”🙄), realizzata da Terre di Sava. Mi perplimo e mi tiro 100 bastonate sulle dita… [scopri qui NOTTE ROSSA]

etichetta 7,90 | colore 8,60 | profumo 8,31 | densità 8,07 | persistenza 8,52 | tipicità 8,26 | struttura 8,82 | discesa in gola 9,09 | retrogusto 9,21 | ribevibilità 9,11 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95

PUNTEGGIO TOTALE 104,84

Pubblicato in: vino rosso

eCCo uN’aLTRa PiCCoLa eMoZioNaNTe CaNTiNa…

… della zona pratese del Carmignano, Fattoria di Bacchereto, che porta il nome del paese toscano in cui é ubicata. La cantina é una realtá da 20.000 bottiglie annue, guidata con mano sicura da Rossella Bencini Tesi, che porta avanti la tradizione vitivinicola di famiglia (la Tenuta é dei Bencini Tesi da quasi un secolo ma ha iniziato a fare vino & olio negli anni ’60). In assaggio oggi, il Vino Rosso, un vino base che si affianca agli altri 2 “gioielli di famiglia” realizzati totalmente in regime biodinamico, il Carmignano Terre a Mano e il supertuscan Sassocarlo. Etichetta originalissima, seppur scevra da controetichetta e quindi carente di info aggiuntive su uve utilizzate, lavorazione, affinamento, etc. (-1 pt. di valutazione). Naso evanescente, con accenni di more, violette e frutti rossi. Bocca esplosiva e materica, che non t’aspetti per un rosso base a questo prezzo: se dovessi fare un paragone che ci azzecca, sembra di essere davanti a un Barco Reale realizzato al 🔝 o a un Carmignano giovane. La gustativa del resto é quella, ma la cosa inaspettata è sopratutto il perfetto equilibrio dolce_acido, che non ammalia il palato ma nemmeno lo allappa e garantisce così una persistenza notevole per la tipologia e un retrogusto di alto livello. Insomma, l’avrete capito no? Il Vino Rosso della Fattoria di Bacchereto é il classico CAPOLAVORO🏆 inatteso e quindi, ancora più emozionante😋.
[bevuto qui c/o LA DEGUSTERIA/PT]

Post Scriptum: vorrei suggerire alla Fattoria di Bacchereto di dismettere la produzione di questo vino nel formato 0,75, dato che serve minimo una magnum per accontentare la richiesta delle papille linguali👅 che, dopo averlo assaggiato, ne richiedono a bicchierate🤪…

etichetta 8,60 | colore 9 | profumo 8,12 | densità 8,97 | persistenza 9,18 | tipicità 9,38 | struttura 8,31 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 9,71 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,20

PUNTEGGIO TOTALE 109,15

Pubblicato in: vino bianco

aNDaR PeR ViNi NoN è CoMe aNDaR PeR FuNGHi🍄

Di entrambi ce ne sono millemila specie, tipologie, denominazioni, famiglie di appartenenza. Ma mentre con i funghi, andando a caso senza un minimo di conoscenza della materia, si rischia la vita, con il vino si rischia – al massimo – una ciucca🤪 (hic). E proprio per caso ho scoperto il Collio DOC Pinot grigio targato Formentini (cantina appartenente al Gruppo Italiano Vini) che mi ha sorpreso – in positivo – e mi ha “acciuccato”🤩 di brutto. Vi racconto l’assaggio: etichetta ben fatta ma nome della cantina a me sconosciuta : : colore giallo paglia con toni verdastri : : naso che ricorda l’ananas🍍 e la frutta a polpa bianca : : attacco in bocca aggressive con una struttura importante e una vena acidula intensa ma non sgarbata : : persistenza buona e retrogusto secco che peró invoglia la beva. Insomma, andando a caso, ho scoperto un bianco friulano DOC decisamente STRABUONO💘 che potrebbe ambire alla fascia massima se solo fosse un po’ meno… come dire… monotematico… magari aggiungendo un touch di morbidezza, di nuance balsamiche… ma magari poi non lo troverei al prezzo di oggi – straconveniente🤑 – che é una cosa da non sottovalutare… e quindi: 🎩 tanto di cappello ai Conti Formentini e al loro Collio DOC Pinot grigio 2020!
[comprato su VINICUM a questo prezzo]

etichetta 8,37 | colore 8,07 | profumo 8,10 | densità 7,95 | persistenza 8,84 | tipicità 8,96 | struttura 9,03 | discesa in gola 8,57 | retrogusto 8,53 | ribevibilità 9,52 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,59

Pubblicato in: vino rosso

uN CaBeRNeT iNToRPiDiTo CHe aMa SVeGLiaRSi PiaNo🎹 PiaNo

Non capita spesso, di trovarsi davanti a bottiglie che modificano in modo importante l’impatto organolettico, in funzione del tempo che passa dopo averle stappate. Intendiamoci: che un vino abbia bisogno di un tempo tecnico “per aprirsi” é cosa nota. E spesso, basta un’oretta, o qualcosa in più per i vini Riserva, per poterli tranquillamente gustare al loro massimo potenziale espressivo. Talvolta, si puó pure esagerare ed aprire un vino 5 o 6 ore prima di berlo; ma arrivare a 48 ore, prima di “carpire l’anima” di un vino, é cosa davvero rara. É successo con l’assaggio di oggi, un Cabernet Sauvignon in purezza, proveniente dalla zona di Bolgheri, realizzato dalla cantina Campo alle Comete. Bella ed essenziale l’etichetta : : colore rosso rubino profondo : : naso rarefatto di prugna e more di rovo : : attacco in bocca esemplare, quasi timido di prim’acchito, ma poi sontuoso ed emozionante nell’aprirsi a ventaglio, regalando alle papille linguali una beva elegante, morbida e decisamente intensa, come raramente capita in un vino non Riserva. Certo, l’annata é la “magica duemila16″😍 e questo sicuramente ha aiutato struttura e persistenza, non slegate da un retrogusto ciliegioso🍒 da maximo voto. Il 1° e il 2° giorno peró, tutte queste emozioni intense di un vino CAPOLAVORO🏆, non erano percepibili😳. Se dovessi dare una spiegazione dell’accaduto, ipotizzerei un’ ipersensibilitá a temperatura di sevizio e ossigenazione: nei primi 2 giorni, l’ho testato prima a 15° (siamo in estate e in genere i rossi beneficiano di qualche grado in meno dei canonici 18°~20°) e poi a 20,5° e non mi convinceva. Il 3° giorno, a 18° micrometricamente controllati🌡, è uscita fuori l’anima di questo Cabernet Sauvignon Toscana IGT 2016 Campo alle Comete. E che anima!🍷
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]

Post Scriptum: se nell’algoritmo qualitativo esistesse il parametro “sito web” – cioè una valutazione inerente al sito del produttore – il voto sarebbe sicuramente 10, perchè… cliccate qui e capirete!

etichetta 9,03 | colore 8,94 | profumo 7,53 | densità 8,41 | persistenza 9,05 | tipicità 8,19 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,89 | retrogusto 10 | ribevibilità 8,98 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,14

Pubblicato in: vino rosa

BeLGuaRDo RoSé 2020: uN ViNo RiGeNeRaNTe

Metti una sera a cena… in quel di Firenze, in un’osteria di proprietà della Famiglia Mazzei, a 2 passi dal Ponte Vecchio. L’osteria porta lo stesso nome della Tenuta in Maremma dalla quale proviene il rosato, che a sua volta porta lo stesso nome (😳): Belguardo. Si tratta di un vino di colore rosa cipria davvero tenue, dai lievi profumi di fragoline di bosco, ma dotato di una mineralitá e di una freschezza di beva che oserei definire rigenerante, come da title😁. Il Belguardo Rosé 2020 Toscana IGT é un blend 50&50 di uve syrah & sangiovese, che porta l’asticella dei rosati made in Tuscany ad un livello molto alto, un vino tanto STRABUONO💘 quanto raro per tipologia e provenienza. La Toscana, si sa, é terra di rossi stratosferici ed emozionanti – e lo sanno bene pure i Mazzei, alfieri e pionieri del Chianti fin dal 1435 – mentre con i rosati (e ancor di più con i bianchi) non é che vada proprio a nozze: il Belguardo rosé, quindi, è la classica eccezione. Se n’è accorto anche l’eccelso rollé di coniglio in porchetta – ben eseguito dallo chef dell’Osteria Belguardo – che ha mooolto gradito l’abbinamento😋. [bevuto da OSTERIA BELGUARDOleggi qui la SCHEDA TECNICA]

etichetta 8,36 | colore 7,74 | profumo 8,08 | densità 6,64 | persistenza 8,43 | tipicità 9,60 | struttura 8,36 | discesa in gola 9,57 | retrogusto 8,45 | ribevibilità 10 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,05

PUNTEGGIO TOTALE 103,78

Pubblicato in: vino rosso

BoMBa💣 a MaNo NeL CHiaNTi CLaSSiCo

Sfiora i 15° il Chianti Classico 2018 griffato Castello di Radda – proprietá Gussalli Beretta (sì, quelli delle armi🔫 ) – ecco il perché di un title così impattante🙀 e coerente con la proprietá😁. Passo a raccontarvi l’assaggio di questo vino toscano, partendo dal naso, colpito da effluvi di frutti rossi, amarena, mirtillo selvatico, viola mammola. Ma é in bocca che esce fuori la potenza💪 deflagrante di questo Chianti Classico DOCG d’annata: succoso, materico, fruttato e dotato di una concentrazione vinosa al TOP🔝, con una persistenza lunghissima e un retrogusto balsamico, morbido, da grande vino. Non oso immaginare cosa accadrebbe se assaggiassi la Riserva del Castello di Radda😲!
CAPOLAVORO🏆 assoluto della tipologia, con un rapporto emozioni/prezzo a livello stratosferico, perfetto in abbinamento ad una grigliata di carni rosse o alla classica Bistecca, ma con una raccomandazione specifica: bere con moderazione. Altrimenti succede quel che é capitato a me, che ne ho bevuto un bicchiere di troppo: ciucca inenarrabile (hic) 🤩😋😀.
[scopri qui CASTELLO DI RADDA]

Post Scriptum: giuro (spergiuro🤞) che non sapevo del maximo voto – 3 bicchieri 🍷🍷🍷- assegnato dalla guida vini Gambero Rosso a questo Chianti Classico 2018 Castello di Radda. L’ho scoperto soltanto al mio risveglio a tarda serata, cioé 6 ore dopo averlo bevuto: tanto é durata la ciucca…😝

Post Scriptum bis: ringrazio pubblicamente il Sig. Ruggiero – patron di ROVEN Restaurant a Firenze – che mi ha fatto scoprire, anzi trangugiare🤪 , questa bomba💣!

etichetta 8,32 | colore 8,91 | profumo 8,02 | densità 8,87 | persistenza 9,27 | tipicità 9,53 | struttura 9,14 | discesa in gola 8,61 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,38 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65

PUNTEGGIO TOTALE 109,42

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {2nd time}

Metti una domenica pomeriggio, in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, secondo dei quali é Sette Vizi: Rosso Toscana IGT annata 2017, a base di uve🍇 sangiovese, merlot, cabernet. Sulla carta, un blend molto interessante, vediamo come si comporta in degustazione: profumi decisamente più attenuati rispetto al 1° vino della Tenuta Il Pozzo, assaggiato in precedenza (leggi qui); attacco in bocca molto balsamico, con una peculiaritá di beva tutta incentrata sui frutti di bosco scuri – mirtillo selvatico e mora in evidenza – che peró non riescono a regalare quelle emozioni intense che mi sarei aspettato da un rosso di questa caratura. Forse l’annata non é delle più felici o forse, più semplicemente, mancano delle nuance, delle sfumature, dei dettagli, che proietterebbero questo Sette Vizi 2017 direttamente in fascia maxima. Invece, dobbiamo accontentarci di essere davanti ad un vino STRABUONO💘, con potenzialitá inespresse e, chissá, magari spazi di miglioramento legati ad una naturale evoluzione col passare degli anni. Lo scopriremo “più avanti” 🤩, con un futuro riassaggio o con la ricerca/scoperta di altre annate. [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,29 | colore 8,82 | profumo 7,98 | densità 8,64 | persistenza 8,65 | tipicità 8,78 | struttura 8,91 | discesa in gola 9,10 | retrogusto 8,76 | ribevibilità 8,90 | prezzo 8,85 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 104,13

Pubblicato in: vino bianco

CoSTa MaRiNa⛵: iL VeRMeNTiNo CoN iL MaRe DeNTRo

Oggi giretto in Liguria – sui Colli di Luni – in quel di Castelnuovo Magra, ad assaggiare un Vermentino griffato Ottaviano Lambruschi nella versione “Costa Marina⛵”. Nomen omen: effettivamente la salinitá di questo bianco ligure é stratosferica, ma andiamo per ordine. Al naso, pera🍐coscia e lime; idem al palato, con attacco aggressivo che poi si apre a ventaglio sulle papille linguali in un mix elegante di frutta e toni balsamici. Insomma, grande freschezza ma anche eleganza, con una lunghissima persistenza gustativa e un retrogusto di rara morbidezza e pulizia; una beva sempre sostenuta dalla scia sapida che rende questo Colli di Luni DOC Vermentino Costa Marina 2020 un CAPOLAVORO🏆 unico*. [comprato direttamente in cantina]

*unico come il Signor Ottaviano Lambruschi ritratto in foto, il vispo “ragazzotto” fondatore della cantina che porta il suo nome&cognome, ancora in perfetta forma e tuttora artefice dei gioielli vinicoli di questa piccola – ma longeva – realtá ligure.

etichetta 8,90 | colore 8,73 | profumo 8,66 | densità 8,16 | persistenza 9,28 | tipicità 9,43 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,96 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,15 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 107,61

Pubblicato in: vino rosso

QueL ViNo RoSSo CHe aSSoMiGLia aL BRuTTo aNaTRoCCoLo

Secondo me – o meglio, secondo le mia esperienza enologica che segue pedissequamente il mantra “se non bevo, non credo” 🤩 – ci sono tutta una serie di vini rossi che esprimono le loro potenzialitá solo se refrigerati, quasi come se fossero vini bianchi, rosati, bollicine. A dispetto delle regole e delle consuetudini suggerite dalla sommelerie mondiale – verso la quale, sia chiaro, ho il massimo rispetto – che, se trasgredite, possono riservare emozioni inattese. É questo il caso dell’assaggio odierno, un rosso bolghero~veneto😁 denominato Mediterra: la griffe é quella di Poggio al Tesoro, che altro non é se non il feudo toscano del “big” veronese Allegrini, storica cantina veneta famosa per i suoi Valpolicella (proximamente in assaggio). Il Toscana IGT Mediterra 2019 – rosso “blend” a base di uve syrah, cabernet e merlot – si presenta di color rosso rubino non troppo profondo, mentre al naso s’impone con accattivanti note di frutti di bosco stramaturi, con l’aggiunta di prugne e di una nota speziata. Timido il primo approccio palatale, quasi che Mediterra si vergogni a tirar fuori i muscoli 💪 (leggi: struttura). Persistenza e masticabilitá, sotto le attese; retrogusto con una punta di amaro che non disturba la piacevolezza di beva nel suo globale. Anche se… manca qualcosa a livello di dinamicitá, con la beva che appunto risulta piuttosto piatta e incolore. Se non che… “cameriere potrebbe portarmi una glacé?”. Il tipo, sorpreso dalla mia richiesta ma pronto ad accontentarmi, arriva con il secchiello del ghiaccio sulla sinistra e l’occhio👁 incredulo sulla destra😁. Al che, viene subito fulminato dal mio spiegone: “ci sono dei vini rossi che si aprono/si esaltano solo a temperature basse”. E gli sto raccontando il vero: appena rinfrescato, Mediterra sembra aggiungere 2 marce in più a tutti i parametri di beva, che riescono a trasformare un anatroccolo insulso (o quasi) in un cigno divertente, emozionante. E pure l’algoritmo se ne accorge: Mediterra 2019 é un CAPOLAVORO🏆 degno della sua (nobile) terra di appartenenza, Bolgheri. Ma stando scrupolosamente attenti alla sua temperatura🌡 di servizio, che dovrá essere inferiore ai consueti 18° previsti per un rosso di questa tipologia [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: quest’assaggio, scritto “a tavola” senza prima documentarmi tramite la scheda tecnica del vino, CURIOSAMENTE😜 é in linea con il consiglio di “servirlo fresco” indicato proprio sul sito del produttore, Poggio al Tesoro. Che aggiunge anche, di abbinarlo a pesci in guazzetto o al pomodoro. Io – pur ignaro di tali suggerimenti – l’ho casualmente🙄 sperimentato sia con un polpo ubriaco che con una “petroniana” made in Bologna e il risultato é stato… sublime😍 abbinamento, in entrambi i casi!

etichetta 8,84 | colore 8 | profumo 8,37 | densità 7,81 | persistenza 8,64 | tipicità 9,46 | struttura 8,54 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,89 | ribevibilità 9,45 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 9,10

PUNTEGGIO TOTALE 106,07

Pubblicato in: bollicine rosso

Le STRaDe DeL LaMBRuSCo SoNo iNFiNiTe

Saró ripetitivo (leggi qui) ma ribadisco che ci sono 1000mila modi di dire Lambrusco – dell’Emilia, Spumante dry, Reggiano, Sorbara, Grasparossa, Salamino, Ancestrale, eccetera eccetera – e i vigneron emiliani si sbizzarriscono nel creare le versioni più beverine o più eleganti. Oppure più genuine, più autentiche, più fedeli all’archetipo originario del lambrusco, cioé con quel touch di rusticità che lo rendono “vero”🤩. Andiamo a scoprire a quale tipologia appartiene il brusco in assaggio oggi, l’Ottocentonero Emilia igt griffato Albinea Canali, un blend di uve Grasparossa, Salamino e Ancellotta. Alla vista, si presenta di un rubino scuro impenetrabile, mentre al naso emana profumi di frutti rossi, con le fragoline di bosco stramature, in evidenza. Attacco in bocca molto garbato, non aggressivo, con una corposità di beva marcata ma senza eccessi, una persistenza media e un retrogusto non secco, ma nemmeno virato verso toni morbidi: in medio stat virtus🤓. Insomma, Ottocentonero è un Lambrusco dell’Emilia IGT schietto e contemporaneamente elegante, che lo classifica facilmente come vino STRABUONO💘, a un nonnulla dalla fascia maxima. Il suo punto di forza💪? Una beva molto equilibrata, mai sopra le righe, a garanzia di una notevole piacevolezza globale. Onore al merito della cantina Albinea Canali! [comprato su VINICUM a questo prezzo]
Post Scriptum: non mi meraviglierei se in un futuro 2° assaggio – quasi un obbligo per quei vini “in bilico”, cioè vicinissimi al crosspoint tra 2 fasce contigue di valutazione – Ottocentonero entrasse nel “club” dei vini CAPOLAVORO🏆.

etichetta 7,96 | colore 8,69 | profumo 8,18 | densità 8,36 | persistenza 8,11 | tipicità 9,60 | struttura 8,21 | discesa in gola 9,17 | retrogusto 8,66 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,65

PUNTEGGIO TOTALE 104,87

Pubblicato in: wine tasting

TRaMoNTo DiViNo🥂

{ premessa }
Metti una sera a cena nella piazzetta del centro storico di Cervia, all’ombra della Torre San Michele – alias Torre del sale – insieme ai sommelier A I.S. romagnoli e agli allievi di un noto Istituto Alberghiero di Forlimpopoli, “Pellegrino Artusi”. Aggiungi l”Enoteca Regionale di Dozza, il presidente A.I.S. Romagna Roberto Giorgini, Maurizio Magni e “la sua” Prima Pagina, il Comune di Cervia, i giornalisti delle varie testate locali con Radio Studio Delta in prima fila. Attori non protagonisti – ma frescheggianti “apripista” – della notte rosa cervese, una manciata di vini rosati, tra i quali anche i premiati di un noto concorso internazionale belga (leggi: Bruxelles). Attori Protagonisti: una 40ina di etichette selezionate tra le migliori bollicine regionali. Comparse di lusso, le Eccellenze del food emiliano~romagnolo, ovvero: il Parmigiano Reggiano Dop, la Mortadella Bologna Igp, I Salumi piacentini DOP, la Piadina romagnola Igp, l`Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop e IGP, la degustazione di formaggi km 0 e lo Squacquerone di Romagna DOP. Special guest: la ricotta Fiocco di latte (Centrale del latte di Cesena) ricavata da latte intero in purezza anziché dal siero di latte… una roba indimenticabile😋 !

{ gli assaggi }
Surprise di Ferragosto – giá annunciata giorni fa in BaCHeCa🤩 – che é anche il primo report di una “degustazione di gruppo” alias WINE TASTING: una new-entry tra le categorie (e i tag) di Emotional Wines!
Report molto easy, più fotografico che descrittivo, anche perché, essendo stato astemio nella vita precedente😜, i miei limiti di “reggenza dell’alcol” si fermano intorno ai 200/220 ml di vino, dopodiché vado in ciucca🤪. Quindi, é giá tanto se sono riuscito a tenere ben saldo in mano lo smartphone, per fare gli scatti ai vini assaggiati😁.

Partiamo con i rosé (orroooore😨 chiamare così i vini rosati, ma per una volta, permettetemelo😜): apre le danze un fresco e invitante rosé portoghese proveniente dalla valle del Douro, un fiume che dá il nome anche ai vini di questa regione, con questa versione della Cantina Restrito che si é rivelata mucho mucho gustosa, da riassaggiare presto e valutare con attenzione. Un bell’inizio!

Ci spostiamo ora in Calabria, con Donna Rosa: un rosé a base di uve gaglioppo realizzato dalla Cantina San Francesco, dove appare subito la consueta sontuositá dei vini rosati del Sud. Colore cerasuolo, attacco in bocca fresco, beva sorretta da una buona struttura, notevole piacevolezza globale. Scopro poi, leggendo la controetichetta, del passaggio in botte piccola – sì, avete letto bene: barrique😍 – di questo Donna Rosa. Ottima interessante scoperta! Seguirá ulteriore “indagine”…🕵️

Ora le bolle🤩! Uno dopo l’altro… Extra Brut 2020 metodo ancestrale griffato TerrAquilia/Modena: vino spumante Bio🍃 non filtrato realizzato con un blend di uve grechetto e trebbiano raccolte in vigneto posizionato a 500 mt slm. Risultato spet-ta-co-la-re!

Lo show continua con Enrico Primo Rosé brut, un Metodo Classico proveniente dal piacentino a base di uve pinot nero vinificato in rosa. Lo realizza Enrico Sgorbati – cioé Torre Fornello – ed ha la particolaritá di provenire dalla vendemmia 2015 alla quale poi é seguita sboccatura nel 2019. Notevole e intrigante!

Avanti ⏭ il prossimo! 🤩 Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Metodo Classico vendemmia 2016(💛) sboccato nel 2019. É un interessantissima versione “brut nature rosé” certificata Bio🍃 denominata Intuizione: nomen omen per questa ottima realizzazione dell’Azienda modenese La Piana.

Vabbé, poi c’é LUI, IL Balsamico Tradizionale di Modena extravecchio, d’inimmaginabile dolcezza e intensitá, che ne bastano 2 gocce servite sul Parmigiano nonmiricordopiùquantimesi, per farmi toccare le stelle ✨ (segue probabile infarto 💖).

foto mossa dovuta al tremore della mano…ciucca in arrivo!

Nuovamente bollicine con un Blanc de Noir griffato Pertinello (Galeata/FC) con Caterina Boscherini che realizza un Metodo Classico di gradazione zuccherina Extra Brut, quindi molto secco, ma dannatamente elegante e beverino.

Si torna nel piacentino e più precisamente nell’alta Val Tidone per scoprire un Brut Rosé Metodo Classico griffato Tenuta Colombarola, interessante… seguirá indagine 🕵️, ammesso che esca vivo dalla ciucca ormai imminente…💀 😜

Bis di TerrAquilia con il sanrosé extra brut Metodo Ancestrale realizzato da uva sangiovese vinificata in rosa (vendemmia 2016 / sboccatura 2020), non filtrato, bio vegan😍 certificato, dal gusto acidulo e minerale ma di grande freschezza e beverinità.

ormai la mano è tremolante, basta con queste foto! (hic)

Ultimo assaggio (si fa per dire: gli assaggi sono proseguiti per almeno altrettanti vini, ma ormai avevo la gradazione alcolica “interna” più vicina a un vino fortificato che a uno spumante😁😂) che sono riuscito a fotragrafare per questo WINE TASTING al debutto su Emotional Wines, é il Vincent di Bertolani: dai Colli di Scandiano e di Canossa (nel reggiano), Spergola Pas Dosé Metodo Classico vendemmia 2018 / sboccatura Maggio 2021. Forse ancora un po’ troppo “giovane” per essere bevuto adesso, lo riassaggeró il prox anno. Intanto, BUON FERRAGOSTO 🏖 a tutti voi e… prosit 🍾

Post Scriptum: applausi 👏👏👏 meritati vanno ad Agostino & Alice – la coppia che seguiva il mio tavolo, lui sommelier veterano e lei giovane allieva mooolto preparata – per la precisa descrizione dei vini serviti e gli “scatti repentini” stile Marcell Jacobs, appena vedevano un ospite a calice vuoto.

Post Scriptum bis: applausi 👏👏👏 da standing ovation per l’organizzazione della splendida serata CAPOLAVORO🏆.

Pubblicato in: vino bianco

iL PeCoRiNo🐑 CHe VieN DaLLe PeNDiCi DeL GRaN SaSSo

Iniziamo con la geolocalizzazione GPS🛰 dei luoghi dove nasce la DOC Pecorino in assaggio oggi: Abruzzo >>>Terre dei Vestini >>> Gran Sasso >>> Loreto Aprutino >>> Agricola Torre dei Beati. Conduce l’Azienda – rigorosamente bio🍃 – la coppia Fausto & Adriana, produttrice del bianco “Giocheremo con i fiori💐” 2019, un Pecorino dal colore dorato con nuance verdi, olfatto etereo di fiori e frutta a polpa bianca, ingresso palatale aggressivo e minerale, con pesca noce e mela matura in evidenza. La beva é piena, materica, grazie a una struttura e a una sapiditá oltre la media, che poi si ripercuote in una buona persistenza e in un bel retrogusto fruttato. Peró, da orsetto🐻 bevitore in cerca di emozioni forti, qualcosa mi é mancato: forse un finale più rotondo, più armonico, ma anche un retrogusto più morbido, che probabilmente non é nelle corde di questo Abruzzo DOC Pecorino. Siamo comunque davanti ad un vino STRABUONO💘, che si é esaltato in presenza di un merluzzo🐠 carbonaro, cotto nel coccio con pomodorini e verdure dell’orto😋.
[comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
Post Scriptum: il voto maximo per l’etichetta (stratosferica💟) di questo “Giocheremo con i fiori” vale doppio, perché pure la scritta “integralmente prodotto e imbottigliato” in controetichetta, vale 10 (& lode)😍.

etichetta 10 | colore 8,52 | profumo 7,63 | densità 8,06 | persistenza 8,55 | tipicità 8,68 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,24 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,41 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,50

PUNTEGGIO TOTALE 103,63

Pubblicato in: vino bianco

QueLLa FaLaNGHiNa TRoPPo BeVeRiNa…

… che servirebbe una “magnum” per poter accontentare l’intenso appeal di beva che ha in dote il bianco campano di scena oggi. Tutto comincia da un bel color giallo oro, che fa ben presagire un buon naso: la conferma arriva da un invitante profumo di frutta gialla, pesca noce in primis, insieme ad agrumi e cedro candito. Passiamo ora all’assaggio di questa Falanghina dei Campi Flegrei – vendemmia 2020 – griffata La Sibillla: al palato, risulta sotto le attese per una struttura delicata e non troppo persistente, ma recupera punti alle voci freschezza e RiBevibilitá, che permettono a questo bianco STRABUONO💘 di strappare il voto maximo alla voce “discesa in gola”, nonché a sancire il punto di forza 💪 di questa Falanghina DOC: la beverinitá.
<< cameriere, la bottiglia é terminata, é possibile avere una magnum? >>😲😋😁
[comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]

etichetta 8,34 | colore 8,54 | profumo 8,10 | densità 7,51 | persistenza 7,47 | tipicità 8,88 | struttura 7,24 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,23 | ribevibilità 10 | prezzo 9,40 | piacevolezza globale 8,40

PUNTEGGIO TOTALE 102,11

Pubblicato in: vino rosso

C’è uNa FaTToRia CHe Fa iL FoRMaGGio🧀, L’oLio, iL ViNo…

…serve altro?😁 Siamo sul colle di San Casciano in Val di Pesa, non lontani dal cuore del Chianti Classico e dalla Valdelsa, che si accavalla tra la provincia di Firenze e quella di Siena. La Fattoria che fa tanto bendidío (ho assaggiato un bel po’ dei loro formaggi e sono da urlo🙀!) si chiama Corzano e Paterno, una piccola grande realtà toscana appartenente al bioclub dei VIGNAIOLI INDIPENDENTI (scoprili tutti a questo link). Uno dei 2 rossi base della Fattoria (l’altro si chiama Il Corzanello) é il Chianti DOCG Terre di Corzano 2018, in assaggio oggi. Al colore, solito rosso rubino tipico; al naso frutti di bosco non troppo maturi; attacco in bocca pulito e semplice, con il mirtillo selvatico in evidenza. Ecco, siamo davanti ad un Chianti di struttura media, che peró ha il suo bel gusto tipico dolce_acido, che ci riporta alle peculiaritá di questa DOCG, senza concentrazioni forzate di frutto o di gradazione, rendendo la beva molto invitante, così come la voglia di riberne un altro bicchiere e un altro ancora🍷 (ad libitum). Corzano e Paterno hanno realizzato un vino STRABUONO💘, biologico e con un rapporto qualitá/prezzo che meriterebbe l’Oscar Nazionale sulla guida Berebene by Gambero Rosso (chissá che con questo mio spunto non gli tiri la volata😉), perché sta – seppur di poco – sotto i 13€. Ed é davvero un bel bere e ribere🤩!
[comprato sullo shop di CORZANO E PATERNO a questo prezzo]

etichetta 8,42 | colore 8,21 | profumo 7,75 | densità 8,09 | persistenza 8,17 | tipicità 9,68 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,11 | retrogusto 8,21 | ribevibilità 9,58 | prezzo 9,60 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,71

Pubblicato in: bollicine rosso

uN LaMBRuSCo ReGaLe e SCiaMPaGNoSo

{ fuori onda }
Lo so, sono arrivato lungo: quest’assaggio lo avevo annunciato in BACHECA come “l’ultimo del mese di Luglio”🙄 e invece siamo al 5 Agosto… che vi devo dire? Che sono un orsetto🐻dispetto?😮😳😋 OK, lo ammetto. Ma sono anche “dormiglio”, con questo caldo…☀
{ l’assaggio }
Ci sono millemila sfaccettature che vanno a definire il famosissimo – e talvolta bistrattato – vino con le bollicine emiliano~romagnolo~mantovano. Sfaccettature determinate dal colore – a seconda dell’uva utilizzata e del metodo di vinificazione – ma anche dai profumi e dai sapori variegati che lo contraddistinguono. Quello in assaggio oggi é un Lambrusco spumantizzato di gradazione “brut” (sotto i 12g di zucchero per litro) che, in pratica, equivale a dire “non troppo dolce/piacione, né troppo secco/rude” 🤩. Quindi, il Rubino del Cerro griffato Venturini Baldini é un Lambrusco Reggiano spumante brut decisamente equilibrato, che piacerá e convincerà anche i detrattori tout-court del Lambrusco. Il colore – nomen omen – é proprio un bel rubino 😍 intenso, i profumi – di rara eleganza – si estendono dalla viola🌸 al ribes, senza tralasciare l’aroma dell’uva e del mosto in un immaginario tour in cantina. Alla beva, questo Lambrusco si apre pianpiano e accarezza con eleganza le papille linguali👅, virando poi verso frutti rossi maturi ma non troppo concentrati. Ecco, non aspettatevi troppa persistenza o vinosità da questo Rubino del Cerro, ma godetevi l’equilibrio e la raffinatezza di un CAPOLAVORO🏆 che ha pochi eguali tra i Lambrusco. Nota di merito tripla: per il prezzo che sta sui 10€, per la controetichetta che recita “integralmente prodotto e imbottigliato da Soc. Agr. Venturini Baldini”😍 e per la certificazione BIO🍃.
[comprato su TANNICO a questo prezzo]

etichetta 9,18 | colore 8,52 | profumo 8,55 | densità 8,09 | persistenza 8,21 | tipicità 9,48 | struttura 8,17 | discesa in gola 8,49 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 9,53 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9

PUNTEGGIO TOTALE 106,29

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRMeNTiNo SaRDo CHe aMa PRiMeGGiaRe…

… e lo fa fin dal nome: Mancini Primo. Curioso e pure altezzoso il nome di questo Vermentino di Gallura DOCG Superiore 2019, che la Cantina delle Vigne di Piero Mancini vinifica in quel di Olbia. Data per scontata la convinzione che la Sardegna sia una regione “elettiva” per la produzione di Vermentino, non di rado mi é capitato di berne fin troppo aciduli, fin troppo sapidi, fin troppo rustici. Non é il caso del Mancini Primo in assaggio oggi, che si rivela di un bel colore giallo dorato con qualche nuance verdastra e approccia il naso con profumi di frutta matura tra i quali spiccano ananas e pesche tabacchiere. Al palato, impatta con un piglio elegante ma materico, emozionando per un equilibrio stra-ordinario che mette in fila, una dietro l’altra, sensazioni fruttate, saline, speziate, balsamiche e, come se non bastasse, ci regala pure una persistenza lunghissima. Insomma, quando un vino sfodera una beva così complessa e gustosa, non si puó che applaudire al vigneron che ha saputo realizzare un CAPOLAVORO🏆 di tale portata, perlopiù con un prezzo che sfiora i 10€. [comprato su callmewine a questo prezzo]

etichetta 7,84 | colore 8,81 | profumo 8,90 | densità 8,22 | persistenza 9,85 | tipicità 9,40 | struttura 8,93 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15

PUNTEGGIO TOTALE 109,14

Pubblicato in: vino rosso

MaNNeLLi~RiGoLi SHoW: uN BaRCo ReaLe Da SoGNo❗

Titolo esplicito, che spoilera subito la valutazione dell’assaggio del Barco Reale di Carmignano 2019 firmato Il Sassolo, un rosso toscano DOC – della zona pratese del Carmignano – che sorprende ed emoziona per più motivi. Di colore rosso rubino intenso, sprigiona al naso profumi di frutti rossi maturi, che invitano la beva. Attacco in bocca sorprendente: di solito il Barco Reale ha una sua naturale astringenza, che tende ad allappare il palato – di per sé, niente di negativo, ma neanche una sensazione piacevolissima😁 – mentre qui é impercettibile, perché le papille linguali vengono subito inondate da un sapore fruttato, ciliegioso🍒, in un perfetto equilibrio dolce_acido ammaliante. E qui, ti dimentichi ogni ragionamento in merito a struttura, persistenza, discesa in gola, retrogusto (tutti parametri ben al di sopra delle attese); perché RiBevilitá e piacevolezza globale prendono il sopravvento, fino all’ultima goccia della bottiglia. Antonio Mannelli, della piccola realtá vinicola Il Sassolo, ci mette il lavoro in vigna e le sue uve massaggiate😁, o come minimo, accuratamente coccolate🥰. Beppe Rigoli (Fattoria Ambra) ci mette il suo stile, la sua competenza, la sua arte di winemaker con la E (di enologo) maiuscola. L’unione fa la forza e infatti ne esce fuori un Barco Reale CAPOLAVORO🏆 che potrebbe anche ergersi a “numero 1 assoluto” della tipologia. Lo scopriremo solo bevendo(ne altri)😁 [scoprilo qui]
Post Scriptum: il rapporto qualitá/prezzo di questo vino é, a dir poco, da “champion of the world”, dato che la bottiglia viene via a meno di 10€😯😲😳

etichetta 9,06 | colore 8,72 | profumo 8,41 | densità 8,94 | persistenza 9,13 | tipicità 10 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,58 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,40

PUNTEGGIO TOTALE 111,73

Pubblicato in: vino rosso

iL PiNoT NeRo DeLLe MeRaViGLie

{ fuori onda }
Vi sarete chiesti: ma che fine ha fatto Teddywine che da una settimana ci ha lasciato senza nuovi assaggi? Presto spiegato: mi sono (ri)svegliato cotto al sole☀ – di questo fine Luglio rovente – in un un luogo sperduto, totalmente inebriato dagli assaggi di 2 vini rossi che mi hanno “steso al suolo”🤩.
{ l’assaggio }
Tranquilli, non c’é bisogno di andare in Francia, nella regione dello Champagne, per assaggiare il miglior modo di esprimersi del “pinot noir” 🤩. Oggi vi porto a Cicignano, un luogo collinare nei dintorni di Prato, in una zona vocata a pinot nero, dai tempi del Marchese Pancrazi in quel di Montemurlo che – racconta la storia ufficiale – per anni beveva un rosso buonissimo, senza sapere che l’uva🍇 del vigneto dal quale ricavavano il vino era, appunto, pinot nero. E proprio lì vicino, sorge un piccolissimo appezzamento di pinot che la Tenuta Piroddi trasforma in nettare di-vino. Tenuta bellissima, aperta da poco al pubblico per ristorazione (con panorama da cartolina) e b&b. E proprio poche sere fa, in un giretto “made in Tuscany”, ho avuto modo di “innaffiare la cena” con il loro Pinot Nero 2016. Ho pensato che un rosso leggerino fosse il miglior modo di bere in queste afose serate estive. Ehm 🤭, leggerino un corno📯! Questo pinot della Tenuta Piroddi, di colore rosso scuro impenetrabile, é denso – probabilmente non filtrato – e succoso, con la beva di una gustositá ad altissimo livello emozionale, una tannicitá e una vinositá inebriante ed un retrogusto da 10 assoluto. Ecco, se dovessi scegliere un aggettivo per questo vino, direi “strabordante”, perché ha una succositá MAI assaggiata prima. Onore al merito della Tenuta Piroddi e sappiate che “in loco” l’ho pagato 12€: un CAPOLAVORO🏆 inaspettato e fuori dall’ordinario! [scopri qui il sito della Tenuta Piroddi]

etichetta 8,03 | colore 9,62 | 8,12 | densità 9,59 | persistenza 9,05 | tipicità 9,20 | struttura 8,97 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,48 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70

PUNTEGGIO TOTALE 110,95

Pubblicato in: vino bianco

iL MaGiCo ViN SoaVe Dei SaSSi NeRi

Avete in mente l’uva Garganega, quella dei vini bianchi veneti e sopratutto del Soave? Avete in mente le peculiaritá di tali vini? Taglienti, minerali, sapidi, secchi. Tutte cose che avrei dovuto riscontrare anche nel Monte Carbonare, cru di Soave realizzato da Valentina Tessari: winemaker e comproprietaria, con le sue 3 sorelle, dell’azienda Suavia che ha sede in quel di Fittà, piccola frazione nel cuore del Soave Classico. Peró, peró… si é verificata una magia: sará stata la “vecchiaia” della bottiglia in assaggio, datata 2017, e quindi con un vino in fase evolutiva avanzata. Oppure sará stato il terreno di origine vulcanica di color nero carbone (ecco il senso del nome di questo cru di Soave DOC) dove nasce l’uva Garganega 100% che sta alla base di questo vino. Fatto sta che questo bianco – o meglio, oro antico – si é rivelato di un calore, di una morbidezza, di una rotondità, sconosciuta ai vini della stessa tipologia. Suavia forse non lo sa, ma avendo l’accortezza di lasciar riposare in cantina questo Soave per qualche anno – come ho fatto io – ne esce fuori un CAPOLAVORO🏆 che lo fa quasi assomigliare ad una vendemmia tardiva e proprio per questo lo rende magico🧙‍♂️.
[comprato su wineexpert.it a questo prezzo]

etichetta 8,96 | colore 9,18 | profumo 6,94 | densità 9,29 | persistenza 8,71 | tipicità 9,68 | struttura 9,,07 | discesa in gola 8,94 | retrogusto 9,43 | ribevibilità 8,86 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 9,25

PUNTEGGIO TOTALE 106,46

Pubblicato in: vino bianco

iL GeWüRTZTRaMiNeR 2.0 Di FRaNZiSKuS HaaS

Franz Haas – noto vigneron della Valdadige, rinomato e premiato per il suo Pinot Nero Schweizer – presumo abbia il pallino fisso per i vini di alto profilo qualitativo. E non si smentisce nel caso dell’assaggio odierno, presentandoci un Traminer aromatico uguale a nessuno (ecco spiegato quel 2.0 nel title). Con “la mano” di Franz Haas, coadiuvato dalla moglie Maria Luisa, il Gewürtztraminer appare di un giallo intenso e travolge subito il naso con profumi di ananas e agrumi stramaturi, più un pizzico di spezie dolci. All’attacco in bocca, il bianco altoatesino si esprime con una pienezza, una struttura e una ricchezza di aromaticitá, che rendono la beva dissetante ma anche emozionante: sia la persistenza – infinita – che il retrogusto, sono da 1° della classe. L’annata in assaggio, la 2018, ha aggiunto delle suggestioni balsamiche, morbide e contemporaneamente sapide, che hanno innalzato ulteriormente l’asticella di questo CAPOLAVORO🏆 con con la C cubitale. Applausi👋👋👋 a scena aperta (e calice in alto) per Franz Haas e consorte!
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,83 | colore 8,97 | profumo 8,76 | densità 8,82 | persistenza 10 | tipicità 9,83 | struttura 8,98 | discesa in gola 9,25 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,85

PUNTEGGIO TOTALE 113,09

Pubblicato in: vino bianco

TRe aRMi, uN BiaNCo LaZiaLe CHe…

…sulla carta, premiato con il massimo voto – 4 viti – dai sommelier A.I.S. sulla guida Vitae 2021, invoglia e incuriosisce l’assaggio. Il Tre Armi 2018 é prodotto dall’Azienda agricola Le Rose con un blend di 2 vitigni: malvasia puntinata (alias malvasia del Lazio) e verdicchio. Alla vista, impressiona con un colore giallo intenso benaugurante. Al naso, pochi profumi, perlopiù evanescenti, di erba e fiori di campo. Al palato, esce fuori in evidenza la pesca noce ma anche una curiosa nuance speziata: la scheda tecnica del produttore parla di pepe verde, io ho percepito nitidamente la lecitina di soia mixata con una nota ammandorlata, creando un effetto gustativo assimilabile a quello della “muffa nobile”, ma che in questo caso di nobile aveva ben poco e anzi, ha disturbato in modo sensibile la piacevolezza di beva. Anche la freschezza é al di sotto delle attese, con un retrogusto dove l’erba di campo e, nuovamente, le nuance di lecitina e ammandorlato hanno portato una netta disarmonia, posizionando questo vino in fascia BEVIBILE💔, seppur vicinissimo alla fascia superiore. Peccato, perché la spiccata tipicità, la persistenza gustativa e la struttura corposa del Tre Armi, sono aspetti decisamente di ottimo livello.
[comprato su xtrawine.com a questo prezzo]

Post Scriptum: che i sommelier della guida Vitae s’intendessero di vini più di me, si sapeva. E che ognuno abbia le proprie preferenze e la propria sensibilitá gusto-olfattiva, idem. Ma una distanza siderale sulla valutazione di un vino, come nel caso del Tre Armi, é una cosa anomala. Verificato minuziosamente anche il tappo, personalizzato con il logo del produttore e ben realizzato in puro sughero: nessuna anomalìa, né odori strani. Per questo, mi riprometto un futuro 2° assaggio di questo bianco, che – come si evince anche dall’algoritmo qualitativo – é di pochissimo sotto la soglia STRABUONO💘 e potrebbe pure ambire alla fascia maxima, al netto della disarmonia riscontrata oggi.

Post Scriptum bis: il vino è condivisione e spesso, come anche per questo assaggio, lo offro agli amici per tesserne le lodi o – in silenzio monastico – per carpirne le emozioni che provoca in palati altrui. Nello specifico, il Tre Armi 2018 ha scaturito emozioni non convincenti…

etichetta 8,13 | colore 8,69 | profumo 6,78 | densità 7,92 | persistenza 8,81 | tipicità 9,62 | struttura 8,25 | discesa in gola 6,14 | retrogusto 5,46 | ribevibilità 6,11 | prezzo 7,90 | piacevolezza globale 6

PUNTEGGIO TOTALE 89,81

Pubblicato in: vino bianco

C’è uN GReCo SuPeR, CHe VieN DaL CoLLe

É Vigna Cicogna il nome del cru di Greco di Tufo DOCG, che proviene da vigneti vendemmiati in altura dalla cantina Benito Ferrara, una piccola realtà vinicola campana (siamo sull’ordine delle 50.000 bottiglie prodotte). La curiosità di assaggiare questo bianco pluripremiato con i massimi voti sia da Vitae (AIS) che da Bibenda (FIS), mi ha portato fin qui, all’assaggio di un vino che si presenta subito al meglio: il colore è un oro giallo intenso e il profumo che emana – miele, agrumi e cedro candito – invoglia maledettamente la beva. Che si trasforma nel solito rito: occhi socchiusi, papille gustative in pre-allarme, concentrazione gusto-olfattiva a palla. Attacco in bocca perfetto, con un ventaglio di aromi fruttati e una bordata di freschezza che apre le danze. Poi arrivano gli agrumi – per un attimo mi sento “teletrasportato” in un limoneto🍋 della Costiera Amalfitana, magari a Ravello – ma arrivano anche la frutta candita e una vena marina di sapiditá che vanno a braccetto sia con una struttura vinosa imponente ma aggraziata, che con una persistenza lunghissima, da vino importante. Insomma, inutile girarci intorno: questo Vigna Cicogna 2019 è un Greco di Tufo CAPOLAVORO🏆 che ricorderó a lungo, anche perché… é già finita la bottiglia😁😋. Standing ovation 👋👋👋 per Gabriella Ferrara, che porta avanti la cantina di famiglia, regalandoci un “vino emozionale” esemplare nella sua straordinarietà.
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,59 | colore 9,35 | profumo 9,03 | densità 8,70 | persistenza 9,77 | tipicità 9,65 | struttura 8,82 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 9,69 | ribevibilità 9,58 | prezzo 8,90 | piacevolezza globale 9,60

PUNTEGGIO TOTALE 111,15

Pubblicato in: vino rosso

NeLLa CaNTiNa PiCCoLa Ci STa iL ViNo BuoNo {1st time}

Visto che stanotte promette una notte caldissima, ne approfitto per raccontarvi l’assaggio che avrei voluto pubblicare domattina dopo lunga dormita e che invece skipperò causa insonnia…😁 Metti una domenica pomeriggio nell’ultimo giorno di primavera (20 Giugno), in occasione dell’evento Cantine Aperte 2021; aggiungi una piccola cantina incastonata in una delle microzone vinicole della Toscana per quel che riguarda il Chianti; mixa il tutto con un “patron” – Donato – che sembra il buffo amicone d’infanzia secchione a scuola e il suo opposto, cioé un esperto conoscitore di vita/morte/miracoli del vino e dei suoi interpreti. Ne esce fuori un tour esperienziale alla scoperta della Villa Il Pozzo, ubicata in uno dei luoghi più verdi e più belli della Toscana, la Valdelsa.
Villa, che é proprio tale in virtù di una struttura che ospita suites per matrimoni e soggiorni, con tanto di piscina scenografica nel giardino antistante. Ma é anche una fattoria, dove si producono 3 vini, primo dei quali é il Chianti DOCG Monticello 2019 che andiamo a scoprire insieme. Focus sui profumi (dato che il colore, chevvelodicoaffare😁, é il rosso rubino tipico dei Chianti giovani) con un intenso puppurrì – da voto maximo – di more, fragoline di bosco🍓, mirtillo selvatico e anche un ciuffo di violette. Al palato, tanta fruttositá e piacevolezza di beva, si accompagnano ad una struttura media e decisamente beverina, con una discreta persistenza e una bella sensazione di freschezza a chiudere. Promosso a pienissimi voti questo Chianti STRABUONO💘 di Tenuta Il Pozzo, ma gli assaggi dei loro vini continuano in un prossimo futuro “2nd time”… [comprato direttamente in loco a questo prezzo]

etichetta 8,24 | colore 8,08 | profumo 10 | densità 8,09 | persistenza 7,81 | tipicità 9,45 | struttura 7,32 | discesa in gola 8,74 | retrogusto 8,33 | ribevibilità 9,26 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,85

PUNTEGGIO TOTALE 103,47

Pubblicato in: vino bianco

iL VeRDiCCHio Bio🍃 “oSCaR NaZioNaLe” BeReBeNe 2021

Secondo la nota guida Berebene 2021 – edita da Gambero Rosso e dedicata ai vini best-buy sotto i 13€ – il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Tre Ripe 2019, firmato Pievalta, é uno dei 3 vini bianchi “oscar nazionale”. Secondo me, d’accordo con Emotional Wines😁, il Tre Ripe 2019 pur confermando la generosa piacevolezza di beva, l’attacco in bocca vivace e una discreta struttura, non ha poi tutte quelle virtù extra da ergerlo sul piedistallo di un primato nazionale di categoria, cioé “bianco del centro Italia dal miglior rapporto qualitá/prezzo”. L’assaggio di questo (sempre under 13€) perlopiù della stessa tipologia, lo dimostra oggettivamente. Comunque sia, diamo a Cesare quel che é di Cesare: il Tre Ripe 2019 di Pievalta é un Verdicchio STRABUONO💘 ad un prezzo conveniente (non arriva ai 10€), che vale l’acquisto e regala delle notevoli emozioni. Ma, come ben saprete, sono un orsetto🐻 esigente e per me le emozioni non sono mai abbastanza…😜 [comprato su gallienoteca.it a questo prezzo]
Post Scriptum: nella valutazione di quest’assaggio, al primo impatto, sono stato “distratto” da 2 cose curiose che non posso esimermi dal raccontare. La prima, é quella di una sensazione al palato di un lieve “freeze”, quasi come l’effetto della classica rifermentazione (ho detto quasi😬), poi svanita in un 2° assaggio a distanza di svariate ore.
La seconda, é che ho dovuto un po’ faticare nel riconoscere, di primo acchito, le peculiaritá varietali di un Verdicchio, come se, nel “teorico” 50/50 di apporto di vigna e di cantina per realizzare un vino, la cantina avesse preso il sopravvento…😎

etichetta 8,21 | colore 8,39 | profumo 8,51 | densità 8,14 | persistenza 8,56 | tipicità 8,10 | struttura 8,33 | discesa in gola 8,48 | retrogusto 8,77 | ribevibilità 8,94 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,45

PUNTEGGIO TOTALE 102,88

Pubblicato in: vino rosso

iL PRiNCiPe, uN RoSSo BLeND CHe SoRPReND😁

Rima baciata😘 a parte – che ha ispirato un title più trash che naìf – l’assaggio di oggi porta il nome di uno dei personaggi che hanno lasciato un segno in Toscana e più precisamente nella Repubblica Fiorentina del 1500: quel Niccoló Machiavelli che fu storico, filosofo, scrittore, drammaturgo, politico, ma sopratutto fu un personaggio geniale e controverso. L’Antica Fattoria Machiavelli é l’artefice de Il Principe, blend di uve🍇 sangiovese e cabernet, che si presenta di un rosso scuro impenetrabile nel calice e piuttosto avaro al naso, con profumi di frutti rossi e marasca appena percepibili. “É il fine che giustifica i mezzi”: ed é infatti al palato, che questo rosso toscano sfodera una performance di potenza, vinositá, tannino, persistenza e retrogusto, spet-ta-co-la-re!
La Fattoria Machiavelli (Gruppo Italiano Vini), con Il Principe 2015, mette a segno un CAPOLAVORO🏆 che sorprende, anche perché é rarissimo trovare un IGT (in questo caso, supertuscan🤩) di questo livello a questo prezzo (sotto i 20€). Per festeggiare, punterei sulla cinta senese🐷, prendendo il filetto, aggiungendoci un mix di pepi e spezie, per poi porlo sul barbecue e innaffiarlo generosamente con Il Principe😍.
[comprato su vinicum.com a questo prezzo]
Post Scriptum: vi ho fatto venire l’acquolina in bocca? Prosit! 😁

etichetta 8,49 | colore 9,04 | profumo 8,11 | densità 8,74 | persistenza 9,46 | tipicità 9,10 | struttura 9,25 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,39 | ribevibilità 9,42 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,55

PUNTEGGIO TOTALE 109,86

Pubblicato in: bollicine rosso

MaRCeLLo, iL LaMBRuSCo aMBiVaLeNTe

Marcello Ceci, l’uomo che dá il nome di battesimo al vino in assaggio oggi è anche il CEO di Ariola, la cantina produttrice di questo Lambrusco dei colli di Parma. Nasce a Langhirano, questo Lambrusco dell’Emilia IGT pluripremiato a livello mondiale: sono piuttosto curioso, come e più di voi che leggete, di capire se ho speso bene i miei 10€ (con resto) per questo brusco così “vincente”. Di colore rubino intenso con accenni violacei, si offre al naso con profumi di fragoline🍓 e ribes selvatico ma anche con una sgradevole🤢 e intensa nuance acetica. Alla beva si conferma ruvido e acetoso, ovvero IMBEVIBILE. Telefono alla cantina produttrice per segnalare la cosa, con tanto di indicazioni del lotto della bottiglia e del luogo fisico di acquisto. Qualche giorno dopo, vengo richiamato dal Responsabile Clienti di Ariola dicendomi che, dopo un attento controllo, non hanno riscontrato alcun problema né segnalazioni negative su tale lotto. Okay, ho ribattuto al telefono: “sará stato colpa dei faretti led che illuminano lo scaffale dove ho acquistato il Lambrusco” e l’ho chiusa lì. In realtá l’acquisto era avvenuto nella zona vini di una famosa catena GDO, illuminata da (poche) luci soffuse. Sono peró rimasto basito, per il fatto che l’Azienda non mi avesse offerto perlomeno “un buono” per il ritiro di una nuova bottiglia di Marcello, come gesto di cortesia per l’accaduto. Cortesia che ho avuto io, annullando la pubblicazione dell’assaggio effettuato mesi fa (i più attenti lettori del blog potranno notare che l’etichetta “Marcello” appariva giá a Marzo, nel consueto photo-collage dei vini previsti in assaggio, v. PRELUDIO, foto che precede PARAGRAPH 1), per poter poi effettuare un 2° assaggio su una nuova bottiglia. Stavolta, tutto bene al naso, niente profumi sgradevoli e anzi, fragoline e mirtillo decisamente intensi. All’attacco sul palato, Marcello si é presentato vinoso, con un bell’equilibrio dolce_acido ad invitare la beva, con qualche incertezza lato struttura, che si ripercuote su una persistenza sotto la media della tipologia e un retrogusto piacevole ma non eccezionale. Tirando le somme, direi che siamo davanti ad un buon Lambrusco emiliano, anzi STRABUONO💘, ma per essere ai vertici della categoria (come faceva ben sperare il nutrito palmarès a livello internazionale) manca “qualcosa” a livello emozionale. Diciamo che si gode ma non si esulta🤗. [comprato su tannico.it a questo prezzo]

etichetta 8,06 | colore 8,40 | profumo 8,13 | densità 7,83 | persistenza 7,46 | tipicità 9,50 | struttura 7,72 | discesa in gola 9,15 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 9,31 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,20

PUNTEGGIO TOTALE 101,87

Pubblicato in: vino rosso

aGLiaNiCo DeL VuLTuRe: iL ViNo CoNSiGLiaTo DaL Mio DoTToRe

Non sto scherzando: il mio medico di famiglia, mi ha consigliato un uso moderato (max 1 bicchiere🍷 al giorno) di questo rosso lucano, per combattere il colesterolo LDL (quello cattivo) e la pressione alta. Onestamente, ero a conoscenza dell’effetto benefico di polifenoli, antociani, resveratrolo e compagnia cantante😬, ma non sapevo della loro alta concentrazione nei vini del Sud e in particolare nell’Aglianico del Vulture oggi in assaggio. Il cru Teodosio, annata magica 2016, porta la firma della cantina Basilisco (oggi di proprietá del “big” Feudi San Gregorio) e si presenta alla vista rosso scurissimo, piuttosto chiuso al naso – con eterei profumi di more e prugne dolci – mentre esplode al palato con grande succositá di frutti neri ma anche tanta morbidezza. La frase fatta “accarezza il palato” é quanto mai azzeccata per descrivere il Teodosio, che é più elegante che potente, tradendo parzialmente l’idea che mi ero fatto prima di assaggiare questo rosso della Basilicata. Siamo decisamente davanti ad un vino STRABUONO💘, ma per ambire alla valutazione maxima, ci vorrebbe una beva più divertente, più dinamica, magari anche un filo di rusticitá (qui non pervenuta), che plasmerebbe l’esperienza gusto-olfattiva in modalitá “emotional”🤩. Ecco, vorrei che questa mia velata critica spronasse Basilisco ad andare oltre il compito del “vino perfettino”, perché anche un solo difetto, se ben gestito, puó diventare una peculiaritá vincente💪. Cosa ne pensa🤔 Dottore?
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,03 | colore 9,24 | profumo 7,39 | densità 8,66 | persistenza 8,33 | tipicità 8,67 | struttura 8,22 | discesa in gola 9,01 | retrogusto 8,57 | ribevibilità 8,93 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 8,10

PUNTEGGIO TOTALE 102,95

Pubblicato in: vino bianco

La MoRBiDeZZa e L’eLeGaNZa iN uN BiaNCo ToSCaNo❗

L’esclamativo è d’obbligo, dato che stiamo parlando di una regione, la Toscana, assurta agli allori dell’eccellenza vinicola mondiale, grazie ai suoi rossi stratosferici – dal Brunello al Chianti, passando per Bolgheri, Carmignano, Montepulciano, Scansano – ma che non ha mai brillato per i bianchi e i rosati, fatte le dovute eccezioni (v. Vernaccia di San Gimignano DOCG). Ci prova Fèlsina a sbaragliare il luogo comune di una regione solo rossista e lo fa, regalandoci un bianco a base di uve Chardonnay – I Sistri – dotato di grande eleganza e di una morbidezza surreale. Il colore é giallo intenso, i profumi in evidenza sono pesca e ananas stramaturi, l’attacco palatale é quasi impalpabile, con una struttura che si apre a ventaglio sfoderando una morbidezza davvero eccelsa, senza scadere nella dolcezza e nella piacioneria. Effettivamente, è rarissimo trovare un bianco toscano di questo livello ad un prezzo sotto i 15€. Per pochissimo – forse a causa di una lieve mancanza di dinamicitá e freschezza – non entra in fascia di valutazione maxima, ma comunque I Sistri 2018 di casa Fèlsina resta un bianco STRABUONO💘 di alto livello, pieno di charme e notevole eleganza di beva. In abbinamento per contrasto, l’ho provato su degli straccetti di tacchino al Roquefort ed è stato ammmore❤️ al primo sorso. Brava Fèlsina!
[comprato su callmewine.com a questo prezzo]

etichetta 8,52 | colore 8,54 | profumo 8,29 | densità 8,44 | persistenza 8,36 | tipicità 9,50 | struttura 8,55 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 8,37 | ribevibilità 8,88 | prezzo 8,80 | piacevolezza globale 8,90

PUNTEGGIO TOTALE 104,79

Pubblicato in: vino bianco

Di NuoVo SiCiLia, aNCoRa RaPiTaLá

Sia chiaro, non é che sono al soldo della tenuta palermitana; é soltanto il caso che ha fagocitato😁 2 assaggi ravvicinati di altrettanti vini griffati Rapitalà. Di scena oggi, il bianco Vigna Casalj 2019: un alcamo DOC di colore giallo paglierino e dai profumi di frutta a polpa gialla. Attacco in bocca asciutto e molto sapido, poi viene fuori una succositá agrumata, con qualche carenza in termini di struttura e di piacevolezza di beva, che risulta fin troppo salina. Avrei gradito un tocco di morbidezza, di balsamicità, per equilibrare “i sapori del mare” che contraddistinguono il carattere di questo bianco, che resta comunque un vino STRABUONO💘 che sa di Sicilia. Obiettivamente il Vigna Casalj della Tenuta Rapitalá ha dato il meglio di sé in abbinamento a dei crostacei al vapore, smorzando la dolcezza dei gamberoni🦐, grazie alla sua pronunciata vena sapida. [comprato su vinicum.com a questo prezzo]

etichetta 9,03 | colore 8,14 | profumo 8,23 | densità 7,61 | persistenza 7,85 | tipicità 9,30 | struttura 7,72 | discesa in gola 8,26 | retrogusto 7,97 | ribevibilità 8,78 | prezzo 8,60 | piacevolezza globale 7,70

PUNTEGGIO TOTALE 99,19